{"id":25882,"date":"2020-01-08T12:21:00","date_gmt":"2020-01-08T12:21:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/01\/08\/il-tumore-che-ci-sta-divorando-si-chiama-liberalismo\/"},"modified":"2020-01-08T12:21:00","modified_gmt":"2020-01-08T12:21:00","slug":"il-tumore-che-ci-sta-divorando-si-chiama-liberalismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/01\/08\/il-tumore-che-ci-sta-divorando-si-chiama-liberalismo\/","title":{"rendered":"Il tumore che ci sta divorando si chiama liberalismo"},"content":{"rendered":"<p>Quando si \u00e8 in guerra, la cosa pi\u00f9 importante da sapere \u00e8 che c&#8217;\u00e8 una guerra; la seconda, sapere chi \u00e8 il proprio nemico. Si direbbe che molti non abbiano ancora preso consapevolezza del primo fatto: la guerra c&#8217;\u00e8, e sta facendo vittime, e sta minacciando gravemente il nostro futuro: ma essi, a quanto pare, non se ne sono ancora resi conto e sperano che si tratti solo di qualche temporale passeggero, di qualche instabilit\u00e0 momentanea. Questa inconsapevolezza \u00e8 tanto pi\u00f9 biasimevole per i cattolici, i quali sembrano essersi scordati l&#8217;insegnamento di Ges\u00f9 Cristo che la vita terrena \u00e8 una guerra continua, una guerra del male contro il bene, e che la posta in gioco \u00e8 la salvezza della propria anima. Non perderemo tempo a spiegare a tutti costoro che c&#8217;\u00e8 una guerra in corso; se non l&#8217;hanno capito fino ad ora, vuol dire che nemmeno le bombe atomiche riuscirebbero a svegliarli. Del resto, per loro \u00e8 vero quel che dice la televisione e quel che c&#8217;\u00e8 scritto sui giornali: e se giornali e televisioni dicono che si pu\u00f2 star tranquilli e che tutto \u00e8 a posto, niente e nessuno riuscirebbe mai a riscuoterli dalla loro fiducia bovina e far maturare in loro una diversa consapevolezza. E non stiamo alludendo a quel che accade in questi giorni nel Medio Oriente, dove l&#8217;immensa bestialit\u00e0 americana e l&#8217;inesauribile perfidia israeliana stanno creando le premesse per una guerra non solo regionale, ma mondiale: l&#8217;umanit\u00e0 vive da settant&#8217;anni sull&#8217;orlo del cratere e se \u00e8 vero che, prima o poi, finir\u00e0 per caderci, non ci sono ragioni per pensare che oggi ci sia pi\u00f9 vicina di tante altre volte. No; ci riferiamo alla guerra silenziosa, in gran parte (ma non sempre) incruenta, che i Padroni Universali, ossia i signori della grande finanza internazionale, hanno dichiarato i popoli; e, in subordine, alla guerra incessante che i custodi del Pensiero Unico progressista, femminista, globalista, migrazionista, omosessualista, per mezzo dei mass media, della scuola, di tutti gli strumenti di trasmissione delle notizie e del sapere, dei quali hanno pressoch\u00e9 il monopolio, stanno conducendo contro la coscienza morale e contro l&#8217;intelligenza di milioni e milioni di persone, allo scopo di asservirle mentalmente e di operare in esse un vero e proprio lavaggio del cervello, veicolando una nuova e aberrante tavola dei valori, dove il male diventa bene, il falso diventa vero, il brutto diventa bello, e viceversa. E per i cattolici, in particolare, ci riferiamo alla guerra cinica e spietata, subdola, diabolica, che la massoneria ecclesiastica, giunta a impadronirsi dei vertici della chiesa, sta conducendo per sovvertire l&#8217;opera di Ges\u00f9 Cristo, inquinando con eresie d&#8217;ogni sorta la fede cattolica e portando i fedeli nell&#8217;apostasia, nell&#8217;idolatria, nel paganesimo, nel peccato pi\u00f9 nefando, quasi senza che se ne rendano conto.