{"id":25800,"date":"2022-11-24T06:40:00","date_gmt":"2022-11-24T06:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/11\/24\/il-modernismo-e-una-forma-di-neoprotestantesimo\/"},"modified":"2022-11-24T06:40:00","modified_gmt":"2022-11-24T06:40:00","slug":"il-modernismo-e-una-forma-di-neoprotestantesimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/11\/24\/il-modernismo-e-una-forma-di-neoprotestantesimo\/","title":{"rendered":"Il modernismo \u00e8 una forma di neoprotestantesimo"},"content":{"rendered":"<p>Quando si parla di protestantesimo, e soprattutto quando si parla di ecumenismo e dialogo fra cattolici e protestanti, in generale non ci si avvede di una terribile ambiguit\u00e0 di fondo che rischia di vanificare gli forzi pi\u00f9 generosi, ammesso e non concesso che siano concepiti e portati innanzi in buona fede. Infatti, di quale protestantesimo stiamo parlando? Quello di Lutero e Melantone, del quale con gran pompa la Chiesa cattolica nel 2017 ha voluto ricordare, con emissione di francobolli, quasi fosse una lieta ricorrenza, i cinquecento anni, \u00e8 una cosa; quello dei protestanti odierni \u00e8 tutta un&#8217;altra cosa.<\/p>\n<p>Gli stessi storici protestanti parlano tranquillamente di un secondo protestantesimo, che si diffonde fra il 1600 e il 1700, anche per reagire al legame troppo stretto che si era andato creando con le autorit\u00e0 secolari e contro un certo irrigidimento formalistico dei vescovi e dei pastori; un &quot;risveglio&quot; che prende le forme del pietismo in ambito luterano, del battismo in ambito calvinista e del metodismo all&#8217;interno della Chiesa anglicana. In tutti questi movimenti e queste tendenze si fa strada una forte esigenza di realizzare l&#8217;incontro personale con Ges\u00f9, capace di rinnovare radicalmente la vita del credente. Insoddisfatte sia del primo che del secondo protestantesimo, nuove correnti si sono fatte strada nel corso dl 1800, sovente assumendo la denominazione di Chiese libere, fortemente ancorate a una lettura intergista della Scrittura e perci\u00f2 connotate in senso fondamentalista, al punto che si oppongono con forza a ogni tentativo &quot;ecumenista&quot; anche solo limitatamente al mondo riformato: \u00e8 il terzo protestantesimo. C&#8217;\u00e8 poi un quarto protestantesimo, che sarebbe pi\u00f9 esatto definite &quot;quarto ecumenismo&quot;, perch\u00e9 nasce dalla volont\u00e0 d&#8217;incontro fra alcune correnti pentecostali protestanti e alcune tendenze e gruppi carismatici cattolici dell&#8217;ultima generazione, i quali, a vero dire, presentano non poche affinit\u00e0, forse soprattutto esteriori, con le loro controparti riformate e che si collocano, comunque, in un contesto che potremmo definire post-moderno, nel senso che ritengono chiusa la stagione della modernit\u00e0 e quindi anche l&#8217;approccio religioso che l&#8217;ha fin qui caratterizzata.<\/p>\n<p>Dunque, quando il Papa e le varie commissioni istituite per promuovere l&#8217;ecumensimo auspicano il dialogo e una pi\u00f9 stretta collaborazione della Chiesa cattolica con le Chiese riformate, a quale protestantesimo, in realt\u00e0, si riferiscono? Quando Bergoglio dichiara bel nello, in occasione della &quot;messa comune&quot; celebrata coi luterani in Svezia, nel 2017, che \u00absulla predestinazione Lutero aveva ragione\u00bb, si rende conto che, oltre a dire una sonora eresia dal punto di vista cattolico, rischia di appigliarsi all&#8217;interlocutore sbagliato, poich\u00e9 ormai forse un 20% dei riformati si riconosce ancora nelle &quot;vecchie&quot; posizioni di Lutero, il quale, bene o male (pi\u00f9 male che bene) disconosceva s\u00ec gran parte della Tradizione, ma non la Scrittura, e quindi accettava pur sempre una dottrina fondata sul dogma, ossia su una serie di dogmi?