{"id":25876,"date":"2019-09-23T11:49:00","date_gmt":"2019-09-23T11:49:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/09\/23\/il-terzo-cavaliere-dellapocalisse-legoismo\/"},"modified":"2019-09-23T11:49:00","modified_gmt":"2019-09-23T11:49:00","slug":"il-terzo-cavaliere-dellapocalisse-legoismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/09\/23\/il-terzo-cavaliere-dellapocalisse-legoismo\/","title":{"rendered":"Il terzo cavaliere dell&#8217;Apocalisse: l&#8217;egoismo"},"content":{"rendered":"<p>Dire che l&#8217;egoismo \u00e8 l&#8217;aspetto pi\u00f9 evidente della vita contemporanea \u00e8 dire perfino una ovviet\u00e0. Ovunque si giri lo sguardo, dalle famiglie al lavoro, dalle amicizie ai rapporti sentimentali, \u00e8 sempre lo stesso spettacolo: una maggioranza di persone egoiste che passano come carri armati sui sentimenti di quelli che, non essendo come loro, sono anche pi\u00f9 indifesi e vulnerabili, e finiscono stritolati, costretti a una vita di costante auto-mortificazione. L&#8217;egoista ritiene che tutto gli sia lecito pur di affermare se stesso e, apparentemente, non ha neppure coscienza di comportarsi cos\u00ec o che nel suo modo di fare ci sia qualcosa di sbagliato o di censurabile; al contrario, pare ritenga perfettamente normale il suo modo di essere, visto che la normalit\u00e0, nella societ\u00e0 odierna, tende a coincidere con la legge dei numeri. Eppure l&#8217;egoismo \u00e8 una brutta cosa, e i nostri nonni ne erano del tutto consapevoli: l&#8217;educazione si basava sull&#8217;impegno incessante a limare e ridimensionare l&#8217;egoismo istintivo dei bambini. Perch\u00e9 l&#8217;egoismo \u00e8 fondamentalmente un istinto naturale, su questo non c&#8217;\u00e8 dubbio. Non c&#8217;\u00e8 neppur dubbio, peraltro, che una societ\u00e0, se non vuole alla lunga autodistruggersi, deve sforzarsi di contenerlo e di correggerlo; se non fa nulla per tenerlo sotto controllo, se addirittura si mette a stuzzicarlo e a corteggiarlo, se lo trasforma in una virt\u00f9, o, comunque, in uno stile di vita degno d&#8217;ammirazione, allora si scava da se stessa la fossa in cui verr\u00e0 seppellita. Noi siamo dei morituri perch\u00e9 non abbiamo fatto niente per contenere e correggere il naturale egoismo dei bambini, e abbiamo permesso che quei bambini crescessero e diventassero degli adulti assolutamente egoisti. Da piccoli abbiamo trascurato di insegnare loro l&#8217;attenzione e il rispetto per i grandi, l&#8217;obbedienza verso i genitori, lo spirito di collaborazione e di solidariet\u00e0 con gli altri; da grandi, non dobbiamo meravigliarci se mettono i piedi in testa ai loro genitori e se si fanno strada nelle relazioni umane e professionali come altrettanti rulli compressori, travolgendo e schiacciando tutto ci\u00f2 che risulta loro di ostacolo.<\/p>\n<p>La cultura moderna esalta e glorifica l&#8217;egoismo. E qui bisogna intendersi: in particolare non bisogna confondere il senso della propria singolarit\u00e0, della propria unicit\u00e0, della propria irripetibilit\u00e0, che \u00e8 cosa buona e giusta, dall&#8217;egoismo, che \u00e8 la degenerazione di questi sentimenti, e sia pure una degenerazione naturale e istintiva. Ma non tutto ci\u00f2 che \u00e8 naturale \u00e8 anche buono, e non tutti gli istinti meritano di essere promossi; ve ne sono alcuni, al contrario, che devono essere addirittura incatenati. Per capire quanto ci\u00f2 sia necessario, basta immaginare, per un momento, cosa sarebbe la vita sulla terra, se tutte le persone dovessero abbandonarsi liberamente al proprio naturale egoismo. Un mondo cosiffatto sarebbe un vero e proprio deserto affettivo: sarebbe la lotta di tutti contro tutti, senza esclusione di colpi: la gelosia, la dissimulazione, l&#8217;inganno e il tradimento sarebbero il nostro pane quotidiano; la lealt\u00e0 e la sincerit\u00e0 verrebbero sistematicamente castigate e mortificate; nessuno potrebbe pi\u00f9 fidarsi di nessuno, n\u00e9 il padre o la madre dei propri figli, n\u00e9 il marito della moglie, n\u00e9 lei di lui, n\u00e9 l&#8217;amico dell&#8217;amico, n\u00e9 il cittadino delle istituzioni, e viceversa. Sarebbe una gara a chi calpesta l&#8217;altro con pi\u00f9 efficacia, a