{"id":25774,"date":"2013-02-19T10:23:00","date_gmt":"2013-02-19T10:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/02\/19\/il-laureato-povero-mito-di-cartapesta-della-generazione-del-68\/"},"modified":"2013-02-19T10:23:00","modified_gmt":"2013-02-19T10:23:00","slug":"il-laureato-povero-mito-di-cartapesta-della-generazione-del-68","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/02\/19\/il-laureato-povero-mito-di-cartapesta-della-generazione-del-68\/","title":{"rendered":"\u00abIl laureato\u00bb, povero mito di cartapesta della generazione del \u201868"},"content":{"rendered":"<p>Pochi film sono diventati pi\u00f9 ingiustamente celebri de \u00abIl laureato\u00bb, che, girato dal furbo Mike Nichols nel 1967, \u00e8 divenuto una dalle pi\u00f9 fulgide bandiere del &#8217;68, a dispetto della sua palese inconsistenza, non solo artistica, ma altres\u00ec ideologica: una macchina per mangiare soldi dalle tasche di un pubblico inconsapevole, facendogli prendere lucciole per lanterne.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, una delle ragioni principali del successo strepitoso di questa pellicola mediocre e disonesta \u00e8 stata la colonna sonora di Simon &amp; Garfunkel, la celebre coppia che stava conquistando gli Stati Uniti (e il mondo) proprio in quegli anni. Si suole dire che le belle canzoni di Simon &amp; Garfunkel, come \u00abThe sound of silence\u00bb, hanno contribuito alla celebrit\u00e0 del film; sarebbe pi\u00f9 giusto dire che quelle canzoni, meritamente famose e quasi tutte gi\u00e0 note al pubblico, hanno rimorchiato il film verso il successo. Il vero regista de \u00abIl laureato\u00bb va individuato nella coppia Simon &amp; Garfunkel: \u00e8 per merito loro se il film si \u00e8 imposto con quella forza d&#8217;urto.<\/p>\n<p>Una seconda ragione del successo \u00e8 stata la caratterizzazione faziosa e caricaturale dei personaggi adulti, contrapposta al candore e alla &quot;innocenza&quot; dei giovani: in pratica, Ben ed Elaine contro un mondo di adulti brutti e cattivi o, nel migliore dei casi (come per i genitori di Ben) lontani e incapaci di vero ascolto. Ma il personaggio adulto pi\u00f9 cattivo di tutti \u00e8 senz&#8217;altro quello della signora Robinson, presentata come assolutamente cincia e amorale, seduttrice senza scrupoli del figlio ventenne del socio di suo marito. E qui la magistrale interpretazione di Anne Bancroft, la sua stessa maschera facciale di donna vissuta e malinconica, ha svolto un ruolo decisivo.<\/p>\n<p>Un anno dopo, sul campus dell&#8217;universit\u00e0 di Berkeley, il leader studentesco Jerry Rubin avrebbe gridato davanti a una folla osannante: \u00abNon fidarti di nessuno che abbia pi\u00f9 di trent&#8217;anni\u00bb, ennesima riproposizione del nefasto mito rousseano del &quot;buon selvaggio&quot;, stavolta in salsa cronologica invece che etnica o culturale: il laureato Ben (ma si noti che il titolo di &quot;graduate&quot; \u00e8 perfino qualche cosa di meno del nostro pur modesto &quot;laureato&quot;) \u00e8 l&#8217;Emilio che deve essere tenuto lontano dalla civilt\u00e0 corrotta, e la signora Robinson, perversa adescatrice di giovinetti, \u00e8 il perfetto simbolo di quella corruzione morale.<\/p>\n<p>La mitica scena in cui la dissoluta quarantenne si sfila le calze davanti a un allibito Dustin Hoffman \u00e8 diventata il simbolo di questa condanna morale: da quel momento, nell&#8217;immaginario collettivo dei giovani hippy e contestatori, tutti gli adulti hanno assunto le sembianze ciniche e amorali della signora Robinson &#8211; non senza una segreta attrazione sessuale: non \u00e8 certo brutta, la matura signora, e il povero Ben ha bisogno di andarci a letto per dei mesi, prima di sentire il disagio di quella situazione e l&#8217;esigenza di un riscatto morale. Ma quello che rende pi\u00f9 antipatica la donna \u00e8 la gelosia folle, disperata, crudele, nei confronti della figlia: l&#8217;accanimento truce con il quale persegue il suo obiettivo negativo: impedire che Ben e sua figlia Elaine si conoscano, si innamorino, si sposino. Come nelle fiabe pi\u00f9 tradizionali, ella \u00e8 la strega cattiva che si oppone alla felicit\u00e0 dei due giovani innamorati: con l&#8217;aggravante, tutta moderna e quasi incestuosa, che, prima, aveva sedotto lui: una specie di sacrilegio simbolico, come se si scoprisse che i nanetti della fiaba di Biancaneve avevano fatto a turno l&#8217;amore con la loro ospite.