{"id":25890,"date":"2019-03-19T11:32:00","date_gmt":"2019-03-19T11:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/03\/19\/il-vero-problema-dei-cattolici-e-la-modernita\/"},"modified":"2019-03-19T11:32:00","modified_gmt":"2019-03-19T11:32:00","slug":"il-vero-problema-dei-cattolici-e-la-modernita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/03\/19\/il-vero-problema-dei-cattolici-e-la-modernita\/","title":{"rendered":"Il vero problema dei cattolici \u00e8 la modernit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>La Chiesa visibile \u00e8 completamente allo sbando, fuori controllo. Ormai non passa giorno senza che, da qualche parte, non giunga notizia di un nuovo abuso liturgico, di un nuovo scandalo pastorale, di una nuova forzatura della dottrina e di una nuova storiaccia di abusi sessuali. I gesuiti sono fuori controllo; il clero \u00e8 fuori controllo; gli ordini religiosi sono fuori controllo. Prendiamo in mano una di quelle riviste che vengono stampate dai maggiori santuari mariani; ci aspetteremmo che almeno l\u00ec si trovi rispecchiata la vera dottrina cattolica, dopo gli spropositi e le eresie dei giornali &quot;cattolici&quot; a maggiore tiratura: niente affatto, anche i bravi frati di questo o quel convento straparlano e sragionano. Non tutti, si capisce: alcuni; e tuttavia, sorge la domanda: perch\u00e9 gli altri lasciano fare? Perch\u00e9 i preti, perch\u00e9 i religiosi, perch\u00e9 i vescovi lasciano fare? Perch\u00e9 quelli buoni tacciono e avallano, con il loro silenzio, la deriva in atto, che abbiamo definito come una lenta, metodica rivoluzione protestante, massonica e modernista dentro la Chiesa? E i laici, che fanno? Possibile che il loro malessere, la loro frustrazione, il loro dolore nel vedere lo scempio quotidiano, non trovino la maniera di farsi sentire apertamente? Possibile che certi preti che abusano del loro abito per trasformare la santa Messa in uno spettacolo d&#8217;indottrinamento politico, sociale ed ecologista, non si trovino davanti dei parrocchiani che, sulla porta della sacrestia, li affrontano, in maniera civile, ma decisa, per chieder conto delle loro parole, del loro allontanamento dal Vangelo di Ges\u00f9 Cristo? Per ammonirli ed esortarli a non offendere pi\u00f9 i sentimenti dei credenti, a non turbare pi\u00f9 la fede delle persone semplici, a non diffondere pensieri che non hanno a che fare con l&#8217;annuncio del Vangelo, ma con le loro personali opinioni in fatto di politica e questioni sociali? Possibile che a questi cattivi pastori, a questi seminatori di confusione e di turbamento, sia concesso di fare tutto ci\u00f2 che vogliono? Se una maestra elementare, a scuola, si permette di dire o fare qualcosa che si discosta anche di poco dal programma scolastico, subito tre o quattro genitori si precipitano a scuola per chiedere spiegazioni, per protestare, persino per lanciare avvertimenti, a proposito e, molto pi\u00f9 speso, a sproposito. Tuttavia, ai preti viene lasciata completa libert\u00e0 di dire quel che vogliono, sia nella omelia della santa Messa, sia in altre occasioni liturgiche; possono perfino mettersi a cantare, a suonar la chitarra, invitare delle danzatrici ind\u00f9, benedire le &quot;sacre specie&quot; della papaya o del mango, portare sull&#8217;altare dei canotti (per ricordare il &quot;dramma&quot; dei migranti), indossare paramenti contraffatti coi colori dell&#8217;arcobaleno, presentare come modelli di amore delle coppie di parrocchiani dello stesso sesso, il tutto nella casa di Dio e nel momento pi\u00f9 sacro della vita cristiana: quello del Sacrificio eucaristico. Certo, essi hanno un autorevole esempio, si fa per dire, in un tal modo di fare: il signor Bergoglio, che dice e fa tutto quel che gli passa per la testa, riversando nella &quot;pastorale&quot; tutti i suoi umori, le sue simpatie e antipatie personali, la sua propensione a gigioneggiare, a mentire, a strappare l&#8217;applauso ad ogni costo, la sua astuzia nel tacere su quel che andrebbe chiarito e nel lasciare che gli altri pensino quel che