{"id":25897,"date":"2016-12-01T05:30:00","date_gmt":"2016-12-01T05:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/01\/ildebrando-a-santangelo-un-vero-uomo-di-dio-rimosso-perche-politicamente-scorretto\/"},"modified":"2016-12-01T05:30:00","modified_gmt":"2016-12-01T05:30:00","slug":"ildebrando-a-santangelo-un-vero-uomo-di-dio-rimosso-perche-politicamente-scorretto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/01\/ildebrando-a-santangelo-un-vero-uomo-di-dio-rimosso-perche-politicamente-scorretto\/","title":{"rendered":"Ildebrando A. Santangelo: un vero uomo di Dio, \u201crimosso\u201d perch\u00e9 politicamente scorretto"},"content":{"rendered":"<p>Non crediamo siano in molti a ricordarsi di lui, Ildebrando Antonino Santangelo (1913-1992); anzi, ad averlo mai sentito nominare &#8212; almeno al di fuori della parrocchia ove fu zelante sacerdote e vero uomo di Dio, Adrano, in provincia di Catania. Bench\u00e9 scomparso da pochi anni, \u00e8 come se la polvere dei secoli si fosse posata sul suo nome, sulle sue opere, sul suo ricordo. Ma non \u00e8 una polvere naturale: non bastano pochi anni per spiegare l&#8217;accumularsi di uno strato cos\u00ec denso, cos\u00ec ovattato, da impedire perfino che si riconoscano le linee del volto su cui si \u00e8 posata. No, non \u00e8 una polvere posatasi per il naturale trascorrere del tempo: essa \u00e8 stata voluta, \u00e8 stata perfino &quot;importata&quot;, e gettata a piene mani su di lui, sul suo ricordo, affinch\u00e9 se ne perdesse la memoria il pi\u00f9 in fretta possibile. Ma che cosa ha fatto, dunque, di tanto grave, questo parroco solerte, amato dai suoi fedeli, instancabile nel suo zelo apostolico, e, a suo tempo, apprezzato anche dal suo arcivescovo, Luigi Bommarito? Quale macchia ha sporcato il suo onore, la sua credibilit\u00e0, la sua autorevolezza, fino al punto di rendere impronunciabile il suo nome? Di quali orrendi peccati si sar\u00e0 mai reso responsabile, magari dietro la facciata di una carit\u00e0 instancabile e di una piet\u00e0 ammirevole? Nessun peccato, nessuno scandalo, nessuna pagina vergognosa nel suo ministero. In tempi di preti pedofili, di cardinali massoni, di amministratori apostolici disonesti e amici di banchieri malavitosi, la vita di don Santangelo rifulge immacolata, come quella di un autentico uomo di Dio, come dovrebbero essere in tanti, come dovrebbero essere tutti. E neppure vi sono state nelle sue prediche, nelle sue lezioni di catechismo, nelle numerose opere da lui pubblicate, delle deviazioni dottrinali, delle sbavature troppo audaci, delle ombre di sospetta eresia. Niente di tutto ci\u00f2, nel modo pi\u00f9 assoluto. La sua dottrina \u00e8 la sana, limpida, perenne dottrina cattolica, di ieri, di domani, di sempre. E allora?<\/p>\n<p>E allora, le ragioni del silenzio voluto, dell&#8217;amnesia deliberata, della <em>damnatio memoriae<\/em> tacitamente espressa dalle alte gerarchie ecclesiastiche, \u00e8 che egli \u00e8 stato sommamente, coraggiosamente scorretto in materia &quot;politica&quot;. No, non \u00e8 stato uno dei tanti preti che scambiano il pulpito per il palco dei comizi, e che fanno politica da mattina a sera, confondendo, magari, il Vangelo con <em>Il capitale<\/em> di Marx, o con il <em>Diario del Che in Bolivia<\/em>: se si fosse trattato di questo, crediamo che gli sarebbe stato volentieri perdonato, specialmente di questi tempi, sotto questo pontificato. Se fosse stato uno dei tanti seguaci della teologia della liberazione, uno dei tanti preti di sinistra che, non potendo ammettere il fallimento totale, crudele, irreparabile del comunismo, cercano di rifarsi, gonfi di rancore e frustrazione, contaminando il Vangelo con i suoi cascami, e contraffacendo la Parola di Dio con una sorta di Protovangelo dei Gentili, e facendo di Ges\u00f9 un rivoluzionario <em>ante litteram<\/em>: