{"id":25765,"date":"2019-11-05T11:30:00","date_gmt":"2019-11-05T11:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/11\/05\/il-futuro-appartiene-a-coloro-che-sanno-odiare\/"},"modified":"2019-11-05T11:30:00","modified_gmt":"2019-11-05T11:30:00","slug":"il-futuro-appartiene-a-coloro-che-sanno-odiare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/11\/05\/il-futuro-appartiene-a-coloro-che-sanno-odiare\/","title":{"rendered":"Il futuro appartiene a coloro che sanno odiare?"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 per caso l&#8217;odio che tiene in piedi le civilt\u00e0, che le alimenta, le sostiene e d\u00e0 loro la forza morale e i mezzi materiali per affermarsi, per sconfiggere le minacce, per superare gli ostacoli? \u00c8 la tesi, originale ma, a ben guardare, niente affatto peregrina, del celebre storico francese Fernand Braudel (1902-1985), autore dell&#8217;ormai classico <em>Civilt\u00e0 e imperi del Mediterraneo nell&#8217;et\u00e0 di Filippo II<\/em> (<em>La M\u00e9diterran\u00e9e et le monde m\u00e9diterran\u00e9en a l&#8217;\u00e9poque de Philippe II<\/em>, 1949; decima edizione, 1966), uno dei massimi esponenti della Scuola degli <em>Annales<\/em> che ha profondamente innovato il concetto stesso della storiografia, spostando l&#8217;attenzione dello studioso dagli avvenimenti specifici, politici, economici, militari, ecc., alle costruzioni e alla trasformazioni che si verificano sui lunghi periodi e che coinvolgono, necessariamente, il concetto stesso di civilt\u00e0, e mobilitando numerose scienze ausiliarie, dall&#8217;antropologia alla sociologia, dalla statistica alla finanza e dalla geografia alla storia della cultura e delle idee.<\/p>\n<p>Ma ecco la pagina in questione, nella quale ci siamo imbattuti, dobbiamo confessarlo, per caso, pur sapendo che sovente si trovano delle perle di filosofia della storia non tanto presso i filosofi, quanto presso gli storci, i quali, pi\u00f9 vicini alla realt\u00e0 concreta dell&#8217;essere umano nel suo vivo manifestarsi, anche se non hanno, in genere, gli strumenti per elaborare e sviluppare le loro intuizioni, nondimeno sanno cogliere nel segno con maggiore forza e chiarezza concettuale dei loro astratti e un po&#8217; trasognati &quot;colleghi&quot; (da: F. Braudel, <em>Lo spazio, la storia, gli uomini, le tradizioni<\/em>; titolo originale: <em>La M\u00e9diterran\u00e9e<\/em>; Paris, Flammarion, 1985; traduzione dal francese di Elena De Angeli, Milano, Bompiani, 1987, pp. 111-112):<\/p>\n<p><em>Nell&#8217;urto reciproco esse [le civilt\u00e0] trovano la loro stessa ragion d&#8217;essere. Roma, il cui trionfo coincide con i soli secoli in cui il mare fu unito, non \u00e8 tuttavia riuscita a eliminare le comunit\u00e0 ostili che la fronteggiano; si \u00e8 limitata a tenerle a bada, valorizzando e spingendo avanti, intanto, la propria civilt\u00e0, la propria lingua, la propria arte. Ma le lotte sono continuate sotto l&#8217;apparenza e lo schema della &quot;pax romana&quot;, che per\u00f2 riesce a fatica a dissimularle.