{"id":25831,"date":"2021-03-06T09:29:00","date_gmt":"2021-03-06T09:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/03\/06\/il-pensiero-moderno-e-impazzito-perche-nega-loggetto\/"},"modified":"2021-03-06T09:29:00","modified_gmt":"2021-03-06T09:29:00","slug":"il-pensiero-moderno-e-impazzito-perche-nega-loggetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/03\/06\/il-pensiero-moderno-e-impazzito-perche-nega-loggetto\/","title":{"rendered":"Il pensiero moderno \u00e8 impazzito perch\u00e9 nega l&#8217;oggetto"},"content":{"rendered":"<p>Il pensiero ha almeno una cosa in comune con l&#8217;organismo biologico: il fatto di poter essere in salute o malato. \u00c8 in salute quando resta saldamente ancorato al reale (che non coincide con la realt\u00e0 fisica e visibile), \u00e8 malato quando si disancora da esso e va per conto suo: a quel punto impazzisce. C&#8217;\u00e8 un momento preciso, nella storia della filosofia occidentale, in cui si compie questa deviazione, questo disancoraggio dal reale e questo fluttuare del pensiero nei regni folli della soggettivit\u00e0 pura: il cogito cartesiano. Da quando la filosofia occidentale ha preso Cartesio quale maestro di logica, e il principio cartesiano del <em>cogito ergo sum<\/em> quale chiave di lettura fondamentale per comprendere il reale, si \u00e8 messo sulla strada della pazzia e ha incominciato a non capire pi\u00f9 nulla. Tutto o quasi tutto quel che \u00e8 venuto dopo non \u00e8 altro che una variazione sul tema, vale a dire una variazione sulla pazzia cartesiana. Kant, per esempio, con l&#8217;<em>io penso<\/em>, \u00e8 un discepolo diretto di Cartesio e come lui perde di vista la cosa pi\u00f9 importante, l&#8217;ancoraggio al reale. Non ha pi\u00f9 importanza la cosa in s\u00e9, vale a dire il reale quale \u00e8 effettivamente, ma quel che conta \u00e8 la percezione del reale, vale a dire il soggetto che percepisce. Percepisce che cosa? Non si sa: Kant non si degna di chiarire questo trascurabile dettaglio. D\u00e0 per scontato che la cosa in s\u00e9, il Noumeno, \u00e8 irraggiungibile e inesplicabile, e ci\u00f2 gli basta; si fa un merito di &quot;lavorare&quot;, ossia di pensare (il pensiero diviene principio di realt\u00e0: Hegel proseguir\u00e0 su questa strada) su quel che rimane, ossia il fenomeno. Ma il fenomeno non \u00e8 il reale e nemmeno gli si avvicina; il fenomeno \u00e8 quella piccola e spesso ingannevole porzione del reale che il soggetto riesce a cogliere facendo di se stesso il perno e il centro dell&#8217;universo. Fare filosofia solamente col fenomeno \u00e8 rinunciare a fare filosofia, e confondere la vera filosofia, che \u00e8 ricerca della verit\u00e0, con l&#8217;esternazione di opinioni soggettive, che \u00e8 tutta un&#8217;altra cosa. La cosiddetta filosofia moderna \u00e8 opinione, <em>doxa<\/em>, per non dire chiacchiera e quasi sempre noiosa, cio\u00e8 sbadiglio (come osservava Schopenhauer parlando dell&#8217;hegelismo). Se si assume il soggetto come principio di realt\u00e0, si fa come il Barone di M\u00fcnchhausen che pretende di tirarsi fuori dalla palude, cavallo compreso, afferrandosi ai propri capelli e facendo forza&#8230; sul nulla. Su cosa poggia il pensiero moderno, una volta tolto l&#8217;oggetto o, il che \u00e8 lo stesso, una volta tolta la priorit\u00e0 del reale rispetto a qualunque altra cosa? Sul nulla. Il pensiero moderno poggia sul nulla ed \u00e8 pensiero del nulla. Tutta la gigantesca cattedrale speculattiva di Hegel, e in genere dell&#8217;idealismo, \u00e8 la cattedrale del nulla, fatta di nulla. Al tempo stesso \u00e8 la codificazione rigorosa (rigorosa e perfino pignola, perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 del metodo e non poca pedanteria in tutto ci\u00f2) della pazzia: perch\u00e9 pone come presupposto l&#8217;idea (folle) che il pensiero crea l&#8217;essere, mentre anche un bambino capisce che questo \u00e8 un capovolgimento totale della realt\u00e0, perch\u00e9 nel mondo reale \u00e8 l&#8217;essere che crea il pensiero e non viceversa.