{"id":25859,"date":"2020-03-04T01:02:00","date_gmt":"2020-03-04T01:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/03\/04\/il-ritorno-trionfale-degli-eretici-leonardo-boff\/"},"modified":"2020-03-04T01:02:00","modified_gmt":"2020-03-04T01:02:00","slug":"il-ritorno-trionfale-degli-eretici-leonardo-boff","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/03\/04\/il-ritorno-trionfale-degli-eretici-leonardo-boff\/","title":{"rendered":"Il ritorno trionfale degli eretici: Leonardo Boff"},"content":{"rendered":"<p>Parlando dei suoi &quot;maestri&quot; e dei suoi teologi &quot;preferiti&quot;, Bergoglio fa spesso riferimento al cardinale Walter Kasper, a sua volta discepolo diretto del discusso Karl Rahner e dell&#8217;eretico Hans K\u00fcng, e al sedicente monaco Enzo Bianchi, divenuto figura di primo piano alla corte del signore argentino, pur non essendo nemmeno sacerdote (cosa che non ha impedito al suo illustre discepolo di carezzar l&#8217;idea di farlo vescovo e magari cardinale). Tuttavia, accanto a loro e pi\u00f9 di loro, sul pensiero teologico, se cos\u00ec possiamo chiamarlo, di Bergoglio, ha influito l&#8217;insegnamento di un teologo sudamericano che qualche decennio fa ha avuto il suo spettacolare momento di gloria negli ambienti ultraprogressisti della Chiesa e specialmente nell&#8217;ambito della teologia della liberazione, della quale stato considerato una delle voci pi\u00f9 autorevoli: il brasiliano Leonardo Boff, classe 1938, autore di oltre cento libri, ex frate francescano ed ex sacerdote. Ex, perch\u00e9 oggi vive felicemente con una compagna, Marcia Maria Monteiro, e con i loro sei figli adottivi, dopo aver lasciato l&#8217;ordine e il sacerdozio nel 1992, punto d&#8217;arrivo di un lungo contrasto con la Chiesa che aveva conosciuto la svolta decisiva nel 1984, quando aveva dovuto presentarsi a Roma, davanti al prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, Joseph Ratzinger, per giustificare alcune sue posizioni ritenute incompatibili con la dottrina cattolica e con lo stato sacerdotale. Quali posizioni, esattamente? Ci limiteremo a dire che Boff era, e \u00e8 sempre stato, estremamente critico verso la gerarchia ecclesiastica, da lui ritenuta una struttura di potere; ha sempre messo gli uomini, e pi\u00f9 precisamente i poveri, al centro della sua teologia; ha sempre mostrato la tendenza a delineare una teologia olistica, ossia facente perno sui temi dell&#8217;ambientalismo; \u00e8 favorevole al sacerdozio femminile; \u00e8 stato un sostenitore del presidente di sinistra Lula da Silva (quello, per intenderci, che neg\u00f2 al&#8217;Italia l&#8217;estradizione del terrorista Cesare Battisti e che poi \u00e8 finito in galera per corruzione, e dovr\u00e0 affrontare a breve il processo definitivo), salvo poi distaccarsene, perch\u00e9 lo giudicava troppo moderato; infine ha sempre mostrato una spiccata simpatia per il marxismo, tanto che dopo il 1992, passato tranquillamente ad insegnare in una universit\u00e0 statale, si \u00e8 accreditato come uno dei maggiori teorici marxisti all&#8217;interno della cultura brasiliana odierna. Ebbene: sono tutti temi costanti nella pastorale, si fa per dire, del signor Bergoglio: i poveri, l&#8217;ambiente, le donne, la sinistra, la critica incessante al &quot;clericalismo&quot; e al &quot;conservatorismo&quot; della Chiesa, vista quasi come un&#8217;entit\u00e0 nemica, una cittadella da prendere d&#8217;assalto. Su Ratzinger, in particolare, divenuto