{"id":25896,"date":"2019-01-09T04:43:00","date_gmt":"2019-01-09T04:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/01\/09\/il-vulnus-e-la-proibizione-della-messa-di-pio-v\/"},"modified":"2019-01-09T04:43:00","modified_gmt":"2019-01-09T04:43:00","slug":"il-vulnus-e-la-proibizione-della-messa-di-pio-v","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/01\/09\/il-vulnus-e-la-proibizione-della-messa-di-pio-v\/","title":{"rendered":"Il vulnus \u00e8 la proibizione della Messa di Pio V"},"content":{"rendered":"<p>Il punto focale attorno a cui ruota l&#8217;attuale lotta, ideologica e di potere, oltre che economica e politica, all&#8217;interno della Chiesa cattolica, e che la sta dilaniando come mai era accaduto, se non, forse, al tempo dell&#8217;eresia ariana, verso la met\u00e0 del IV secolo, \u00e8 la Messa. Non c&#8217;\u00e8 alcun dubbio che la santa Messa \u00e8 il cuore della religione cattolica; e pertanto che l&#8217;idea di cosa \u00e8 Messa, e il modo in cui la si celebra, determina ci\u00f2 che la Chiesa \u00e8, o ci\u00f2 che potrebbe divenire. In altre parole, se si vuole cambiare la chiesa, si cerca di cambiare la Messa; e quando si \u00e8 riusciti a cambiare la Messa, si \u00e8 cambiata anche la fede cattolica. Ora, immaginando di stendere un velo pietoso sui continui e scandalosi abusi liturgici degli ultimi anni, resta il fatto che la Messa non \u00e8 un rito che ciascun sacerdote possa improvvisare: la Messa cattolica \u00e8 una, e tale deve esser celebrata in tutto il mondo, secondo modalit\u00e0 precise e scrupolosamente codificate. Tale codificazione \u00e8 contenuta nel Messale: pertanto riformare il Messale non \u00e8 cosa da poco: significa metter mano al cuore stesso della fede cattolica. Ecco perch\u00e9 il Concilio Vaticano II, che ha prodotto la cosiddetta riforma liturgica, non \u00e8 stato quel che volle apparire: non \u00e8 stato un concilio puramente pastorale, ma \u00e8 stato il solo concilio della storia che ha puntato a modificare la dottrina, agendo attraverso un radicale cambiamento liturgico. La liturgia non \u00e8 una semplice veste, un abito esteriore che la religione indossa per celebrare i suoi riti; \u00e8 molto di pi\u00f9: la liturgia accompagna le anime dei fedeli nel cuore della Messa, cio\u00e8 nel cuore della fede cattolica.<\/p>\n<p>Ora, riforme liturgiche ce ne sono state parecchie nel corso dei secoli, all&#8217;interno della Chiesa; ce ne sono state anche nella prima met\u00e0 del XX secolo. Ci\u00f2 che caratterizza la riforma liturgica scaturita dal Vaticano II, e la distingue da tutte le altre, \u00e8 da un lato la rottura operata nei confronti di alcuni aspetti decisivi della Tradizione, di cui il capovolgimento dell&#8217;altare verso l&#8217;assemblea e la sostituzione del latino con le lingue nazionali sono solo gli aspetti pi\u00f9 vistosi, e dall&#8217;altro lato, la proibizione del Messale precedente, fatto inaudito e mai verificatosi in passato. Benedetto XVI, nella sua autobiografia, ha giustamente posto in evidenza questo carattere di assoluta novit\u00e0, e quindi di radicale rottura, della riforma liturgica di Paolo VI: l&#8217;abolizione del vecchio Messale, quello di Pio V, promulgato nel 1570, acquistava il significato di una sconfessione e di un rinnegamento di tutta la liturgia precedente, e faceva pensare che la liturgia stessa \u00e8 una costruzione puramente umana, soggetta a revisioni e a radicali mutamenti, cos\u00ec come avviene, o pu\u00f2 avvenire, per tutte le cose umane. In altre parole, ci\u00f2 faceva evaporare il carattere soprannaturale della liturgia: che \u00e8 adorazione del Mistero ed \u00e8 ispirata dall&#8217;alto, da Dio stesso, affinch\u00e9 gli uomini lo adorino nella maniera giusta e lecita, e non in forme disordinate e idolatriche. Gli eccessi scandalosi ai quali stiamo assistendo oggi, con i cardinali che fanno i pizzaioli nelle chiese, i vescovi che fanno i cantanti pop, quelli della Comunit\u00e0 di Sant&#8217;Egidio che fanno i cuochi e i ristoratori, e altri cardinali che fanno gli impresari di spettacoli musicali gay a beneficio ed edificazione dei fedeli, sempre nelle loro cattedrali, non \u00e8 che la logica, sciagurata conseguenza di questa rivoluzione copernicana della liturgia: perch\u00e9 \u00e8 stata una rivoluzione, non una riforma; ed \u00e8 stata copernicana, nel senso che ha posto la terra al centro dello spazio ideale del credente, e quindi l&#8217;uomo, e non pi\u00f9 il Cielo. Proibire l&#8217;uso del &quot;vecchio&quot; Messale, quindi, pi\u00f9 ancora che introdurne uno nuovo, \u00e8 stato un <em>vulnus<\/em>, una ferita che inferta volutamene alla fede cattolica, al preciso scopo di indebolirla, confonderla, deprimerla. \u00c8 come se si fosse voluto dire ai cattolici che i loro genitori, i loro nonni e loro stessi, fino al 1969, avevano pregato nel modo sbagliato, avevano celebrato la Messa in maniera inadeguata, non erano stati veramente nel solco del Vangelo di Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n<p>Le premesse dello scisma erano l\u00ec, non le ha create Bergoglio. Prima o poi si sarebbe posta l&#8217;alternativa: o adottare la nuova liturgia e riconoscere, sia pure implicitamente, che la vecchia liturgia era &quot;sbagliata&quot; e che, con la nuova liturgia, era nata anche una nuova chiesa e si andava delineando una nuova fede, oppure ripensare quel che il Vaticano II era stato davvero, quel che la cosiddetta riforma liturgica aveva pretesto di fare, e dire: &quot;no, grazie&quot;, per non rinnegare la vera chiesa, ci\u00f2 che la Chiesa era stata per millenovecento anni e lungo l&#8217;arco di duecentosessanta pontificati, durante i quali c&#8217;erano stati venti concilio prima del Vaticano II: mentre ora i progressisti citavano sempre e solo quest&#8217;ultimo, e mostravano diffidenza, fastidio, disgusto, per tutta la vecchia liturgia, per la vecchia pastorale, per la vecchia teologia, per la vecchia apologetica, perfino per la talare e i simboli perenni del cristianesimo, a cominciare dalla croce (che, infatti, in alcune chiese costruite dopo il Concilio \u00e8 addirittura scomparsa, almeno all&#8217;esterno dell&#8217;edificio). Benedetto XVI, uomo colto e intelligente, si rese conto del pericolo e proprio per questo, crediamo, volle, con il <em>motu proprio<\/em> <em>Summorum pontificum<\/em>, reintrodurre la Messa di Pio V, tanto pi\u00f9 che una proibizione formale non c&#8217;era stata (n\u00e9 avrebbe potuto esserci), proprio come non c&#8217;era stata affatto una proibizione del latino e tuttavia, di fatto, il latino era stato abolito. Non si trattava solo di rimediare a un abuso, lo scippo della Messa tridentina che da quattro secoli i cattolici celebravano come la loro vera e unica Messa; ma anche, e forse soprattutto, di ristabilire un principio: che non sono possibili, nella storia della Chiesa, discontinuit\u00e0 di alcun genere, tanto meno liturgiche, proprio perch\u00e9 la Chiesa non \u00e8 una cosa meramente umana, come non lo \u00e8 la liturgia, e quindi \u00e8 assolutamente sbagliato dare a credere ai fedeli che la si possa aggiornare, aggiungendo e togliendo qualcosa, con la stessa disinvoltura con cui un meccanico aggiunge o toglie dei pezzi al manufatto cui sta lavorando. Scrive, infatti, nella lettera apostolica <em>Summorum pontificum<\/em>, pubblicata il 7 luglio 2009, a tre anni dalla sua elezione al pontificato, Benedetto XVI:<\/p>\n<p><em>Nei tempi pi\u00f9 recenti, il\u00a0Concilio Vaticano II\u00a0espresse il desiderio che la dovuta rispettosa riverenza nei confronti del culto divino venisse ancora rinnovata e fosse adattata alle necessit\u00e0 della nostra et\u00e0. Mosso da questo desiderio, il nostro Predecessore, il Sommo Pontefice\u00a0Paolo VI, nel 1970 per la Chiesa latina approv\u00f2 i libri liturgici riformati e in parte rinnovati. Essi, tradotti nelle varie lingue del mondo, di buon grado furono accolti da Vescovi, sacerdoti e fedeli.\u00a0Giovanni Paolo II rivide la terza edizione tipica del Messale Romano. Cos\u00ec i Romani Pontefici hanno operato perch\u00e9 questa sorta di edificio liturgico(&#8230;) apparisse nuovamente splendido per dignit\u00e0 e armonia.