{"id":25763,"date":"2017-09-15T08:31:00","date_gmt":"2017-09-15T08:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/15\/nel-magazzino-delle-cose-dimenticate-il-fioretto\/"},"modified":"2017-09-15T08:31:00","modified_gmt":"2017-09-15T08:31:00","slug":"nel-magazzino-delle-cose-dimenticate-il-fioretto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/15\/nel-magazzino-delle-cose-dimenticate-il-fioretto\/","title":{"rendered":"Nel magazzino delle cose dimenticate: il fioretto"},"content":{"rendered":"<p>Interrogandoci sulle ragioni di una cos\u00ec profonda decadenza non solo dello spirito religioso, ma anche del puro e semplice vivere civile, sulla fragilit\u00e0 psicologica di tanti giovani, sulla loro difficolt\u00e0 a sottoporsi a sacrifici o impegni di lungo termine, e sulla latitanza degli adulti in fatto di buoni esempi, e, pi\u00f9 in generale, di azioni educative anche minime, ci siamo convinti che un ruolo importante \u00e8 stato svolto, in negativo, dalla mancanza di esercizio della volont\u00e0 e dalla trascuratezza in cui \u00e8 stata lasciata la dimensione spirituale. Entrambe le cose, la volont\u00e0 e la spiritualit\u00e0, erano tenute ben deste e, per cos\u00ec dire, in continuo allenamento, attraverso l&#8217;assunzione di responsabilit\u00e0 anche piccole, da parte dei bambini, dietro un&#8217;opportuna sollecitazione degli adulti. I bambini, cio\u00e8, venivano abituati a stabilire da s\u00e9 delle piccole prove, alle quali si sottoponevamo volontariamente, non solo in vista di un fine pratico, ma anche, semplicemente, come gratuita e spontanea offerta d&#8217;amore a Dio. Essi, cio\u00e8, non solo venivano abituati a fare dei piccoli sacrifici per raggiungere degli obiettivi materiali, ad esempio, a risparmiare delle piccole somme di denaro per acquistare ci\u00f2 che desideravano, il che comportava delle piccole rinunce &#8211; la rinuncia al gelato, la rinuncia al giornalino o alle figurine -, invece di aspettarsi che i genitori regalassero loro, puramente e semplicemente, la cosa desiderata, di solito un giocattolo, o, se grandicelli, un disco o un modesto strumento musicale; ma venivano anche esortati a compiere dei piccoli sacrifici, del tutto volontari, per mostrare il loro amore a Dio, a Ges\u00f9 Cristo, alla Madonna. Si chiamavamo <em>fioretti<\/em>.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 darsi che i giovani di oggi non ne abbiano mai nemmeno sentito parlare. Nessuno ha mai detto loro che \u00e8 possibile fare un atto del genere: rinunciare a una cosa, non necessariamente un oggetto materiale, o un dolce, o una bevanda, ma anche un divertimento, un giro in giostra, un programma televisivo, una corsa in bicicletta con gli amici, cos\u00ec, senza altra ragione che far piacere a Dio. <em>E perch\u00e9 Dio dovrebbe gradire una simile offerta, poi?<\/em>, penseranno i pedagogisti odierni e i preti progressisti della neochiesa. <em>Per carit\u00e0, Dio ci vuole felici! Come potrebbe godere di un bambino che si priva di una piccola gioia, di un innocente desiderio, per offrirlo a Lui, come se avesse bisogno di tali cose?<\/em> Ebbene, questo \u00e8 un tipico modo di ragionare secondo il mondo: si d\u00e0 per scontato che Dio pensi come gli uomini; e siccome gli adulti dei nostri tempi, e specialmente i genitori, sono, generalmente parlando, iperprotettivi con i loro figli, non vogliono che manchi loro nulla del necessario e neanche del superfluo, e non osano negare loro la soddisfazione dei capricci pi\u00f9 gratuiti, delle richieste pi\u00f9 insulse, pur di appagare il loro nascente consumismo e la smania di avere tutto ci\u00f2 che hanno i loro compagni e amichetti di scuola, e, se possibile, anche qualcosa di pi\u00f9, in modo che &#8212; poverini!, non debbano mai subire il trauma atroce di sentirsi inferiori, allora per essi il fioretto \u00e8 una cosa semplicemente inconcepibile. Quale pap\u00e0 o quale mamma sarebbero cos\u00ec crudeli, cos\u00ec mostruosamente insensibili, da non accondiscendere alle richieste del loro figlioletto, a non commuoversi davanti alle sue preghiere, alle sue invocazioni, da non arrendersi alle sue pretese, sempre