poi Benedetto XVI, il giudizio di Boff era molto duro, perch\u00e9 lo accusava di concepire una Chiesa &quot;fuori della storia&quot; e autoreferenziale, che non ammette alcuna verit\u00e0 al di fuori di se stessa (cosa perfettamente logica e naturale dal punto di vista cattolico; e nessuno costringe il signor or Boff a dirsi cattolico); ma anche il giudizio su Giovanni Paolo II era duro, perch\u00e9, a suo parere, aveva tradito il famoso &quot;spirito&quot; del Concilio, tentando di riportare la Chiesa su posizioni preconciliari. E anche questo giudizio, bench\u00e9 certo non confessato (e non confessabile) deve aver pesato nelle relazioni fra Bergoglio e il papa emerito. Sta di fatto che Bergoglio ha sempre parlato con stima e simpatia di questo ex francescano ed ex prete, tentando in ogni modo di riabilitarlo e di ritagliare per lui un ruolo nella sua &quot;chiesa in uscita&quot;.<\/p>\n<p>Per dare un esempio delle idee di Leonardo Boff all&#8217;epoca in cui era particolarmente in auge, ecco cosa scriveva verso l&#8217;inizio degli anni &#8217;70 del Novecento sul tema della speranza cristiana (da: L. Boff, <em>Vita oltre la morte<\/em>; titolo originale: <em>Vida para alem da morte<\/em>, Petropolis, Editora Vozes, 1973; trad. dal portoghese di Anita Sorsaja, Assisi, Cittadella Editrice, 1974, pp. 125; 126-127):<\/p>\n<p><em>La speranza si fonda, esattamente, sulla differenza tra quello che GI\u00c0 \u00c8 e quello che ANCORA-NON-\u00c8, ma \u00e8 possibile; tra il presente e il futuro, che pu\u00f2 diventare presente. Il GI\u00c0 costituisce il futuro realizzato, il NON ANCORA forma il futuro aperto. In quanto la speranza vede il futuro e il regno gi\u00e0 presenti in mezzo a noi, nel bene, nella comunione, nella fraternit\u00e0, nella giustizia sociale, nella crescita veramente umana dei valori culturali, nell&#8217;apertura dell&#8217;uomo al trascendente, essa ha motivi per celebrarlo e festeggiarlo nella gioia serena e nel tranquillo godimento della sua manifestazione. Da ci\u00f2 sorge la festa nel cuore della vita (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Solo la fede cristiana ci permette di gustare Dio nella fragilit\u00e0 umana e di festeggiarlo nella caducit\u00e0 della figura di questo mondo che passa (1 Cor 7,31). Il GI\u00c0, tuttavia, non pu\u00f2 essere assolutizzato; esso \u00e8 sempre aperto al NON ANCORA che verr\u00e0. Tutte le volte che il Gi\u00e0 si sostantiva sorgono le ideologie totalitarie, profane o religiose. Compaiono il dogmatismo, il legalismo, il ritualismo, il razzismo, il materialismo, il capitalismo, e tutti gli altri &#8216;ismi&#8217;. Nell&#8217;ideologia c&#8217;\u00e8 sempre l&#8217;assolutizzazione di un relativo, l&#8217;universalizzazione di una parte della realt\u00e0 e l&#8217;ereticalizzazione di una verit\u00e0. In nome del Non ancora si deve contestare il Gi\u00e0 radicalizzato. Qui la matrice di tutta a vera contestazione. Il &quot;no&quot; presuppone un &quot;s\u00ec&quot; a qualcosa di futuro e possibile. Come giustamente afferma la lettera papale &quot;Octagesima Adveniens&quot;, questa forma di critica del presente a partire da un futuro &quot;stimola l&#8217;immaginazione prospettica per percepire nel presente le possibilit\u00e0 ignorate, che vi trovano iscritte, e in pari tempo per orientare nel senso di un futuro nuovo &quot; (n. 37).