{"id":25916,"date":"2016-10-26T12:24:00","date_gmt":"2016-10-26T12:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/10\/26\/da-dove-viene-tanta-impudicizia\/"},"modified":"2016-10-26T12:24:00","modified_gmt":"2016-10-26T12:24:00","slug":"da-dove-viene-tanta-impudicizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/10\/26\/da-dove-viene-tanta-impudicizia\/","title":{"rendered":"Da dove viene tanta impudicizia?"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 stato un tempo, diciamo fino ad una, due generazioni fa, in cui la pudicizia, se non la castit\u00e0, era un valore riconosciuto, insegnato e ammirato; e c&#8217;\u00e8 un tempo, quello attuale, in cui si direbbe che non sia mai esistita, che nessuno ne abbia mai sentito parlare.<\/p>\n<p>La pudicizia \u00e8 qualcosa di diverso dal pudore. Quest&#8217;ultimo, secondo il Vocabolario Treccani, consiste in un \u00absenso di riserbo, vergogna e disagio nei confronti di parole, allusioni, atti, comportamenti che riguardano la sfera sessuale\u00bb: definizione, peraltro, che non ci trova per niente d&#8217;accordo, perch\u00e9 tutta impostata in senso negativo, ossia come ci\u00f2 che il pudore vuole evitare, suggerendo trattarsi di non altro che una mera forma di repressione psicologica, se non proprio di nevrosi. In ogni caso, il pudore ha a che fare con il riserbo circa la sfera sessuale: questo s\u00ec; anche se esso scaturisce da un giusto rispetto e da una legittima gelosia nei confronti di s\u00e9, del proprio corpo, della propria intimit\u00e0.<\/p>\n<p>La pudicizia &#8212; parola che sta scomparendo dall&#8217;uso, specialmente dal parlato, ossia che va scomparendo, se pure non \u00e8 gi\u00e0 scomparsa, dalla nostra lingua &#8211; secondo la stessa fonte, sarebbe pi\u00f9 o meno la stessa cosa: ossia una \u00abdisposizione d&#8217;animo e atteggiamento caratterizzati da un forte senso di pudore, riserbo, vergogna, specialmente nei confronti di quanto riguarda la sfera sessuale\u00bb; sono quasi le stesse parole, e, senz&#8217;altro, gli stessi concetti. Noi, per\u00f2, non la vediamo cos\u00ec; non \u00e8 cos\u00ec che questa parola ci era stata insegnata, e non era questo il suo principale significato originario. Pi\u00f9 che riserbo e vergogna, la pudicizia era una virt\u00f9 attiva, consistente nell&#8217;avere cura e rispetto di s\u00e9, nel custodire il tesoro della propria intimit\u00e0, nel non mostrare ad altri, per quanto possibile neppure inavvertitamente, la propria dimensione fisica, corporea, sentita come inseparabile da quella interiore e spirituale, e, dunque, preziosa come pu\u00f2 esserlo la propria casa, cui non si apre la porta a chiunque, e si ha perfino cura di non lasciare spalancate le finestre, se vi \u00e8 qualche cosa di privato, qualche cosa che non si ritiene debba essere vista dal primo curioso che passa per la strada, o che si affaccia dalla terrazza di fronte.<\/p>\n<p>Insomma: impossibile capire il concetto di pudicizia, in una societ\u00e0 che abbia smarrito completamente la nozione del rispetto di se stessi del proprio corpo non meno che della propria dimensione interiore; in una societ\u00e0, come lo \u00e8 diventata la nostra, e nel giro di pochissimi decenni, se non di pochi anni, impudica e sfrontata, tanto per ci\u00f2 che riguarda il corpo, quanto per ci\u00f2 che attiene la sfera personale dei ricordi, dei sentimenti, delle emozioni, dei pensieri. In una societ\u00e0 dove tutti mostrano tutto; dove non esiste pi\u00f9 il senso della riservatezza; e dove il pudore non \u00e8 una virt\u00f9, ma una nevrosi, una malattia da curare (affidandosi a quegli stregoni della magia nera che sono gli psicanalisti freudiani, evidentemente): ebbene, l\u00ec non ha pi\u00f9 senso parlare di pudicizia, perch\u00e9 di essa non esiste pi\u00f9 nemmeno il concetto. \u00c8 diventata un oggetto alieno, un meteorite, una patetica fotografia ingiallita nell&#8217;album della nonna.