{"id":25745,"date":"2022-01-30T11:53:00","date_gmt":"2022-01-30T11:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/01\/30\/il-demonio-puo-farsi-consigliere-ascoltato-da-dio\/"},"modified":"2022-01-30T11:53:00","modified_gmt":"2022-01-30T11:53:00","slug":"il-demonio-puo-farsi-consigliere-ascoltato-da-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/01\/30\/il-demonio-puo-farsi-consigliere-ascoltato-da-dio\/","title":{"rendered":"Il demonio pu\u00f2 farsi consigliere ascoltato da Dio?"},"content":{"rendered":"<p>La Sacra Scrittura, per un credente, \u00e8 Parola di Dio: e ci\u00f2 vale tanto per il <em>Nuovo Testamento<\/em> quanto per l&#8217;<em>Antico<\/em>. Nondimeno c&#8217;imbattiamo, specialmente in quest&#8217;ultimo, in alcune pagine difficili da comprendere, perch\u00e9 sembrano in contrasto con ci\u00f2 che crediamo di avere appreso dalla dottrina cattolica. Una di tali pagine difficili \u00e8 quella contenuta nel <em>Primo libro dei Re<\/em>, ove si narra di come Acab, re d&#8217;Israele, avendo deciso di muovere guerra contro Ramot degli Aramei, chiese prima il responso dei suoi profeti, i quali gli predissero una scura vittoria. Indi, spinto dal suo alleato Giosafat, re di Giuda, chiam\u00f2 anche il profeta Michea, che pur detestava, il quale gli predisse a sua volta un facile successo; ma che poi, davanti alle insistenze del re affinch\u00e9 dicesse tutta la verit\u00e0, gli predisse un disastro. E per meglio chiarire il senso della sua predizione, fece al re questo discorso (<em>1 Re<\/em>, 22, 19-23):<\/p>\n<p><em>19<strong>\u00a0<\/strong>Michea disse: \u00abPer questo, ascolta la parola del Signore. Io ho visto il Signore seduto sul trono; tutto l&#8217;esercito del cielo gli stava intorno, a destra e a sinistra.\u00a020\u00a0Il Signore ha domandato: Chi inganner\u00e0 Acab perch\u00e9 muova contro Ramot di G\u00e0laad e vi perisca? Chi ha risposto in un modo e chi in un altro.\u00a021\u00a0Si \u00e8 fatto avanti uno spirito che &#8211; postosi davanti al Signore &#8211; ha detto: Lo inganner\u00f2 io. Il Signore gli ha domandato: Come?\u00a022\u00a0Ha risposto: Andr\u00f2 e diventer\u00f2 spirito di menzogna sulla bocca di tutti i suoi profeti. Quegli ha detto: Lo ingannerai senz&#8217;altro; ci riuscirai; va&#8217; e fa&#8217; cos\u00ec.\u00a023\u00a0Ecco, dunque, il Signore ha messo uno spirito di menzogna sulla bocca di tutti questi tuoi profeti; ma il Signore a tuo riguardo preannunzia una sciagura\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Al che Sedecia, uno dei profeti che erano nelle grazie di Acab, si avvicin\u00f2 e lo percosse sul viso, accusandolo di aver parlato come un falso profeta; e il re, da parte sua, ordin\u00f2 che Michea fosse arrestato e gettato in prigione fino al suo ritorno. Michea, per\u00f2, lo ammon\u00ec con queste terribili parole (id,28): <em>Se tornerai in pace, il Signore non ha parlato per mio mezzo.<\/em> E infatti, sebbene Acab abbia preso la precauzione di entrare in battaglia travestito, per diminuire le probabilit\u00e0 di essere riconosciuto e preso di mira dai nemici, viene ugualmente ferito a morte da una freccia che lo coglie nello spazio fra le maglie dell&#8217;armatura, e spira la sera stessa, dopo che il suo cocchio \u00e8 uscito dalla mischia nel vano tentativo di portarlo in salvo.