{"id":25868,"date":"2020-11-08T08:28:00","date_gmt":"2020-11-08T08:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/11\/08\/il-segreto-della-rinascita-e-uno-solo-tornare-a-dio\/"},"modified":"2020-11-08T08:28:00","modified_gmt":"2020-11-08T08:28:00","slug":"il-segreto-della-rinascita-e-uno-solo-tornare-a-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/11\/08\/il-segreto-della-rinascita-e-uno-solo-tornare-a-dio\/","title":{"rendered":"Il segreto della rinascita \u00e8 uno solo: tornare a Dio"},"content":{"rendered":"<p>Una cosa ci sembra evidente, se si giudicano le cose con occhio imparziale e libero da pregiudizi: la societ\u00e0 dei nostri genitori, e soprattutto dei nostri nonni, funzionava meglio, mille volte meglio di quella attuale. La famiglia, innanzitutto; poi, lo Stato; poi la Chiesa; poi le banche, il lavoro, le imprese, le pensioni, la scuola, le poste, le ferrovie, perfino lo sport, lo spettacolo, la stampa e la televisione: ciascuna di queste cose funzionava meglio; molto, ma molto meglio di oggi. Non \u00e8 passatismo e non \u00e8, o non \u00e8 soltanto, nostalgia: \u00e8 la verit\u00e0 dei fatti, confermata dagli indici statistici, dal nudo linguaggio delle cifre. Tanto \u00e8 vero che l&#8217;Italia era divenuta la quarta potenza economica mondiale; che la lira era una delle monete pi\u00f9 stabili al mondo; che le sue riserve auree erano fra le pi\u00f9 cospicue a livello planetario; che le automobili italiane correvano su tutte le strade del mondo, le imprese italiane costruivano ponti e dighe colossali in ogni continente, i vestiti e la cucina italiana facevano scuola ovunque, e il nostro sistema scolastico dava risultati eccellenti, almeno fino alla svolta del &#8217;68, tanto da non aver nulla da invidiare a nessun altro. Se, negli anni &#8217;60, si voleva fare una vacanza senza spendere troppo, si andava all&#8217;estero, in Austria per esempio: il cambio era cos\u00ec vantaggioso che si spendeva meno che a farla in patria. Facciamo appello ai ricordi personali di chi ha almeno cinquanta o sessant&#8217;anni. La piccola borghesia poteva permettersi di andare al ristorante quasi ogni domenica: era normale anche per una famiglia di quattro, cinque persone. Si ordinava il primo piatto, il secondo, il contorno, il dolce e il caff\u00e8, e si lasciava una discreta mancia alla cameriera. Oggi una famiglia va al ristorante una domenica ogni tanto, meglio in pizzeria, cos\u00ec spende meno; oppure ordina solo il primo, o il secondo, e in genere non lascia nulla. Parlate con un cameriere, ve lo confermer\u00e0: a lasciare la mancia, ormai, sono quasi soltanto i turisti stranieri. E il pranzo domenicale faceva parte della gita in automobile: non tutti l&#8217;avevano, chi non l&#8217;aveva, noleggiava una macchina e pagava il pranzo anche al taxista. Era normale: un piccolo borghese poteva permetterselo, mentre oggi noleggiare un taxi per tutta la giornata sarebbe impensabile. Il piccolo risparmio veniva incoraggiato fin dalla scuola elementare: ogni bambino riceveva in dono un simpatico salvadanaio a forma di <em>musina<\/em>; qualche anno dopo, i genitori accompagnavano in banca il loro ragazzino e gli facevano aprire un conto corrente personale, iniziando con poche migliaia di lire. Il ragazzino depositava ogni mese qualche risparmio e stava a contemplare quel libretto sul quale erano segnate le entrate e le uscite: si sentiva responsabilizzato, si sentiva importante, e intanto imparava a risparmiare. D&#8217;estate si comprava il ghiacciolo anzich\u00e9 il cono o la coppetta: costava pochissimo, e la differenza, un po&#8217; alla volta, prendeva la strada del deposito in conto corrente. Le piccole imprese, gli artigiani, i commercianti, lavoravano sodo e non restavano mai inattivi; le merci viaggiavano, le ordinazioni arrivavano a pioggia, anche e soprattutto dall&#8217;estero. Le tasse erano ancora ragionevoli, lo Stato non spremeva il ceto medio come un limone da gettare nel cestino dopo averlo prosciugato. I prodotti italiani, il modo di lavorare italiano, la rapidit\u00e0 di esecuzione e l&#8217;ingegnosit\u00e0 italiani, erano apprezzati in tutto il mondo.