{"id":25796,"date":"2007-01-17T02:19:00","date_gmt":"2007-01-17T02:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/01\/17\/il-mito-della-terra-australe\/"},"modified":"2007-01-17T02:19:00","modified_gmt":"2007-01-17T02:19:00","slug":"il-mito-della-terra-australe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/01\/17\/il-mito-della-terra-australe\/","title":{"rendered":"Il mito della Terra Australe"},"content":{"rendered":"<p>Sulla scorta di antiche teorie geofisiche risalenti fino a Tolomeo, i geografi del Rinascimento sono convinti che esista, nell&#8217;emisfero australe, un vasto continente la cui massa farebbe da necessario &quot;contrappeso&quot; meccanico alle terre emerse di quello boreale. Pertanto, dopo i viaggi di Bartolomeo Diaz e di Cristoforo Colombo, che hanno dischiuso all&#8217;Europa le immensit\u00e0 oceaniche tanto dell&#8217;Occidente che dell&#8217;Oriente, cartografi impazienti cominciano a rappresentare la supposta &quot;Terra Australis Necdum Cognita&quot; (si noti quel &quot;necdum&quot;: non ancora!) con maggiore o minore abbondanza di particolari. Cos\u00ec il mappamondo di Oronzio Fineo del 1531; cos\u00ec quello di Giacomo Gastaldi del 1550; quello di Abramo Ortelio del 1570; infine, quello di Gerardo Mercatore del 1589. Strano a dirsi (e la cosa ha stuzzicato la fantasia di alcuni studiosi, per non dire dell&#8217;&quot;Antartide&quot; raffigurata nella carta dell&#8217;ammiraglio turco Piri Reis, ai primi del &#8216;500), talvolta queste rappresentazioni si avvicinano abbastanza alla forma e alle dimensioni del continente antartico, cos\u00ec come lo conosciamo oggi. In genere, per\u00f2, lo raffigurano molto pi\u00f9 esteso, tanto da raggiungere &#8211; con alcune penisole &#8211; le medie latitudini; cosa che autorizza a pensarlo abitato da popoli evoluti &#8211; e, possibilmente, ricchi. Per\u00f2 ci vogliono delle conferme; gli avvistamenti occasionali di isole e promontori non sono sufficienti: occorre organizzare delle vere e proprie spedizioni alla ricerca della Terra Australe.<\/p>\n<p>Nel 1520 Magellano, traversando lo Stretto che porta il suo nome, ha visto &#8211; sulla sua sinistra &#8211; una vasta terra ove gl&#8217;indigeni, di notte, accendono grandi fuochi: Non sarebbe quella &quot;Terra el Fuoco&quot; una delle appendici settentrionali del misterioso continente? Per\u00f2 Francis Drake nel 1578, Schouten e Le Maire nel 1616 avvistano e doppiano il Capo Horn: dunque la Terra del Fuoco \u00e8 un &quot;semplice&quot; arcipelago e non fa parte della Terra Australe. Ma che dire di quella &quot;Giava la Grande&quot; di cui si favoleggia negli ambienti della marineria olandese, e che sorgerebbe a sud o sud-est dell&#8217;Insulindia? Pare che il portoghese Godinho de Eredia abbia intravisto una vasta terra, in quella zona, nel 1601; nel 1616 Dirk Hartogszoon tocca l&#8217;estremit\u00e0 occidentale dell&#8217;Australia e la crede una parte della Terra Australe. Ma Abel Tasman, nel 1642-43, si spinge fino alla Gran Baia Australiana, all&#8217;isola che prender\u00e0 poi il suo nome e, infine, alla Nuova Zelanda: dunque, nemmeno l&#8217;Australia fa parte del continente australe. Dove bisogner\u00e0 cercarlo, allora? Senza dubbio, nel centro dell&#8217;Oceano Pacifico: quell&#8217;immenso Mare del Sud che Vasco Nunez de Balboa ha visto per la prima volta, da una collina del Dari\u00e9n, nel 1513, e che i venti alisei rendono possibile esplorare con relativa facilit\u00e0, partendo dalla costa occidentale. La mano passa quindi agli Spagnoli, saldamenti insediati tanto in Messico che in Per\u00f9: da Acapulco e dal Callao parte una serie di audaci spedizioni, il cui scopo \u00e8 raggiungere &#8211; una buona volta &#8211; l&#8217;elusivo continente e strappargli le sue supposte ricchezze.