pi\u00f9 insistenti e ostinate? I bambini, cari tesorucci, non devono mancare di nulla; i genitori non devono rifiutarsi di andare incontro ai loro innocenti desideri, non hanno il diritto di spegnere il loro fiducioso sorriso, di far scendere un velo di tristezza sui loro occhi imploranti. Figuriamoci, dunque, se Dio lo potrebbe: Dio, che \u00e8 tanto pi\u00f9 buono, tanto pi\u00f9 dolce, tanto pi\u00f9 misericordioso di noi uomini. E poi, chi ha detto che Dio \u00e8 &quot;maschio&quot;? Non sia mai: la teologia femminista, cui fanno buona sponda i settori pi\u00f9 aperti, pi\u00f9 sensibili, pi\u00f9 attenti ai segni dei tempi nuovi, della cultura cattolica progressista, clero compreso, ci insegnano, di comune accordo, che Dio \u00e8 anche Madre, non solo Padre; che possiede la tenerezza della donna, la delicatezza femminile, e, quindi, che non sarebbe mai cos\u00ec accigliato, cos\u00ec severo, cos\u00ec tirannico, da pretendere che i cari, piccoli pargoli si privino di qualcosa per amor suo; no, assolutamente, egli non vorrebbe che si privassero di nulla: hanno bene il diritto d&#8217;essere felici e spensierati, tesorucci.<\/p>../../../../n_3Cp>Ed ecco il grande equivoco: pensare che privarsi di qualcosa, volontariamente e per amore di qualcuno, corrisponda a una sofferenza, a una infelicit\u00e0; idea sottesa alla visione del mondo consumista e materialista, secondo la quale bisogna avere tante cose, tantissime cose, per essere felici; che bisogna averne sempre di pi\u00f9, sempre pi\u00f9 belle e costose, sempre pi\u00f9 invidiate dagli altri: senza di che, si piomba nella squallida indigenza e, quindi, nella pi\u00f9 nera infelicit\u00e0, oltre che in una condizione spregevole, che ci rende evitati da tutti. Logico: se la felicit\u00e0 consiste nel possedere molte e belle cose, la povert\u00e0 \u00e8 non solo causa d&#8217;infelicit\u00e0, ma anche di emarginazione sociale: colui che non ha tutte quelle belle cose (indipendentemente dal fatto di essere realmente povero, o meno), diventa un essere strano, sgradevole, antipatico, dal quale \u00e8 meglio stare alla larga, perch\u00e9 la sua sola presenza mette a disagio, inquieta e fa scendere un&#8217;ombra di tristezza sulla fronte del piccolo consumista, cos\u00ec beato e contento. Non ci si ferma ad analizzare questo sentimento; nessuno si domanda perch\u00e9 mai colui che non ha le cose che hanno gli altri, riesce cos\u00ec molesto alla vista, che si cerca di evitarlo in tutti i modi. Forse, se lo si facesse, potrebbe sorgere il sospetto che sia proprio perch\u00e9 costui &#8212; individuo raro e quasi introvabile, peraltro &#8212; \u00e8 la prova provata che esiste un&#8217;altra maniera di esser felici e contenti, o, quanto meno, sereni: una maniera che non costa nulla, o pochissimo; una maniera che spezza la catena della dipendenza dalla brama di avere, di avere sempre di pi\u00f9 e di competere incessantemente con tutto il resto del mondo. Ci\u00f2 non sia mai! E dunque, alla larga dal guastafeste, dal menagramo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, avendo attribuito a Dio lo stesso tipo di atteggiamento che moltissimi genitori, oggi, hanno nei confronti dei loro figli, viziati e incontentabili, gli adulti si sono scordati cosa sia il fioretto, anche se, nella loro infanzia, qualcuno lo aveva insegnato loro; o, se pure se lo ricordano, si liberano di tale ricordo con una scrollata di spalle, pensando: <em>Per\u00f2, ce n&#8217;erano di cose strane, una volta! Pensa un po&#8217; che razza di sadismo, di sottile e inutile crudelt\u00e0: insegnare a un bambino a privarsi da se stesso delle piccole gioie che la vita gli offre&#8230; Meno male che oggi si \u00e8 imposta una mentalit\u00e0 completamente diversa; quanto sono fortunati i miei figli, i miei nipoti, ad essere cresciuti nella nuova atmosfera, a non aver respirato quell&#8217;aria cos\u00ec satura di tristezza e di ambiguo, sconcertante ascetismo<\/em>. Eh, s\u00ec, fortunati i bambini d&#8217;oggi: i loro genitori, le loro maestre e perfino i loro sacerdoti, cresciuti a Freud e McDonald&#8217;s, non soltanto non credono pi\u00f9 alle fisime