{"id":25862,"date":"2022-03-07T02:39:00","date_gmt":"2022-03-07T02:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/03\/07\/il-ruolo-del-paganesimo-celtico-nel-fantastico-inglese\/"},"modified":"2022-03-07T02:39:00","modified_gmt":"2022-03-07T02:39:00","slug":"il-ruolo-del-paganesimo-celtico-nel-fantastico-inglese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/03\/07\/il-ruolo-del-paganesimo-celtico-nel-fantastico-inglese\/","title":{"rendered":"Il ruolo del paganesimo celtico nel fantastico inglese"},"content":{"rendered":"<p>La letteratura inglese del fantastico, da <em>Beowulf<\/em> a Tolkien, passando per Madeville, Malory, Spenser, Swift, Dickens, Macdonald, Le Fanu, Stevenson, Carroll, Kipling, Conan Doyle, Wells, Machen, Blixen, solo per citare i nomi pi\u00f9 noti, affonda le radici in un humus straordinariamente ricco, che risale in parte al paganesimo celtico, in pare al cristianesimo dei primi secoli, ricco, a sua volta, di tradizioni e spunti fiabeschi e leggendari, come nel caso di san Brendano o in quello di san Columba (per il quale ultimo c&#8217;\u00e8 perfino un &quot;incontro ravvicinato&quot; con il Mostro di Loch Ness, in anticipo di quasi millecinquecento anni rispetto alla saga moderna della misteriosa creatura lacustre). Ora, la domanda che sorge spontanea \u00e8 la seguente: quanto del paganesimo primitivo \u00e8 sopravvissuto nel filone letterario che va da <em>Beowulf<\/em> ai nostri giorni? E subito dopo, l&#8217;altra: come si deve giudicare tale sopravvivenza, che giudizio si pu\u00f2 dare di ci\u00f2, nella valutazione complessiva della moderna cultura letteraria inglese e, pi\u00f9 in generale, nella moderna mentalit\u00e0 di quel popolo?<\/p>\n<p>Il fantastico, si badi, sia pagano che cristiano, non riguarda solo vicende e figure tratte dalla storia locale, come nel caso della <em>Vita di San Columba<\/em> scritta da sant&#8217;Adomnan, in cui si narra come un mostro emerso dalle acque del Ness, nella terra dei Pitti (la Scozia) fu esorcizzato dal famoso monaco di Iona, verso il 565; ma anche della rielaborazione locale di famose tradizioni sorte altrove, come nel caso della lotta di san Giorgio con il drago, che pare si riferisca al martire della Cappadocia e fosse ambientata nella citt\u00e0 di &quot;Silene&quot;, forse Cirene, nell&#8217;Africa settentrionale (cfr. il nostro ampio saggio <em>San Giorgio martire<\/em>, pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia in formato PDF), ma divenuta famosissima nelle isole britanniche, ove il clero e i fedeli se ne &quot;appropriarono&quot; al punto da farne un simbolo delle lotte per l&#8217;indipendenza dell&#8217;Inghilterra contro le minacce straniere, in particolare quella dell&#8217;Invincibile Armata spagnola nel 1588, al tempo della regina Elisabetta, gi\u00e0 passata risolutamene nel campo protestante, dopo lo scisma con Roma provocato da suo padre Enrico VIII. L&#8217;Inghilterra, e in particolare la citt\u00e0 di Londra, adottarono la <em>bandiera di San Giorgio<\/em>, una croce rossa in campo bianco, fin dal 1190, per le navi in rotta verso il Mediterraneo, quale protezione contro i nemici e in particolare i pirati musulmani barbareschi; emblema poi rimasto per sempre e anzi esteso a tutte le navi britanniche e divenuto una cosa sola con la politica navale dell&#8217;Impero.