se fosse stato uno cos\u00ec, quel &quot;peccato&quot; non solo gli sarebbe stato perdonato, ma, sia pure implicitamente, sarebbe stato iscritto a suo merito. Molti vescovi e pezzi grossi della Chiesa odierna, molti teologi o sedicenti tali, apprezzano alquanto simili trascorsi nella carriera di un sacerdote, e si compiacciono di vedere, in ci\u00f2, la supposta conferma della loro ideologia nascosta, ma non per questo meno potente: la perfetta coincidenza fra cristianesimo e marxismo, per cui chi \u00e8 stato marxista non pu\u00f2 non essere una brava persona e, potenzialmente, un bravo, anzi, un ottimo cristiano; mentre chi non lo \u00e8 stato, nemmeno da giovane, neppure nel Sessantotto, quando erano marxiste anche le pietre, per non parlare degli intellettuali di grido, ecco che scatta la diffidenza, un&#8217;antipatia istintiva, un accigliarsi e un irrigidirsi dell&#8217;espressione. Dunque, costui \u00e8 un prete di destra? Dunque \u00e8 un conservatore, o, Dio non voglia, un fascista? Possibile che esistano ancora simili anacronismi, simili obbrobri, simili offese al cospetto di Dio? Beninteso, simili offese al cospetto del <em>loro<\/em> dio: un dio che somiglia pi\u00f9 a Fidel Castro, per la cui recente dipartita si sono profondamente addolorati, che non al Dio annunciato da Ges\u00f9 Cristo, e che era Ges\u00f9 stresso, e che continua ad essere presente e operante in mezzo agli uomini per mezzo dello Spirito Santo. Se poi si va a vedere, nella vasta produzione saggistica , apologetica e spirituale di don Santangelo, si fa presto a capire quali sono i due punti fondamentali che hanno determinato l&#8217;ostracismo della gerarchia e della cultura, anche cattolica, <em>politically correct<\/em>: primo, lo scarso entusiasmo per le novit\u00e0 e per il cosiddetto &quot;spirito&quot; del Concilio Vaticano II; secondo, l&#8217;analisi delle forze non solo morali, ma anche finanziarie, economiche e politiche, che stanno dietro l&#8217;ampio disegno anticristiano della societ\u00e0 moderna: analisi che lo ha portato non solo a concludere circa l&#8217;effettiva esistenza di un tale disegno (il che lo colloca, automaticamente, in quella categoria che tutti, ma specialmente gli intellettuali progressisti e i cattolici di sinistra, chiamano, con estremo disprezzo, &quot;sottocultura del complottismo&quot;), ma a riconoscere, in quel disegno, la parte centrale svolta dalle <em>lobby<\/em> ebraiche internazionali, dai grandi banchieri ebrei-americani e dal governo dello Stato d&#8217;Israele: il che \u00e8 ampiamente sufficiente a guadagnare a chiunque la qualifica di &quot;antisemita&quot;, anche se ci\u00f2 non \u00e8 affatto vero. Per\u00f2 don Santangelo, questo s\u00ec, affermava senza peli sulla lingua che, se si parla sempre dell&#8217;ostilit\u00e0 cristiana verso il giudaismo, non si parla mai dell&#8217;altrettanto vera e operante ostilit\u00e0 giudaica contro il cristianesimo: e bastava gi\u00e0 solo questo concetto &#8212; cos\u00ec come basterebbe e avanzerebbe ai nostri giorni &#8212; per far s\u00ec che qualunque cosa egli volesse dire a sostegno della sua tesi, o anche su altri temi, perdesse qualsiasi attendibilit\u00e0 e venisse percepita come il delirio di un prete d&#8217;altri tempi, rimasto fermo a chi sa quali epoche del passato, quando ancora si pregava in chiesa per &quot;la conversione dei perfidi Giudei&quot;, o quando ancora si osava ricordare che Ges\u00f9, dopotutto, non \u00e8 morto di raffreddore, ma appeso alla croce, e che a volere quella morte, materialmente eseguita dai romani, furono innanzitutto i suoi correligionari, i membri del Sinedrio di Gerusalemme, i capi dei farisei e delle famiglie sacerdotali.