{"id":25886,"date":"2018-06-10T01:26:00","date_gmt":"2018-06-10T01:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/06\/10\/il-vero-nodo-della-questione-educativa\/"},"modified":"2018-06-10T01:26:00","modified_gmt":"2018-06-10T01:26:00","slug":"il-vero-nodo-della-questione-educativa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/06\/10\/il-vero-nodo-della-questione-educativa\/","title":{"rendered":"Il vero nodo della questione educativa"},"content":{"rendered":"<p>Che cosa vogliamo insegnare ai nostri bambini, ai nostri giovani? Quali valori vogliamo trasmettere loro, quali contenuti morali, quali prospettive esistenziali, soprattutto con il comportamento degli adulti, pi\u00f9 che con le belle parole, i libri e i programmi scolastici? Questo \u00e8 il vero nodo della questione educativa; questo \u00e8 il vero nodo di qualunque altra questione. Di qui si deve passare, per amore o per forza, e si deve scegliere: e se qualcuno preferisce non scegliere, anche quella, ovviamente, sar\u00e0 una scelta, destinata a portare con s\u00e9 delle conseguenze ben precise. In estrema sintesi, le opzioni fondamentali sono due: o si trasmette ai bambini la filosofia edonista, internazionalista ed egoista dei diritti civili, di matrice liberaldemocratica e radicale, oppure si trasmette loro la visione della vita etica e responsabile, propria del cristianesimo (visto che siamo in Europa e che le radici della nostra civilt\u00e0 non sono giudaiche, n\u00e9 islamiche, n\u00e9 buddiste o altro). O si trasmette l&#8217;idea che si viene al mondo per far valere dei diritti, per riscuotere dei crediti, per approfittare delle occasioni favorevoli che si presentano, per strappare il possesso di ci\u00f2 che si desidera, oppure si trasmette l&#8217;idea che si viene al mondo perch\u00e9 si \u00e8 stati chiamati a fare qualcosa, si \u00e8 stati amati, si \u00e8 necessari a tutti gli altri perch\u00e9 ciascuno ha da svolgere un compito che lui solo pu\u00f2 fare, e nessun altro: e dunque si \u00e8 anche preziosi, unici e irripetibili, non perch\u00e9 il mondo deve inchinarsi alle voglie di ciascuno, ma perch\u00e9 ciascuno deve portare il proprio mattone per la costruzione di un mondo armonioso, nel quale non si realizza niente se non si \u00e8 disposti anche al sacrificio di se stessi.<\/p>\n<p>Tutto dipende da cosa si vuol trasmettere ai propri figli e alle generazioni future. Fino alla met\u00e0 del XX secolo, gli adulti hanno ritenuto loro dovere trasmettere l&#8217;idea che la vita \u00e8 una cosa seria; se di fede cattolica, poi, che la vita \u00e8 una cosa doppiamente seria, perch\u00e9 in essa vi \u00e8 un mistero sacro, il mistero dell&#8217;anima, che partecipa alla dimensione del soprannaturale. Pi\u00f9 precisamente, hanno trasmesso l&#8217;idea che la vita \u00e8 una battaglia incessante fra il dovere e il piacere, fra il giusto e l&#8217;ingiusto, fra il male e il bene; che nessuno pu\u00f2 restare a guardare, indifferente o neutrale; che ogni singolo atto e ogni singola scelta corrispondono a un atto o una scelta pro o contro uno dei due campi in lotta. Poi, specialmente a partire dal &quot;benessere&quot;, le cose sono rapidamente e radicalmente cambiate: gli adulti non hanno pi\u00f9 sviluppato e trasmesso un proprio progetto educativo; si sono limitati a trasmettere il benessere materiale che avevano raggiunto. Per la prima volta, ai bambini non sono stati pi\u00f9 chiesti sacrifici, se non in misura minima; addirittura, il loro dovere \u00e8 stato presentato come una specie di favore fatto ai genitori. Essere obbedienti e rispettosi, aiutare in casa, studiare e frequentare la scuola con diligenza, tutto questi assumeva l&#8217;aspetto di una forma di benevolenza del bambino verso l&#8217;adulto. Il quale, da parte sua, ha deciso di inibirsi qualsiasi ricorso a forme di autorit\u00e0, e specialmente di punizione, per concentrarsi unicamente sull&#8217;affettivit\u00e0: il che, in pratica, significava viziare il bambino in tutte le forme possibili e immaginabili, col volonteroso contributo di nonni, zii e amici di famiglia. Risultato: a partire dalla