<\/p>\n<p>Il fatto, comunque, \u00e8 questo: nessuna letteratura europea possiede, come quella inglese, una cos\u00ec forte componente fantastica: e se ancora oggi sono britannici gli autori che dominano il genere <em>fantasy<\/em>, con tutti i suoi sottogeneri e insieme alle arti contigue, come la pittura e da ultimo la cinematografia, ci\u00f2 dipende dal fortissimo substrato mitico e favoloso presente nelle sue radici e gi\u00e0 esistente prima ancora che la lingua inglese si formasse compiutamente. Anche la letteratura medievale italiana, per fare un confronto, \u00e8 ricchissima di riferimenti al fantastico, al leggendario e al soprannaturale, sovente mescolati al punto da risultare pressoch\u00e9 indistinguibili (bench\u00e9 siano, in effetti, cose diverse), tanto pi\u00f9 che essa, a differenza di quella inglese, attingeva direttamente dal mai dimenticato patrimonio della letterature e delle mitologie classiche, greca e latina; tanto \u00e8 vero che, per fare un esempio, nella tradizione di San Giorgio in lotta con il drago che stava per divorare la bella principessa, codificata dal vescovo Jacopo da Varagine nella sua <em>Legenda aurea<\/em> alla fine del XIII secolo, vi \u00e8 una ripresa evidente di temi mitologici classici, nella fattispecie la lotta di Perseo contro il drago marino per liberare la principessa Andromeda, figlia di Cefeo e Cassiopea, il re e la regina d&#8217;Etiopia. E non parliamo degli elementi fantastici presenti nella <em>Divina Commedia<\/em>, ove Dante profonde la sua fantasia poetica avvalendosi sia di tradizioni medievali, sia del forte bagaglio della letteratura latina, specie le <em>Metamorfosi<\/em> di Ovidio e la <em>Farsalia<\/em> di Lucano, rivisitandole con la sua particolare sensibilit\u00e0 per il drammatico e il meraviglioso. E tuttavia, nel corso del tempo, tale elemento \u00e8 venuto diradandosi nella nostra letteratura, fino quasi a scomparire, tanto che a stento riaffiora in alcuni autori &quot;minori&quot; della seconda met\u00e0 del XIX secolo, come nelle <em>Leggende del castello nero<\/em> di Iginio Ugo Tarchetti o nelle fiabe di Luigi Capuana e di Guido Gozzano, e poi nuovamente s&#8217;inabissa; per riemergere, come un fiume carsico, per\u00f2 sempre pi\u00f9 stentatamente, nella seconda met\u00e0 del XX, soprattutto come fenomeno d&#8217;imitazione della letteratura inglese e di quella statunitense.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 la domanda \u00e8: come mai questo diverso destino e un cos\u00ec diseguale sviluppo della letteratura fantastica, in Inghilterra e nei Paesi del continente europeo, specialmente in Italia (altro discorso va fatto per la Germania e in parte per la Russia)? La nostra ipotesi \u00e8 che nella letteratura inglese il substrato celtico e pagano, essendo pi\u00f9 recente rispetto all&#8217;avvento del cristianesimo, che trionf\u00f2 definitivamente nelle isole britanniche solo a partire dal VI e VII secolo (il primo arcivescovo di Canterbury fu sant&#8217;Agostino, nato nel 534 e morto nel 604, mentre il primo evangelizzatore della Scozia fu san Columba, vissuto dal 521 al 597), cio\u00e8 parecchie centinaia d&#8217;anni pi\u00f9 tardi che nei Paesi mediterranei, si conserv\u00f2 pi\u00f9 forte e per alcuni aspetti non scomparve mai del tutto, ma semplicemente trasmigr\u00f2, assumendo altre forme, all&#8217;interno della nuova cultura e della nuova letteratura cristiana, di fatto dando luogo a originali forme di sincretismo. Anche se la tesi di Margaret Murray, di una sopravvivenza del paganesimo nei secoli moderni sotto forma del culto del dio cornuto, ossia Pan, e della Dea Madre, cio\u00e8 sotto forma di stregoneria (<em>wicca<\/em>), nel senso popolare del termine, \u00e8 a nostro avviso priva di basi realmente persuasive. Pi\u00f9 convincenti, invece, sono le tesi di Frances Yates circa la presenza di una forte componente neoplatonica, ma anche medievale