{"id":25925,"date":"2019-08-15T12:36:00","date_gmt":"2019-08-15T12:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/08\/15\/in-principio-era-hollywood\/"},"modified":"2019-08-15T12:36:00","modified_gmt":"2019-08-15T12:36:00","slug":"in-principio-era-hollywood","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/08\/15\/in-principio-era-hollywood\/","title":{"rendered":"In principio era Hollywood"},"content":{"rendered":"<p>Nelle societ\u00e0 moderne, dove l&#8217;illusione democratica genera l&#8217;illusione della libert\u00e0, mentre di fatto le oligarchie controllano sia il lato materiale della vita della gente, sia quello spirituale, il fattore veramente decisivo \u00e8 il controllo dei mezzi di comunicazione di massa, perch\u00e9 per il cittadino moderno non \u00e8 vero quel che \u00e8 vero, ma \u00e8 vero quel che passa attraverso la comunicazione di massa e specialmente attraverso il cinema. Non importa se il cinema, oggi, \u00e8 in crisi, quanto al numero delle sale di proiezione e quanto al numero dei biglietti staccati; esso ha talmente pervaso l&#8217;immaginario collettivo, che seguita a esercitare la sua influenza anche sugli altri mezzi di comunicazione, dalla radio alla televisione e al telefonino, per non parlare della carta stampata, e anche sulle varie forme di spettacolo, i concerti di musica leggera, gli eventi mondani d&#8217;ogni tipo, le sfilate di alta moda e perfino gli eventi sportivi. La politica, a sua volta, ne \u00e8 pesantemente influenzata, sia per quel che riguarda il modo della comunicazione, sia riguardo ai contenuti stessi; e nemmeno la scuola si pu\u00f2 considerare un&#8217;isola indipendente da tali influssi. In breve, chi controlla il cinema controlla anche tutto il resto, letteralmente in ogni ambito della vita collettiva e di quella individuale. Influenza il modo di pensare, di sentire, di sperare, di temere, di amare e di odiare; influenza gli atteggiamenti verso il lavoro, il tempo libero, la cultura, la religione, la morale, l&#8217;arte, la scienza, e naturalmente verso la famiglia e le istituzioni pubbliche; ma anche e soprattutto verso il sesso, l&#8217;affettivit\u00e0 e l&#8217;erotismo.<\/p>\n<p>E quando diciamo il cinema, intendiamo Hollywood: cio\u00e8 quella piccola percentuale della produzione cinematografica che entra nel circuito della grande distribuzione mondiale e che raggiunge centinaia di milioni di persone. Il resto del cinema che si fa nel mondo, non solo negli altri Paesi ma negli stessi Stati Uniti, il cinema sperimentale, il cinema d&#8217;autore, il cinema che non arriva alla grande distribuzione perch\u00e9 viene fatto con piccoli capitali e senza star famose, e quindi non attira l&#8217;attenzione della critica e del pubblico, se non quelli di nicchia, non conta: dal punto di vista dell&#8217;immaginario collettivo, \u00e8 come se non esistesse. C&#8217;\u00e8 stato un periodo, diciamo fra gli anni &#8217;50 e &#8217;70, in cui accadeva che dei registi molto dotati, non solo americani, ma francesi, italiani, britannici, russi, realizzassero dei film d&#8217;autore che erano anche dei grossi successi commerciali ed entravano nella grande distribuzione; ora quel momento \u00e8 passato, ed esiste una netta divisione fra cinema d&#8217;autore e cinema commerciale. Il cinema che conta, che realizza i grandi numeri, che mobilita i critici importanti, che vince i premi famosi e che riscuote l&#8217;interesse del vasto pubblico, \u00e8 solo ed esclusivamente cinema commerciale, di un livello artistico e intellettuale sempre pi\u00f9 basso, e di una seriet\u00e0 d&#8217;intenti sempre pi\u00f9 mediocre, per non dire nulla. Il grande pubblico si abitua cos\u00ec a &quot;digerire&quot; dei prodotti cinematografici sempre pi\u00f9 scadenti, e finisce per trovarli buoni, come sempre accade quando non c&#8217;\u00e8 altra scelta: perch\u00e9 questa \u00e8 la situazione del &quot;grande&quot; cinema oggi, il fatto di agire in regime di monopolio. Le grandi case cinematografiche hollywoodiane si sono messe d&#8217;accordo, si sono divise il lavoro e spartite le quote di mercato, operano in sinergia e portano avanti un unico progetto globale. La caratteristica pi\u00f9 notevole del cinema odierno, infatti, \u00e8 quella di prestarsi in maniera sempre pi\u00f9 