{"id":25909,"date":"2011-08-29T11:59:00","date_gmt":"2011-08-29T11:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/08\/29\/una-imperatrice-nuda-non-sarebbe-fuggita-ma-avrebbe-ordinato-di-decapitare-il-bambino\/"},"modified":"2011-08-29T11:59:00","modified_gmt":"2011-08-29T11:59:00","slug":"una-imperatrice-nuda-non-sarebbe-fuggita-ma-avrebbe-ordinato-di-decapitare-il-bambino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/08\/29\/una-imperatrice-nuda-non-sarebbe-fuggita-ma-avrebbe-ordinato-di-decapitare-il-bambino\/","title":{"rendered":"Una imperatrice nuda non sarebbe fuggita, ma avrebbe ordinato di decapitare il bambino"},"content":{"rendered":"<p>Tutti conoscono, crediamo, la fiaba di Andersen intitolata \u00abIl vestito nuovo dell&#8217;imperatore\u00bb, una delle pi\u00f9 scopertamente didattiche del grande scrittore danese.<\/p>\n<p>Allorch\u00e9 un bambino, nella sua innocenza, esclama che l&#8217;imperatore \u00e8 in mutande, l&#8217;incantesimo della piaggeria e della servile adulazione si rompe e tutta la folla, rumoreggiando, copre il sovrano di risate e di scherni, costringendolo a scappare a gambe levate.<\/p>\n<p>Ebbene: se al suo posto ci fosse stata una imperatrice, abbiamo ragione di pensare che la conclusione della storia sarebbe stata molto diversa: svergognata davanti a tutti, ella non sarebbe affatto fuggita, ma avrebbe dato ordine alle guardie di prendere il bambino e di mozzargli la testa, l\u00ec, sui due piedi, davanti a tutti: perch\u00e9 vi sono delle verit\u00e0 riguardo a lei stessa, per quanto evidenti, che la donna, per sua natura, non solo non \u00e8 capace di sopportare, ma che suscitano in lei un freddo furore e un formidabile desiderio di vendetta verso chi le abbia pronunciate.<\/p>\n<p>Costui deve essere rimosso, cancellato, annientato; se non \u00e8 possibile farlo fisicamente, allora deve esserlo moralmente: occorre che quell&#8217;individuo venga squalificato, declassato, perch\u00e9 solo cos\u00ec l&#8217;amor proprio ferito della donna pu\u00f2 trovare un parziale sollievo, o nella vendetta, o nel pensiero che si trattava di una persona talmente bassa, che le sue parole non possono neanche sfiorarla, non che incrinare l&#8217;immagine che ella ha di se stessa.<\/p>\n<p>In questo modo, un certo ordine viene ristabilito: certo, non \u00e8 l&#8217;ordine della chiarezza interiore, dell&#8217;armonia e della consapevolezza, ma \u00e8 pur sempre un ordine che consente di andare avanti per le stesse strade battute finora, alla stessa maniera di prima, senza doversi sobbarcare l&#8217;ingrata fatica di mettersi in discussione e senza dover rispondere a domande troppo scomode e indiscrete su chi si \u00e8 e dove si stia andando.<\/p>\n<p>Del resto, non \u00e8 esattamente quello che ha fatto Erodiade, servendosi della danza lasciva di sua figlia Salom\u00e9 e della debolezza di Erode Antipa, per mettere a tacere una buona volta gli aperti rimproveri di Giovanni il Battezzatore? Un bel colpo di mannaia e via la testa, il gioco \u00e8 fatto: se non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 una voce di rimprovero, allora non vi \u00e8 nemmeno pi\u00f9 materia di rimprovero e la vita pu\u00f2 continuare, senza imbarazzo e senza rimorsi.<\/p>\n<p>La donna, infatti, possiede, pi\u00f9 dell&#8217;uomo, questa straordinaria capacit\u00e0 di allontanare rimorsi e sensi di colpa, purch\u00e9 riesca ad allontanare da s\u00e9 l&#8217;oggetto che suscita in lei tali sentimenti e stati d&#8217;animo: quando l&#8217;oggetto non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, scompare dal suo orizzonte morale anche il relativo sentimento; ci\u00f2 che la saggezza popolare ha sempre saputo ed espresso con il proverbio: \u00abLontano dagli occhi, lontano dal cuore\u00bb, applicabile anche ad altre situazioni emotive.