{"id":25833,"date":"2021-09-21T11:48:00","date_gmt":"2021-09-21T11:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/09\/21\/il-perdono-e-la-misericordia-aboliscono-la-giustizia\/"},"modified":"2021-09-21T11:48:00","modified_gmt":"2021-09-21T11:48:00","slug":"il-perdono-e-la-misericordia-aboliscono-la-giustizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/09\/21\/il-perdono-e-la-misericordia-aboliscono-la-giustizia\/","title":{"rendered":"Il perdono e la misericordia aboliscono la giustizia?"},"content":{"rendered":"<p>Si sente un gran parlare, nell&#8217;ambito della cultura cattolica, da qualche anno in qua (o meglio da qualche decennio) di perdono e misericordia, come se queste cose abolissero, o quanto meno superassero, la giustizia; come se le si potesse contrapporre alla giustizia, costringendo quest&#8217;ultima a riconoscere la loro superiore qualit\u00e0 morale. Partiamo dalla definizione tomista di giustizia: <em>la ferma e costante volont\u00e0 di dare a ciascuno il suo<\/em>, come espressa nella <em>Summa Theologica<\/em>. Non vi \u00e8 dubbio che Dio, essendo somma Giustizia, non deflette mai da questo principio: che consiste nel premiare quanti praticano il bene e castigare quanti si abbandonano al peccato. Il fatto che il peccatore possa venire perdonato non incrina la giustizia, perch\u00e9 il perdono \u00e8 possibile laddove il peccatore si riconosce tale, ha orrore di essere tale, si pente e si duole con tutto il cuore e domanda a Dio il perdono delle proprie colpe. In quel momento, il peccatore non \u00e8 pi\u00f9 peccatore: \u00e8 un ex peccatore ravveduto e riconciliato con Dio; per cui la remissione della colpa (che non implica l&#8217;annullamento della pena) rientra perfettamente nella categoria della giustizia, tanto quanto la punizione del peccatore impenitente. Non si confondano le due cose: un conto \u00e8 essere perdonati da Dio, dopo aver meritato la sua misericordia; e un altro conto \u00e8 ostinarsi pervicacemente nel peccato, nel qual caso non pu\u00f2 esservi perdono, quand&#8217;anche vi fosse il pentimento (si veda il caso di Giuda Iscariota), perch\u00e9 tale pentimento non \u00e8 accompagnato dalla richiesta di perdono a Dio. Non domandare perdono a Dio significa disperare della sua bont\u00e0: il che aggiunge un nuovo e pi\u00f9 grave peccato a tutti gli altri.<\/p>\n<p>Il perdono delle offese e la misericordia verso il proprio simile, specie se vinto ed inerme, sono stati un enorme passo avanti nella storia delle societ\u00e0 umane e sono un vanto specifico del cristianesimo. Nel mondo antico questi due concetti, perdono e misericordia, erano piuttosto l&#8217;eccezione che la regola: nessuno che li ignorasse si sentiva minimamente in difetto, anzi era fiero di aver esercitato il diritto del pi\u00f9 forte. I poemi omerici ci mostrano una societ\u00e0 che ignora il perdono e disprezza la misericordia, considerandola semmai una forma di pericolosa debolezza. Achille dice ad Ettore morente che non render\u00e0 il suo corpo ai genitori, ma lo abbandoner\u00e0 in pasto ai cani; anzi dice che vorrebbe essere lui stesso un cane affamato e cibarsi delle sue carni per placare l&#8217;odio e la sete di vendetta che lo tormentano (<em>Iliade<\/em>, XXII). Ulisse, tornato a Itaca, non solo uccide i pretendenti di Penelope a tradimento, ma incarica suo figlio Telemaco d&#8217;impiccare le dodici serve che avevano parteggiato per costoro, dopo averle obbligate a lavare il sangue che lordava tutta la casa (<em>Odissea<\/em>, XXII). Nemmeno la parola data viene rispettata dagli eroi greci: dopo aver indotto il prigioniero troiano Dolone a dare tutte le informazioni utili sullo stato della citt\u00e0 assediata, Diomede gli taglia la testa \u00abmentre quegli stava ancora parlando\u00bb (<em>Iliade<\/em>, X). \u00c8 un mondo terribile, senza piet\u00e0, senza compassione alcuna, dove non solo s&#8217;infierisce crudelmente sui vinti, ma si calpestano anche i giuramenti, pur di affermare se stessi e consolidare il proprio vantaggio nella