{"id":25821,"date":"2019-09-30T09:12:00","date_gmt":"2019-09-30T09:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/09\/30\/il-papa-puo-dimettersi-come-un-qualsiasi-impiegato\/"},"modified":"2019-09-30T09:12:00","modified_gmt":"2019-09-30T09:12:00","slug":"il-papa-puo-dimettersi-come-un-qualsiasi-impiegato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/09\/30\/il-papa-puo-dimettersi-come-un-qualsiasi-impiegato\/","title":{"rendered":"Il papa pu\u00f2 dimettersi come un qualsiasi impiegato?"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;11 febbraio 2013 i cattolici di tutto il mondo rimasero sconvolti dall&#8217;annuncio di Benedetto XVI della sua irrevocabile decisione di rinunciare al ministero petrino, alla data del 28 successivo, per dando luogo alla riunione di un Conclave che eleggesse il suo successore, secondo quanto stabilito dalla costituzione apostolica <em>Universi Dominici Gregis<\/em>, promulgata da Giovanni Paolo II il 22 febbraio 1996. La quale, lo notiamo per inciso, non dice nulla di abdicazioni o rinunce, ma fissa solo i criteri per la correttezza dei lavori del Conclave. Pi\u00f9 precisamente, essa presuppone che vi sia una vacanza della cattedra di san Pietro, in seguito alla scomparsa del papa: scomparsa intesa come decesso e non come rinuncia o abdicazione (cfr. il \u00a7 49, che \u00e8 quanto mai esplicito su questo punto (<em>Celebrate secondo i riti prescritti le esequie del defunto Pontefice, e preparato quanto \u00e8 necessario per il regolare svolgimento dell&#8217;elezione, il giorno stabilito &#8211; quindi, il quindicesimo giorno dalla morte del Pontefice, o, secondo quanto previsto al n. 37 della presente Costituzione, non oltre il ventesimo &#8211; i Cardinali elettori converranno nella Basilica di San Pietro in Vaticano, o altrove secondo l&#8217;opportunit\u00e0 e le necessit\u00e0 del tempo e del luogo, per prender parte ad una solenne celebrazione eucaristica con la Messa votiva\u00a0pro eligendo Papa.<\/em> <em>ecc.<\/em>). Cos\u00ec come, sempre per inciso, notiamo che si minaccia la pi\u00f9 grave fra le pene canoniche, ossia la scomunica, per chi cerca di predisporre in anticipo l&#8217;elezione di un pontefice, o per chi cerca di pilotare la scelta mentre il pontefice \u00e8 ancora nell&#8217;esercizio delle sue funzioni:<\/p>\n<p><em>79. Confermando pure le prescrizioni dei Predecessori, proibisco a chiunque, anche se insignito della dignit\u00e0 del Cardinalato, di contrattare, mentre il Pontefice \u00e8 in vita e senza averlo consultato, circa l&#8217;elezione del suo Successore, o promettere voti, o prendere decisioni a questo riguardo in conventicole private.<\/em><\/p>\n<p><em>80. Allo stesso modo, voglio ribadire ci\u00f2 che fu sancito dai miei Predecessori, allo scopo di escludere ogni intervento esterno nell&#8217;elezione del Sommo Pontefice. Perci\u00f2 nuovamente, in virt\u00f9 di santa obbedienza e sotto pena di scomunica\u00a0latae sententiae, proibisco a tutti e singoli i Cardinali elettori, presenti e futuri, come pure al Segretario del Collegio dei Cardinali ed a tutti gli altri aventi parte alla preparazione ed alla attuazione di quanto \u00e8 necessario per l&#8217;elezione, di ricevere, sotto qualunque pretesto, da qualsivoglia autorit\u00e0 civile l&#8217;incarico di proporre il\u00a0veto, o la cosiddetta\u00a0esclusiva, anche sotto forma di semplice desiderio, oppure di palesarlo sia all&#8217;intero Collegio degli elettori riunito insieme, sia ai singoli elettori, per iscritto o a voce, sia direttamente e immediatamente sia indirettamente o a mezzo di altri, sia prima dell&#8217;inizio dell&#8217;elezione che durante il suo svolgimento. Tale proibizione intendo sia estesa a tutte le possibili interferenze, opposizioni, desideri, con cui autorit\u00e0 secolari di qualsiasi ordine e grado, o qualsiasi gruppo umano o singole persone volessero ingerirsi nell&#8217;elezione del Pontefice.