dell&#8217;ascetismo e alle stravaganze della spiritualit\u00e0, ma ne sono fieramente nemici, e vigilano affinch\u00e9 la serpe di una religione che suggerisce come la vita terrena, dopotutto, sia solo un breve pellegrinaggio, e che ogni cosa, in essa, andrebbe indirizzata al raggiungimento della vita eterna nella luce di Dio, non riesca a intrufolarsi nelle loro case bene arredate, nei loro giardini falciati all&#8217;inglese, nelle loro automobili fiammanti, nelle loro gioiose escursioni ai centri commerciali e nelle loro ancor pi\u00f9 festose vacanza al mare, sulle spiagge affollate, ove sfila la fiera delle vanit\u00e0 dei corpi nudi, lucidi e abbronzati. Cos\u00ec come la brava massaia, all&#8217;avvicinarsi della brutta stagione, controlla gli infissi di porte e finestre per accertarsi che nessuno spiffero d&#8217;aria fredda riesca a insinuarsi, portando il gelo dell&#8217;inverno nelle stanze ben riscaldate, cos\u00ec gli attenti genitori consumisti, moderni e permissivi, che hanno quale unico desiderio mettere i loro figlioletti sotto una campana di vetro (anche se avvelenata, come lo sono i telefonini multiuso e i giochi elettronici al computer) e tenerli al riparo da ogni afflizione, malinconia e sacrificio, vigilano con la massima attenzione per assicurarsi che il pungiglione dell&#8217;ascetismo o il fiato malefico della spiritualit\u00e0 non oltrepassino le porte blindate delle loro belle case e non trovino la maniera d&#8217;insinuarsi attraverso qualche fessura rimasta aperta, portando il gelo della seriet\u00e0, della sobriet\u00e0 e dell&#8217;austerit\u00e0 nelle loro dimore simpaticamente addobbate e spensierate.<\/p>\n<p>Via non solo la pratica del fioretto, dunque, e perfino il suo concetto; via anche il suo semplice ricordo. E come si fa? Lo si cancella dal vocabolario, lo si spedisce nell&#8217;armadio delle cose morte, fra la polvere e le ragnatele, per sempre. Difatti, un bambino dei nostri giorni, al novantanove per cento delle probabilit\u00e0, non lo ha mai neppure sentito nominare. <em>Fioretto<\/em> significa <em>piccolo fiore<\/em>: ma che roba sar\u00e0 mai? Ed ecco che il nostro bambino viziato, moderno e iperprotetto, fra una lezione di lingua inglese e un allenamento di pallavolo, trova, chi sa come, il tempo e la voglia &#8212; stranezze di bambini! &#8212; di andare alla ricerca del significato di quella parola, che la nonna, un giorno, ha lasciato cadere, cos\u00ec, nel bel mezzo di un discorso, ricordando i tempi della sua infanzia lontana. E siccome i bambini di oggi, per cercare il significato di una parola, non vanno a vedere sul vocabolario &#8212; ammesso che ci sia, in casa loro &#8212; ma fanno tutto per mezzo del computer, il bambino fa una veloce navigazione in rete e scopre, su Google, che la parola &quot;fioretto&quot; gode di una pagina di disambiguazione, perch\u00e9 essa ha ben cinque possibili significati diversi:<\/p>\n<p><em>1) fioretto, una delle tre armi della scherma;<\/em><\/p>\n<p><em>2) fioretto, farina di mais a grana fine, utilizzata principalmente per impasti da dolci;;<\/em><\/p>\n<p><em>3) Torta di fioretto, dolce tipico della Valchiavenna;<\/em><\/p>\n<p><em>4) fioretto, in melodia, sinonimo di abbellimento;<\/em><\/p>\n<p><em>5) Roberto Fioretto, allenatore di pallacanestro italiano.<\/em><\/p>\n<p>Tutto qui? Tutto qui. Non c&#8217;\u00e8 altro. Eppure, la nonna non intendeva nessuna di queste cose, quando parlava dei fioretti ch&#8217;ella faceva da bambina (e lei non \u00e8 nemmeno della Valchiavenna). Vuoi vedere che al nostro bambino verr\u00e0 la curiosit\u00e0 di venire a capo della cosa? Torner\u00e0 dalla nonna e si far\u00e0 raccontare di nuovo, cercher\u00e0 di capire meglio; e cos\u00ec imparer\u00e0 che non tutto si trova su internet, che non tutto \u00e8 scritto nel computer, che la vita \u00e8 molto pi\u00f9 ricca di come la rappresentano i mezzi di comunicazione di massa; e che ci sono molte cose che non hanno pi\u00f9 un nome, perch\u00e9 la nostra societ\u00e0 ha subito un brusco mutamento, sotto la pressione della civilt\u00e0 moderna. In fondo, sono passati solo pochi decenni, e una parola \u00e8 andata smarrita, rimossa, insieme al relativo concetto e alla pratica che descriveva. Non si parla pi\u00f9 fioretti perch\u00e9 non si sa pi\u00f9 cosa sia un fioretto, e perch\u00e9 nessuno fa pi\u00f9 dei fioretti. Questa \u00e8 una cosa che deve far riflettere: noi siamo una sola cosa con le parole che adoperiamo; se vengono a mancare le parole, se ne va anche una parte del nostro modo di pensare, di sentire e di viver, se ne va una pare di noi.