<\/em><\/p>\n<p><em>Le civilt\u00e0 sono dunque intrise di guerra e di odio, una immensa zona d&#8217;ombra, che le divora quasi per met\u00e0. L&#8217;odio se lo fabbricano, se ne nutrono, ne vivono. La Grecia detesta la Persia ancor pi\u00f9 di quanto gli stessi persiani (notoriamente tolleranti) detestino i greci. I romani odiano a morte i punici, che rendono loro la pariglia. La cristianit\u00e0 e l&#8217;Islam non hanno niente da invidiare l&#8217;una all&#8217;altro. Al tribunale della storia i due colpevoli sarebbero entrambi condannati, nessuno di loro scamperebbe. Ma \u00e8 poi sempre possibile dire chi \u00e8 colpevole e chi \u00e8 innocente? Secondo Sabatino Moscati, ad esempio, i punici sarebbero popolazioni assolutamente pacifiche, che si difendono, certo, e con coraggio, ma soltanto per reagire all&#8217;attacco. Alcuni storici sostengono anche che Bisanzio, sopravissuta all&#8217;impero romano fino alla presa di Costantinopoli, non sarebbe stata capace, per quanto la concerneva, di scatenare una guerra santa (una crociata, se vogliamo) confacente ai suoi mezzi. Se tale considerazione corrisponde a realt\u00e0 saremmo tentati di rallegrarci di una simile carenza. Un bel giorno, per\u00f2, Bisanzio non ha forse finito per pagare tale assenza di odio costruttivo? Il che porterebbe ad affermare che il futuro appartiene a coloro che sanno odiare. Troppo spesso, infatti, le civilt\u00e0 non sono altro che incomprensione, disprezzo ed esecrazione degli altri. Ma non soltanto questo. Sono anche sacrificio, irradiazione, accumulazione di beni culturali, eredit\u00e0 di intelligenza. Se alle civilt\u00e0 delle due sponde il mare ha dovuto le guerre che lo hanno sconvolto, \u00e8 stato loro debitore anche della molteplicit\u00e0 degli scambi (tecniche, idee e anche credenze), nonch\u00e9 della variopinta eterogeneit\u00e0 di spettacoli che oggi offre ai nostri occhi. Il Mediterraneo \u00e8 un mosaico di tutti i colori. Per questo, passati i secoli, possiamo vedere senza indignarcene (tutt&#8217;altro) tanti monumenti che un tempo rappresentarono dei sacrilegi, pietre miliari che indicano i progressi e le ritirate di epoche lontane: Santa Sofia, con il suo corteggio di alti minareti; San Giovanni degli Eremiti a Palermo, il cui chiostro \u00e8 racchiuso tra le cupole rosse o rossastre di un&#8217;antica moschea; a Cordoba, tra gli archi e i pilastri della pi\u00f9 bella<\/em> <em>moschea del mondo, l&#8217;affascinante chiesetta gotica di Santa Cruz, costruita per ordine di Carlo V.(&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Alla fin fine, per\u00f2, la civilt\u00e0 per ampi che ne siano dominio, ripercussioni e durata, non rappresenta da sola l&#8217;intera storia degli uomini, n\u00e9, nel caso che ci interessa, l&#8217;intera storia del mare Interno.<\/em><\/p>\n<p><em>Che la politica continui a dire la sua \u00e8 un fatto lampante. Quante volte ha imposto la propria volont\u00e0, relegando in secondo piano tutte le altre forze e forme della storia? \u00c8 quanto avviene, per secoli, finch\u00e9 dura la preponderanza di Roma, che vede per molto tempo la violenza al servizio della politica: il suo imperialismo si placa solo dopo aver ridotto all&#8217;ubbidienza tutto il Mediterraneo. E Roma, prima di tale scadenza, ha colpito senza piet\u00e0: nello stesso anni, il 146 a. C., vengono distrutte sia Cartagine sia Corinto&#8230;<\/em><\/p>\n<p>S\u00ec, \u00e8 vero: fa impressione vedere quel che \u00e8 diventata, ormai da cinque secoli e mezzo, la basilica di Santa Sofia a Costantinopoli, gemma della cristianit\u00e0, anzi no, a Istanbul; fa impressione pensare che Istanbul era Costantinopoli, cio\u00e8 la capitale dell&#8217;Impero romano d&#8217;Oriente e della cristianit\u00e0 medievale; che da Costantinopoli erano partiti i missionari che convertirono e cristianizzarono i Balcani, la Russia, perfino una parte dell&#8217;Asia centrale e dell&#8217;Impero cinese (sia pure nella forma del cristianesimo nestoriano); mentre ora \u00e8 una