<\/em><\/p>\n<p><em>81. I Cardinali elettori si astengano, inoltre, da ogni forma di patteggiamenti, accordi, promesse od altri impegni di qualsiasi genere, che li possano costringere a dare o a negare il voto ad uno o ad alcuni. Se ci\u00f2 in realt\u00e0 fosse fatto, sia pure sotto giuramento, decreto che tale impegno sia nullo e invalido e che nessuno sia tenuto ad osservarlo; e fin d&#8217;ora commino la scomunica\u00a0&quot;latae sententiae&quot;\u00a0ai trasgressori di tale divieto. Non intendo, tuttavia, proibire che durante la Sede Vacante ci possano essere scambi di idee circa l&#8217;elezione.<\/em><\/p>\n<p>Ad ogni modo lasciamo ad altri, pi\u00f9 esperti di noi in diritto canonico, di discettare se sia legittimo, da un punto di vista giuridico, che un papa regnante presenti le proprie dimissioni, e sia pure, come stabilito dal comma 332 del Codice stesso, e come affermato da Benedetto XVI, in piena libert\u00e0 di scelta e liberamente manifestando la sua intenzione; cosa della quale, peraltro, \u00e8 pi\u00f9 che legittimo dubitare che sia avvenuto, se \u00e8 vero, come \u00e8 vero, che il cardinale Godfried Danneels si \u00e8 pubblicamente vantato di aver partecipato a un gruppo di cardinali elettori, da lui stesso soprannominato &quot;mafia di San Gallo&quot;, avente lo scopo di sbarrare la strada all&#8217;elezione di Ratzinger nel 2005, e di favorire l&#8217;elezione di un cardinale progressista nel 2013. Cos\u00ec pure, lasciamo ad altri, pi\u00f9 esperti di noi, stabilire se sia stata legittima, sempre dal punto di vista canonico, l&#8217;elezione di Francesco, avvenuta il 13 marzio e ci\u00f2 prima dei 15 giorni stabiliti tra le fine di un pontificato e la proclamazione del suo successore; per non parlare del fatto che un gesuita, per statuto, non pu\u00f2 essere eletto cardinale, a meno che riceva un&#8217;apposita dispensa, e tanto meno pontefice: e infatti non c&#8217;\u00e8 mai stato, prima di Francesco, alcun pontefice gesuita nella storia della Chiesa, sebbene l&#8217;ordine dei gesuiti esista da ben cinque secoli. E infine lasciamo volentieri a qualcun altro dipanare l&#8217;intricatissima matassa se l&#8217;apostasia e l&#8217;eresia del vertice della Chiesa cattolica, divenute ormai evidenti, abbiano avuto inizio con Francesco o se incomincino con il conclave del 1958, dopo la morte di Pio XII, e con lo svolgimento del Concilio Vaticano II, vale a dire con Giovanni XXIII; oppure se l&#8217;inizio vada collocato nella dichiarazione <em>Nostra aetate<\/em> del 28 ottobre 1965, che fa piazza pulita di due millenni di dottrina circa il Vangelo di Ges\u00f9 Cristo come sola verit\u00e0 soprannaturale e come unica via di salvezza per l&#8217;umanit\u00e0, oppure con la riforma liturgica voluta da Paolo VI nel 1969 e affidata all&#8217;arcivescovo massone Annibale Bugnini, e particolarmente con l&#8217;istituzione del <em>Novus Ordo Missae<\/em> e con la repentina esclusione (non soppressione) del vecchio rito, peraltro mai abolito ufficialmente. E non gi\u00e0 perch\u00e9 si tratti di questioni di poca importanza, tutt&#8217;altro; ma insomma, sono pur sempre questioni formali, mentre a noi preme la sostanza delle cose e non la forma. Perci\u00f2 la domanda che facciamo a noi stessi, e che poniamo anche agli altri, \u00e8 la seguente: un papa ha il diritto di dimettersi, come un impiegati qualsiasi, oppure si deve ritenere vincolato sino alla morte al ministero petrino, cui \u00e8 indissolubilmente legato dall&#8217;istante della sua elezione, beninteso purch\u00e9 questa sia canonicamente valida? Fare il papa \u00e8 come fare il dirigente d&#8217;azienda, o il capostazione, o il giudice di un tribunale? Pu\u00f2 un papa scendere dalla cattedra di san Pietro e dire ai cardinali, ai vescovi, al clero in generale e alla totalit\u00e0 dei fedeli: <em>Scusate tanto, ma sono stanco e non ce la faccio pi\u00f9, voglio andare in pensione; da domani chiamatemi pure &quot;papa emerito&quot;<\/em>?