seconda met\u00e0 del Novecento, hanno cominciato a venire avanti delle generazioni di bambini, e poi di giovani, sempre pi\u00f9 svirilizzati, deresponsabilizzati, abituati a ottenere tutto e subito, senza fatica e assolutamente senza merito. Tutto era dovuto; tutto era scontato; doveri, nemmeno a parlarne. Era <em>proibito proibire<\/em>, e il &#8217;68 \u00e8 stato il momento culminante, anche sul piano teorico, di una strisciante rivolta contro il padre che covava da tempo, ma era stata a lungo contrastata dalle forze sane della societ\u00e0. A partire da quando le tasche degli adolescenti, e degli stessi bambini, hanno cominciato a tintinnare per le monete ricevute in dono dagli adulti, sotto forma di paghetta &quot;dovuta&quot;, si \u00e8 diffusa velocemente l&#8217;idea che fosse naturale ricevere senza dare, ottenere senza neanche dover chiedere, e raggiungere senza aver meritato. Non si trattava, peraltro, di dinamiche puramente &quot;private&quot;, legate a questa o quella famiglia, ma di linee di tendenza generalizzate e ampiamente favorite dalla <em>\u00e9lite<\/em> finanziaria mondiale, interessata a trasformare l&#8217;intera umanit\u00e0 in una massa semi-servile di schiavi e di bovini consumatori, parzialmente soddisfatti e parzialmente scontenti, in modo da poterli manipolare a volont\u00e0, in senso progressista o conservatore, rivoluzionario o contro-rivoluzionario a seconda delle esigenze tattiche del momento, e anche per conceder loro uno sfogo e l&#8217;illusione di una capacit\u00e0 d&#8217;incidere nelle scelte della societ\u00e0.<\/p>\n<p>Ora, gli eredi di quelle generazioni, consumiste ed edoniste, si sono trasformati nei fruitori di una ideologia pratica cinicamente egoista, veicolata dalla cultura <em>mainstream<\/em>, e spacciata per filosofia della libert\u00e0 (libero mercato, libere frontiere, libera circolazione di cose e persone, cio\u00e8, in pratica, nessuna frontiera e un solo mercato finanziario globale), e si dividono, a seconda della loro collocazione sociale, fra i moltissimi servi volonterosi di un sistema che li ha di fatto proletarizzati, anche se di estrazione borghese, e i pochissimi che sono riusciti a entrare nell&#8217;<em>\u00e9lite<\/em> finanziaria che prospera sul sistema mondiale dell&#8217;usura: i primi, ignari dei processi di trasformazione in atto, i secondi perfettamente consapevoli. I primi, pertanto, credono di condurre davvero delle battaglie di &quot;libert\u00e0&quot; quando invocano, per esempio, i matrimoni omosessuali, la dicitura di &quot;genitore 1&quot; e &quot;genitore 2&quot;, al posto della vecchia dicitura omofobica di &quot;pap\u00e0&quot; e &quot;mamma&quot;, nonch\u00e9 le adozioni di bambini da parte delle coppie omofile; i secondi sanno molto bene che tali richieste, presentate in termini minimalistici (&quot;in fondo, a chi fanno del male?&quot;, e &quot;l\u00ec dove c&#8217;\u00e8 amore, c&#8217;\u00e8 famiglia&quot;), hanno la precisa finalit\u00e0 di scardinare la vera famiglia, formata da un uomo, una donna e dei bambini, per sostituirvi il caos, la denatalit\u00e0, la perversione istituzionalizzata, allo scopo di far sparire l&#8217;ultimo valido baluardo contro la deriva relativista e nichilista che \u00e8 funzionale agli interessi pratici e materiali della <em>\u00e9lite<\/em>, alla quale non servono famiglie sane, coese e numerose, ma famiglie deboli, disgregate e facilmente suggestionabili e manipolabili.<\/p>\n<p>Nel corso di una interessante <em>Intervista sulla destra<\/em> al filosofo Paolo Borgognone, a cura di Roberto Pecchioli (consultabile sul sito dell&#8217;Accademia Adriatica Nuova Italia, il primo, fra le altre cose, ha affermato:<\/p>\n<p><em>I\u00a0nemici dei popoli, oggi come del resto in passato, sono i promotori e i sostenitori della &quot;societ\u00e0 aperta&quot;, del &quot;libero mercato&quot; economico, dei processi di delocalizzazione permanente e del lavoro biopolitico contemporaneo (flessibile e precario) ovvero, in sintesi, i fautori della pseudo-cultura della mobilit\u00e0 surmoderna. I nemici del popolo, oggi, sono le nuove classi