<\/p>\n<p>I pensatori moderni sono disancorati dal reale: fantasticano, vaneggiano, delirano; e le loro fantasticherie, i loro vaneggiamento e i loro deliri dettano legge, vengono insegnati dalle cattedre universitarie, sono presi a modello, custoditi religiosamente e tramandati come perle di saggezza, a beneficio delle nuove generazioni. Non c&#8217;\u00e8 da stupirsi che il mondo vada cos\u00ec male, nonostante gli sbandierati trionfi della scienza e della tecnica, figlie, si dice, del pensiero moderno; e si dovrebbe aggiungere: figlie impazzite, che ci stanno conducendo verso l&#8217;abisso, perch\u00e9 non vi \u00e8 saggezza in esse, e ci\u00f2 come diretta conseguenza del fatto che non tengono conto del reale, ma solo di una &quot;verit\u00e0&quot; astratta e soggettiva, esistente nella testa di qualche individuo, ma del tutto estranea alla vita reale della stragrande maggioranza della gente. Ed ecco il totale, disastroso scollamento fra l<em>&#8216;intellighenzia<\/em> e il popolo (bue); ecco l&#8217;arroganza, la prepotenza, la violenza vera e propria che gli intellettuali, andati al potere, esercitano sulla popolazione (con tanto di trattamento sanitario obbligatorio, leggi psicofarmaci e camicia di forza, per quanti non sono del tutto persuasi e disposti a rimettersi alla decisioni di guide ricolme di una sapienza cos\u00ec eccelsa sapienza). Essi hanno capito, gli altri no; essi sanno, gli altri no; dunque essi devono insegnare e governare, governare ed insegnare (vedi i tour di politici e intellettuali progressisti per le scuole italiane, rigorosamente senza contraddittorio, per rieducare i piccoli alla vera consapevolezza sessuale): vale a dire che si prefiggono lo scopo di <em>rifare e&#8217; cervelli<\/em>, come amabilmente diceva uno dei campioni della rivoluzione moderna, Galilei, ovvero, detto in altre parole, manipolare la mente delle persone e ridurle a passive e obbedienti rotelle del grande ingranaggio da loro concepito, costruito e tenuto costantemente in funzione. Ne hanno, di tempo, da spendere in questa nobile crociata. I comuni mortali devono lavorare e affaticarsi per guadagnarsi la giornata e mantenere le proprie famiglie, ma loro in genere non sono vincolati a tali umilissime necessit\u00e0: proiettati nel nulla delle loro fantasie, scambiano i loro vaneggiamenti per cose non solo reali, ma assolutamente necessarie, e si sentono investiti dall&#8217;alto (o dal basso?) della cruciale responsabilit\u00e0 di farne partecipi e diligenti collaboratori le persone qualunque, ovviamente dopo averne svezzate le rozze menti e l&#8217;ancor pi\u00f9 rozza sensibilit\u00e0 al fine di farne dei bravi cittadini del Mondo Nuovo. Per il quale essi si ritengono designati dalle stelle a svolgere le funzioni dirigenti. Che potrebbe fare l&#8217;umanit\u00e0, senza di loro? Chi si prenderebbe cura di rifare le menti e i cuori, di rieducare le incivili abitudini classiste, se sessiste, razziste e fasciste? Come potrebbe il mondo del terzo millennio affrontare la sfida della globalizzazione, se non ci fossero loro al timone, pieni di zelo e di buona volont\u00e0, illuminati da una scienza superiore e guidati da un istinto infallibile? Sanno d&#8217;altra parte di essere minoranza nella societ\u00e0, sanno di essere in pochi, anche se occupano tutte le posizioni di potere, dalla scuola alla politica e dall&#8217;informazione alla sanit\u00e0, e da ci\u00f2 deriva il loro tipico atteggiamento ambivalente verso le masse: a parole dicono di amarle e di averne a cuore il vero interesse, dall&#8217;altra ne diffidano, per non dire che le detestano e le disprezzano. Dicono di amare l&#8217;odore di pecora e magari si fanno fotografare con un agnello sulle spalle, per simulare l&#8217;atteggiamento del buon pastore (come ha fatto il lepido Bergoglio) ma la verit\u00e0 \u00e8 che quell&#8217;odore proprio non lo sopportano, e infatti quando si passa dalla sfera delle loro sbruffonate e delle loro vanterie alla nuda e cruda realt\u00e0 dei fatti, ad esempio a una situazione di (vera o supposta) pandemia e di (vera o supposta) emergenza sanitaria, ecco che spariscono dalla circolazione, si dileguano, si chiudono nelle loro stanze e nei loro sacri palazzi e nessuno li vede pi\u00f9 per settimane e mesi, ci si domanda perfino se siano vivi o morti e poi, quando riappaiono, la loro voglia di assorbire l&#8217;odore di pecora \u00e8 scemata parecchio, e qualcuno si domanda perfino se per caso siano ancora loro o se non si tratti dei loro sosia o dei loro ologrammi.