<\/p>\n<p>Nel 15426 Alvaro de Saavedra, che aveva a ccompagnato in Messico il suo parente Hernan Cort\u00e9s, riceve l&#8217;incarico di svelare l&#8217;arcano. Egli salpa verso Occidente, raggiunge la Nuova Guinea (un&#8217;appendice della Terra Australe?), poi le Molucche; nel viaggio di ritorno, una tempesta lo trascina a picco con l&#8217;intero equipaggio. Tanto non basta a scoraggiare altri animosi, stimolati anche dal miraggio dell&#8217;oro: e nel 1542 Ruy Lopes de Villalobos ripete l&#8217;impresa. Scopre le isole Caroline, poi giunge nell&#8217;arcipelago che Magellano aveva chiamato di San Lazzaro, ribattezzandolo Filippine in onore di Filippo II di Spagna. Nel 1565, sempre partendo dal Messico, Miguel Lopez de Legaspi replica il viaggio e inizia la conquista militare di quest&#8217;ultimo arcipelago; scopre in seguitoi le Marianne e &#8211; cosa pi\u00f9 importante di tutte &#8211; mettendosi sulla via del ritorno pi\u00f9 a nord dei suoi predecessori, scopre dei venti favorevoli che gli permettono di superare l&#8217;ostacolo degli alisei. Intanto, nel Pacifico sud-occidentale, si segnala il pilota Juan Fernandez, che scopre le isole oggi chiamate col suo nome nel 1563, e l&#8217;arcipelago Desventuradas nel 1574. Nel 1576 egli salpa ancora, questa volta per un viaggio pi\u00f9 audace: dir\u00e0 d&#8217;aver raggiunto, dopo un lungo viaggio verso Occidente, una vasta terra solcata da grandi fiumi e abitata da indigeni civili, vestiti di stoffa. Qualcuno gli crede, ma \u00e8 probabile che quella terra sia esistita solo nella sua fervida fantasia: in ogni caso, \u00e8 quasi certo che egli non pu\u00f2 aver raggiunto la Nuova Zelanda (senza contare che i Maori non vestivano abiti di stoffa). Sempre nel 1567 salpa dal Callao un&#8217;altra spedizione, quella di Alvaro Mendana de Neira, che dal vicer\u00e9 peruviano Lope Garcia de Castro ha sollecitato e ottenuto importanti finanziamenti. Dopo aver avvistato le Isole Ellice, Mendana giunge alle Isole Salomone, cos\u00ec chiamate perch\u00e9 gli Spagnoli sono certissimi di trovarvi molto oro: quello stesso che un tempo lontano era servito per realizzare le colonne del Tempio di Gerusalemme. Ma il metallo prezioso non si trova n\u00e9 a Isabel, n\u00e9 a Malaita, n\u00e9 a Guadalcanal; gl&#8217;indigeni, trattati assai male, sono ostili: non resta che tornare indietro. Sfruttando i venti favorevoli scoperti dal Legaspi, Mendana raggiunge la California e, costeggiando, scende fino a rientrare in Per\u00f9. Ma egli \u00e8 un uomo tenace: sconfitto per il momento, per vent&#8217;anni sogna la rivincita. Nel 1595, con ben quattro navi, un esperto pilota &#8211; Pedro de Quiros &#8211; e la moglie sposata nel frattempo, Isabel de Barrebos, salpa ancora una volta verso Ovest, per trovare il mitico continente e fondarvi una colonia. Tuttavia non riesce a ritrovare, come vorrebbe, le Salomone (il motivo \u00e8 che ha seguito, senza avvedersene, una rotta pi\u00f9 meridionale del primo viaggio) e giunge, invece, alle isole Santa Cruz.. Anche questa volta, per\u00f2, la spedizione \u00e8 sfortunata; dopo numerose traversie, Mendana muore di stenti; la colonia si reimbarca e l&#8217;abile Quiros riesce a portare in salvo i superstiti a Manila.