{"id":25903,"date":"2016-07-03T10:11:00","date_gmt":"2016-07-03T10:11:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/07\/03\/illuminismo-il-maggior-bluff-filosofico-della-storia\/"},"modified":"2016-07-03T10:11:00","modified_gmt":"2016-07-03T10:11:00","slug":"illuminismo-il-maggior-bluff-filosofico-della-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/07\/03\/illuminismo-il-maggior-bluff-filosofico-della-storia\/","title":{"rendered":"Illuminismo, il maggior bluff filosofico della storia"},"content":{"rendered":"<p><em>L&#8217;uomo \u00e8 nato libero, ma dappertutto \u00e8 in catene<\/em>: con questa bestialit\u00e0 filosofica, con questa assurdit\u00e0 logica &#8212; se l&#8217;uomo <em>nasce<\/em> libero, com&#8217;\u00e8 possibile che sia, ovunque, in catene? &#8212; si apre <em>Il contratto sociale<\/em> di Jean-Jacques Rousseau e si istituzionalizza, per cos\u00ec dire, la caratteristica fondamentale della filosofia del XVIII secolo, che poi \u00e8 stata trasmessa ai secoli seguenti, fino ai giorni nostri: il suo essere esasperatamente ideologica, cio\u00e8 il partire non dall&#8217;osservazione del reale &#8211; che, anzi, viene criticato e rifiutato &#8212; ma da una serie di preconcetti non dimostrati e, quel che \u00e8 peggio, indimostrabili.<\/p>\n<p>In altre parole, la filosofia dell&#8217;illuminismo porta a livelli mai visti prima la tendenza ad imporre al reale le categorie del pensiero umano; pi\u00f9 precisamente, le categorie del pensiero illuminista, divinizzando l&#8217;uomo e assolutizzando la ragione, la scienza e il progresso. Soprattutto, costruendo una &quot;nuova&quot; idea di ragione: quella di una ragione <em>contro<\/em>, cio\u00e8 totalmente &quot;libera&quot; e spregiudicata, una ragione che serve a demolire la tradizione ma che si rivela meno interessata a costruire delle nuove certezze. Per quelle, si affida alla scienza e alla tecnica; lei, ha cose pi\u00f9 importanti da fare: bandire ovunque la nuova religione della libert\u00e0, spezzare le catene dell&#8217;oscurantismo e della superstizione, che tengono l&#8217;uomo asservito e abbrutito, e riaccendere alta nel cielo della storia la fiamma di una ragione siffatta, che rischiari le menti degli uomini e li guidi verso la felicit\u00e0 e verso il bene (visti, come li vedeva Socrate, come una cosa sola).<\/p>\n<p>Gli illuministi, che si sono autodefiniti <em>philosophes<\/em>, come se loro soltanto avessero fatto professione di filosofia, hanno cos\u00ec fondato un nuovo paradigma, letteralmente forzando le tappe e imponendo una nuova concezione del mondo, sotto la spinta poderosa delle societ\u00e0 segrete, e specialmente della Massoneria: senza prendersi la briga di dimostrare le loro &quot;verit\u00e0&quot;, hanno asserito che la natura \u00e8 buona e che l&#8217;uomo \u00e8 naturalmente libero; per cui si tratta solo di assecondare la natura, sempre e comunque, combattendo, allo stesso tempo, ci\u00f2 che limita o impedisce la libert\u00e0 dell&#8217;uomo, e ogni cosa andr\u00e0 nel migliore dei modi, senza bisogno di null&#8217;altro. Infatti la natura \u00e8 un sistema perfettamente autosufficiente, che basta a se stesso, e l&#8217;uomo \u00e8 un piccolo dio che non deve temere nulla e nessuno, se non la triste abitudine, insegnatagli da secoli d&#8217;ignobile servaggio, a non credere pi\u00f9 in se stesso e a rinunciare volontariamente, per stanchezza e ignoranza, al bene inestimabile della sua libert\u00e0 naturale.