<\/p>\n<p>Passiamo al nemico, cui bisogna pur dare un nome e un volto, se si vuol sperare di non uscire stritolati e distrutti dalla lotta. Il nome e il volto del nemico che ci sta aggredendo a livello planetario, che vuole impadronirsi dei nostri risparmi, del nostri lavoro, delle nostre pensioni, delle nostre famiglie, dei nostri figli, dei nostri valori, della nostra anima, e perfino del nostro senso estetico, \u00e8 presto detto: il liberalismo di matrice massonica. Guarda caso, mentre le altre ideologie politiche, prima o dopo, hanno dovuto subire una fase di critica pi\u00f9 o meno radicale, e tutte, dal fascismo, al nazismo, al comunismo, sono state infine condannate, solo il liberalismo ha superato indenne tutte le tempeste, le guerre, le rivoluzioni, i cambi di paradigma culturale, e oggi siede pi\u00f9 che mai nei salotti buoni della cultura, oltre che alla direzione degli Stati e delle banche, alla presidenza delle universit\u00e0 e nelle sedi dei giornali e delle televisioni, con tutta l&#8217;aria di starci benissimo e di considerarsi come il solo inquilino legittimo in mezzo ad altri inquilini sospetti, di dubbia moralit\u00e0, provvisori e destinati, prima o dopo, a sparire. E cosa gli d\u00e0 tanta sicurezza, tanta baldanza, al punto che qualche suo corifeo ha proclamato che esso rappresenta il vertice e la fine della storia, e che non \u00e8 possibile immaginare un mondo diverso, e soprattutto migliore, di quello creato dell&#8217;ideologia liberale? Senza dubbio il fatto che detiene la forza e mediante la forza, anche se mascherata, si sta imponendo all&#8217;intera umanit\u00e0. La sua forza viene innanzitutto dal linguaggio, dai concetti, dal sapere, che sono stati addomesticati e piegati ai suoi fini: sicch\u00e9, quando crediamo di esprimere dei dati di fatto, in realt\u00e0 stiamo solo ripetendo, come tanti pappagalli ammaestrati, le filastrocche le giaculatorie che i Padroni del Discorso ci hanno inculcato a nostra insaputa, sin dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0, per mille vie, dirette e indirette, come in realt\u00e0 si addice ai pi\u00f9 occhiuti totalitarismi. E quando crediamo di pensare con la nostra testa, pensiamo in realt\u00e0 con la testa di qualcun altro: con quella del nostro nemico. Non facciamo altro che esprimere le idee sviluppate da Locke, Hume, Adam Smith, Kant, Hegel, Croce, Popper, e cos\u00ec via: idee che culminano, con perfetta coerenza, nel delirio pseudo libertario di un Mario Mieli, o nel feroce Nuovo Ordine Mondiale del conte Coudenhove-Kalergi, e sostenuto da uomini politici come Marco Pannella, Silvio Berlusconi, Mario Monti, Matteo Renzi, i quali, pur cos\u00ec diversi (in apparenza) fra di loro, hanno una matrice comune, di cui peraltro vanno orgogliosi: il liberalismo. E mentre un neofascista o un neocomunista si devono giustificare, in qualche modo, delle proprie idee; devono accettare di subire violente critiche ed aspri rimbrotti, solo i seguaci del pensiero liberale si prendono il lusso di andare sempre in giro a testa alta e raccogliere ovunque ovazioni e ringraziamenti, anche a decenni e decenni dalle loro supposte buone azioni internazionali, forti del sostegno massiccio della grande finanza, del controllo dei mass-media e dell&#8217;immagine ampiamente positiva di se stessi che son riusciti a creare, agendo quasi in regime di monopolio, intorno a s\u00e9.<\/p>\n<p>Loro, per dirne una, sono quelli, o sono gli eredi di quelli, che nel 1945 hanno liberato il mondo dall&#8217;incubo nazista e restituito la libert\u00e0 &#8212; disinteressatamente, si capisce &#8211; ai popolo europei; e sono ancora quelli che, nel 1989, si trovavano dalla parte giusta della barricata, non da quella sbagliata. Loro non hanno scheletri nell&#8217;armadio, non hanno pagine buie da far dimenticare, non hanno complessi, rimorsi o rimpianti; loro hanno sempre detto e fatto bene ogni cosa, e possono andare a fronte alta e guardare chiunque dritto negli occhi &#8212; cosa che tutti gli altri non possono fare. Adesso, poi, che sulla cattedra di San Pietro si \u00e8 seduto uno dei loro, uno che &#8212; guarda la combinazione &#8211; sulle principali questioni mondiali parla esattamente come parlerebbero Soros o Rotschild, o come parlano i signori della Banca Mondiale, o quelli che si sono insediati all&#8217;ONU e all&#8217;UNESCO; e che i vescovi e i preti non fanno altro che cantare tutto il giorno le lodi del liberalismo, assai pi\u00f9 che