{"id":25858,"date":"2020-02-24T06:46:00","date_gmt":"2020-02-24T06:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/02\/24\/il-ritorno-della-gnosi-sotto-le-vesti-dello-scientismo\/"},"modified":"2020-02-24T06:46:00","modified_gmt":"2020-02-24T06:46:00","slug":"il-ritorno-della-gnosi-sotto-le-vesti-dello-scientismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/02\/24\/il-ritorno-della-gnosi-sotto-le-vesti-dello-scientismo\/","title":{"rendered":"Il ritorno della gnosi sotto le vesti dello scientismo"},"content":{"rendered":"<p>Uno spettro si aggira, instancabile, inesauribile, insospettabile, nella cultura moderna, sia nel salotto buono, quello della scienza, sia in quello meno buono della filosofia, della letteratura, dell&#8217;arte, della religione: lo gnosticismo. Esso \u00e8 l&#8217;espressione di un sogno antichissimo dell&#8217;uomo, quello di assumere il controllo della situazione, di impadronirsi del segreto del mondo e cos\u00ec, con le sue sole forze, farsi il dio di se stesso; certo, non un dio creatore, e tuttavia pur sempre un dio di serie A, perfino superiore al Dio tradizionale, perch\u00e9 capace di correggere taluni &quot;errori&quot; di quello, grazie alle sue capacit\u00e0 tecniche e scientifiche che gli permettono di porsi davanti alla natura in attitudine non pi\u00f9 passiva, ma aggressiva e dominatrice. Lo gnosticismo, che \u00e8 stato la pi\u00f9 antica e la pi\u00f9 pericolosa delle eresie cristiane, ma che ha preceduto lo sviluppo del cristianesimo perch\u00e9 se ne trovano le tracce gi\u00e0 nelle culture e nelle religioni pre-cristiane, \u00e8 in sostanza una dottrina della salvezza tramite la conoscenza, quindi \u00e8 necessariamente una dottrina esoterica. Il sapere che conduce alla salvezza \u00e8 infatti un sapere ristretto, iniziatico, cui solo pochi sono in gradi di accedere, e che consiste nel riconoscimento di una &quot;verit\u00e0 pi\u00f9 vera&quot; all&#8217;interno della verit\u00e0 ufficiale, pubblica, quella di cui si contentano le persone da poco, le persone semplici; e pazienza se Ges\u00f9 Cristo in Persona aveva reso a lode al Padre suo per aver rivelato i misteri della fede precisamente ai piccoli e ai semplici, e per averle nascoste a coloro che si credono sapienti e intelligenti (cfr. <em>Matteo<\/em>, 11,25).<\/p>\n<p>Dicevamo che il salotto buono della cultura \u00e8 quello della scienza. La societ\u00e0 moderna \u00e8 pervasa da una cultura scientista, che assolutizza il valore della conoscenza scientifica e svaluta, al suo confronto, tutte le altre forme del conoscere. Da ci\u00f2 il suo carrettiere intrinsecamente relativista, dato che la maggior parte del sapere scientifico \u00e8 soggetto a continui aggiustamenti, revisioni e periodiche rotture: le &quot;rivoluzioni&quot; di cui parlava Thomas S. Kuhn, determinanti altrettanti cambi di paradigma scientifico. Voler fondare un sapere assoluto su una base di per s\u00e9 instabile e precaria \u00e8 in se stesso contraddittorio e conferisce un carattere effimero e incerto all&#8217;intera societ\u00e0, cosa che si ripercuote inevitabilmente anche nelle relazioni interpersonali: si pensi alla formula <em>uno, nessuno e centomila<\/em> di Pirandello, non a caso divenuta celebre; e si pensi anche ai discutibili trionfi della psicanalisi. Di qui, anche, una sorta di corsa ad accaparrarsi lo status di &quot;scientifico&quot; per le pi\u00f9 svariate forme di conoscenza e di pseudo conoscenza. Il caso della psicanalisi \u00e8 emblematico: pur non essendo una scienza, \u00e8 riuscita a penetrare e ad insediarsi cos\u00ec bene nel club esclusivo del sapere scientifico, da costituirsi cine una vera e propria psicopolizia, al punto che ora gli psicanalisti si prendono il gusto di psicanalizzare gli stessi scienziati, e il loro verdetto \u00e8 temuto quasi quanto lo \u00e8, per il paziente, quello dell&#8217;oncologo o del cardiologo.