<\/p>\n<p>Ora, andare in spiaggia a mettersi quasi completamente a nudo, a qualsiasi et\u00e0, donne incinte comprese, sposati e non sposati, \u00e8 diventato perfettamente normale, e guai a obiettare qualcosa: sarebbe lo stesso che attentare ai sacri Diritti dell&#8217;uomo e del cittadino, solennemente proclamati da una umanit\u00e0 finalmente emancipata dal giogo secolare dei preti e dei biechi capi-famiglia, a danno delle donne, dei giovani e di tutte le minoranze, a cominciare da quelle sessuali. Anche andare per la strada, o in ufficio, o a scuola, e perfino in chiesa, con i pantaloni a vita bassa, mostrando il ventre e una bella fetta del sedere, nonch\u00e9 i bordi del minislip o del perizoma, o con una scollatura vertiginosa, mostrando il seno e l&#8217;assenza di reggiseno, \u00e8 diventata la cosa pi\u00f9 naturale del mondo; e guai a quei capiufficio, a quegli insegnanti, a quei preti, i quali osassero far notare a quegli (o a quelle) impiegati, studenti e fedeli, che, forse, non indossano l&#8217;abbigliamento pi\u00f9 consono al luogo ove si trovano e alla funzione che stanno svolgendo: ne nascerebbe uno scandalo clamoroso, verrebbero coinvolti i sindacati e, probabilmente, gli avvocati e i tribunali; i presidi interverrebbero a censurare i professori sessuofobi, e i vescovi a rimproverare i sacerdoti troppo zelanti e all&#8217;antica. Tanto \u00e8 vero che qualche giorno fa, a pochi chilometri da dove ci troviamo, un professore (maschio) \u00e8 entrato in classe, a far lezione, indossando parrucca, minigonna e tacchi a spillo; ed \u00e8 stato prontamente difeso dal suo dirigente scolastico, il quale ha affermato, testualmente, che, in fondo, costui non ha fatto altro che comportarsi secondo quei valori di &quot;tolleranza&quot; ed &quot;inclusione&quot; cui si ispira l&#8217;azione educativa della scuola stressa.<\/p>\n<p>Ma non al semplice andare attorno seminudi, provocanti e sculettanti, si riduce l&#8217;odierna pratica della impudicizia; non ci sono limiti al narcisismo: bisogna che tutto il mondo sappia, che tutto il mondo veda. Ed ecco che si &quot;postano&quot; le fotografie sui social network, si fanno girare in rete, si &quot;condividono&quot; con centinaia e migliaia di &quot;amici&quot; (termine improprio con cui si designano centinanti e migliaia di estranei, coi quali si condividono, in rete, pettegolezzi ed esibizionismi d&#8217;ogni genere, magari a danno di qualcun altro). Ci si fa la foto da soli, il cosiddetto <em>selfie<\/em>, o ci si fa fotografare dal &quot;compagno&quot; o dalla &quot;compagna&quot;, e poi subito, zac, la si schiaffa su Internet e ci si bea al pensiero che innumerevoli persone potranno ammirare la mamma incinta che mostra il pancione scoperto, la ragazzina dodicenne che si atteggia, in posa sensuale, a donna vissuta; ci si fa ritrarre con le labbra protese, il sedere in fuori, il seno al vento, oppure sdraiati nudi sul letto, sulla sdraio o sull&#8217;amaca, magari con i bambini piccoli, nudi anch&#8217;essi, accanto alla mammina o al paparino, col piselllino al vento pure loro, o con la &quot;cosina&quot; bene in vista, tanto sono creature, cosa volete, non c&#8217;\u00e8 nulla di male. Se qualcuno pensa male, vuol dire che \u00e8 un porco e un depravato; ma i genitori che sbattono i figlioletti, quelli no, non hanno ombra di malizia, fanno la cosa pi\u00f9 bella e pulita del mondo, anzi, sono &quot;simpatici&quot; e &quot;moderni&quot;.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 chi va ancora oltre; chi immortala, tutto fiero e soddisfatto di s\u00e9, e consegna alla rete, le pose pi\u00f9 spinte, pi\u00f9 hard, le situazioni pi\u00f9 bollenti, compreso il sesso esplicito; e chi vi aggiunge frasi che vorrebbero essere spiritose, intelligenti, disinvolte, mentre sono, immancabilmente, senza eccezioni, di una banalit\u00e0, di uno squallore, di una povert\u00e0 intellettuale e morale assoluta, deprimente, paragonabile a un deserto ove non cada una goccia d&#8217;acqua da decenni o da secoli: l&#8217;acqua del buon gusto, della finezza, dell&#8217;intelligenza, o anche, solo e semplicemente, l&#8217;acqua del vecchio, sano, istintivo buon senso. Il buon senso: dove se n&#8217;\u00e8 