{"id":25910,"date":"2009-03-24T09:39:00","date_gmt":"2009-03-24T09:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/03\/24\/anticattolicesimo-imperialismo-e-spionaggio-industriale-nella-concezione-politica-di-f-bacone\/"},"modified":"2009-03-24T09:39:00","modified_gmt":"2009-03-24T09:39:00","slug":"anticattolicesimo-imperialismo-e-spionaggio-industriale-nella-concezione-politica-di-f-bacone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/03\/24\/anticattolicesimo-imperialismo-e-spionaggio-industriale-nella-concezione-politica-di-f-bacone\/","title":{"rendered":"Anticattolicesimo, imperialismo e spionaggio industriale nella concezione politica di F. Bacone"},"content":{"rendered":"<p>Francesco Bacone (1561-1626) non \u00e8 stato soltanto il profeta del mondo nuovo fondato sulle macchine, sul dominio illimitato della natura e sulla ricerca esasperata del profitto economico (cfr. F. Lamendola, \u00abManipolazione spietata di cose, vegetali ed animali nella &quot;Nuova Atlantide&quot; di Francesco Bacone\u00bb, consultabile sul sito di Arianna Editrice), ma anche il cantore di un sistema politico cinico e forte, erede della migliore &#8211; o peggiore &#8211; tradizione di Machiavelli; un sistema imperialista e dedito allo spionaggio scientifico e industriale, allo scopo di assicurarsi tutti i possibili vantaggi economici.<\/p>\n<p>Ma prima di considerare questo aspetto del filosofo inglese, dobbiamo soffermarci brevemente sulla \u00abpars destruens\u00bb del suo sistema, tutta pervasa dalla orgogliosa certezza che l&#8217;uomo tanto pi\u00f9 \u00e8 in grado di fare, quanto pi\u00f9 conosce (\u00absapere \u00e8 potere\u00bb), e che il secolo in cui egli vive \u00e8 capace di scoprire un modo migliore e pi\u00f9 perfetto di adoperare la mente umana, per dischiudere all&#8217;uomo nuovi ed immensi campi di azione, prima del tutto ignorati: ci\u00f2 che egli chiama (nell&#8217;opera \u00abCogitata et visa\u00bb, capitolo 16), il \u00abparto mascolino\u00bb del secolo.<\/p>\n<p>Questa nuova maniera di utilizzare la mente umana consiste, essenzialmente, nell&#8217;abbandono del sillogismo, tipico strumento della \u00abvecchia filosofia\u00bb, a favore del ragionamento induttivo e dell&#8217;esperimento. Bacone, infatti, \u00e8 convinto che \u00abgli antichi siamo noi\u00bb: nessun sentimento di ammirazione per gli antichi e nessun complesso di inferiorit\u00e0 nei loro confronti, dunque, dal momento che, secondo lui, \u00abla Verit\u00e0 \u00e8 figlia del Tempo e non dell&#8217;Autorit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>In questo senso, il pensiero di Francesco Bacone non \u00e8 affatto il coronamento della concezione rinascimentale (tutta pervasa, al contrario, da una sconfinata ammirazione per gli antichi, e sia pure nella persuasione che \u00e8 necessario imitarli in maniera creativa e non meramente passiva), bens\u00ec rappresenta la rottura decisiva con esso e con tutta la filosofia precedente. \u00c8, alla lettera, il figlio di un modo del tutto nuovo di porsi di fronte ai problemi dell&#8217;uomo e al mondo, che appunto merita la definizione di \u00abmoderno\u00bb.<\/p>\n<p>Dopo aver indicato la nuova strada da percorrere per realizzare un effettivo progresso nella conoscenza della natura e, quindi, del suo sfruttamento sistematico e remunerativo, Bacone delinea la sua critica dell&#8217;ideologia, sotto forma della teoria degli \u00abidoli\u00bb da distruggere, ossia delle false credenze e delle superstizioni, che hanno sin qui impedito il progresso dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Tutti gli studenti di liceo hanno imparato, come fosse una gradevole filastrocca, questa teoria degli idoli, che Bacone suddivide in quattro categorie e che, con estro poetico, denomina rispettivamente \u00abidola tribus\u00bb, \u00abidola specus\u00bb, \u00abidola fori\u00bb ed \u00abidola theatri\u00bb. Raramente, per\u00f2 &#8211; temiamo &#8211; i loro insegnanti hanno mostrato loro l&#8217;arroganza intellettuale insita in questa distruzione sistematica dell&#8217;antica filosofia e il disegno, non certo dissimulato, di realizzare, a partire da tale distruzione, un progetto totalitario di dominio sul mondo, quale mai si era visto in precedenza e mai pi\u00f9 si vedr\u00e0 in seguito (dato che perfino le pi\u00f9 mostruose applicazioni della odierna tecnoscienza sono ancora indietro rispetto all&#8217;allucinante prospettiva delineata da questo cantore delle \u00abmagnifiche sorti e progressive\u00bb del Logos calcolante e strumentale).