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra conseguenza della scientizzazione del sapere moderno \u00e8 il ritorno della gnosi, una forma di conoscenza che si perde nelle nebbie del passato e che molti, superficialmente, credevano morta e sepolta, confinata nei libri di storia della filosofia e di storia delle religioni. Lo gnostico, come lo scienziato (o lo pseudo scienziato) \u00e8, o crede di essere &#8212; ma la differenza, dal punto di vista psicologico soggettivo, \u00e8 irrilevante &#8212; il detentore di un sapere superiore ed esclusivo, al quale \u00e8 giunto per suo merito e che \u00e8 negato alla maggioranza dei comuni mortali. In altre parole, lui <em>sa<\/em>, gli altri no; e perci\u00f2 quando lui parla, gli altro devono tacere e ascoltare; e quello che lui decide che si debba fare, va fatto, e ci\u00f2 che a suo giudizio non deve essere fatto, resta bloccato nel limbo delle possibilit\u00e0 abortite. L&#8217;ipotesi che anch&#8217;egli, dopotutto, potrebbe essere vittima d&#8217;una illusione di sapere, semplicemente non \u00e8 contemplata, non \u00e8 ammessa: di certo la gnosi non \u00e8 democratica.<\/p>\n<p>A questo proposito osservava, nel suo saggio <em>La riscoperta di Dio<\/em>, il sociologo Gaspare Barbiellini Amidei, esponente della cultura cattolica liberale (Milano, Rizzoli, 1984, pp. 67-70):<\/p>\n<p><em>Gli scienziati, menti vigili al presente, alla ricerca di ci\u00f2 che sta accadendo, non sempre conoscono la storia, almeno la storia della filosofia: o piuttosto non ritengono necessario riaprire gli antichi libri, quando costruiscono, dopo i loro esprimenti, le loro nuove metafore. Negli antichi libri troverebbero, gi\u00e0 scritte, con antiche parole, le loro proiezioni semi-religiose. Basterebbe ricordare la Gnosi. Un giovanissimo e forte pensatore italiano, una delle menti pi\u00f9 lucide di questo secolo, che un incidente stradale ha voluto rubare alla filosofia e alla vita esemplare quando da poco era salito alla cattedra, Emanuele Samek Lodovici, mi parlava, alcuni anni fa, della diffusa influenza del pensiero gnostico nella spesso inconsapevole cultura scientifica e parafilosofica contemporanea.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 una ripresa singolare, che chiss\u00e0 per quali rami arriva nei laboratori di fisica nucleare e di astrofisica, nelle conferenze e negli articoli di scienziati alla moda. Come il pensiero gnostico, chi ragiona di scienza e insieme vuole andare ai confini della scienza, sovente indossa gli abiti mentali tecnomorfi e sociomorfi. Con il modello tecnomorfo l&#8217;azione di un demiurgo creatore viene pensata secondo gli schemi di comportamento artigianale, ci immaginiamo l&#8217;azione di un dio artigiano, che crea e organizza, come noi artigiani del mondo creiamo e organizziamo. Oppure, secondo il modello sociomorfo, interpretiamo la realt\u00e0, soprattutto la realt\u00e0 che si intuisce ma non si riesce a definire, secondo il modo con il quale leggiamo le azioni e le relazioni sociali, cio\u00e8 il modo di essere dell&#8217;&quot;entourage&quot; umano, con i suoi concetti di famiglia, di costume, di diritto, di vendetta, di punizione. Per ritagliare l&#8217;errore di questi atteggiamenti mentali, Samek Lodivici si richiama all&#8217;insegnamento di Plotino. Il modello tecnomorfo e il modello sociomorfo prendono per la stessa cosa, e confondono la ricerca del pensiero e il pensiero vero: cos\u00ec si riduce il principio direttore del mondo al rango di coloro che apprendono, e si attribuiscono al principio direttore del mondo riflessioni, dubbi, ricordi, come a uno che confronti il passato con il presente e con il futuro. Se invece vediamo in quel principio &quot;Uno che sa&quot;, dobbiamo attribuirgli un pensiero quieto, che ha raggiunto il suo fine. Degradare Dio a noi non serve a capire di pi\u00f9, \u00e8 una perdita del centro e un impoverimento della possibilit\u00e0 umana di sintesi, \u00e8 rinunciare a una delle due mani con le quali raccogliere una parte, almeno la nostra parte di realt\u00e0. Samek Lodovici, come gli autori sui quali si era formato nel suo cristallino, fermissimo cristianesimo, era tutto dentro la tranquilla certezza di una scelta, che non era pi\u00f9 soltanto ipotesi religiosa, era personale, e istituzionale (cio\u00e8 dentro una Chiesa) conoscenza di Dio. Il nostro discorso invece si propone qui soltanto di muoversi fino alla soglia di ogni possibile scelta, alla soglia del riconoscimento nuovo, anzi rinnovato della attendibilit\u00e0 e della dignit\u00e0 logica di una scelta religiosa, della proponibilit\u00e0 