vogliono, nonch\u00e9 la sua colossale ignoranza teologica e la sua totale mancanza di autocontrollo e autocensura, e presenti tutto ci\u00f2 come fosse magistero, mentre non lo \u00e8 affatto, anzi, in molti casi \u00e8 l&#8217;esatta negazione del vero Magistero della Chiesa. Ora, se a comportarsi cos\u00ec \u00e8 colui che viene chiamato papa, figuriamoci se tutti gli altri non si sentono autorizzato, anzi, stimolati a fare altrettanto. L&#8217;importante, vien detto loro, \u00e8 che &quot;si sporchino&quot;, che &quot;prendano l&#8217;odore di pecora&quot;, che medichino le ferite degli uomini, perch\u00e9 la Chiesa \u00e8 questo, &quot;un ospedale da campo&quot; (?), e la sola maniera di servire Dio \u00e8 prodigarsi nel sociale, difendere l&#8217;ambiente, vegliare sul clima, e, sopratutto, spalancare i porti e le frontiere all&#8217;immigrazione selvaggia che viene dall&#8217;Africa e dagli altri Paesi del Sud della Terra. Perch\u00e9, come dice monsignor Sorondo, il braccio destro del signore argentino che si fa chiamare papa, tutto il male viene dai Paesi ricchi, e i poveri hanno ogni diritto di trasferirsi in massa dove preferiscono (da cui si evince che il rimedio alla povert\u00e0 dell&#8217;Africa \u00e8 l&#8217;emigrazione di massa).<\/p>\n<p>Bisogna interrogarsi su come si sia potuti giungere a questo punto. Un tempo, un tempo non cos\u00ec lontano che noi non abbiamo fatto in tempo a conoscerlo, e a serbarne un vivo e grato ricordo, quando si entrava in chiesa e si partecipava alla santa Messa, e si ascoltavano le parole del sacerdote, era come ricevere un balsamo per le proprie ferite. Le chiese non erano ospedali da campo, non venivano trasformate in ristoranti e pizzerie per dar da mangiare materialmente ai poveri (per questo, c&#8217;erano e ci sono, ancora oggi, le mense dei frati e quelle parrocchiali), ma erano luoghi di pace, di preghiera, di silenzio, di raccoglimento, di misticismo; luoghi nei quali si poteva incontrare Dio, e nei quali, attraverso la voce del sacerdote, si udivano le parole stesse del Signore Ges\u00f9. Questo accadeva perch\u00e9 nessun prete si permetteva di parlare a nome proprio, ma tutti avevano ben chiaro di essere solo operai nella vigna del Signore, e di dover solo trasmettere fedelmente la parola di Lui, senza nulla aggiungere e senza nulla togliere. Potevano, s\u00ec, spiegare qualche passaggio difficile; potevano fare accostamenti, parallelismi, esemplificazioni, per rendere l&#8217;omelia pi\u00f9 calda, pi\u00f9 coinvolgente, pi\u00f9 facile da ascoltare; ma non osavano trasformarla in un comizio politico o in uno sfogatoio dei loro personali umori. Si guardavano bene dal ridere, scherzare, fare battute in dialetto, non diciamo cantare o suonare la chitarra &#8211; questo sarebbe stato addirittura inconcepibile &#8211; ma anche solo dal perdere la <em>gravitas<\/em> che il luogo e la circostanza richiedevano (il che non impediva loro, nel luogo e nel momento opportuni, di essere degli animatori briosi e pieni di vita con i ragazzi dell&#8217;oratorio, sul campetto di calcio, o quando accompagnavano i bambini a fare una gita al mare o ai monti). Fino al Concilio, e ancora per qualche anno dopo quell&#8217;avvenimento, il sacerdote in si scordava mai d&#8217;essere un <em>alter Christus<\/em>: sul pulpito o nel segreto del confessionale, facendo il catechismo ai bambini o amministrando il santo Battesimo, o unendo due sposi in matrimonio, o visitando le famiglie, o benedicendo le case (cosa che hanno smesso di fare, e non solo per ragioni pratiche), ovunque sapevano di essere solo dei servi inutili, e tutto quel che dicevano, quel che facevano, e anche quel che omettevano di dire o di fare, tutto era ispirato al solo criterio di piacere a Dio, di essere fedeli al Vangelo e di operare per la salvezza delle anime. Che cosa \u00e8 accaduto, dunque, per aver trasformato tanti sacerdoti in giullari, in politicanti, in strimpellatori e in eretici, propagatori dal pulpito di pericolosissime eresie? E che cos&#8217;\u00e8 successo ai loro vescovi? E cos&#8217;\u00e8 successo ai fedeli laici, al popolo di Dio che si reca in chiesa per glorificare il Signore e per santificare le feste?