continua rincorsa della <em>aret\u00e8<\/em>, equivalente alla <em>virtus<\/em> dei romani, ossia l&#8217;affermazione del proprio valore guerriero e della propria gloria fra gli uomini, che richiede sempre nuove lotte e sempre nuove vittorie, in una sanguinosa spirale senza fine. Oppure si pensi agli spettacoli romani del circo, ai combattimenti dei gladiatori e alle <em>venationes<\/em>, cio\u00e8 ai combattimenti fra uomini e animali; e alle pubbliche esecuzioni che avvenivano nelle maniere pi\u00f9 sadicamente ingegnose, con la croce, il fuoco, le belve, come se una mente diabolica le avesse lungamente escogitate.<\/p>\n<p>Poi \u00e8 venuto il cristianesimo Non ha abolito la violenza, non ha tolta la crudelt\u00e0: e questo perch\u00e9 i Santi, i veri cristiani, sono sempre stati un&#8217;esigua minoranza; nondimeno, un a importanza che riuscita a imprimere una nuova idea dell&#8217;uomo, creatura prediletta di Dio e chiamata alla sua figliolanza (perch\u00e9 gli uomini non sono automaticamente figli di Dio, ma chiamati a diventarlo). Il cristianesimo ha tolto le forme pi\u00f9 raccapriccianti della crudelt\u00e0 gratuita, come i combattimenti dei gladiatori, il diritto di morte del padrone sugli schiavi, il diritto all&#8217;infanticidio del padre che, per varie ragioni, non accetta il neonato. Ha anche cercato di limitare la guerra, di ridurre i giorni in cui era lecito combattere, e operato una distinzione fra la guerra giusta, quella che nasce da finalit\u00e0 etiche, come la propria difesa, e la guerra ingiusta, che \u00e8 moralmente inaccettabile. Perfino nei processi dell&#8217;Inquisizione, checch\u00e9 se ne dica, lo scopo che si proponevano i giudici, salvo casi particolari di personalit\u00e0 malate, era salvare l&#8217;anima e, se possibile, anche la vita del processato. Al fianco dei <em>conquistadores<\/em> spagnoli e dei colonizzatori europei, i sacerdoti cattolici cercarono di limitare la violenza sugli indigeni; e per impulso del cristianesimo i Re Cattolici emanarono disposizione che, per quanto largamente aggirate o inevase, si proponevano di offrire una certa protezione ai nativi contro la prepotenza dei proprietari bianchi. Ma soprattutto un cambiamento si \u00e8 verificato nella mentalit\u00e0 e nel sentire comune: atti di crudelt\u00e0 come quelli narrarti dai poemi omerici, e riportati sopra, ad esempio l&#8217;impiccagione delle ancelle infedeli, in epoca cristiana avrebbero suscitato orrore. Non diciamo che sarebbero stati impossibili, perch\u00e9 l&#8217;uomo rimane sempre lo stesso, e i suoi istinti violenti non scompaiono se non si verifica un&#8217;intima, radicale conversione, il che non \u00e8 mai accaduto per le masse, ma solo per alcuni individui che hanno risposto incondizionatamente alla chiamata dello Spirito. Ges\u00f9 ha insegnato il valore del perdono e lo ha praticato fino all&#8217;ultimo, mentre lo stavano inchiodando al legno della croce, dicendo: <em>Padre, perdona loro, perch\u00e9 non sanno quello che fanno<\/em> (<em>Lc<\/em> 23,34).<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, Ges\u00f9 non ha mai insegnato, n\u00e9 praticato, il perdono all&#8217;ingrosso, n\u00e9 la misericordia a un tanto il chilo. \u00c8 stato anzi durissimo verso certe categorie di peccatori (<em>Mt<\/em> 18,6-9):<\/p>\n<p><em>6\u00a0Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare.\u00a07\u00a0Guai al mondo per gli scandali! \u00c8 inevitabile che avvengano scandali, ma guai all&#8217;uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!<\/em><\/p>\n<p><em>8<strong>\u00a0<\/strong>Se la tua mano o il tuo piede ti \u00e8 occasione di scandalo, taglialo e gettalo via da te; \u00e8 meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, che avere due mani o due piedi ed essere gettato nel fuoco eterno<strong>.\u00a0<\/strong>9\u00a0E se il tuo occhio ti \u00e8 occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te; \u00e8 meglio per te entrare nella vita con un occhio solo, che avere due occhi ed essere gettato nella Geenna del fuoco.