andato? Dove se n&#8217;\u00e8 andato, se molti genitori non trovano di meglio che andare in discoteca e lasciare il figlio piccolo in automobile, magari al freddo, nel pieno dell&#8217;inverno; oppure se lo dimenticano nel calore dell&#8217;estate, tutti presi dalla loro febbre di vivere, dalla loro ansia di divertimento? Dove se n&#8217;\u00e8 andato, quando dei genitori si portano il figlio piccolo nelle vacanze esotiche, in luoghi remoti e malagevoli, a fare escursioni nella giungla, su piste pionieristiche, dove un incidente \u00e8 sempre dietro l&#8217;angolo: dei bambini di pochi anni, di pochi mesi, esposti alle fatiche, agli sbalzi climatici, ai rischi di ogni tipo che simili viaggi possono comportare, anzi, che necessariamente comportano?<\/p>\n<p>E dove \u00e8 finita la pudicizia, quando mogliettine sexy mettono sui social network le loro foto mentre abbracciano, poco vestite, e tutte vogliose e lubriche, i loro uomini, o dove uomini in costumi e pose adamitici proclamano e giurano eterno amore alle loro belle, sbandierando al mondo intero i loro sentimenti, esibendo i loro corpi, sforzandosi di imitare il tale attore o la tale attrice, di vestirsi (o svestirsi) come fanno loro, di tingersi i capelli come loro, di riempirsi di tatuaggi, di piercing, di anelli come loro, di depilarsi e di truccarsi come loro, di sorridere e ammiccare come loro, mettendosi di profilo come loro, protendendo le curve come loro, facendo le oche o i galletti, proprio come fanno loro?<\/p>\n<p>Un capitolo a parte, che aiuta a capire come si sia giunti a questo punto, \u00e8 quello della partecipazione ai programmi televisivi nei quali, anche se l&#8217;esibizione del corpo non c&#8217;entra, o \u00e8 solo un aspetto secondario, in compenso quel che viene messo al centro e sbandierato \u00e8 il segreto dei propri sentimenti. Programmi nei quali si va per rivelare le proprie storie di infedelt\u00e0, di tradimenti, di corna, di gelosie, di ripicche sessuali; o dove, &quot;semplicemente&quot; (si fa per dire), si mette in piazza il contrasto con la suocera, il litigio con il padre o la madre, il contenzioso con il fratello o con il figlio; e ci si affida a una giuria petulante, grossolana, pettegola e impudica (essa pure) per avere una &quot;sentenza&quot;, chiamando degli estranei a giudicare ci\u00f2 che dovrebbe restare intimo, ci\u00f2 che, semmai, si dovrebbe risolvere nelle sedi adatte, con il minimo del clamore e della pubblicit\u00e0 possibili.<\/p>\n<p>Non meno impudichi sono quei programmi dove ci si incontra e ci ritrova dopo anni di lontananza; dove ci si abbraccia, ci si riconcilia, ci si bacia, o, al contrario, dove si proclama all&#8217;altro il proprio rancore, il proprio risentimento, il proprio odio; dove si d\u00e0 spettacolo del proprio mondo interiore, dei propri sentimenti pi\u00f9 intimi, dove li si mette in piazza, li si grida dall&#8217;alto dei tetti, li si accompagna con squilli di trombe e suono di campane; e dove si chiamano a testimoni di quel che si prova delle persone del pubblico, le quali, a loro volta, non han di meglio da fare che improvvisarsi giudici e avvocati, puntare il dito contro questo o pigliare le difese di quello, il tutto con la dignit\u00e0 dei pescivendoli e con la competenza dei carrettieri del buon tempo antico, trasformando in <em>kermesse<\/em>, in chiassata, in spettacolo da osteria o da taverna, quelle situazioni e quei rapporti umani i quali solo nel silenzio e nel ripensamento critico di se stessi potrebbero trovare, forse, uno spiraglio di soluzione, una schiarita di buona volont\u00e0, un serio proponimento di ricominciare e di ripartire, ma questa volta con il piede giusto.