<\/p>\n<p>Per soprammercato, don Santangelo parlava anche molto chiaro circa l&#8217;islamismo; mostrava come, nel <em>Corano<\/em>, vi sia uno spirito apertamente anticristiano; esaltava la figura e l&#8217;opera di papa Pio X (non ancora canonizzato), il nemico irriducibile del modernismo (e questo nel clima velatamente neomodernista susseguente al Vaticano II); delineava una vasta congiura mondiale facente capo a Satana in persona (e questo sapeva fin troppo di Medioevo, nel senso deteriore della parola, e lo tagliava fuori automaticamente dalle correnti &quot;avanzate&quot;, &quot;illuminate&quot;, &quot;progredite&quot;, o che si consideravano e si considerano tali, in seno della Chiesa stessa, della cultura cattolica e della teologia pi\u00f9 recente. Si farebbe fatica, oggi, a trovare, in una sola persona, un tale concentrato di ci\u00f2 che viene considerato come &quot;politicamente scorretto&quot;: eppure le analisi di don Santangelo mostrano una ponderata (quanto su vuol criticabile) interconnessione, i ragionamenti e le indagini si tengono fra loro, i vari pezzi vanno al loro posto come le tessere di un mosaico, dal gruppo Bilderberg alle speculazioni della grande finanza. Per certi aspetti, il vero problema di questo prete intransigente e ostinato era quello di essere arrivato troppo in anticipo, di aver visto troppo giusto e troppo avanti, di doversi confrontare con quelli che si consideravano progressisti, mentre non erano e non sono altro che un gregge di conformisti, o peggio, di silenziosi cooperatori di quel disegno tenebroso che sacerdoti come lui e pochi altri si sono sforzati di denunciare.<\/p>\n<p>Don Santangelo, del resto, era uno che parlava chiaro e schietto: il suo linguaggio era, come prescrive il Vangelo, <em>s\u00ec, s\u00ec,<\/em> e <em>no, no<\/em>; non le mandava a dire, non addolciva la pillola. \u00c8 gi\u00e0 strano che sia riuscito a pubblicare una serie di libri e di opuscoli, probabilmente a sue spese, attraverso una minuscola casa editrice fondata nella sua Adrano: ma quelli erano gli anni &#8217;90 del secolo scorso, a San Pietro sedeva Giovani Paolo II, e certe cose, sia pure con estrema difficolt\u00e0, e con pericolo sicuro per la propria carriera, le si poteva ancora dire, se si aveva abbastanza coraggio per farlo. Ma gi\u00e0 lo stesso Wojtyla ebbe a fare l&#8217;esperienza personale delle critiche malevole in occasione della sua visita ad Auschwitz, nel 1979 (appena un anno dopo la sua elezione), visita che gli ambienti dell&#8217;ebraismo internazionale interpretarono poco meno che come uno &quot;schiaffo&quot; alla memoria della Shoah, anche se nulla era stato pi\u00f9 lontano dalle sue intenzioni. Del resto, il papa voleva giungere a una completa normalizzazione dei rapporti col giudaismo, in nome del &quot;dialogo inter-religioso&quot;, per cui non ebbe remore a domandare pubblicamente scusa agli Ebrei per quanto avevano sofferto da parte dei cristiani, e a chiamarli, elogiativamente, &quot;nostri fratelli maggiori&quot;. La visita al rabbino capo della Sinagoga di Roma, nel 1986, si inscrive in questa strategia: \u00e8 chiaro che un uomo come don Santangelo era gi\u00e0 allora scomodissimo, e le sue convinzioni, per nulla dissimulate, dovevano apparire peggio che inattuali, scandalose e inaccettabili. Figuriamoci cosa sarebbe oggi: semplicemente impensabile. Per aver osato dire solo una piccola parte di quel che diceva e che scriveva apertamente don Santangelo, il vescovo Richard Williamson \u00e8 stato espulso sia dalla Chiesa cattolica, sia dalla stessa Fraternit\u00e0 San Pio X, e seppellito sotto quantit\u00e0 industriali di esecrazione, in quanto &quot;antisemita&quot; impenitente e, quindi, personaggio moralmente immeritevole di essere preso in considerazione, e, quasi, anche solo d&#8217;esser nominato.