<\/em><\/p>\n<p>E ancora, a proposito del traditore Giuda Iscariota (e con buona pace di Beroglio, il quale assicura che Giuda \u00e8 stato perdonato e quindi \u00e8 destinato al Paradiso; <em>Mt<\/em> 26,21-25):<\/p>\n<p><strong>21<\/strong>\u00a0Mentre mangiavano disse: \u00abIn verit\u00e0 io vi dico, uno di voi mi tradir\u00e0\u00bb.\u00a0<strong>22<\/strong>\u00a0Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: \u00abSono forse io, Signore?\u00bb.\u00a0<strong>23<\/strong>\u00a0Ed egli rispose: \u00abColui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradir\u00e0.\u00a0<strong>24<\/strong>\u00a0Il Figlio dell&#8217;uomo se ne va, come \u00e8 scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell&#8217;uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell&#8217;uomo se non fosse mai nato!\u00bb.\u00a0<strong>25<\/strong>\u00a0Giuda, il traditore, disse: \u00abRabb\u00ec, sono forse io?\u00bb. Gli rispose: \u00abTu l&#8217;hai detto\u00bb.*<\/p>\n<p>Una cosa \u00e8 certa: perdono e misericordia, in termini cristiani, vanno considerati nella prospettiva dell&#8217;eternit\u00e0: non sono concetti che si possano risolvere sul piano della realt\u00e0 terrena e immanente. I teologi hanno quasi smesso di parlare dei Novissimi &#8212; morte, giudizio, inferno e paradiso &#8211; mentre un tempo essi erano al centro, e giustamente, della prospettiva cristiana, e i sacerdoti ne trattavano sovente nelle omelie, per non parlare della predicazione straordinaria, come si usava soprattutto nel tempo pasquale. Uno degli ultimi studi importanti sui Novissimi \u00e8 quello del teologo Michael Schmaus (tradotto dalle Edizioni Paoline nel 1969, con il titolo <em>I novissimi del mondo e della Chiesa<\/em>); ma gi\u00e0 il modernismo, grazie al cavallo di Troia del Vaticano II, stava sovvertendo la sana dottrina, e nelle facolt\u00e0 teologiche tedesche, come poco dopo anche in quelle italiane, parlare di simili argomenti divenne rapidamente obsoleto, per non dire malvisto dalla stessa gerarchia, sempre pi\u00f9 smaniosa di dialogare con chiunque e mettere da pare tutto ci\u00f2 che abbia il sapore di una netta presa di posizione dottrinale, perch\u00e9 ritenuto &quot;divisivo&quot; e quindi &quot;poco caritatevole&quot;. Ma quando si parla di giustizia, misericordia e perdono bisogna fare attenzione a non smarrire la prospettiva finale, escatologica: allorch\u00e9 le cose terrene diverranno polvere e rester\u00e0 solo ci\u00f2 che \u00e8 assoluto ed eterno. Tutto ci\u00f2 che facciamo e che pensiamo in questa vita terra, ha senso e valore solamente se posto in relazione con quel punto finale. Meditiamo ancora le Parole di Ges\u00f9 (<em>Mc<\/em> 8,34-38):<\/p>\n<p><strong>34<\/strong>\u00a0Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: \u00abSe qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.\u00a0<strong>35<\/strong>\u00a0Perch\u00e9 chi vorr\u00e0 salvare la propria vita, la perder\u00e0; ma chi perder\u00e0 la propria vita per causa mia e del vangelo, la salver\u00e0.\u00a036<strong>\u00a0<\/strong>Che giova infatti all&#8217;uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima?\u00a037\u00a0E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima?\u00a038\u00a0Chi si vergogner\u00e0 di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell&#8217;uomo si vergogner\u00e0 di lui, quando verr\u00e0 nella gloria del Padre suo con gli angeli santi\u00bb.*<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una frase tremenda di Ges\u00f9, pronunciata durante a preghiera sacerdotale del Venerd\u00ec Santo, al termine dell&#8217;Ultima Cena, nella quale si rivolge solennemente al Padre celeste: <em>io non prego per il mondo.<\/em> In quell&#8217;invocazione, Ges\u00f9 mette in evidenza la relazione esistente fra la verit\u00e0 e il bene:<\/p>\n<p><em>6<strong>\u00a0<\/strong>Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu mi hai dati dal mondo; erano tuoi e tu me li hai dati; ed essi hanno osservato la tua parola.