<\/p>\n<p>Nel film, il giovane Ben ci viene presentato come perplesso, timido, del tutto inesperto della vita; il regista indugia sul suo smarrimento davanti allo spogliarello della signora Robinson e poi, a lungo, sulla sua goffaggine all&#8217;hotel dove si consuma il primo appuntamento clandestino con lei, in modo da presentarlo come la vittima innocente di una quarantenne assatanata e da convogliare su di lui tutte le simpatie del pubblico (giovanile). Sfugge, evidentemente, a gran parte di quel pubblico desideroso di identificarsi nel povero Ben, che a cercare quell&#8217;appuntamento, a freddo e a distanza di tempo dal fallito tentativo di seduzione della donna a causa dell&#8217;arrivo improvviso del marito, \u00e8 proprio il disarmato giovanotto: \u00e8 lui a telefonarle e a chiederle un appuntamento; anche se, sia ben chiaro, solo per parlare da buoni amici: l&#8217;idea di prenotare una stanza parte da lei che, navigata com&#8217;\u00e8, sfrutta la situazione per i suoi ignobili fini.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, un altro particolare sfugge a gran parte del pubblico: che l&#8217;imbarazzo di Ben davanti all&#8217;impiegato dell&#8217;hotel nasce esclusivamente dal fatto che non vorrebbe far capire a cosa gli serve la stanza per la notte; ricco rampollo della borghesia degli affari, non ha alcun problema economico a fissare una camera in un hotel di lusso, tanto \u00e8 vero che firma il registro senza neanche informarsi del prezzo, senza neanche domandarsi se avr\u00e0 abbastanza soldi per pagare. Quella scopata gli coster\u00e0, probabilmente, la somma che un operaio riesce a guadagnare non prima di una settimana di lavoro alla catena di montaggio; ma che importa? Insomma va bene la rivolta contro il mondo degli adulti brutti e cattivi, ma, sia ben chiaro, con i soldi di pap\u00e0, e senza rinunciare a nessuno dei privilegi acquisiti grazie a lui.<\/p>\n<p>E qui arriviamo alla terza, importante ragione del successo del film, ossia al suo protagonista nascosto, ma reale. La recitazione dei due giovani attori, Dustin Hoffman e Katharine Ros, non \u00e8 poi cos\u00ec eccezionale come la si \u00e8 voluta descrivere; i generosi riconoscimenti tributati alla loro bravura, e specialmente a lei, sono decisamente sproporzionati, quasi un Oscar alle promesse future, visto che la cultura giovanile aveva deciso di incoronarli quali simboli della propria condizione, delle proprie aspirazioni, dei propri ideali, per quanto confusi e contraddittori. Non sono loro, comunque, i veri protagonisti del film, anche se il regista ha avuto intuito, o forse fortuna, nel rinunciare alla prevista interpretazione di Robert Redford e Candice Bergen (e, pi\u00f9 ancora, a quella di Doris Day nel ruolo della signora Robinson), optando per degli attori dall&#8217;aspetto pi\u00f9 &quot;mediterraneo&quot;, quindi pi\u00f9 anticonformista &#8212; e, sia detto fra parentesi, anche pi\u00f9 fuori pare rispetto al soggetto originale del film, che \u00e8 il romanzo omonimo di Charles Webb, tutto imperniato sulla critica a un certo establishment tipicamente W.A.S.P. Protagonista, semmai, lo \u00e8, ma in senso puramente negativo, Anne Bancroft. No: il vero protagonista del film \u00e8 l&#8217;Alfa Romeo Duetto, che il giovane Ben guida con strafottente, spericolata disinvoltura.