chi riesce ad ingannare il prossimo per primo, a chi riesce sfruttare l&#8217;altro per farsene uno sgabello e realizzare le proprie mete. La manipolazione sistematica sarebbe una virt\u00f9, anzi, la pi\u00f9 alta di tutte le virt\u00f9: nessun genitore amerebbe i suoi figli per loro stessi, ma solo per una forma di narcisismo, e quindi li costringerebbe a vivere come vuole lui (o lei), non come \u00e8 giusto per essi. In breve, sarebbe un inferno, senza possibilit\u00e0 di redenzione o di riscatto. Ogni giorno sarebbe uguale al precedente e al successivo: una monotona sequela di sopraffazioni, di misere furbizie, di menzogne calcolate, di strumentalizzazioni senza ritegno. Non ci sarebbe pi\u00f9 nemmeno la vergogna, perch\u00e9 ciascuno si sentirebbe pienamente giustificato nel proprio modo di fare. Sparirebbero ogni dolcezza, ogni consolazione dall&#8217;orizzonte dei rapporti umani: resterebbe solo, impietoso, dominatore, squallido, l&#8217;egoismo incontenibile di chi deve per forza essere sempre al centro, e avere gli altri proni ai suoi voleri.<\/p>\n<p>Pur essendo l&#8217;egoismo un sentimento naturale, la natura stessa ci ha instillato un&#8217;istintiva diffidenza nei suoi confronti; e sia chiaro che quando parliamo della &quot;natura&quot;, non ci riferiamo alla natura assoluta, come nel caso degli animali, ma della natura condizionata e sottomessa allo spirito, come \u00e8 il caso dell&#8217;uomo, dotato di ragione e volont\u00e0 propria. Ci\u00f2 si vede da tre fatti. Il primo \u00e8 che chi agisce da egoista istintivamente cerca di nascondere, agli altri non meno che a se stesso, le proprie intenzioni. Ci\u00f2 significa che tutti, istintivamente, abbiamo la nozione che l&#8217;egoismo \u00e8 un modo di essere sgradevole e censurabile, che non si pu\u00f2 mostrare apertamente, perch\u00e9 susciterebbe la riprovazione universale. Questo, almeno, fino a qualche anno fa, quando la stimolazione artificiale dei peggiori istinti umani, da parte del sistema consumista voluto e alimentato dalla grande finanza, non aveva ancora reso gli uomini cos\u00ec sfacciati e cos\u00ec sprovvisti dell&#8217;istinto di conservazione, da non nascondere pi\u00f9 ci\u00f2 che vi \u00e8 di brutto e vergognoso nella loro natura: e la cosa vale tanto per i comportamenti morali quanto per il rapporto con il proprio corpo e per gli atti fisici. Un tipico esempio di questa insopportabile sfrontatezza: i baccanali repellenti, appunto sul piano fisico, di certe manifestazioni ideologiche, miranti a offendere deliberatamente il comune senso del pudore e del buon gusto. Se l&#8217;egoismo fosse un istinto <em>del tutto<\/em> naturale, non ci sarebbe motivo di mascherarlo, cos\u00ec come non si maschera l&#8217;istinto sessuale, ma si lascia apparire apertamente la propria attrazione verso le persone dell&#8217;altro sesso, beninteso nelle forme civili ammesse dalla societ\u00e0. Invece il falso amico che cerca di assicurarsi un vantaggio personale sfruttando la generosit\u00e0 di una persona ingenua, lo fa con le dovute cautele: sa che, diversamente, rischierebbe di fallire il suo scopo.<\/p>\n<p>Il secondo fatto che mostra come la natura abbia dotato gli uomini dell&#8217;antidoto insieme al veleno, \u00e8 l&#8217;insorgere della vergogna dopo che ci si \u00e8 abbandonati a un comportamento egoistico. L&#8217;uomo che ha fatto credere a una donna di essere innamorato di lei solo per poterla possedere, e che, dopo aver consumato l&#8217;atto sessuale, si affretta a rivestirsi e a tagliare la corda come un ladro, si vergogna di quel che ha fatto, anche se forse non lo ammetterebbe: il suo sguardo \u00e8 sfuggente, le scuse che tira fuori sono goffe e impacciate, tutto in lui tradisce la cattiva coscienza. E poco importa se, a seconda del suo carattere, l&#8217;uomo in alcuni casi, diventi sfrontato e aggressivo: anche quella \u00e8 una maniera di celare il proprio turbamento, la propria insicurezza. Chi \u00e8 sicuro di s\u00e9, chi non ha motivo di vergognarsi delle proprie azioni, guarda sempre negli occhi l&#8217;altro e parla con voce ferma e tranquilla. La stesa timidezza \u00e8 cosa molto diversa dalla vergogna: \u00e8 impossibile confondere la goffaggine