{"id":25819,"date":"2020-11-02T06:56:00","date_gmt":"2020-11-02T06:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/11\/02\/il-nostro-progetto-di-vita-fare-la-volonta-del-signore\/"},"modified":"2020-11-02T06:56:00","modified_gmt":"2020-11-02T06:56:00","slug":"il-nostro-progetto-di-vita-fare-la-volonta-del-signore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/11\/02\/il-nostro-progetto-di-vita-fare-la-volonta-del-signore\/","title":{"rendered":"Il nostro progetto di vita? Fare la volont\u00e0 del Signore"},"content":{"rendered":"<p>Si sente dire che \u00e8 necessario avere un progetto di vita, altrimenti non si va da nessuna parte. Perch\u00e9 l&#8217;espressione abbia un significato, bisogna per\u00f2 precisare cosa s&#8217;intende per &quot;progetto di vita&quot;. Se s&#8217;intende che ciascuno \u00e8 libero di costruirsi il progetto che gli pare e piace, secondo una volont\u00e0, o meglio un capriccio, totalmente soggettivo, allora sarebbe quasi meglio per quella persona non avere alcun progetto e vivere piuttosto alla giornata. Vivere alla giornata e non formulare alcun progetto per la propria vita \u00e8 male, ma avere un progetto sbagliato e distruttivo \u00e8 una cosa ancor peggiore. Chi vive alla giornata potrebbe anche imbattersi, una volta o l&#8217;altra, nell&#8217;occasione buona per fermarsi a riflettere, avere un ripensamento e un soprassalto di consapevolezza, e imboccare finalmente la strada giusta. Vivere secondo un progetto sbagliato significa avviarsi sicuramente verso lo spreco di s\u00e9, con esiti che potrebbero essere irreparabili: perch\u00e9 gli errori si sommano e si moltiplicano e a un certo punto ingabbiano l&#8217;esistenza a un punto tale che diventa pressoch\u00e9 impossibile uscirne e ritornare a un&#8217;esistenza autentica. Pertanto, il solo modo per vivere la vita autentica \u00e8 quello di avere un chiaro e giusto progetto di vita: non uno qualunque, ma il solo mediante il quale la vita di quel singolo essere, la sua e nessun&#8217;altra, acquista un significato e viene spesa in modo proficuo e costruttivo. Il punto essenziale \u00e8 questo: ciascuno di noi ha davanti a s\u00e9 una quantit\u00e0 teoricamente illimitata di strade da percorrere, ma una sola \u00e8 quella che gli \u00e8 stata destinata, una sola gli \u00e8 stata preparata affinch\u00e9 egli la riconosca, la segua e vada avanti sino in fondo, sino alla meta. Chiariamo intanto, a scanso di equivoci, che il progetto di vita non coincide con la scelta delle cose da fare. Le cose che si fanno nel corso della vita acquistano un reale significato a seconda che riflettano o meno l&#8217;autentico progetto di quella vita; ma questo non si esaurisce nella loro somma, \u00e8 qualcosa di assai pi\u00f9 ampio. Il progetto di vita \u00e8 l&#8217;orizzonte di senso che ciascuno pu\u00f2 dare, ed \u00e8 chiamato a dare, alla propria esistenza: e tale orizzonte prescinde dalle cose pratiche e dalle situazioni contingenti che formano l&#8217;orizzonte immediato di quella esistenza. Perch\u00e9 l&#8217;esistenza di ciascuno si articola, o pu\u00f2 articolarsi, su numerosi livelli: dal pi\u00f9 basso, quello puramente animale, al pi\u00f9 alto, quello puramente spirituale. Non tutte le scelte esistenziali, n\u00e9 tutti i progetti di vita, corrispondono ad un orizzonte di senso: perch\u00e9 questo ci sia, \u00e8 necessario che il progetto di vita e le singole scelte siano conformi a un Progetto pi\u00f9 grande, cosmico, nel quale ogni singola vita e ogni singola cosa esistente sono inserite. Pertanto non \u00e8 possibile immaginare un progetto di vita che sia in contrasto con il Progetto universale: se il progetto di vita \u00e8 basato sull&#8217;egoismo, sulla menzogna e sulla malvagit\u00e0, esso non asseconda, ma contrasta radicalmente con il Progetto universale, nel quale \u00e8 contemplata la realizzazione del bene di ciascuno, e nulla pu\u00f2 esserci che si attui in contrasto con il bene altrui.