{"id":25820,"date":"2020-08-25T10:40:00","date_gmt":"2020-08-25T10:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/08\/25\/il-nostro-suicidio-inizia-con-loblio-della-metafisica\/"},"modified":"2020-08-25T10:40:00","modified_gmt":"2020-08-25T10:40:00","slug":"il-nostro-suicidio-inizia-con-loblio-della-metafisica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/08\/25\/il-nostro-suicidio-inizia-con-loblio-della-metafisica\/","title":{"rendered":"Il nostro suicidio inizia con l&#8217;oblio della metafisica"},"content":{"rendered":"<p>La nostra societ\u00e0 soffre di un male gravissimo, un odio di s\u00e9 che la sta portando a grandi passi verso il suicidio; e quel male ha un nome preciso, \u00e8 l&#8217;oblio dell&#8217;essere, e parallelamente della filosofia prima o metafisica, che indica la via dell&#8217;essere. Tutti gli altri mali, tutte le situazioni negative della dimensione pratica della vita &#8212; economia, politica, societ\u00e0, diritto, cultura, scienza &#8212; hanno origine l\u00ec: nell&#8217;aver voltato le spalle alla metafisica &#8212; errore filosofico &#8212; e quindi nell&#8217;essersi allontanati dal vero Dio &#8212; errore religioso. C&#8217;\u00e8 una stretta relazione fra le di cose: nulla pu\u00f2 andar bene nella sfera pratica e materiale della vita se le basi filosofiche e religiose non sono bene impostate, se l&#8217;anima e l&#8217;intelligenza non si volgono nella direzione giusta. Non \u00e8 solo una questione tecnica o formale: non basta saper ragionare bene o dedicare molto tempo alla preghiera e all&#8217;adorazione: bisogna che la ragione sia orientata verso la verit\u00e0 e che la fede religiosa faccia perno sul vero Dio, secondo il suo vero insegnamento e non secondo le indicazioni ingannevoli e fuorvianti di un clero che di fatto ha apostatato. Oggi i filosofi hanno praticamente abbandonato la questione della verit\u00e0 e la Chiesa cattolica non concentra pi\u00f9 i suoi sforzi nell&#8217;evangelizzare gli uomini, ma nell&#8217;indottrinare il clero in senso modernista e vaticansecondista; e questo clero indottrinato si fa docile strumento per la trasmissione di una dottrina che non \u00e8 pi\u00f9 quella cattolica, ma quella massonica e antichistica, malamente camuffata.<\/p>\n<p>Mentre gli altri rami della filosofia studiano le cose secondo i modi specifici della loro esistenza, la cio\u00e8 nella dimensione dello spazio e del tempo, la metafisica e solo la metafisica \u00e8 la scienza dell&#8217;essere in quanto essere. Ora, le cose divengono, si trasformano, hanno un principio e una fine, mente l&#8217;essere <em>\u00e8<\/em>: dunque l&#8217;essere \u00e8 il fondamento di tutto, l&#8217;origine di tutto, la causa di tutto ci\u00f2 che esiste, di tutto ci\u00f2 che \u00e8 pensabile, di tutto ci\u00f2 che \u00e8 intelligibile; non esiste vera filosofia che non sia prima di tutto metafisica e quindi tutta la filosofia moderna non \u00e8 vera filosofia, cio\u00e8 scienza dell&#8217;essere, bens\u00ec, come direbbe Aristotele, opinione intorno alle cose, ovvero, per dirla con Kant, intorno ai fenomeni. Ma sui fenomeni non pu\u00f2 esservi vera scienza, che non poggi sulla verit\u00e0 dell&#8217;essere; l&#8217;essere \u00e8 la causa prima di tutte le cose che esistono, e quindi voler fare scienza delle cose escludendo la loro causa prima \u00e8 come voler edificare un superbo palazzo che sia del tutto privo, per\u00f2, di fondamenta. Il delirio di onnipotenza della scienza moderna ha la sua origine da questo colossale fraintendimento: aver scambiato la scienza delle cose e dei fenomeni, che \u00e8 sempre una scienza relativa e perci\u00f2 imperfetta, con la vera scienza, che ha sempre il suo fondamento nell&#8217;essere, che \u00e8 sia causa prima, sia causa finale di tutto ci\u00f2 che esiste. La scienza moderna \u00e8 disancorata sia dalla causa prima &#8212; non si sa perch\u00e9 le cose esistono &#8212; sia dalla causa finale &#8211; non si sa a quale scopo esistono, e dunque verso cosa sono dirette. Apparentemente esse vengono dal nulla e ritornano al nulla: il che \u00e8 logicamente impossibile, come capirebbe anche un bambino, e tuttavia viene dato per tacitamente stabilito dagli scienziati della natura che, rotto il legame con la