<\/p>\n<p>\u00c8 quasi incredibile quale vuoto macroscopico si nasconda, a livello propriamente speculativo, dietro le formule accattivanti e ben studiate di quei signori; come e pi\u00f9 dei sofisti greci &#8211; anche perch\u00e9 avevano alle spalle forze oscure e potenti, a cominciare dalla finanza -, essi sono riusciti ad accreditarsi come i &quot;veri&quot; pensatori del loro tempo e, addirittura, ad imporre all&#8217;Europa e al mondo, per le generazioni successive, la loro idea di quel che la filosofia \u00e8. Il furore antimetafisico di Hume e quello, solo in apparenza pi\u00f9 raffinato, di Kant; il delirante solipsismo di Fichte e di Hegel; il materialismo e l&#8217;economicismo brutali di Marx, il positivismo, il darwinismo, la psicanalisi, tutte queste tappe della coerente, rigorosa distruzione del pensiero moderno, del suicidio della filosofia come ricerca della verit\u00e0 perenne, hanno origine da l\u00ec. In pratica, si \u00e8 trattato del pi\u00f9 grande <em>bluff<\/em>, della pi\u00f9 grande &quot;montatura&quot; nella storia del pensiero.<\/p>\n<p>Vale la pena di rileggersi una pagina del capolavoro di Augustin Cochin (1876-1916), genio emarginato e dimenticato &#8212; forse perch\u00e9 aveva puntato il dito in maniera troppo esplicita contro la Massoneria, e aveva rifiutato d&#8217;inchinarsi davanti ai luoghi comuni della mitologia illuminista -, <em>La R\u00e9volution et la libre-pens\u00e9e<\/em>. <em>La socialisation de la pens\u00e9e (1750-1789)<\/em> (Paris, Plon-Nourrit et C.ie, 1924; titolo della traduzione italiana di Carmen Montesano: <em>Meccanica della rivoluzione<\/em>, Milano, Rusconi, 1971, pp. 150-154; 155-156):<\/p>\n<p><em>Dio \u00e8; noi diveniamo. \u00c8 esattamente il contrario di quel che pensava Renan, che fu l&#8217;ultimo dei filosofi nel senso che il diciottesimo secolo attribuiva a questo nome. Questi filosofi si sono chiesti: perch\u00e9 l&#8217;uomo non potrebbe essere come Dio? Possiede una natura buona, una coscienza assoluta, una scienza generale: \u00e8 dunque libero; potrebbe chiedere la forza alla natura, l&#8217;obbligo alla coscienza, la legge alla ragione. Ora, se \u00e8 vero che la coscienza ci d\u00e0 l&#8217;obbligo assoluto \u00e8 vero anche che n\u00e9 la natura ci d\u00e0 una forza infinita, n\u00e9 la ragione una legge certa e perfetta. E perch\u00e9 non identificarla spinta della coscienza con l&#8217;oggetto dell&#8217;esperienza, il mondo? Perch\u00e9 non collegare l&#8217;obbligo della coscienza alla legge generale della scienza? La spinta della coscienza non \u00e8 forse assoluta? Certamente; ma il mondo non \u00e8 infinito; \u00e8 la cosa pi\u00f9 grande che io conosca. dovere \u00e8 assoluto; il diritto \u00e8 relativo, giacch\u00e9 l&#8217;essere che conosco e al quale l&#8217;applicher\u00f2 \u00e8 finito.<\/em><\/p>\n<p><em>Abbiamo dunque di fronte un dovere assoluto ma una legge imperfetta; sentiamo la necessit\u00e0 di obbedire, e la nostra conoscenza non ci d\u00e0 una regola sicura. Da ci\u00f2 il carattere della morale e delle leggi umane, assolute e universali quanto all&#8217;obbligo che impongono, relative e variabili quanto alla forma che assumono; una coscienza e mille morali. Affinch\u00e9 possa essere stabilita la legge morale assoluta, occorre che un&#8217;intelligenza adeguata all&#8217;Essere ci consenta di fondarla: questo \u00e8 il cardine della legge della Chiesa, sulla quale il mondo vive da duemila anni, cio\u00e8 pi\u00f9 o meno da quando ha cominciato a pensare.