{"id":25801,"date":"2019-09-14T06:17:00","date_gmt":"2019-09-14T06:17:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/09\/14\/il-mondialismo-viene-dal-pensiero-di-kant\/"},"modified":"2019-09-14T06:17:00","modified_gmt":"2019-09-14T06:17:00","slug":"il-mondialismo-viene-dal-pensiero-di-kant","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/09\/14\/il-mondialismo-viene-dal-pensiero-di-kant\/","title":{"rendered":"Il mondialismo? Viene dal pensiero di Kant"},"content":{"rendered":"<p>Occorre distinguere fra globalizzazione e mondialismo. La prima \u00e8 un processo in atto di totale internazionalizzazione della finanza, che ha l&#8217;effetto di assolutizzarla e imporla come il potere supremo e inappellabile a livello planetario: tutte le altre sue manifestazioni, dalla produzione alla cultura, dall&#8217;informazione allo sport, ne sono effetti collaterali. Infatti se la finanza \u00e8 concentrata in pochissime mani e nulla le si oppone, n\u00e9 gli stati, n\u00e9 i confini, n\u00e9 le leggi, n\u00e9 il pensiero, n\u00e9 le religioni, allora ogni aspetto della vita pubblica e privata le vene sottomesso e diventa una sua funzione, cio\u00e8 una maniera di accrescere ulteriormente i suoi capitali, drenandoli da ogni altro soggetto. Il mondialismo \u00e8 un&#8217;ideologia che proclama la bellezza, oltre che l&#8217;ineluttabilit\u00e0, della globalizzazione, con tutte le sue conseguenze: formazione di un unico governo mondiale, di un monopolio mondiale sulle agenzie d&#8217;informazione, di un monopolio mondiale sulla scuola, sulla sanit\u00e0, sulla psichiatria, sui trasporti, su ogni tipo di tecnologia, sul controllo e la distribuzione dell&#8217;acqua potabile, e naturalmente sulle istituzioni culturali e universitarie. Pertanto i suoi seguaci si dividono nettamente in due categorie: i perfetti idioti, che si fanno propagandisti di un sistema che essi credono filantropico, umanitario, tollerante, garante dei diritti civili e specialmente di quelli delle minoranze, oltre che degli equilibri ecologici e ambientai; e i malvagi, che si sono messi scientemente al servizio dell&#8217;oligarchia finanziaria per ricavarne vantaggi di carriera, denaro, successo, potere. Chiunque sia un fautore del mondialismo rientra in una di queste due categorie, con qualche sfumatura intermedia: o \u00e8 un perfetto idiota, la cui ingenuit\u00e0 colossale viene sfruttata da altri, o \u00e8 un perfetto delinquente, cinicamente disposto a calpestare la dignit\u00e0 e il bene dei popoli e delle persone, per motivazioni abiette ed egoistiche.<\/p>\n<p>Ma da dove viene, filosoficamente, il mondialismo? Da dove viene un&#8217;ideologia cos\u00ec spaventosa, ma cos\u00ec ben mascherata sotto nobili e altruistiche apparenze? Da dove viene un&#8217;ideologia che spinge ragazzotte come Carola Rackete a improvvisarsi salvatrici dell&#8217;Africa e strenue guerriere contro i mostri del sovranismo e del razzismo (perch\u00e9 \u00e8 chiaro che non lasciarsi invadere \u00e8 un patente delitto di razzismo), e giudici come Alessandra Vella ad assolverla e complimentarla per aver condotto una cos\u00ec encomiabile e ammirevole battaglia? Da dove viene un&#8217;ideologia che consente a un qualsiasi ragazzo africano di entrare a forza in Italia, chiedere e ottenere asilo &quot;politico&quot; perch\u00e9 omosessuale, quando nel suo Paese d&#8217;origine l&#8217;omosessualit\u00e0 \u00e8 equiparata a un grave reato e punita con estremo rigore? E poco importa se quel ragazzo, poi, non \u00e8 affatto omosessuale, e lo dimostra molestando e violentando le prime donne che gli capitano a tiro, oltre che rapinando nelle case e arrotondando le entrare con lo spaccio di droga, mentre \u00e8 in attesa di ricevere una risposta alla sua domanda d&#8217;accoglienza: quel che conta \u00e8 il principio. Se un cittadino senegalese, o nigeriano, o tunisino, si dichiara omosessuale in cerca di ospitalit\u00e0, le porte non gli possono essere chiuse in faccia; qualsiasi Paese europeo che si dica civile