{"id":25845,"date":"2020-03-10T01:07:00","date_gmt":"2020-03-10T01:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/03\/10\/il-problema-e-sempre-quello-come-tornare-a-cristo\/"},"modified":"2020-03-10T01:07:00","modified_gmt":"2020-03-10T01:07:00","slug":"il-problema-e-sempre-quello-come-tornare-a-cristo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/03\/10\/il-problema-e-sempre-quello-come-tornare-a-cristo\/","title":{"rendered":"Il problema \u00e8 sempre quello: come tornare a Cristo?"},"content":{"rendered":"<p>La civilt\u00e0 moderna sta agonizzando, distrutta dalle sue insanabili contraddizioni: consumata nella sua stessa <em>hybris<\/em>, nella sua stessa tracotanza, nella sua stessa mancanza di senso del limite. Aveva promesso la felicit\u00e0 come un diritto garantito a tutti quanti, ma non \u00e8 stata capace di assicurare nemmeno una vita dignitosa alla maggioranza degli esseri umani, n\u00e9 sul piano materiale, n\u00e9, tanto meno, su quello spirituale. Ha prodotto solo rovine e infelicit\u00e0: una turba senza radici, senza legami, senza identit\u00e0, senza amor proprio, senza rispetto di s\u00e9. Una turba confusa, disperata, che dopo tanto essersi arrabattata inseguendo quel miraggio di benessere che avrebbe dovuto preludere alla felicit\u00e0 completa e definitiva, si ritrova sprofondata in un abisso di angoscia che pare non aver mai fine. Si tratta, perci\u00f2, di recitare il <em>de profundis<\/em> su questa civilt\u00e0 che ha fallito, e poi di rimboccarsi le maniche e ripartire: di sgombrare le macerie e gettare le fondamenta di un&#8217;altra citt\u00e0, di un&#8217;altra visione della vita. Ma da dove incominciare, su che cosa far leva, visto che la modernit\u00e0 ha distrutto anticipatamente ogni strada percorribile, ha stabilito il nichilismo universale e ha, per cos\u00ec dire, avvelenato i pozzi dietro a s\u00e9 prima di lasciare il campo, in modo che le nuove generazioni non potessero trovare pi\u00f9 nulla per vivere, neppure un goccio d&#8217;acqua per dissetarsi nella calura afosa di questo amaro crepuscolo? Con il nulla non si pu\u00f2 costruire nulla. Il nostro problema pi\u00f9 immediato, pertanto, \u00e8 ricostruire innanzitutto un orizzonte di speranza. La prima cosa di cui v&#8217;\u00e8 bisogno, perch\u00e9 l&#8217;abbiamo perduta, \u00e8 la voglia di ricominciare, di tornare a vivere e non pi\u00f9 solamente sopravvivere, di lasciare qualcosa di buono ai nostri figli e ai nostri nipoti. Qualcosa per cui valga la pena di lottare, di mettersi in gioco, spezzando il cerchio stregato della nostra apatia e del nostro scoraggiamento, entro il quale siamo come paralizzati, siamo come ipnotizzati da un senso di totale e irreparabile fallimento. In altre parole siamo passati bruscamente dalla tracotanza della <em>hybris<\/em>, dalla cieca fiducia nel progresso e nella scienza, dalla volutt\u00e0 del benessere facile e a portata di tutti, alla depressione cronica, all&#8217;auto-disprezzo e al segreto desiderio di morte, il che mostra <em>ad abundantiam<\/em> quanto fossero fragili e precarie le basi del nostro precedente modo di vivere, di sentire e di pensare, e che noi credevamo tanto solide da pretendere che il mondo intero prendesse esempio da noi, che eravamo i migliori di tutti, i campioni dell&#8217;umanit\u00e0 futura, emancipata dalle fatiche e dalle pene della condizione pre-moderna.<\/p>\n<p>Siamo convinti che il punto sul quale far leva per rialzarci in piedi sia l\u00ec, sotto i nostri occhi, per il semplice fatto che \u00e8 sempre stato l\u00ec, solo che lo avevamo nascosto sotto spessi strati d&#8217;illusioni e di menzogne: e quel punto \u00e8 Ges\u00f9 Cristo. \u00c8 stato il cristianesimo a fare di noi dei popoli civili, a dare alle nostre famiglie, nel corso delle generazioni, la giusta prospettiva per costruire qualcosa invece del nulla. Tutto ha incominciato ad andar male quando abbiamo voltato le spalle a quella inesauribile ricchezza e siamo andati dietro al pifferaio magico della modernit\u00e0, che, ingannandoci, ci ha condotti fin oltre l&#8217;orlo del precipizio. Adesso dobbiamo risalire, il che \u00e8 difficile sia materialmente che spiritualmente; ma non \u00e8 impossibile: perch\u00e9 