<\/p>\n<p>Noi crediamo che il problema fondamentale dei cattolici, nel corso delle ultime generazioni, sia la modernit\u00e0. I cattolici non hanno compreso, o si sono scordati, cos&#8217;\u00e8 la modernit\u00e0; di conseguenza se ne sono lasciati sedurre, tanto quanto i non credenti, e hanno introiettare un modo di sentire e di pensare che \u00e8 tipicamente moderno. E allora diciamolo forte e chiaro, gridiamolo dai tetti, se \u00e8 necessario: <em>la modernit\u00e0 \u00e8 una civilt\u00e0 radicalmente anticristiana, nemica del Vangelo e odiatrice di Ges\u00f9 Cristo<\/em>. Questo \u00e8 la modernit\u00e0. Non intendiamo dire, con ci\u00f2, che bisognerebbe gettar via tutto quel che \u00e8 moderno: saremmo dei folli. Vi sono degli aspetti positivi, dei quali ci si pu\u00f2 servire, dalla tecnica alla medicina, dalla scienza alle comunicazioni di massa: ma, questo \u00e8 il punto, sapendo che bisogna farne un uso accorto, prudente, critico e giudizioso; che non ci si deve ridurre a schiavi delle cose, non ci si deve asservire n\u00e9 alla tecnica, n\u00e9 alla scienza, n\u00e9 a all&#8217;informatica. Inoltre, bisogna essere consci che moltissimi aspetti della modernit\u00e0 sono carichi di pericoli, e che anche in ci\u00f2 che essi hanno di buono, si cela una possibile insidia. Rendere la vita pi\u00f9 facile, pi\u00f9 leggero il lavoro manuale, pi\u00f9 rapidi gli spostamenti delle persone e delle merci, pi\u00f9 libera la circolazione delle idee: tutte queste cose sono buone, ma fino a un certo punto. Se diventano dei fini, da semplici mezzi che avrebbero dovuto essere, queste cose divengono malvagie. Il cristiano non deve mai scordarsi che non tutto ci\u00f2 che piace \u00e8 buono per l&#8217;anima; al contrario, che le vie dell&#8217;inferno sono lastricate di ci\u00f2 che appare gradevole e desiderabile. Se per arrivare pi\u00f9 presto, se per fare pi\u00f9 cose, se per compiere meno fatica, se per comunicare pi\u00f9 velocemente, bisogna adottare degli stili di vita che sono intrinsecamente pericolosi, o sbagliati, allora si deve prendere in mano il timone e dare una brusca sterzata. Il cristiano non deve lasciarsi condurre dalle cose; il mondo moderno \u00e8 pieno di cose dilettevoli e che accendono sempre nuovi desideri: ma la maggior parte di esse non sono buone, anzi sono dannose per l&#8217;anima, se vengono usate in maniera superficiale e irresponsabile. Il riposo, per esempio, \u00e8 una cosa buona; anche le vacanze lo sono: ma se il riposo e le vacanze diventano occasioni e pretesti per calpestare la morale, per esibire il proprio corpo, per turbare e sedurre il prossimo e per indulgere alla sfrenatezza e alla lussuria, allora diventano cose cattive. Fra parentesi: che fine ha fatto la morale sessuale cattolica? Un tempio i preti battevano su questo tasto in maniera perfino ossessiva, talvolta paranoica; oggi non solo lasciano correre tutto, ma si fanno attivi propugnatori di una totale liberalizzazione, compreso il peccato impuro contro natura, che qualche gesuita vorrebbe addirittura ufficializzare e santificare con tanto di sacramenti. Vuoi vedere che, a forza di dipingere la donna come il diavolo tentatore, sono arrivati al bel risultato di vedere nella sodomia una specie di emancipazione dal potere di quel diavolo? E se tutto ci\u00f2 apparisse pazzesco a qualcuno, si pensi solo alla vicenda del Forteto e si vedr\u00e0 che questa pazzia \u00e8 realmente penetrata nella testa di certi &quot;cattolici&quot;, seguaci di quel don Milani che adesso il signore argentino, ovviamente, vorrebbe beatificare.