<\/p>\n<p>Gli psicologi, con linguaggio specialistico, parlano di &quot;rimozione&quot;: si rimuove ci\u00f2 che \u00e8 sgradito alla coscienza, prima che esso salga al livello della coscienza; il che significa che l&#8217;operazione sopra descritta ha luogo, il pi\u00f9 delle volte, nelle regioni oscure del subconscio; oppure che, pur avvenendo a livello della coscienza, si svolge in maniera cos\u00ec rapida e precisa, cos\u00ec inesorabile e fulminea, da lasciare incerti se sia stato effettivamente registrato dalla coscienza o se non si sia trattato di una azione compiuta in una sorta di stato sonnambolico, come quando si esegue un ordine ricevuto durante l&#8217;ipnosi, al risveglio, senza sapere perch\u00e9 e addirittura (\u00e8 stato osservato e dimostrato) senza rendersene conto.<\/p>\n<p>Annamaria Franzoni, molto probabilmente, ha reagito cos\u00ec davanti all&#8217;enormit\u00e0 dell&#8217;uccisione di suo figlio, il piccolo Samuele, che aveva il torto di piangere insistentemente nella culla: meglio, molto meglio convincersi di non aver fatto assolutamente nulla e continuare ad accusare tutto il mondo, dai vicini di casa a dei misteriosi &quot;mostri&quot; venti da chiss\u00e0 dove, dell&#8217;atroce delitto; un meccanismo di difesa, come vivere altrimenti?<\/p>\n<p>Naturalmente, questo \u00e8 stato un caso particolarmente drammatico che serve solo a illustrare, dal punto di vista psicologico, quello che stiamo asserendo: l&#8217;impossibilit\u00e0, per moltissime donne (e anche per taluni uomini) di fare i conti con la verit\u00e0 dei propri sentimenti, dei propri pensieri e delle proprie azioni e la tendenza istintiva a rimuoverli, per potersi riconciliare con la rassicurante e rispettabile immagine che ci si \u00e8 costruiti di se stessi.<\/p>\n<p>Del resto, i casi limite sono utili proprio per questo: attraverso la loro eccezionalit\u00e0, inducono a riflettere sui meccanismi ordinari della psiche e gettano un fascio di luce su comportamenti quotidiani che, altrimenti, apparirebbero difficili da spiegare.<\/p>\n<p>Un tradimento amoroso, per esempio, \u00e8 certamente meno drammatico di un omicidio, anche se pu\u00f2 portare quasi altrettanta sofferenza nella vita di un essere umano. Ora, qualsiasi psicologo sar\u00e0 in grado di confermare che, mentre l&#8217;uomo che tradisce la sua donna, il pi\u00f9 delle volte soffre di acuti sensi di colpa, anche se &#8211; magari &#8211; di colpe egli ne ha ben poche, la donna invece cancella dalla sua mente e dal suo cuore ogni forma di affetto per l&#8217;uomo che tradisce, lo prende anzi talmente in odio da negare di avergli mai voluto bene, da vedere in lui soltanto un cumulo di intollerabili difetti e niente di buono, niente di amabile.<\/p>\n<p>Cos\u00ec facendo, ella riesce a tutelare la propria immagine narcisista di se stessa. Se non l&#8217;ha mai amato, non ha motivo di sentirsi in colpa; se non \u00e8 colpevole, vuol dire che non \u00e8 successo proprio niente, nel senso che il passato \u00e8 annullato e pu\u00f2 guardare avanti, ripartendo da una &quot;tabula rasa&quot;, cercarsi un altro uomo e, probabilmente, ripetere le stesse dinamiche distruttive che l&#8217;hanno condotta in questo primo vicolo cieco.<\/p>\n<p>Chi non ricorda quella registrazione in cui Annamaria Franzoni, non sapendosi spiata, diceva al marito, a poche ore dalla morte del piccolo Samuele: \u00abAdesso ne facciamo un altro, vero?\u00bb; e questo molto prima del funerale dello sfortunato bambino.