{"id":25860,"date":"2007-07-07T01:07:00","date_gmt":"2007-07-07T01:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/07\/07\/il-ritratto-misterioso-racconto\/"},"modified":"2007-07-07T01:07:00","modified_gmt":"2007-07-07T01:07:00","slug":"il-ritratto-misterioso-racconto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/07\/07\/il-ritratto-misterioso-racconto\/","title":{"rendered":"Il ritratto misterioso racconto"},"content":{"rendered":"<p><em>Il seguente racconto era stato pubblicato sul mensile \u00abIl Piave\u00bb di Conegliano (Treviso) , nel numero 11 (novembre) del 1988, pag. 3, e viene ora riproposto, con qualche lieve modifica, appositamente per i lettori di Edicolaweb.<\/em><\/p>\n<p>Era una calda giornata di agosto, un pomeriggio ardente ma non umido, ventilato anzi, in riva al mare, da una brezza tesa e leggera. Lontano mille chilometri dai miei campi verdi e dalle mie montagne, vagavo per le strade e le piazze del centro di Napoli, e compivo frequenti incursioni nei locali aperti &#8211; era domenica &#8211; per bere una birra che non spegneva mai la mia sete divorante. Era tutto nuovo per me, straniero: il cielo alto e luminosissimo, il golfo dai contorni formosi e raccolti, la parlata musicalissima della gente, l&#8217;angolazione della luce sui muri delle case. E pensavo, saturo di ricordi letterari, a Boccaccio e alla splendida corte angioina di re Roberto &#8211; splendida, ma gi\u00e0 corrotta e decadente -, mentre l&#8217;incedere naturalmente elegante di qualche bella ragazza del popolo di faceva subito sovvenire di Fiammetta e delle giovani \u00abregine\u00bb del <em>Decamerone<\/em>.<\/p>\n<p>Nel percorrere una via centrale, non lontano dal Maschio Angioino la cui mole si stagliava poderosa sullo sfondo azzurro e tranquillo del mare, giunsi all&#8217;altezza di una chiesa medievale, detta di S. Maria Incoronata. Avevo sentito dire che conteneva dei magnifici affreschi, e, pi\u00f9 ancora, ero tentato dalla frescura e dalla penombra che essa sembrava promettere. Scesi i pochi gradini adducenti all&#8217;ingresso &#8211; stranissima sensazione, come di una discesa entro una <em>\u00abselva spessa e viva\u00bb<\/em>, forse il ricordo d&#8217;un sogno notturno? -, e varcai la soglia.<\/p>\n<p>L&#8217;interno era quasi buio, e cos\u00ec mi parve sul momento. Le due navate (una singolarit\u00e0 architettonca) dalle forme gotiche trecentesche erano come due seni pieni d&#8217;ombra e di silenzio, un silenzio palpitante e quasi respirante di una vita misteriosa.<\/p>\n<p>Non c&#8217;era nessuno.<\/p>\n<p>Dopo essermi seduto in un angolo qualche minuto per recuperare le forze (camminavo infatti da quasi tre ore) e per abituarmi alla semioscurit\u00e0, cominciai a percorrere lentamente le pareti, ammirando gli affreschi che decoravano la volta ed i muri. Ad un tratto mi colp\u00ec uno splendido ritratto femminile di nobildonna, giovane, raffinata, incoronata di perle, col grazioso nasino all&#8217;ins\u00f9 e uno sguardo cos\u00ec acuto e penetrante, ma anche vagamente ironico e malizioso, che sembrava uscire dall&#8217;intonaco assai scrostato e rovinato dal tempo, e posarsi su qualche oggetto reale, l\u00ec vicino.<\/p>\n<p>Rimasi a contemplare quelle sembianze per un tempo indefinito, conscio di stare ammirando il ritratto della regina Giovanna I d&#8217;Angi\u00f2, che verso il1350 aveva fatto costruire il tempio in ricordo della sua incoronazione e di quella del secondo marito, Ludovico di Taranto). E ripensavo alla vicenda torbida e tragica di quella sventurata donna, di quella regina troppo bella e troppo giovane &#8211; era salita al trono diciassettenne, nel 1343 -, troppo libera e troppo sensuale, sposa di quattro mariti e trastullo di troppi ministri, coinvolta in troppi intrighi e in troppi delitti &#8211; a cominciare da quello del suo primo consorte, Andrea d&#8217;Ungheria, tratto nella notte dalla camera nuziale e miseramente precipitato dalle mura di un castello. Una donna dal fascino indefinibile e irresistibile che, ad Avignone, presso la corte pontificia, aveva saputo discolparsi cos\u00ec bene dai sospetti di uxoricidio, da muovere a compassione e farsi pienamente assolvere perfino da un tribunale di vescovi tarlati e sospettosi.<\/p>\n<p>Ripensavo a tutto ci\u00f2 mentre guardavo il suo ritratto, quasi ipnotizzato, quand&#8217;ecco mi parve di udire un brusio di voci, come una piccola folla lontana eppur vicina; e, sopra quel brusio levarsi lo zampillo di una risata argentina, ma anch&#8217;esso stranamente ovattato e come se provenisse da lontano.<\/p>\n<p>D&#8217;istinto mi volsi, supponendo che una comitiva di turisti fosse entrata alle mie spalle mentre stavo cos\u00ec assorto: ma non c&#8217;era nessuno. Girai intorno lo sguardo, la chiesa era vuota e silenziosa come quando vi ero entrato. Tornai a fissare la bella immagine della regina e, dopo qualche secondo, udii nuovamente lo smorzato brusio di voci e il limpido, spensierato riso femminile; e un suono gentile di strumenti musicali, d&#8217;arpe e di liuti; e inoltre come un rumore di stoviglie e di bicchieri.