{"id":25924,"date":"2022-12-26T07:22:00","date_gmt":"2022-12-26T07:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/12\/26\/in-principio-creavit-deus-coelum-et-terram\/"},"modified":"2022-12-26T07:22:00","modified_gmt":"2022-12-26T07:22:00","slug":"in-principio-creavit-deus-coelum-et-terram","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/12\/26\/in-principio-creavit-deus-coelum-et-terram\/","title":{"rendered":"In principio creavit Deus coelum et terram"},"content":{"rendered":"<p>La Creazione cristiana, la creazione <em>ex nihilo<\/em>, dal nulla, di un Dio che trae ogni cosa dal niente, e che non si limita affatto a rimodellare e a dare nuova forma a un mondo che, per quanto confuso, di fatto gi\u00e0 esisteva, d\u00e0 fastidio a non pochi.<\/p>\n<p>In primo luogo d\u00e0 fastidio agli storici, agli antropologi, agli studiosi delle religioni e delle filosofie antiche, i quali, non riuscendo a trovarvi alcunch\u00e9 di paragonabile presso le cosmogonie pagane, anzi non trovando assolutamente nulla cui appigliarsi per sostenere la derivazione di quella da queste, come vorrebbero per poter storicizzare totalmente il cristianesimo, sono costretti a fare i conti con l&#8217;assenza di materiali ai quali attingere e d&#8217;ipotesi verosimili da percorrere per sostenere che i cristiani, e forse anche gli ebrei prima di loro, avevano avuto cognizione di quelle cosmogonie e ne erano rimasti influenzati abbastanza per costruirvi sopra il loro racconto degli inizi, introducendovi qualche trattato peculiare e magari giocando anche sulla possibile confusione linguistica fra la parola <em>b\u0101r\u0101<\/em> e <em>ber\u014d,<\/em> slittamento vocalico che avrebbe il solo scopo di attenuare l&#8217;espressione <em>in principio<\/em> (Dio cre\u00f2 il cielo e la terra) con quella, assai pi\u00f9 relativa e limitata, <em>quando<\/em> (Dio fece il cielo e la terra), nel senso che li modell\u00f2, operando un&#8217;azione ordinatrice e organizzatrice sulla materia informe che per\u00f2 gi\u00e0 esisteva..<\/p>\n<p>La seconda categoria di persone per le quali la Creazione cristiana dal nulla rappresenta un fastidioso problema \u00e8 data non dagli studiosi non cristiani, gelosi di questa originalit\u00e0 che denota un&#8217;estrema onnipotenza e un&#8217;estrema libert\u00e0 divina, ma proprio da parte di certi cristiani, diciamo pure dei seguaci di antiche e recenti eresie, irritati dal fatto di dover fare i conti con un <em>unicum<\/em> che li costringerebbe a prendere nettamente posizione, una volta per tutte, o dentro o fuori della Chiesa, mentre la posizione che essi preferiscono \u00e8 quella di stare mezzi dentro e mezzi fuori, alla Teilhard de Chardin, tanto per fare un esempio: con una creazione che non \u00e8 mai definita, che evolve verso il Cristo cosmico e come giunger\u00e0 al punto omega, deve pur essere nata dal punto alfa: inteso per\u00f2 anch&#8217;esso evoluzionisticamente e quasi impersonalmente, come insieme di forze cosmologiche, e dunque gi\u00e0, in un certo senso, come movimento, e non come inizio radicale e improvviso dall&#8217;oscurit\u00e0 del nulla.<\/p>\n<p>E perch\u00e9 mai la Creazione cristiana dal nulla dovrebbe dare cos\u00ec fastidio e a cos\u00ec tante persone, e per un cos\u00ec lungo arco di tempo, praticamente dalle origini del cristianesimo fino ai nostri giorni? le ragioni sarebbero pi\u00f9 d&#8217;una, ma a noi, qui, baster\u00e0 indicare quella di gran lunga pi\u00f9 importante. perch\u00e9 essa sottintende un&#8217;idea troppo forte di Dio e, di conseguenza, rende pressoch\u00e9 inevitabile un&#8217;idea relativamente modesta dell&#8217;uomo, e sia pure di un uomo fatto a immagine del suo Creatore: potr\u00e0 sembrare una posizione balorda, puerile, immatura, perfino meschina, ma non riusciamo a vedere altre possibili spiegazioni. Certo,gli antropologi si trincerano dietro argomentazioni ben pi\u00f9 dotte e assai pi\u00f9 &quot;pesanti&quot; e sostanziose dal punto di vista speculativo. In definitiva, se n\u00e9 Platone, n\u00e9 Aristotele, n\u00e9 alcuno dei pi\u00f9 grandi filosofi greci era mai arrivato ad una simile idea, come avrebbero potuto arrivarci gli ebrei, e dopo di loro i cristiani, i quali cominciarono a filosofare, nel senso proprio del termine, solo dopo, e non prima, di essere venuti a contatto con la filosofia greco romana, e specialmente con gli ambienti speculativi alessandrini in et\u00e0 ellenistica e con le loro evolute filosofie?