<\/p>\n<p>Insomma, a don Santangelo capit\u00f2 quello che era capitato anche a don Luigi Villa: indagando sulle pieghe e sulle trame della Massoneria, fuori e dentro le mura del Vaticano e nella Chiesa cattolica, era andato a sbattere contro argomenti tab\u00f9, contro porte che dovevano restare ben chiuse e sigillate, contro equilibri strategici e di potere che nessuno era disposto a mettere, o rimettere, in discussione, ne andasse pur di mezzo la verit\u00e0 e, pi\u00f9 ancora, la salute e la pulizia interna della Chiesa stessa. La parola d&#8217;ordine era: fare finta di nulla; proibito parlare del giudaismo, se non per lodarlo; proibito criticare la Massoneria, e peggio ancora accennare alla sua presenza tra le file dei vescovi e dei cardinali: in nome della &quot;distensione&quot;, del &quot;dialogo&quot;, della &quot;fiducia&quot;, bisognava fingere che andasse tutto bene, che non vi fosse alcun problema, che nessuno complottasse contro la Chiesa di Cristo, n\u00e9 dall&#8217;esterno, n\u00e9, tanto meno, dall&#8217;interno. Dal Concilio Vaticano II, i &quot;novatori&quot; avevano appreso almeno questo: che i cattolici dovevano superare la mentalit\u00e0 da &quot;cittadella assediata&quot;, che non dovevano arroccarsi, che dovevano mostrare di non temere le sfide del mondo moderno, n\u00e9 il rapporto con le altre fedi; che dovevano dare per scontato ci\u00f2 che scontato non era e non \u00e8, ossia che solo i cattolici, e i cristiani in genere, abbiano degli scheletri nell&#8217;armadio, un passato da farsi perdonare, delle violenze e delle intolleranze di cui domandare scusa a tutti e a ciascuno; mentre tutti gli alti erano belli, buoni e bravi, tutti quanti i non cattolici erano franchi, leali e volonterosi, e opinare diversamente equivaleva a dar prova di uno spirito di grettezza e di chiusura, di un atteggiamento di &quot;conservatorismo&quot;, di una patente contrapposizione al tanto, troppo, decantato &quot;spirito&quot; (ma con la lettera minuscola) del Concilio.<\/p>\n<p>Ecco un esempio della sua prosa, riportato da una pagina del suo libro <em>L&#8217;ultima battaglia<\/em> (Adrano, Catania, Comunit\u00e0 Editrice, 1992, pp. 62-63):<\/p>\n<p><em>Gli ebrei, mentre da un lato dirigono la politica mondiale degli U.S.A., dall&#8217;altro dirigono la politica sovietica: la rivoluzione sovietica, preparata dall&#8217;ebreo Marx, fu fatta dagli ebrei: 18 dei 20 compagni di Lenin erano ebrei ed essi diressero con &#8216;ebreo Jagoda il massacro dei cristiani e particolarmente dei religiosi; ed ora sono al comando delle Forze sovietiche e del KGB con i capi di Stato Maggiore Jazov e Moiseyev, con Mevedev, e col ministro attuale degli esteri Bessmertmykhn, mentre la stessa moglie di Gorbaciov, Raissa, \u00e8 pure ebrea. Gli ebrei praticamente dirigono quasi tutti gli avvenimenti internazionali, compresa l&#8217;ultima guerra mondiale: erano ebrei Hitler (ebrea sua madre Clara Polz, figlio di ebreo suo padre Alois, ebree le amanti Eva Braun e la Walschmann); ebrei il pi\u00f9 terribile organizzatore ei campi di concentramento nazisti, Reinhard [Heydrich], il luogotenente di Hitler, Rudolf Hess, il successore di Hess, Martin Bormann, l&#8217;ideologo del nazismo, Rosenberg, che si form\u00f2 uno Stato Maggiore tutto di ebrei: Bamler, Gross, Fischer, Muller, Rauss.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutti costoro, insieme ad innumerevoli altri, erano assimilati germanici della setta ebraica askenazita. Hitler aveva avuto tutti maestri ebrei e a Monaco egli in casa dell&#8217;ebreo Bruchmann proclamava la sua ideologia nel &quot;Mein Kampf&quot;, dopo essersi iscritto alla loggia massonica &quot;La Thule&quot;, seguendo gli insegnamenti della quale raggiunse il potere. Nella guerra fece perire diverse centinaia di migliaia di ebrei che non vollero seguirlo nella sua nuova ideologia nazista e vollero restare fedeli alla B&#8217;nai&#8217; B&#8217;rit.