<\/p>\n<p>Un istante dopo era tutto finito.<\/p>\n<p>Non sapevo che cosa pensare. Confuso, impressionato, dubbioso di me stesso, restavo l\u00ec perplesso ed esitante, e pensavo che il clima cos\u00ec diverso in cui mi ero bruscamente venuto a trovare, il calore ardente, la sete e la stanchezza dovevano avermi giocato quello scherzo inusitato. Giunto a una tale conclusione, mi stavo muovendo per uscire, quando un urlo lontano di donna, straziante e carico d&#8217;angoscia, mi fer\u00ec l&#8217;udito.<\/p>\n<p>Mio Dio, la stavano uccidendo!&#8230; Stavo rivivendo la sua tragica morte, avvenuta il 22 maggio 1382, strangolata dai suoi carcerieri, per ordine dell&#8217;invasore, Carlo III di Durazzo. Sola e senza amici, regina prigioniera senza pi\u00f9 regno n\u00e9 sudditi, lei che aveva attraversato la scena della vita circondata da innumerevoli amanti e ammiratori, come fosse stata una festa ininterrotta. Lei che aveva amato la vita e l&#8217;amore, fino al punto di perdere &#8211; inseguendo il suo piacere &#8211; il trono e s\u00e9 stessa.<\/p>\n<p>Qualche tempo dopo uscii dalla chiesa, turbato e pensieroso.<\/p>\n<p>Avevo ancora quel grido disperato negli orecchi, simile a una suprema invocazione d&#8217;aiuto. La luce del meriggio napoletano mi avvolse nel suo biancore abbagliante, in cui si scioglievano le ombre delle cose.<\/p>\n<p>Riteniamo di fare cosa utile ai lettori riportando dalla guida del Touring Club Italiano \u00abNapoli e dintorni\u00bb, edizione 2005, pp. 258-259, il seguente stralcio sulla chiesa di S. Maria Incoronata, detta anche, semplicemente, Chiesa dell&#8217;Incoronata.<\/p>\n<p><em>&quot;S. MARIA INCORONATA.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Sul lato opposto di via Medina<\/em> [rispetto alla Chiesa della Oiet\u00e0 dei Turchini, detta anche dell&#8217;Incoronatella]<em>, \u00e8 affiancata dalla chiesa di S. Giorgio dei Genovesi (&#8230;). Con portico esterno su colonne, appare a un livello pi\u00f9 basso della strada perch\u00e9 tutta la zona fu trasfosmata nel sec. XVI con la creazione della nuova cinta di Castel Nuovo e dei fossati. La chiesa fu fondata, poco dopo la meta del XIV da Giovanna I in memoria dell&#8217;incoronazione sua e del secondo marito, Ludovico di Taranto. Venne dedicata alla corona di spine (Raffigurata nel portale) per la presenza di una spina ritenuta della corona di Cristo e donata alla chiesa dalla regina. Pass\u00f2 in seguito ai Certosini di S. Martino che, verso la fine del sec. XVI, la lasciarono in abbandono. Riaperta al culto e ridecorata nel XVIII, \u00e8 stata oggetto, per buona parte del &#8216;900, di interminabili restauri (iniziati nel 1925-27 e conclusi nel 1993) che l&#8217;hanno liberata dagli edifici che vi si erano sovrapposti, ma anche spogliata di ogni elemento barocco; oggi appare quindi riva d&#8217;ogni arredo.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;L&#8217;interno mostra un impianto singolare a due navate coperto da crociere che ha dato spunto alle pi\u00f9 varie spiegazioni: una \u00e8 relativa all&#8217;adattamento di un edificio preesistente, sede del Regio Tribunale, di cui rimarrebbero la navata maggiore e il portico esterno. Nella prima campata della navata maggiore, affreschi di Roberto Oderisio. Nella volta,<\/em> Trionfo della religione <em>e<\/em> I sette sacramenti <em>(danneggiati dal tempo e da incauti restauri), eseguiti nel 1352-54 c.: nel<\/em> Battesimo <em>si vuole vedere quello di Carlo figlio del duca di Calabria (due figure, di cui una laureata, sarebbero Petrarca e Laura; nella<\/em> Confermazione <em>la cresima di tre figli di Giovanna I; nella<\/em> Comunione <em>la figura stessa di Giovanna, nell&#8217;<\/em>Ordinazione <em>la consacrazione episcopale di S. Ludovico d&#8217;Angi\u00f2 da parte di Bonifacio VIII, nella<\/em> Confessione <em>ancora Giovanna; nel<\/em> Matrimonio <em>le nozze di Giovanna col cugino; queste identificazioni non hanno, per\u00f2, alcun fondamento. Pi\u00f9 danneggiate le pitture delle lunette, con<\/em> storie di Giuseppe ebreo, di Mos\u00e9 e altre bibliche<em>. Il loro soggetto e la datazione pi\u00f9 antica (c. 1340-43) sembrano avvalorare la tesi di coloro che ritengono questa parte della chiesa ricavata dall&#8217;aula del tribunale. (&#8230;)&quot;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il seguente racconto era stato pubblicato sul mensile \u00abIl Piave\u00bb di Conegliano (Treviso) , nel numero 11 (novembre) del 1988, pag. 3, e viene ora riproposto,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-25860","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25860","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25860"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25860\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25860"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25860"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25860"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}