<\/p>\n<p>Dal principio alla fine, \u00e8 la macchina sportiva, d&#8217;un rosso fiammante, la vera protagonista del film, con la sua promessa di seduzione consumista: pi\u00f9 delle calze sfilate della signora Robinson, sono le corse a bordo dell&#8217;automobile da sogno che seducono il pubblico, che lo fanno immedesimare nelle avventure del giovane laureato alle prese con l&#8217;ingresso nella societ\u00e0 degli adulti. \u00c8 sulla fiammeggiante \u00abAlfa Romeo Duetto\u00bb che Ben scarrozza Elaine fin dalla prima sera, ed \u00e8 grazie ad essa che giunge appena in tempo per sottrarla al matrimonio di convenienza voluto dai genitori di lei (la macchina lo lascia appiedato a qualche isolato dalla chiesa, ma solo perch\u00e9, nella fretta, Ben ha tralasciato di fare il pieno di benzina, e non certo perch\u00e9 non abbia i soldi per farlo; e tutta la scena serve unicamente per creare &quot;suspance&quot; in vista del gran finale).<\/p>\n<p>A voler essere appena un poco maliziosi, ci si potrebbe domandare se il non bellissimo, non aitante, non carismatico Ben avrebbe sedotto cos\u00ec fulmineamente la bella e ricca Elaine, pur essendosi riproposto (per fedelt\u00e0 alla parola data alla madre di lei) di essere il pi\u00f9 sgradevole possibile, se non avesse avuto una tale freccia al suo arco: una vettura che pareva concentrare in s\u00e9 non solo i sogni di libert\u00e0 di tutta una generazione, ma anche &#8211; il che non guasta., evidentemente &#8212; tutti i sogni (inconfessabili, perch\u00e9 contrari alla teoria del &quot;buon selvaggio&quot; adolescente) di benessere, di affermazione sociale, di superiorit\u00e0 di classe? Lo avrebbe degnato di un sorriso, la bella e viziata Elaine, quello smilzo e imbranatissimo ragazzo, se non l&#8217;avesse portata a spasso su quel rombante, scintillante gioiellino a quattro ruote?<\/p>\n<p>E che lo stesso Ben ci tenesse, eccome, al bolide ricevuto da pap\u00e0, lo si vede quando lascia tutto &#8212; si fa per dire &#8211; e si trasferisce a Berkeley, deciso a ripartire da zero (?) pur di riconquistare la perduta Elaine: vive in modeste camere d&#8217;affitto, ma con il macchinone parcheggiato gi\u00f9 in strada; cerca la rigenerazione morale, il riscatto dalla passata abiezione fra le lenzuola della signora Robinson, ma con le chiavi della fuoriserie sempre in tasca. Del resto, nell&#8217;unico dialogo degno di questo nome che aveva tentato di imbastire con la stagionata amante, non si era morbosamente interessato a quale modello di automobile avesse fatto da alcova per il concepimento di Elaine?<\/p>\n<p>Insomma va bene la rivolta, va bene l&#8217;anticonformismo, va bene il disprezzo verso gli adulti e verso i genitori, ma con il macchinone regalato da pap\u00e0: la parabola futura del &#8217;68 \u00e8 tutta qui: sputare nel piatto dove si mangia, fare la rivoluzione per sentirsi &quot;puri&quot; contro la marcia borghesia, ma tenendosi ben stretti i privilegi di classe. Il fatto che Ben ed Elaine, nella scena finale, salgano sul primo autobus di passaggio, lei ancora in abito bianco a sposa e col bouquet in mano, \u00e8 puramente casuale: non salgono sulla \u00abAlfa Romeo Duetto\u00bb non perch\u00e9 rifiutino il simbolo del perbenismo dei loro genitori, ma semplicemente perch\u00e9 la macchina \u00e8 rimasta a secco di benzina (e ben \u00e8 talmente ricco da prendesi il lusso di lasciarla in mezzo alla strada senza neanche preoccuparsi di sfilare le chiavi dal cruscotto per premunirsi contro i ladri).<\/p>\n<p>Il film, del resto, non pretende di contestare troppo a fondo la societ\u00e0 dei padri: non lo potrebbe, essendo un tipico prodotto di Hollywood, cio\u00e8 pensato e realizzato per piacere a un pubblico che vive nel sistema capitalista e ci sta abbastanza bene, in fin dei conti, pur se con qualche foruncolo e con qualche mal di pancia, per curare i quali servono appunto film e romanzi come \u00abIl laureato\u00bb. Nondimeno \u00e8 un film intellettualmente disonesto, e tale disonest\u00e0 risiede nel continuo alludere senza dire apertamente, nel suggerire a mezza bocca, nel criticare senza proporre niente di niente. I valori tradizionali sono irrisi, ci\u00f2 in cui credono i padri viene ridicolizzato, ma in nome di che cosa? Perfino il crocifisso, nella grottesca scena in cui Ben sottrae Elaine allo sposo nel bel mezzo della cerimonia nuziale, ad altro non serve che ad essere brandito come un&#8217;arma per tenere a bada i parenti inferociti e a bloccare, dall&#8217;esterno, i battenti del portone dell&#8217;edificio sacro, per ritardare l&#8217;inevitabile inseguimento dei due giovani eroi fuggitivi.