quelle del nostro Signore Ges\u00f9 Cristo, il quale scelse la via della Croce per insegnare agli uomini che cos&#8217;\u00e8 il vero amore, si pu\u00f2 dire che la loro arroganza non conosce pi\u00f9 limiti e che hanno rotto ogni freno, e possono perfino permettersi il lusso, se necessario, di lasciar cadere la maschera. Il presidente della maggiore democrazia liberale pu\u00f2 ordinare, ad esempio, un assassinio politico sul territorio di un altro Stato, uno Stato nel quale i suoi eserciti erano entrati dicendo di portare, come al solito, la libert\u00e0 (ce la ricordiamo tutti Giovanna Botteri a Baghdad, il 9 aprile 2003, strillare con incontenibile esultanza: <em>Eccoli, eccoli! Arrivano, arrivano!<\/em>, perfetto esempio d&#8217;imparzialit\u00e0 giornalistica): e l&#8217;opinione pubblica mondiale, narcotizzata da decenni di indottrinamento, non trova che la cosa sia particolarmente strana, n\u00e9 ci vede alcunch\u00e9 di disdicevole. I terroristi che uccidono a tradimento meritano di essere combattuti fino all&#8217;ultimo respiro, ma se quel signore si comporta da terrorista, nessun tribunale internazionale chieder\u00e0 mai di processarlo, e ci\u00f2 per la semplice ragione che abbiamo gi\u00e0 detto: che il liberalismo \u00e8 l&#8217;impero della forza, e l\u00e0 dove regna la forza, chi ne \u00e8 il detentore pu\u00f2 ridersi di qualunque malumore e non deve temere alcun processo, perch\u00e9 non esiste aula di tribunale nella quale verr\u00e0 chiamato a comparire. A meno, beninteso, che cos\u00ec non decidano i padroni occulti dell&#8217;impero mondiale liberale: i grandi finanzieri che si servono dei capi di Stato come di altrettante marionette per realizzare i loro fini. Li fanno eleggere, impongono loro l&#8217;agenda di governo, li muovono e poi li fanno cacciare, se non sono abbastanza obbedienti, rimpiazzandoli con <em>yes-men<\/em> pi\u00f9 fidati ed efficienti, ma sempre lasciando ai cittadini la beata illusione che quanto \u00e8 avvenuto sia stato opera della volont\u00e0 popolare.<\/p>\n<p>Arrivati a questo punto, e poich\u00e9 qualcuno, senza dubbio, sar\u00e0 rimasto stupito e anche contrariato dall&#8217;associazione di nomi cos\u00ec diversi che abbiamo fatto sopra, e si star\u00e0 chiedendo cosa diavolo c&#8217;entri Mario Mieli con John Locke, o Pannella con Kant, ci sembra indispensabile dare una definizione del liberalismo. Per farlo, ci serviamo di quanto ha scritto Alain De Benoist nel suo recentissimo saggio <em>Critica del liberalismo. La societ\u00e0 non \u00e8 un mercato<\/em> (titolo originale: <em>Contre le lib\u00e9ralisme. La soci\u00e9t\u00e9 n&#8217;est pas un march\u00e9<\/em>, Editions du Rocher, 2019; traduzione dal francese di Giuseppe Giaccio, Arianna Editrice, 2019, pp. 49-50; 51-52; 52):<\/p>\n<p><em>Nel senso moderno del termine, l&#8217;individualismo \u00e8 la filosofia che considera il soggetto come l&#8217;unica realt\u00e0 e lo assume come principio di ogni valutazione. Il liberalismo pone l&#8217;individuo e la sua libert\u00e0 supposta &quot;naturale&quot; come le sole istanze normative della vita in societ\u00e0, il che equivale a dire che fa dell&#8217;individuo la sola e unica fonte dei valori e delle finalit\u00e0 ch si sceglie. Questo individuo \u00e8 considerato in s\u00e9, a prescindere da ogni contesto sociale o culturale. Mentre l&#8217;olismo esprime o giustifica la societ\u00e0 esistente in riferimento a valori ereditati, trasmessi e condivisi, ossia in ultima analisi in riferimento alla societ\u00e0 stessa, l&#8217;individualismo pone i suoi valori indipendentemente dalla societ\u00e0 cos\u00ec come la trova. Per questo motivo non riconosce alcuno status di indipendenza autonoma alle comunit\u00e0, ai popoli, alle culture o alle nazioni: in queste entit\u00e0, che egli coglie per mezzo dell&#8217;individualismo metodologico, vede unicamente dei semplici aggregati di atomi individuali e stabilisce che solo questi ultimi possiedono valore.