{"id":25773,"date":"2022-06-02T12:32:00","date_gmt":"2022-06-02T12:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/06\/02\/il-lato-sconosciuto-e-molto-oscuro-dello-yoga\/"},"modified":"2022-06-02T12:32:00","modified_gmt":"2022-06-02T12:32:00","slug":"il-lato-sconosciuto-e-molto-oscuro-dello-yoga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/06\/02\/il-lato-sconosciuto-e-molto-oscuro-dello-yoga\/","title":{"rendered":"Il lato sconosciuto e (molto) oscuro dello Yoga"},"content":{"rendered":"<p><em>L&#8217;erba del vicino \u00e8 sempre pi\u00f9 verde della propria<\/em>, recita un conosciutissimo proverbio. Nel caso dei &quot;prodotti&quot; e delle mode culturali, ad essere molto pi\u00f9 belli sono quelli provenienti dagli ambiti pi\u00f9 lontani possibile dalla nostra civilt\u00e0, e dunque i pi\u00f9 alieni ed estranei. Vi sono persone, in Europa, le quali, per meditare e rilassarsi mentalmente, praticano lo Yoga; altre che scelgono, quale strumento musicale, col quale dilettarsi e ricreare lo spirito, non il pianoforte o il violino, o la banalissima chitarra, ma il <em>digeridoo<\/em> degli aborigeni australiani, dal suono ossessionante e alquanto lamentoso; altre ancora che, quale animale da compagnia, al cane e al gatto preferiscono il pitone, che nutrono quotidianamente con dei topolini vivi, l&#8217;iguana, o magari, se sono danarose e dispongono di un ampio spazio verde, il giaguaro o la pantera (e poi, se magari se ne stancano, liberano nei boschi l&#8217;animale, con le conseguenze che \u00e8 facile immaginare). Vi sono persone, colte e laureate (le due cose peraltro <em>non<\/em> sono sinonimi) che non hanno mai letto la <em>Bibbia<\/em>, ma in compenso conoscono i <em>Veda<\/em>; che non hanno mai letto L<em>&#8216;Eneide<\/em> o le <em>Georgiche<\/em> o i poemi omerici, per\u00f2 leggono il <em>Ramayana<\/em> e il <em>Mahabharata<\/em>; che non hanno letto un verso della <em>Divina Commedia<\/em>, n\u00e9 una pagina della <em>Somma teologica<\/em> di san Tommaso d&#8217;Aquino, ma in compenso sanno sciorinarvi con naturalezza le poesie di Rabindranath Tagore o di Khalil Gibran o il pensiero di Aurobindo o di Bhagwan Shree Rajneesh, e cos\u00ec via: si potrebbe andare avanti con gli esempi per pagine e pagine. Ma il fatto \u00e8 quello: si pu\u00f2 ignorare completamente la vita e le opere di san Massimiliano Kolbe o di san Leopoldo Mandic, ma sarebbe considerato imperdonabile non conoscere la vita e il pensiero del Mahatma Gandhi e non sapere per filo e per segno l&#8217;<em>Autobiografia di uno Yogi<\/em> di Paramhansa Yogananda.<\/p>\n<p>La cosa che lascia maggiormente perplessi, comunque, non \u00e8 neanche lo sfrenato entusiasmo con si accolgono i prodotti culturali esotici, tanto maggiore quanto pi\u00f9 essi sono lontani dalla nostra storia e dalla nostra tradizione, perch\u00e9, appunto, <em>l&#8217;erba del vicino \u00e8 sempre pi\u00f9 verde<\/em>, e se invece di essere l&#8217;erba del vicino \u00e8 l&#8217;erba del lontano, tanto meglio, sar\u00e0 ancora pi\u00f9 verde; bens\u00ec il simultaneo atteggiamento di disprezzo e di vero e proprio rifiuto nei confronti della nostra civilt\u00e0, da parte dei suoi giovani e meno giovani figli; l&#8217;astio, il fastidio che mostrano quando si tratta di considerare ci\u00f2 che di pi\u00f9 bello, buono e vero essa ha prodotto nel corso dei secoli e dei millenni; una sorta di rancore, neanche tanto dissimulato, per le proprie radici e la propria identit\u00e0, percepita come vergognosa, colpevole di ogni sorta di malvagit\u00e0 e aberrazioni e immeritevole che si perda del tempo a cercar di salvare una sia pur minima parte