<\/p>\n<p>E come funzionavano bene le cose materiali, cos\u00ec funzionavano assai meglio di oggi quelle culturali, spirituali, morali: basta fare il confronto fra un laureato di allora e uno di oggi; fra un giornalista di allora e di oggi; fra un padre o una madre di famiglia di allora e di oggi; fra una famiglia di allora e una di oggi. Nove volte su dieci, il confronto \u00e8 umiliante per la realt\u00e0 odierna. Non che non ci siano pi\u00f9 le brave persone: ma lo sfarinamento dei costumi, della competenza, della stessa intelligenza, \u00e8 evidente. L&#8217;individualismo esasperato, l&#8217;edonismo, il consumino, hanno fatto a brani il tessuto sociale, cominciando dalla famiglia. Aborto, unioni di fatto, omosessualit\u00e0 dilagano e sono accettate come cose perfettamente naturali; al contrario, diventano sempre pi\u00f9 rare le coppie che non hanno mai divorziato, che non si sono mai separate, che non si sono mai tradite reciprocamente, che sono riuscite a tirar su dei figli maturi e con la testa sulle spalle. Le cause sono molte e complesse e non intendiamo scaricare ogni responsabilit\u00e0 sulle singole persone, perch\u00e9 \u00e8 evidente che l&#8217;intera societ\u00e0 \u00e8 caduta sotto l&#8217;effetto ipnotico di un incantesimo maligno: pure, \u00e8 innegabile che la societ\u00e0 dei nostri giorni, ad onta dei progressi scientifici e tecnologici, \u00e8 pi\u00f9 povera di valori, di idee, di affidabilit\u00e0, di senso di responsabilit\u00e0. Le persone sono continuamente istigate dal concerto dei <em>mass-media<\/em> a godersi la vita spensieratamente, vale a dire irresponsabilmente ed egoisticamente; a cercare il proprio piacere in tutte le forme possibili; a cercarlo ad ogni et\u00e0, dalla pre-adolescenza alla vecchiaia, senza alcun pudore o imbarazzo, anzi, con l&#8217;aria di chi esercita un legittimo diritto o rivendica una pretesa pi\u00f9 che ragionevole. La patria \u00e8 divenuta un nome senza sostanza, se non una parola che fa sorridere; la cittadinanza \u00e8 per chiunque la voglia, per chiunque sia nato nel territorio italiano, anche se arrivato da te giorni, anche se del tutto alieno dall&#8217;idea di integrarsi e accettare i nostri valori culturali e sociali. Predomina l&#8217;insicurezza, per non dire la paura: la sera ci si chiude a doppia mandata con le porte blindate, si installano i sistemi di allarme, si posizionano le telecamere di sorveglianza; eppure i malviventi trovano sempre il modo di entrare nelle ville e negli appartamenti e fare un lauto bottino, non di rado maltrattando, picchiando e violentando le persone. I delinquenti spadroneggiano sul territorio, e a quelli nostrani se ne aggiungono migliaia e migliaia di stranieri, magari venuti appositamente per rubare, rapinare, spacciare droga o gestire il <em>racket<\/em> della prostituzione; se arrestati, trovano troppo spesso un giudice incredibilmente comprensivo che li rimette in libert\u00e0 o li condanna a una pena irrisoria, il che li conferma nell&#8217;idea che l&#8217;Italia \u00e8 uno Stato debole, imbelle, pronto a lasciarsi conquistare dal primo venuto. E come \u00e8 venuto meno il sentimento della patria, \u00e8 venuta meno la fede religiosa: cosa agevolata e affrettata dal clero stesso, il quale, a un certo punto, diciamo a partire dal Concilio Vaticano II, si \u00e8 messo a smantellare la dottrina pezzo per pezzo, dapprima con una certa prudenza e abilit\u00e0 truffaldina, poi in maniera sempre pi\u00f9 scoperta e da ultimo con furia iconoclasta, dopo che la liturgia era stata totalmente stravolta e ci\u00f2 aveva predisposto le anime a porsi in un rapporto sbagliato con Dio, o addirittura a non rapportarsi pi\u00f9 a Dio, ma a una non meglio identificata &quot;comunit\u00e0 dei fedeli&quot;. Fedeli, a quel punto, non si sa pi\u00f9 nemmeno di che cosa: forse della Pachamama.