scoperta a veicolare una filosofia di vita che esprime il punto di vista dei <em>liberal<\/em> americani, progressista, femminista, ambientalista, migrazionista e <em>gay-fiendly<\/em>; un punto di vista irreligioso o pervaso di una religiosit\u00e0 vaga e dolciastra, pi\u00f9 che religiosit\u00e0 si potrebbe dire una spiritualit\u00e0 usa e getta, stile New Age, che diffonde nel pubblico una concezione vagamente naturalista e panteista, secondo la quale noi veniamo dalla terra e torniamo alla terra, n\u00e9 dobbiamo aspettarci un destino ultraterreno, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che esiste \u00e8 qui, adesso, e non c&#8217;\u00e8 nessun altro livello di realt\u00e0 oltre quello materiale e visibile (si noti con quanta frequenza il cinema odierno diffonde la scena del funerale laico che consiste nella dispersione delle ceneri del caro estinto, dopo la cremazione d&#8217;obbligo).<\/p>\n<p>Perfino lo spettatore pi\u00f9 distratto si sar\u00e0 accorto che il cinema di Hollywood, da alcuni decenni, ma con un&#8217;accelerazione negli ultimi anni, sta portando avanti una vera e propria battaglia ideologica per legittimare pienamente l&#8217;omosessualit\u00e0, per porla su un piano di dignit\u00e0 pari, se non superiore, all&#8217;eterosessualit\u00e0, con tutto ci\u00f2 che ne consegue: esaltazione delle famiglie arcobaleno, promozione della bisessualit\u00e0 e della transessualit\u00e0, intimidazione anche giuridica nei confronti del dissenso, diffusione dello stile di vita gay nella societ\u00e0, nella scuola e perfino nell&#8217;esercito, acquisizione di significativi consensi da parte di certi settori delle chiese, specie protestanti, ma di recente anche quella cattolica. Lo schema utilizzato \u00e8 da manuale. Dapprima compaiono nei film alcuni personaggi secondari con tendenze gay, non sempre dichiarate e palesi; poi la loro presenza si infittisce; infine dai personaggi secondari si passa a quelli principali. A quel punto la problematica si fa estremamente seria: ci\u00f2 che all&#8217;inizio veniva presentato al pubblico quasi come uno scherzo, una forma d&#8217;ironia o un timido esperimento, diventa lo strumento per far passare contenuti sempre pi\u00f9 &quot;pesanti&quot; e sempre pi\u00f9 dichiaratamente ideologici. Il film <em>Cuori nel deserto<\/em>, del 1985, di Donna Deitch, \u00e8 stato una pietra miliare nella conquista di una fierezza e di una identit\u00e0 lesbiche, perch\u00e9 milioni di donne lesbiche si sono potute immedesimare nella vicenda della protagonista, una professoressa divorziata la quale conosce una giovane cameriera che di lei s&#8217;innamora, e alla cui passione, dopo molte incertezze, decide di corrispondere, nonostante le differenze di educazione, censo, di cultura e di et\u00e0. Come dire: l&#8217;amore non conosce confini. La cosa pi\u00f9 notevole, in questo come in altri film dello stesso genere, \u00e8 l&#8217;atteggiamento tenuto da amici e parenti: a parte qualche nota stonata, i personaggi di contorno che si presentano come onesti, intelligenti, sensibili, non hanno difficolt\u00e0 a comprendere e sostenere le pulsioni omoerotiche delle due protagoniste, sempre in base alla legge secondo cui &quot;al cuore non si comanda&quot;. Non intervengono mai scrupoli morali o principi religiosi; si d\u00e0 per scontato che non ve ne possano essere, se due persone sono &quot;sincere&quot; e se il loro sentimento \u00e8 grande e &quot;pulito&quot;.<\/p>\n<p>Naturalmente in questi film di vera e propria propaganda non si mostra mai il lato sordido dell&#8217;omosessualit\u00e0, la prostituzione, la promiscuit\u00e0, l&#8217;infedelt\u00e0, i drammi della gelosia, le famiglie distrutte, i figli sconcertati o traumatizzati; al contrario, tutto si svolge in un&#8217;atmosfera molto &quot;sana&quot;, molto civile e molto simpatica. I protagonisti omosessuali sono delle bravissime persone, gentili, educati, cittadini esemplari, pieni di buoni sentimenti verso il mondo intero, altruisti, generosi, che non si distinguono in nulla, anche esteriormente, da qualsiasi altra persona; e anche questa \u00e8 una grossa mistificazione della realt\u00e0, perch\u00e9 se ci\u00f2 accade in un certo numero di casi, pi\u00f9 spesso l&#8217;omosessuale si vede e si riconosce per dei tratti e un