e cavalleresca, e precisamente arturiana, nell&#8217;ispirazione fantastica di alcune opere di Shaskespeare, specialmente nelle due pi\u00f9 &quot;fantastiche&quot; di tutte, l&#8217;incantevole <em>A Midsummer Night&#8217;s Dream<\/em>, piena di elfi e di folletti, e la profonda, affascinante <em>The Tempest<\/em>, incentrata sulla magia e sul prodigio, non senza riferimenti al mondo primitivo e misterioso dell&#8217;America appena scoperta (nella figura del selvaggio Calibano), che si pu\u00f2 considerare come il testamento spirituale del grande drammaturgo.<\/p>\n<p>In Italia invece il cristianesimo, divenuto la religione ufficiale dell&#8217;Impero romano gi\u00e0 nel corso del IV secolo, ad esclusione giuridica delle antiche religioni (cfr. il nostro saggio: <em>La battaglia del Frigido e la fine del paganesimo<\/em>, pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 30\/11\/17), e comunque gi\u00e0 largamente diffuso fin dal I-II secolo, ha operato una pi\u00f9 radicale destrutturazione della cultura pagana, sopravvissuta solo al livello della cultura filosofica e letteraria, ma scomparsa dalle tradizioni popolari, e sia pure in maniera graduale, ben prima che in Inghilterra. Senza contare che in quest&#8217;ultima la presenza romana ebbe appena due secoli e mezzo di vita, da Claudio (43 d.C.) ad Onorio (410); e che la presenza romana non fu mai completata con la conquista della Caledonia e dell&#8217;Irlanda, mentre perfino nel Galles essa fu limitata e parziale (vedi i nostri articoli: <em>Svetonio Paolino distrugge il &quot;santuario&quot; della resistenza druidica sull&#8217;isola di Mona<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 25\/02\/08 e su quello dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 20\/12\/17, e <em>Perch\u00e9 i romani repressero la religione druidica?<\/em>, sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 31\/12\/17). In altre parole: in Italia il cristianesimo si diffuse molto prima e fece sparire, almeno in superficie, le tracce della cultura e delle tradizioni pagane; in Inghilterra il cristianesimo fu un breve episodio, in sostanza limitato al IV secolo, e stava per scomparire insieme alla declinante presenza romana, tanto che sotto l&#8217;urto delle invasioni anglo-sassoni, danesi e norvegesi, l&#8217;isola stava tornando alle religioni pre-cristiane, celtiche e germaniche. Di fatto, essa dovette essere evangelizzata una seconda volta da monaci irlandesi, come san Patrizio, a partire dal V secolo. Infatti, paradossalmente, proprio dalle regioni che i romani non avevano mai conquistato, la Scozia e l&#8217;Irlanda, part\u00ec il movimento di &quot;riconversione&quot; al cristianesimo dell&#8217;Inghilterra, dato che mentre la Chiesa britanna in pratica era scomparsa dopo il ritiro delle legioni, in quelle aree periferiche le chiese locali avevano messo radici e si erano notevolmente rafforzate, cos\u00ec da dar vita ad un imponente fenomeno di vocazioni religiose, specie alla vita monastica ed eremitica, tale da riportare il cristianesimo in Britannia e da &quot;esportare&quot; monaci missionari sia nell&#8217;Europa ancora pagana, come nel caso della Germania (san Bonifacio mor\u00ec martire per mano dei selvaggi Frisoni nel 754), sia verso i mari e le terre inesplorate dell&#8217;estremo Occidente, come nel caso del viaggio semi-leggendario, ma forse storicamente reale, dell&#8217;abate irlandese san Brandano (o Brendano) verso l&#8217;Ultima Thule, narrato nel famoso manoscritto anonimo del X secolo, vera epopea mistico-avventurosa che affascin\u00f2 generazioni di lettori medievali, ricco com&#8217;\u00e8 di elementi meravigliosi e favolosi, compresa l&#8217;isola sulla quale i buoni monaci si accampano ignari, per poi scoprire d&#8217;improvviso che era il dorso di una balena addormentata.