{"id":25826,"date":"2019-03-25T03:07:00","date_gmt":"2019-03-25T03:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/03\/25\/il-peccato-piu-grave-della-contro-chiesa-modernista\/"},"modified":"2019-03-25T03:07:00","modified_gmt":"2019-03-25T03:07:00","slug":"il-peccato-piu-grave-della-contro-chiesa-modernista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/03\/25\/il-peccato-piu-grave-della-contro-chiesa-modernista\/","title":{"rendered":"Il peccato pi\u00f9 grave della contro-chiesa modernista"},"content":{"rendered":"<p>La contro-chiesa modernista ha oscurato la vera Chiesa di Cristo, occupandone quasi tutti gli spazi visibili, in particolare le Conferenze episcopali, il collegio cardinalizio, i vertici degli ordini religiosi, i direttori della stampa e delle televisioni, e, da ultimo, perfino il soglio pontificio. Lo ha fatto in maniera silenziosa, astuta, metodica e prudente, almeno nella fase iniziale, diciamo dal conclave del 1958 al quello del 2013; a ritmo frenetico e senza pi\u00f9 curarsi di nascondere le sue vere intenzioni, negli ultimi sei anni, cio\u00e8 da quando la mafia di San Gallo, espressione diretta della massoneria ecclesiastica, ha portato al pontificato il signore argentino, con l&#8217;esplicito mandato di distruggere quel che ancora restava della ortodossia cattolica. E siccome gli uomini della contro-chiesa hanno occupato tutti gli spazi, tutti i pulpiti, tutti i microfoni e tutti i giornali, non c&#8217;\u00e8 verso di udire altra voce che la loro; e se, per miracolo, filtra qualche voce di dissenso, qualche parola che rappresenta lo sgomento dei veri cattolici davanti a tanta desolazione, essi s&#8217;incaricano di calunniarla, disprezzarla, minimizzarla, stravolgerla, in modo che chi ha osato pronunciare quelle parole venga bollato come un nemico della Chiesa, oltre che, naturalmente, come un nemico dell&#8217;ecumenismo, del dialogo interreligioso, della pace e di chiss\u00e0 di che altro. Padroni assoluti dei mezzi di comunicazione, oltre che dei vertici della Chiesa visibile, da essi usurpata, quei signori sono anche padroni del linguaggio: creano le parole o ne piegano il vero significato per contrabbandare, nel giardino della fede cattolica, le erbe velenose e i serpenti dell&#8217;eresia e della apostasia. Aggiornamento pastorale? Un cavallo di Troia per stravolgere l&#8217;insegnamento della vera Chiesa. Approfondimento della fede perenne? Un cavallo di Troia per storicizzare il Magistero, cio\u00e8 per togliere la perennit\u00e0 all&#8217;insegnamento della Chiesa. Misericordia verso i peccatori? Un cavallo di Troia per sdoganare il peccato in se stesso, e per suggerire perfidamente l&#8217;idea che chi condanna il peccato odia anche il peccatore. E cos\u00ec via. La falsificazione del linguaggio si accompagna alla falsificazione e allo stravolgimento della liturgia. Da quando, nel 1969, \u00e8 stata introdotta la nuova Messa, la Messa di Paolo VI, eliminando l&#8217;antica &#8211; con un gesto di per s\u00e9 rivoluzionario, che mai alcun papa aveva osato compiere; infatti la cosiddetta Messa di Pio V non era di Pio V, nel senso che Pio V si era limitato a codificare e definire una forma liturgica gi\u00e0 in uso ed estremamente antica &#8212; l&#8217;atmosfera, nelle chiese, non \u00e8 pi\u00f9 quella di prima: si \u00e8 volatilizzata la trascendenza, la stessa spiritualit\u00e0 \u00e8 diventata un <em>optional<\/em>, a discrezione del singolo sacerdote. Il tutto in un contesto di architettura, pittura e scultura &quot;sacre&quot; che di sacro hanno poco o niente, e con l&#8217;ausilio di una musica &quot;sacra&quot; che \u00e8 semmai musica profana, quando non ci scappa il parroco o il vescovo con la chitarra che intonano canzonette d&#8217;amore, o il balletto davanti all&#8217;altare, magari da parte di gruppi etnici o di religiosi in vena di scaricare la loro adrenalina, e con la partecipazione dei fedeli bramosi di sfogare tutto il loro narcisismo e il loro esibizionismo. La desacralizzazione del sacro e la profanazione delle chiese parte da l\u00ec, dalla riforma liturgica culminata nella nuova Messa del 1969; \u00e8 da l\u00ec che bisogna partire se si vuol capire come sia stato possibile che, oggi, la Comunit\u00e0 di Sant&#8217;Egidio