<\/p>\n<p>Questa domanda \u00e8 tanto pi\u00f9 importante in quanto una certa fetta di cattolici, al presente, lamenta che Benedetto XVI si sia dimesso, ma sospetta che, pur dopo le sue dimissioni, egli sia rimasto ancora, misteriosamente, il &quot;vero&quot; papa; che se lui \u00e8 ancora vivo, allora il papa regnante non \u00e8 Francesco, ma Ratzinger; e che tutti i mali del pontificato di Francesco derivano dal fatto che Benedetto si \u00e8 dimesso, ma che, siccome da papa non ci si pu\u00f2 dimettere, nella sostanza e indipendentemente dalla forma, bisogna ancora sperare e guardare a Ratzinger come alla figura che guider\u00e0 i cattolici, chi sa come, fuori dalla crisi che attanaglia la Chiesa sempre di pi\u00f9, e che ormai minaccia di stritolarla completamente. Implicitamente o esplicitamente, quelli che ragionano cos\u00ec contrappongono il &quot;buon&quot; Benedetto XVI, pio e ortodosso, rispettoso del Deposito della fede e della dottrina perenne della Chiesa, al &quot;cattivo&quot; ed eretico Bergoglio, che ha operato uno strappo con la continuit\u00e0 della dottrina e che ha stravolto i contenuti del Deposito della fede, operando una vera e propria apostasia pilotata dal vertice, la quale trover\u00e0 nel prossimo Sinodo amazzonico la sua definitiva &quot;consacrazione&quot;, per trasformare definitivamente la Chiesa cattolica in qualcosa di nuovo e di diverso da ci\u00f2 che \u00e8 sempre stata, dalle origini fino ad oggi.<\/p>\n<p>Per tentar di sciogliere questi dubbi, dubbi di sostanza e non di forma, pu\u00f2 risultare utile riportare le precise parole con le quali Benedetto XVI annunci\u00f2 la sua intenzione di dimettersi entro pochi giorni, l&#8217;11 febbraio 2013, durante il Concistoro riunito per la canonizzazione dei Martiri di Otranto del 14 agosto 1480, insieme ad altri tre beati:<\/p>\n<p><em>Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l&#8217;et\u00e0 avanzata, non sono pi\u00f9 adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino&#8230; Per questo, ben consapevole della gravit\u00e0 di questo atto, con piena libert\u00e0, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005.<\/em><\/p>\n<p>Ma ecco cosa scriveva a proposito delle proprie eventuali dimissioni Giovanni Paolo II in un testo del 1994, cio\u00e8 quando la sua salute non era ancora cos\u00ec seriamente compromessa come negli ultimi anni della sua vita e del suo pontificato (allorch\u00e9, qualcuno lo ricorder\u00e0, i vescovi tedeschi cominciavano a scalpitare affinch\u00e9 si dimettesse per davvero); testo che \u00e8 rimasto inedito e che probabilmente era destinato a essere letto in pubblico, forse nel Collegio dei cardinali, come lascia supporre il fatto che su alcuni vocaboli \u00e8 segnato l&#8217;accento tonico, come per facilitarne la pronuncia (citato da Slawomir Oder nell&#8217;articolo <em>Quando Wojtyla voleva dimettersi<\/em>, su <em>Famiglia Cristiana<\/em> n. 5 del 31 gennaio 2010, pp. 37-39):<\/p>\n<p><em>Davanti a Dio, ho riflettuto a lungo su che cosa debba fare il Papa per se stesso al momento in cui compir\u00e0 i 75 anni. Al riguardo, vi confido che quando, due anni fa, si profil\u00f2 la possibilit\u00e0 che il tumore da cui dovevo essere operato fosse maligno, pensai che il Padre che sta nei cieli volesse provvedere egli stesso a risolvere in anticipo il problema.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma non fu cos\u00ec.<\/em><\/p>\n<p><em>Dopo aver pregato e riflettuto a lungo sulle mie responsabilit\u00e0 davanti a Dio, ritengo doveroso di seguire la disposizione e l&#8217;esempio di Paolo VI, il quale, prospettandosi lo stesso problema, giudic\u00f2 di non poter rinunciare al mandato apostolico se non in presenza di una infermit\u00e0 inguaribile o di un impedimento tale da ostacolare l&#8217;esercizio delle funzioni di Successore di Pietro.<\/em><\/p>\n<p><em>Anch&#8217;io pertanto, seguendo le orme del mio Predecessore, ho gi\u00e0 messo per iscritto la mia volont\u00e0 di rinunciare al sacro e canonico ufficio di Romano Pontefice nel caso di infermit\u00e0 che si presuma inguaribile e che impedisca di esercitare (sufficientemente) le funzioni del ministeri petrino.<\/em><\/p>\n<p><em>All&#8217;infuori di questa ipotesi, avverto come grave obbligo di coscienza il dovere di continuare a svolgere il compito a cui Cristo Signore mi ha chiamato, fino a quando egli, nei misteriosi disegni della sua Provvidenza, vorr\u00e0. [Il testo di Paolo VI al quale papa Wojtyla fa riferimento risale al 2 febbraio 1965 e viene citato anche in un altro manoscritto inedito di Wojtyla, datato 15 febbraio 1989.]