{"id":25915,"date":"2015-07-28T05:52:00","date_gmt":"2015-07-28T05:52:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/il-problema-non-sono-gli-impresentabili-perche-tutta-la-politica-italiana-e-impresentabile\/"},"modified":"2015-07-28T05:52:00","modified_gmt":"2015-07-28T05:52:00","slug":"il-problema-non-sono-gli-impresentabili-perche-tutta-la-politica-italiana-e-impresentabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/il-problema-non-sono-gli-impresentabili-perche-tutta-la-politica-italiana-e-impresentabile\/","title":{"rendered":"Il problema non sono gli impresentabili, perch\u00e9 tutta la politica italiana \u00e8 impresentabile"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;esito delle elezioni amministrative or ora tenutesi in Liguria e in Campania illumina due aspetti importanti, speculari e complementari, del degrado ormai inarrestabile della politica italiana: da un lato, l&#8217;assoluto disprezzo dei nostri uomini politici (e delle nostre donne politiche) verso una coscienza anche minima di ci\u00f2 che \u00e8 politicamente e moralmente opportuno, accettabile, tollerabile; dall&#8217;altro, un disprezzo uguale e contrario da parte degli elettori. Si potrebbe dire che l&#8217;Italia ha la classe politica che si merita, e, pi\u00f9 in generale, che il popolo italiano ha la classe dirigente che lo rappresenta nel modo pi\u00f9 fedele. Se ai candidati manca qualunque senso di pudore e di decenza, qualunque senso di rispetto delle regole, qualunque spirito di servizio e di dedizione al bene pubblico, gli elettori, da parte loro, hanno mostrato altrettanta insensibilit\u00e0, altrettanta indecenza, altrettanta sfrontatezza nello scegliersi i loro rappresentanti.<\/p>\n<p>In un Paese serio, quale l&#8217;Italia continua a non essere, non vi \u00e8 alcun bisogno di compilare una lista di candidati &quot;impresentabili&quot;: chi \u00e8 impresentabile, non si presenta, punto e basta, se non altro perch\u00e9 non trova uno straccio di partito disposto a candidarlo, per quanti voti egli possa portare con s\u00e9; oppure, se riesce, chi sa come, a presentarsi, viene immediatamente spazzato via dal giudizio delle schede elettorali, che non fanno sconti ai personaggi disonesti, o troppo furbi, o troppo chiacchierati, e, insomma, inadeguati, per una ragione o per l&#8217;altra.<\/p>\n<p>Va da s\u00e9 che, in un Paese serio, non c&#8217;\u00e8 alcun bisogno di arrivare fino alla condanna in tribunale, e sia pure di primo grado, per distogliere anche il politico pi\u00f9 smanioso di potere e di successo, dal candidarsi alle elezioni; \u00e8 sufficiente l&#8217;ombra del sospetto; e va da s\u00e9 che, in un Paese serio, non si verifica alcuna levata di scudi &quot;garantista&quot;, n\u00e9 si sentono discorsi come quello che qualunque cittadino deve essere ritenuto innocente fino alla condanna definitiva in terzo grado. Prima di tutto, perch\u00e9 l&#8217;Italia l&#8217;unico Paese, fra quelli che contano una certa tradizione giuridica e democratica, ad avere tre gradi di giudizio (con i tempi lunghissimi e con le spese che ne derivano, ma anche con la sospensione di certezza giuridica che ne \u00e8 l&#8217;inevitabile effetto); secondo, perch\u00e9 colui che si candida alla vita politica \u00e8 un signore che chiede un ampio mandato ai propri concittadini, e tale mandato comprende il potere di disporre di denaro pubblico: va da s\u00e9, pertanto, che non \u00e8 un cittadino qualsiasi, e che la presunzione di innocenza, che vale per il cittadino qualsiasi, non pu\u00f2 valere per il cittadino pubblico, che pretende di rivestire incarichi istituzionali e che si accinge a governare la cosa pubblica, nell&#8217;interesse, ovviamente &#8212; almeno si spera &#8212; dei suoi concittadini, e non di se stesso, o dei propri familiari, o dei propri amici.