di essa. La civilt\u00e0 europea nel suo complesso \u00e8 vista da molti come un unico, deprecabile disvalore: tanto pi\u00f9 negativo quanto pi\u00f9 ci si allontana dalla modernit\u00e0 (la quale soltanto merita, forse, una certa indulgenza) e ci si addentra nel &quot;buio Medioevo&quot;; e la religione cristiana, in particolare la confessione cattolica, \u00e8 percepita, fra tutte, come la pi\u00f9 infame, la pi\u00f9 meritevole di essere sepolta e dimenticata per sempre. Non c&#8217;\u00e8 nulla, in essa, da salvare; ha lasciato dietro di s\u00e9 solo lutti e rovine: e l&#8217;immagine del premier canadese Justin Trudeau che s&#8217;inginocchia pietoso e depone un mazzo di fiori in un presunto cimitero di bambini uccisi e nascosti all&#8217;ombra di un convento cattolico dalle cattivissime suore, \u00e8 l&#8217;emblema di tale auto-disprezzo e di tale rifiuto radicale e inappellabile. Poco importa, poi, se il fatto stesso \u00e8 risultato essere un&#8217;invenzione pura e semplice dei mass-media finanziati dagli oligarchi, cos\u00ec come molti altri fatti scioccanti e altamente impressionanti dello stesso genere, diffusi dai media non solo in Canada, ma anche in altri Paesi di tradizione cristiana e cattolica. Il tutto mentre si passa sotto silenzio o si dedica appena qualche trafiletto all&#8217;incendio, alla vandalizzazione e alla profanazione di decine di chiese e luoghi di culto cattolici, nella pi\u00f9 grande indifferenza o nella totale ignoranza della pubblica opinione, dal Canada, appunto (che sembra essere stato prescelto, per molti aspetti, come un Paese pilota), al Cile (altro Paese di forte tradizione cattolica), alla Francia, all&#8217;Italia stessa.<\/p>\n<p>E non \u00e8 che una parte dell&#8217;opinione pubblica non si accorga di tali fatti, e che non li vedano magistrati, intellettuali e uomini di Chiesa. Sovente, per\u00f2, essi preferiscono tenerli sotto traccia per non guastare la cosa che sta loro a cuore pi\u00f9 della propria anima: cio\u00e8 il &quot;dialogo&quot; con gli altri, coi diversi, con gli esponenti delle altre culture e religioni., meglio se primitivi, meglio se si tratta dei nativi americani, o degli aborigeni australiani, o degli indios amazzonici; meglio se si tratta di genuflettersi devotamente innanzi a un idolo brutto e sanguinario come la Pachamama, per celebrare il cui solenne ingresso nella nostra sfera culturale il Vaticano ha pensato bene, dopo averla intronizzata in San Pietro, coniare una moneta artisticamente disegnata, che ne ingentilisce i tratti aspri e barbarici.<\/p>\n<p>Se poi ci si chiede quando, come e perch\u00e9 questa follia collettiva ha avuto inizio &#8212; dato che si tratta palesemente di una forma d&#8217;insania mentale &#8212; ci si accorge che la fonte del male \u00e8 sempre l\u00ec, nel XVIII secolo, con l&#8217;illuminismo. \u00c8 allora che l&#8217;Europa \u00e8 stata sommersa dalla moda delle culture esotiche e degli oggetti esotici, dalle cineserie che hanno invaso i salotti dell&#8217;aristocrazia &quot;illuminata&quot; e cosmopolita, mentre le dame pi\u00f9 distinte, invece di occuparsi di banalit\u00e0 come stare accanto ai propri figli, dedicavano tempo ed energie a leggere le <em>Lettere persiane<\/em> di Montesquieu, cos\u00ec come ai nostri d\u00ec non pochi figli della rivoluzione sessantottina vanno in estasi davanti ai canti e ai discorsi dei nobili pellirossa, cos\u00ec squisitamente spirituali, <em>naturaliter<\/em> ecologisti e ambientalisti. Va da s\u00e9 che all&#8217;odioso razionalismo europeo bisogna contrapporre tutto ci\u00f2 che \u00e8 irrazionale, strano, misterioso: e dunque ogni sorta di spiritualismo, di