<\/p>\n<p>Scrive l&#8217;anglista Carlo Pagetti nel saggio <em>Il drago e l&#8217;ombra<\/em> che fa presentazione al volume da lui curato <em>La lotta col drago. L&#8217;universo fantastico inglese da Beowulf a Tolkien<\/em>, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1990, pp. XXXIV-XXXVI):<\/p>\n<p><em>Il fantastico inglese affonda le sue radici nelle esperienze letterarie nordiche e germaniche, e poi nelle leggende cristiane, che sovrapponendosi a un tenace substrato portano gi\u00e0, durante il periodo anglosassone, a una forma di sincretismo culturale. La lotta contro il mostro Grendel e poi contro il drago custode del tesoro da parte di Beowulf, eroe dell&#8217;omonimo poema dell&#8217;VIII secolo, risuona dell&#8217;ineluttabilit\u00e0 grandiosa delle saghe scandinave, ma esprime anche umani sentimenti di piet\u00e0 e di dolore. Le forze ctonie, acquistando dimensione diabolica nello scenario dell&#8217;eterno conflitto tra il Bene e il Male, producono la figura terrificante del drago, che informa di s\u00e9 la letteratura medievale europea. Nei canti dell&#8217;&quot;Edda&quot; il drago Fafnir custodisce l&#8217;oro di cui si impadronisce Sigfrido, e un terribile drago dovr\u00e0 sconfiggere anche il Sigfrido del poema del poema epico tedesco per eccellenza, il &quot;Nibelungenlied&quot; (inizio del XIII secolo), che ispirer\u00e0, molti secoli dopo, la musica di Wagner. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Nella cultura inglese la leggenda di San Giorgio e il drago, derivata dalla storia biblica dell&#8217;arcangelo Michele e di Lucifero, assurge a epos nazionale e trova la sua espressione letteraria pi\u00f9 alta nella &quot;Regina delle fate&quot; (1589-1594) di Edmund Spenser. Nella selva oscura in cui il Cavaliere della Rossa Croce si inoltra all&#8217;inizio del poema si nasconde Errore, met\u00e0 serpente e met\u00e0 bellissima creatura femminile, dotato di un aculeo velenoso, che avvolge l&#8217;eroe nelle sue spire vomitandogli addosso rospi e libri assieme. Errore \u00e8, infatti, una raffigurazione allegorica della chiesa di Roma e delle sue dottrine menzognere. Solo dopo aver ucciso quel &quot;corpo bestiale&quot; il Cavaliere potr\u00e0 proseguire la sua missione e guidare la fanciulla Una (la chiesa riformata) alla riconquista del reame paterno, usurpato da un drago grande come un&#8217;immensa montagna rocciosa&#8230; Alla fine del Cinquecento, la flotta spagnola dell&#8217;Invincibile Armata disposta a semicerchio viene ancora raffigurata come un drago rosso trafitto dalle navi inglesi. Maschere e teste di drago erano utilizzate nei travestimenti durante le feste della corte inglese, come nei &quot;ludi domini regis&quot; di Edoardo III, tenuti per il Natale del 1347. E ancora al drago spagnolo si allude nell&#8217;intrattenimento organizzato nel 1591 presso il palazzo del conte di Hertford, dove l&#8217;&quot;Orazione di Nereo&quot;, dio del mare, indirizzata alla &quot;bella Cinzia&quot; (la regina Elisabetta), menziona un \u00abbrutto mostro che striscia dal Sud per rovinare i benedetti campi di Albione\u00bb trasformato dai raggi di Cinzia in un&#8217;innocua, seppur ripugnante, lumaca. Nel mondo umano di Shakespeare il drago appare ormai ridotto a metafora della collera e della violenza. Come un drago si raffigura il furibondo re Lear di fronte agli inaspettati silenzi di Cordelia, e la devastante ferocia del drago (ma anche, paradossalmente, la furia di san Giorgio) invoca prima della battaglia decisiva il deforme Riccardo III, mostruoso come un drago.