certo modo di fare che denotano uno scompenso, uno squilibrio. Ma questo \u00e8 appunto ci\u00f2 che i registi, o meglio i produttori, vogliono assolutamente togliere dalla testa del pubblico: che l&#8217;omosessualit\u00e0 sia uno squilibrio e una disarmonia, e che nasca da problemi e conflitti psicologici non risolti, ma che potrebbero essere affrontati, se non sempre risolti, qualora venissero riconosciuti come tali. Invece si vuol far passare l&#8217;idea che gay \u00e8 bello, che non c&#8217;\u00e8 nulla di strano nel far l&#8217;amore e magari nello sposarsi con una persona dello stesso sesso, che i figli non ne subiscono alcun danno &#8212; anche se resta da vedere come arriveranno, questi figli, a meno che ci fossero da prima, cio\u00e8 da prima del <em>coming out<\/em> dei genitori omosessuali. Si vuole dar l&#8217;idea, e ci si \u00e8 in gran parte riusciti, che non c&#8217;\u00e8 niente di sbagliato nell&#8217;omosessualit\u00e0, e che la sola cosa sbagliata sono le prevenzioni, i pregiudizi, l&#8217;incomprensione degli &quot;altri&quot;. Il problema non \u00e8 quello di una moglie e madre che pianta marito e figli per andare a vivere la sua felice storia d&#8217;amore con un&#8217;altra donna, magari la cameriera o la fioraia del negozio all&#8217;angolo; e nemmeno il pap\u00e0 che pianta moglie e figli, magari dopo dieci o venti anni di matrimonio, per inseguire il suo sogno di felicit\u00e0 con un altro maschio, un collega, un amico, un tifoso della stessa squadra di calcio, o magari il collega cow-boy in qualche <em>ranch<\/em> sperduto ai piedi delle Montagne Rocciose (vedi <em>Brokeback Mountain<\/em>, del 2005; due piccioni con una fava: propaganda gay e riduzione del genere western, gi\u00e0 roccaforte dei valori virili alla John Wayne, a strumento dell&#8217;ideologia gay). Il problema sono gli altri. \u00c8 l&#8217;ultima versione, rivista e corretta, della teoria di Rousseau seconda la quale l&#8217;uomo \u00e8 naturalmente buono e sono buoni anche i suo istinti, mentre la societ\u00e0 tende a incattivirlo.<\/p>\n<p>\u00c8 incalcolabile l&#8217;apporto dato alla &quot;normalizzazione&quot; dell&#8217;omosessualit\u00e0 nel sentire delle persone comuni, dato da film come <em>Philadelphia<\/em>, di Jonathan Demme, del 1993, nel quale l&#8217;idea vincente, si fa per dire, \u00e8 unire in un solo intreccio la lotta contro il pregiudizio verso i malati di AIDS e quello verso gli omosessuali in generale. Forzando deliberatamente la realt\u00e0, si passa sotto silenzio la relazione che realmente esiste fra AIDS e omosessualit\u00e0, e si presenta la battaglia per l&#8217;accettazione dei malati di AIDS come l&#8217;altra faccia della medaglia per l&#8217;accettazione delle persone omosessuali. Anche qui il protagonista \u00e8 un bravissimo cittadino, onesto, laborioso, rispettoso della legge, figlio affezionato, che scopre di essere malato di AIDS e viene ingiustamente licenziato dai suoi datori di lavoro, accecati dal pregiudizio verso di lui e la sua malattia, quando viene in luce la sua doppia vita e il fatto che vive stabilmente con un altro uomo col quale ha una relazione sessuale. Grazie alla popolarit\u00e0 di attori come Tom Hanks e Antonio Banderas (il suo compagno\/amante), milioni e milioni di persone in tutto il mondo hanno introiettato l&#8217;idea che il problema non sia l&#8217;omosessualit\u00e0 e tanto meno l&#8217;atto della sodomia, intrinsecamente pericoloso sotto il profilo igienico-sanitario, e che non sia nemmeno l&#8217;AIDS, ma solo e unicamente l&#8217;atteggiamento sbagliato, egoista, razzista, ignorante, delle persone omofobe, le quali giudicano senza capire e senza mostrare un briciolo di umanit\u00e0. \u00c8 lo stesso schema, si noti, che oggi viene utilizzato per far sentire in colpa, e per far passare da persone brutte e cattive, quanti non sono affatto persuasi che il dovere cristiano degli italiani, e degli europei in generale, sia quello di accettare l&#8217;invasione di milioni e milioni di africani travestita da emergenza umanitaria. Perfino i volti sono gli stessi: anche qui Antonio Banderas (sulla scia del collega Richard Gere, e davanti a chiss\u00e0 quanti altri, che ora si metteranno in fila), bench\u00e9 stagionato come attore, si presta con entusiasmo a mettere