<\/p>\n<p>La contraddizione strutturale, insanabile, della rivoluzione protestante, \u00e8 che essa si basa sul sacerdozio universale dei credenti (inessenzialit\u00e0 della Chiesa quale intermediaria fra l&#8217;uomo e Dio) e sulla libera interpretazione delle Scritture (che rende di fatto impossibile stabilire un dogma). Da ci\u00f2 il fatto che c&#8217;\u00e8 sempre un protestante pi\u00f9 protestante degli altri, cio\u00e8 desideroso si spingersi oltre nella libera interpretazione della <em>Bibbia<\/em>: e come contestargliene il diritto, visto che il presupposto su cui si basa tale pretesa \u00e8 l&#8217;asse portante della religiosit\u00e0 riformata? Per forza di cose, il protestantesimo \u00e8 destinato a non aver mai pace; a non assestarsi mai in un credo stabilito e definitivo; ad abbattere sempre nuovi miti e ad avanzare verso nuove frontiere. Non ci sar\u00e0, n\u00e9 ci potr\u00e0 mai essere, una versione definitiva del protestantesimo: altrimenti avrebbe finito di protestare, e rinuncerebbe ad essere ancora se stesso.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi un altro aspetto importante che bisogna tener presente. Nato come rivolta contro la ragione e contro il libero arbitrio, per una singolare eterogenesi dei fini esso ha finito, mano a mano che la modernit\u00e0 avanzava e si diffondeva proprio l\u00e0 dove esso aveva colto i suoi maggiori successi, per assumere un atteggiamento passivo, difensivo, agnostico e quasi intimidito di fronte alle ideologie del progresso, e allo scientismo in primo luogo. Ora, la ideologie del progresso esaltano l&#8217;uomo, la sua centralit\u00e0, la sua inesauribile iniziativa, la sua capacit\u00e0 di modellare la faccia del mondo intero e di concentrare nelle sue mani un potere smisurato, quale mai avevano osato sognare i suoi predecessori.<\/p>\n<p>Ne deriva la curiosa situazione che il protestantesimo, e specialmente il calvinismo &#8212; giusta l&#8217;analisi di Max Weber &#8212; ha dato un contribuito fondamentale allo spirito del capitalismo, che \u00e8 l&#8217;aspetto economicamente decisivo della modernit\u00e0: in altre parole, ha rimesse l&#8217;uomo su quel piedistallo dal quale Lutero e Calvino, contro Erasmo e gli umanisti, l&#8217;avevano rovesciato; ma lo ha fatto su basi completamente diverse. Pertanto la centralit\u00e0 dell&#8217;uomo non risiede pi\u00f9 nella sua intelligenza, nella sua eccellenza razionale, estetica, filologica ed ermeneutica, bens\u00ec nella sua capacit\u00e0 di produrre utili, di far denaro dal poco e magari dal nulla (cosa severissimamente condannata dalla Chiesa medievale) e di moltiplicare gli strumenti tecnologici coi quali asservire e sfruttare le forze della natura, assumendo via via un atteggiamento sempre pi\u00f9 caratterizzato dalla <em>hybris<\/em> e quindi, complice la cultura materialista, evoluzionista, storicista, pragmatica, sempre pi\u00f9 in competizione con il Volere divino, per sostituire alla natura &quot;imperfetta&quot; creata da Dio una natura assolutamente razionale e perfetta, organizzata dall&#8217;uomo stesso.<\/p>\n<p>Del resto, era inevitabile. Se ciascuno \u00e8 libero di leggere e interpretare personalmente la Parola di Dio, come evitare il pericolo che l&#8217;uomo scambi per Parola di Dio la propria parola, le proprie idee, i propri progetti? E se ciascuno si rapporta a Dio e si salva <em>sola fide<\/em>, senza le opere e senza la mediazione di alcun altro, come evitare il rischio che egli scambi se stesso per Dio, che si elegga il Dio di se stesso, che si auto-divinizzi sulla base dell&#8217;etica del successo, che ne sarebbe la conferma indiretta ma pressoch\u00e9 certa?