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel Medioevo inglese la figura del drago, seppure sempre preminente, si confonde in un bestiario muti orme, dove il meraviglioso e il favoloso si mescolano liberamente nelle rielaborazioni della Sacra Scrittura e delle storie dei santi: \u00abLa storia di san Brendano \u00e8 modellata sui viaggi fantastici: isole meravigliose, uccelli che cantano prima e compieta, balene, il paradiso degli uccelli, la terra oscura e puteolente, l&#8217;inferno nell&#8217;estremo nord, Giuda Iscariota, Paolo l&#8217;Eremita, la Terra Promessa\u00bb (P. Boitani, &quot;La narrativa del Medioevo inglese&quot;, 1980). E Mandeville, riferendo dei suoi viaggi in Asia mai effettivamente compiuti, descrive i corsi d&#8217;acqua che sgorgano dal paradiso Terrestre.<\/em><\/p>\n<p><em>Il fantastico medievale inglese \u00e8 per lo pi\u00f9 eroico e &quot;solare, aperto all&#8217;immaginazione allegorica e iconografica di una cultura che esprime una sua continuit\u00e0 storica fin dentro il Rinascimento e che si esalta nel poema della &quot;Regina delle fate&quot; e nel viaggio &quot;vero&quot; dentro la Terra Fatata. Esso si riconosce anche nella leggenda di re Art\u00f9, dei cavalieri della Tavola Rotonda, della ricerca del Santo Graal, rielaborata nei grandi cicli epici, al cui interno tutte le manifestazioni del prodigioso possono essere esibite e combinate. I miti arturiani costituiscono la struttura portante della &quot;Regina delle fate&quot; e hanno un ruolo importante, come ha mostrato Frances Yates, anche nelle ultime opere di Shakespeare. Proprio Shakespeare, in alcuni momenti &#8212; come durante la riflessione di Mercuzio nel &quot;Romeo e Giulietta&quot; sulla regina Mab &quot;levatrice delle fate&quot; &#8212; e soprattutto nei &quot;romances&quot; &#8212; dal &quot;Sogno di una notte di mezza estate&quot; alla &quot;Tempesta&quot; &#8212; recuperando livelli occultati della letteratura popolare, pone al centro del suo universo drammatico l&#8217;esistenza di una dimensione onirica, di creature sovrannaturali che operano accanto ali esseri umani, di mondi arcadici, dove i miti della classicit\u00e0 cari al Rinascimento si collegano alle nuove forme di immaginazione scatenate dall&#8217;esplorazione dell&#8217;America.La tradizione epico-fantastica non muore: secondo C. S. Lewis continua nel &quot;Paradiso Perduto&quot; di Milton e si afferma poi nell&#8217;Ottocento con la narrativa allegorica e fiabeschi di George Macdonald, con le storie e i poemi di ambientazione medievale di William Morris. A questa tradizione guardavamo indubbiamente gli Inklings, il gruppo di intellettuali dell&#8217;Universit\u00e0 di Oxford attivi dagli anni Trenta agli anni Cinquanta del nostro secolo, e interessati a elaborare una narrativa fantastica &quot;popolare&quot;, adatta ai tempi moderni, tra i cui risultati pi\u00f9 importanti annoveriamo i romanzi planetari e il ciclo di Narnia di C. S. Lewis, lo &quot;Hobbit&quot; e la trilogia del &quot;Signore degli anelli&quot;di J. R. R. Tolkien.