<\/em><\/p>\n<p><em>La cifra di 6.000.000 di ebrei uccisi nei campi di sterminio fu inventata dagli ebrei per arricchirsi a spese della Germania risorta nel dopoguerra. Nel 1988 l&#8217;ing. F. Leuchter prov\u00f2 che per uccidere 6.000.000 di ebrei nei forni crematori sarebbero occorsi 68 anni. Lo scopo che si era prefisso Hitler nel fare la guerra era di ricacciare oltre gli Urali Cechi, Placchi, Russi non germanizzabili e quindi non assimilabili dalla setta ebraica askenazita. Le vittime in tutto poterono essere il doppio. L&#8217;obiettivo di tutte queste sette ebraiche uno solo: raggiungere il dominio mondiale creando un &quot;Ordine Nuovo&quot; con una federazione mondiale degli Stati, con una moneta unica, con una propaganda di libert\u00e0 religiosa, di laicismo, di relativismo di ogni fede tale da aprire le porte e le braccia al Messia ebraico, che, oggi, per gli ebrei \u00e8 lo stesso popolo ebreo, ma che domani potr\u00e0 essere benissimo un presidente ebreo di una federazione mondiale degli Stati, ossia l&#8217;Anticristo.<\/em><\/p>\n<p><em>Il presidente degli U.S.A., l_25E2_2580_2599ebreo Bush, recentemente ha detto_3A &quot;Il primo passo per il Nuovo Ordine Mondiale \u00e8 stato fatto e gli altri seguiranno con grande celerit\u00e0&quot;; seguiranno perch\u00e9 gli ebrei posseggono la maggior pare dell&#8217;oro del mondo, dirigono i mass media del mondo, si sono infiltrati in tutti i posti di comando del mondo e in tutti i partiti del mondo, compresa la democrazia cristiana: non resta loro che organizzare, al momento che ad essi sembrer\u00e0 opportuno la strategia per dare la scalata al potere mondiale.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;unica forza che potrebbe in qualche modo ostacolare i loro progetti \u00e8 la Chiesa cattolica; ma anche a questo gli ebrei hanno pensato organizzando la massoneria ecclesiastica [&#8230;].<\/em><\/p>\n<p>Come si vede, dal punto di vista del politicamente corretto, questa \u00e8 dinamite. In una sola pagina l&#8217;Autore tira in ballo una serie di fatti, di nomi, di circostanze che suonano come altrettante bestemmie per la cultura progressista e &quot;democratica&quot;. Punta il dito contro l&#8217;invadenza e l&#8217;infiltrazione ebraica negli ingranaggi del potere mondiale; ribalta il giudizio comune sul nazismo e sulle origini della Seconda guerra mondiale; mette in dubbio le modalit\u00e0 e le cifre sull&#8217;Olocausto, nonch\u00e9 il <em>modus operandi<\/em> delle camere a gas, argomento particolarmente intoccabile; e l&#8217;interesse che avevano gli stessi ebrei a gonfiare enormemente le cifre, per ottenere i risarcimenti tedeschi; denuncia le analogie e le corrispondenze fra la politica sovietica e quella statunitense; evoca l&#8217;avvento dell&#8217;Anticristo, non come mito, ma come realt\u00e0 storica precisa, e d&#8217;una dittatura mondiale pseudo democratica, manovrata dall&#8217;ebraismo internazionale e dominata dalla finanza ebraica, a spese di tutti gli altri popoli; denuncia i rischi del relativismo e dell&#8217;omologazione culturale, quando &#8212; venticinque anni fa &#8212; non tutti questi fenomeni erano ancora palesi, come lo sono oggi.<\/p>\n<p>Mescola a tutto ci\u00f2 errori, inesattezze e interpretazioni azzardate, senza dubbio. Tuttavia, non si pu\u00f2 negare che egli avesse il diritto di tirare le sue conclusioni, senza con ci\u00f2 subire l&#8217;ostracismo di cui fu vittima; ed \u00e8 chiaro che egli fu uno degli ultimi rappresentanti di una cultura cattolica, chiamiamola pure tradizionalista, se cos\u00ec fa piacere a qualcuno, che non aveva alcun complesso d&#8217;inferiorit\u00e0 e alcun particolare senso di colpa verso le altre culture e le altre religioni, come avviene oggi; una cultura cattolica agguerrita e combattiva, niente affatto disposta a lasciarsi aggredire senza difendersi, e perfettamente consapevole del pericolo rappresentato da un &quot;disarmo unilaterale&quot;, stanti i disegni anticristiani di ampio respiro, presenti e operanti nel mondo moderno. Insomma, una negazione completa dello spirito fiducioso, ingenuo (se si \u00e8 trattato solo d&#8217;ingenuit\u00e0, e non di qualcosa di peggio), di tolleranza a senso unico, di permissivismo e relativismo implicito o esplicito, germinati nella Chiesa cattolica a partire dalla stagione del Vaticano II. \u00c8 certo che, fino agli anni &#8217;50 del Novecento, il punto di vista e la stessa formazione culturale di Santangelo erano gli stessi della maggioranza del clero cattolico; quel che \u00e8 notevole in lui e in pochi altri, come, all&#8217;altra estremit\u00e0 dell&#8217;Italia, il friulano don Luigi Cozzi, del quale abbiamo parlato a suo tempo, \u00e8 il fatto che egli non abbia avuto paura di ripetere a viso aperto quelle cose che, da un giorno all&#8217;altro, vennero censurate e nascoste sotto il tappeto, quelle cose che la Chiesa cattolica aveva affermato e predicato per tanto tempo, ma che, dopo il 1965, improvvisamente erano diventate indicibili, anche se nessuno ebbe il fegato, n\u00e9 lo ha avuto poi, di dire chiaro e tondo: <em>Ci eravamo sbagliati; era tutto sbagliato<\/em>, ma si \u00e8 voluta recitare la commedia della continuit\u00e0, e fare finta che nulla fosse cambiato, che la Chiesa fosse sempre la stessa, che le sue opinioni sul mondo, sul peccato, su Satana, sulle altre religioni e sulle altre confessioni cristiane non avessero subito un vero cambiamento, mentre lo avevano subito, eccome: diciamo pure che erano state rovesciate come un guanto. Ma era appunto questa la cosa che pi\u00f9 di tutte non bisognava dire, che si doveva assolutamente tacere: ed \u00e8 appunto in questo che personaggi come don Santangelo riuscivano scomodi, indigesti, quasi insopportabili. La loro stessa esistenza, la loro ostinazione nel dire ci\u00f2 che sempre si era detto e pensato, ma che ora bisognava archiviare e perfino dimenticare, come se non fosse mai stato detto n\u00e9 pensato, come se fosse stato tutto un sogno, rappresentavano una sorta di sfida, di oltraggio.<\/p>\n<p>Ora, infatti, con l&#8217;avvento dello &quot;spirito conciliare&quot;, bisognava chiedere il permesso al giudaismo, all&#8217;islamismo, al protestantesimo, di dire certe cose, e ci si era impegnati solennemente a non dirne certe altre: si poteva solo domandare scusa nei loro confronti, e si doveva tacere tutto quel che di poco bello esse avevano fatto, e tuttora facevano, contro la Chiesa cattolica. \u00c8 ben per questa ragione che la proclamazione della santit\u00e0 di padre L\u00e9on Gustave Dehon \u00e8 stata bloccata all&#8217;ultimo momento, nel 2005, e rinviata <em>sine die<\/em>: perch\u00e9 \u00e8 &quot;saltato fuori&quot; che il sacerdote francese, sulla rivista <em>La Croix<\/em>, aveva detto alcune verit\u00e0 non gradite al giudaismo. Ed \u00e8 per questo che si \u00e8 posto il silenziatore sul culto di san Massimilano Kolbe (qualcuno lo ha notato?): perch\u00e9 si \u00e8 &quot;scoperto&quot; che anch&#8217;egli, che pure fece di tutto per salvare quanti pi\u00f9 ebrei possibile quando la Polonia fu invasa dai nazisti, non aveva taciuto le mene delle <em>lobby<\/em> ebraiche a livello mondiale e a livello nazionale. Ed \u00e8 ancora per questo che, di colpo, qualcuno ha tirato fuori la questione del &quot;silenzio&quot; di Pio XII sull&#8217;Olocausto, dopo che per anni, nessuno si era sognato di rimproverargli una cosa del genere (la stessa che si potrebbe rimproverare a Churchill, Roosevelt, Stalin): tanto era nota e riconosciuta, dagli stessi ebrei, l&#8217;opera meritoria da lui svolta nel salvare le vite degli ebrei di Roma e di altre citt\u00e0 italiane, dopo l&#8217;8 settembre del 1943. Ma \u00e8 sempre una buona politica, per chi voglia ricattare qualcun altro, tenergli