<\/p>\n<p>Si dir\u00e0 che questo pericolo, farsi prendere la mano dalle cose e dalle comodit\u00e0, \u00e8 sempre esistito e non \u00e8 un carattere specifico della modernit\u00e0. Pu\u00f2 darsi; ma quel che \u00e8 specifico della modernit\u00e0 \u00e8 aver diffuso l&#8217;idea che tutti hanno diritto al maggior numero possibile di cose e di comodit\u00e0, e che senza di esse la vita diventa un fardello noioso e molesto. Non solo: la modernit\u00e0 ha reso pi\u00f9 accessibili una quantit\u00e0 di cose, e creato una moltitudine di occasioni, nelle quali il singolo, che cessa di essere tale perch\u00e9 si diluisce nella folla, non trova in s\u00e9 le risorse per resistere alle tentazioni: le quali gli si presentano in vesti cos\u00ec gradevoli, cos\u00ec attraenti, e spesso cos\u00ec &quot;innocenti&quot;, che egli non prova nemmeno a resistere; se lo facesse, tutti lo chiamerebbero stupido. In altre parole, solo la modernit\u00e0 ha costruito una vera idolatria delle cose, e in particolare della tecnica; solo la modernit\u00e0 ha completamente dimenticato la persona e la relazione con Dio; solo la modernit\u00e0 ha preteso di porre l&#8217;uomo, le cose da lui costruite e le comodit\u00e0 da lui elaborate, al posto di Dio, sino a scordarsi del tutto della dimensione trascendente e soprannaturale della sua vita. Solo la modernit\u00e0 ha reso l&#8217;uomo il peggior nemico di se stesso. Solo la modernit\u00e0 ne ha fatto un essere lacerato, diviso, infelice, scontento, depresso, nevrotico, proiettato sempre fuori di s\u00e9, senza pace, senza riposo, senza giustizia, senza amore, senza verit\u00e0, ma solo ubriaco di sempre nuovi desideri da soddisfare, sempre accecato da sempre nuove brame che lo divorano e lo tormentano. <em>La modernit\u00e0 \u00e8 l&#8217;inferno, perch\u00e9 \u00e8 nata e sempre pi\u00f9 si sta definendo come un mondo senza Dio<\/em>. Non era mai successo prima nella storia. Chi \u00e8 seguace della modernit\u00e0, chi crede ai suoi idoli, primo fra tutti il consumismo, chi soggiace ai suoi miti e ai suoi ricatti, non pu\u00f2 essere un seguace di Cristo. Questo deve essere chiaro: o si \u00e8 cristiani, o si \u00e8 moderni. I protestanti, gi\u00e0 da cinque secoli, hanno scelto di essere dei cristiani moderni, cio\u00e8 hanno scelto di non essere pi\u00f9 cristiani, anche se continuano a chiamarsi tali. Ma entriamo in una &quot;chiesa&quot; protestante, e cosa vediamo? Donne prete e vescovi donna, anche lesbiche dichiarate e conviventi con un&#8217;altra donna, che amministrano la messa: la quale non \u00e8 il Sacrificio eucaristico, ma una &quot;cena&quot;, una specie di commemorazione pasquale, al cui centro non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 Cristo, ma l&#8217;uomo; e in cui la distribuzione del pane \u00e8 solo un simbolo, non implica la Presenza Reale di Cristo, non ha nulla di miracoloso e di soprannaturale, \u00e8 una normalissima cerimonia umana. E ora entriamo in una chiesa cattolica. Possiamo solo sperare che quel parroco non sia stato risucchiato, lui pure, dalle spire tentatrici della modernit\u00e0; che abbia conservato ben chiara la consapevolezza che per piacere a Dio bisogna dispiacere al mondo, senza possibili alternative. Altrimenti, vedremo delle scene simili a quelle che deturpano le chiese protestanti, con tanto di striscioni arcobaleno, affreschi omoerotici, sculture omoeretiche (due uomini che si baciano; e questa sarebbe arte &quot;sacra&quot;!), per non parlare delle buffonate liturgiche e delle profanazioni pastorali, come la confessione collettiva o come le danze profane in presbiterio, davanti al Santissimo. Quel Santissimo davanti al quale il signore argentino &#8211; sono sei anni che tutti lo vedono, ma nessuno ne parla &#8211; non s&#8217;inginocchia quasi mai. Resta l\u00ec, ritto in piedi, corrucciato, orgoglioso; mentre il mal di schiena gli passa d&#8217;improvviso quando deve inginocchiarsi davanti a degli esseri umani, quando deve baciare i piedi ai musulmani e alle musulmane.<\/p>\n<p>Ecco dunque il vero male dei cattolici: sono diventati figli della modernit\u00e0, il che automaticamente li allontana da Dio. <em>Non potete servire due padroni<\/em>, dice Ges\u00f9. Ma davvero ce n&#8217;eravamo scordati?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Chiesa visibile \u00e8 completamente allo sbando, fuori controllo. 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