<\/p>\n<p>Ma poi arriva il modernismo. Il modernismo nasce da un lungo e sofferto complesso d&#8217;inferiorit\u00e0 di certi ambienti cattolici (posti a immediato contatto con quelli evangelici, calvinisti e anglicani) nei confronti del protestantesimo; complesso lungo, amaro, tenace, coltivato in segreto per quattro secoli, e che trova l&#8217;occasione per venire a galla dagli studi storico-critici delle Scritture, venuti di gran moda appunto col protestantesimo liberale (e che nulla ha a che fare con la rozza, ma robusta dogmatica luterana). Sono i &quot;demitizzatori&quot;, i Bultmann, e i teologi riformati che si muovono a stretto contatto con l&#8217;ebraismo cabalistico e rabbinico pots-esilico (<em>non<\/em> con l&#8217;ebraismo mosaico, quello osservato anche da Ges\u00f9 Cristo (Martin Buber, L\u00e9vinass): quelli che pi\u00f9 tardi formeranno il nucleo del complotto anti-cattolico che verr\u00e0 in luce, con la suprema abilit\u00e0 di non farsi riconoscere, con il Concilio Vaticano II e tutta la sequela del post-concilio: falsa libert\u00e0 religiosa, falso ecumenismo, falso dialogo interreligioso, ma soprattutto falsa nozione del &quot;popolo eletto&quot; come gi\u00e0 approdato all&#8217;Alleanza e quindi alla salvezza<\/p>\n<p>In fondo, il modernismo \u00e8 stato (nella sua fase iniziale, quella della <em>Pascendi<\/em>; ora ha fatto passi avanti da gigante) un protestantesimo mascherato, a scartamento ridotto: vi si trovano, espresse in maniera volutamente vaga e generica, le istanze fondamentali della rivoluzione luterana: il disprezzo per la Tradizione; il primato del sentimento sull&#8217;accettazione razionale della fede; la fede stessa come fondata su un corpus dottrinale e dogmatico suscettibile di revisione; la pretesa che la Rivelazione non sia finita; la priorit\u00e0 della coscienza soggettiva; la Presenza Reale nel Sacrificio Eucaristico soprattutto come valore simbolico e commemorativo. A ci\u00f2 essi aggiungevano il metodo storico-critico spinto fino alle estreme conseguenze: laddove i loro grandi modelli, ossia i protestanti liberali, fra i quali Albert Schweitzer, erano gi\u00e0 arrivati alla logica (e terribile) conclusione che, se i dati storico-critici li avessero posti nella necessit\u00e0 di dover scegliere fra un Cristo &quot;leggendario&quot; in quanto non sufficientemente provato, e un cristianesimo senza il Cristo, essi non avrebbero esitato a scegliere quest&#8217;ultimo.<\/p>\n<p>Citiamo, ancora una volta, una pagina dell&#8217;eccellente <em>manuale di teologia dogmatica<\/em> di bernhard Bartmann (<em>Lehrbuch der Dogmatik<\/em>, Verlag Herder, Feriburg im Bris., 1932; traduzione dal tedesco di Natale Bussi, Alba, Edizioni Paoline, 1949, 1952, vol. 1<em>,<\/em> pp. 17-18):<\/p>\n<p><em>Il vecchio protestantesimo aderiva ancora alla Rivelazione divina, anche se la restringeva alle verit\u00e0 conosciute nella Scrittura; inoltre, avendo conservato i tre antichi simboli della Chiesa (Simb. degli Apostoli, di Atanasio, di Nicea-Costantinopoli), si trovava legato a una pubblica professione di fede e perci\u00f2 un certo interesse dogmatico. Nel Neo-protestantesimo (Protestantesimo liberale) ha completamente rinunciato alla Rivelazione divina e respinge ogni &quot;vincolo dogmatico&quot;, poich\u00e9 una libera ricerca non pu\u00f2 essere inceppata dai freni che il dogma impone. Ci\u00f2 spiega perch\u00e9 il &quot;movimento ecumenico&quot;, fin quando accetti questa posizione dogmatica, sia senza possibilit\u00e0 di riuscita. Il punto d&#8217;incontro pi\u00f9 facile per l&#8217;unione \u00e8 solo pi\u00f9 quello Della fede in Dio. Martino Rade enumera &quot;quindici&quot; diversi sistemi ed egli stesso vuole stabilire \u00abci\u00f2 che oggi (!) nel protestantesimo \u00e8 ancora vivo e possiede valore di fede\u00bb. Dopo aver fatto notare che le idee e le opinioni professate a riguardo di Ges\u00f9 Cristo presentano una grande confusione, e che siffatta confusione si troverebbe gi\u00e0 (!) bel Nuovo Testamento, aggiunge: \u00abD&#8217;altra parte che cosa pu\u00f2 affermare una professione di fede all&#8217;infuori di Dio? siamo convinti che la fede in Dio contenga tutto il cristianesimo. Colui che ha questo Dio \u00e8 cristiano\u00bb. Vi \u00e8, dunque, \u00abun cristianesimo e una fede senza Cristo? Proprio cos\u00ec! E ci\u00f2 pi\u00f9 sovente che non si pensi o si dica ordinariamente dal teologo\u00bb (Glaubenselehre, 1925, II, p. 183).