{"id":25751,"date":"2021-04-06T01:08:00","date_gmt":"2021-04-06T01:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/04\/06\/il-disordine-politico-nasce-dal-rifiuto-dellessere\/"},"modified":"2021-04-06T01:08:00","modified_gmt":"2021-04-06T01:08:00","slug":"il-disordine-politico-nasce-dal-rifiuto-dellessere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/04\/06\/il-disordine-politico-nasce-dal-rifiuto-dellessere\/","title":{"rendered":"Il disordine politico nasce dal rifiuto dell&#8217;Essere"},"content":{"rendered":"<p>Non c&#8217;\u00e8 pace sulla terra e non potr\u00e0 mai essercene, perch\u00e9 il mondo \u00e8 il teatro di una lotta incessante tra le forze del bene quelle del male, tra i figli della luce e i figli delle tenebre: lotta che continuer\u00e0, con alterne vicende, sino alla fine dei tempi, quando Dio stesso verr\u00e0 a giudicare gli uomini e ad instaurare il suo Regno, che &#8212; sono parole di Ges\u00f9 Cristo &#8212; non appartiene a questo mondo. N\u00e9 bisogna pensare che questa lotta abbia luogo solo all&#8217;esterno, come una qualsiasi lotta politica o militare, perch\u00e9 il cuore di essa si svolge all&#8217;interno di ciascun&#8217;anima, <em>in interiore homine<\/em>, e la posta in gioco \u00e8 il destino eterno di quest&#8217;ultima. Se ciascuno di noi sapesse combattere e vincere la buona battaglia, il mondo tornerebbe ad essere simile, almeno fino a un certo puto, a quello che fu prima del peccato di Adamo ed Eva: allora, e solo allora, la giustizia e la verit\u00e0 trionferebbero sulla terra. Ma poich\u00e9 gli uomini non sanno o non possono combattere e vincere la battaglia pi\u00f9 importante, quella che si svolge in loro stessi, preferiscono fingere di credere che il destino del mondo dipenda dal sistema politico, economico e sociale che governa gli uomini: ed eccoli affannarsi, con le mani lorde di sangue, a predicare odio e vendetta, per far cadere i governi esistenti e per sostituirli con altri che, essi dicono, porteranno la pace e la felicit\u00e0, realizzando la vera fratellanza umana. Ci\u00f2 \u00e8 completamente falso, e la storia lo ha mostrato cento volte; per\u00f2 una tale credenza presenta due vantaggi: primo, sposta all&#8217;esterno la figura del nemico e risparmia alla coscienza individuale la fatica di lavorare su di s\u00e9 per migliorarsi; secondo, permette di scaricare gli eventuali insuccessi e i risultati deludenti sul fatto che la grande idea rivoluzionaria \u00e8 stata realizzata male, pur restando di per s\u00e9 valida, validissima, e dunque di rinnovare i tentativi, sempre nella stessa direzione, e sempre con gli stessi risultati fallimentari, senza mai imparare nulla e senza mai che si accenda un lampo di consapevolezza nella mente e nell&#8217;anima delle singole persone.<\/p>\n<p>Citiamo un aforisma dello scrittore cattolico Reinhold Schneider (1903-1958) che, insieme a Romano Guardini, \u00e8 stato negli anni &#8217;50 e&#8217;60 del secolo scorso, la riconosciuta guida spirituale della giovent\u00f9 tedesca, nel libro <em>Parole dal profondo<\/em> (titolo originale: <em>Worte aus der Tiefe<\/em>, Herder, 1976; traduzione di Elena Vandelli, Reggio Emilia, Citt\u00e0 Armoniosa, 1978, p. 57):<\/p>\n<p><em>Da quando il Signore ha messo piede sulla terra, il regno di Dio lotta con le forze del mondo e del nemico; questo tema della storia fu costante da quel momento in poi. Nessuna stirpe umana le dar\u00e0 un altro contenuto fino al giorno del giudizio universale e nessuna potr\u00e0 invidiare la pace a una qualsiasi generazione precedente, perch\u00e9 la pace \u00e8 sempre la pace di Cristo che non \u00e8 del mondo; non esiste pace sulla terra: qui il regno di Dio combatte per la sua venuta.