<\/em><\/p>\n<p><em>Su questo punto i filosofi divergono dalla pratica generale e dall&#8217;opinione comune. Non cambiano nulla alla forma del principio, ma pretendono di trarre da esso una legge ad un tempo generale ed assoluta, di fondare un diritto alla libert\u00e0, determinabile, immediato e applicabile. Non pretendono certamente di possedere ogni verit\u00e0; ma credono che questo possesso, essendo le cose quelle che sono, non sia altro che questione di fatica e di tempo; che il mondo sia fatto per bastare a se stesso e che possieda in s\u00e9 gli elementi necessari per essere autosufficiente: la verit\u00e0, cio\u00e8 l&#8217;intelligibile, e la ragione. Si tratta soltanto di mettere d&#8217;accordo la ragione inconsapevole delle cose e la ragione cosciente dell&#8217;uomo.<\/em><\/p>\n<p><em>Nasce cos\u00ec una nuova interpretazione delle leggi scientifiche: esse sono NECESSARIE, in senso assoluto. Ma questa non \u00e8 altro che un&#8217;ipotesi metafisica; ed \u00e8 un&#8217;idea grossolana. Il punto di partenza della scuola filosofica del diciottesimo secolo \u00e8 dunque un atto e non una scoperta nuova; \u00e8 un partito preso intellettuale, e non una realt\u00e0 di fatto. Nell&#8217;ordine intellettuale non aggiunge nulla alle idee comuni: la sua ultima parola \u00e8 un rifiuto.<\/em><\/p>\n<p><em>Ogni sistema filosofico pu\u00f2 vantarsi di alcuni meriti. I panteisti fanno astrazione dal relativo, ma almeno prendono in esame Dio. I sensisti negano la ragione e la volont\u00e0, ma analizzano l&#8217;esperienza. Dalla &quot;filosofia&quot; senza attribuiti, la ragione non ha nulla da guadagnare: essa infatti consiste nell&#8217;applicare le leggi dell&#8217;oggetto della conoscenza al solo oggetto che sia interamente fuori del dominio di queste leggi, l&#8217;obbligo morale; nell&#8217;unire il generale e l&#8217;assoluto nel relativo. Ora, attribuire un valore assoluto a certe leggi, ed erigere questo valore a metafisica, non significa affatto far progredire la scienza. In questo senso si pu\u00f2 dire che la filosofia abbia divinizzato l&#8217;uomo. Si potrebbe altrettanto giustamente dire che i filosofi hanno annientato l&#8217;uomo. Lo dichiarano completo, perfetto cos\u00ec com&#8217;\u00e8; il male \u00e8 solo un malinteso. Tutti gli elementi del bene, la forza per raggiungerlo, la ragione per mostrarlo, sono &quot;in proximo&quot;, sottomano. Si tratta ormai soltanto di conciliare, di intendersi, di arrangiarsi \u00e8 una dottrina che segna una pausa, \u00e8 una dottrina di rifinitura: di perfezione, sostiene l&#8217;intelligenza; di morte, risponde l&#8217;esperienza. \u00c8 una dottrina adatta a un tempo di benessere materiale ma anche di corruzione, di miseria morale: le sorgenti profonde della fede e della vita si inaridiscono; lo slancio cessa. \u00c8 una dottrina non vecchia ma debole. Soltanto l&#8217;atto divino \u00e8 insieme buono secondo il bene naturale, la felicit\u00e0, e buono secondo il bene morale, il dovere; perfettamente libero, nel senso oggettivo, e perfettamente cosciente e intelligibile. In Dio solo, intelligenza e volont\u00e0, verit\u00e0 e bene procedono affiancati e di pari passo.