<\/p>\n<p>In breve, gli idoli della trib\u00f9 corrispondono, secondo Bacone, ai pregiudizi e alle false idee che sono propri della natura umana in quanto tale (ragion per cui non si capisce come egli possa, subito dopo, esercitare una critica su di essi, a meno che non si ritenga una creatura di specie sovrumana); gli idoli della caverna sono le false credenze derivanti dalla natura dei singoli individui (e vale, anche qui, l&#8217;osservazione precedente); gli idoli del foro, o del mercato, sono il prodotto delle convenzioni e dei rapporti sociali (ad esempio la parola, sempre imperfetta e inadeguata ad esprimere obiettivamente i concetti); infine, gli idoli della scena sono quelli dovuti alle diverse correnti filosofiche e agli svariati errori da esse propagati. Anche per le ultime due categorie di idoli, o superstizioni, vale l&#8217;obiezione che Bacone non dovrebbe essere in grado di specificarli, a meno di ritenersi, egli solo, immune dai condizionamenti sociali e filosofici, ed egli solo capace di individuare e smascherare tutti gli errori che il genere umano ha commesso, in fatto di conoscenza, dalle sue origini fino al tempo presente.<\/p>\n<p>In Francesco Bacone, dunque, si nota questa caratteristica doppia valenza: da un lato, egli ha il merito di porre, con forza e con chiarezza inusitate, il problema dell&#8217;ermeneutica, ossia della interpretazione dei fatti di natura e degli strumenti di cui gli uomini si servono (a cominciare, come si \u00e8 visto, dalla parola stessa) per descriverli e tentare di comprenderne il meccanismo. Dall&#8217;altro, egli si comporta come se tutte le sue osservazioni non avessero alcun rapporto con la sua stessa filosofia; come se, in altri termini, quest&#8217;ultima fosse qualche cosa di ontologicamente diverso da ogni parola e da ogni filosofia precedente: la sola ed unica immune da errore; non gi\u00e0 perch\u00e9 infallibile nelle proprie operazioni speculative, ma perch\u00e9 si collocherebbe al di fuori e al di sopra di ogni fatto speculativo, evidentemente in grazia della distruzione che essa sola avrebbe operato, per vedere pi\u00f9 chiaro nel mistero della natura.<\/p>\n<p>La teoria degli idoli \u00e8 esposta da Bacone nel primo libro della sua opera maggiore, il \u00abNovumn Organum\u00bb; mentre nel secondo libro passa ad esporre la \u00abpars costruens\u00bb della sua filosofia, basata sulla teoria dell&#8217;induzione, ossia sul nuovo modo di costituire le proposizioni generali e sulla determinazione della causa dei fenomeni per mezzo del processo di esclusione e dell&#8217;ipotesi. Infine, egli afferma che la scoperta della legge (che egli chiama \u00abforma\u00bb) dei fenomeni, costituisce la ragion d&#8217;essere ed il fine della scienza e fonda le condizioni per il dominio esercitato dall&#8217;uomo sulla natura.<\/p>\n<p>Il quale dominio \u00e8 poi esposto, in forma narrativa (che vorrebbe essere piacevole, ma in realt\u00e0 \u00e8 noiosissima e letterariamente insipida, tanto da far cadere a priori, a nostro avviso, l&#8217;ipotesi che dietro le opere di Shakespeare possa celarsi proprio il Nostro), nella \u00abNuova Atlantide\u00bb, che si pone come una vera e propria negazione di quanto sostenuto da Platone nel \u00abTimeo\u00bb parlando, appunto di Atlantide: e cio\u00e8 che gli uomini devono stare molto attenti all&#8217;uso che fanno dei mezzi per dominare la natura, pena l&#8217;autodistruzione.<\/p>\n<p>Ora, l&#8217;aspetto del pensiero di Bacone su cui vogliamo soffermarci \u00e8 proprio la struttura politica dello Stato ilquale dovrebbe consentire di realizzare gli obiettivi sopra indicati: emancipazione del pensiero; dominio sulla natura; ottimizzazione degli utili derivanti da un tale dominio, mediante le tecniche messe a disposizione non solo dal nuovo modo di pensare e di studiare i fenomeni, ma anche dallo sviluppo, in senso capitalistico, dei commerci e delle industrie.