<\/em><\/p>\n<p><em>Questa critica conferisce libert\u00e0 al cristiano: tutto \u00e8 relativo in questo mondo, se paragonato a Dio e a ci\u00f2 che Egli ci promette. \u00c8 relativa la Chiesa, con i suoi dogmi e sacramenti e gerarchie. Sono relativi i valori culturali e morali. \u00c8 relativo lo Stato, con tutta la prepotenza delle sue istituzioni e della sua ideologia. Con ci\u00f2 non si vuol dire che queste realt\u00e0 terrene non abbiano importanza. Esse sono importanti, poich\u00e9 in esse troviamo mediato l&#8217;Assoluto. Ma non sono l&#8217;Assoluto e non possono esigere totalmente il cuore dell&#8217;uomo. Questo \u00e8 stato fatto solamente per Dio: Lui solo risponde pienamente agli anelito profondo dell&#8217;uomo.<\/em><\/p>\n<p><em>Da questa considerazione fa capolino il senso di &quot;humour&quot; che pervade l&#8217;atteggiamento autenticamente cristiano. Lo &quot;humour&quot; non significa atarassia e impassibilit\u00e0 storica [o stoica?] che superbamente impone di sorridere di fronte al tragico, poich\u00e9 di fronte ad esso non si pu\u00f2 sfuggire. Il cristiano, in virt\u00f9 della sua speranza, sa che nel mondo non c&#8217;\u00e8 niente di tragico, perch\u00e9 crede che niente sfugge a Dio. Ci pu\u00f2 essere il drammatico, perch\u00e9 nella storia in cammino verso Dio lottano e si alternano violenza e libert\u00e0, peso del peccato e soffio dello Spirito (cf. &quot;Octagesima Adveniens&quot;, 37). Ma alla fine la libert\u00e0 trionfa sulla violenza e il soffio dello Spirito annienta il peccato&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Crediamo che questa pagina basti e avanzi per capire che genere di &quot;cristianesimo&quot; sia quello di Lonardo Boff, e che tipo di &quot;teologia&quot; sia la sua, che pure gli ha dato un momento di grande celebrit\u00e0 mezzo secolo fa, quando era considerato una delle figure di spicco della teologia della liberazione e tutti i cattolici progressisti, non solo in America Latina ma anche in Europa, gli riconoscevano un ruolo di primo piano nel preteso processo di rinnovamento post-conciliare.<\/p>\n<p>Cominciamo partendo dal fatto che il suo discorso ruota attorno alla speranza, ma francamente non si capisce a che tipo di speranza egli si riferisca: non solo perch\u00e9 la scrive con la lettera minuscola, ma per come la descrive, si direbbe proprio che sia un sentimento del tutto umano e non la virt\u00f9 teologica che, insieme alla Fede e alla Carit\u00e0, forma la vita divina che lo Spirito Santo trasfonde negli uomini. Questa premessa \u00e8 importante perch\u00e9 serve a definire l&#8217;orizzonte di senso nel quale si muove il ragionamento di Boff. Teniamolo a mente: quando parla della speranza, lo fa da un punto di vista umano; e se anche, formalmente, la pone come virt\u00f9 teologale, di fatto la concepisce in una maniera umana, e precisamente la collega all&#8217;attesa di un mondo migliore, qui, sulla terra, da realizzarsi mediante il lavoro degli uomini. Ora, il sentimento umano della speranza \u00e8 la cosa pi\u00f9 ingannevole e fallace che esista: quante speranze umane sono destinate a infrangersi e naufragare, tutti i giorni: lo vediamo nella nostra vita, lo vediamo nei calcoli dei potenti e nel destino degli Stati e dei popoli. Voler fondare qualcosa di durevole su di essa \u00e8 una contraddizione in termini. Viceversa, per il cristiano la Speranza che viene dalla fede in Dio, e che \u00e8 un dono dello Spirito Santo, \u00e8 una realt\u00e0 salda come la roccia: i cieli e la terra passeranno, ma la Speranza non passa, cos\u00ec come non passa nulla di quanto