<\/p>\n<p>In termini cristiani, il Progetto universale pu\u00f2 essere definito mediante il concetto della divina Provvidenza. Nella mente di Dio tutto \u00e8 assolutamente bene, senza alcuna traccia di male; e ci\u00f2 che appare male dal punto di vista meramente umano, \u00e8 bene in senso assoluto, semplicemente perch\u00e9 la mente umana non \u00e8 in grado di cogliere le infinite relazioni esistenti fra le cose passate, presenti e future, ma vede e giudica le cose in maniera rozza e istintiva, secondo le categoria della soggettivit\u00e0 e dell&#8217;immediatezza. Ci\u00f2 che alla mente individuale sembra bene qui e ora, per essa \u00e8 bene; ma nella Mente divina le cose sono bene solo se contemplate nell&#8217;insieme e dall&#8217;alto, tutte le cose simultaneamente, anche quelle in apparenza pi\u00f9 lontane, perch\u00e9 ogni cosa \u00e8 in realt\u00e0 legata ad ogni altra da mille fili misteriosi, e non c&#8217;\u00e8 una sconfinata galassia che non sia collegata al pi\u00f9 umile filo d&#8217;erba, n\u00e9 vita individuale che non sia collegata a mille e mille altre, sia gi\u00e0 esistite, sia ancora da venire, oltre a tutte quelle che esistono contemporaneamente a lei. \u00c8 responsabilit\u00e0 della cultura moderna aver scordato completamente questa legge fondamentale del reale, mentre i nostri avi la conoscevamo benissimo, anche se in forme semplici ed empiriche e non filosoficamente elaborate: sapevano, ad esempio, che non si pu\u00f2 realizzare la propria felicit\u00e0 calpestando il bene degli altri, cos\u00ec come sapevano che da un&#8217;azione malvagia, alla lunga, non potr\u00e0 germogliare nulla di buono, anche se nell&#8217;immediato essa sembra che paghi. Queste semplici, intuitive verit\u00e0 facevano parte del bagaglio morale delle persone comuni e venivano insegnate e trasmesse ai figli e ai nipoti, e ci\u00f2 contribuiva a dare alla societ\u00e0 un grado di coesione e di saldezza che oggi sono solo un lontano ricordo, poich\u00e9 nella cultura contemporanea dominano l&#8217;egoismo e la sopraffazione reciproca, e ciascuno \u00e8 proteso ad inseguire il proprio bene apparente infischiandosene del male che pu\u00f2 recare ad altri. E abbiamo precisato &quot;il proprio bene <em>apparente<\/em>&quot; perch\u00e9, in effetti, non potr\u00e0 mai accadere che un&#8217;azione intrinsecamente malvagia procuri un bene effettivo a colui che la compie: tutto al contrario, inevitabilmente essa si ritorcer\u00e0 contro di lui, e gli far\u00e0 scontare moltiplicato per dieci il male compiuto, e poi ancora, e ancora, innumerevoli volte, fino a quando non avr\u00e0 compreso il proprio errore e non si sar\u00e0 ravveduto. Questo, almeno, \u00e8 ci\u00f2 che il Progetto universale, vale a dire la divina Provvidenza, contempla affinch\u00e9 si realizzi il bene delle anime: una continua pedagogia dell&#8217;autocoscienza e della redenzione. Ma va da s\u00e9 che se un individuo rifiuta, ostinatamente e scientemente, ogni occasione di ravvedimento, e se ignora o disprezza ogni occasione di bene &#8211; e la vita ne presenta sempre in grande quantit\u00e0 -, allora costui si procura con le proprie mani un destino nefasto, dal quale nulla e nessuno lo potranno mai pi\u00f9 riscattare. Ed \u00e8 ci\u00f2 che in termini cristiani si chiama la dannazione eterna.<\/p>\n<p>Ci piace riportare una riflessione dello psicologo e psicoterapeuta Gino Soldera, tratta dal suo libro <em>Le emozioni della vita prenatale. Guida alla scoperta dell&#8217;universo originario del bambino<\/em>, Macro Edizioni, 2000, pp. 174-176):<\/p>\n<p><em>Il progetto di vita individuale ha in s\u00e9 quanto occorre ed \u00e8 necessario per permettere all&#8217;essere umano di diventare se stesso e di realizzare le potenzialit\u00e0 personali di cui \u00e8 dotato fin dal concepimento, seguendo un percorso unico e originale. Questo percorso \u00e8 caratterizzato da modi e tempi propri, in cui le diverse situazioni che presenta la vita e le risorse disponibili non sono fini a se stesse ma il mezzo e la possibilit\u00e0 per affrontare quei passaggi, che possono essere costituiti dagli ostacoli e dalle difficolt\u00e0 interne ed esterne, necessari per favorire il cammino di maturazione personale.