<\/p>\n<p>Una pagina illuminante, su questo aspetto del pensiero di Bacone (da cui trae, peraltro, conclusioni diverse dalle nostre, anche perch\u00e9 muove da una diversa prospettiva), \u00e8 stata scritta dal filosofo Giangiorgio Pasqualottto, docente all&#8217;Universit\u00e0 di Padova, nel suo volume \u00abStoria e critica dell&#8217;ideologia. Da Bacone a Marx\u00bb (Padova, Cleup, 1978,<\/p>\n<p>Pasqualotto parte da una considerazione molto importante: Bacone non \u00e8 contrario alle \u00absuperstizioni\u00bb (intendendo soprattutto le religioni) in maniera indiscriminata; poich\u00e9, per lui, esiste sempre il rischio di cadere nella \u00absuperstizione provocata dalla volont\u00e0 di evitare la superstizione\u00bb (oggi diremmo: del conformismo dell&#8217;anticonformismo). Vi sono superstizioni che possono essere tollerate, o parzialmente tollerate, per evitare eccessivi sconvolgimenti sociali; beninteso, a patto che i governanti, i quali sono al di sopra di esse (ma non spiega come ci\u00f2 possa avvenire, tranne che abbracciando la sua filosofia) ne siano consapevoli e tengano sempre d&#8217;occhio la situazione, per evitare che le cose prendano una piega pericolosa.<\/p>\n<p>\u00c8 quasi superfluo aggiungere che, fra le superstizioni che non possono essere tollerate, Bacone include il cattolicesimo. Per lui, anglicano fedele alla corona (ma non suddito esemplare: gi\u00e0 Lord Cancelliere sotto Giacomo I Stuart, fu travolto da uno scandalo per corruzione e dovette ritirarsi a vita privata), \u00e8 un assioma di per s\u00e9 evidente che i \u00abpapisti\u00bb non meritano che disprezzo e una vigile diffidenza; da loro, infatti &#8211; gente fanatica e manovrata a piacimento dai Gesuiti -, ci si deve aspettare qualsiasi nefandezza.<\/p>\n<p>Scrive, dunque, il professor Pasqualotto (Op. cit., pp. 46-51):<\/p>\n<p>\u00abIndicando la funzione stabilizzatrice della superstizione, Bacone tocca anche il punto di fondamentale importanza per cui non possono darsi il vero e il falso in assoluto, ma solo storicamente e ideologicamente. Non si d\u00e0 ideologia e verit\u00e0, ma solo modi diversi di ideologia, utilizzabili da forze politiche e sociali diverse, e anche opposte. Affiora dunque, da questo momento in poi, il volto di un Bacone non pi\u00f9 soltanto analitici re critico dell&#8217;ideologia, ma soprattutto realista politico.<\/p>\n<p>Questa dimensione si chiarifica maggiormente, poi, se si collega la tesi, contenuta nel brano citato [in cui Bacone mette in guardia dal pericolo di cadere nella superstizione dell&#8217;anti-superstizione] al ruolo politico &#8211; di riformista moderato &#8211; di Bacone, e alla sua posizione &#8211; di anglicano mediatore &#8211; nella disputa confessionale e dottrinale de tempo: la superstizione, anche nella sua forma concreta di Chiesa corrotta, viene attaccata quando \u00e8 ascrivibile come connotato peculiare della confessione cattolica, ma va in qualche modo difesa quando appaia come caratteristica accidentale della confessione anglicana, al fine di bloccare ogni reazione di qualche versione estremistica del protestantesimo, in primo luogo dal rigorismo puritano. Il quadro del discorso baconiano risulta quindi affatto chiaro: la superstizione \u00e8 un male necessario e strutturale, \u00e8 un dato ineliminabile; pertanto \u00e8 possibile non un suo trascendimento o una sua eliminazione, ma solo un suo uso, una sua gestione politica. &lt;Nel contesto dell&#8217;Inghilterra del tempo ci\u00f2 significa che essa va fatta agire sia contro il formalismo e l&#8217;immobilismo cattolico, sia contro il rigorismo e il riformismo spinto della &#8216;sinistra&#8217; protestante che va dai presbiteriani agli anabattisti A questo uso politico della superstizione preside una &#8216;logica&#8217; di riformismo moderato, di gradualismo politico che utilizza il concetto di innovazione come preventivo di ogni &#8216;tumulto&#8217;, sia culturale che sociale:<\/p>\n<p>&quot;Certamente ogni medicina \u00e8 un&#8217;innovazione; e chi non applicher\u00e0 nuovi rimedi deve aspettare nuovi mali: perch\u00e9 il tempo \u00e8 il pi\u00f9 grande innovatore (&#8230;). Un caparbio mantenimento dell&#8217;usanza \u00e8 una cosa tanto turbolenta quanto un&#8217;innovazione (&#8230;). Sarebbe bene quindi che gli uomini, nelle loro innovazioni seguissero l&#8217;esempio del tempo stesso; il quale infatti rinnova molto ma quietamente, e per gradi, appena percepibili.