citt\u00e0 della Turchia, o meglio \u00e8 stata per cinque secoli la capitale dell&#8217;Impero ottomano; e che Santa Sofia fu traformata in moschea, prima di essere adibita a museo. E fa impressione pensare che in tutta la Turchia, che fu l&#8217;Asia Minore, abitata un tempo da una popolazione greca e cristiana, e la cui evangelizzazione era iniziata ad opera di san Paolo, oggi a stento si troverebbero poche migliaia di cristiani. Fa impressione pensare che la Palestina, la Siria, l&#8217;Egitto, tutto il Nord Africa fino all&#8217;Atlantico, furono terre cristianissime, per secoli, e diedero all&#8217;Occidente alcuni dei santi e dei padri della Chiesa pi\u00f9 grandi, da Tertulliano a san Cipriano a san&#8217;Agostino. E fa impressione pensare che, se proseguir\u00e0 l&#8217;attuale invasione dell&#8217;Europa mascherata da migrazione e da accoglienza umanitaria e &quot;cristiana&quot;, nel giro di pochissime generazioni tutto il nostro continente subir\u00e0 la sorte dell&#8217;Asia Minore, della Palestina, della Siria, dell&#8217;Egitto e del Nord Africa: ossia che verr\u00e0 islamizzato e che perfino le sue popolazioni verranno, pi\u00f9 che convertite, sostituite, sicch\u00e9 della civilt\u00e0 europea e cristiana non rester\u00e0 pi\u00f9 nulla, neanche il ricordo, se non qualche chiesa, forse, benevolmente trasformata in moschea o in museo. E quindi, lo notiamo fra parentesi, ha torto il Braudel nel mettere sullo stesso piano le lotte incessanti e l&#8217;odio reciproco di cristiani ed islamici nel corso dei secoli passati, perch\u00e9 fu l&#8217;Islam a dichiarare guerra alla cristianit\u00e0, fu l&#8217;Islam ad invadere vastissime regioni che erano cristiane da secoli, e fu ancora l&#8217;Islam a far pesare la spada di Damocle della conquista implacabile sull&#8217;Europa occidentale, dalla strage dei martiri di Otranto nel 1480 al secondo assedio di Vienna nel 1683. E tuttavia, indipendentemente dal chi attacc\u00f2 chi, e chi invece si limit\u00f2 a difendersi, resta la scomoda, inquietante domanda: \u00e8 vero che una civilt\u00e0, per sopravvivere alle sfide della storia, che sono anche sfide di tipo militare, oltre che politico, economico e culturale, deve saper odiare? \u00c8 vero, in altri termini, che il futuro appartiene a quanti sono capaci di odiare di pi\u00f9? Ad esempio, \u00e8 plausibile la tesi che l&#8217;Impero bizantino fin\u00ec per soccombere sotto la spada degli ottomani, nonostante il valore con cui i suoi sovrani lo difesero fino all&#8217;estremo, fino a quando l&#8217;ultimo imperatore Costantino XI Paleologo cadde combattendo sulle sue mura, nel 1453, per la ragione che non fu capace di nutrire e alimentare un odio proporzionato a quello dei suoi nemici islamici, ben decisi a conquistarlo e distruggerlo completamente, cos\u00ec come gi\u00e0 avevano fatto, a suo tempo, con l&#8217;Impero sassanide?<\/p>\n<p>Attenzione: Braudel non affaccia l&#8217;ipotesi che le civilt\u00e0 vivano e si alimentino esclusivamente di odio: ci\u00f2 sarebbe assurdo; suggerisce che l&#8217;odio per il nemico \u00e8, forse, una componente essenziale della loro capacit\u00e0 di rigenerarsi, di superare i momenti difficili, di vincere le sfide che le mettono n pericolo. Quanto all&#8217;odio, Braudel si chiede se esso non nasca dal disprezzo, dall&#8217;incomprensione e dal rifiuto dell&#8217;altro e se questi fattori non siano necessari, per cos\u00ec dire, a quelle civilt\u00e0 che vogliono sopravvivere il pi\u00f9 a lungo possibile &#8212; civilt\u00e0 