prodotta dalla vergogna da quella che nasce dalla coscienza di una cattiva azione. Abbiamo fatto l&#8217;esempio dell&#8217;uomo, ma potevamo benissimo scegliere una donna: la donna anche pi\u00f9 dell&#8217;uomo \u00e8 brava a dissimulare le sue vere intenzioni, e pi\u00f9 dell&#8217;uomo nutre un desiderio di manipolare gli altri, di piegarli ai suoi fini e di farne degli strumenti della sua volont\u00e0. Ne sanno qualcosa i figli che hanno una madre di quel genere, e la cui vita ne \u00e8 segnata in modo indelebile, anche se poi, crescendo, trovano la forza di reagire e ribellarsi: anch&#8217;essi avranno fatto l&#8217;amara scoperta che la persona che credevano cos\u00ec amorevole nei loro confronti era mossa, in realt\u00e0, da motivazioni puramente egoistiche e che loro, per lei, non erano dei fini, delle persone degne di amore in se stesse e per se stesse, disinteressatamente, ma dei mezzi per raggiungere i suoi scopi e per gratificare il suo io.<\/p>\n<p>Il terzo fatto \u00e8 attestato dallo stupore e dall&#8217;amarezza che si accompagnano alla &quot;scoperta&quot;, nell&#8217;altro, dell&#8217;egoismo. Una delle esperienze pi\u00f9 brutte, per chi l&#8217;ha provata, \u00e8 quella di rendersi conto che le persone pi\u00f9 care, in realt\u00e0 erano mosse dall&#8217;egoismo, e che l&#8217;attenzione che mostravano per l&#8217;altro, la sollecitudine, la gentilezza, nascondevano interessi e intenzioni di carattere squisitamente egoistico. Ci\u00f2 dimostra che, in ciascun uomo, vi \u00e8, allo stato latente, un istintivo sentimento della giustizia, che si ribella alla brutale rivelazione dell&#8217;egoismo, e percepisce in esso un qualcosa che turba l&#8217;ordine e l&#8217;armonia delle relazioni umane. Nessuno si sente turbato e amareggiato se un animale selvatico affamato, preso il suo pezzo di carne, se ne va per la propria strada senza degnare d&#8217;uno sguardo colui che glielo ha porto; e nessuno si sente turbato e amareggiato se la faina, di notte, s&#8217;introduce nel pollaio e fa strage di galline. In un simile caso si prova rabbia e frustrazione, ma non turbamento n\u00e9 amarezza, perch\u00e9 si sa che non \u00e8 accaduto nulla che offenda il nostro naturale senso della giustizia. L&#8217;egoismo degli altri, invece, e specialmente da parte di quelli nei quali non l&#8217;avevamo sospettato, ci tocca nell&#8217;intimo, ci offende e ci indigna: troviamo che il mondo sarebbe migliore se non vi fosse cos\u00ec tanto egoismo, e che, se sovente \u00e8 un luogo cos\u00ec malinconico, lo si deve appunto al fatto che tanta gente non si faccia scrupoli di dare via libera al proprio istintivo egoismo. Ma per tenere a bada il proprio egoismo, bisogna rinunciare a qualcosa che ci sarebbe utile, o comodo, o piacevole: bisogna limitare il proprio io; e ci\u00f2 richiede un percorso, una maturazione, e quindi la conquista di una certa consapevolezza di s\u00e9 e del mondo. Colui che \u00e8 dominato dall&#8217;egoismo, pertanto, di regola \u00e8 una persona statica, immatura, inconsapevole e indisponibile a mettersi in discussione, a lavorare su di s\u00e9. \u00c8 una persona infantile, narcisista, che si piace cos\u00ec com&#8217;\u00e8, e che non viene neppure sfiorata dal pensiero che, dopotutto, la vita ci \u00e8 data per fare qualcosa, per crescere, per operare su noi stessi e, in definitiva, per diventare delle persone migliori di quel che siamo al presente. Dire egoismo, quindi, vuol dire immobilismo, chiusura, cecit\u00e0 di fronte alla bellezza e alla variet\u00e0 del mondo: in effetti, tutto quel che tocca l&#8217;egoista, appassisce e muore, perch\u00e9 l&#8217;egoismo \u00e8 un sentimento freddo come il ghiaccio; mentre l&#8217;amore, la benevolenza, l&#8217;amicizia, la solidariet\u00e0 con la sofferenza altrui, sono sentimenti &quot;caldi&quot;, che richiedono coinvolgimento e partecipazione. La persona egoista si riconosce dallo sguardo, che \u00e8 freddo e tagliente; anche quando ride, l&#8217;egoista stira penosamente gli angoli della bocca, tira fuori una risata pi\u00f9 o meno convincente, ma i suoi occhi restano impassibili, perch\u00e9 sono incapaci di provare empatia per l&#8217;altro. I nostro nonni, che se ne intendevamo pi\u00f9 di mille strizzacervelli dei nostri giorni, sapevamo bene tutto ci\u00f2 e si tenevano alla larga dalle persone dallo sguardo glaciale; mettevano in guardia anche gli altri, dicendo, per esempio, al nipote: <em>Vedi quell&#8217;uomo (o quella donna)? Non ti fidare di lui, non dargli confidenza, non fare amicizia con lui (o con lei). \u00c8 una persona egoista, cattiva<\/em>. E se il nipote chiedeva: <em>Ma tu come lo sai, nonno?