filosofia, e dichiarata sostanzialmente inutile la filosofia stessa, pretendono di fare scienza restando sul terreno dei fenomeni e facendo professione di agnosticismo per tutto ci\u00f2 che riguarda l&#8217;essere. Ci\u00f2 d\u00e0 alla scienza moderna il suo inconfondibile carattere pragmatico ed efficientistico ed il suo altrettanto caratteristico riduzionismo: una volta tirato un rigo sulla questione dell&#8217;essere, non ha pi\u00f9 senso domandarsi perch\u00e9, ma solo in che modo i fenomeni avvengono. Si prenda il caso della scienza medica: forse che il medico plasmato dagli studi universitari secondo il paradigma moderno si chiede perch\u00e9 quella tale patologia \u00e8 insorta in quel tale individuo, e in quel tale momento? Niente affatto: egli procede subito a prescrivere quella certa terapia sulla base di quella certa diagnosi; ma come pu\u00f2 essere giusta una diagnosi formulata astraendo dal singolo organismo e dal singolo momento, ossia creando una entit\u00e0 astratta e generica, la malattia, che sarebbe equivalente per tutti gli organismi ed in tutti i momenti della loro vita?<\/p>\n<p>Citiamo un breve passaggio del capolavoro di Avicenna, uno dei pi\u00f9 grandi filosofi del Medioevo oltre che uno dei pi\u00f9 grandi medici, <em>Il libro della guarigione<\/em>, ovvero <em>Le cose divine<\/em> (I, \u00a7\u00a7 1,2; 2,2; 3,1-2; 4,3-6; a cura di Amos Bertolacci, Torino, UTET, 2008, pp. 143-150):<\/p>\n<p><em>1.2 \u00c8 stato ricordato che le [scienze ] teoretiche sono riducibili a tre gruppi, e cio\u00e8 le naturali, le matematiche e le divine. Il soggetto delle naturali sono i corpi dal punto di vista del loro essere in moto e in quiete. L&#8217;indagine che esse svolgono riguarda gli accidenti che ineriscono di per s\u00e9 ai copri da questo punto di vista. Il soggetto delle matematiche o \u00e8 una quantit\u00e0 astratta dalla materia di per s\u00e9, oppure \u00e8 qualcosa dotato di quantit\u00e0. Il loro oggetto di indagine sono gli stati che ineriscono alla quantit\u00e0 in quanto quantit\u00e0; nelle definizioni di questi non viene assunta nessuna specie di materia e nessuna potenza di movimento. Le divine indagano le cose separate dalla materia nella sussistenza e nella definizione. Hai appreso anche che la divina \u00e8 quella in cui si indagano le cause prime dell&#8217;esistenza naturale, matematica e di ci\u00f2 che dipende da queste, e la Causa delle cause ed il Principio dei principi, cio\u00e8 la divinit\u00e0.[&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>2.2 Hai anche gi\u00e0 udito che vi \u00e8 una filosofia della verit\u00e0 ed una filosofia prima; che essa fornisce la convalida dei principi delle altre scienze; che essa \u00e8 la sapienza della verit\u00e0. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>3.1 Si \u00e8 gi\u00e0 appreso, dunque, che ogni scienza ha un soggetto che le \u00e8 proprio. Indaghiamo adesso, pertanto, quale sia il soggetto della presente scienza[la metafisica], ed esaminiamo se il fatto che Dio esiste sia il soggetto, oppure non lo sia, ma sia piuttosto una delle cose che essa ricerca.<\/em><\/p>\n<p><em>Noi diciamo che non pu\u00f2 essere il soggetto. Il soggetto di ogni scienza, infatti, \u00e8 qualcosa la cui esistenza viene ammessa dalla scienza in questione, e di cui si indagano solo gli stati, come si \u00e8 appreso altrove. Ma l&#8217;esistenza della divinit\u00e0 non pu\u00f2 venire ammessa in questa scienza in qualit\u00e0 di soggetto; al contrario, vi viene ricercata.<\/em><\/p>\n<p><em>3.2 Se cos\u00ec non fosse, infatti, delle due cose l&#8217;una: o sarebbe ammessa in questa scienza e ricercata in un&#8217;altra, oppure sarebbe ammessa in questa scienza senza essere ricercata in un&#8217;altra. Ma entrambi i casi sono falsi, infatti non pu\u00f2 essere ricercata in un&#8217;altra scienza, poich\u00e9 le altre scienze sono etiche o politiche, oppure naturali, oppure matematiche, oppure logiche. Ma in nessuna di queste si indaga come stabilire la divinit\u00e0, n\u00e9 ci\u00f2 potrebbe avvenire, come capisci con la minima riflessione su alcuni principi fondamentali che ti sono stati ripetuti. Ma non pu\u00f2 nemmeno non essere ricercata in un&#8217;altra scienza. In tal caso, infatti, non sarebbe ricercata in nessuna scienza affatto. Quindi, o sarebbe chiara di per s\u00e9, oppure non ci sarebbe speranza di chiarirla razionalmente [il che \u00e8 la posizione di Kant e dei moderni in genere]. Essa, tuttavia non \u00e8 n\u00e9 chiara di per s\u00e9, n\u00e9 senza speranza di essere chiarita, perch\u00e9 riguardo ad essa vi \u00e8 una prova [del &quot;quia&quot;].