attuale di una ipotesi dell&#8217;esistenza di Dio. La cultura scientifica si trova di fronte all&#8217;irrisolta dimensione dell&#8217;infinito. Tutti i modelli drasticamente finiti dell&#8217;antropomorfismo, il modello sociomorfo come quello tecnomorfo, riescono inadeguati a raccogliere questa dimensione dell&#8217;infinito, anzi la esasperano in uno scacco della ragione, oppure la manipolano in deboli fantasie da romanzo astrale e in parodie gnostiche e teosofiche, fra eoni consapevoli, stelle intelligenti, elettroni ricchi di memoria e di coscienza, particelle elementari dotate di spirito, fotoni e antifotoni capaci di tornare ad essere luce, buchi neri divoratori di materia, molecole interstellari responsabili di comportamenti razionali, e via fantasticando, come capita in tanti libri di mezza divulgazione e mezza filosofia scientifica. Aveva ragione Samek Lodovici quando ironizzava sulla traduzione di schieramenti antichi in schieramenti moderni, e sulla resistenza che il processo creativo della natura oppone tenacemente ai tentativi analitico-riduzionisti degli gnostici moderni. &quot;Nella disputa antica, il conflitto aveva come oggetto la produzione del mondo e il contraddittorio correva tra una mentalit\u00e0 gnostica di tipo fabbricatorio e una concezione plotiniana tesa a salvaguardare la legittimit\u00e0 di produzioni creative (e in quanto creative per ci\u00f2 stesso non totalmente rifacibili e riconoscibili). Qui il contraddittorio ha come materia l&#8217;essenza stessa e la modalit\u00e0 del costituirsi delle forme naturali, e vede opposti, da una parte, i nuovi gnostici, coloro che suppongono essere la natura risultato di procedimenti fabbricativi in ultima analisi in potere dell&#8217;uomo (attraverso l&#8217;utilizzo del concetto di caso) e, dall&#8217;altra, gli eredi di fatto della filosofia della natura di Plotino, coloro cio\u00e8 per i quali la vita, in nessun modo risultato casuale di un assemblaggio di parti, ha un suo modo di procedere creativo come tale non totalmente conoscibile e ricostruibile dall&#8217;uomo.&quot;<\/em><\/p>\n<p>In parole semplici, si pu\u00f2 dire che una cultura scientista \u00e8 intrinsecamente incapace di cogliere la dimensione spirituale e perci\u00f2 di porre la domanda fondamentale sul senso dell&#8217;esistenza, domanda che, peraltro, non le compete nemmeno di porre, dato che la scienza si occupa per definizione di ci\u00f2 che \u00e8 finito e materiale, dunque del mondo naturale, mentre qualunque domanda di senso proietta automaticamente chi la pone nella dimensione dell&#8217;infinito e dunque nel mondo immateriale, che si definisce in senso metafisico e soprannaturale. \u00c8 quando si verificano queste condizioni che l&#8217;antica tentazione gnostica trova spazio e alimento, perch\u00e9, in un certo senso, viene a colmare un vuoto. L&#8217;aspetto pi\u00f9 caratteristico dello gnosticismo moderno \u00e8 che non si tratta di un ritorno delle vecchie scuole e tradizioni sapienziali, bens\u00ec di uno gnosticismo, potremmo dire, inconsapevole, che viene adottato da molti esponenti della cultura scientifica rimasti orfani della risposta alla domanda di senso, senza per\u00f2 che essi possiedano il retroterra filosofico che permetterebbe loro di capire quel che stanno facendo, cio\u00e8 attingere un vino vecchissimo e travasarlo in otri nuovi, troppo nuovi, quelli della moderna tecno-scienza, con risultati prevedibilmente disastrosi. In un certo senso, questa \u00e8 la nemesi dello scientismo: avendo sbarrato la porta a ogni vera metafisica &#8212; operazione che risale a Kant &#8212; non pu\u00f2 fare altro che trasformare gli scienziati in pseudo metafisici, specialmente quando le loro stesse ricerche, come nel campo dell&#8217;astronomia o della fisica delle particelle sub-atomiche, li pongono a contatto con il mistero dell&#8217;infinito. Mistero che si guardano bene dal considerare tale, perch\u00e9, come osservava giustamente Gabriel Marcel, per la mentalit\u00e0 scientista non vi sono pi\u00f9 misteri, ma solo problemi: i quali sono sempre suscettibili di soluzione. La vita non \u00e8 pi\u00f9 un mistero; l&#8217;essere non \u00e8 pi\u00f9 un mistero; la morte non \u00e8 pi\u00f9 un mistero; sono tutti problemi