<\/em><\/p>\n<p>Evidentemente <em>Famiglia Cristiana<\/em>, che pubblicava con fierezza queste parole di Giovanni Paolo II nel gennaio del 2010, non \u00e8 la stessa <em>Famiglia Cristiana<\/em> che, nel ma febbraio e nel marzo del 2013, cio\u00e8 appena tre anni dopo, saluta come cosa normalissima, per non dire cin malcelata soddisfazione, le dimissioni di Benedetto XVI e acclama a perdifiato l&#8217;elezione di Francesco, il papa che dice subito, senza tanti preamboli, di voler &quot;cambiare la Chiesa&quot; (e lo dice, affinch\u00e9 intenda chi ha voglia d&#8217;intendere, non gi\u00e0 all&#8217;organo vaticano <em>L&#8217;Osservatore Romano<\/em> o a <em>L&#8217;Azione<\/em>, portavoce della C.E.I., bens\u00ec al quotidiano <em>La Repubblica<\/em>, massimo altoparlante del partito anticristiano e massonico italiano). Un cambio alla direzione, forse? Niente affatto: il direttore era sempre lo stesso, don Antonio Sciortino, che ha diretto il giornale dal 1999 al novembre del 2016; attualmente ne ha preso il posto don Antonio Rizzolo, quello che si fa la pubblicit\u00e0 sul programma domenicale <em>I viaggi del cuore<\/em>, grazie a Mediaset, <em>gratis et amore dei<\/em>; e ciononostante le vendite continuano a precipitare, toccando il record negativo assoluto. E anche la linea del settimanale era sempre la stessa, tanto \u00e8 vero che gi\u00e0 nel 2010 vi campeggiava il falso teologo, falso prete e falso cattolico Enzo Bianchi, con due intere pagine nel numero sopraddetto per pubblicizzare i suoi libri (nella collana intitolata, niente di meno: <em>I grandi maestri dello spirito<\/em>; sar\u00e0: del resto, ciascuno si sceglie i maestri che preferisce). La sua linea sui migranti, sull&#8217;ecumenismo, sul &quot;dialogo&quot; interreligioso, sulla morale sessuale, sui rapporti coi partiti politici italiani, non era certo quella di Benedetto XVI; era, semmai, in anticipo, quella che sarebbe stata di Francesco: ma che importa? \u00c8 da un pezzo che, nella Chiesa, non ci sono pi\u00f9 problemi di coerenza e di rispetto del Deposito della fede; che si fa a gara nel voler modernizzare ogni cosa, con la scusa di dialogare con il mondo (anche se Ges\u00f9 Cristo non \u00e8 vento nel mondo per dialogare, ma per convertirlo); e che ci si prende la libert\u00e0 di andar per conto proprio, di spararle sempre pi\u00f9 grosse e di contraddire apertamente la Tradizione: ma forse che ci\u00f2 costituisce un problema per qualcuno? Al contrario, ci si fa un merito di tali atteggiamenti; si invoca lo &quot;spirito profetico&quot; del Concilio; si tira in ballo, niente di meno (e senza avvedersi che il concetto \u00e8 peggio che insostenibile, blasfemo) una &quot;nuova Pentecoste&quot;. Insomma c&#8217;\u00e8 stato un contrordine, a partire dal Vaticano II, ma guai a dirlo: almeno, i vecchi comunisti erano brutalmente franchi e dicevano, senza peli sulla lingua: <em>Contrordine, compagni; il nemico non \u00e8 pi\u00f9 la democrazia borghese, ma il nazismo<\/em> (nel 1941), mentre questi preti progressisti non hanno neanche quella selvaggia franchezza, vogliono agire in punta di piedi e pretendono che tutto sia rimasto intatto, che nulla sia stato cambiato della sostanza della fede, mentre sanno benissimo di aver cambiato tutto, perch\u00e9 quand&#8217;anche si fosse cambiata solo la liturgia (e in principio era cos\u00ec, pi\u00f9 o meno) si capovolge tutto, perch\u00e9 la liturgia non \u00e8 forma, ma sostanza del rapporto fra i fedeli e il Signore Ges\u00f9 Cristo. Per\u00f2, appunto, guai a dirlo! No: bisognava e bisogna far la recita che non sia cambiato nulla d&#8217;importante; che ci sia stata una <em>discontinuit\u00e0 nella continuit\u00e0<\/em>, e simili acrobazie verbali, degne delle <em>convergenze parallele<\/em> di democristiana memoria.