&quot;<\/p>\n<p>Ci\u00f2 a chiaro commento e a esplicazione delle affermazioni [&#8230;] secondo cui una delle cause della superstizione sarebbe &quot;il favorire troppo le buone intenzioni, ci\u00f2 che apre la strada a vanit\u00e0 e novit\u00e0&quot;, e per cui non vi sarebbe superstizione peggiore di quella che conduce ad allontanarsi &quot;dalla superstizione prima accettata&quot;; ma anche a conferma della necessit\u00e0 dell&#8217;innovazione come prevenzione delle reazioni all&#8217;immobilismo politico e al conformismo intellettuale. Questa ideologia moderatamente progressista di Bacone viene ulteriormente messa a fuoco nel capitolo XV dei &quot;Saggi&quot;, dedicato alle &quot;Sedizioni&quot;: cause prime di queste sono identificate in &quot;molta povert\u00e0 e molta scontentezza&quot;. I rimedi a tali cause e, quindi, la prevenzione delle stesse sedizioni sono da individuare in:<\/p>\n<p>!) nell&#8217;allontanare la miseria dello Stato attraverso:<\/p>\n<p>a)  l&#8217;equilibrio commerciale;<\/p>\n<p>b)  gli incentivi alle manifatture;<\/p>\n<p>c)  la repressione del consumismo;<\/p>\n<p>d)  la razionalizzazione dell&#8217;agricoltura;<\/p>\n<p>e)  la calmierazione dei prezzi;<\/p>\n<p>f)  la moderazione fiscale.<\/p>\n<p>2) nel fondare l&#8217;economia &#8212; sull&#8217;esempio dei Paesi Bassi &#8212; sul commercio e sul lavoro, pi\u00f9 che su sulle materie prime;<\/p>\n<p>3) nell&#8217;ampia circolazione della moneta;<\/p>\n<p>4) nell&#8217;equilibrio sociale, ottenibile limitando al massimo l&#8217;incremento di ciascuna classe sociale;<\/p>\n<p>5) con la &#8216;tecnica della speranza&#8217;, vale a dire con l&#8217;uso politico dell&#8217;ideologia:<\/p>\n<p>&quot;Certo l&#8217;abile e artificioso allevamento e mantenimento di speranze, e il portare gli uomini di speranza in speranza, \u00e8 uno dei migliori antidoti contro il veleno del malgoverno.&quot;<\/p>\n<p>Com&#8217;\u00e8 facilmente osservabile, dimostrazione pi\u00f9 evidente di realismo politico sarebbe difficile avere. \u00c8 da notare, peraltro, che tale dimensione realistica contrasta, per non dire che contraddice, l&#8217;intero arco di discorso che Bacone conduce a proposito della scienza, nel quale \u00e8 costante l&#8217;intento di definire un concetto di verit\u00e0 che sia obiettivo, neutrale, universale,: si va profilando, cio\u00e8, una frattura tra pretesa ad attingere una verit\u00e0 &#8216;super partes&#8217; e la coscienza della necessit\u00e0 di farla funzionare politicamente, &#8216;inter partes&#8217;. Frattura, quindi, tra scienza e politica, tra &#8216;ragion pura&#8217; e &#8216;ragion pratica&#8217;. Tuttavia \u00e8 lo stesso Bacone che riconosce l&#8217;impossibilit\u00e0 di una verit\u00e0 univoca, pura, assoluta, perfetta.<\/p>\n<p>&quot;Ma io non posso dire: questa verit\u00e0 \u00e8 una pura e chiara luce diurna che non mette in mostra &#8212; come le luci di candela &#8212; le maschere, le maschere e i trionfi del mondo in parte cos\u00ec maestosi e squisiti. La verit\u00e0 pu\u00f2 forse giungere al valore di una perla, che splende pi\u00f9 di giorno; ma non salire al valore di un diamante o di un rubino, che splende di pi\u00f9 sotto le varie luci. La mescolanza d&#8217;una menzogna aggiunge sempre piacere&quot;.<\/p>\n<p>Scaturisce da questo passo una concezione quasi estetica della verit\u00e0, che rimanda tuttavia ad una sua valutazione utilitaristica, cio\u00e8 politica: il concetto di &#8216;piacere&#8217; cela quello di &#8216;interesse&#8217;. Ed infatti Bacone prosegue con l&#8217;analisi delle varianti in cui si articola l&#8217;uso sociale e politico della verit\u00e0 mediante le tecniche della &#8216;segretezza&#8217;, della &#8216;dissimulazione&#8217; e della &#8216;simulazione&#8217;.<\/p>\n<p>&quot;Ci sono tre gradi di questo nascondersi e celarsi. Primo, la discrezione, riservatezza e segretezza: quando uno si sottrae a farsi vedere, o a farsi afferrare qual \u00e8. Secondo, la dissimulazione nella negativa: quando uno lascia cader segni e prove che egli non \u00e8 quel che \u00e8. Terzo, la dissimulazione nell&#8217;affermativa: quando un uomo intenzionalmente finge e sostiene di essere quel che non \u00e8.