si tratta di riscoprire un tesoro dimenticato, ma che era gi\u00e0 nostro: quello custodito tanto amorevolmente dai nostri avi, e grazie al quale i nostri popoli hanno creato una vera civilt\u00e0, splendida di opere d&#8217;arte e di pensiero, ma soprattutto ricca di fermenti spirituali, perch\u00e9 capace di porsi in un giusto equilibrio fra la vita di quaggi\u00f9 e la nostra patria vera, che \u00e8 di lass\u00f9. L&#8217;eccessivo attaccamento alla dimensione terrena porta al materialismo, al relativismo e al nichilismo; l&#8217;ossessione della nostra patria finale porta al disprezzo del presente e alla trascuratezza dei nostri doveri, qui e ora, verso noi stessi e verso le future generazioni. Noi dobbiamo reimparare a vivere, come i nostri nonni, con un giusto amore per le cose terrene, per gli affetti familiari, per la santit\u00e0 del lavoro, e la necessaria e benefica tensione verso la dimensione spirituale, che ci apre alla luce di Verit\u00e0 che, sola, ci pu\u00f2 illuminare il cammino anche nei momenti pi\u00f9 bui e nei tratti pi\u00f9 impervi del nostro pellegrinaggio.<\/p>\n<p>Ma come si fa a tornare al cristianesimo? Ci si pu\u00f2 forse immergere due volte nella stessa acqua? E noi, che non siamo pi\u00f9 quelli di allora; noi, che siamo cos\u00ec cambiati; noi che la modernit\u00e0 ha trasformato quasi in un nuovo tipo antropologico, foderato di scetticismo e d&#8217;incredulit\u00e0, come faremo a ritrovare quella Verit\u00e0 che i nostri nonni sapevano accogliere in tutta umilt\u00e0 e semplicit\u00e0, e ci\u00f2 valeva anche per le persone colte? Il problema del ritorno al cristianesimo diventa, a questo punto, e come bene aveva visto Kierkegaard gi\u00e0 centottanta anni fa, il problema di come trasmettere, come annunciare, come comunicare il cristianesimo agli uomini moderni, vale a dire agli uomini infettati dal virus della modernit\u00e0.<\/p>\n<p>Ci sia consentito riportare quel che scrive Ettore Fagiuoli a proposito di questo aspetto del pensiero di Kierkegaard, che poi \u00e8, a ben guardare, l&#8217;aspetto centrale e decisivo (in: Guido Boffi e altri, <em>Dal senso comune alla filosofia. Profili<\/em>, Firenze, Sansoni, 2001, vol. 2, pp. 301-302):<\/p>\n<p><em>In questa desolante situazione c&#8217;\u00e8 bisogno per Kierkegaard di un risveglio cristiano. Egli pone a se stesso un&#8217;opera titanica e quasi irrealizzabile: reintrodurre il cristianesimo nella cristianit\u00e0. Ma come esprimere questo compito? La via che a tutta prima sembra pi\u00f9 semplice \u00e8 la COMUNICAZIONE DIRETTA: comunicare direttamente la verit\u00e0. La comunicazione diretta \u00e8 &quot;comunicazione di sapere&quot;, vale a dire presuppone un comunicante che sia in possesso di un determinato sapere che, come oggetto della comunicazione, viene comunicato a un ricevente. L&#8217;importante in questa comunicazione \u00e8 l&#8217;oggetto &#8212; in questo caso la DOTTRINA cristiana. Il comunicante, il ricevente e la riflessione sulla comunicazione stessa passano in second&#8217;ordine. Tuttavia proprio questa \u00e8 la situazione della cristianit\u00e0 e in genere del&#8217;et\u00e0 moderna, dove tutti sono impegnati nel comunicare di pi\u00f9, nell&#8217;arricchire a dismisura l&#8217;apparato di studi su un argomento.<\/em><\/p>\n<p><em>Bisogna allora seguire un&#8217;altra strategia. Come Socrate che fingeva di non sapere nulla per costringere l&#8217;interlocutore a dare ragione delle proprie opinioni, e per farlo giungere da s\u00e9 a una nuova consapevolezza, cos\u00ec Kierkegaard si propone di essere un nuovo Socrate. Un SOCRATE CRISTIANO che sia primitivo nel senso gi\u00e0 detto e sia capace di ingannar per portare alla verit\u00e0. Egli non comincer\u00e0 col professarsi cristiano mediante la comunicazione diretta, dir\u00e0 invece: io in sono cristiano, tu lo sei, dunque dimmi cos&#8217;\u00e8 la realt\u00e0 cristiana.