{"id":25887,"date":"2019-08-31T12:25:00","date_gmt":"2019-08-31T12:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/08\/31\/il-vero-padre-della-loro-patria-e-pulcinella\/"},"modified":"2019-08-31T12:25:00","modified_gmt":"2019-08-31T12:25:00","slug":"il-vero-padre-della-loro-patria-e-pulcinella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/08\/31\/il-vero-padre-della-loro-patria-e-pulcinella\/","title":{"rendered":"Il vero padre della (loro) patria \u00e8 Pulcinella"},"content":{"rendered":"<p>Ciascuno ha la patria che si merita e i padri nobili che si \u00e8 scelto. Il filosofo-simbolo del <em>politically correct<\/em> e del pensiero <em>mainstream<\/em> (anche se spacciato, chi sa come, per anticonformista), onnipresente sugli scherni televisivi da moltissimi anni a questa parte, Massimo Cacciari, davanti alla chiusura dei porti decisa dal defunto governo Conte prima maniera, nei confronti dell&#8217;invasione afro-islamica dell&#8217;Italia, ha detto di vergognarsi d&#8217;essere italiano. Padronissimo. Ora, peraltro, con il ribaltone di palazzo che ha portato, nel giro di poche ore, lo stimato signor Nessuno, cio\u00e8 il signor Conte, da capo di un governo giallo-verde, ossia, tecnicamente e politicamente, di centro-destra, sovranista ed euroscettico, ad aspirante capo di un governo giallo-fucsia, ossia, tecnicamente e politicamente, di sinistra, europeista e anti-sovranista, Massimo Cacciari e tutte le anime nobili come lui potranno tirare un sospiro di sollievo e tornare a sentirsi fieri d&#8217;essere italiani. A dimostrazione del fatto che, per le anime belle e nobilmente pensose della sinistra, piene di bont\u00e0 e di spirito d&#8217;accoglienza verso chiunque voglia arrivare in Italia, in qualsiasi modo e in qualunque misura, essere italiani non \u00e8 un dato originario della coscienza, ma una opzione ideologica: si sentono italiani se su palazzo Chigi sventola la bandiera della sinistra (la quale oggi \u00e8 assai pi\u00f9 rosa che rossa; assai pi\u00f9 <em>gay-friendly<\/em>, specie se si tratta di gay danarosi e vogliosi di acquistare un beb\u00e8 sul fiorente mercato degli uteri in affitto, che simbolo della classe lavoratrice), ma se su quel tetto garrisce un&#8217;altra bandiera, se in quel palazzo c&#8217;\u00e8 un primo ministro che sta a capo di un governo di centro-destra, allora non solo non si sentono pi\u00f9 italiani, ma si dolgono e si vergognano di esserlo, al punto che, per l&#8217;avvilimento e l&#8217;indignazione, si strapperebbero i capelli dalla perfetta messa in piega, nonch\u00e9 i peli della barba accuratamente tinta. Per cui bisogna prender atto di una verit\u00e0 forse sgradevole, ma inoppugnabile, e sappiamo che solo gli stupidi si mettono a litigare coi fatti: e cio\u00e8 che la patria di quei signori, effettivamente, non \u00e8 la nostra, anche se, in teoria e anche stando al passaporto, dovrebbe esserlo. Ma la differenza fra quei signori e quelli che la pensano come noi \u00e8 quella che abbiamo detto: chi \u00e8 davvero italiano lo \u00e8 senza &quot;se&quot; e senza &quot;ma&quot;; chi \u00e8 italiano solo quando al governo ci sono quelli della sua fazione, non \u00e8 veramente italiano, ma \u00e8 solo un opportunista cui andrebbe bene qualunque patria e qualsiasi nazionalit\u00e0, perch\u00e9 per lui la patria non \u00e8 un ideale e al tempo stesso una realt\u00e0 concreta, per la quale, se necessario, si deve anche dare la vita, ma una fonte di vantaggi, diritti e privilegi e poi, se le cose non vanno per il verso giusto, una illustre sconosciuta che si pu\u00f2 scaricare senza scrupoli, o perfino una matrigna che si pu\u00f2 offendere e svillaneggiare impunemente.