viene direttamente da Dio. E gi\u00e0 da questa impostazione iniziale si comprende perch\u00e9 Boff \u00e8 il vero maestro di Bergoglio: perch\u00e9 gli ha insegnato a pensare il bene, il futuro, l&#8217;insieme delle cose da farsi, come concepibili a partire da una prospettiva umana: \u00e8 bene quel che all&#8217;uomo appare bene, la giustizia, la solidariet\u00e0, la condivisione; tutte belle cose, senza dubbio, ma se pensate come distinte da Dio, come opera dell&#8217;uomo, anche queste belle cose finiscono per diventare cattive, e la loro attuazione si trasforma in un incubo. Il non inginocchiarsi davanti al Santissimo (ma davanti agli uomini s\u00ec, eccome); il non recitare il <em>Credo<\/em> neppure durante la santa Messa; lo svilire il Sacramento dell&#8217;Eucarestia, aprendolo ai divorziati risposati; il parlare con sconcertante, e a volte blasfema familiarit\u00e0, rozzamente, volgarmente, di Dio, di Ges\u00f9 Cristo, della Vergine Santissima: il dedicare uno spazio autonomo ai temi delle migrazioni, dell&#8217;ecologia, dell&#8217;ambiente, dell&#8217;inquinamento, della biodiversit\u00e0, del clima, fino a dedicare ad essi degli appositi documenti magisteriali, o che vengono presentati come tali, in pratica senza dare spazio alla voce di Dio, senza subordinarli all&#8217;amore di Dio, senza trattarli come parte della dimensione soprannaturale cui l&#8217;uomo \u00e8 chiamato: tutto questo \u00e8 pessima teologia, teologia antropocentrica, e viene da padre Leonardo Boff. E come vede il futuro, la speranza di cui parla Boff, e che solo per un equivoco si potrebbe intendere come la Speranza cristiana? Lo vede come la realizzazione <em>gi\u00e0 avvenuta<\/em> del Regno di Dio (!), precisamente nei seguenti punti: 1) nel bene (quale bene? un bene umano o il Bene cristiano?); 2) nella comunione (umana); 3) nella fraternit\u00e0 (umana); 4) nella giustizia sociale (da stabilirsi con criteri puramente umani); 5) nella crescita veramente umana dei valori culturali (si noti la sottolineatura di quell&#8217;avverbio, <em>veramente<\/em> umana); 6) nell&#8217;apertura dell&#8217;uomo al trascendente. Su sei punti, solo uno, l&#8217;ultimo, fa riferimento a Dio; anzi, genericamente al divino. Ma di quale dio si stia parlando, non viene detto: dal contesto, potrebbe essere benissimo il dio di Maometto o quello del Dalai Lama. E poi si parla semplicemente di &quot;apertura&quot;, non di conversione, che \u00e8 ci\u00f2 che conta per un cristiano: <em>Convertitevi e credete al Vangelo<\/em> (<em>Mc<\/em> 1,15). Questo non \u00e8 il Vangelo di nostro Signore Ges\u00f9 Cristo; questa non \u00e8 nemmeno una religione, una religione qualsivoglia: questa \u00e8 l&#8217;agenda dell&#8217;ONU, vale a dire l&#8217;agenda della massoneria internazionale. N\u00e9 pi\u00f9, n\u00e9 meno. E il signore argentino vestito di bianco \u00e8 il suo esecutore: per questo \u00e8 stato scelto, fra tanti migliori di lui, pi\u00f9 intelligenti, pi\u00f9 colti, pi\u00f9 preparati, pi\u00f9 ammodo; per questo fa le cose che fa, dice le cose che dice, tace le cose che omette di dire. \u00c8 molto probabile che a breve ricever\u00e0 il Premio Nobel, per la pace naturalmente: lo ricever\u00e0 dalle mani di una giuria massonica, cos\u00ec come ha gi\u00e0 ricevuto senza batter ciglio, anzi con evidente compiacimento, il Premio Carlo Magno dalle mani di un&#8217;altra potente agenzia massonica. E cos\u00ec come non ha trovato niente di strano che i