sospesa sul capo la spada di Damocle di scandalose rivelazioni: e cos\u00ec \u00e8 stato fatto, inventandosi lo &quot;scandalo&quot; di un silenzio che, se ci fu, fu dovuto palesemente all&#8217;opportunit\u00e0 di non accrescere il numero delle vittime e di non vanificare l&#8217;opera di soccorso efficacemente svolta dal clero cattolico a favore degli ebrei, in Italia e in tutta l&#8217;Europa occupata dai nazisti. Ma si \u00e8 mai vista una religione che accetta di farsi dettare le proprie regole interne dai rappresentati delle altre religioni? Che accetta di farsi ricattare, rimproverare, umiliare, per la &quot;colpa&quot; di rendere omaggio ai suoi santi, ai suoi uomini insigni? Che si auto-mortifica e si auto-umilia fino al punto di chiedere il permesso di respirare, quasi, per il timore di suscitare le accuse e le reazioni indignate degli altri, i quali vantano non si sa quali crediti morali nei suoi confronti? Che deve stare attenta, e, se del caso, scusarsi, perfino quando si accinge a rendere omaggio alle vittime delle altre religioni, perch\u00e9 non lo ha fatto nei tempi e nei modi che queste ultime giudicano giusti? Eppure, lo si \u00e8 visto e lo si vede continuamente, e quella religione \u00e8 la cattolica. Non ha forse dovuto profondersi in giustificazioni, Giovanni Paolo II, per la sua supposta mancanza di tatto mostrata verso gli ebrei, allorch\u00e9 rese visita al campo di Auschwitz? E non ha forse dovuto profondersi in giustificazioni Benedetto XVI, quando, con perfida mossa, la televisione svedese ha mandato in onda un&#8217;intervista, registrata da tempo, in cui monsignor Richard Williamson non negava, bens\u00ec contestava le cifre ufficiali sull&#8217;Olocausto, suscitando comunque uno scandalo enorme: e ci\u00f2 proprio quando lui, il pontefice, aveva revocato la scomunica a Williamson e agli altri vescovi lefebvriani? Perci\u00f2 viene da chiedersi che cosa ci sia dietro a tanta debolezza, a tanta arrendevolezza, a tanta &#8212; diciamolo pure &#8212; pusillanimit\u00e0, da parte della Chiesa, di fronte ai suoi nemici, che continuamente l&#8217;aggrediscono, la svillaneggiano, la minacciano, la ricattano, la trascinano sul banco degli imputati d&#8217;un ipotetico tribunale mondiale planetario.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, anche noi siano stati praticamente costretti a dilungarci su questi aspetti dell&#8217;opera di Ildebrando A. Santangelo, se non altro per precisare, per puntualizzare, per prevenire strumentalizzazioni; mentre non abbiamo potuto parlare a sufficienza &#8212; e ci riserviamo di farlo un&#8217;altra volta &#8212; del sacerdote entusiasta, infiammato d&#8217;amore per i suoi parrocchiani, ardente di carit\u00e0 per la sua Chiesa. Non abbiamo potuto parlare della sua spiritualit\u00e0, della sua costante preoccupazione per la salvezza delle anime, tanto eravamo preoccupati che rievocare la sua figura offrisse il fianco ad ulteriori malevolenze verso di essa. Ne avessimo ancora, di sacerdoti come lui&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non crediamo siano in molti a ricordarsi di lui, Ildebrando Antonino Santangelo (1913-1992); anzi, ad averlo mai sentito nominare &#8212; almeno al di fuori della parrocchia<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[119,157,236],"class_list":["post-25897","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-dottrina","tag-gesu-cristo","tag-sacerdozio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25897","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25897"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25897\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25897"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25897"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25897"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}