<\/p>\n<p>Se viene a cadere l&#8217;oggetto del conoscere, il pensiero rimane sospeso nel vuoto. Il pensiero non \u00e8 mai fine, bens\u00ec mezzo o strumento: strumento per la conoscenza. E neppure la conoscenza \u00e8 il fine, poich\u00e9 il fine \u00e8 sempre e solo la verit\u00e0. Di conseguenza, il pensiero si trova due gradini al di sotto della verit\u00e0; il conoscere, un gradino. Non bisogna confonde i mezzi coi fini, o viceversa. Invece il pensiero moderno si pone come se fosse il fine della conoscenza, e questo proprio perch\u00e9 d\u00e0 per scontato che la verit\u00e0 non sia raggiungibile, n\u00e9 conoscibile, n\u00e9 esperibile. Logico: \u00e8 la (cattiva) lezione di Kant: non c&#8217;\u00e8 la cosa in se stessa; o meglio c&#8217;\u00e8, ma nessuno la potr\u00e0 mai conoscere (il che dovrebbe far sorgere almeno il dubbio che esista una cosa di cui si afferma l&#8217;assoluta impossibilit\u00e0 che la si possa conoscere, un po&#8217; come l&#8217;inconscio di Freud: se \u00e8 inconscio, come fa la coscienza a dire che c&#8217;\u00e8?). Ma allora cos&#8217; la filosofia, se non un sonno, fatto &#8212; per dirla con Shakespeare (ne <em>La tempesta<\/em>) &#8211; fatto della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni? Non stupisce che questo dubbio atroce si affacci fin dall&#8217;inizio e getti la sua ombra inquietante sulla nascente modernit\u00e0: ad esempio in <em>La vita \u00e8 sogno<\/em>, di Pedro Calderon de la Barca, e poi, passando per <em>Sei personaggi in cerca d&#8217;autore<\/em> di Pirandello, fino a <em>Matrix<\/em> dei fratelli (ora sorelle) Wachowski. La filosofia si \u00e8 ridotta a gioco di opinioni, balbettio, squittio, divagazione mascherata da ermeneutica, una specie di calligrafismo per pensatori a mezzo servizio; i pi\u00f9 sinceri dei quali hanno anche coniato il termine giusto per definire il loro ambito di ricerca, <em>pensiero debole<\/em>, che \u00e8 pressappoco come dire rinuncia alla filosofia. Perch\u00e9 la filosofia o \u00e8 pensiero dell&#8217;essere, o \u00e8 qualcos&#8217;altro; e la speculazione o \u00e8 metafisica, o non \u00e8 tale. Una filosofia che esclude in partenza la metafisica \u00e8 una contraddizione in termini: anche di questo dobbiamo ringraziare Kant.<\/p>\n<p>Ma quand&#8217;\u00e8 che il pensiero diventa debole ed \u00e8 spinto a confessare la propria impotenza? Quando smette di credere alla verit\u00e0, alla possibilit\u00e0 di giungere al vero. Allora ripiega su se stesso e si mette ad arzigogolare intorno a ci\u00f2 che ritiene inaccessibile: ed ecco la filosofia del linguaggio, lo strutturalismo, l&#8217;esistenzialismo, la fenomenologia, tutte forme di pensiero che possono avere la loro ragione di esistere se finalizzate alla metafisica; senza di essa, sono un continuo girare a vuoto. Abbiamo detto che rinunciando alla metafisica, il pensiero perde di vista l&#8217;oggetto: singolare paradosso. Il pensiero moderno si \u00e8 sbarazzato della metafisica come di un&#8217;inutile zavorra credendo di farsi pi\u00f9 leggero e poter meglio aderire alle cose, cio\u00e8 all&#8217;oggetto; ma la verit\u00e0 \u00e8 che le cose non sono l&#8217;oggetto, manca quel <em>quid<\/em> che non appartiene al mondo visibile, perch\u00e9 il reale \u00e8 formato dalle cose <em>pi\u00f9 qualcos&#8217;altro<\/em>. Per cogliere il reale bisogna abbracciare la totalit\u00e0 dell&#8217;essere, e dunque fare della metafisica; se ci si limita alle sole cose, al solo mondo visibile, quantificabile, esperibile, si pu\u00f2 credere di essere realisti, ma in realt\u00e0 si cade nell&#8217;astrazione, perch\u00e9 le cose sono solo la facciata dell&#8217;essere, e non di rado una facciata ingannevole. Bisogna andare oltre la facciata, oltre il transitorio e l&#8217;accidentale: bisogna andare alla cosa in s\u00e9, il Noumeno. Anche se ci\u00f2 non piace a Kant e a tutti i kantiani di ieri e di oggi. L&#8217;idealismo, per esempio, \u00e8 la tipica filosofia post-kantiana: alle cose sostituisce il pensiero e al reale, lo spirito (anche se non si capisce mai bene di quale &quot;spirito&quot; si stia parlando: invero a quei signori si