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa \u00e8 per Kierkegaard la comunicazione indiretta. In essa l&#8217;importante non \u00e8 il sapere come nella comunicazione diretta, ma realizzare nell&#8217;esistenza ci\u00f2 che si dice. Qui comunicare vuol dire esistere, esistere come singolo, &quot;reduplicare&quot; nell&#8217;esistenza la comunicazione. Dunque la riflessione si sposta dall&#8217;OGGETTO della comunicazione al COME della comunicazione, alla comunicazione in quanto tale. Si deve riflettere sul MODO di comunicare che possa meglio favorire l&#8217;azione. Questo tipo di comunicazione Kierkegaard la chiama comunicazione di potere, comunicazione indiretta, comunicazione d&#8217;esistenza. Nella comunicazione indiretta risiede la ragione profonda della pseudonimia. Grazie a essa \u00e8 sempre un singolo a esprimersi, ossia una persona che dice io e che reduplica nella sua vita ci\u00f2 che dice. Un esteta (il personaggio A nella prima parte di &quot;Aut-Aut&quot;) parla di estetica, un uomo etico (il magistrato Wilhelm nella seconda parte di &quot;Aut-Aut&quot;) parla di etica, un pensatore (Climacus nelle &quot;Briciole di filosofiche&quot; e nella &quot;Postilla&quot;) di filosofia, un cristiano eminente (Anti-Climacus nella &quot;Malattia per la morte&quot; e nell&#8217;&quot;Esercizio del cristianesimo&quot;) del cristianesimo. Inoltre spesso nella comunicazione indiretta degli pseudonimi non \u00e8 dato sapere se quanto si afferma \u00e8, per esempio, scherzoso o serio, oppure un attacco o una difesa del cristianesimo; n\u00e9 l&#8217;enigma pu\u00f2 essere sciolto ricorrendo alla persona dello pseudonimo, perch\u00e9 costui \u00e8 una persona inesistente, un nessuno. Cos\u00ec sar\u00e0 il lettore a dover scegliere in base al proprio animo. L&#8217;opera diventa uno SPECCHIO che riverbera l&#8217;immagine di chi legge.<\/em><\/p>\n<p><em>Chi attua essenzialmente e fino in fondo la comunicazione indiretta \u00e8 Cristo, in quanto \u00e8 &quot;segno di contraddizione&quot; o &quot;paradosso assoluto&quot;. Egli contiene infatti in s\u00e9 una contraddizione, anzi la contraddizione suprema, quella di essere un uomo, un modesto e insignificante essere umano, e contemporaneamente di essere Dio. Cristo \u00e8 Dio interno al tempo. Egli \u00e8 un inconoscibile, perch\u00e9 nella sua essenza \u00e8 Dio, mentre alla&#8217;apparenza riveste i panni di un uomo mortale. Un qualsiasi uomo che si presenta in incognito, si pensi per esempio a una spia, pu\u00f2 sempre sciogliere l&#8217;incognito e rivelarsi in modo diretto. Cristo non lo pu\u00f2 in alcun modo: egli diventa assolutamente prigioniero dell&#8217;incognito sotto il quale si presenta. Non c&#8217;\u00e8 alcun modo diretto di sciogliere questa contraddizione, perch\u00e9, per quanto egli affermi di essere Dio, resta sempre un uomo con il suo destino mortale. Egli \u00e8 dunque un paradosso assoluto, un enigma incomprensibile, che si fa specchio per chi ascolta il suo insegnamento, cos\u00ec che ciascuno di fronte a Cristo vede s e stesso ed \u00e8 costretto a rivelare se stesso. Ciascuno \u00e8 posto di fronte all&#8217;alternativa: credere in lui o scandalizzarsi. Non ci sono ragioni oggettive che possono indurre a scegliere l&#8217;uomo-DioDi fronte alla ragione \u00e8 e rester\u00e0 uno scandalo, proprio quello scandalo che la cristianit\u00e0 vorrebbe abolire. Solo l&#8217;uomo-Dio \u00e8 la verit\u00e0, solo lui \u00e8 il singolo per eccellenza, solo lui \u00e8 dal principio alla fine comunicazione indiretta, visto che in lui non pu\u00f2 esserci mai rivelazione diretta della divinit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>Kierkegaard, conscio del fatto che nessuno potrebbe fare ci\u00f2 che nemmeno Cristo poteva (o voleva) fare, cio\u00e8 annunciare Se stesso come singolo assoluto e auto-evidente, vero uomo e vero Dio; e conscio anche del fatto che voler comunicare il cristianesimo indirettamente implica la coerenza di viverlo sino in fondo nella propria vita, cosa che nessuno, tranne Cristo, pu\u00f2 fare, si limita perci\u00f2 ad essere il Socrate cristiano: ad aiutare ciascuno a ritrovarsi come singolo, spogliato dei veli della menzogna e dell&#8217;ipocrisia, e a riconoscersi, decidendosi in maniera assoluta per Cristo, oppure a scandalizzarsi di Lui. Solo Cristo ci mette di fronte alla nuda verit\u00e0 di noi stessi; chi vuole annunciare Cristo, come Kierkegaard si propone di fare, deve perci\u00f2 limitarsi a fermare il lettore, l&#8217;uomo moderno che se ne va frettoloso