<\/em><\/p>\n<p><em>Viene dato il nome di &quot;filosofi&quot; non solo ai fondatori, ma anche ai pi\u00f9 umili seguaci della filosofia dei lumi: non perch\u00e9 costoro siano i filosofi per eccellenza, ma perch\u00e9 fanno della filosofia l\u00e0 dove la filosofia non c&#8217;entra. Infatti l&#8217;applicano al di fuori della sua sfera specifica, alla morale. Impresa estremamente audace e tentata soltanto da loro. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>La legge di libert\u00e0 \u00e8 l&#8217;idea fondamentale, la chiave di volta della &quot;filosofia&quot; del diciottesimo secolo. La si pu\u00f2 enunciare nel modo seguente. La natura \u00e8 buona, tende al bene. La volont\u00e0 cerca il bene: quale essere vuole la sua distruzione? La ragione lo scopre. Cos\u00ec l&#8217;uomo essere naturale, dotato di ragione, raggiunger\u00e0 necessariamente il suo fine, il bene, ed il suo scopo, la felicit\u00e0, ad una sola condizione: che lo si lasci libero. La libert\u00e0 \u00e8 il mezzo per conseguire ogni bene, ed \u00e8 il primo di tutti i beni. Ma la ricerca del bene \u00e8 un dovere, dunque la libert\u00e0, condizione necessaria per il raggiungimento di ogni bene, \u00e8 il primo dovere. E la volont\u00e0 buona ha diritto al bene: quindi la libert\u00e0 \u00e8 il primo fra tutti i diritti.<\/em><\/p>\n<p>Ecco, quest&#8217;ultimo punto, \u00e8 il punto centrale; e oggi, pi\u00f9 che mai, ne vediamo le conseguenze e le applicazioni pratiche: se la ricerca del bene \u00e8 un dovere, e se la condizione prima per espletare tale dovere \u00e8 la libert\u00e0, allora ne deriva che la libert\u00e0 \u00e8 un diritto, il primo di tutti i diritti. Le filosofie moderne sono tutte, quale pi\u00f9, quale meno, filosofie della libert\u00e0: filosofie che proclamano i diritti, ma parlano poco o punto dei doveri. Il discorso sui doveri non piace; e infatti, quei pochi che lo fanno, a parte i pensatori d&#8217;ispirazione cristiana, sono immediatamente accusati di fideismo e oscurantismo: si pensi alla definizione data da Bakunin di Giuseppe Mazzini: <em>ultimo gran prete dell&#8217;idealismo metafisico, religioso e politico<\/em>. Quello sui diritti, invece, sembra fatto apposta per stuzzicare gli appetiti di tutti, e specialmente di coloro i quali nutrono appetiti torbidi, vergognosi, inconfessabili: si pensi alla <em>filosofia del boudoir<\/em> di F. A. De Sade, forma estrema di libertinismo sadico, fecale e necrofilo, che uscir\u00e0 circonfuso dall&#8217;aura del martirio per essere stato detenuto alla Bastiglia proprio alla vigilia della Rivoluzione (anche se per delle ragioni che nulla avevano a che fare con la politica o con l&#8217;ideologia).<\/p>\n<p>Si noti la tremenda, e certo non casuale, confusione dei piani. La libert\u00e0 \u00e8 il presupposto della condizione umana, nonch\u00e9 il mezzo per conseguire il bene, ma anche il premio che spetta al bene (confusione tra cause, mezzi e fini); l&#8217;uomo, essere dotato di ragione, vede naturalmente quale sia il suo bene e mira a realizzarlo; del resto, la natura tutta tende al bene, perch\u00e9 la natura tutta \u00e8 regolata secondo ragione (dal Grande Architetto dell&#8217;universo, \u00e8 chiaro). A questo punto, non si capisce da dove sorga il male e da dove si origini la servit\u00f9 universale di cui \u00e8 vittima l&#8217;uomo: infatti il male, in se stesso, \u00e8 negato, \u00e8 solo un equivoco, un fastidioso contrattempo. Negato, per\u00f2, il male si vendica: per estirparlo, per distruggerlo, l&#8217;uomo \u00e8 costretto a impegnarsi con tutte le sue forze: si scalda, si