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi un altro aspetto della cosa, strettamente intrecciato con questo: il fatto che gli &quot;italiani&quot; col cuore a sinistra non solo si sentono veramente italiani solo se l&#8217;Italia naviga secondo la rotta che piace a loro, e se al timone e sul ponte di comando ci sono i loro compagni di partito, ma inoltre, nel loro furore giacobino e internazionalista (senza aver capito che oggi l&#8217;internazionalismo proletario \u00e8 stato rimpiazzato dall&#8217;internazionalismo finanziario, del quale loro, proprio loro, sono divenuti il maggiore pilastro), fremono dalla voglia di mettersi a disposizione del potere straniero che pi\u00f9 si avvicina alla loro visione ideologica, perch\u00e9 da esso attendono gli aiuti coi quali sconfiggere il nemico interno, cio\u00e8 lo Stato italiano caduto nelle mani dei barbari della destra. Pertanto la sinistra italiana odierna si potrebbe a buon diritto definire il Partito dello Straniero: chiunque sia lo straniero, la Merkel o Macron, gli USA o la BCE, Soros o Bergoglio: l&#8217;importante \u00e8 che sia uno straniero abbastanza forte da poter rovesciare i governi italiani che a loro non piacciono e che a loro giusto e insindacabile giudizio ritengono indegni &#8212; moralmente e storicamente &#8212; di governare. Anche se eletti dal popolo: e con buona pace di tutti i sacrosanti principi democratici, coi quali si riempiono continuamente la bocca, ma che in realt\u00e0 per essi valgono sempre e solo se confermano le loro aspettative e rafforzano la loro posizione; ma in caso contrario, no.<\/p>\n<p>Ai militanti del Partito dello Straniero, per esempio, non ripugna affatto fare il tifo per lo spread, quell&#8217;arma vigliacca inventata dalla BCE per tenere costantemente l&#8217;Italia sotto scacco e per impedirle non solo di appianare il suo debito (artificialmente creato), ma di tornare ad essere, come quando aveva la sovranit\u00e0 monetaria, una formidabile concorrente industriale e commerciale; e per ricattare o abbattere i governi italiani che, per una ragione o per l&#8217;altra, si mostrano anche solo moderatamente indocili ai voleri della BCE e osano, di tanto in tanto, levare qualche timido belato, qualche impercettibile miagolio di malcontento, se non proprio di autentica protesta, per le politiche di austerit\u00e0 che quei signori vorrebbero imporle, al solo scopo di depredarla impunemente, fino all&#8217;ultima industria e fino all&#8217;ultima riserva di risparmio privato. Lo si \u00e8 visto, \u00e8 un copione che si ripete. Ogni volta che il governo giallo-verde tentava di sottrarre, anche solo in parte, il collo al cappio della BCE, di levarsi un po&#8217; la museruola, di far valere i diritti di una nazione indipendente e sovrana, il Partito dello Straniero si metteva a fare del terrorismo psicologico e ad ammonire che lo <em>spread<\/em> stava salendo, che bisognava tener d&#8217;occhio lo <em>spread<\/em>, che lo <em>spread<\/em> ci avrebbe puniti per la nostra indisciplina e inaffidabilit\u00e0, e avanti con lo <em>spread<\/em> quale Angelo vendicatore dell&#8217;Apocalisse. Anche <em>dentro<\/em> il governo, si capisce; il ministro Tria ce l&#8217;hanno messo apposta per quello, mica perch\u00e9 sia il Mandrake dell&#8217;economia; e apposta per quello Mattarella non volle firmare la nomina di Savona: lo ricordate? E mai che quei signori si siano degnati, una sola volta, di ricordare che lo <em>spread<\/em> non \u00e8 un dato oggettivo e corrispondente ad un fattore <em>reale<\/em> dell&#8217;economia <em>reale<\/em>, ma \u00e8 solo una forma di pressione psicologica e finanziaria basata sul nulla; tanto \u00e8 vero che in Francia, nei mesi delle proteste dei <em>gilet<\/em> gialli, c&#8217;\u00e8 stata quasi una guerra civile, eppure lo <em>spread<\/em> non s&#8217;\u00e8 spostato d&#8217;un decimale. Che cosa strana, non \u00e8 vero? Talmente strana che dovrebbe finire sul <em>Guinnes<\/em> dei primati.