esoterismo, di occultismo, di alchimia, di magia, di stregoneria e satanismo. E dunque si arriva ancora e sempre alla conclusione che esiste una centrale operativa, una vera e propria cabina di regia, antica di almeno tre secoli, o meglio visibilmente operante da almeno tre secoli, mediante le logge massoniche, la quale crea, indirizza, orienta simili forme di fascinazione per tutto ci\u00f2 che \u00e8 primitivo, esotico e barbarico e al tempo stesso alimenta senza posa il disprezzo e il rifiuto della cultura e della civilt\u00e0 europea, e soprattutto del cristianesimo cattolico.<\/p>\n<p>Si tratta di un&#8217;operazione pi\u00f9 abile e astuta di quel che non appaia ad uno sguardo superficiale, basata sul principio di trarre la risposta dal problema stesso che si \u00e8 creato, e di finanziare l&#8217;incessante produzione del problema con l&#8217;incessante gestione della risposta. Nell&#8217;ambito finanziario, ad esempio, si tratta di far pagare ai debitori, soggetti pubblici o privati che siano, gli interessi del debito in misura tale, da far crescere il debito stesso sempre di pi\u00f9, fornendo ai creditori sempre pi\u00f9 denaro e pi\u00f9 potere, e lasciando i debitori ad affannarsi vanamente per cercar di ripagare non gi\u00e0 il debito, ma solo gl&#8217;interessi sul debito; nell&#8217;ambito culturale si tratta di estromettere la cultura e la spiritualit\u00e0 tradizionali, fondate su una visione sana e realistica del mondo, con culture e spiritualit\u00e0 alternative, del tutto scollegate dalla propria tradizione e appunto per ci\u00f2 percepite, o fatte percepire, come pi\u00f9 sagge, pi\u00f9 umane, insomma capaci di colmare quel vuoto che si \u00e8 creato con l&#8217;espulsione di quelle originarie. Insomma \u00e8 l&#8217;impiccato stesso a fornire la corda con cui viene appeso al patibolo: sono i popoli europei che, nutrendosi di prodotti culturali d&#8217;importazione, spesso scadenti o adulterati, aumentano la povert\u00e0 della propria cultura e la conducono lentamente all&#8217;estinzione.<\/p>\n<p>Prendiamo il caso dello Yoga, che da noi si pratica da molti decenni sotto forma di disciplina fisica, ma anche vagamente spirituale, per migliorare la propria salute e favorire la concentrazione mentale. Lo Yoga, non come dottrina speculativa ma come pratica fisico-spirituale, \u00e8 presente, fin dall&#8217;origine, in tutte le scuole filosofiche e religiose dell&#8217;India; da noi \u00e8 stato presentato come una sorta di panacea universale, e ha rapidamente riempito un vuoto che si era creato fra il &quot;materialismo&quot; dello sport e della ginnastica occidentali, e la preghiera e le altre forme di spiritualit\u00e0 del cattolicesimo, ormai in pieno abbandono. Ma cosa sa realmente dello Yoga, il pubblico europeo? Sa, per esempio, che in India esso \u00e8 associato, da sempre, <em>anche<\/em> alla magia nera e a forme orripilanti di &quot;spiritualit\u00e0&quot;, come quella degli Aghoris, pseudo santoni e pseudo asceti che si adornano di ossa umane, si nutrono in una tazza fatta con il cranio umano e si nutrono di parti di cadaveri, oltre a dedicarsi a orge sessuali nelle quali prediligono, come dei perfetti discepoli del marchese De Sade, l&#8217;incesto?<\/p>\n<p>Scriveva Michele Anagrio nel libro <em>Le mura magnetiche<\/em> (vol. 5\u00b0 del <em>Documentario della magia<\/em>, Torino, Dellavalle Editore, 1971, pp. 169-170 e 186-188):<\/p>\n<p><em>Assai diffusa [presso i Bhumia e i Gond dell&#8217;India centrale] \u00e8 la credenza nelle pratiche di magia nera. Tutto ci\u00f2 che in un modo qualsiasi non \u00e8 immediatamente spiegabile pu\u00f2 venire attribuito alla magia. Particolarmente sospettare di stregoneria sono le donne, specie se senza prole. Quasi sempre non resta a costoro che abbandonare il paese, con l&#8217;intera famiglia.