supermassoni del Gruppo Bilderberg invitassero il suo segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, ad una delle loro riunioni annuali, nel corso delle quali discutono a porte chiuse, e in ultima analisi decidono i destini del mondo: come a dire che il Vaticano, di questi tempi, deve essere considerato a tutti gli effetti, e ormai alla luce del sole, una delle maggiori centrali della massoneria internazionale. A questo punto, non c&#8217;\u00e8 neanche bisogno che il Vaticano ritiri ufficialmente la scomunica emessa da Clemente XII nel 1738, in seguito pi\u00f9 volte rinnovata, ai cari <em>fratelli massoni<\/em>, come li chiama alquanto familiarmente e affettuosamente il cardinale Gianfranco Ravasi: autorizzando Parolin a recarsi alla sessantaseiesima riunione del Bilderberg (Torino, 7-10 giugno 2018), rigorosamente a porte chiuse e rigorosamente senza partecipazione della stampa, come in tutte le altre sessantacinque, \u00e8 come se Bergoglio avesse sdoganato la massoneria tutta intera, ligio al suo motto: abbattere muri, gettare sempre ponti, in questo caso gettando un ponte dorato verso il peggiore e il pi\u00f9 tenace fra tutti i nemici della Chiesa cattolica.<\/p>\n<p>Ma torniamo a Leonardo Boff. Nel fare l&#8217;elenco dei totalitarismi, come lui dice, profani o religiosi (e nessuno pensi che alluda, che so, all&#8217;islamismo fondamentalista: no, lui ha sempre in mente l&#8217;oppressiva Chiesa cattolica) balza all&#8217;occhio che non vi figurano n\u00e9 il marxismo, n\u00e9 il comunismo, n\u00e9 il socialismo; in compenso c&#8217;\u00e8 il capitalismo e c&#8217;\u00e8 l&#8217;inevitabile razzismo (<em>vade retro<\/em>, Satana!); e ci sono tre &#8212;<em>ismi<\/em>: il dogmatismo, il legalismo e il ritualismo, i quali evidentemente si riferiscono alla Chiesa cattolica &#8212; chiss\u00e0 perch\u00e9 non alla religione ebraica, o a quella islamica &#8212; e, guarda caso, sono i vocaboli che pi\u00f9 spesso ricorrono nei discorsi di Bergoglio quando \u00e8 in vena, cio\u00e8 quasi quotidianamente, d&#8217;inveire contro la Chiesa di cui \u00e8 al vertice e contro la fede di cui \u00e8, o almeno dovrebbe essere, il vicario di Cristo in terra. E che dire del suo manifesto, esplicito relativismo? Egli afferma che <em>tutto \u00e8 relativo in questo mondo, se paragonato a Dio e a ci\u00f2 che Egli ci promette. \u00c8 relativa la Chiesa, con i suoi dogmi e sacramenti e gerarchie. Sono relativi i valori culturali e morali.<\/em> Davvero? Ma \u00e8 lecito a un sacerdote cattolico parlare in questo modo? Pu\u00f2 sostenere tranquillamente che la Chiesa \u00e8 relativa; che i dogmi sono relativi; che i Sacramento sono relativi; che la morale \u00e8 relativa? Eppure, lui lo fa. E lo fa con la tipica astuzia sudamericana, che cos\u00ec bene abbiamo imparato a riconoscere in Bergoglio, di nascondere la mano che scaglia la pietra dietro a un espediente dialettico, e cio\u00e8 dicendo che tutto \u00e8 relativo <em>se paragonato a Dio<\/em>. Bella scoperta! Ma se tutto ci\u00f2 che esiste nel mondo \u00e8 certamente relativo a paragone di Dio, non \u00e8 per\u00f2 relativa affatto la sua Parola: e la sua Chiesa, la sua dottrina, i suoi Sacramenti, la sua morale, non sono per niente relativi, ma assoluti, perch\u00e9 fondati sulla sua Parola, come una casa costruita sulla roccia. Relativi i dogmi, cio\u00e8 la dottrina? Ma quando mai! Se cos\u00ec fosse, ogni epoca avrebbe la sua dottrina, il suo cristianesimo, il suo