<\/em><\/p>\n<p>E tuttavia, vogliamo parlare della dimensione politica? Parliamone pure, dopo aver messo bene in chiaro che la politica, di per s\u00e9, non \u00e8 la soluzione dei problemi umani; e che, essendo una questione morale, tutto in essa dipenda dalla consapevolezza etica di quanti la praticano. \u00c8 una questione morale, perch\u00e9 la politica \u00e8 la scienza del bene comune; e quindi, come tutte le questioni morali, \u00e8 sia una questione filosofica, sia una questione pratica. La questione filosofica riguarda la retta individuazione del bene; la questione pratica riguarda la capacit\u00e0 di applicare concretamente la retta idea. \u00c8 anche una questione religiosa? Certo, perch\u00e9 tutte le questioni umane hanno un risvolto religioso e, prima ancora, un fondamento religioso: l&#8217;uomo essendo fatto a immagine di Dio, \u00e8 necessario che egli si sforzi di realizzare una societ\u00e0 &#8212; a partire dalla prima di tutte e la pi\u00f9 importante, la famiglia &#8212; che sia un riflesso, in qualche modo, della societ\u00e0 perfetta: la Santissima Trinit\u00e0 (le cui persone si integrano meravigliosamente e non stanno certo a litigare tutto il giorno, come stoltamente ed empiamente ha osato affermare Bergoglio). Ora, la premessa necessaria per attuare il bene comune \u00e8 che vi siano un ordine, una gerarchia e una giusta compenetrazione di libert\u00e0 e responsabilit\u00e0: se manca uno solo di questi tre elementi fondamentali, \u00e8 impossibile sia pensare un sistema politico giusto ed efficiente, sia, a maggior ragione, tentare di attuarlo. E qui entriamo in un terreno minato, perch\u00e9 la modernit\u00e0 ha divinizzato un principio, quello che ogni potere legittimo viene dal popolo, che \u00e8 inconciliabile con l&#8217;idea centrale della politica intesa in senso cristiano, che ogni potere legittimo viene da Dio: <em>omnis potestas a Deo<\/em>. In particolare, la modernit\u00e0 ha glorificato la democrazia e l&#8217;ha promossa al rango di sola idea politica accettabile e di solo sistema di governo ammissibile, scordandosi ci\u00f2 che gi\u00e0 i grandi filosofi greci dicevano circa il pericolo di una degenerazione della democrazia in demagogia, cos\u00ec come la monarchia pu\u00f2 degenerare in tirannide e l&#8217;aristocrazia in oligarchia. Invece, per i contemporanei, la democrazia non \u00e8 una possibile forma di governo, \u00e8 la sola possibile e la sola legittima; ma quanto pi\u00f9 la sovranit\u00e0 popolare, che in essa troverebbe piena espressione, viene esaltata a parole, tanto pi\u00f9 si finge di non vedere che nessun sistema politico come quello democratico si presta all&#8217;ipocrisia di sostituirlo con un potere occulto e spietato, lasciandone per\u00f2 sussistere, fino a un certo punto, le forme esteriori, oppure &#8212; come sta accadendo ai nostri d\u00ec &#8211; mettendolo fra parentesi col pretesto d&#8217;una emergenza inaspettata, ad esempio di tipo sanitario, che &quot;costringe&quot; i governi a sospendere, temporaneamente si capisce, tutte le garanzie di libert\u00e0 riconosciute a livello giuridico.<\/p>\n<p>Se il potere legittimo viene da Dio, o \u00e8 permesso da Dio, risulta pi\u00f9 facile pensare che risieda in un ristretto numero di persone, o in una sola, la quale sia stata educata a ritenersi null&#8217;altro che lo strumento dell&#8217;ordine divino nel modo degli uomini. Teoricamente ci\u00f2 pu\u00f2 avvenire anche in una democrazia, ma \u00e8 intuitivo che sia molto difficile per la presenza di tante volont\u00e0 discordi. Si rileggano i verbali del processo intentato dal Parlamento inglese al primo monarca giustiziato in nome del popolo sovrano, Carlo I Stuart, nel 1649. Ai giudici che lo interrogano, egli risponde, con molta pacatezza e dignit\u00e0, che vuol prima sapere con quale autorit\u00e0 essi lo facciano; e ribatte che la sua autorit\u00e0 non \u00e8 soggetta a giudizio da parte loro, perch\u00e9 si colloca al di sopra della giustizia umana e non riconosce altra fonte di potere sopra a s\u00e9 che quello divino. Quasi un secolo e mezzo pi\u00f9 tardi lo stesso destino sarebbe toccato a Luigi XVI di Borbone, per la monarchia francese. Da allora, gli uomini moderni si sono abituati a considerare qualsiasi potere che non provenga da un diretto mondato popolare come illegittimo e inaccettabile; ma non si sono domandati se di fatto, al