trasformi la basilica di Santa Maria in Trastevere in una mensa popolare, o l&#8217;arcivescovo di Napoli trasformi il duomo partenopeo in una pizzeria, facendosi lui stesso pizzaiolo e cameriere. Ed \u00e8 da l\u00ec che bisogna partire per capire le confessioni comunitarie, coi fedeli che si &quot;confessano&quot; in blocco davanti al sacerdote, senza bisogno di confessare ciascuno i suoi peccati; e il brutto spettacolo dei fedeli, suore comprese, che reclamano la Comunione in mano e piantano una grana se il sacerdote vorrebbe porgerla loro sulla lingua, perch\u00e9 non sono stati rispettati i loro diritti sindacali; per non parlare della profanazione della santa Eucarestia da parte di divorziati e risposati d&#8217;ambo i sessi, i quali, forti di quello sciagurato documento che \u00e8 <em>Amoris laetitia<\/em>, \u00a7\u00a7 304 e 305, nonch\u00e9 della solidariet\u00e0 di preti modernisti e vescovi massoni, non si fanno alcun problema a ricevere il Corpo di Cristo pur vivendo oggettivamente e pubblicamente in stato di peccato mortale.<\/p>\n<p>Tutte queste cose, e moltissime altre, sono ormai divenute pressoch\u00e9 normali, se &quot;normale&quot; indica una cosa estremamente frequente e quasi abituale; e tutte indicano come la strategia &#8212; perch\u00e9 di una strategia ben precisa si \u00e8 trattato, e non di circostanze spontanee &#8212; sia stata quella di partire dalla cosiddetta riforma liturgica per modificare, con la scusa dell&#8217;aggiornamento, la pastorale, e infine per sostituire alla vera dottrina e alla vera morale cattoliche una dottrina e una morale che di cattolico non hanno pi\u00f9 nulla, se non &#8211; abusivamente &#8212; il nome. Per esempio, ormai \u00e8 divenuto normale, sempre nel senso sopra indicato, che nelle chiese si tengano delle veglie di preghiera contro l&#8217;omofobia, ossia contro i buoni cattolici che hanno il torto di ricordare l&#8217;autentico Magistero e l&#8217;autentico catechismo riguardo alla pratica omosessuale: sicch\u00e9 si direbbe che il vero peccato, per la contro-chiesa, non sia la sodomia, ma la condanna della sodomia.<\/p>\n<p>E tuttavia, c&#8217;\u00e8 un peccato ancor pi\u00f9 grave di tutti questi peccati, e che, in un certo senso, li compendia, li prepara, li spiega e li giustificata; ed \u00e8 di questo peccato che vogliamo parlare, e indicarlo all&#8217;attenzione di quanti hanno ancora a cuore il destino della vera Chiesa di Cristo, oscurata e sfigurata dalla contro-chiesa del signor Bergoglio e dei suoi servitori e camerlenghi. Si tratta dell&#8217;aver eliminato la differenza morale che esiste, nella vera concezione cattolica, fra la vita di fede e la vita del mondo. Il cristiano &#8211; si sa &#8211; \u00e8, dal punto di vista materiale, anche un cittadino del mondo; ma dal punto di vista spirituale, \u00e8 un membro della Chiesa e perci\u00f2, automaticamente, un <em>miles Christi<\/em>, un soldato di Cristo. Le sue armi sono la preghiera e i Sacramenti; la sua battaglia, quella per il Regno di Dio; il suo nemico, il diavolo, e specialmente le sue strategie di peccato. Il cristiano ha una doppia cittadinanza: ma \u00e8 la cittadinanza celeste che lo caratterizza, e che, da quando egli ha ricevuto il Battesimo, ne fa un eletto, un chiamato; la cittadinanza terrena vale quello che vale: un certo numero di anni, dopo di che bisogna lasciar tutte le cose umane e ritornare alla terra, perch\u00e9 polvere siamo ed in polvere ritorneremo. Tale gerarchia fra le due cittadinanze, con la chiara superiorit\u00e0 della cittadinanza celeste, soprannaturale, rispetto a quella terrena e naturale, era esplicita e fortemente sentita fino al tempo dello sciagurato Concilio Vaticano II. La Chiesa, il clero, il Magistero, il catechismo, e anche le buone famiglie cattoliche, anzi queste con non minore autorevolezza del clero, facevano in modo che il bambino crescesse con la chiara percezione che esiste una distinzione fra le due cose, fra la cittadinanza terrena e quella ultraterrena, e che non perdesse mai di vista la prima; non si dimenticasse mai che l&#8217;obiettivo \u00e8 restar fedeli alla prima, non alla seconda. I piaceri terreni passano, subentra la delusione, subentra l&#8217;amarezza, e infine subentra la morte; ma la beatitudine