ha il preciso dovere di accoglierlo, per risparmiargli le pene e le discriminazioni che la sua patria non tanto civile (e questo non \u00e8 razzismo, cari progressisti e buonisti umanitari?) automaticamente gli infliggerebbe. Ci\u00f2 significa che tutte le persone che dicono di essere discriminate e maltrattate in patria per il loro orientamento sessuale; tutte le persone che dicono di fuggire da guerre e carestie; tutte le persone che affermano di subire torti, ingiustizie, o di rischiare la pena di morte (e non, si badi, di essere innocenti di delitti anche gravissimi), tutte le persone che non godono di sufficiente tutela sanitaria, o di un adeguato livello d&#8217;istruzione scolastica, o che sono trattate da cittadini di serie B in quanto donne, o non godono di alcun sostegno pubblico in quanto handicappati o malati di mente, insomma tutti quelli che lamentano una condizione di precariet\u00e0, di arretratezza, di bisogno, hanno il diritto di fare domanda per essere accolti in un Paese di loro preferenza: guarda caso, in Europa o negli Stati Uniti, cio\u00e8 nei Paesi pi\u00f9 ricchi e pi\u00f9 larghi di possibilit\u00e0. Quelle domande poi verranno verificate, nei limiti del possibile, impegnando la giustizia del Paese che li ha accolti, per mesi e anni e consumando ingenti risorse, e forse risulter\u00e0 che, alla fine, non avevano alcun preciso diritto da rivendicare, che non erano soggetti ad alcuna discriminazione e che non fuggivano da alcuna guerra: ma rimpatriarli, a quel punto, non sar\u00e0 per niente facile. Una volta arrivati in Europa, quei soggetti ritengono di aver raggiunto una meta che nessuno pu\u00f2 contestar loro; che volerli respingere sarebbe, da parte delle autorit\u00e0, una vera ingiustizia, nonch\u00e9 una palese mancanza di umanit\u00e0; faranno ricorso, oppure tenteranno di entrare una seconda, una terza, una quarta volta. E lo dicono, anche, senza nessun ritegno: <em>Se mi rimandate a casa mia, io torner\u00f2; torner\u00f2 una volta, due, dieci, col canotto, o aggrappato sotto l&#8217;asse di un camion, o chiuso dentro un container: torner\u00f2 e alla fine rester\u00f2, che lo vogliate o no<\/em>. E, cosa pi\u00f9 stupefacente di tutte, costui trover\u00e0 un esercito di persone, proprio nel Paese in cui si \u00e8 introdotto con la frode e la menzogna, uomini politici anche di altissimo livello e una schiera di preti, vescovi e cardinali, pronti e decisi a sostenerlo, con tutte le loro forze, e con qualsiasi mezzo a disposizione, lecito e illecito, sempre in nome dei diritti umani e con la ferma coscienza d&#8217;impersonare la parte migliore della societ\u00e0, quella accogliente, solidale, inclusiva e non ceto quella brutta, populista, xenofoba e fascista.<\/p>\n<p>Ma dove viene tanta sicurezza di essere nel giusto, di esercitare un pieno diritto, e perci\u00f2 di poter calpestare le leggi dei singoli stati, in nome di un valore superiore, quello dei diritti umani? Se dovessimo indicare un nome preciso, non esiteremmo a fare quello di Immanuel Kant, il massimo filosofo dell&#8217;illuminismo: perch\u00e9 quelle idee vengono tutte dalla cultura illuminista, e molte di esso dalla sua testa in modo particolare. Col suo scritto dal titolo edificante <em>Per la pace perpetua,<\/em> del 1795, egli ha stabilito, una volta per tutte, tre principi che sono rimasti nella mentalit\u00e0 europea e accolti da quasi tutte le legislazioni: primo, la sola forma di governa degna di un Paese e civile \u00e8 la repubblica; secondo, l&#8217;umanit\u00e0 deve costituirsi in unit\u00e0 mediante una federazione mondiale di Stati; terzo, esiste un diritto di ospitalit\u00e0 che supera il vecchio concetto dell&#8217;ospitalit\u00e0 come benevola concessione, perch\u00e9 \u00e8 un vero diritto e scaturisce dal fatto &#8212; non ridete, per se potete &#8212; che la Terra \u00e8 una sfera e che quindi \u00e8 un destino degli uomini quello di ritrovarsi tutti insieme, e non dispersi in differenti direzioni. Vale la pena di leggere e meditare