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma in talune regioni non pochi fedeli aderirono e continuano ad aderire con tanto amore ed affetto alle antecedenti forme liturgiche, le quali avevano imbevuto cos\u00ec profondamente la loro cultura e il loro spirito, che il Sommo Pontefice\u00a0Giovanni Paolo II, mosso dalla cura pastorale nei confronti di questi fedeli, nell&#8217;anno 1984 con lo speciale indulto &quot;Quattuor abhinc annos&quot;, emesso dalla Congregazione per il Culto Divino, concesse la facolt\u00e0 di usare il Messale Romano edito dal B.\u00a0Giovanni XXIII\u00a0nell&#8217;anno 1962; nell&#8217;anno 1988 poi\u00a0Giovanni Paolo II\u00a0di nuovo con la Lettera Apostolica &quot;Ecclesia Dei&quot;, data in forma di\u00a0Motu proprio, esort\u00f2 i Vescovi ad usare largamente e generosamente tale facolt\u00e0 in favore di tutti i fedeli che lo richiedessero.<\/em><\/p>\n<p><em>A seguito delle insistenti preghiere di questi fedeli, a lungo soppesate gi\u00e0 dal Nostro Predecessore\u00a0Giovanni Paolo II, e dopo aver ascoltato Noi stessi i Padri Cardinali nel Concistoro tenuto il 22 marzo 2006, avendo riflettuto approfonditamente su ogni aspetto della questione, dopo aver invocato lo Spirito Santo e contando sull&#8217;aiuto di Dio, con la presente Lettera Apostolica stabiliamo quanto segue:<\/em><\/p>\n<p><em>Art. 1. Il Messale Romano promulgato da\u00a0Paolo VI\u00a0\u00e8 la espressione ordinaria della &quot;lex orandi&quot; (&quot;legge della preghiera&quot;) della Chiesa cattolica di rito latino. Tuttavia il Messale Romano promulgato da S. Pio V e nuovamente edito dal B.\u00a0Giovanni XXIII\u00a0deve venir considerato come espressione straordinaria della stessa &quot;lex orandi&quot; e deve essere tenuto nel debito onore per il suo uso venerabile e antico. Queste due espressioni della &quot;lex orandi&quot; della Chiesa non porteranno in alcun modo a una divisione nella &quot;lex credendi&quot; (&quot;legge della fede&quot;) della Chiesa; sono infatti due usi dell&#8217;unico rito romano.<\/em><\/p>\n<p><em>Perci\u00f2 \u00e8 lecito celebrare il Sacrificio della Messa secondo l&#8217;edizione tipica del Messale Romano promulgato dal B.\u00a0Giovanni XXIII\u00a0nel 1962 e mai abrogato, come forma straordinaria della Liturgia della Chiesa<\/em>&#8230;<\/p>\n<p>Benedetto XVI ha visto giusto: la proibizione del Messale antico era stata un <em>vulnus<\/em> gravissimo (da:<\/p>\n<p>Joseph Ratzinger, <em>La mia vita<\/em>, San Paolo, 1997, pp. 113-115):<\/p>\n<p><em>Il secondo grande evento all&#8217;inizio dei miei anni di Ratisbona fu la pubblicazione del messale di Paolo VI, con il divieto quasi completo del messale precedente, dopo una fase di transizione di circa sei mesi. (&#8230;). Ma rimasi sbigottito per il divieto del messale antico, dal momento che una cosa simile non si era mai verificata in tutta la storia della liturgia.<\/em> (&#8230;) <em>&#8230;era del tutto ragionevole e pienamente in linea con le disposizioni del Concilio che si arrivasse a una revisione del messale, (&#8230;). Ma in quel momento accadde qualcosa di pi\u00f9: si fece a pezzi l&#8217;edificio antico e se ne costru\u00ec un altro. (&#8230;) Sono convinto che la crisi ecclesiale in cui oggi ci troviamo dipenda in gran parte dal crollo della liturgia, che viene talvolta addirittura concepita &#8216;etsi Deus non daretur&#8217;, come se in essa non importasse pi\u00f9 se Dio c&#8217;\u00e8 e se ci parla e ci ascolta<\/em>.<\/p>\n<p>L&#8217;analisi \u00e8 esatta, ma la conclusione \u00e8 a dir poco ingenua: come pensare che tutto ci\u00f2 fosse avvenuto per caso? Come ipotizzare la buona fede di quanti avevano voluto una cos\u00ec drammatica rottura della tradizione liturgica? E come illudersi che sarebbe bastato un <em>motu proprio<\/em> per reintrodurre il vecchio Messale, sia pure a determinate condizioni, quasi che si trattasse di rimediare a un errore compiuto involontariamente? Niente affatto: chi aveva voluto il nuovo Messale di Paolo VI, aveva voluto anche la soppressione del vecchio, e per una ragione ben precisa: sostituire alla liturgia come celebrazione del Mistero una liturgia come assemblea di popolo. Quei rivoluzionari, travestiti da innocui riformatori, non si sarebbero mai rassegnati a un compromesso: il loro scopo era chiaro, fare in modo che non si potesse mai pi\u00f9 tornare indietro. La pubblicazione del <em>Summorum pontificum<\/em> fu, per loro, l&#8217;equivalente di una dichiarazione di guerra: qualcosa che non potevano assolutamente tollerare. Il loro obiettivo era fare in modo che si perdesse del tutto il ricordo della vecchia messa tridentina: che non era affatto, nel senso proprio dell&#8217;espressione, la Messa di Pio V, perch\u00e9 Pio V non aveva creato nulla di nuovo, aveva solo riformato la Messa gi\u00e0 esistente, nel solco della perfetta continuit\u00e0; mentre la Messa di Paolo VI, quella s\u00ec era una cosa del tutto nuova, nuova perfino dal punto d vista architettonico, dato che richiese metter mano a tutte le chiese, una per una, compiendo un inaudito scempio artistico, per creare dei nuovi altari da porre al centro del presbiterio, in modo che la Messa di svolgesse interamente al cospetto dei fedeli, col sacerdote che guarda verso di loro e non pi\u00f9 che li indirizza, tutti quanti, a guardare verso l&#8217;alto: verso Dio Onnipotente, contenuto nel tabernacolo del Santissimo. La manovra dei rivoluzionari contava anche sul fattore tempo: quando fossero scomparse materialmente le persone che avevano visto celebrare la vecchia Messa, le nuove generazioni di cattolici avrebbero creduto che la Messa sia sempre stata quella di Paolo VI: una specie di assemblea popolare che celebra Dio a parole, ma, in sostanza, l&#8217;uomo stesso. A nostro parere, la pubblicazione dl <em>Summorum Pontificum<\/em> fu vista dai nemici del vecchio Messale come un&#8217;azione pericolosissima, che avrebbe ridato legittimit\u00e0 e visibilit\u00e0 a una forma liturgica che essi volevano cancellare per sempre. A partire da quel momento, moltiplicarono le loro pressioni per mettere Benedetto XVI in una situazione senza uscita. Tutto quel che egli faceva o diceva venivra interpretato con malevolenza, nella maniera peggiore possibile; preti e vescovi non si facevano scrupoli a criticarlo apertamente, a pretendere le sue scuse ogni volta che una sua frase veniva estrapolata dal contesto e presentata come offensiva verso questi o verso quelli, perlopi\u00f9 verso i non cristiani. Del resto, lo si era gi\u00e0 visto con la <em>lectio magistralis<\/em> di Ratisbona, del 12 settembre 2006, quando una singola frase era stata letta come un&#8217;offesa nei confronti dell&#8217;islam, ad esempio da parte del gesuita responsabile del dialogo con l&#8217;islam, Tom Michel, il quale aveva detto: <em>Penso che utilizzando un autore mal informato e carico di pregiudizi come\u00a0Manuele II Paleologo\u00a0il Papa abbia seminato mancanza di rispetto nei confronti dei musulmani. Noi cristiani dobbiamo ai musulmani delle scuse.<\/em> La mafia di San Gallo non aveva pi\u00f9 tempo da perdere: quel papa doveva essere forzato a dimettersi. Una delle prime cose che ha fatto Begoglio \u00e8 stata, guarda caso, commissariare i francescani dell&#8217;Immacolata, che celebravano anche la Messa di Pio V, proibendogliela e revocando di fatto, ma illegalmente, il <em>Summorum Pontificum<\/em>&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il punto focale attorno a cui ruota l&#8217;attuale lotta, ideologica e di potere, oltre che economica e politica, all&#8217;interno della Chiesa cattolica, e che la sta<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30144,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[83],"tags":[109,242],"class_list":["post-25896","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concilio-vaticano-ii","tag-chiesa-cattolica","tag-santa-messa"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-concilio-vaticano-ii.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25896","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25896"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25896\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30144"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25896"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25896"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25896"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}