<\/em><\/p>\n<p><em>Vivere di rendita sulle proprie capacit\u00e0 fisiche, intellettuali e artistiche senza lavorare per degli obiettivi pi\u00f9 avanzato o senza risolvere i problemi irrisolti o superare i traumi dell&#8217;infanzia pu\u00f2, alla lunga, avere effetti negativi. Ci\u00f2 pu\u00f2 portare ad una sorta di degenerazione personale morale e a perdere di vista le enormi possibilit\u00e0 umane che la vita offre, e che necessitano di essere esplorate e conosciute per poter diventare proprie, come si \u00e8 osservato in molti personaggi famosi tra i quali Marlyn Monroe ed Elvis Presley.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;attrice Judy Garland, nata nel Minnesota in una famiglia di artisti di teatro, cominci\u00f2 a dimostrare le sue abilit\u00e0 all&#8217;et\u00e0 di due anni, appena fu un grado di camminare, ebbe una vita professionale trionfale, e coloro che ebbero modo di danzare, cantare e fare con lei dei film, compresi i critici, le tributarono un&#8217;ammirazione sconfinata. Questo per\u00f2 accanto a tutta una serie di scene isteriche prima dello spettacolo, all&#8217;uso di bevande alcoliche, all&#8217;assunzione di psicofarmaci, alla pratica del sesso indiscriminato e a dei tentativi di suicidio, che la portarono ad allontanarsi sempre di pi\u00f9 da se stessa senza permetterle di trovare delle mete su cui ancorarsi. Cos\u00ec and\u00f2 un po&#8217; alla volta sempre pi\u00f9 in basso, alla deriva, fino alla morte avvenuta in un gabinetto.<\/em><\/p>\n<p><em>Altre persone invece una volta toccato il fondo hanno deciso di cambiare vita e di prendere in mano se stesse per risalire la china, cos\u00ec da poter conoscere ed esplorare le gradi risorse del mondo interiore, come ha fatto a suo tempo Dante Alighieri, immortalato dalla sua opera &quot;La Divina Commedia&quot;, la quale approfondisce ripercorrendo, a uno a uno, i vari gradi della vita dell&#8217;uomo: inizia dall&#8217;inferno, per snodarsi poi lungo il purgatorio, fino a raggiungere alla fine il paradiso&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>Al progetto di vita, anche se vogliamo, non \u00e8 possibile accedere direttamente, perch\u00e9 possiamo dire che esso si cela nel profondo del nostro cuore e ai nostri occhi si rende invisibile, come i pensieri che continuamente albergano nella nostra mente. Per\u00f2, se si presta la giusta attenzione in un atteggiamento aperto e privo di pregiudizi, che spesso sono la tomba della nostra coscienza, esso ci fa arrivare continuamente suoi messaggi e notizie nelle forme e nei modi pi\u00f9 disparati, i quali dipendono molto in quel momento dal rapporto che abbiamo con noi stessi e con il nostro mondo interiore. Se questo viene costantemente negato e nascosto allora il progetto di vita pu\u00f2 farsi conoscere nelle forme pi\u00f9 nascoste, come il linguaggio del corpo o particolari disturbi funzionali, oppure attraverso forti impulsi, non sempre controllabili, verso qualcosa o qualcuno, o con situazioni di vita che continuamente si ripetono o si presentano davanti ai nostri occhi.<\/em><\/p>\n<p>Il concetto che nessuno pu\u00f2 vivere di rendita sulle proprie capacit\u00e0 naturali, e che, anzi, chi lo fa, va incontro a un fallimento esistenziale pressoch\u00e9 certo, \u00e8 fondamentale per capire che la vita umana esige da ciascuno l&#8217;adozione di un chiaro e coerente progetto di vita, e che tale progetto non pu\u00f2 essere fondato sull&#8217;egoismo, n\u00e9 sul parassitismo. Si pu\u00f2 vivere in maniera parassitaria sia predando le energie e la disponibilit\u00e0 degli altri, come fanno gli individui abituati a sfruttare il prossimo, materialmente e moralmente, cominciando