le precise parole con le quali Kant sviluppa il suo ragionamento (da <em>Per la pace perpetua<\/em>, cit. in A.A.V.V. <em>Agor\u00e0. Manuale di filosofia<\/em>, Milano, Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori, 2007, vol. 2, L&#8217;et\u00e0 moderna, pp. 555-557):<\/p>\n<p><em>Lo stato di pace fra gli uomini assieme conviventi non \u00e8 affatto uno stato di natura. Questo \u00e8 piuttosto uno stato di guerra, nel senso che, anche se non vi sono sempre ostilit\u00e0 dichiarate, \u00e8 per\u00f2 continua la minaccia che esse abbiamo a prodursi. Dunque lo stato di pace dev&#8217;essere istituito, perch\u00e9 la mancanza di ostilit\u00e0 non significa ancora sicurezza. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>[Primo articolo definitivo] La costituzione fondata: 1) sul principio della libert\u00e0 dei membri di una societ\u00e0 (come uomini); 2 sul principio della dipendenza di tutti da un&#8217;unica comune legislazione (come sudditi); 3 sulla legge dell&#8217;uguaglianza di tutti (come cittadini) &#8212; e, cio\u00e8 l&#8217;unica costituzione che derivi dall&#8217;idea del contratto originario, sul quale la legislazione di ogni popolo deve fondarsi &#8212; \u00e8 la costituzione repubblicana. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Ora, la costituzione repubblicana (&#8230;) presenta la prospettiva del fine desiderato, cio\u00e8 della pace perpetua, per il seguente motivo: se (come un questa costituzione non pu\u00f2 non accadere) \u00e8 richiesto l&#8217;assenso dei cittadini per decidere se la guerra debba o non debba essere fatta, nulla di pi\u00f9 naturale pensare che, dovendo far ricadere sopra di s\u00e9 tutte le calamit\u00e0 della guerra (&#8230;) essi rifletteranno a lungo prima di iniziare un cos\u00ec cattivo giuoco. In una costituzione invece, in cui il suddito non \u00e8 cittadino e che pertanto non \u00e8 repubblicana, la guerra diventa la cosa pi\u00f9 facile del mondo, perch\u00e9 il sovrano non \u00e8 membri dello Stato, ma ne \u00e8 il proprietario, e nulla ha da rimettere a causa della guerra dei suoi banchetti, delle sue cacce, delle sue case di diporto, delle sue feste di Corte ecc., e pu\u00f2 quindi dichiarare la guerra come una specie di partita di piacere. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>[Secondo articolo definitivo] I popoli, in quanto Stati, potrebbero esser considerati come singoli individui che, vivendo nello stato di natura (cio\u00e8 nell&#8217;indipendenza da leggi esterne), si recano ingiustizia gi\u00e0 solo per il fatto della loro vicinanza; perci\u00f2 ognuno di essi per la propria sicurezza pu\u00f2 e deve esigere dall&#8217;altro di entrare con lui in una costituzione analoga alla civile, nella quale si pu\u00f2 garantire ad ognuno il suo diritto. Questa sarebbe una federazione di popoli, ma non dovrebbe per\u00f2 essere uno Stato di popoli. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Come l&#8217;attaccamento dei selvaggi alla loro libert\u00e0 senza legge, che li spinge a preferire di azzuffarsi di continuo tra loro piuttosto che sottoporsi a una coazione legale da loro stessi stabilita, a preferire una folle libert\u00e0 a una libert\u00e0 ragionevole, noi lo guardiamo con profondo disprezzo e lo consideriamo barbarie, rozzezza, degradazione brutale dell&#8217;umanit\u00e0, cos\u00ec si dovrebbe pensare che i popoli civili (di cui ognuno forma uno Stato per s\u00e9) dovrebbero affrettarsi ad uscire al pi\u00f9 presto possibile da uno stato cos\u00ec degradante. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>La ragione dal suo trono di suprema potenza morale legislatrice, condanna in modo assoluto la guerra come procedimento giuridico, mentre eleva a dovere immediato la stato di pace, che tuttavia non pu\u00f2 essere creato o assicurato senza una convenzione dei popoli. Di qui la necessit\u00e0 di una lega di natura speciale, che si pu\u00f2 chiamare lega della pace (foedus pacificum), da distinguersi dal patto di pace (pactum pacis) in ci\u00f2; che quest&#8217;ultimo si propone di porre termine semplicemente a una guerra, quello invece a tutte le guerre e per sempre.