per la sua via, e condurlo, col metodo socratico, a riconoscersi povero e indigente, pi\u00f9 che mai bisognoso di Cristo. In altre parole, Kierkegaard vuole essere la luce che mostra la via da seguire, ma, al tempo stesso, la pietra d&#8217;inciampo nei bei progetti dell&#8217;uomo moderno, che parla di tutto e non sa mai fermarsi ad ascoltare la Parola di Verit\u00e0. Tuttavia possiamo domandarci se sia proprio vero che, per annunciare Cristo agli uomini moderni, sia necessario seguire una strategia cos\u00ec indiretta, cos\u00ec sottile, perfino cos\u00ec ironica (fingere di non sapere cosa sia il vero cristianesimo per obbligare l&#8217;interlocutore a chiederselo lui stesso in prima persona), come se la modernit\u00e0 fosse una condizione culturale e psicologica che rende impossibile l&#8217;annuncio diretto, vale a dire l&#8217;annuncio della dottrina cristiana come una verit\u00e0 certa e oggettiva, alla maniera, poniamo, di un san Tommaso d&#8217;Aquino. L&#8217;uomo moderno, a giudizio di Kierkegaard, ha perso l&#8217;ingenuit\u00e0 del &quot;primitivo&quot;, perch\u00e9 non sa pi\u00f9 guardare al mondo con lo stupore originario di chi guarda le cose come se le vedesse per la prima volta: e questo \u00e8 vero. Inoltre la filosofia moderna, sempre secondo il filosofo danese, \u00e8 dominata dall&#8217;ipocrisia della chiacchiera: parole e parole per fare finta che i concetti siano chiari, ma nulla pu\u00f2 essere chiaro quando si sono voltate le spalle alla verit\u00e0; resta solo l&#8217;omologazione di un pensiero disonesto, tale cio\u00e8 che si auto-inganna deliberatamente. E anche questo \u00e8 vero. Per\u00f2 c&#8217;\u00e8 un fatto: che Cristo \u00e8 sempre stato e sempre sar\u00e0 il segno della suprema contraddizione, e lo \u00e8 per gli uomini moderni come lo era per i suoi contemporanei. Perci\u00f2, a nostro avviso, \u00e8 un errore volersi adeguare, nella comunicazione del cristianesimo, alla mentalit\u00e0 dell&#8217;uomo moderno: \u00e8 precisamente l&#8217;errore del Concilio Vaticano II e di tutta la teologia modernista o modernizzante., la quale, peraltro, ne siamo pi\u00f9 che certi, disgusterebbe profondamente Kierkegaard. Ma tali essendo le premesse, in bisogna poi stupirsi di certi risultati. Il messaggio del cristianesimo \u00e8 un messaggio assoluto, perch\u00e9 Cristo non \u00e8 un annunciatore della verit\u00e0 come tanti, ma \u00e8 Lui stesso <em>la<\/em> Verit\u00e0. E dunque sia all&#8217;uomo moderno che all&#8217;uomo di mille anni fa non \u00e8 possibile evitare il confronto con l&#8217;eterna domanda: <em>E voi, chi dite che io sia?<\/em> Dal punto di vista psicologico, questa \u00e8 una domanda tremenda, perch\u00e9 porta alla massima tensione e alla massima contraddizione le facolt\u00e0 naturali dell&#8217;uomo, fede e ragione, e gli chiede uno sforzo ulteriore, che lo obbliga a staccarsi dai suoi normali punti di riferimento. Al tempo stesso, ci sembra che sia un errore tralasciare, nella comunicazione del messaggio cristiano, la filosofia classica del cristianesimo, ossia il tomismo, che conduce l&#8217;intelligenza verso la Verit\u00e0 di Cristo, valorizzando la ragione e non mortificandola. Non c&#8217;\u00e8 niente da fare: moderni o no, bisogna farsi umili davanti a Lui. <em>Se non diverrete come bambini, non entrerete nel regno dei cieli<\/em> (<em>Mt<\/em> 18,3).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La civilt\u00e0 moderna sta agonizzando, distrutta dalle sue insanabili contraddizioni: consumata nella sua stessa hybris, nella sua stessa tracotanza, nella sua stessa mancanza di senso del<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[107,157,202],"class_list":["post-25845","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-cattolicesimo","tag-gesu-cristo","tag-modernita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25845","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25845"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25845\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25845"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25845"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25845"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}