<\/p>\n<p>Ora, la domanda che ci preme sul cuore \u00e8 capire quale sia stata la causa principale di questa involuzione complessiva della nostra societ\u00e0. Le cause, infatti, come abbiamo sopra accennato, senza dubbio sono state e sono tuttora molteplici; e molte di esse provengono non gi\u00e0 da una tendenza naturale della societ\u00e0 stessa, ma da una regia occulta che ha orientato il deragliamento delle persone e delle istituzioni attraverso l&#8217;influenza dei mass-media, la moda, lo spettacolo e tutto ci\u00f2 che crea e plasma l&#8217;immaginario collettivo. Nondimeno, siamo persuasi che, fra tutte, deve essercene una prevalente; una che ha reso possibile il cedimento complessivo e che in certo qual modo compendia tutto l&#8217;insieme di questa triste deriva che prelude al naufragio, anche in senso strettamente biologico, della societ\u00e0, visto che la natalit\u00e0 italiana \u00e8 divenuta la pi\u00f9 bassa <em>a livello mondiale<\/em> (in altre parole, ci stiamo estinguendo come popolo, e pare che ci\u00f2 non importi nulla alla nostra classe dirigente, tanto pi\u00f9 che si possono facilmente sostituire le braccia italiane con delle braccia straniere importate dall&#8217;Africa nella maniera che tutti sappiamo, oltretutto con la nobile giustificazione della filantropia). Ebbene, a noi sembra che la causa principale, che a sua volta spiega ogni altra crisi e involuzione, risieda nella perdita della fede religiosa dei nostri padri. Una societ\u00e0 non \u00e8 semplicemente una somma aritmetica d&#8217;individui; non si pu\u00f2 paragonare a un certo numero di persone che vivono in un certo territorio, intercambiabili le une e indifferente il secondo; non \u00e8, insomma, qualcosa di meccanico e inerte, ma una comunit\u00e0 viva, di persone calde d&#8217;affetti e vibranti di passioni, intelligenza e voglia di vivere, legata a <em>quel<\/em> territorio, a <em>quelle<\/em> tradizioni, a <em>quei<\/em> padri, a <em>quei<\/em> valori, e a nessun altro; aperta verso il modo, ma al tempo stesso ben cosciente delle proprie radici e della propria identit\u00e0, e niente affatto desiderosa di gettarle via come se fossero un inutile fardello. Ora, la fede cristiana \u00e8 stata ci\u00f2 che forniva ai nostri padri la malta per tenere unite le diverse pietre dell&#8217;intera costruzione sociale, per fonderle in un tutto unico, per dare anima e idealit\u00e0 all&#8217;orizzonte della loro esistenza. Le sosteneva nei momento difficili, le abituava alla pazienza e alla tenacia, le educava a disdegnare le apparenze e a concentrarsi sulla sostanza delle cose; in breve, \u00e8 stato il cristianesimo a fare di loro delle persone serie, oneste, affidabili, responsabili, mature, laboriose, solidali, umane nel pi\u00f9 bel senso della parola. In altre parole, oltre al contenuto intrinseco di verit\u00e0, che conferisce all&#8217;esistenza un nobile significato e la sottrae al greve materialismo e al nichilismo di chi non crede in nulla e non si aspetta nulla dopo la morte, il cristianesimo ha svolto un&#8217;importantissima funzione sociale ed \u00e8 stato il grande educatore di generazioni e generazioni di persone, le quali, grazie ad esso, hanno imparato a tenere sotto controllo i propri istinti pi\u00f9 bassi e a impegnarsi nella vita con le proprie forze migliori. L&#8217;amore e il timor di Dio ha insegnato ai nostri padri a rispettare il prossimo, a prendere la vita con seriet\u00e0, a risollevarsi dopo le disgrazie, a sperare nelle ore buie, a conservare sempre il rispetto di se stessi, a non cedere ai compromessi degradanti, a non lasciarsi sedurre dal miraggio del piacere ottenuto a buon mercato. In breve, ha trasmesso e insegnato loro, non solo in senso teorico ma nella pratica della vita, tutto quell&#8217;insieme di valori che poi la marea fangosa del diabolico consumismo, generosamente regalatoci da coloro che ci hanno liberati a suon di bombe nell&#8217;ultima guerra mondiale, ha corroso e infine spazzato via, nel corso di poco pi\u00f9 d&#8217;una generazione.