dell&#8217;anima che \u00e8 in grazia di Dio non passa, non invecchia, non diviene mai obsoleta; e vi \u00e8 una differenza di grado, ma non di segno, fra la beatitudine terrena e quella ultraterrena, perch\u00e9 chi vive in grazia di Dio \u00e8 gi\u00e0, in un certo senso, in Paradiso, anche quaggi\u00f9, in questa valle di lacrime, in questo pellegrinaggio terreno, cosparso di pene e di difficolt\u00e0. Non si trattava e non si tratta di una doppia morale: la morale \u00e8 una, ed \u00e8 quella cristiana; si tratta, se vogliamo, di una psicologia articolata, perch\u00e9 il buon cattolico sa godere, in maniera lecita e responsabile, delle cose terrene, e anche delle legittime gioie terrene, ma non ne abusa, non se ne fa prendere la mano, non ne diventa schiavo, non si scorda mai di quel \u00e8 il vero fine della sua vita: tornare a Dio, e tornarci con l&#8217;anima pulita. Perci\u00f2 il vero fedele ha, in se stesso, una nobile e costante tensione interiore, che lo aiuta a superare le tentazioni che continuamente la vita profana gli presenta, e di cui \u00e8 scellerata maestra la civilt\u00e0 moderna. Il vero cristiano si riconosce proprio da ci\u00f2: dal fatto che qualsiasi cosa faccia o dica, mai si scorge in lui l&#8217;avidit\u00e0 delle cose, la brama del possesso, la sregolatezza dei sensi; mai lo si vede dimentico della vera meta della vita umana; mai lo si vede schiavo delle logiche del mondo, dominate dalla sensualit\u00e0, dall&#8217;ambizione, dall&#8217;avidit\u00e0 e dalla superbia. Ebbene la Chiesa pre-conciliare, fedele alla sua missione due volte millenaria, questa tensione spirituale e morale la teneva costantemente viva, partendo dall&#8217;educazione dei fanciulli nella pi\u00f9 tenera et\u00e0; e i genitori, ripetiamo, insieme ai nonni e agli altri parenti, cooperavano con il clero nell&#8217;indirizzare il bambino verso un tale orientamento di vita, in cui l&#8217;importante \u00e8 conoscere, amare e servire Dio, disprezzare i piaceri inferiori e puntare alla realizzazione spirituale della propria persona, illuminata dall&#8217;insegnamento e dall&#8217;esempio di Cristo, e sostenuta dalla costante fede nelle Sue promesse e nella Sua redenzione. Ma adesso?<\/p>\n<p>Gi\u00e0: <em>le tentazioni<\/em>. \u00c8 una delle parole cadute dal linguaggio dei cattolici, passate completamente di moda; chi la usasse, verrebbe subito identificato come un &quot;tradizionalista&quot;, espressione spregiativa con la quale i modernisti bollano i veri cattolici, quelli che hanno scoperto l&#8217;inganno e vogliono rimaner tali, a dispetto della contro-chiesa bergogliana. Come \u00e8 passata di moda, e peggio, l&#8217;espressione <em>false<\/em> religioni: \u00e8 un&#8217;espressione teologicamente ineccepibile &#8212; di religione vera non pu\u00f2 essercene che una, ed \u00e8 quella cattolica &#8212; ma guai a pronunciarla, per carit\u00e0! Equivarrebbe a offendere mortalmente gli ebrei, i musulmani, i buddisti e tutti gli altri; e, quel che pi\u00f9 conta, a offendere tutto questo falso clero modernista e questi pessimi teologi rahneriani, il cui scopo \u00e8 far dimenticare ai cattolici di esser stati cattolici, e perfino la nozione di cosa sia il cattolicesimo, per dar loro una nuova e falsa coscienza di ci\u00f2 che \u00e8 cattolico di nome, modernista, eretico e massonico nei fatti. Ad ogni modo, la contro-chiesa ha fatto sparire un po&#8217; alla volta il concetto della &quot;tentazione&quot; per poter far sparire, un po&#8217; alla volta, il concetto di peccato. Bisognava far passare un&#8217;altra filosofia, quella di Rousseau, nonch\u00e9 della massoneria: cio\u00e8 che la natura umana \u00e8 buona, innocente, sgombra di peccato; che il male vi entra dall&#8217;esterno, ed \u00e8 il cattivo influsso della societ\u00e0: dunque, che gli istinti sono buoni, che la sensualit\u00e0 \u00e8 tutta buona, che la morale \u00e8, in grandissima parte, una perfida gabbia di costrizione, uno strumento di tortura inventato dai preti per mortificare i piaceri della vita e per rendere gli uomini pi\u00f9 tristi, pi\u00f9 frustrati, pi\u00f9 repressi, e quindi pi\u00f9 facilmente manipolabili da parte di un clero avido e astuto. Sta di fatto che di tentazioni non si sente pi\u00f9 parlare, nemmeno