eterne, o perenni, che si sappia, nessuno le ha mai viste; anche se al povero Spengler ne hanno dette di tutti i colori solo per aver suggerito che nemmeno la civilt\u00e0 occidentale pu\u00f2 pretendere di esserlo &#8212; in una prospettiva globale che sa di darwinismo planetario. D&#8217;altra parte, Braudel osserva molto opportunamente che le civilt\u00e0 non sono tutto; che non coincidono con l&#8217;insieme della storia umana; che esse corrispondono a un dato momento storico di un dato popolo, o un dato insieme di popoli, ma che accanto alle civilt\u00e0 vi sono altre forme di organizzazione sociale, economica, politica, culturale. Ed \u00e8 questo l&#8217;aspetto che ci sembra meritevole di approfondimento. Una trib\u00f9 di boscimani del Kalahari, oppure una minuscola comunit\u00e0 di Negritos delle isole Andamane o Nicobare, senza dubbio, non solo non rappresentano una civilt\u00e0, ma non fanno nemmeno parte di una civilt\u00e0: a meno di adoperare la parola &quot;civilt\u00e0&quot;, come fanno alcuni antropologi, nel senso pi\u00f9 ampio del termine; talmente ampio da perdere ogni contorno preciso e pertanto qualsiasi utilit\u00e0 pratica. Una civilt\u00e0 \u00e8, in senso proprio, anche uno stile, o meglio corrisponde a uno stile: in questo senso, si pu\u00f2 parlare di una civilt\u00e0 medievale, di una civilt\u00e0 rinascimentale, di una civilt\u00e0 barocca, di una civilt\u00e0 illuminista; e cos\u00ec via. E di una civilt\u00e0 cristiana, si pu\u00f2 parlare? Certamente: tale espressione designa non solo l&#8217;ambito dell&#8217;arte, ma abbraccia tutti gli aspetti della vita, materiali e spirituali, che caratterizzano la storia europea fra gli ultimi bagliori del mondo antico e l&#8217;alba della modernit\u00e0. Pertanto una civilt\u00e0 non coincide con un impero o con una forma precisa di organizzazione politico-sociale; non coincide nemmeno con la storia di un popolo o con diversi popoli in qualche modo federati o collegati. Alla civilt\u00e0 cristiana, per esempio, appartenevano sia i sistemi feudali dell&#8217;Europa occidentale, sia le culture e le forme artistiche generate dall&#8217;incontro con altri popoli, come gli arabi in Spagna e in Sicilia, o i Normanni in Inghilterra e nell&#8217;Italia meridionale; sia la filosofia, la teologia, le arti, la letteratura e la scienza dei secoli compresi fra il IV e il XIV, un millennio esatto.<\/p>\n<p>Ma ecco un grosso problema: se una civilt\u00e0 ha bisogno di saper odiare, perch\u00e9 l&#8217;odio, nei termini che abbiamo indicato, \u00e8 l&#8217;equivalente dell&#8217;istinto di sopravvivenza per i singoli individui alle prese con la lotta per la vita, ne deriva che anche la civilt\u00e0 cristiana, come tutte le altre, si nutre almeno in parte di odio? Per rispondere a questa domanda in maniera soddisfacente, bisogna introdurre una distinzione. Chi giudica il cristianesimo un prodotto della mente umana, come tutte le altre religioni, non pu\u00f2 che rispondere affermativamente, senza fare tante distinzioni. Un cristiano, per\u00f2, non pensa cos\u00ec, almeno se \u00e8 davvero un cristiano e non una persona che semplicemente s&#8217;immagina di esserlo. Essere cristiani significa credere in Dio; credere non in un dio qualsiasi, ma nel Dio di Ges\u00f9 Cristo; significa credere che tutto ci\u00f2 che Lui ha insegnato \u00e8 perfettamente vero. Ora, Ges\u00f9 ha insegnato ad amare; non un amore dolciastro per\u00f2, ma un amore maschio, virile, che non esclude, ma anzi richiede, un certo gradi di