<\/p>\n<p>Quali valori vengano contrapposti a quelli degli adulti, inautentici e fasulli, non viene detto e neanche lasciato immaginare, e ci\u00f2 per una buona ragione: per proporne dei nuovi, bisogna rischiare, buttarsi, rinunciare al salvagente; ma ragazzi come Ben non son capaci di rinunciare neanche alle chiavi dell&#8217;\u00abAlfa Romeo\u00bb.<\/p>\n<p>Quanta ipocrisia, quanta cattiva coscienza.<\/p>\n<p>Eppure \u00e8 con questi miti di cartapesta che molti giovani &#8212; non tutti &#8212; hanno fatto il &#8217;68: conformisti dell&#8217;anticonformismo, rivoluzionari di una rivoluzione garantita e protetta dall&#8217;alto, e nella quale non credevano sino in fondo, perch\u00e9, se ci avessero creduto, avrebbero dovuto rimboccarsi le maniche e mettersi a lavorare duramente, invece di vivere da figli di pap\u00e0.<\/p>\n<p>Proprio quello che Ben si rifiuta di fare, prestando orecchi da mercante alle esortazioni di suo padre a cercarsi un impiego e darsi un po&#8217; da fare per buscare la pagnotta. Meglio, molto meglio restarsene a prendere il sole sul materassino gonfiabile di pap\u00e0, nella piscina di pap\u00e0, nella villa con giardino di pap\u00e0, sorseggiando una bibita fresca e riparandosi la vista con un paio di occhiali da sole di gran marca.<\/p>\n<p>Non erano tutti cos\u00ec, i giovani del &#8217;68: ne va dato atto; senza contare che una cosa erano, e sono, i giovani statunitensi, e un&#8217;altra cosa quelli europei. L&#8217;identificarsi del pubblico europeo con quello americano, dopo decine e centinaia di film hollywoodiani di successo, ha creato l&#8217;equivoco che esista un non meglio identificato &quot;Occidente&quot;; ma non esiste alcun &quot;Occidente&quot;: esistono gli Stati Uniti, lanciati ormai alla colonizzazione culturale, oltre che economica, del mondo intero (la conquista \u00e8 gi\u00e0 avvenuta) ed esiste l&#8217;Europa, che si va sempre pi\u00f9 americanizzando, ma che, grazie al Cielo, \u00e8 pur sempre un&#8217;altra cosa &#8212; e lo sar\u00e0 ancora per un certo tempo.<\/p>\n<p>\u00c8 innegabile, per\u00f2, che \u00abIl laureato\u00bb rappresenta degnamente una larga parte della generazione del &#8217;68, e il suo stesso successo sta a dimostrarlo &#8212; pare che sia fra i dieci film pi\u00f9 visti di tutti i tempi -, ed \u00e8 diventato il simbolo stesso di quella stagione. A ogni stagione, i suoi simboli.<\/p>\n<p>Di quella stagione, il vero simbolo &#8212; tanto pi\u00f9 vero, quanto pi\u00f9 abilmente mascherato &#8212; \u00e8 la fiammante, irresistibile \u00abAlfa Romeo Duetto\u00bb di Benjamin Braddock, il laureato.<\/p>\n<p>Non averlo riconosciuto, non averlo ammesso, \u00e8 stato il vizio d&#8217;origine di quella rivolta, e anche la sua cattiva coscienza&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pochi film sono diventati pi\u00f9 ingiustamente celebri de \u00abIl laureato\u00bb, che, girato dal furbo Mike Nichols nel 1967, \u00e8 divenuto una dalle pi\u00f9 fulgide bandiere del<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30143,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[92],"class_list":["post-25774","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cinema","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-cinema.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25774","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25774"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25774\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30143"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25774"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25774"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25774"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}