di sopra di loro, non si sia insediato un potere molto pi\u00f9 avido e molto pi\u00f9 crudele di quello dei monarchi assoluti, e cio\u00e8 il potere usuraio della grande finanza, che di fatto ha preso il posto della monarchia assoluta, ma che, a differenza di quella, non ha alcun senso del limite, alcun rispetto delle cose umane e divine, proprio perch\u00e9 non riconosce alcuna autorit\u00e0 che non sia quella del denaro, e quindi non ammette di poter essere giudicato da alcuno. Sono impressionanti la lucidit\u00e0 e la lungimiranza con le quali Pio XI aveva visto e compreso questi funesti meccanismi degenerativi e aveva messo in guardia contro di essi, nell&#8217;enciclica <em>Quadragesimo anno<\/em>, che fu pubblicata il 15 maggio 1931, ma che potrebbe benissimo essere stata scritta ai nostri giorni (\u00a7\u00a7 10-109):<\/p>\n<p><em>105. E in primo luogo ci\u00f2 che ferisce gli occhi \u00e8 che ai nostri tempi non vi \u00e8 solo concentrazione della ricchezza, ma l&#8217;accumularsi altres\u00ec di una potenza enorme, di una dispotica padronanza dell&#8217;economia in mano di pochi, e questi sovente neppure proprietari, ma solo depositari e amministratori del capitale, di cui essi per\u00f2 dispongono a loro grado e piacimento.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>106. Questo potere diviene pi\u00f9 che mai dispotico in quelli che, tenendo in pugno il danaro, la fanno da padroni; onde sono in qualche modo i distributori del sangue stesso, di cui vive l&#8217;organismo economico, e hanno in mano, per cos\u00ec dire, l&#8217;anima dell&#8217;economia, sicch\u00e9 nessuno, contro la loro volont\u00e0, potrebbe nemmeno respirare.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>107. Una tale concentrazione di forze e di potere, che \u00e8 quasi la nota specifica della economia contemporanea, \u00e8 il frutto naturale di quella sfrenata libert\u00e0 di concorrenza che lascia sopravvivere solo i pi\u00f9 forti, cio\u00e8, spesso i pi\u00f9 violenti nella lotta e i meno curanti della coscienza.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>108. A sua volta poi la concentrazione stessa di ricchezze e di potenza genera tre specie di lotta per il predominio: dapprima si combatte per la prevalenza economica; di poi si contrasta accanitamente per il predominio sul potere politico, per valersi delle sue forze e della sua influenza nelle competizioni economiche; infine si lotta tra gli stessi Stati, o perch\u00e9 le nazioni adoperano le loro forze e la potenza politica a promuovere i vantaggi economici dei propri cittadini, o perch\u00e9 applicano il potere e le forze economiche a troncare le questioni politiche sorte fra le nazioni.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>d)\u00a0funeste conseguenze\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>109. Ultime conseguenze dello spirito individualistico nella vita economica sono poi quelle che voi stessi, venerabili Fratelli e diletti Figli, vedete e deplorate; la libera concorrenza cio\u00e8 si \u00e8 da se stessa distrutta; alla libert\u00e0 del mercato \u00e8 sottentrata la egemonia economica; alla bramosia del lucro \u00e8 seguita la sfrenata cupidigia del predominio; e tutta l&#8217;economia \u00e8 cos\u00ec divenuta orribilmente dura, inesorabile, crudele.<\/em><\/p>\n<p>La mostruosa concentrazione di ricchezza da parte delle banche speculative, tale da poter imporre la loro legge al mondo intero, cominciando dai governi degli stati, a ben guardare altro non \u00e8 che il naturale approdo di un&#8217;idea aberrante della politica, vista non come il riflesso in terra dell&#8217;ordine voluto da Dio, e quindi espressione della Sua regalit\u00e0 universale, ma come una costruzione puramente e integralmente umana, nella quale l&#8217;uomo stesso detta le proprie leggi e afferma la propria volont\u00e0. Chi recide i legami cin l&#8217;Essere, elimina anche quanto di umano vi \u00e8 nell&#8217;uomo stesso: perch\u00e9 nello statuto ontologico dell&#8217;uomo vi \u00e8 la nostalgia della trascendenza, e un uomo ridotto alla pura immanenza diventa inevitabilmente il tiranno e il carnefice dei propri simili.