<\/p>\n<p>Non solo: come \u00e8 possibile che gli ebrei, durante le loro esperienze un po&#8217; in tutti i Paesi del Levante, ora come mercanti e banchieri, ora come deportati politici dai sovrani dell&#8217;Egitto, dell&#8217;Assiria, della Babilonia, non si siano lasciati influenzare su questo punto: l&#8217;origine del mondo in rapporto alla divinit\u00e0? Perch\u00e9 se cos\u00ec fosse, allora ci troveremmo davvero di fronte a una cosa pressoch\u00e9 inspiegabile, a uno di quei fatti storici che mettono in crisi chi sa ragionare con la propria testa, e non prendendo a prestito quella di Voltaire, di Feuerbach, di Marx o di Freud (e due su quattro, i pi\u00f9 tenaci avversari, sono, guarda caso, degli ebrei): perch\u00e9 dimostrano che, nella storia, e anche nella storia delle idee e delle credenze religiose, non tutto pu\u00f2 essere spiegato per via di analogia, d&#8217;imitazione o di diffusione, e che le teorie dell&#8217;irraggiamento geografico-culturale sono, senza dubbio, da trattare, caso per caso, con il massimo rispetto (come fece ad esempio Mircea Eliade considerando l&#8217;enigmatica presenza di elementi religiosi e mitologici tipicamente indiani (dell&#8217;India) in alcune lontanissime isole dell&#8217;oceano Pacifico; ma che non arrivano a spiegare tutto, sempre e infallibilmente.<\/p>\n<p>Scrive la nostra autorit\u00e0 preferita in campo teologico, Bernhard Bartmann, nel primo volume del suo <em>Lehrbuch der Dogmatik<\/em> <em>(Manuale di Teologia dogmatica<\/em>, Edizioni Paoline, 1952, pp. 329-330):<\/p>\n<p><em>\u00abIn principio creavit Deus coelum et trerram\u00bb (Gen 1,1). Le parole cielo e terra designano l&#8217;universo. La loro produzione \u00e8 espressa in ebraico col verbo&quot;b\u0101r\u0101&quot;, che i Settanta traducono con &quot;eroisen&quot;, creativit\u00e0. Se il verbo ha talvolta il senso di &quot;fare&quot;, &quot;fabbricare con una materia preesistente&quot;, il contesto, unitamente a tutto l&#8217;insegnamento biblico e all&#8217;interpretazione giudaica e cristiana, indica che si deve intendere nel senso pi\u00f9 forte di creare ex nihilo&quot;.<br \/>\nSecondo la Bibbia Dio appare non come il modellatore dell&#8217;universo, ma come suo Creatore. \u00abIn principio\u00bb, quando ancora nulla esisteva (nel senso assoluto), Dio cre\u00f2 il cielo e la terra. \u00c8 vero che si cerca di attenuare il senso di &quot;b\u0101r\u0101&quot;, vocalizzandolo in &quot;<\/em>ber\u014d<em>&quot;, e traducendo: &quot;quando Dio fece il mondo, con l&#8217;intenzione di sottintendere, in questo versetto, una pretesa &quot;creatio secunda&quot; e di assimilarla alle cosmogonie pagane. Ma \u00abvolendo spiegare questa frase come una frase SUBORDINATA, si ha una costruzione impossibile che sopprime il movimento e la semplicit\u00e0 di questa potente espressione della Bibbia\u00bb (B\u00f6hl, &quot;B\u0101r\u0101&quot;, als Terminus der Weltsch\u00f6pfung. Festg. F. Kittel 1913, p. 57). D&#8217;altra parte la Bibbia non sa nulla delle cosmogonie pagane; Dio \u00e8 ovunque il Signore della materia come delle sue svariatissime forme. Solo pi\u00f9 tardi, dopo la produzione della materia, si pu\u00f2 parlare di una &quot;creatio secunda&quot; a riguardo delle piante e degli animali, come pure dell&#8217;uomo. Ma per la luce (fiat lux) e per l&#8217;insufflazione dello spirito di vita (l&#8217;anima) nel corpo dell&#8217;uomo, si tratta nuovamente di una &quot;creatio prima&quot;. La Bibbia non fa per\u00f2 simili distinzioni: si limita ad affermare che tutte le cose, senza eccezione alcuna, derivano da Dio nel loro essere e nella loro vita, e che ad una sermplice creatutura \u00e8 tanto impossibile la &quot;creatio secunda&quot; quanto la &quot;creatio prima&quot;. Del resto \u00e8 facile riconoscere la &quot;creatio secunda&quot; dalle seguenti espressioni: &quot;Germinet terra herbam\u00bb, \u00abproducat terra animam viventem\u00bb, ecc. La &quot;creatio secunda&quot; \u00e8 una creazione impropriamente detta, mediata, che cade nel tempo.