Vangelo! Relativi i Sacramenti, ad esempio l&#8217;Eucarestia? Ma questa \u00e8 una bestemmia vera e propria! Che cosa intende dire, il signor Boff: che per alcuni c&#8217;\u00e8 la Presenza Reale, mentre per altri la santa Messa \u00e8 solo una allegoria dell&#8217;Ultima Cena, un simbolo, una commemorazione, alla maniera protestante? A ciascuno secondo il suo estro, e ciascuno la pensi come gli pare e piace? Macch\u00e9! Questo non \u00e8 il cattolicesimo; questa \u00e8 una delle tante sette di matrice luterana o calvinista, c&#8217;\u00e8 solo l&#8217;imbarazzo della scelta. Infine: che cosa vuol dire che ogni epoca ha i suoi valori, la sua morale? Che anche per il cristiano il bene e il male non sono assoluti, ma relativi? Ecco dove porta l&#8217;idea, tipicamente rahneriana e conciliare, della storia che si fa Chiesa, e non della Chiesa che illumina la storia: alla totale storicizzazione della dottrina, della pastorale, della stessa etica.<\/p>\n<p>Che dire, infine, del concetto dello <em>humour<\/em> del cristiano, derivante dalla convinzione che nel mondo non vi sia niente di tragico, perch\u00e9 tutto \u00e8 nelle mani di Dio? Qui siamo a met\u00e0 strada fra la bestemmia e il vaneggiamento: viene il dubbio che chi scrive quelle cose non sia del tutto in s\u00e9. Certo che ogni cosa \u00e8 nelle mani di Dio; esiste, per\u00f2, per volont\u00e0 e per dono di Dio stesso, la libert\u00e0 umana: e dalla libert\u00e0 umana deriva la possibilit\u00e0 di scegliere il male anzich\u00e9 il bene, l&#8217;ingiusto invece del giusto, il falso invece del vero, il brutto invece del bello. E tutto questo non \u00e8 terribilmente tragico? In che cosa vede lo <em>humour<\/em>, il signor Boff? Cosa c&#8217;\u00e8 di umoristico nel Peccato originale, nel fratricidio di Abele da parte di Caino, e nel peccato in generale? Cosa c&#8217;\u00e8 di umoristico nel giudizio di Dio e nell&#8217;alternativa, per l&#8217;uomo, fra il paradiso e l&#8217;inferno? E cosa c&#8217;\u00e8 di umoristico nel sangue dei martiri, nel calvario dell&#8217;anima che si offre volontariamente a Dio in riparazione del male e dei peccati?<\/p>\n<p>Con simili &quot;maestri&quot; alle spalle, non stupiscono le enormit\u00e0, le eresie e le bestemmie che escono in continuazione dalla bocca del signore argentino che faceva il buttafuori, e che adora mangiare la carne cruda; talmente cruda che, alla suora la quale gli domandava come volesse la bistecca, subito dopo essere stato eletto papa, rispondeva: <em>Che muggisca!<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parlando dei suoi &quot;maestri&quot; e dei suoi teologi &quot;preferiti&quot;, Bergoglio fa spesso riferimento al cardinale Walter Kasper, a sua volta discepolo diretto del discusso Karl Rahner<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[109,216],"class_list":["post-25859","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-francesco","tag-chiesa-cattolica","tag-papi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-papa-francesco.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25859","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25859"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25859\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30174"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25859"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25859"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25859"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}