<\/p>\n<p>Il colpo di grazia per il mito della Terra Australe giunge coi viaggi di James Cook. Dal 1772 al 1775 egli circumnaviga il globo alle alte latitudini australi e si spinge fino a 71\u00b010&#8242;, cio\u00e8 &#8211; primo uomo nella storia -oltre il Circolo Polare Antartico; e non trova che ghiacci e nebbie. &quot;Se anche una terra dovesse estendersi ancora pi\u00f9 a Sud &#8211; scrive nella sua relazione all&#8217;Ammiragliato britannico &#8211; oso affermare che il mondo civile non ne trarrebbe alcun vantaggio&quot;. Per alcuni anni giungono ancora notizie sporadiche di inaspettati avvistamenti di terre: ma si tratta di piccole isole &#8211; come Bouvet, scoperta nel 1739 dall&#8217;omonimo navigatore francese; oppure di isole evanescenti, che scompaiono pi\u00f9 o meno rapidamente: tali le isole Pepys, Saxemberg e Auroras nell&#8217;Atlantico meridionale; Emerald, Nimrod e Dougherty nel Pacifico. Nel 1722 il navigatore olandese Jakob Roggeween, a bordo dell&#8217;<em>Arena<\/em>, la domenica di pasqua giunge in vista di un&#8217;isola che alcuni grandi monumenti di pietra rendono enigmatica, e la battezza col nome del giorno in cui l&#8217;ha scoperta. Il mito della terra Australe \u00e8 terminato, incomincia il mito dell&#8217;isola di Pasqua.<\/p>\n<p>BIBLIOGRAFIA<\/p>\n<p>Danielli, G:, <em>L&#8217;esplorazione del grande Oceano<\/em>, Torino, 1965; F. Lamendola, <em>Mendana de Neira alla scoperta della Terra Australe,<\/em> in <em>Il<\/em> <em>Polo,<\/em>marzo 1990; id., _3Cem>Terra Australis Incognita,<\/em> in <em>Il Polo<\/em>, n. 3, 1989; id., <em>Il mistero delle Isole Auroras,<\/em> in <em>il Polo,<\/em> n. 3, 2004; Newby, E. (a cura di), <em>Il grande libro delle esplorazioni<\/em>, Milano, 1976; Solmi, A., <em>Gli esploratori del Pacifico,<\/em>Novara, 1985; Spate, O. H. K., _3Cem>Storia del Pacifico: il lago spagnolo,<\/em>Torino, 1987; Sprague de Camp. L.-Ley,W., _3Cem>Le terre leggendarie,<\/em>Milano, 1962; Th/u00e9venin, R., _3Cem>I paesi leggendari,<\/em>Milano, 1960; Zavatti, S., _3Cem>Dizionario degli esploratori e delle scoperte geografiche,<\/em>Milano, 1976; id., _3Cem>I viaggi del capitano James Cook,<\/em>Milano, 1960; id., _3Cem>L&#8217;esplorazione dell&#8217;Antartide,<\/em> Milano, 1974.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sulla scorta di antiche teorie geofisiche risalenti fino a Tolomeo, i geografi del Rinascimento sono convinti che esista, nell&#8217;emisfero australe, un vasto continente la cui massa<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30160,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[47],"tags":[140],"class_list":["post-25796","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geografia","tag-ferdinando-magellano"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-geografia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25796","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25796"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25796\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30160"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25796"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25796"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25796"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}