<\/em><\/p>\n<p><em>Il dogma di Dio creatore \u00e8 il dogma fondamentale di tutto l&#8217;Antico Testamento. I Profeti ed i Salmi ne parlano in termini eloquenti: \u00abChi ha misurato nel cavo della mano le acque ed ha pesato i cieli nella palma? Chi \u00e8 che con tre dita sostiene la mole della terra , e pesa sulla bilancia i monti e le colline sulla stadera? Chi ha Dato aiuto allo Spirito del Signore?&#8230; Tutte le genti davanti a lui sono come se non fossero. Egli le tiene per nulla e per cose vane\u00bb (Is. 40,12-179. Il Salmo 103 \u00e8 tutto un magnifico poema della creazione. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>La parola \u00abex nihilo\u00bb si trova per la prima volta sulla bocca della madre dei Maccabei che confessa la fede giudaica: \u00abPeto, nate, ut aspicias ad coelum et terram et ad omnia quae in eis sunt, et intelligas quia ex nihilo (&#8230;) fecit illa Deus\u00bb (II Macc. 7,28). Questa fede universale nella creazione non \u00e8 contraddetta da Sap. 9,18, dove si dice: \u00ab(Deus) creavit orbem terrarum EX MATERIA INVISA\u00bb. non \u00e8 affatto necessario vedere in questo passo una dipendenza della Diaspora dalla dottrina platonica, poich\u00e9 lo si spiega benissimo riferendosi alla &quot;creatio secunda&quot; uscita dal caos del primo giorno (Gen. 1,2). cos\u00ec dicasi di Ebr. 11,3: \u00abAptata esse saecula verbo Dei ut ex INVISIBILIBUS visibilia fierent = L&#8217;universo \u00e8 stato formato mediante La parola di Dio in guisa che da cose invisibili (&#8230;) sono state fatte le cose visibili \u00bb, ove si deve certamente pensare alla potenza creatrice di dio dalla quale \u00e8 stato prodotto il mondo visibile.<\/em><\/p>\n<p><em>Ges\u00f9 non aveva bisogno di annunciare il dogma della creazione al suo popolo; tuttavia qualche volta vi ha fatto allusione. Egli chiama Dio \u00abil Signore del cielo e della terra\u00bb (Mt 11,25); ristabilisce il matrimonio come era &quot;in principio&quot; (Mt 19,4); afferma che \u00abil Padre che \u00e8 nei cieli f (Mt 5,45), ed ha cura di tutte le creature (Mt 6,26).<\/em><\/p>\n<p><em>Gli postoli ricordano la creazione per motivi cristologici, per provare cio\u00e8 che Cristo \u00e8 Capo delle creature. Egli \u00e8 \u00abprimogenitus omnis creaturae, quoniam in ipso condita sunt universa in coelis et in terra, visibilia et invisibilia\u00bb (Col 1,15 ss). (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Nella Bibbia il dogma della creazione determina due grandi serie di atteggiamenti religiosi: da una parte, la meraviglia, la riconoscenza, la lode; dall&#8217;altra, la speranza, la fiducia, l&#8217;abbandono in Dio.<\/em><\/p>\n<p>Vuoi vedere che la vera ragione per cui, fuori e dentro la Chiesa cattolica, c&#8217;\u00e8 tanto fastidio, tanta irritazione, tanto disagio anche solo a sentir parlare della Creazione <em>ex nihilo<\/em> perch\u00e9 essa costringe l&#8217;uomo a riconoscere la propria natura di creatura? Creatura specialissima, s\u00ec, la sola concepita da Dio a propria immagine, e la sola cos\u00ec ardentemente amata, da provocare l&#8217;Incarnazione del Verbo, che, insieme alla Santissima Trinit\u00e0 e, appunto, alla creazione dal nulla (idea che ripugnava profondamente ai raffinati e coltissimi filosofi pagani, cos\u00ec come ripugnava loro l&#8217;idea di un Dio in tre Persone e quella di un Dio che si fa uomo per morire come un uomo qualsiasi, per amore degli uomini), rappresenta la massima sfida alla <em>loro<\/em> maniera di concepire la divinit\u00e0?