<\/p>\n<p>Della signora Raffella Paita, del suo chiacchierato marito, del fatto che \u00e8 indagata per l&#8217;alluvione del 2014 e discussa per le elezioni primarie interne al Partito democratico, della sua inadeguatezza all&#8217;epoca dell&#8217;alluvione di Genova, della sua contiguit\u00e0 con il precedente governatore Burlando, che le ha spianato la strada in una maniera, a dir poco, stupefacente, senza che nessuno abbia ben capito donde venissero tanta stima, tanta fiducia, tanta presunzione di competenze specifiche che la signora, forse, non ha, o non ha nella misura necessaria a ricoprire la carica di assessore regionale, per non parlare di quella di governatore, \u00e8 stato detto abbastanza; come pure della sua personale arroganza, della sua inconsistenza e mancanza di spessore, della sua smodata ambizione, della sua tendenza a evitare il confronto con chi potrebbe contestarla o metterla in crisi. Una perfetta donna in carriera, renziana d.o.c., speculare a tante altre donne in carriera, ma di diversa parte politica, gi\u00e0 viste (anche troppo) negli ultimi due decenni.<\/p>\n<p>Quello che resta da capire \u00e8 come mai un partito, che si dice rappresentante del senso della legalit\u00e0 e paladino della lotta alla corruzione, abbia ritenuto opportuno insistere nella sua candidatura, anche se molte erano le perplessit\u00e0 emerse e anche se si profilava chiaramente una sconfitta elettorale, dovuta non tanto alla forza dei partiti avversari, quanto alle laceranti divisioni provocate, nel proprio schieramento di riferimento, appunto da quella candidatura. Sarebbe questo, dunque, il nuovo che avanza? Ahim\u00e8, come somiglia all&#8217;antico: nei suoi riti, nelle sue logiche perverse e incomprensibili, nella sua mancanza di chiarezza e trasparenza, nei suoi silenzi assordanti, nelle cose non dette e tuttavia evidenti, che ingombrano, come altrettanti macigni, la strada verso una maniera realmente nuova di fare politica e d&#8217;intendere la politica stessa.<\/p>\n<p>Il caso De Luca, in Campania, \u00e8 ancora pi\u00f9 paradossale: una di quelle situazioni che fanno sospirare gli osservatori internazionali, i giornalisti stranieri e tutti coloro che riescono a guardare le cose con un minimo di distacco e di obiettivit\u00e0. Come \u00e8 possibile candidare alla guida di una regione &#8212; e che regione!, quella della terra dei fuochi, della camorra, della corruzione e della disoccupazione dilaganti &#8212; un signore che \u00e8 gi\u00e0 stato condannato per abuso d&#8217;ufficio e che non si sa nemmeno se potr\u00e0, una volta eletto, dare vita a una nuova giunta regionale ed entrare nell&#8217;esercizio delle proprie funzioni? Questo significa giocare al Lotto; questo significa mettersi sotto i piedi ogni senso di legalit\u00e0, ogni senso del ridicolo, ogni rispetto per il proprio Paese, anche nei confronti del resto del mondo. E tutto questi per guadagnare un pugno di voti a livello locale?<\/p>\n<p>\u00c8 stato uno spettacolo a dir poco pietoso, per non dire grottesco, quello degli equilibrismi verbali e concettuali che i dirigenti del Partito democratico, Renzi in testa, hanno dovuto fare per ostinarsi a portare avanti la candidatura di Vincenzo De Luca: abbiamo sentito di tutto, dalle petizioni di principio agli slogan astratti e petulanti (\u00abNoi siamo il partito che ha lottato con i fatti contro la corruzione!\u00bb), fino alle rassicurazioni paternalistiche di tipo personale (\u00abIo so, noi sappiamo bene, che De Luca \u00e8 una bravissima e degna persona\u00bb): come se, in un Paese serio, i candidati alle elezioni si dovessero giudicare in base alle garanzie morali proclamate dai loro amici (interessati) e non in base a ci\u00f2 che dicono i fatti; cio\u00e8, in un caso come questo, dalla sua fedina penale. Si \u00e8 anche sentito dire che la legge Severino \u00e8 sbagliata, che sarebbe da rifare: e se ne sono accorti adesso? Cio\u00e8: se ne sono accorti nella imminenza delle elezioni, con De Luca scalpitante per candidarsi a governatore della Campania, contro tutti e contro tutto?