la faccia per veicolare l&#8217;ideologia migrazionista, sponsorizzando l&#8217;opera delle o.n.g. che imbarcano i migranti sulle coste dell&#8217;Africa per scaricarli nei porti italiani, il tutto sotto le luci dei riflettori e con qualche decina di giornalisti al seguito, a far da cassa di risonanza. Infine sono gli stessi anche i grandi registi dell&#8217;operazione: quei signori della grande finanza internazionale, che hanno la loro centrale operativa a Wall Street e ai quali non importa proprio nulla n\u00e9 dell&#8217;AIDS, n\u00e9 del cambio di sesso, n\u00e9 dei diritti delle persone omosessuali, n\u00e9 delle vere o supposte discriminazioni delle quali son vittime, e nemmeno importa loro della miseria dell&#8217;Africa e del destino delle sue popolazioni, poich\u00e9 la sola cosa a cui sono interessati \u00e8 seminare il massimo del disordine possibile, il massimo della confusione, il massimo del disorientamento, sia materiale che morale, poich\u00e9 solo nel caos essi, una minuscola minoranza della popolazione mondiale, possono esercitare un dominio occulto su oltre sette miliardi di persone che abitano il pianeta Terra. Dal cinema di Hollywood, che plasma l&#8217;immaginario collettivo, poi, a cascata, per mille rivoli prendono alimento e forza altre forme d&#8217;indottrinamento delle masse: dal cinema degli altri Paesi, alle televisioni pubbliche e private, ai premi artistici e letterari, ai discorsi dei capi di Stato e di governo, ai sermoni del clero modernista e del falso papa argentino, a ci\u00f2 che si insegna nelle scuole e nelle universit\u00e0, vale a dire un distillato di questa ideologia favorevole all&#8217;omosessualit\u00e0, al transessualismo stabilito per legge e finanziato dalla pubblica sanit\u00e0, alle famiglie arcobaleno, all&#8217;adozione di bambini da parte delle coppie gay, alla fecondazione eterologa, all&#8217;utero in affitto, cos\u00ec come all&#8217;apertura dei porti e delle frontiere davanti a qualsiasi massa d&#8217;immigrati, regolari e irregolari, onesti e delinquenti, lavoratori o terroristi: cos\u00ec, senza far domande, senza porre limiti, senza operare la minima selezione o il minimo controllo.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un piano dietro a tutto questo, e si vede. Si vede anche chi sono i registi; chi sono i teorici; quali sono i manovali; e anche cosa ci guadagnano in termini di stipendi, carriere, vantaggi materiali di vario genere. Si vede come la politica, la stampa, la cultura, perfino lo sport, siano asserviti a queste logiche, a fungere da strumenti pubblicitari della nuova ideologia progressista. Perci\u00f2, si tratta solo di tirare le conclusioni. Ogni tanto si aprono delle smagliature nel sistema &#8212; il caso Epstein negli Sati Uniti o il caso Bibbiano in Italia &#8212; e ci si accorge che il diavolo non sempre riesce a nascondere in tempo la sua lunga e brutta coda, indizio della sua effettiva presenza. Arrivati a questo punto, non si pu\u00f2 far finta di non vedere e non si pu\u00f2 neppure rimanere neutrali. Bisogna scegliere, e devono farlo anche quelli che preferirebbero starsene tranquilli in disparte. O si decide di stare dalla parte della verit\u00e0, cio\u00e8 del bene, oppure dalla parte della menzogna, che \u00e8 il male. <em>Tertium non datur<\/em>&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle societ\u00e0 moderne, dove l&#8217;illusione democratica genera l&#8217;illusione della libert\u00e0, mentre di fatto le oligarchie controllano sia il lato materiale della vita della gente, sia quello<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30143,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[92],"class_list":["post-25925","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cinema","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-cinema.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25925","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25925"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25925\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30143"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25925"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25925"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25925"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}