&quot;[&#8230;]<\/p>\n<p>Tuttavia, una volta appurato che non si d\u00e0 verit\u00e0 in assoluto ma solo una serie di usi politici di essa, vien fatto di chiedersi quale sia il concetto di politica in generale che preside a tali utilizzazioni: innanzitutto \u00e8 da specificare che il realismo politico baconiano si manifesta anche nel fatto che non viene fornito nessun corpus unico, nessun sistema compatto di teoria politica, ma soltanto una serie di notazioni politiche, storiografiche e giuridiche legate a casi contingenti, a vicende della politica pratica. Non v&#8217;\u00e8 dunque nemmeno, come in Machiavelli &#8211; che Bacone difende nel &quot;De Argumentis scientiarum&quot;- una teorizzazione del realismo politico, ma soltanto una serie di interventi su eventi specifici. Questo empirismo politico &#8212; che si legge anche nelle iniziative baconiane di riforma giuridica per una storicizzazione della casistica giudiziaria &#8212; conduce anche all&#8217;astensione dal giudizio sulla storia degli eventi politici e sulle diverse situazioni politiche: l&#8217;empirismo politico conduce al relativismo storico, per cui la storia di ciascun paese e popolo viene vista portare a costituzioni e a ordinamenti politici non paragonabili, ma soltanto assimilabili nel proprio &#8216;valore&#8217; particolare. Cos\u00ec, ad esempio, considerando il fenomeno delle &#8216;enclosures&#8217;, Bacone, alla pari di Harrington, si astiene da qualsiasi giudizio etico sulle drammatiche conseguenze sociali da esse prodotte e si limita a constatare che hanno condotto alla situazione, economicamente negativa, dello spopolamento delle campagne con la conseguente diminuzione degli effettivi a disposizione delle forze militari, il cui peso \u00e8 decisivo per il mantenimento e lo sviluppo di uno Stato forte.<\/p>\n<p>Da ci\u00f2 si ricavano indirettamente i contorni essenziali della nozione baconiana di Stato. Ma la loro delineazione pu\u00f2 essere rinforzata da ulteriori precisazioni: in quanto \u00e8 stabilita un&#8217;analogia tra fisica e politica, si possono considerare gli stati come corpi volti a realizzare tre condizioni fondamentali, quella di conservarsi, quella di perfezionarsi e quella di propagarsi. Allora due sembrano essere i cardini della &#8216;teoria&#8217; baconiana sullo Stato: 1., il fatto che questo vada considerato come corpo fisico comporta che sia retto da leggi che si sottraggono all&#8217;arbitrio del Principe, da leggi oggettive e universali al pari di quelle che regolano gli eventi della natura. Conservarsi, perfezionarsi e propagarsi non sono allora tre condizioni accidentali dell&#8217;esistenza dello Stato, ma diventano leggi naturali per cui vi \u00e8 la necessit\u00e0 &#8212; naturale come il sorgere del sole &#8212; che lo Stato sia forte e in espansione, cio\u00e8 monarchico ed imperiale. Non a caso, quindi, Bacone considera come condizione essenziale, per l&#8217;unione delle leggi, l&#8217;unione della corona e questa, a sua volta, condizione essenziale per un programma imperiale che riunisca all&#8217;Inghilterra e alla Scozia Irlanda, Paesi Bassi e America.<\/p>\n<p>2. Ci\u00f2 che per\u00f2 pi\u00f9 conta, ai fini di un ulteriore chiarimento del discorso sull&#8217;ideologia, \u00e8 sottolineare l&#8217;analogia tra fisica e politica, che permette di instaurare come naturali, vale a dire come eterne ed universali, le esigenze storiche di forza interna e di potenza imperiale dello Stato inglese: in questa trasformazione di condizioni e di scopi storicamente definiti, relativi e contingenti, in condizioni e scopi universali ed eterni, assoluti e necessari, consiste il fulcro del processo di ideologizzazione. Ma, a questo punto, ci si potrebbe chiedere come si concili un tale processo di &#8216;astrazione&#8217; col realismo e l&#8217;empirismo politico poco prima considerati. In effetti il contrasto risulta pi\u00f9 apparente che reale, e si d\u00e0 come contrasto logico pi\u00f9 che politico: Bacone non formula una teoria politica complessiva che contraddica il relativismo storico con cui si assumono i suoi contenuti, ma assume questi contenuti entro leggi che vengono fatte valere come &#8216;naturali&#8217;. Non parte da una teoria generale all&#8217;interno della quale vengano colti, spiegati e sistemati singoli elementi empirici, ma parte da una