dalla moglie, dal marito, dai figli, sia sfruttando se stessi, vale a dire attingendo senza misura alle proprie attitudini innate senza per\u00f2 elaborarle, svilupparle, coltivarle e soprattutto senza far nulla per metterle al servizio di un progetto di crescita personale e di consapevolezza di s\u00e9. Una donna molto bella, per esempio, pu\u00f2 abituarsi a giocare tutte le sue carte sul fascino che sa di esercitare sugli altri a motivo del proprio aspetto, e ci\u00f2 fin da bambina; alla lunga, per\u00f2, questa strategia esistenziale si rivela disastrosa, perch\u00e9 impedisce qualsiasi evoluzione e crea la continua aspettativa di ricevere l&#8217;altrui ammirazione. Quando, per\u00f2, l&#8217;et\u00e0 fa sfiorire la sua bellezza, quella donna, ostinandosi a puntare sulla seduzione del proprio fisico, finisce per diventare patetica e per collezionare sconfitte, frustrazioni e amarezze sempre pi\u00f9 gravi, che fatalmente la porteranno alla depressione e alla disistima di s\u00e9. Infatti, per avere stima di se stessi bisogna conoscere il proprio valore; ma il proprio valore non pu\u00f2 consistere nella continua ostentazione delle proprie doti fisiche. La stima di s\u00e9 deriva dalla consapevolezza del proprio valore intrinseco: evidentemente, chi punta tutte le sue carte sulla bellezza fisica sa, inconsciamente, di non avere alcun valore intrinseco, ossia di avere un io fatto di nulla. Analogamente, un uomo che punti tutte le sue carte sulla ricchezza, o sul potere, mostra una eguale ignoranza sulla vera natura del proprio io, che non \u00e8 fatto n\u00e9 di denaro, n\u00e9 di potere; e se l&#8217;uno o l&#8217;altro dovessero esaurirsi, allora verrebbe a galla l&#8217;insussistenza di quella persona, la sua incapacit\u00e0 di farsi amare e apprezzare per i propri meriti personali e non per il suo portafogli ben fornito o per i favori che pu\u00f2 elargire agli altri dall&#8217;alto della sua posizione sociale.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra osservazione ci sembra importante per completare le linee essenziali del quadro (le cose da dire sarebbero tante che non basterebbe un libro intero). Quando diciamo che un individuo punisce in realt\u00e0 se stesso allorch\u00e9 compie il male, dobbiamo precisare che ci sono due modi di fare il male. Il primo, il pi\u00f9 ovvio, \u00e8 quello attivo e intenzionale: sappiamo che calunniare, rubare, desiderare le donna del nostro amico sono azioni moralmente cattive, ma le facciamo lo stesso, soltanto perch\u00e9 non riteniamo che valga la pena di trattenersi. C&#8217;\u00e8 poi una maniera pi\u00f9 sottile di fare il male, che consiste nel non fare, a se stessi e agli altri, il bene che si potrebbe, che sarebbe giusto e che le stesse circostanze ci suggeriscono. E quando non intraprendiamo la strada che ci \u00e8 stata preparata e che i credenti chiamano &quot;vocazione&quot;, noi non stiamo facendo il nostro bene, ma il nostro male. \u00c8 male tutto ci\u00f2 che va al di fuori del progetto che Dio ha per ciascuno di noi. Dio ci conosce uno ad uno, sino al pi\u00f9 profondo dell&#8217;anima, compresi gli aspetti che ci sforziamo di tener nascosti non solo agli altri, ma anche a noi stessi. E conoscendoci, ci invita a percorre la strade migliore per noi, che \u00e8 anche la migliore per quanti ci stanno intorno. La migliore non significa che sar\u00e0 anche la pi\u00f9 comoda e facile: al contrario, in genere \u00e8 la pi\u00f9 ardua e faticosa. Tuttavia, mai c&#8217;imporr\u00e0 un compito superiore alle nostre forze, perch\u00e9 ci ama e ci ha amati fin da prima che fossimo concepiti. Come un padre trepidante per i suoi figli, fa di tutto per ricondurci a S\u00e9: tale \u00e8 il progetto di vita di ciascuno&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si sente dire che \u00e8 necessario avere un progetto di vita, altrimenti non si va da nessuna parte. 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