<\/em><\/p>\n<p><em>Dobbiamo ancora ricordare che il dogma, come si \u00e8 detto, non va identificato puramente e semplicemente con la Rivelazione, come pensano i Greci; esso \u00e8 la formula ecclesiastica delle verit\u00e0 rivelate da Dio. Per i Greci La Rivelazione consiste in un determinato numero di dogmi, fissarti da tutta l&#8217;eternit\u00e0. \u00c8 evidente che questo modo di vedere esclude ogni progresso dogmatico. Cfr. tuttavia Jugie, Theol. Dogm. Christ. orient. vol. IV, 1931, PP. 470 ss.<\/em><\/p>\n<p><em>Il MODERNISMO, come il protestantesimo liberale, si allontana dalla &quot;concezione intellettuale&quot; scolastica del dogma. Certo, non intende ridurre il dogma a puro oggetto di sentimento privandolo di ogni elemento conoscitivo; afferma invece che l&#8217;esperienza religiosa deve essere formulata in concetti e parole. Dapprima la formulazione avverrebbe in modo del tutto spontaneo e naturale, ma vago; in seguito sarebbe pi\u00f9 cosciente, pi\u00f9 riflessa e pi\u00f9 distinta, grazie ad una faticosa elaborazione. Decisivo nella redazione delle formule sarebbe finalmente l&#8217;intervento della Chiesa che darebbe loro il carattere di dogma. Cos\u00ec si distinguerebbero nel dogma tre elementi: un elemento INTERIORE e religioso, un elemento filosofico e INTELLETTUALE e un terzo ecclesiastico e AUTORITARIO.<\/em><\/p>\n<p><em>La vira religiosa interiore della Chiesa rimane in s\u00e9 immutabile, male sue esterne manifestazioni, tra le quali le verit\u00e0 dogmatiche, subirebbero una continua evoluzione. Le formule ecclesiastiche del dogma, in quanto simboli, non potrebbero pretendere di attingere la verit\u00e0 in s\u00e9; tuttavia vanno accettate con rispetto poich\u00e9 sono un ottimo mezzo per propagare e perfezionare il sentimento religioso. Anche se noi non possiamo attingere la verit\u00e0 assoluta, i dogmi, tuttavia, hanno una grande importanza come regole di vita pratica, poich\u00e9 ci comportiamo di fronte ad essi COME SE FOSSERO L&#8217;ESPRESSIONE della verit\u00e0 (dogmatismo morale). Cos\u00ec dunque si pregher\u00e0 Dio come se fosse una Persona, si tratter\u00e0 l&#8217;Eucaristia come se contenesse Cristo presente, pur ignorando la natura di queste verit\u00e0. Cfr. Enciclica &quot;Pascendi&quot;; decreto &quot;Lamentabili&quot;, motu proprio &quot;Praestantia&quot; (Denz. 2071 ss.); Dublanchy, Dogme, Dicit. de th\u00e9ol. cath. t. IV, coll. 1579, ss.; L. De Grandmsaison, Le dogme chr\u00e9tien, Paris, 1928.<\/em><\/p>\n<p>Che altro dire? Per vie traverse, e con notevoli sterzate, frenate e ripartenze, i rivoluzionari sono arrivato l\u00e0 dove agognavano arrivare da cinque secoli. Hanno riesumato il modernismo in tutto il suo splendore, senza pi\u00f9 nascondere le loro simpatie protestanti; e, di conseguenza, come i loro maestri protestanti, hanno riportato il cristianesimo all&#8217;Antico Testamento del popolo eletto, anzi, all&#8217;ebraismo talmudico e rabbinico, senza pi\u00f9 libero arbitrio. Almeno per chi non vi appartiene&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si parla di protestantesimo, e soprattutto quando si parla di ecumenismo e dialogo fra cattolici e protestanti, in generale non ci si avvede di una<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[109,121,195,216,228],"class_list":["post-25800","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-francesco","tag-chiesa-cattolica","tag-ecumenismo","tag-martin-lutero","tag-papi","tag-protestantesimo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-papa-francesco.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25800","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25800"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25800\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30174"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25800"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25800"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25800"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}