<\/em><\/p>\n<p><em>Esistono dei sistemi per &quot;provarle&quot;, come quello di costringerle a maneggiare oggetti ardenti. Un tempo, chiuse in sacchi, venivano fatte affogare. La stregoneria pu\u00f2 essere appresa per iniziazione o in sogno. Spesso la stessa madre istruisce la figlia, confidandole i &quot;mantra&quot; necessari ad asservire al proprio volee gli spiriti. Le streghe compirebbero, inoltre, spaventose orge per pagare, spesso con sangue e carne umana, i favori accordati. A mezzanotte la strega si spoglia per non farsi riconoscere, si reca nel luogo dove il &quot;panda&quot; [una specie d&#8217;indovino-stregone, soggetto a convulsioni spiritiche] tiene l&#8217;immagine della sua patrona, e a lei promette offerte di sangue umano Con un adatto incantesimo si trasforma in topo o in verme. Penetra nell&#8217;abitazione del nemico e gli succhia il sangue. La vittima se ne accorge solo al mattino dopo e pu\u00f2 morire dopo qualche decina di giorni. Soltanto un &quot;panda&quot; \u00e8 in grado di guarirlo; soprattutto pu\u00f2 evitare che la strega torni a visitarlo, dissanguandolo. Appena la vittima \u00e8 sepolta, la strega va al cimitero, si spoglia, fa tre volte il giro della tomba (o della pira se si tratta di una persona cremata) e provvede a ungersi con gli unguenti che ha recato con s\u00e9. Poi estrae il cadavere; lo lava e cerca di rivivificarlo. Appena il cliente torna in vita, gli d\u00e0 da mangiare e da bere e lo interroga. Se il morto pronuncia anche solo una sillaba o un lamento, lo tortura, gli taglia la testa e ne trinca il sangue, colmandone anche un pentolino per la sua dea. Rimette quindi a posto il corpo e si reca nel tempio di Marai Mata, ove vomita il sangue bevuto e riversa quello contenuto nella pentola, addosso alla dea. Comincia poi a danzare e a effondere ancora il sangue di un gallo, di un granchio e il proprio, estraendolo dal dito mignolo.<\/em><\/p>\n<p><em>La paura delle streghe e dei vampiri \u00e8 molto diffusa ancora oggi e i delitti a scopo difensivi o preventivo sono frequenti. Si aggiunga che uomini-tigri, malvagi individui che alla morte si trasformano in bestie feroci, si aggirano per i villaggi o nelle vicinanze in cerca di carne e sangue umano. Di solito preferiscono nutrirsi di bambini.<\/em> <em>(&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Gli Aghoris (o Aghorapanthis) sono degli asceti scivaitici, che hanno subito l&#8217;influsso tantrico. Frequentano i cimiteri e praticavano, ancora sul finire del secolo scorso, il cannibalismo. Mangiano in coppe craniche ogni genere di rifiuti e di carne, compresa quella dei cadaveri, eccetto quella equina. L&#8217;intento \u00e8 di distrugge le inclinazioni e convenzioni umane; e sono perci\u00f2 avversi anche ad ogni limitazione castale e religiosa. Alcuni adorano Kal\u00ec. Sono celibi e vivono vagabondando. Il loro uso dei crani e di altri elementi &quot;carnali&quot; ricorda simili pratiche &quot;b\u00f6n&quot; [la primitiva religione tibetana].<\/em><\/p>\n<p><em>Gli Aghoris successero ai Kapalikas (&quot;coloro che usano crani&quot;); questi venerano Siva nell&#8217;aspetto distruttivo; portano all&#8217;estremo le pratiche orgiastiche e la crudelt\u00e0 rituale. Come gli Aghoris dimoravano tra i resti dei morti, mangiavano in coppe craniche e si ornavano di ossa umane; nutrivano il loro fuoco sacro con &quot;cervella e polmoni umani commisti a carne&quot; e offrivano alla loro divinit\u00e0 terrifica (Rhairava) &quot;sangue fresco sprizzante dalle ferite inferte nella gola&quot; delle vittime.