<\/p>\n<p>Espulso il ricordo dell&#8217;uomo, si pu\u00f2 incominciare a cercarne uno nuovo; allontanata dagli occhi la vista dell&#8217;oggetto che ha provocato la sofferenza, si pu\u00f2 ricostruire la propria immagine di s\u00e9 e ripartire come se nulla fosse stato.<\/p>\n<p>Attenzione: non stiamo dicendo che in fondo all&#8217;anima di ogni donna, e di un certo numero di uomini, vi sia un mostro in agguato, pronto a compiere chiss\u00e0 quali delitti; semplicemente, stiamo affermando che solo una personalit\u00e0 forte, equilibrata e in pace con se stessa \u00e8 in grado di assumersi abitualmente la fatica (perch\u00e9 di una fatica si tratta) di confrontarsi in maniera aperta e sincera con la propria verit\u00e0 interiore, di guardarla bene in faccia, di riconoscerla e di trarne, eventualmente, le conseguenze del caso, sul piano delle scelte e dei comportamenti.<\/p>\n<p>Gira e rigira, si torna sempre al punto fondamentale: CONOSCI TE STESSO. Se sai chi sei, puoi sempre reggere l&#8217;urto della verit\u00e0, pur uscendone, talvolta, graffiato e ammaccato; ma se non lo sai, non ti resta che chiudere gli occhi, oppure ficcare la testa sotto la sabbia come uno struzzo e negare quella realt\u00e0 che non puoi pi\u00f9 vedere, bench\u00e9 essa sia tuttora l\u00ec.<\/p>\n<p>Non esistono tecniche, non esistono formule n\u00e9, tanto meno, scorciatoie, per riuscire a padroneggiare la propria chiarezza interiore, per raggiungere e conservare la seconda vista, che ci consente di rapportarci al reale secondo verit\u00e0 e giustizia.<\/p>\n<p>\u00c8 un cammino durissimo, che bisogna percorre da soli, accogliendo con gratitudine il dono insperato e fuggevole di qualche compagno di viaggio, ma diffidando costantemente di quanti si presentassero a noi sotto le vesti di guide infallibili o di esperti conoscitori della strada e della meta da raggiungere.<\/p>\n<p>Non ci sono delle vere guide, per il semplice fatto che ciascuno ha la propria strada da fare, la propria selva oscura da attraversare, la propria montagna da scalare; ciascuno deve farsi guida di se stesso, rimboccarsi le maniche e mettersi alla ventura, confidando, semmai, nell&#8217;aiuto dell&#8217;Altro, non di un qualunque essere umano, per quanto saggio ed evoluto (e di solito le persone realmente sagge ed evolute non si impancano a salvatrici dell&#8217;umanit\u00e0).<\/p>\n<p>Ma, prima di ogni altra cosa, prima ancora di mettersi in cammino con il bastone da viandante, \u00e8 necessaria una operazione preliminare: assumere su di s\u00e9 la coscienza della propria fallibilit\u00e0 e imperfezione; accettare l&#8217;idea che non siamo onnipotenti, che non possiamo fare qualunque cosa e, quindi, che non dobbiamo sentirci eccessivamente in colpa, se e quando sbaglieremo, falliremo, imboccheremo strade sbagliate.<\/p>\n<p>Le persone che si credono infallibili non accettano la realt\u00e0 dei propri sbagli, delle proprie debolezze, delle proprie insufficienze: \u00e8 per questo che rimuovono ferocemente tutto ci\u00f2 che potrebbe compromettere, ai loro stessi occhi e agli occhi degli altri (ma non sanno che gli altri, a differenza di loro, ci vedono benissimo) l&#8217;immagine rassicurante e &quot;perfetta&quot; che di s\u00e9 si sono costruite, mentendo giorno per giorno.<\/p>\n<p>Chi riesce a sviluppare la vera consapevolezza di s\u00e9, sa anche di essere imperfetto e fallibile e, pertanto, sar\u00e0 in grado di perdonarsi quando commetter\u00e0 degli sbagli; solo chi non ammette la propria fragilit\u00e0, preferisce negare qualunque evidenza e dare torto, se necessario, al mondo intero, piuttosto che assumersi le proprie umane responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Abbiamo conosciuto donne sposate che, pur tradendo abbondantemente i loro mariti, dichiaravano con perfetta sincerit\u00e0 che, loro, non sarebbero mai state capaci di commettere un tradimento; che, pur avendo stuzzicato e provocato degli uomini, sostenevano di avere solo offerto dell&#8217;amicizia disinteressata e di non aver mai pensato a qualche cosa d&#8217;altro.