addice un certo margine di ambiguit\u00e0, perch\u00e9 se ogni concetto venisse definito con chiarezza, tutti i loro sofismi e le loro fumisterie non troverebbero pi\u00f9 dei pretesti per mantenersi, e svanirebbero come nebbia al sole, mentre cos\u00ec possono sempre dire che siete voi a non capire). Ma lo spirito e il pensiero sono astrazioni, se prescindono dal fondamento dell&#8217;essere: ogni casa deve avere le sue brave fondamenta e senza l&#8217;essere non si d\u00e0 n\u00e9 spirito, n\u00e9 pensiero. Resta solo il nichilismo puro: e per quanto essere nichilisti, o meglio atteggiarsi a nichilisti esistenziali, possa anche risultare un passatempo come un altro, tutto quel che si pu\u00f2 dire di un nichilista \u00e8 che si tratta di un aspirante suicida non abbastanza coerente da trarre le conseguenza della propria <em>Weltaschauung<\/em>, tanto pi\u00f9 che molti di essi non sanno neppure di esserlo. La cosa non \u00e8 strana come potrebbe sembrare, dal momento che il nichilismo \u00e8 l&#8217;orizzonte di (non) senso della civilt\u00e0 moderna: e in un mondo dove tutto \u00e8 orientato al nichilismo, come si fa ad accorgersi di essere nichilisti? Le anatra non sanno di essere anatre, finch\u00e9 restano in mezzo alle loro simili; per capire cos&#8217;\u00e8 un&#8217;anatra, bisogna essere un brutto anatroccolo, ossia un cigno.<\/p>\n<p>Resta la domanda cosa si possa fare per tornare alla metafisica e cos\u00ec riprende il dialogo interrotto alcuni secoli fa tra il soggetto e l&#8217;oggetto del pensiero filosofico. Per noi la strada \u00e8 chiara: ritornare alla metafisica significa ritornare a Dio: l&#8217;uomo moderno ha perso il contatto con il reale, disancorandosi da esso, quando ha voluto rifiutare la giusta relazione con Dio, cio\u00e8 la relazione fra Dio e la sua creatura. Al contrario, l&#8217;uomo moderno ha preteso di farsi creatore: la scienza e la tecnica moderne servono la follia, non sempre ben chiara alla coscienza, di rivaleggiare con Dio e, di sostituirsi a Lui. Ma \u00e8 la relazione creaturale con Dio, fatta di amore e rispetto, che permette agli uomini d&#8217;innalzarsi alla contemplazione della verit\u00e0: perch\u00e9 Dio \u00e8 la Verit\u00e0, e credere che la verit\u00e0 sia accessibile significa credere a Dio. Non un dio qualunque, ma Dio che si \u00e8 fatto uomo per condividere sino in fondo la condizione delle Sue creature, e mostrar loro la strada verso l&#8217;eternit\u00e0 prima di ritornare al Padre.<\/p>\n<p>Come scrive san Paolo ai <em>Romani<\/em> (1, 18-22):<\/p>\n<p><em>18<\/em> <em>In realt\u00e0 l&#8217;ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empiet\u00e0 e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verit\u00e0 nell&#8217;ingiustizia, 19 poich\u00e9 ci\u00f2 che di Dio si pu\u00f2 conoscere \u00e8 loro manifesto; Dio stesso lo ha loro manifestato. 20 Infatti, dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l&#8217;intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinit\u00e0; 21 essi sono dunque inescusabili, perch\u00e9, pur conoscendo Dio, non gli hanno dato gloria n\u00e9 gli hanno reso grazie come a Dio, ma hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e si \u00e8 ottenebrata la loro mente ottusa. 22 Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti 23 e hanno cambiato la gloria dell&#8217;incorruttibile Dio con l&#8217;immagine e la figura dell&#8217;uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il pensiero ha almeno una cosa in comune con l&#8217;organismo biologico: il fatto di poter essere in salute o malato. \u00c8 in salute quando resta saldamente<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[141,153,173],"class_list":["post-25831","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-filosofia","tag-georg-wilhelm-friedrich-hegel","tag-immanuel-kant"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25831","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25831"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25831\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25831"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25831"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25831"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}