<\/em>, lui rispondeva: <em>Si vede dallo sguardo. Guarda bene i suoi occhi e lo vedrai anche tu.<\/em><\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, l&#8217;egoismo non \u00e8 un istinto semplice, ma complesso, nel senso che mette in azione tutta una serie di sentimenti collaterali, tutti negativi: la superbia, l&#8217;ira, la gelosia, l&#8217;invidia, la menzogna e la dissimulazione. \u00c8 un albero cattivo che produce sempre e solo frutti cattivi: nessun frutto buono \u00e8 mai germogliato da esso. Pertanto, dove c&#8217;\u00e8 l&#8217;egoismo ci sono inevitabilmente altri sentimenti distruttivi, che provocano sofferenza e amarezza. L&#8217;egoista, infatti, essendo una persona immatura e inconsapevole, non ha compreso la grande legge universale: che ogni vantaggio sleale ottenuto a danno di qualcun altro, ogni ingiustizia che non \u00e8 stata corretta, ogni prevaricazione che non \u00e8 stata espiata, genera ancora e sempre slealt\u00e0, ingiustizia e prevaricazione, in una catena teoricamente infinita. E se le colpe dell&#8217;egoista non ricadono direttamene su di lui, ricadranno sui suoi discendenti, nel senso che essi riceveranno la sua cattiva eredit\u00e0 e, a seconda di come affronteranno le conseguenze delle azioni egoiste di chi li ha preceduti, diverranno i continuatori di quella serie d&#8217;ingiustizie, oppure dovranno dedicarsi a medicare le ferite da esse prodotte. La vita non ha fretta. Se una colpa non viene espiata subito, lo sar\u00e0 domani; e se non lo sar\u00e0 domani, passer\u00e0 in retaggio alle generazioni successive, fino a quando qualcuno non spezzer\u00e0 il circolo vizioso. Il circolo vizioso dell&#8217;egoismo e del male appartiene, purtroppo, alla natura umana decaduta dopo il Peccato originale, e nessun uomo, con le sue sole forze, sarebbe capace di opporsi e di far prevalere il bene. Se ci\u00f2 fosse possibile, sarebbe gi\u00e0 accaduto; ma non \u00e8 possibile, e il massimo che gli uomini possono fare, mettendoci tutto il loro impegno e la loro buona volont\u00e0, \u00e8 di impedire, entro certi limiti, che il male dell&#8217;egoismo dilaghi, che distrugga ogni cosa al suo passaggio. Ma anche questo compito, alla lunga, si rivela di troppo superiore alle forze <em>naturali<\/em> degli uomini, i quali, a causa della concupiscenza, tristo retaggio di quel Peccato, inclinano continuamente verso l&#8217;egoismo, con tutta la sequela dei mali collaterali che lo accompagnano. Vi \u00e8 una sola via di salvezza nel circolo vizioso entro il quale si dibattono, ed \u00e8 quella indicata da Colui che dice: <em>Io sono la via, la verit\u00e0 e la vita<\/em>, e che, fattosi uomo, ha saputo sconfiggere in s\u00e9 fin l&#8217;ultima scoria di egoismo. Quello \u00e8 il modello della vita buona, della vita spesa come deve essere spesa, per realizzare l&#8217;amore e non l&#8217;egoismo. La vita \u00e8 una battaglia, una lotta incessante: non l&#8217;avevate capito? Non ci \u00e8 data per gioco, ma per essere dei collaboratori del Bene contro il Male&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dire che l&#8217;egoismo \u00e8 l&#8217;aspetto pi\u00f9 evidente della vita contemporanea \u00e8 dire perfino una ovviet\u00e0. Ovunque si giri lo sguardo, dalle famiglie al lavoro, dalle amicizie<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-25876","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25876","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25876"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25876\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25876"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25876"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25876"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}