<\/em><\/p>\n<p>La domanda che adesso ci poniamo \u00e8 quanto dell&#8217;elemento pre-cristiano, celtico e pagano, sia sopravvissuto, trasmigrando all&#8217;interno della cultura medievale e assumendo una veste cristiana, e pertanto in che misura il retaggio del paganesimo abbia inciso nella cultura dei secoli cristiani e sia sopravvissuto, sempre in forme velate e magari inconsapevoli, fino ai nostri giorni. E poich\u00e9 ai nostri giorni la presa della concezione e delle pratiche della vita cristiana \u00e8 scesa ai minimi termini, in tutto il mondo occidentale ma specialmente in Gran Bretagna e nel Nord Europa, si pu\u00f2 dire che se tale elemento pre-cristiano si \u00e8 significativamente conservato e trasmesso nel corso del tempo, oggi esso ha l&#8217;occasione storica di dare la mano al neopaganesimo, fenomeno recente, sorto nel XVIII secolo e oggi pervenuto all&#8217;apice della sua parabola. Ne fanno fede, per esempio, i raduni annuali dei seguaci del druidismo presso il sito di Stonehenge, presso Amesbury, in occasione dei solstizi; e pi\u00f9 in generale la rinascita della religione druidica che, combattuta dai romani e sradicata, in apparenza, dopo la definitiva cristianizzazione dell&#8217;isola, \u00e8 oggi in piena fase espansiva, nel quadro delle &quot;nuove religioni&quot; sorte o risorte in polemica esplicita o implicita con il cristianesimo, variamente arricchendosi di elementi massonici, cabalistici, teosofici e antroposofici. E la risposta alla domanda di cui sopra non pu\u00f2 che essere affermativa: s\u00ec, il paganesimo precristiano, il druidismo, \u00e8 tornato ad affiorare e permea di s\u00e9 la cultura moderna, tanto che la letteratura fantastica dei nostri giorni se ne pu\u00f2 considerare una delle manifestazioni pi\u00f9 tipiche, anche se \u00e8 impossibile separare da essa la componente cristiana medievale. Tale commistione non risale ai nostri giorni, ma \u00e8 molto pi\u00f9 antica e radicata. Nel caso di Stonehenge, ad esempio, il sito \u00e8 associato al ciclo arturiano, perch\u00e9 la leggenda vuole che il mago Merlino volle trasportarlo, servendosi di Giganti che portarono le pietre dall&#8217;Africa, dal luogo ove sorgeva originariamente, sul Monte Killaraus in Irlanda, a quello ove attualmente si trova; e che sia Uther Pendragon, il padre di re Art\u00f9, sia Costantino III, che (secondo Goffredo di Monmouth) fu l&#8217;erede e successore di questi, furono seppelliti all&#8217;interno del cerchio.<\/p>\n<p>Resta da vedere che giudizio dare del fenomeno. Lo scrittore C. S. Lewis, l&#8217;autore delle <em>Lettere di Berlicche<\/em> e delle <em>Cronache di Narnia<\/em>, pensava che la mitologia, sia greco-romana che celtica e germanica, \u00e8 stata il veicolo che ha aiutato gli uomini ad accogliere la Rivelazione cristiana, poich\u00e9 ha acceso e conservato la tensione ideale verso un altrove, un assoluto, che l&#8217;ha preservata dal materialismo grossolano. Aveva ragione? A ciascuno la risposta, secondo il proprio punto di vista. \u00c8 certo per\u00f2 che aprire una finestra sull&#8217;assoluto non significa di per s\u00e9 aprire quella giusta, n\u00e9 favorire la scoperta del vero: certe finestre paiono aprirsi sull&#8217;assoluto e invece si aprono sull&#8217;Inferno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La letteratura inglese del fantastico, da Beowulf a Tolkien, passando per Madeville, Malory, Spenser, Swift, Dickens, Macdonald, Le Fanu, Stevenson, Carroll, Kipling, Conan Doyle, Wells, Machen,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[259],"class_list":["post-25862","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-tradizione"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25862","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25862"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25862\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25862"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25862"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25862"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}