asprezza. <em>Non sono venuto a portare la pace, ma una spada<\/em>: sono parole di Ges\u00f9. <em>Metter\u00f2 il padre contro il figlio e il figlio contro il padre; la madre contro la figlia e la figlia contro la madre<\/em>&#8230; Sono ancora parole sue. Certo, bisogna interpretarle in senso spirituale: il cristiano \u00e8 un combattente spirituale, un <em>miles Christi<\/em>, che per\u00f2 non fugge davanti al pericolo fisico, all&#8217;impegno concreto. Ora, se il cristianesimo non \u00e8 una creazione umana, ma una verit\u00e0 rivelata da Dio, e incarnatasi nel Dio fatto uomo, ne consegue che la civilt\u00e0 cristiana ha realmente qualcosa di speciale, qualcosa che la svincola dal naturale destino di decadenza e di morte cui sono legate tutte le cose umane, civilt\u00e0 comprese. Ma il mondo in cui noi viviamo, oggi, si pu\u00f2 ancora definire &quot;civilt\u00e0 cristiana&quot;? Certamente no, se con tale espressione vogliamo indicare la totalit\u00e0 delle manifestazioni della vita occidentale. La modernit\u00e0 si \u00e8 sostituita alla cristianit\u00e0 fin dall&#8217;Umanesimo e perci\u00f2 da sei secoli l&#8217;Europa non \u00e8 pi\u00f9 cristiana, anche se qualcosa delle sue origini cristiane (perch\u00e9 l&#8217;Europa \u00e8 una creazione del cristianesimo, teniamolo sempre a mente) sopravvive ancora. Di fatto, modernit\u00e0 e cristianit\u00e0 sono mescolate in un unico stampo, cos\u00ec come l&#8217;uomo vecchio e l&#8217;uomo nuovo, di cui parla san Paolo, coesistono e coabitano nello stesso uomo, creatura anfibia, ambigua, multiforme. Parlando in generale, la stragrande maggioranza degli europei e degli occidentali moderni non sono pi\u00f9 cristiani, ma post cristiani, e quindi non esprimono una civilt\u00e0 cristiana, ma semmai anticristiana. Eppure, qualche germe del cristianesimo sopravvive ancora oggi, nonostante tutto. Ci sono ancora pochi cristiani, ma ci sono, come a Sodoma c&#8217;era la famiglia di Lot che non si era mescolata con gli altri viziosi abitanti. Ed \u00e8 da quei pochi che possono venire la salvezza e la rinascita: sempre che ci\u00f2 faccia parte dei piani di Dio. Perch\u00e9 il cristiano sa che \u00e8 Dio, e Dio solo, il padrone della storia. La storia non \u00e8 una creazione umana, ma il campo di battaglia in cui svolge lo scontro incessante tra le forze del bene e quelle del male. E la battaglia finale, molti indizi ce lo fanno capire chiaramente, \u00e8 gi\u00e0 incominciata. Perci\u00f2 sia come uomini che come cristiani, se ci riteniamo davvero tali, dobbiamo trarne le conseguenze: indossare la corazza ella fede, impugnare la spada delle virt\u00f9, e gettarci nella mischia, incuranti della nostra vita terrena: perch\u00e9 ad essere in gioco \u00e8 la nostra vita eterna&#8230;<\/p>../../../../n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 per caso l&#8217;odio che tiene in piedi le civilt\u00e0, che le alimenta, le sostiene e d\u00e0 loro la forza morale e i mezzi materiali per<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[110],"class_list":["post-25765","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-civilta"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25765","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25765"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25765\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25765"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25765"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25765"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}