<\/em><\/p>\n<p><em>Con questi sistemi i Kapalikas acquistavano poteri sugli dei; fermavano il corso dei pianeti; allagavano la terra e ne risucchiavano l&#8217;acqua &quot;in un istante&quot;. Si facevano accompagnare da donne, on cui si davano a licenze sessuali, perch\u00e9 i poteri yogici si possono ottenere anche senza rinunciare ai piaceri del mondo. Ci\u00f2 ricorda l&#8217;affermazione del &quot;Kallarnava-Tantra&quot;, per cui l&#8217;unione con Dio pu\u00f2 essere raggiunta solo con l&#8217;unione sessuale. Sono ricordate anche le orge sessuali nei cimiteri, nottetempo, dopo aver banchettato con carne di cadaveri arsi; l&#8217;incesto era preferito ad ogni altro rapporto. Altra pratica era la meditazione stando seduti su un cadavere. Partecipavamo alle orge, in primavera e autunno, anche asceti di altre sette. Queste tecniche sarebbero connesse con le antiche strutture matriarcali dell&#8217;India settentrionale, dell&#8217;Himalaya e delle zone limitrofe.<\/em><\/p>\n<p><em>Le pratiche dei Vamakaris, yogin della &quot;mano sinistra&quot;, sono simili alle precedenti. I Vallabhacaryas o Maharajas erano anch&#8217;essi dediti a eccessi sessuali Le loro orge avevano luogo in cerchie tantriche e satiche della zona himalaiana. Quanto ai seguaci di Gorahnath (detti Gorahnatis o Kanphatas) furono in voga soprattutto dopo il Mille, riscuotendo moltissimo successo tra il popolo, colui che \u00e8 ritenuto anche il fondatore dell&#8217;Hath-Yoga, sarebbe vissuto tra il nono e il dodicesimo secolo. La sua dottrina \u00e8 un sincretismo risultante da elementi sivaitici, tantrici ed altri meno noti. I suoi discepoli in seguito lo assimilarono al dio Siva e con lui veneravano anche 84 siddhas. Quest&#8217;ultimo vocabolo indica &quot;il perfetto&quot; in possesso dei poteri magici (&quot;siddhi&quot;). Strette erano le somiglianze con gli Aghoris, che tra l&#8217;altro servivano in un tempio dell&#8217;Assam, celebre per i sacrifici umani celebrativi e aboliti nel 1832: a volte vere ecatombe (140 vittime in un solo sacrifico nel 1565).<\/em><\/p>\n<p>E tuttavia, si dir\u00e0, tali cose non accadono pi\u00f9; e comunque in ogni cultura sono presenti forme deviate e aberranti di pseudo spiritualit\u00e0. Solo che non \u00e8 vero. Le pratiche descritte in questo brano esistono tuttora nell&#8217;India profonda; inoltre sono strettamente legate allo Yoga, al tantrismo, al svariate manifestazioni dell&#8217;induismo, mentre non esiste una magia cristiana, o una necrofagia cristiana, se non &#8212; e ne abbiamo gi\u00e0 parlato &#8212; presso certi ambienti socio-culturali prodotti dalla mescolanza innaturale e dalla sovrapposizione di credenze africane a una superficie di apparente cattolicesimo, come nel Vud\u00f9 e in altri culti dello stesso genere. Lungi da noi, con ci\u00f2, voler demonizzare tutto lo Yoga e tutti i culti e le pratiche di origine non europea; e tuttavia, ci sentiamo di dire, in perfetta serenit\u00e0, che \u00e8 stata cosa ottima per noi nascere in questa civilt\u00e0, in questa cultura, e ricevere i fondamenti di questa nostra fede religiosa (non ancora inquinata dal modernismo del Concilio Vaticano II), perch\u00e9 in tal modo abbiamo ricevuto gli strumenti necessari per vivere bene e indirizzare la nostra esistenza verso il suo fine naturale, Dio, nell&#8217;amore del prossimo, cominciando dai nostri cari.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;erba del vicino \u00e8 sempre pi\u00f9 verde della propria, recita un conosciutissimo proverbio. 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