serie di tali elementi per ricavare dal loro &#8216;comportamento&#8217; le leggi universali ed eterne che lo regolano: quindi realismo ed empirismo politico sono le condizioni della teoria politica, non viceversa. Non solo: realismo ed empirismo politico sono la norma regolativa, il principio informatore e legislatore dell&#8217;uso politico dell&#8217;ideologia. Infatti questa \u00e8 s\u00ec il risultato di una &#8216;astrazione&#8217;, di una trasformazione del contingente in necessario e del relativo in assoluto, ma \u00e8 anche e soprattutto strumento di realismo politico: una volta costituita a partire dagli elementi empirici, essa non diventa principio, norma, legge. Principio, norma e legge \u00e8 soltanto la ragione politica che la usa. Questo principio della politica si esercita su qualsiasi &#8216;teoria&#8217;, sia questa nella forma della superstizione-religione, sia nella forma della filosofia naturale. L&#8217;esercizio di questo primato, proprio in quanto politico e non semplicemente teorico, non pu\u00f2 esprimersi direttamente su queste forme, ma, prima di tutto, sulla loro traduzione istituzionale: cos\u00ec non \u00e8 solo la purezza della dottrina che per Bacone va salvaguardata, ma \u00e8 soprattutto l&#8217;organizzazione episcopale che va mantenuta come parte organica della burocrazia statale, per conservare e organizzare la fede a livello sociale. Analogamente nei confronti della scienza: la &quot;Nuova Atlantide&quot; pu\u00f2 forse sembrare che contenga la proposta pi\u00f9 di un&#8217;organizzazione per la ricerca scientifica che di una specifica articolazione statale finalizzata allo sfruttamento delle innovazioni, ma \u00e8 certo che la &#8216;storia naturale \u00e8 impresa di re o di papa&#8217;, e che &quot;fine dell&#8217;istituzione \u00e8 la conoscenza delle cause e dei segreti delle cose allo scopo di ampliare i confini dell&#8217;impero umano verso una pi\u00f9 completa attuazione di tutte le cose che sono attuabili&quot;. Ora, la locuzione &quot;impero umano&quot; contenuta in quest&#8217;ultimo passo potrebbe far pensare proprio al contrario della politicit\u00e0 della scienza, cio\u00e8 alla sua naturale universalit\u00e0; ma, se viene messa a confronto con il contenuto del primo passo citato, non pu\u00f2 impedire che si concluda con la constatazione della necessit\u00e0 di quella politicit\u00e0; se, infatti, non si d\u00e0 scienza all&#8217;infuori di un&#8217;impresa pubblica, di un &#8216;collegio&#8217; o di un &#8216;ordine&#8217;, essa risulta inevitabilmente regolata dal potere particolare &#8211; di parte &#8211; che stabilisce e gestisce tali istituzioni, e non certo guidata dal fine universale di &quot;ampliare i confini dell&#8217;impero umano&quot;. Quell&#8217;&quot;umano&quot;, infatti, va sostituito con &quot;inglese&quot;, di cui \u00e8 la tradizione ideologica. Tale sostituzione \u00e8 legittimata non soltanto dai passi in cui Bacone ricorda l&#8217;importanza di organizzare la produzione scientifica in vista di un generale accrescimento della politica e dell&#8217;economia inglesi, ma anche su chiare affermazioni sull&#8217;etica disincantata che regge la comunicazione di informazioni scientifiche: infatti i dodici discepoli della &quot;Nuova Atlantide&quot; navigano per paesi stranieri &quot;sotto le spoglie di sudditi di altre nazioni (&#8230;). Essi ci portano libri, estratti e modelli di esperimenti di tutte le parti del mondo. Noi li chiamiamo mercanti della luce.&quot; Qui l&#8217;ideologicit\u00e0 di quell&#8217;&quot;umano&quot; , cio\u00e8 l&#8217;apparenza della sua universalit\u00e0, \u00e8 completamente smascherato: qui viene celebrato, senza mezzi termini, il principio dello spionaggio internazionale nel campo scientifico e industriale; il che presuppone il riconoscimento realistico di una concorrenza tra Stati che agisce alla base e fuori di ogni &quot;frase&quot; ideologica impegnata a proclamare che &quot;l&#8217;ordine o societ\u00e0 detta Casa di Salomone si dedica allo studio delle opere e delle creature di Dio&quot; o che &quot;la scienza deve essere coltivata in spirito e carit\u00e0&quot;.