medie, ovvero mediocri, edonistiche, egocentriche, sradicate, imbevute di\u00a0<\/em>politically correct<em>\u00a0e di sinistrismo culturale. Si tratta di soggetti psichiatrici che, in un contesto sociale meno corrotto dal punto di vista della percezione collettiva dell&#8217;immaginario, sarebbero considerati marginali, bizzarri e\u00a0<\/em>border line<em>. Personalmente, ho definito questi attori sociali psichiatrici postmoderni i &quot;figliocci della sinistra universitaria globalista&quot;. I figliocci delle\u00a0<\/em>business school<em>\u00a0private metropolitane e della subcultura dello svago vacanziero permanente riproducono, sul versante politico-antropologico, i processi di auto-istituzione del capitalismo economico e, inoltre, legittimano queste dinamiche di sfruttamento capitalistico conferendo loro una sorta di assoluzione veicolata in nome di presupposti pseudo-culturali ispirati all&#8217;umanitarismo, al disimpegno e al perbenismo di maniera. Il mainstream, per fini meramente utilitaristici, propone il soggetto egocentrico e narcisista postmoderno come il paradigma antropologico della &quot;modernit\u00e0 liberale&quot;, una sorta di punto di riferimento per tutti coloro i quali declinano l&#8217;omologazione cosmopolitica a sorta di viatico ideologico finalizzato a percepire se stessi come &quot;normali&quot;, ovvero socialmente accettabili nel mondo cos\u00ec com&#8217;\u00e8. Va da s\u00e9 che questi ceti universitari egocentrici e narcisisti, genericamente di sinistra, sono totalmente incapaci e indisponibili a recepire un discorso politico-filosofico marxiano volto a spiegare loro come il processo di sfruttamento capitalistico che li render\u00e0 futuri schiavi del lavoro flessibile, precario e poco o punto retribuito, sia intimamente connesso e inseparabile dai percorsi di istituzione della &quot;societ\u00e0 aperta&quot;. I giovani della sinistra mainstream non hanno alcuna propensione a capire, ad esempio, che l&#8217;immigrazione \u00e8 un epifenomeno del capitalismo e una variante dell&#8217;ideologia dei flussi economico-finanziari e digitali che domina l&#8217;Europa&#8230; Per questi giovani, infatti, la precariet\u00e0 lavorativa e la delocalizzazione economica sono dei dati di fatto &quot;ineluttabili&quot; perch\u00e9 costoro, nella propria ignoranza, non possiedono alcuna coscienza di classe e hanno pienamente accettato la narrativa liberista come parte integrante dello spazio pubblico in cui sono inseriti. I nemici dei popoli hanno accettato il liberismo economico perch\u00e9 solitamente sono degli studenti mantenuti dai genitori o abituati ad arrabattarsi con quello che riescono a racimolare con lavoretti precari in patria o all&#8217;estero (<\/em>Working Poor Generation<em>) e, nel contempo, considerano la mobilit\u00e0 surmoderna un modo per &quot;entrare a contatto con culture altre&quot;&#8230; Questi nuovi sradicati amici della globalizzazione ti guardano allibiti e stralunati nel momento in cui provi a spiegar loro che non esiste alcun multiculturalismo ma un gigantesco processo di omologazione americanocentrica,\u00a0<\/em>liberal<em>, di massa e considerano positivamente l&#8217;immigrazione poich\u00e9, cito testualmente, &quot;i negri non ci danno fastidio&quot;. Insomma, \u00e8 il vecchio modo individualista di intendere la vita associata: ci\u00f2 che non inficia direttamente il mio stile di vita, non mi riguarda&#8230;<\/em><\/p>\n<p>E tuttavia, una volta riconosciute queste dinamiche e identificati questi dati di realt\u00e0, smascherando le innumerevoli menzogne della narrazione ideologica dominante, resta una ulteriore domanda, ancor pi\u00f9 seria: vale la pena di trasmettere ai bambini un solido e coerente modello educativo, fondato sui valori e sull&#8217;etica, in un mondo dove quei valori sono costantemente calpestati e quell&#8217;etica \u00e8 capovolta e strumentalizzata dal tutti, a seconda delle convenienze? Non si rischia di favorire la formazione di futuri disadattati? Non si rischia di gettare delle pecorelle indifese nella fossa dei lupi feroci? Perch\u00e9 in una societ\u00e0 che crede in