<\/em><\/p>\n<p><em>[Terzo articolo definitivo] Qui, come negli articoli precedenti, non si tratta di filantropia, ma di diritto, e quindi ospitalit\u00e0 significa il diritto di uno straniero che arriva sul territorio di un altro Stato di non essere da questo trattato ostilmente (&#8230;). Non si tratta di un diritto di ospitalit\u00e0, cui si pu\u00f2 fare appello (a ci\u00f2 si rischierebbe un benevolo accordo particolare, col quale si accoglie per un certo tempo in casa un estraneo come coabitante), ma di un diritto di visita, spettante a tutti gli uomini, cio\u00e8 di entrare a far parte della societ\u00e0 in virt\u00f9 del diritto comune del possesso della superficie della terra, sulla quale, essendo sferica, gli uomini non possono disperdersi isolandosi all&#8217;infinito, ma devio da ultimo rassegnarsi a incontrarsi e a coesistere. Nessuno in origine ha maggior diritto di un altro ad una porzione determinata della<\/em> <em>terra.<\/em><\/p>\n<p>E questo sarebbe il grande, il grandissimo filosofo, padre del pensiero moderno, che tanti ammirano incondizionatamente, magari senza averlo letto personalmente? Le idee che qui esprime sono di una rozzezza e di una superficialit\u00e0 quasi inverosimili. Partiamo dal punto primo: dopo aver ammesso che gli uomini sono continuamente in guerra secondo la <em>loro<\/em> natura, contraddicendosi afferma che se essi verranno interpellati sulla pace o la guerra, sceglieranno quasi certamente la pace. Questo, beninteso, se hanno la buona sorte di vivere in regime repubblicano, perch\u00e9 l\u00ec il loro parere trova applicazione, mentre negli stati monarchici (nessuna distinzione, si noti, fra monarchia assoluta e monarchia costituzionale) il sovrano pensa solo alle cacce e ai divertimenti, e perfino la guerra per lui \u00e8 un gioco. Tanto questa seconda immagine \u00e8 caricaturale e perfino grottesca, quanto la prima, quella del regime repubblicano, \u00e8 assurdamente idealizzata e semplificata, perch\u00e9 non \u00e8 affatto vero che i cittadini di una repubblica sceglieranno probabilmente la pace invece della guerra. Kant non conosce la storia greca, non ha mai letto Tucidide? Non sa che le <em>poleis<\/em> greche erano, per definizione, repubblicane, e che specialmente Atene era anche democratica, e che tuttavia fu Atene, sotto la guida di Pericle, a incominciare la guerra del Peloponneso contro Sparta; e che molte altre guerre furono condotte in regime democratico, sin dall&#8217;antichit\u00e0? Guerra di aggressione, si badi, e non guerre meramente difensive: guerre originate dall&#8217;avidit\u00e0 di ricchezze e dalla brama di spazzar via ogni concorrenza commerciale e industriale. Inoltre, quando Kant scriveva <em>Per la pace perpetua,<\/em> da tre anni infuriava la guerra in Europa, anch&#8217;essa scatenata da una repubblica, la Repubblica francese, proclamata nel 1792: e non era poi cos\u00ec difficile vedere e comprendere che l&#8217;Europa stava entrando in un&#8217;epoca di guerre molto pi\u00f9 accanite, distruttive e &quot;totali&quot; delle piccole guerre dinastiche del passato. Che dire del secondo punto? Ogni popolo forma uno Stato, dice Kant. Ma non conosce l&#8217;Italia, l&#8217;Ungheria, la Grecia? E non vede che la Polonia viene spartita sotto i suoi occhi? Quanto alla superiorit\u00e0 morale dei popoli civili: quanti pi\u00f9 morti e distruzioni hanno fatto le loro guerre, di quelle dei <em>selvaggi<\/em>! Infine il terzo punto: meno male che la terra \u00e8 sferica, perch\u00e9 ci\u00f2 costringe gli uomini a coesistere in uno spazio limitato. E se invece fosse cubica, sarebbe diverso? Comunque, egli dice che tutta la terra \u00e8 di ciascun uomo: una perfetta teorizzazione del comunismo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Occorre distinguere fra globalizzazione e mondialismo. 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