<\/p>\n<p>Ma certo: come poteva mancare, nella prospettiva politica di Bacone, quest&#8217;ultimo accenno allo spirito e alla carit\u00e0 che debbono presiedere alla ricerca scientifica, vera e propria espressione dell&#8217;ipocrisia imperiale britannica, che sempre cerca di ammantare di nobili ideali le operazioni pi\u00f9 ciniche e spregiudicate, volte unicamente al perseguimento della propria potenza?<\/p>\n<p>Non basta, dunque, compiere quella operazione altamente ideologica, cio\u00e8 altamente ipocrita (la \u00abfalsa coscienza\u00bb di marxiana memoria), che consiste nel contrabbandare l&#8217;interesse egoistico della nazione inglese, decisa a servirsi di qualunque mezzo pur di affermarsi, per l&#8217;interesse del genere umano. No: \u00e8 necessario anche infiorare il discorso con questo mistico invito a coltivare la scienza in spirito e in carit\u00e0; dopo aver teorizzato nel modo pi\u00f9 esplicito che la scienza altro non \u00e8 se non lo strumento del dominio politico sul mondo circostante.<\/p>\n<p>Nessuna meraviglia, del resto: abituati come siamo a vedere le potenze anglosassoni (ad esempio, nella Carta Atlantica del 1941) spacciare i loro interessi politico-economici per sacri principi dell&#8217;umanit\u00e0, le parole di Bacone non riescono certo a meravigliarci. Non \u00e8, poi, la stessa cosa cui abbiamo assistito nel 2003, allorch\u00e9 il governo statunitense decise di lanciare l&#8217;invasione dell&#8217;Iraq non per assicurarsi il vile petrolio, ma per proteggere il genere umano dalle tremende armi di distruzione di massa di Saddam Hussein &#8211; armi che non esistevano affatto?<\/p>\n<p>Eppure &#8211; \u00e8 sempre Bacone ad insegnarlo &#8211; quel che conta non sono i fatti della politica e della societ\u00e0, ma il modo in cui il governo riesce a presentarli e farli recepire dall&#8217;opinione pubblica; quel che conta, insomma, \u00e8 la propaganda (che lui, alquanto disinvoltamente, definisce &quot;tecnica della speranza&quot;). E la macchina statale inglese \u00e8 sempre stata maestra della propaganda, al contrario di quella di altre nazioni.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, mentre il mondo, per due volte nel XX secolo, ha gridato alla barbarie davanti alla guerra sottomarina condotta dalla Marina germanica nel corso delle due guerre mondiali, n\u00e9 l&#8217;una n\u00e9 l&#8217;altra volta l&#8217;opinione pubblica mondiale si \u00e8 minimamente commossa per le conseguenze del blocco marittimo inglese delle coste europee, blocco che ha condannato alla fame centinaia di milioni di esseri umani.<\/p>\n<p>Oppure, mentre l&#8217;esercito tedesco violava, nel 1914, la sovranit\u00e0 del Belgio, nessuno si accorse che, nel corso del medesimo conflitto, la Gran Bretagna violava silenziosamente, ma senza alcun imbarazzo, la sovranit\u00e0 di tutta una serie di nazioni neutrali, dall&#8217;Egitto alla Grecia, dalla Persia alla Russia (quest&#8217;ultima, dopo la pace di Brest-Litowsk), passando per la sanguinosa repressione dell&#8217;insurrezione indipendentista irlandese (la tragica \u00absettimana di sangue\u00bb di Dublino, nella Pasqua del 1916).<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8, comunque, una dimensione realmente universale nel pensiero politico di Francesco Bacone, ed \u00e8 la conclamata volont\u00e0 di attuare, mediante la scienza, tutte quelle cose che sono attuabili; ossia la pi\u00f9 radicale, la pi\u00f9 irresponsabile, la pi\u00f9 folle dichiarazione di arroganza del Logos strumentale e calcolante che sia mai stata uscita da una bocca umana. Altro che coltivare le scienze in spirito e in carit\u00e0: queste sono le paroline dolci, buone per la predica domenicale al popolino devoto. Ma la politica, per Bacone, \u00e8 tutta un&#8217;alta cosa; e, per attuare i suoi sconfinati disegni di dominio tecnico sul mondo, non ci vuole di meno che la forza politica, economia e militare \u00abdi un papa o di un re\u00bb; ossia, fuor di metafora, dello Stato moderno, organizzato in vista di una guerra perenne contro tutto e contro tutti.<\/p>\n<p>Ecco, dunque, che lo spionaggio industriale &#8211; innocentemente presentato nella \u00abNuova Atlantide\u00bb come una forma di attivit\u00e0 sagace, ma normale e, in fondo, rispettabilissima &#8211; acquista il suo giusto rilievo nella prospettiva di dominio illimitato e di guerra perpetua che la sua concezione organicistica dello Stato presuppone e giustifica.