<\/em><\/p>\n<p><em>Inoltre, come si potr\u00e0 ammettere l&#8217;esistenza di ci\u00f2 che non vi \u00e8 speranza di chiarire?<\/em><\/p>\n<p><em>Rimane, quindi, che l&#8217;indagine di Dio avvenga solamente in questa scienza, e ci\u00f2 in due modi: rispetto alla Sua esistenza, e rispetto ai suoi attributi. Ma dal momento che l&#8217;indagine della Sa esistenza avviene in questa scienza, non pu\u00f2 costituirne il soggetto. A nessuna scienza, infatti, spetta stabilire il proprio soggetto [cio\u00e8 la sua esistenza]. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>4.3. Stando cos\u00ec le cose, \u00e8 chiaro anche che [le cause] non vengono indagate [dalla metafisica] rispetto all&#8217;esistenza che \u00e8 propria di ciascuna di esse. Questo, infatti, viene ricercato in questa scienza.<\/em><\/p>\n<p><em>4.4 L&#8217;indagine delle parti dell&#8217;insieme, infatti, \u00e8 anteriore rispetto all&#8217;indagine dell&#8217;insieme. L&#8217;indagine delle parti, dunque, dovrebbe avvenire o in questa scienza &#8212; ma in tal caso le parti sarebbero pi\u00f9 degne di esserne il soggetto &#8211; oppure in un&#8217;altra scienza &#8212; ma nessun&#8217;altra scienza, eccetto questa, include la discussione delle cause ultime.<\/em><\/p>\n<p><em>4.5 Se le cause vengono indagate in quanto esistenti e dal punto di vista di ci\u00f2 che afferisce loro sotto questo rispetto, in tal caso \u00e8 necessario che il soggetto primo sia l&#8217;esistente in quanto esistente.<\/em><\/p>\n<p><em>4.6 \u00c8 risultata chiara, dunque, la falsit\u00e0 anche di questa teoria, che, cio\u00e8, il soggetto di questa scienza siano le cause ultime. Bisogna invece sapere che esse ne sono la perfezione e ci\u00f2 che vi si ricerca.<\/em><\/p>\n<p>Per una intelligenza moderna, vale a dire plasmata dai principi fondamentali del pensiero moderno (anche se poi, con una lotta diuturna e faticosa, essa \u00e8 riuscita in parte a liberarsene] leggere queste righe, riflettere su questi concetti, \u00e8 come immergersi in una chiara fonte d&#8217;acqua fresca, nell&#8217;ora pi\u00f9 torrida di un&#8217;estate afosa; \u00e8 come dissetarsi a volont\u00e0 dopo aver sofferto lungamente la sete nel pi\u00f9 arido e desolato dei deserti. Ed \u00e8 la stessa sensazione che si prova leggendo Platone, Aristotele, sant&#8217;Agostino o san Tommaso d&#8217;Aquino, invece di Cartesio, Locke, Kant o Hegel; e una sensazione assai simile a quella che si prova udendo un concerto di Bach, dopo essere stati costretti ad ascoltare le sataniche cacofonie di certa musica &#8212; musica, si fa per dire &#8212; contemporanea: ci si sente innalzati da terra e trasportati su, dove l&#8217;aria \u00e8 pi\u00f9 pura, dove i venti soffiano liberi e le cime innevate dei monti, viste dall&#8217;alto, scintillano al sole come diamanti. Quale chiarezza concettuale, quale suprema eleganza nell&#8217;argomentazione logica, quale sobriet\u00e0 e limpidezza nella concatenazione dei pensieri! Vi sono, dice Avicenna, tre tipi di scienze: quelle che studiano i fenomeni della natura, quelle che studiano i principi della matematica e quelle che si occupano delle cose divine, ossia di ci\u00f2 che non riguarda i fenomeni, ma le cause; non le cause seconde, bens\u00ec le cause prime. A quest&#8217;ultimo tipo di scienza spetta l&#8217;appellativo di scienza della verit\u00e0, o di filosofia prima, perch\u00e9 non si occupa di cose materiali, transeunti, n\u00e9 di quantit\u00e0 numeriche, ma della Causa delle cause e del Principio di tutti i principi. Egli poi dimostra che l&#8217;esistenza di Dio non pu\u00f2 essere considerata come il soggetto della metafisica, in altri termini non pu\u00f2 esserne il presupposto, perch\u00e9, al contrario, si tratta di ci\u00f2 che viene cercato e che alla fine, ma solo alla fine, viene dimostrato. Eppure, tutte le scienze presuppongo o l&#8217;esistenza del