<\/p>\n<p>E dunque a noi sembra che la <em>loro<\/em> Italia, l&#8217;Italia asservita allo straniero, alle politiche straniere, alla finanza straniera, all&#8217;invasione straniera e alla religione straniera (oh, ma una religione di pace, chi lo metterebbe in dubbio?) dovrebbe avere una costituzione a parte, diversa da quella che ha la nostra Italia; un inno nazionale a parte, un presidente a parte, una magistratura a parte (ma che sbadati!; quella ce l&#8217;ha gi\u00e0; da dove vengono fuori procuratori come Luigi Patronaggio o giudici come la pro-Carola, Alessandra Vella, se non da quella <em>loro<\/em> Italia, di cui vanno tanti fieri, ma che noi non invidiamo loro affatto?). E, soprattutto, dovrebbe avere un padre nobile a parte, specifico e inconfondibile. E quale padre della (loro) patria pi\u00f9 adatto a svolgere tale funzione, dell&#8217;eterno e divertentissimo Pulcinella, la maschera della commedia dell&#8217;arte creata in quel di Napoli ai primi del 1600 dall&#8217;attore Silvio Fiorillo, e definitivamente codificata e consacrata nella forma attuale a met\u00e0 &#8216;800, dall&#8217;attore e commediografo Antonio Petito, magistrale e insuperato interprete della ormai celeberrima maschera partenopea? E quanto al santo protettore e modello di civiche virt\u00f9, quella loro Italia potrebbe benissimo scegliersi il maresciallo Pietro Badoglio, l&#8217;uomo del 25 luglio e poi dell&#8217;8 settembre 1943: due date nelle quali si \u00e8 macchiato d&#8217;infamia imperitura davanti al mondo e ha trascinato l&#8217;intera nazione nella catastrofe e nella vergogna, ricevendone in cambio il potere, gli onori (senza gli oneri) e generosi riconoscimenti anche d&#8217;ordine materiale, che si sommarono a quelli gi\u00e0 avuti dal regime fascista, del quale si acconci\u00f2 ad essere il volonteroso becchino. Proponiamo pertanto che in tutti gli uffici pubblici, nelle scuole, nelle prefetture e nelle aule di giustizia siano poste, d&#8217;ora in poi, quale segno di riconoscimento dell&#8217;Italia che piace a quella sinistra la quale ha posto i suoi uomini di fiducia, nel corso degli anni e dei decenni, in tutti i gangli vitali dello Stato e della pubblica amministrazione, i ritratti affiancati di tre personaggi, simboli intramontabili delle &quot;qualit\u00e0&quot; che tutti gli italioti progressisti dovrebbero possedere o, quantomeno, ammirare e venerare: Pulcinella, maestro di buffonate e facezie d&#8217;ogni genere, anche e soprattutto nelle situazioni pi\u00f9 serie, tragiche o disperate del Paese; Pietro Badoglio, maestro di machiavellismi, d&#8217;ipocrisia, di doppiezza e tradimento, nonch\u00e9 sperimentato acrobata dell&#8217;arte di cadere sempre in piedi, anche dopo due o tre salti mortali consecutivi; e infine il buon nonnino, dolcissimo e filantropo, nonch\u00e9 mago della finanza, che egli usa solo per sostenere le buone cause, George Soros, nei cui vispi occhietti di ultramiliardario e speculatore mondiale di prima forza brilla, come tutti avranno certo notato, un&#8217;ineffabile luce di bont\u00e0, umanit\u00e0 e altruismo.<\/p>\n<p>Mentre scriviamo, non sappiamo ancora &#8212; nessuno lo ha capito &#8212; come andr\u00e0 a finire l&#8217;invereconda sceneggiata che dovrebbe portare dal defunto governo Conte al redivivo governo Conte bis, nel pi\u00f9 fulgido stole andreottiano, anzi, diciamo pure, dotato di una spregiudicatezza cui nemmeno il divino Giulio avrebbe mai saputo pervenire. Non sappiamo se il governo Conte bis nascer\u00e0, sulle due gambe del PD e del M 5Stelle, ripartendosi equamente le poltrone e scongiurando il comune pericolo delle elezioni, da entrambi ugualmente temuto per l&#8217;evidente rischio, che \u00e8 quasi una certezza, di non essere pi\u00f9 rieletti e perdere (Dio non voglia!) la comoda e ben remunerata professione di parlamentari della Repubblica di Pulcinella, dopo tanti sacrifici e tanti sforzi fatti per raggiungerla. Quel che si pu\u00f2 dire, allo stato attuale delle cose, \u00e8 che la crisi politica dell&#8217;agosto 2019 riassume e compendia a meraviglia tutti i caratteri salienti della Repubblica di Pulcinella, gloriosamente fondata da Pietro Badoglio il 25 luglio del 1943 e passata, da allora, di disfatta in disfatta, cio\u00e8, volevamo dire, di vittoria in vittoria (per i poteri finanziari e politici stranieri), segnando le tappe inarrestabili del progressivo smantellamento della patria italiana (quella vera), della finanza italiana, dell&#8217;economia italiana, delle risorse italiane, della dignit\u00e0 italiana e della sovranit\u00e0 