<\/p>\n<p>Il nostro problema fondamentale, perci\u00f2, al presente, \u00e8 ritrovare la fede perduta che avevano i nostri padri. I quali avevano il diploma di quinta elementare, mentre oggi una laurea non si nega ad alcuno; erano dignitosamente poveri o avevano giusto il necessario per vivere, mentre noi, anche se impoveriti dalle folli politiche della nostra classe dirigente (ma sarebbe meglio chiamarle con il loro vero nome, tradimento), non sappiamo pi\u00f9 fare a meno di cento cose superflue, sciocche, volgari e stravaganti; loro si assumevano tutte le responsabilit\u00e0 della vita e sapevano sopportare grandi sacrifici per amore della famiglia, della patria e della fede, mentre molti di noi scappano davanti alle prime difficolt\u00e0 e si strappano lo zaino dalla schiena, gettandolo via, non appena il sentiero si fa erto e faticoso. Dunque \u00e8 probabile che vi sia una stretta relazione fra le due cose: fra la semplicit\u00e0 con la quale i nostri padri accoglievano la grazia della fede, e il loro stile di vita austero, laborioso, cosciente dei propri doveri, ligio alla morale. Noi oggi, con tutte le nostre lauree, i nostri <em>master<\/em> e i nostri <em>Erasmus<\/em>, ci sentiamo troppo colti e intelligenti per piegare le ginocchia davanti a Dio o invocare la protezione della Vergine Santissima, come facevano loro: e questa \u00e8 la nostra condanna. Sappiamo pi\u00f9 cose, ma abbiamo smarrito l&#8217;essenziale. Siamo stati accecati dalla superbia e abbiamo disprezzato la lezione di umilt\u00e0 delle passate generazioni. Ci hanno fuorviato i cattivi maestri: al liceo, all&#8217;universit\u00e0, abbiamo udito i professori parlare con sufficienza o disprezzo della fede cattolica, e abbiamo dedotto che una persona colta e intelligente semplicemente non pu\u00f2 credere nella stessa verit\u00e0 professata dalle vecchiette e dai bambini; che la fede \u00e8 per il popolino, un residuo del passato destinato a estinguersi. Ecco dunque la risposta che cercavamo: ritrovare l&#8217;umilt\u00e0; chiedere a Dio, le mani giunte e le ginocchia piegate, che ci doni la grazia della fede.<\/p>\n<p>Cos\u00ec invocava Dio san Anselmo d&#8217;Aosta all&#8217;inizio della sua ricerca filosofica (<em>Proslogion<\/em>, 1; in: N. Abbagnano, <em>Storia della Filosofia<\/em>, UTET, 1993, e Gruppo. Edit. L&#8217;Espresso, 2006, vol. 1, p. 625):<\/p>\n<p><em>Insegnami a cercarti, e mostrati a me che ti cerco. Io non posso cercarti, se tu non mi insegni, n\u00e9 trovarti se tu non ti mostri. Che io ti cerchi desiderandoti, che ti desideri cercandoti, che ti trovi amandoti, e che ti ami trovandoti. Io ti riconosco, Signore, e ti ringrazio di aver creato in me questa tua immagine affinch\u00e9 di te sia memore, ti pensi e ti ami; ma essa \u00e8 cos\u00ec consunta dal logorio dei vizi, cos\u00ec offuscata dal cumulo dei peccati, che non pu\u00f2 far quello per cui fu fatta, se tu non la rinnovi e non la ricostituisci. Non tento, o Signore, di penetrare la tua altezza perch\u00e9 non paragono affatto ad essa il mio intelletto, ma desidero in qualche modo di intendere la tua volont\u00e0, che il mio cuore crede ed ama. N\u00c9 CERCO DI INTENDERE PER CREDERE; MA CREDO PER INTENDERE. E ANCHE QUESTTO CREDO: CHE SE PRIMA NON CREDER\u00d2, NON POTR\u00d2 INTENDERE.<\/em><\/p>\n<p>Che altro aggiungere a questa perfetta invocazione? Nulla: meditarla, ripeterla, pregare Dio con essa, supplicarlo e chiedergli di perdonare la nostra sciocca, grossolana superbia. Tu sei Tutto, o Dio: Verit\u00e0, Sapienza, Amore; noi, senza Te, siamo nulla. Abbi misericordia e mostraci il Tuo volto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una cosa ci sembra evidente, se si giudicano le cose con occhio imparziale e libero da pregiudizi: la societ\u00e0 dei nostri genitori, e soprattutto dei nostri<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[92],"class_list":["post-25868","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25868","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25868"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25868\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25868"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25868"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25868"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}