<\/p>\n<p>Misteri dell&#8217;anima umana: s\u00ec, abbiamo detto: \u00abin perfetta sincerit\u00e0\u00bb: perch\u00e9, a loro modo, queste persone sono anche sincere, se per &quot;sincero&quot; si intende colui che crede fermamente a ci\u00f2 che sta dicendo, anche se sta dicendo qualcosa di totalmente assurdo e di palesemente falso.<\/p>\n<p>Ancora una volta: se non si conosce se stessi, non si \u00e8 in grado di distinguere ci\u00f2 che \u00e8 vero per noi, da ci\u00f2 che \u00e8 vero in se stesso; non si \u00e8 capaci di separare quello che a noi sembra e quello che noi crediamo, da quello che \u00e8 vero per tutto il resto del mondo, da quello che \u00e8 vero indipendentemente dai nostri stati d&#8221;animo e dalle nostre interpretazioni.<\/p>\n<p>Le persone che si credono perfette non ammettono questa distinzione e vorrebbero imporre alla realt\u00e0 di adeguarsi all&#8217;immagine narcisistica che hanno di se stesse: la realt\u00e0, per loro, consiste in una serie interminabile di specchi autoriflettenti.<\/p>\n<p>Se, poi, ci domandiamo da che cosa nasca questo delirio di onnipotenza, non tarderemo a renderci conto che scaturisce dal suo esatto contrario: da una bassa stima di s\u00e9 e da una estrema fragilit\u00e0 dell&#8217;io, per cui tutte costoro, assumendo la veste delle persone perfette (delle madri perfette, ad esempio, o delle mogli perfette: e Dio sa quale Calvario debba essere la vita quotidiana di quei poveri figli e di quei poveri mariti), cercano di esorcizzare la paura di essere fondamentalmente inadeguate, insufficienti e, perci\u00f2, poco amabili.<\/p>\n<p>\u00abAmatemi, non vedete come sono perfetta?\u00bb, sembrano gridare continuamente, nascondendosi dietro tanti sorrisi e infinite moine.<\/p>\n<p>La persona equilibrata, al contrario, non ha bisogno di credersi e di mostrarsi perfetta, perch\u00e9 pensa di poter essere accettata ed amata, pur nella sua imperfezione.<\/p>\n<p>Come sarebbe semplice, in fondo, accogliere in se stessi questa verit\u00e0 e sforzarsi di metterla in pratica, non per indulgere nei propri difetti, ma per sollevare s\u00e9 e gli altri da comportamenti ambivalenti e contraddittori, da voltafaccia improvvisi, da laceranti sensi di colpa che, per il fatto di venire spinti sotto il tappeto della coscienza, non cessano per\u00f2 di rimordere.<\/p>\n<p>Una donna come Annamaria Franzoni non trover\u00e0 mai la pace fino a quando continuer\u00e0 a fantasticare che i perfidi vicini di casa o un mostro venuto da fuori abbia spiato quei pochissimi minuti in cui la porta di casa era socchiusa e lei era uscita per accompagnare alla fermata del pullmino scolastico il figlio pi\u00f9 grande, per introdursi e massacrare il suo bambino rimasto indifeso nella culla.<\/p>\n<p>Nessun essere umano potrebbe mai trovare la pace a prezzo della verit\u00e0 e della giustizia.<\/p>\n<p>Esiste un ordine superiore, che ci piaccia o no, in base al quale ciascun essere umano trova la propria misura: nella pace, se si accorda al suo flusso armonioso; nell&#8217;inferno della sofferenza, del rancore e del desiderio di vendetta, se vi si nega e pretende di farsi misura a se stesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutti conoscono, crediamo, la fiaba di Andersen intitolata \u00abIl vestito nuovo dell&#8217;imperatore\u00bb, una delle pi\u00f9 scopertamente didattiche del grande scrittore danese. 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