loro oggetto: le scienze naturali l&#8217;esistenza della natura, e le scienze matematiche, l&#8217;esistenza del numero e della quantit\u00e0. Quale differenza vi \u00e8 allora con la scienza delle cose divine? Questa: che sia la natura, sia la quantit\u00e0 e il numero, non sono la causa prima di se stesse, ma semmai sono la causa seconda dei rispettivi fenomeni e dei rispettivi principi. Dio per\u00f2 non \u00e8 causa seconda, ma causa prima: non c&#8217;\u00e8 qualcos&#8217;altro al di sopra di Lui, o prima di Lui, che ne sia la causa: \u00e8 Lui la causa di tutto, e ogni altra cosa procede da Lui. Parrebbe che qui si sia giunti a un punto morto: sede Dio la Caua prima, come se ne potr\u00e0 presupporre l&#8217;esistenza, visto che tutto ci\u00f2 che conosciamo, lo conosciamo attraverso delle cause seconde? Avicenna risponde: siamo certi dell&#8217;esistenza di Dio grazie alla dimostrazione del <em>quia<\/em>, ossia del <em>che<\/em> , del &quot;per questo&quot;. Avicenna distingue la dimostrazione del &quot;che&quot; dalla dimostrazione del &quot;perch\u00e9&quot;: la prima stabilisce che una cosa \u00e8 vera, senza fornirne la causa, mentre la seconda fornisce anche la causa. Ma Dio \u00e8 il Principio Primo, dunque non c&#8217;\u00e8 nulla che ne sia causa: pertanto la sua esistenza non pu\u00f2 essere provata con una dimostrazione del &quot;perch\u00e9&quot;, ma solo con una dimostrazione del <em>che<\/em>. \u00c8 questo, invece, lo scoglio dinanzi a quale tutta la filosofia moderna, da Kant in poi, si \u00e8 arenata. I filosofi moderni non accettano la distinzione fra <em>che<\/em> e <em>perch\u00e9<\/em>: essi vorrebbero dare un <em>perch\u00e9<\/em> a ogni cosa e, se non vi riescono, allora preferiscono ritirarsi in buon ordine, affermando che quella tale cosa \u00e8 indimostrabile. Cos\u00ec, la metafisica diventa indimostrabile; l&#8217;esistenza di Dio diventa indimostrabile; l&#8217;immortalit\u00e0 dell&#8217;anima e la vita eterna diventano indimostrabili; tutto ci\u00f2 che \u00e8 fondamento, assoluto, permanente, diviene irraggiungibile, aleatorio, ipotetico. Potrebbe parere un atteggiamento di modestia: essi affermano solo ci\u00f2 di cui hanno raggiunto la dimostrazione inoppugnabile; invece \u00e8 un atto di suprema presunzione: non possono, n\u00e9 potrebbero in alcun modo giungere ad affermare l&#8217;esistenza di Dio, perch\u00e9, nella loro superbia, si rifiutano di ammettere che qualcosa possa esistere pur non essendone dimostrabile la causa. In fondo, si tratta d&#8217;un espediente concettuale: la premessa \u00e8 tale da rendere impossibile una conclusione diversa. \u00c8 come se avessero deciso di espellere Dio in ogni caso, perci\u00f2 hanno elaborato una filosofia che renda impossibile ammetterne l&#8217;esistenza. La cosa triste \u00e8 che la teologia contemporanea \u00e8 andata a scuola da codesti filosofi. Si sa quale debito abbia Karl Rahner nei confronti di Martin Heidegger; e pi\u00f9 in generale tutti i teologi del Concilio e del post-concilio sono debitori di Kant, Hegel, Marx, Freud, Einstein, insomma di tutti, fuorch\u00e9 di Ges\u00f9 Cristo, San Paolo e i grandi metafisici cristiani. Date le premesse, non potevano arrivare se non al Dio liquido, al Cristo meramente umano dei nostri giorni; al Ges\u00f9 migrante e Maria meticcia. Che tristezza, altro che Re e Regina dell&#8217;universo: non resta che l&#8217;<em>arrivederci all&#8217;inferno<\/em> di Bergoglio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nostra societ\u00e0 soffre di un male gravissimo, un odio di s\u00e9 che la sta portando a grandi passi verso il suicidio; e quel male ha<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[97,141,173],"class_list":["post-25820","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-aristotele","tag-filosofia","tag-immanuel-kant"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25820","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25820"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25820\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25820"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25820"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25820"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}