<\/p>\n<p>Ma adesso torniamo al nostro assunto iniziale. Dopo ave confrontato le parole di Giovanni Paolo II e quelle di Benedetto XVI, bisogna tirar le somme e giungere ad una conclusione: lo vuole la logica, oltre che la necessit\u00e0 di assumere, come cattolici coerenti, una posizione precisa e motivata rispetto all&#8217;evento traumatico del febbraio 2013, che, invece, per la maggioranza dei fedeli, complici appunti i mass-media ex cattolici, per non parlare di quelli da sempre pervicacemente anticattolici, ma che oggi fingono qualche simpatia per <em>questo<\/em> cattolicesimo, che di cattolico conserva ormai &#8212; e usurpa &#8211; soltanto il nome (come la <em>Repubblica<\/em>), sembra esser scivolato via perfino dalla memoria, cose se non fosse successo proprio niente di speciale. Al contrario, come \u00e8 noto, non si era mai visto un papa fare <em>per viltade il gran rifiuto<\/em> dai lontani tempi di Celestino V, il 13 dicembre 1294: pi\u00f9 di sette secoli fa. A ben guardare, comunque, non c&#8217;\u00e8 tanto da girare attorno alla questione, perch\u00e9 la risposta che cerchiamo \u00e8 terribilmente semplice. Il solo e grande modello al quale ispirarsi, per il cristiano, deve essere sempre, in ogni circostanza della vita, Ges\u00f9 Cristo: guardando a Lui solo non si rischia di sbagliare mai, per nessuna ragione. Ebbene, come si \u00e8 comportato Ges\u00f9 Cristo, davanti alla prospettiva della grande prova, della Passione e Morte che lo attendeva, per la redenzione del mondo? Ce lo dicono, nel modo pi\u00f9 esplicito, i <em>Vangeli<\/em>: ha provato, umanamente, angoscia e sgomento, e ha pregato con il massimo fervore, nell&#8217;orto degli ulivi. Mai, per\u00f2, neppure per un istante, ha pensato di poter fare altro che la volont\u00e0 del Padre suo (<em>Marco<\/em>, 14, 36): <em>Abb\u00e0, Padre! Tutto \u00e8 possibile a te, allontana da me questo calice! Per\u00f2 non ci\u00f2 che io voglio, ma ci\u00f2 che vuoi tu<\/em>. E cos\u00ec dobbiamo fare anche noi; cos\u00ec deve fare anche il papa. Per quanto turbato e sofferente, per quanto minacciato o sottoposto a pressioni che non \u00e8 possibile neanche immaginare, egli deve conformarsi in tutto e per tutto alla volont\u00e0 di Dio, il Dio di Ges\u00f9 Cristo, e dire (<em>Matteo<\/em>, 26, 39): <em>Padre mio, se \u00e8 possibile, passi da me questo calice! Per\u00f2 non come voglio io, ma come vuoi tu!<\/em> Nessun ragionamento capzioso, nessun sofisma potr\u00e0 mai cambiare questo semplice concetto: per il cristiano nulla \u00e8 possibile fare, che non sia in perfetto e totale accordo con la volont\u00e0 di Dio. E se lo Spirito Santo lo ha posto sulla cattedra di san Pietro, va da s\u00e9 che non ne pu\u00f2 scendere a suo talento. Solo una evidente malattia mentale o una malattia fisica del tutto invalidante le sue funzioni, potrebbe giustificare la sua deposizione da parte dei Cardinali; ma quanto a s\u00e9, egli non pu\u00f2 abbandonare la missione cui Dio lo ha chiamato. Se il Diritto Canonico non lo stabilisce in maniera esplicita, \u00e8 perch\u00e9 non ce n&#8217;era bisogno. C&#8217;\u00e8 forse bisogno di ricordare al cristiano che, nella vita, egli non \u00e8 chiamato a fare la propria volont\u00e0, ma sempre e solo la volont\u00e0 del Padre celeste?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;11 febbraio 2013 i cattolici di tutto il mondo rimasero sconvolti dall&#8217;annuncio di Benedetto XVI della sua irrevocabile decisione di rinunciare al ministero petrino, alla data<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30141,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[82],"tags":[216],"class_list":["post-25821","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-benedetto-xvi","tag-papi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-benedetto-xvi.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25821","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25821"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25821\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30141"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25821"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25821"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25821"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}