<\/p>\n<p>Osserva don Curzio Nitoglia a conclusione del suo libro <em>Sintesi di filosofia della politica. L&#8217;ABC della filosofia politica tradizionale<\/em>, Edizioni Effedieffe, 2018, pp. 95-96):<\/p>\n<p><em>Attenzione! Se rifiutiamo di tornare al reale, alla sana ragione e alla retta Dottrina sociale (E. Welty, &quot;Catechismo sociale&quot;, Paoline, 1967, 3 voll.) continuiamo a correre verso il baratro che si \u00e8 aperto sotto i nostri piedi in maniera chiara ed evidente a tutti specialmente a partire dal 1968 e che ha preso il potere globale nell&#8217;universo col Nuovo Ordine Globale (1991-\/2001, le cui manifestazioni recenti sono la crisi economico\/finanziaria e quella delle guerre in Africa mediterranea, in Medio Oriente e nel Vicino Oriente, che potrebbero lambire anche l&#8217;Estremo Oriente, con conseguenze inimmaginabili e umanamente irreparabili.<\/em><\/p>\n<p><em>La modernit\u00e0, che da Cartesio a Hegel si proponeva di divinizzare l&#8217;Io e renderlo assoluto, \u00e8 poi sfociata nell&#8217;effetto opposto: la post-modernit\u00e0 nichilistica (Nietzsche, Marx e Freud), che si prefiggeva la distruzione della ragione, della morale e dell&#8217;essere stesso. Essa ha avuto il suo &quot;exploit&quot; con la Scuola di Francoforte (Marcuse e Adorno) e lo strutturalismo francese (L\u00e9vi-Strauss, Sartre, Ricoeur) negli anni Sessanta ed oggi (2011\/2018) sta raggiungendo il suo avveramento terminale (Bush\/Obama\/Natanyahu) col pericolo di una guerra nucleare con risultati apocalittici.<\/em><\/p>\n<p><em>Ora quando ci si accorge di aver sbagliato strada occorre ritornare indietro per andare avanti, ma nel verso giusto. Quindi se la modernit\u00e0 \u00e8 fallita ed \u00e8 stata uccisa dalla sua figlia, la post-modernit\u00e0, occorre ritornare ai principi della metafisica dell&#8217;essere e della filosofia politica che ne consegue,<\/em><\/p>\n<p><em>La &quot;politica&quot; odierna che vorrebbe uccidere Dio (marxismo, niccianesimo, psicanalisi) va combattuta non con l&#8217;idealismo soggettivista (che voleva divinizzare l&#8217;uomo e metterlo al posto di Dio) ma con la metafisica e la filosofia politica perenne e tradizionale, classica, scolastica e canonica. Attenzione! &quot;Tertium non datur&quot;. O si ritorna al realismo aristotelico\/tomistico, all&#8217;armonia e alla collaborazione nella subordinazione gerarchica dei Fini tra potere temporale e spirituale; oppure si sprofonda nel mare del nulla nichilista ove tutto affonda e niente di salva.<\/em><\/p>\n<p>S\u00ec: all&#8217;origine di ogni errore teologico c&#8217;\u00e8 un errore filosofico; in questo caso l&#8217;errore della politica moderna \u00e8 stato quello di voler derivare integralmente l&#8217;autorit\u00e0 dal basso, cio\u00e8 dall&#8217;uomo, e non dall&#8217;alto, cio\u00e8 da Dio. <em>Rimanete in me e io in voi; perch\u00e9 se rimanete in me porterete molto frutto, ma da soli non potere fare nulla<\/em>, dice Ges\u00f9 nella similitudine della vite e i tralci (cfr <em>Gv<\/em> 15,1-8). Non dice: <em>potete fare poco<\/em>; ma: <em>non potete fare niente<\/em>. E ci\u00f2 vale per ogni ambito, anche la politica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non c&#8217;\u00e8 pace sulla terra e non potr\u00e0 mai essercene, perch\u00e9 il mondo \u00e8 il teatro di una lotta incessante tra le forze del bene quelle<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[117,202],"class_list":["post-25751","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-dio","tag-modernita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25751","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25751"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25751\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25751"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25751"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25751"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}