<\/p>\n<p>A ben considerare, si tratta d&#8217;una scoperta addirittura sconvolgente. Ci\u00f2 vuol dire che, se dovesse cadere in disuso, per esempio, la pratica della preghiera, sparir\u00e0 la parola che la designa, e sparir\u00e0 anche il suo concetto: diventer\u00e0 una delle cose vecchie che si mettono nell&#8217;armadio, in soffitta. Le persone smetteranno di pregare e smetteranno di nominare la preghiera; e le nuove generazioni, non avendola mai sentita nominare, non sapendo pi\u00f9 di che cosa si tratti, non pregheranno pi\u00f9, non gi\u00e0 come un&#8217;omissione volontaria di un atto noto, ma come ignoranza totale di un atto del quale non sanno l&#8217;esistenza. Abbiamo fatto il caso della preghiera; si possono fare molti altri esempi. Per capire quali sono le prossime parole che spariranno dal vocabolario, e i relativi concetti che si spegneranno nella mente delle prossime generazioni, basta guardare quali sono gli atti che si vanno estinguendo, perch\u00e9 appartengono alla tradizione e sono praticati solo dai vecchi: mano a mano che quei vecchi moriranno, anche i loro atti cesseranno, e le parole che li indicavano non faranno pi\u00f9 parte del vocabolario dei bambini. I loro nipoti, per un po&#8217;, li ricorderanno ancora, ma quasi come delle vaghe curiosit\u00e0 archeologiche; poi, al successivo cambio generazionale spariranno del tutto perch\u00e9 non ci sar\u00e0 pi\u00f9 nessuno a ricordarle. Tale avvicendamento di pratiche, di parole e di concetti c&#8217;\u00e8 sempre stato e ci sar\u00e0 sempre. Quello che \u00e8 nuovo, \u00e8 il ritmo che esso ha preso, mano a mano che la modernit\u00e0 ha imposto, con forza crescente, i suoi stili e i suoi miti: un ritmo talmente veloce, frenetico, che molte persone non riescono pi\u00f9 a stargli dietro, perdono completamente il passo, si sentono tagliate fuori, superate, inutili: cadono in depressione, vanno nel panico, si agitano, si disperano, soffrono e diventano aggressive. \u00c8 lo <em>shock<\/em> del futuro, di cui abbiamo altre volte parlato (la definizione \u00e8 del sociologo americano Alvin Toffler): una cosa tipicamente moderna, che rende altamente drammatico ci\u00f2 che un tempo era normale e relativamente tranquillo: l&#8217;avvicendamento delle generazioni. Il guaio \u00e8 che, con il ritmo ormai incontrollabile del cambiamento sociale e culturale, tutta la tradizione si consuma come merce andata a male; e una societ\u00e0 non pu\u00f2 vivere tagliando i legami con la tradizione: si condanna da s\u00e9 a una fine prossima e ingloriosa.<\/p>\n<p>Che fare, dunque? Ritornare alla tradizione, non con l&#8217;assurda pretesa di fermare il tempo, ma con la ferma volont\u00e0 di governare il cambiamento secondo dei ritmi che siano a misura d&#8217;uomo e che salvino, della tradizione, ci\u00f2 che \u00e8 essenziale, perch\u00e9 non appartiene al tempo, ma all&#8217;eterno&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Interrogandoci sulle ragioni di una cos\u00ec profonda decadenza non solo dello spirito religioso, ma anche del puro e semplice vivere civile, sulla fragilit\u00e0 psicologica di tanti<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,157,243],"class_list":["post-25763","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-santa-vergine"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25763","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25763"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25763\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25763"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25763"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25763"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}