<\/p>\n<p>Viene anzi il sospetto &#8211; che non \u00e8 poi un semplice sospetto &#8211; che anche l&#8217;idea di tollerare un certo grado di \u00absuperstizione\u00bb all&#8217;interno della societ\u00e0, abbia uno scopo recondito molto diverso da quello, dichiarato, di voler evitare il contraccolpo di una sua radicale estirpazione; ossia quello di mantenere sempre viva la potenziale minaccia di un pericolo sociale e politico, onde poter disporre sempre di una organizzazione poliziesca e militare ben collaudata; e, pi\u00f9 ancora, di mantenere costantemente l&#8217;opinione pubblica in uno stato di tensione, per convogliare su un nemico di comodo tutte le frustrazioni dei sudditi.<\/p>\n<p>Insomma, la teoria di uno Stato forte e aggressivo, sempre pronto ad entrare in azione contro gli Stati che competono con esso sul terreno dell&#8217;espansione imperiale, presuppone che sia accuratamente coltivata la psicosi del nemico interno (i cattolici, ad esempio, con le loro congiure e i loro supposti progetti di rivolta), per tenere alta la tensione quanto basta ad una sistematica e perenne mobilitazione di quella carica di aggressivit\u00e0, senza la quale uno Stato non pu\u00f2 alimentare, dal punto di vista psicologico, le proprie ambizioni di potenza e di espansione.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, nel regno di Elisabetta, e poi in quello di Giacomo I Stuart, i cattolici, se non ci fossero stati, li si sarebbe dovuti inventare: nel senso che i servizi segreti avrebbero dovuto creare la sensazione di una loro presenza oscura e minacciosa, di una loro estrema pericolosit\u00e0 politica.<\/p>\n<p>&quot;Mutatis mutandis&quot;, chi abbia seguito le vicende che videro l&#8217;esplosione della guerriglia dell&#8217;Irish Republican Army negli anni Settanta del Novecento, difficilmente pu\u00f2 sottrarsi all&#8217;impressione che il governo di Margareth Thatcher abbia perseguito deliberatamente l&#8217;obiettivo di provocare quell&#8217;evento, magari per distrarre l&#8217;opinione pubblica dalle durissime lotte sindacali allora in corso, e particolarmente quella dei minatori. A una analoga funzione sembra aver risposto la campagna di guerra per la riconquista delle Isole Falkland-Malvine, nel 1982, dopo il colpo di mano sull&#8217;arcipelago sferrato dai generali argentini.<\/p>\n<p>Francesco Bacone, dunque, non fu solo il campione dello scientismo e il profeta della illimitata manipolazione della natura da parte dell&#8217;uomo; fu anche il convinto assertore di una idea della politica basata sul \u00absacro egoismo\u00bb nazionale, sull&#8217;imperialismo, sulla discriminazione religiosa, sullo spionaggio scientifico e industriale: in breve, sulla competizione sfrenata di ogni Stato nei confronti degli altri, il cui risultato non pu\u00f2 essere che la guerra perpetua.<\/p>\n<p>Francesco Bacone, dunque, \u00e8 il vero teorico del crepuscolo della politica, intesa &#8211; come la intendevano i Greci &#8211; come l&#8217;arte di armonizzare e comporre i conflitti, per il vantaggio comune; con, in pi\u00f9, quella tipica nota di ipocrisia anglicana, consistente nell&#8217;ammantare i fini pi\u00f9 egoistici con un alone di universalit\u00e0 disinteressata.<\/p>\n<p>Cinismo e ipocrisia: questa la lezione politica di Francesco Bacone; un machiavellico che non possiede nemmeno la tensione ideale del maestro, la quale &#8211; almeno in parte &#8211; riscatta il crudo realismo del \u00abfine che giustifica i mezzi\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francesco Bacone (1561-1626) non \u00e8 stato soltanto il profeta del mondo nuovo fondato sulle macchine, sul dominio illimitato della natura e sulla ricerca esasperata del profitto<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[142],"class_list":["post-25910","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-francesco-bacone"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25910","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25910"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25910\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25910"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25910"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25910"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}