<\/p>\n<p>Ed \u00e8 da un governatore come lui che ci si dovrebbe aspettare uno scatto di orgoglio affinch\u00e9 quella disgraziatissima regione ritrovi il senso della legalit\u00e0, e i cittadini recuperino un minimo di fiducia nella pubblica amministrazione? Via, cerchiamo di essere seri. Mettiamoci, per un istante, nei panni di un osservatore esterno: di un corrispondente di qualche giornale tedesco, o francese, o britannico: che cosa penseranno e, soprattutto, come spiegheranno queste strane cose che accadono in Italia, ai lettori dei loro rispettivi giornali? Finch\u00e9 non usciremo da questo inguaribile provincialismo, da questa soggettivit\u00e0 etica e politica che confina con il solipsismo e con l&#8217;auto-accecamento, l&#8217;Italia non diventer\u00e0 mai un Paese normale; gli imprenditori stranieri non verranno mai ad investire da noi, se non per fare razzia di quel che ancora ci resta di appetibile: un Paese poco serio non attira imprenditori seri, ma sciacalli e avvoltoi desiderosi di bottino.<\/p>\n<p>Come si esce da una situazione del genere? Ammesso che se ne possa uscire, quel che ci serve \u00e8 una ricostruzione morale della societ\u00e0, e, dunque, anche della pubblica amministrazione e della politica. I nostri amministratori e i nostri politici riflettono quel &quot;deficit&quot; di cultura, e soprattutto di etica, che si \u00e8 accumulato in Italia negli ultimi quattro o cinque decenni: il nostro ritardo, rispetto agli altri Paesi del mondo industrializzato, parte da qui. Prima ancora di essere un ritardo del sistema finanziario, dell&#8217;apparato produttivo, della rete commerciale, della sfera giuridica, della scuola, dell&#8217;universit\u00e0, dello sport, \u00e8 un ritardo di natura etica: siamo rimasti fermi a una concezione opportunistica e parassitaria della vita sociale. Alberto Sordi nel film \u00abI magliari\u00bb \u00e8 ancora il modello, largamente negativo, furbesco, irresponsabile, cinico, cialtrone, in cui si riflette una certa maniera italiana di fare impresa, di fare politica, di fare cultura.<\/p>\n<p>Attenzione; non vogliamo dire che gli Italiani siano tutti cos\u00ec: vogliamo dire che lo stanno diventando, a grandi passi, da quando sono saltati i paletti del quadro etico e religioso nel quale si erano formati i nostri nonni, autori dell&#8217;ultimo grande &quot;exploit&quot; dell&#8217;Italia nel mondo: lo spettacolare sviluppo degli anni Cinquanta, quando la lira era una moneta fortissima, quando il debito pubblico era azzerato, quando la parola di un uomo d&#8217;affari, di un politico, di un professionista, di un sacerdote (s\u00ec, di un sacerdote) valeva ancora qualcosa, ed era presa sul serio anche fuori del nostro Paese.<\/p>\n<p>Quei tempi sono passati e la generazione presente non \u00e8 stata all&#8217;altezza del ruolo che l&#8217;Italia sembrava candidata a svolgere nel concerto delle nazioni. Non sembra essere nemmeno all&#8217;altezza di una civile convivenza al suo interno: perch\u00e9 una societ\u00e0 in cui la legge \u00e8 calpestata ogni giorno; in cui lo stato e cittadini giocano una eterna partita fatta di sfiducia, disprezzo, furbizia e mala fede reciproca; in cui chi produce, chi rispetta le regole, chi contribuisce al bene comune, si vede castigato, ostacolato, penalizzato in mille modi, mentre chi fa il parassita, lo sciacallo, il prepotente, il cialtrone, viene premiato e si vede spianata la strada verso le posizioni pi\u00f9 prestigiose e meglio remunerate, ebbene una simile societ\u00e0 corre verso il disastro e si sta gi\u00e0 decomponendo, pezzo dopo pezzo, prima ancora che qualcuno prenda atto della sua fine.