<\/p>\n<p>Se Dio avesse creato il mondo non proprio ex nihilo, ma dando forma a una materia preesistente e immortale, insomma se fosse pi\u00f9 un Demiurgo che un Creatore, allora, alla fine dei conti, la distanza fra Lui e noi non sarebbe poi cos\u00ec abissale da abbassare troppo il nostro orgoglio. Si potrebbe anzi pensare, come in certe cosmogonie orientali (che piacciono tanto ai teosofi), che egli ha plasmato il mondo non una vola sola, ma parecchie volte, sino a perderne il conto: ogni volta ritoccando qualcosa, ogni volta insoddisfatto o scontento di qualcosa. Ora, insoddisfazione e scontentezza sono attribuiti umani; molto umani: se Dio vi fosse soggetto, gi\u00e0 buona parte della sua maestosa statura si rimpicciolirebbe ai nostri occhi. In fondo, siamo sempre gli stessi: senza la grazia, gli effetti del Peccato originale continuano a pesare su di noi come il primo giorno: ci d\u00e0 fastidio dover ammettere la nostra piccolezza, la nostra debolezza, la nostra imperfezione: vorremmo essere noi al posto di Dio; ci pare quasi un&#8217;ingiustizia dover dipendere da Lui; e tutti i doni, materiali e spirituali, naturali e soprannaturali che da Lui incessantemente ci arricchiscono, ci paiono poco pi\u00f9 che un&#8217;elemosina, qualcosa che ci \u00e8 dovuto ma che \u00e8 ancora e sempre poco, troppo poco per la nostra smisurata ambizione.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9. A. A. Gratry diceva che la via al mistero della Trinit\u00e0 (ma \u00e8 la stessa cosa per il mistero della Creazione e per quello dell&#8217;Incarnazione) \u00e8 l&#8217;umilt\u00e0. Solo facendosi umile, l&#8217;intelligenza pu\u00f2 chiedere a Dio non gi\u00e0 di comprendere (nemmeno il genio incomparabile di san Tommaso d&#8217;Aquino giunse a una conclusione assolutamente certa sulla creazione <em>ex nihilo<\/em>), ma almeno di avvicinarsi a verit\u00e0 cos\u00ec sublimi, che eccedono in misura tanto ampia le nostre risorse e possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 una ragione pi\u00f9 concreta per spiegare l&#8217;insofferenza di tanti non cristiani e di tanti falsi cristiani di fronte al mistero della Creazione dal nulla. Se gli ebrei e i cristiani la concepirono da s\u00e9 soli, senza subire l&#8217;influenza di altri popoli o, quanto meno, senza lasciarsene influenzare in maniera determinante, questo potrebbe essere uno di quei sassolini sui quali talvolta scivolano tutti quegli eleganti signori, facendo una figura non bella, loro che vorrebbero apparire sempre perfetti e inappuntabili, come \u00e8 tipico di chi possiede la risposta pronta per qualsiasi genere di domande. E il sassolino, tradotto sotto forma di domanda, assumerebbe press&#8217;a poco questa intonazione: ma allora non \u00e8 vero che le religioni, <em>tutte le religioni<\/em>, altro non sono che immaginazioni, speculazioni e fantasie delle varie civilt\u00e0 umane nei confronti di Dio? Non potrebbe essere che <em>una<\/em> religione, ed <em>una soltanto<\/em>, \u00e8 cos\u00ec vera, che storicamente si \u00e8 manifestata non solo nelle domande dell&#8217;uomo a Dio, ma anche nella Parola che Dio stesso, liberamente e spontaneamente, ha rivolto agli uomini per condurli verso di s\u00e9: una Parola piena di amore, che a un certo punto si \u00e8 addirittura fatta Carne?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Creazione cristiana, la creazione ex nihilo, dal nulla, di un Dio che trae ogni cosa dal niente, e che non si limita affatto a rimodellare<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30148,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[72],"tags":[107],"class_list":["post-25924","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dogmatica","tag-cattolicesimo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-dogmatica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25924","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25924"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25924\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30148"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25924"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25924"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25924"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}