adira, si getta a testa bassa nella crociata: in nome del diritto alla libert\u00e0, bisogna spazzar via tutto ci\u00f2 che vi si oppone. La filosofia della ghigliottina, dello sterminio (come sar\u00e0 in Vandea), nasce da qui: dal doversi impegnare duramente contro un avversario che era stato sottovalutato, disprezzato, negato, e al quale non si riconosce neppure il diritto di cittadinanza. Come si permette di esserci, il male, in un mondo cos\u00ec bello e ordinato? No, non avrebbe neppure il diritto di esistere: non rientra nelle categorie di Rousseau e dei <em>philosophes<\/em> (e Robespierre, nella sua biblioteca, possiede solo libri di Rousseau). E tuttavia, esso c&#8217;\u00e8: dunque, bisogna farlo sparire, ma farlo sparire senza riconoscergli la dignit\u00e0 d&#8217;un vero nemico, senza attribuirgli lo <em>status<\/em> di legittimo avversario. I <em>philospohes<\/em> combattono contro il male, come i combattenti della libert\u00e0, nella guerra civile europea degli anni fra il 1939 e il 1945, combatteranno contro il &quot;mostro&quot; fascista: negandogli il diritto d&#8217;esistere, rifiutandosi di prendere in considerazione ci\u00f2 che esso rappresenta, al di l\u00e0 dei facili schematismi retorici in funzione auto-celebrativa.<\/p>\n<p>\u00c8 questo che rende crudele la filosofia dell&#8217;illuminismo: essa nega la realt\u00e0 (perch\u00e9 il male fa parte della realt\u00e0) e, in nome del bene (che i vari Robespierre amano chiamare &quot;virt\u00f9&quot;) intende sradicare tutto ci\u00f2 che gli si oppone. Eppure, anche un bambino vedrebbe che, se esiste il bene, ci\u00f2 significa che esiste anche il male (che esiste gi\u00e0 in natura, vogliamo dire); e che, se l&#8217;uomo ha <em>diritto<\/em> alla libert\u00e0, non resta altro da fare che rimboccarsi le maniche e cominciare a tagliare le teste. E anche un bambino comprenderebbe che il bene, realizzato in una tale maniera, cessa d&#8217;essere il bene e si rovescia nel suo contrario: e infatti \u00e8 cos\u00ec, in maniera del tutto logica e coerente, che, dalla predicazione della Virt\u00f9, la Convenzione passer\u00e0 all&#8217;instaurazione del Terrore. Il Terrore \u00e8 il braccio armato della Virt\u00f9, intesa come il dovere d&#8217;instaurare la libert\u00e0 e di esportarla a tutti i popoli, per amore o per forza.<\/p>\n<p>Il resto, filosoficamente parlando, \u00e8 sbadiglio. Le opere di Voltaire, filosoficamente parlando, fanno ridere, quando non annoiano a morte. Il <em>Candide<\/em> \u00e8 un noioso, saccente sproloquio pseudofilosofico, buono per i palati grossi; lo stesso vale per <em>Micromega<\/em>; il <em>Dizionario filosofico<\/em>, poi, a parte il brio dello stile, \u00e8 addirittura imbarazzante per la povert\u00e0 e la piattezza dei contenuti. Di Rousseau, <em>Il contratto sociale<\/em> \u00e8 astruso e velleitario; l&#8217;<em>Emilio<\/em>, \u00e8 penosamente, goffamente ideologico; la <em>Nouvelle Eloise<\/em> \u00e8 noiosa e basta. Diderot non \u00e8 certo meglio; d&#8217;Holbach e La Mettrie, se possibile, ancora peggio. Filosoficamente parlando, tutti quei signori stanno a zero. Non sanno sostenere un solo ragionamento; non sanno neppure che cosa voglia dire argomentare: e, del resto, non gliene importa neppure. Loro sanno gi\u00e0 che cos&#8217;\u00e8 la realt\u00e0: tutto quel che desiderano, \u00e8 un pubblico da catechizzare, da incivilire, da convertire. Hanno bisogno di dame che si commuovano e si sentano acute e spiritose leggendo le <em>Lettere persiane<\/em> di Montesquieu, o che s&#8217;interessino alla fisica di Newton, per avere il sesso femminile alleato nella loro battaglia: se, poi, si riesce anche a farle piangere, come avviene con le lettrici di <em>Paul et Virginie<\/em> di Bernardin de Saint Pierre, tanto meglio. Non \u00e8 all&#8217;intelligenza dei lettori ch&#8217;essi puntano, ma alle viscere.