<\/p>\n<p>L&#8217;ultima novit\u00e0 in questa sagra oscena del narcisismo e dell&#8217;esibizionismo sono quei programmi serali, nella fascia oraria che precede di poco quella di massimo ascolto: programmi in apparenza sommessi, nei quali coppie e famiglie aprono le porte di casa alle telecamere e raccontano i casi della loro vita, con dovizia di particolari, senza nulla di piccante o di volgare, ma senza omettere niente del loro passato e del loro presente, narrandone ogni dettaglio, come se non vi fosse niente di pi\u00f9 interessante, al mondo, per il pubblico che guarda da casa: Questo tipo di programmi sono riservati alle televisioni &quot;serie&quot;, socialmente e politicamente &quot;impegnate&quot;, le quali, di solito, trattano i problemi della societ\u00e0, dell&#8217;integrazione, dell&#8217;accoglienza, della solidariet\u00e0, della condivisione, e chi pi\u00f9 ne ha, pi\u00f9 ne metta. Ebbene, non esistiamo ad affermare che programmi di quotidiana intimit\u00e0 familiare, nei quali si narra la vita di persone qualsiasi, con la stessa esibizione di dettagli che se si trattasse di divi dello spettacolo, sono, in un certo senso, perfino pi\u00f9 repellenti di quelli nei quali la volgarit\u00e0 \u00e8 esplicita, nei quali la cialtroneria \u00e8 scoperta e l&#8217;ostentazione non conosce freni inibitori: perch\u00e9 sono pervasi da un pi\u00f9 sottile narcisismo, il quale, per il fatto di essere dissimulato nelle pieghe della &quot;normalit\u00e0&quot; e della &quot;quotidianit\u00e0&quot; (come se fosse una cosa normale raccontare e mostrare a milioni di persone le cose pi\u00f9 segrete e personali di s\u00e9 e dei propri cari), \u00e8, se possibile, ancora pi\u00f9 cialtrone, ancora pi\u00f9 perverso che negli altri.<\/p>\n<p>Infatti, quando l&#8217;impudicizia entra, sussurrando dolcemente, e ammiccando con aria innocente, anche nell&#8217;immaginario delle &quot;brave&quot; persone, serie e posate, socialmente sensibili e impegnate, quelle, per intenderci, che a un film hollywoodiano in televisione, preferiscono una inchiesta sull&#8217;ultimo scandalo politico o finanziario; quando questi bravi ometti e queste brave donnine ci mostrano le foto dei loro figli e nipoti, ci spiegano come, quando e dove si sono conosciuti, si sono scambiati il primo bacio, la prima promessa d&#8217;amore: quando vi verifica tutto ci\u00f2, ebbene, \u00e8 proprio allora che la volgarit\u00e0 e il narcisismo hanno raggiunto il trionfo definitivo e incontrastato: perch\u00e9 essi non vengono pi\u00f9 percepiti come tali, gli anticorpi non &quot;riconoscono&quot; pi\u00f9 i virus, le guardie non si accorgono che a entrare nel palazzo non sono i normali inquilini, ma dei malintenzionati con tanto di mascherina, piede di porco e sacco per la refurtiva.<\/p>\n<p>L&#8217;ultima barriera fra il pubblico e il privato \u00e8 definitivamente caduta; e, con essa, l&#8217;ultimo velo che ancora ci proteggeva, anche se ormai sempre pi\u00f9 precariamente, dagli schermi giganteschi e onnipresenti del Grande Fratello. Il Grande Fratello siamo diventati noi: siamo noi, noi tutti, e perfino i pi\u00f9 quieti, i pi\u00f9 modesti, i pi\u00f9 abitudinari e i pi\u00f9 alieni dalle pose e dalle ostentazioni. Ormai le pose e le ostentazioni non vengono pi\u00f9 percepite come tali; anche il comportamento pi\u00f9 impudico e narcisista appare &quot;normale&quot; e assolutamente inoffensivo. Se tutti si stanno trasformando in rinoceronti, si chiedeva Egu\u00e8ne Ionesco nella celebre commedia, chi mai riuscir\u00e0 a difendere la propria umanit\u00e0, a rimanere fedele a se stesso? Se tutti cadono in estatica ammirazione del bestione, del suo &quot;meraviglioso&quot; corno, come si far\u00e0 a rimanere umani? Solo un Dio, ormai, ci pu\u00f2 salvare&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 stato un tempo, diciamo fino ad una, due generazioni fa, in cui la pudicizia, se non la castit\u00e0, era un valore riconosciuto, insegnato e ammirato;<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[92],"class_list":["post-25916","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25916","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25916"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25916\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25916"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25916"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25916"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}