<\/em><\/p>\n<p><em>Parallelamente, l&#8217;uomo \u00e8 posto come produttore e consumatore, egoista e calcolatore, tendente sempre e unicamente a massimizzare razionalmente la propria utilit\u00e0, ossia il suo interesse materiale e il suo profitto privato. Questa tesi fa dell&#8217;uomo un essere di calcolo e d&#8217;interesse. Il modello \u00e8 quello del commerciate al mercato: \u00e8 l&#8217;&quot;homo oeconomicus&quot;. La societ\u00e0, quindi, consiste solo in una serie di rapporti di mercato. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>I liberali insistono particolarmente sul fatto che gli interessi individuali non devono mai essere sacrificati all&#8217;interesse collettivo, al bene comune o alla salute pubblica, concetti che considerano inconsistenti, Questa conclusione deriva dall&#8217;idea che sono gli individui hanno diritti, mentre le collettivit\u00e0, essendo solo una somma di individui, non possono averne alcuno che appartenga loro in proprio. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>La libert\u00e0 cui si richiama il liberalismo \u00e8 un&#8217;astrazione, legata a un &quot;diritto&quot; inerente alla ragione umana, secondo cui l&#8217;individuo ha delle buone ragioni per fare (e per esigere di poter fare) ci\u00f2 che vuole del suo tempo, del suo corpo o del suo denaro; inoltre, si presume che l&#8217;uomo effettui solo scelte che si sviluppano a valle, senza mai essere modellate o condizionate dalla sua eredit\u00e0 o dalle sue appartenenze. La libert\u00e0 liberale presuppone dunque che gli individui possano prescindere dalle loro origini, dal loro ambiente, dal contesto nel quale vivono e si esercitano le loro scelte, ossia da tutto ci\u00f2 che fa s\u00ec che siano cos\u00ec come sono e non altrimenti.<\/em><\/p>\n<p>Questa \u00e8 la vera natura del liberalismo, sfrondata di nastri e lustrini e ridotta all&#8217;essenziale: una natura aberrante, perch\u00e9 si fonda su un assunto che \u00e8 al tempo stesso irrealistico e pernicioso. \u00c8 la religione della libert\u00e0, ma intesa come libert\u00e0 di possedere, non di essere: dunque rappresenta il trionfo dell&#8217;esteriorit\u00e0, dell&#8217;egoismo e del materialismo pi\u00f9 becero. Grazie al liberalismo, tutto diventa merce, anche i sentimenti, anche le idee: tutto viene monopolizzato dai padroni del marchio e poi messo in vendita a prezzi assurdi, fuori mercato; e ci\u00f2 con la suprema ipocrisia che il liberalismo in economia propugna il liberismo, cio\u00e8 esalta la libera concorrenza. Quanto alla connessione fra Locke e Mario Mieli, o fra Kant e Pannella, crediamo che ora appaia evidente a chiunque: nel liberalismo, <em>l&#8217;individuo ha delle buone ragioni per fare (e per esigere di poter fare) ci\u00f2 che vuole del suo tempo, del suo corpo o del suo denaro.<\/em> Pertanto, voglio passare il mio tempo abbandonandomi ai piaceri della droga? Sono libero di farlo: il tempo \u00e8 mio. Voglio diventare da uomo, donna, o da donna, uomo? Sono libero di farlo, cos\u00ec come ogni donna \u00e8 libera di abortire: il corpo \u00e8 mio (o suo). Voglio licenziare gli operai e chiudere le mie fabbriche, per investire tutto il capitale in operazioni finanziarie, in speculazioni di borsa che mi renderanno di pi\u00f9 e con minori fastidi? Sono libero di farlo, perch\u00e9 quel denaro \u00e8 mio. E nessuno pu\u00f2 dirmi nulla, nessuno ha il diritto d&#8217;intralciarmi, perch\u00e9 la societ\u00e0 \u00e8 un&#8217;astrazione, non ha diritti, serve solo a garantire i miei, a me che sono un individuo reale. Come dite? Che le mie scelte potranno far soffrire altre persone, potranno ridurre alla disperazione quegli operai, danneggiare la societ\u00e0 in cui vivo? Via, questi sono soltanto sciocchi sentimentalismi. La societ\u00e0 non ha diritti, e dunque non ha ragione di lamentarsi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si \u00e8 in guerra, la cosa pi\u00f9 importante da sapere \u00e8 che c&#8217;\u00e8 una guerra; la seconda, sapere chi \u00e8 il proprio nemico. 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