in chiesa, nemmeno nelle omelie domenicali. Logico: come potrebbero parlarne i preti di fronte ai fedeli, e alle fedeli, succintamente vestiti, specie d&#8217;estate, con la maggior porzione di epidermide in vista, appena, appena compatibilmente col luogo e la circostanza, e non di rado anche oltre tale compatibilit\u00e0? Ma che succede, poi, se, al momento della santa Eucarestia, un prete osa rifiutare la particola a una donna seminuda, con il ventre scoperto e il seno in bella vista? Ecco la saggezza dei nostri padri e dei nostri avi: ecco la saggezza dei capelli femminili coperti con un velo: per insegnare alla donne, e indirettamente agli uomini, la modestia, e ricordar loro che in chiesa si va per lodare Iddio e non per esibire il proprio corpo. Nella loro saggezza, i nostro nonni e i santi sacerdoti di prima del Concilio sapevano che, se si concede un dito al gusto della seduzione, cio\u00e8 della tentazione, si finisce per perdere la mano, il braccio e tutto il resto. Certo, \u00e8 possibile che molti di quei sacerdoti abbiano esagerato, cio\u00e8 che abbiano insegnato, fin dal catechismo, un sorta di avversione per il sesso, e specialmente per il corpo femminile: \u00e8 una colpa reale che certamente alcuni di loro hanno commesso (e ora i preti delle nostra generazione ne stanno pagando il prezzo, in termini di cedimento a un vizio ben peggiore, la sodomia, vista, chiss\u00e0, come un correttivo alla tentazione esercitata dal corpo femminile). Ma il fatto che vi siano stati degli eccessi non significa che il principio non fosse giusto: e cio\u00e8 che il cristiano ha bisogno di paletti, di linee ben marcate di confine fra ci\u00f2 che \u00e8 lecito e buono e ci\u00f2 che non lo \u00e8; e che bisogna rinfrescar continuamente a memoria dei credenti su tale linea di confine, perch\u00e9 la natura umana, con buona pace di Rousseau e di tutti i Gran Maestri massoni, non \u00e8 buona e innocente in se stessa, al contrario \u00e8 maliziosa e tende al peccato, fin dalla pi\u00f9 tenera infanzia: bisogna perci\u00f2 sorvegliarla, instradarla e anche correggerla, se necessario. Da quando questi sani principi sono stati abbandonati, vi \u00e8 stata una vertiginosa deriva nella condotta morale, specie da parte dei giovanissimi, per cui \u00e8 normale aver avuto il primo rapporto sessuale completo a dodici, tredici anni: e in questo non vi \u00e8 pi\u00f9 alcuna differenza fra bambini e bambine di famiglie cattoliche, e no.<\/p>\n<p>N\u00e9 si creda che stiamo parlando solo della morale sessuale e delle tentazioni sessuali. Questo \u00e8 solo un aspetto, per quanto importante, della generale deriva permissivista e relativista che caratterizza la societ\u00e0 odierna in tutti gli ambiti della vita individuale e collettiva. Ebbene, il peccato gravissimo, umanamente imperdonabile, che bisogna addebitare ai falsi preti della contro-chiesa modernista, \u00e8 proprio questo: aver seminato e diffuso l&#8217;idea che tutti gli istinti sono buoni proprio perch\u00e9 la natura umana sarebbe di per s\u00e9 innocente; aver proibito proibire, proibito condannare, proibito correggere; essersi fatti pi\u00f9 laicisti della stessa societ\u00e0 laica, dando l&#8217;esempio d&#8217;un modo di porsi di fronte alla vita che non ha pi\u00f9 nulla di spirituale, non diciamo di ascetico, e nulla di trascendente, ma che \u00e8 tutto e solo terreno: come se il destino umano si compisse quaggi\u00f9, in questa povera carne peritura&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La contro-chiesa modernista ha oscurato la vera Chiesa di Cristo, occupandone quasi tutti gli spazi visibili, in particolare le Conferenze episcopali, il collegio cardinalizio, i vertici<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[109],"class_list":["post-25826","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-chiesa-cattolica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25826","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25826"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25826\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25826"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25826"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25826"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}