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 italiana sta morendo: per riportarla in vita ci vorrebbe quasi un miracolo. Noi, per\u00f2, crediamo ai miracoli, come la tradizione religiosa del nostro Paese ci ha insegnato. Non ai miracoli fasulli dei magliari, dei furbetti, dei disonesti, che promettono tutto a tutti e che avanzano sui cadaveri delle speranze e dei diritti altrui; ma ai miracoli veri, quelli che nascono dalla coscienza morale, dallo spirito di sacrificio, dalla consapevolezza di s\u00e9 e degli altri. Forse non \u00e8 troppo tardi; ma ci occorrono fatti, non parole. Ci occorre un soprassalto di fierezza, di dignit\u00e0, di onest\u00e0 e di dedizione a un ideale pi\u00f9 alto che non sia una carriera facile, da raccomandati, da spiriti meschini bramosi solo di soldi e di potere, e che non si vergognano di addebitare alla comunit\u00e0 le loro spese private per i ristoranti, per gli alberghi, per i viaggi, per le feste con gli amici. C&#8217;\u00e8 un vuoto, un deserto morale, che bisogna riempire, che bisogna colmare: c&#8217;\u00e8 da rifondare il senso etico nella nostra societ\u00e0, a cominciare dalla prima societ\u00e0 in assoluto: la famiglia. I genitori devono smetterla di fare gli amiconi dei loro figli e devono tornare a fare i genitori: soprattutto, devono ricominciare a dare dei buoni esempi. Molti non hanno mai smesso di farlo; ma molti, bisogna pur dirlo, hanno perso la bussola, accecati dalle luci scintillanti del consumismo e della mentalit\u00e0, tanto egoica quanto puerile, del &quot;tutto e subito&quot;.<\/p>\n<p>\u00c8 da qui che dobbiamo ripartire: dalle famiglie, dalle scuole, dalle parrocchie, da tutti i luoghi dove si fa vita sociale e dove si forniscono modelli di vita ai giovani. Ma chi si far\u00e0 carico di questa rinascita, di questa ricostruzione morale, dopo tante macerie, tanti scandali, tanti cattivi e pessimi esempi? La risposta non pu\u00f2 essere che una:se ne faranno carico i giovani di oggi, che saranno gli adulti di domani. Ma non possono farcela da soli, se nessuno li ha formati e preparati secondo certi valori, secondo certi modelli educativi: hanno bisogno del nostro aiuto. Gli adulti e i nonni, oggi, hanno qualcosa di pi\u00f9 (e di meglio) da fare, che non accudire i nipotini, mentre i loro genitori sono a lavorare: questo pu\u00f2 farlo anche un asilo nido, o una baby-sitter. Gli adulti e i nonni di oggi devono tornare ad essere, per i giovani, quello che sono stati, fino a due o tre generazioni fa, i loro genitori e i loro nonni: dei modelli positivi e degli esempi di vita quotidiana, di affettivit\u00e0 familiare, di laboriosit\u00e0 e onest\u00e0 professionale.<\/p>\n<p>Forse, in questo modo, fra un paio di generazioni avremo anche una classe politica decente; cos\u00ec come avremo degli amministratori pubblici, dei professionisti, degli commercianti, degli artigiani, degli insegnanti, dei sacerdoti un po&#8217; migliori, mediamente parlando, di quelli che ci sono in circolazione oggi. E forse allora, ma solo allora, l&#8217;Italia, come nazione, potr\u00e0 ripartire veramente; e non limitarsi ad inseguire il miraggio di una &quot;ripresina&quot; che dovrebbe venirci da circostanze tutto sommato esterne, e che sarebbe, comunque, effimera, anche perch\u00e9 solo di tipo materiale: mentre quel che ci serve \u00e8 innanzitutto una ripresa morale.<\/p>\n<p>\u00c8 la dimensione spirituale, di cui fa parte la vita etica, che comprende quella materiale, e non viceversa. Ce n&#8217;eravamo dimenticati: ora \u00e8 tempo di ricordarcene&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;esito delle elezioni amministrative or ora tenutesi in Liguria e in Campania illumina due aspetti importanti, speculari e complementari, del degrado ormai inarrestabile della politica italiana:<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[178],"class_list":["post-25915","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-italia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25915","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25915"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25915\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25915"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25915"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25915"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}