scientifici, suscettibili di trovare, un bel giorno, la loro brava soluzione sul terreno scientifico. \u00c8 sconcertante vedere quanti fisici, quanti matematici, quanti astrofisici s&#8217;improvvisano filosofi, metafisici e perfino teologi &#8212; la pena del contrappasso, direbbe Dante &#8211; e si accalorano a sentenziare pro o contro l&#8217;esistenza di Dio, pro o contro il caso o il finalismo. Ma uno scienziato che s&#8217;improvvisa filosofo o teologo sar\u00e0 certamente un cattivo filosofo e un pessimo teologo, perch\u00e9 la sua struttura logica \u00e8 calibrata sul metro del finito, non dell&#8217;infinito; sulla dimensione del materiale, non dell&#8217;immateriale. Il danno che essi arrecano alla cultura e alla spiritualit\u00e0 \u00e8 duplice: da un lato, sbarrano la strada alla vera metafisica, censurando, disprezzando e rifiutando l&#8217;autentica ricerca di senso, fatta con gli strumenti concettuali adatti; dall&#8217;altro, sostituiscono ad essa una pseudo metafisica, elaborata da menti antimetafisiche e negate alla metafisica, capaci di ragionare solo sul <em>come<\/em> delle cose e giammai sul loro ultimo perch\u00e9. Il che, del resto, \u00e8 evidente gi\u00e0 nel loro ambito specifico, quello della scienza. Quanti medici si chiedono non <em>come<\/em> si debba combattere una certa patologia, ma <em>perch\u00e9<\/em> essa sia insorta proprio in quell&#8217;organismo e in quel momento? Pochissimi; quasi nessuno. Sono riduzionisti e materialisti per formazione, mentalit\u00e0, abito e consuetudine. Figuriamoci se sono adatti a porsi la domanda delle domande, che \u00e8 la domanda di senso. Se lo fanno, e sovente lo fanno, le risposte che formulano sono addirittura imbarazzanti per la loro miseria e ristrettezza: un bambino di quattro anni, pieno di stupore davanti al mistero del mondo, saprebbe formulare meglio di loro sia la domanda, sia il tentativo di risposta.<\/p>\n<p>Emanuele Samek Ludovici ha avuto il merito di indicare anche un altro aspetto del ritorno della gnosi nella cultura moderna: la riduzione del principio direttore del mondo al rango di coloro che apprendono; l&#8217;indebita equiparazione della ricerca del sapere con il raggiungimento del sapere (mentalit\u00e0 che si estende a tutti gli ambiti, ad esempio quello dell&#8217;arte, dove la sperimentazione pi\u00f9 balorda viene spacciata per arte bell&#8217;e fatta); l&#8217;abbassamento del divino al livello del&#8217;umano. Ed \u00e8 quest&#8217;ultimo il pi\u00f9 esiziale degli effetti collaterali del neo-gnosticismo in salsa scientista: come dice giustamente Barbiellini Amidei, <em>degradare Dio a noi non serve a capire di pi\u00f9, \u00e8 una perdita del centro e un impoverimento della possibilit\u00e0 umana di sintesi<\/em>. Eppure questo errore \u00e8 passato dalla cultura laica a quella religiosa, e ora stiamo assistendo al suo aberrante trionfo proprio nel cuore della cittadella, ossia la Chiesa cattolica. Ogni giorno dobbiamo confrontarci con lo spettacolo orripilante di un clero, ormai tale solo di nome, tutto impegnato a togliere il sacro, il trascendente e il misterioso, per offrirci un &quot;divino&quot; che non \u00e8 pi\u00f9 tale, ma ne \u00e8 solo la diabolica contraffazione&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno spettro si aggira, instancabile, inesauribile, insospettabile, nella cultura moderna, sia nel salotto buono, quello della scienza, sia in quello meno buono della filosofia, della letteratura,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30162,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[141,168],"class_list":["post-25858","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-gnoseologia","tag-filosofia","tag-gnosi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-gnoseologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25858","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25858"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25858\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30162"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25858"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25858"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25858"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}