quei valori, insegnarli, soprattutto con l&#8217;esempio, \u00e8 senza dubbio cosa buona e giusta; ma lo \u00e8 anche in una societ\u00e0 che li ha traditi, che li ha abbandonati, o, peggio, che li ha capovolti, pur lasciandoli, in apparenza, sussistere? Prendiamo il caso del cristianesimo: ha senso insegnare il vero cristianesimo a un bambino, in un contesto sociale ed ecclesiale caratterizzato da un crescente stravolgimento del Vangelo, operato sovente dalla Chiesa stessa, dal suo clero e dai suoi pi\u00f9 autorevoli (si fa per dire) esponenti? Ha senso, per esempio, insegnare a un bambino la sacralit\u00e0 sublime della sanata Eucarestia, in una Chiesa cattolica che sembra orientata a ridurla a un gesto simbolico, cui possono accostarsi sia i peccatori impenitenti (per esempio, i divorziati risposati, che sono, di fatto, degli adulteri permanenti), sia ai non cattolici, per esempio ai protestanti sposati con un cattolico, svilendone, cos\u00ec, il solenne e beatifico significato, e profanando la sua natura sacramentale? Cos\u00ec pure, in un ambito pi\u00f9 generale, anche fuori dell&#8217;orizzonte cristiano, vale la pena d&#8217;insegnare ai bambini l&#8217;onest\u00e0, la lealt\u00e0, il rispetto degli impegni presi, il valore del lavoro, in un mondo dove trionfano i furbi, i disonesti, i prepotenti e i raccomandati? Se la societ\u00e0 fosse sana, questi interrogativi non avrebbero ragione di porsi; ma stando le cose come di fatto stanno, non \u00e8 forse una fatale imprudenza quella di voler educare i bambini secondo un modello di vita che non trova pi\u00f9 riscontro nella realt\u00e0 e che, anzi, li esporr\u00e0 continuamente a delle conseguenze negative, che possono andare dalla perdita del posto di lavoro a delle vere e proprie forme di persecuzione, anche legale?<\/p>\n<p>E si badi che c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra difficolt\u00e0, un ulteriore pericolo in agguato. I poteri dominanti sono furbi; o meglio \u00e8 furba l&#8217;<em>\u00e9lite<\/em> che li controlla e manipola a suo piacere la narrazione ideologica dominante: globalista, consumista, femminista, omosessualista. Pertanto, succede che chi rispetta le regole morali, chi rifiuta doppiezze e compromessi, chi si mantiene fiero e integro, lontano da qualunque opportunismo e servilismo, gli altri verranno a dire: <em>ma chi credi di essere? Ti ritieni migliore di noi? Non sai di essere solo un represso, un ipocrita, un fallito, un povero mentecatto?<\/em> E al cristiano che si sforza di restare fedele al Vangelo, alla vera Chiesa di sempre, e non alla falsa chiesa gnostica e massonica che oggi \u00e8 cresciuta su di lei come un fungo velenoso, i neopreti diranno: <em>ma non vedi che sei fuori dalla comunione ecclesiale? Non lo vedi che sei caduto nell&#8217;eresia, nonch\u00e9 nel peccato di superbia di crederti il vero seguace di Ges\u00f9, accusando noi tutti di essere apostati?<\/em> Insomma, chi resta fedele al codice etico e alla coerenza, si vedr\u00e0 rovesciare la frittata e dovr\u00e0 difendersi, lui, da ogni sorta di accuse, e giustificare il proprio modo di essere. Si sentir\u00e0 dire: <em>Tu sei pazzo<\/em>!, e cercheranno di farlo vergognare, rinnegare se stesso, confessare il suo tremendo &quot;errore&quot;. Ebbene, a onta di ci\u00f2, la risposta \u00e8 sempre s\u00ec: si deve insegnare ai bambini il bene, il giusto, il vero e il bello.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa vogliamo insegnare ai nostri bambini, ai nostri giovani? Quali valori vogliamo trasmettere loro, quali contenuti morali, quali prospettive esistenziali, soprattutto con il comportamento degli<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-25886","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25886","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25886"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25886\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25886"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25886"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25886"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}