italiana, mentre il grande capitale straniero si compra i nostri gioielli di famiglia, uno dopo l&#8217;altro, pagandoli un pezzo di pane. Il tutto con il volonteroso contributo e con l&#8217;appoggio incondizionato del nostrano e magnifico Partito dello Straniero, da alcuni chiamato anche Partito dello <em>Spread<\/em>: e sarebbe una grande idea pubblicitaria quella di fondare un nuovo partito progressista, europeista, migrazionista e <em>gay-friendly<\/em>, chiamandolo, sul modello di Forza Italia, Forza Spread. Signor Conte, ne prenda buona nota, \u00e8 un&#8217;idea che le regaliamo gratis per il prosieguo della sua brillante carriera. Per ora, quel che si pu\u00f2 dire \u00e8 che la sceneggiata d&#8217;agosto volge continuamente dal comico al laido, al grottesco, con un ritmo imprevedibile, come un turacciolo di sughero preso nei vortici della corrente. Come andr\u00e0 dunque a finire: sul registro comico, su quello laido o sul grottesco? Perch\u00e9 gli elementi della tragicommedia ci son tutti. C&#8217;\u00e8 un Signor Nessuno che aveva dichiarato, sino a ieri, che la sua esperienza politica di uomo senza un voto che ambisce per\u00f2 ai vertici della scena italiana, finiva con le sue dimissioni da primo ministro, e adesso lo si vede remare col vento in poppa verso traguardi sempre pi\u00f9 ambiziosi, forte dei consigli di Angela Merkel e della doppia benedizione (caso pressoch\u00e9 unico a livello mondiale, e certo irripetibile) di Trump e di Bergoglio, i quali fra loro non \u00e8 che si amino tanto. C&#8217;\u00e8 un Piccolo Furbo che ha preso il timone del movimento grillino, lo ha condotto ai fasti del potere e adesso si mangia le unghie perch\u00e9 si \u00e8 reso conto d&#8217;essersi scavato la fossa da solo, con il terzo incomodo incautamente invitato, Zingaretti, che vorrebbe la sua testa, e con la sua creatura, l&#8217;avvocato foggiano, che non muove un dito per difenderlo. E c&#8217;\u00e8 un intramontabile Berlusconi che, sentendosi (ed essendo) l&#8217;eterno ago della bilancia, parla a nuora perch\u00e9 suocera intenda: chiede cio\u00e8 il voto, ma non mira ad altro che a intrufolarsi in un eventuale governo di centro-destra, proponendosi come luogotenente di Francia e Germania (lui che fu cacciato e umiliato proprio dalla Merkel e da Sarkozy) ma che soprattutto mira a tutelare, come sempre, le sue fortune e soprattutto le sue amate televisioni: le quali per tutto questo tempo non hanno certo brillanto in difesa dei valori del centro-destra, tutt&#8217;altro, hanno spesso e volentieri unito la loro voce al coro della Rai infeudata al PD, e impenetrabile a qualsiasi vento di novit\u00e0, Foa o non Foa, Salvini o non Salvini. Tutti hanno il loro tornaconto inconfessabile: personaggi che gli italiani erano ben lieti d&#8217;aver scordato, tornano alla grande, occupano gli schermi con le loro facce non amate da alcuno: le Boschi, i Delrio, i Franceschini, perfino i Renzi. Caspita! Valeva la pena di andare a votare, nel marzo del 2018, per ritrovarsi, un anno e mezzo dopo, con un governo di sinistra che \u00e8 l&#8217;esatta negazione dei risultati di quel voto? Ma certo, un senso c&#8217;\u00e8, in tutto questo, e ce lo illustra la filosofia di Pulcinella, unita alla saggezza di Tomasi di Lampedusa: \u00abNon preoccupatevi, cari italioti che continuate a sperare e pazientare; ridete pagliacci, non c&#8217;\u00e8 niente di vero e niente di serio in quel che sta accadendo sul palcoscenico della democrazia nostrana\u00bb. Infatti, perch\u00e9 tutto possa restar come prima, \u00e8 necessario sollevare un po&#8217; di polvere, spostare qualche sedia, fare un po&#8217; di chiasso e poi&#8230; ci troveremo come nuovi ministri la Boldrini, la Cirinn\u00e0 e quasi certamente la Bonino! Credevate forse che Soros spenda i suoi quattrini <em>gratis ed amore Dei<\/em>, senza pretendere di vedere uno straccio di risultato?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ciascuno ha la patria che si merita e i padri nobili che si \u00e8 scelto. 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