<\/p>\n<p>In ogni caso, essi hanno un grosso vantaggio sui veri filosofi: quel ghigno sprezzante, quel sorriso beffardo che aleggia loro sulle labbra; quella luce d&#8217;irrisione, di superiorit\u00e0 ironica, che brilla nei loro sguardi. Si osservi un ritratto di Voltaire, oppure di La Mettrie: sorridono, sorridono sempre, guardando e ammiccando verso l&#8217;osservatore. Ma non \u00e8, il loro, un sorriso bonario, pacifico, pieno di comprensione: \u00e8 un sorriso strafottente, aristocratico nel senso peggiore del termine; \u00e8 come se dicessero: <em>Come siete buffi, poveri uomini del passato! Noi, che rappresentiamo l&#8217;avvenire, vi guardiamo dall&#8217;alto in basso; noi sappiamo quel che voi non sapete; noi siamo nel vero, e per questo verremo ricordati per sempre; voi brancolate nell&#8217;errore, e il vostro destino sar\u00e0 quello di finire dimenticati nel giro di qualche anno appena.<\/em> Chi sfoggia un tale sogghigno, appare molto intelligente e spiritoso, molto sicuro di s\u00e9: chi non lo invidierebbe? E quale dama aggiornata e sensibile non finirebbe, prima o dopo, per innamorarsene? Via: per secoli e secoli, la filosofia \u00e8 stata un fardello pesantissimo, riservato a pochi iniziati; ora, finalmente, \u00e8 un passatempo leggero come una piuma, e frizzante come uno spumante. I filosofi non sono pi\u00f9 degli individui arcigni e stralunati: sono gente simpatica, animata dalle migliori intenzioni, i quali se ne vanno attorno in continuazione, per portare un po&#8217; di bene all&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Meglio di cos\u00ec! Poter indossare l&#8217;apparenza di filosofi, senza dover fare veramente la fatica di pensare. I signori e le signore s\u00ec, che se ne intendono. Altro che secolo dei lumi: il 1700 \u00e8 il secolo dei furbi, i quali hanno capito come va il mondo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;uomo \u00e8 nato libero, ma dappertutto \u00e8 in catene: con questa bestialit\u00e0 filosofica, con questa assurdit\u00e0 logica &#8212; se l&#8217;uomo nasce libero, com&#8217;\u00e8 possibile che sia,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30158,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[39],"tags":[141,153,173,181,185],"class_list":["post-25903","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofie-moderne","tag-filosofia","tag-georg-wilhelm-friedrich-hegel","tag-immanuel-kant","tag-johann-gottlieb-fichte","tag-karl-marx"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-filosofie-moderne.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25903","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25903"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25903\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30158"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25903"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25903"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25903"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}