\u00a07\u00a0Ora hanno conosciuto che tutte le cose che mi hai date, vengono da te;\u00a08\u00a0poich\u00e9 le parole che tu mi hai date le ho date a loro; ed essi le hanno ricevute e hanno veramente conosciuto che io sono proceduto da te, e hanno creduto che tu mi hai mandato.\u00a09\u00a0Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli che tu mi hai dati, perch\u00e9 sono tuoi;\u00a010\u00a0e tutte le cose mie sono tue, e le cose tue sono mie; e io sono glorificato in loro.\u00a011\u00a0Io non sono pi\u00f9 nel mondo, ma essi sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, conservali nel tuo nome, quelli che tu mi hai dati, affinch\u00e9 siano uno, come noi.\u00a012\u00a0Mentre io ero con loro, io li conservavo nel tuo nome; quelli che tu mi hai dati, li ho anche custoditi, e nessuno di loro \u00e8 perito, tranne il figlio di perdizione, affinch\u00e9 la Scrittura fosse adempiuta.\u00a013\u00a0Ma ora io vengo a te; e dico queste cose nel mondo, affinch\u00e9 abbiano compiuta in se stessi la mia gioia.\u00a014\u00a0Io ho dato loro la tua parola; e il mondo li ha odiati, perch\u00e9 non sono del mondo, come io non sono del mondo.\u00a015<strong>\u00a0<\/strong>Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno.\u00a016\u00a0Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.\u00a0<strong>17<\/strong>\u00a0Santificali nella verit\u00e0: la tua parola \u00e8 verit\u00e0.\u00a018\u00a0Come tu hai mandato me nel mondo, anch&#8217;io ho mandato loro nel mondo.\u00a019<strong>\u00a0<\/strong>Per loro io santifico me stesso, affinch\u00e9 anch&#8217;essi siano santificati nella verit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>Dunque, Ges\u00f9 si rifiuta di pregare per il mondo. Ma cos&#8217;\u00e8 il mondo, nel linguaggio del Quarto Vangelo? Lo dice san Giovanni nel grandioso e stupendo incipit (<em>Gv<\/em> 1,9.10<em>): 9 Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. 10 Era nel mondo e il mondo \u00e8 stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto.<\/em> Il mondo, allora, non \u00e8 tutto il mondo, ma gran pare di esso: \u00e8 quella parte del mondo che ha rifiutato e che rifiuta la luce di Cristo, perch\u00e9 preferisce le tenebre alla luce. Gli uomini infatti non hanno voluto accogliere la luce venuta ad illuminare il mondo, anche se non hanno potuto spegnerla (cfr. <em>Gv<\/em> 1,5). E ancora Giovanni (3,16-21):):<\/p>\n<p><strong>16<\/strong>\u00a0Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perch\u00e9 chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna.\u00a0<strong>17<\/strong>\u00a0Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perch\u00e9 il mondo si salvi per mezzo di lui.\u00a0<strong>18<\/strong>\u00a0Chi crede in lui non \u00e8 condannato; ma chi non crede \u00e8 gi\u00e0 stato condannato, perch\u00e9 non ha creduto nel nome dell&#8217;unigenito Figlio di Dio.\u00a0<strong>19<\/strong>\u00a0E il giudizio \u00e8 questo: la luce \u00e8 venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perch\u00e9 le loro opere erano malvagie.\u00a0<strong>20<\/strong>\u00a0Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perch\u00e9 non siano svelate le sue opere.\u00a0<strong>21<\/strong>\u00a0Ma chi opera la verit\u00e0 viene alla luce, perch\u00e9 appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio.*<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si sente un gran parlare, nell&#8217;ambito della cultura cattolica, da qualche anno in qua (o meglio da qualche decennio) di perdono e misericordia, come se queste<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117],"class_list":["post-25833","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25833","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25833"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25833\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25833"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25833"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25833"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}