<\/p>\n<p>Ora, questo episodio dell&#8217;<em>Antico Testamento<\/em> \u00e8 duro da digerire, perch\u00e9 ci presenta il Signore Iddio seduto in trono e circondato dai suoi consiglieri, evidentemente gli Spiriti angelici, ai quali esprime la sua decisione di fare in modo che Acab muova guerra agli Aramei e vi trovi la morte; e chiede ai presenti chi sappia ingannare il re in modo che questi non si renda conto di andare incontro alla propria rovina. Nel consiglio del Signore vi \u00e8 anche &#8212; sgraditissima sorpresa &#8212; uno spirito che buono non pu\u00f2 essere di certo, ma con ogni evidenza deve essere il demonio in persona, il quale offre a Dio il suggerimento che viene prontamente accettato: quello di parlare lui stesso per bocca dei profeti del re, facendogli credere che sconfigger\u00e0 senz&#8217;altro i nemici e torner\u00e0 vittorioso. Servendosi di questa allegoria, Michea accusa in modo niente affatto velato i profeti che hanno parlato prima di lui di essersi fatti strumenti di menzogna diabolica; e ci\u00f2 spiega la rabbia e la pronta reazione di Sedecia, quello che si era fatto fare due corna di ferro, in apparenza senza rendersi conto che quel simbolo era satanico (oppure lo sapeva e per questo odiava in modo particolare Michea, vero uomo di Dio?). Quanto a noi, restiamo sconcertati e quasi scandalizzati all&#8217;idea di un consiglio divino al quale sia presente il diavolo, e nel quale il parere del diavolo sia ascoltato ed accolto da Dio, a preferenza dei consigli degli Spiriti buoni. Questo \u00e8 insopportabile! Dio ascolterebbe dunque i consigli del diavolo e respingerebbe quelli degli Angeli e degli Arcangeli?<\/p>\n<p>Si direbbe una cosa impossibile, perch\u00e9, se cos\u00ec fosse, a noi pare che la Verit\u00e0 e la Giustizia divine ne uscirebbero letteralmente capovolte. E tuttavia non \u00e8 affatto cos\u00ec; e se i cattolici avessero una maggiore familiarit\u00e0 con la lettura delle Sacre Scritture (pur sena cadere nel becero letteralismo dei protestanti) si accorgerebbero che una situazione molto simile \u00e8 addirittura al centro di uno dei libri pi\u00f9 famosi e pi\u00f9 densi di dottrina teologica di tutto l&#8217;<em>Antico Testamento<\/em>: il <em>Libro di Giobbe<\/em>. Satana in persona si presenta a Dio, mescolandosi aglio Spiriti buoni, e gli chiede il permesso di colpire Giobbe, il pi\u00f9 giusto degli uomini, con ogni sorta di disgrazia, per mettere alla prova la sua fede; e Dio acconsente, imponendogli solo di non farlo morire, ma, per il resto, senza opporsi a che nulla gli venga risparmiato (<em>Giob<\/em> 1,6-12):<\/p>\n<p><em>6\u00a0Un giorno, i figli di Dio andarono a presentarsi davanti al Signore e anche satana and\u00f2 in mezzo a loro.\u00a07\u00a0Il Signore chiese a satana: \u00abDa dove vieni?\u00bb. Satana rispose al Signore: \u00abDa un giro sulla terra, che ho percorsa\u00bb.\u00a0<strong>8<\/strong>\u00a0Il Signore disse a satana: \u00abHai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno \u00e8 come lui sulla terra: uomo integro e retto, teme Dio ed \u00e8 alieno dal male\u00bb.\u00a09<strong>\u00a0<\/strong>Satana rispose al Signore e disse: \u00abForse che Giobbe teme Dio per nulla?\u00a010\u00a0Non hai forse messo una siepe intorno a lui e alla sua casa e a tutto quanto \u00e8 suo? Tu hai benedetto il lavoro delle sue mani e il suo bestiame abbonda di terra.\u00a011\u00a0Ma stendi un poco la mano e tocca quanto ha e vedrai come ti benedir\u00e0 in faccia!\u00bb.\u00a012\u00a0Il Signore disse a satana: \u00abEcco, quanto possiede \u00e8 in tuo potere, ma non stender la mano su di lui\u00bb. Satana si allontan\u00f2 dal Signore.<\/em><\/p>\n<p>Comunque, a commento e chiarificazione della pagina terribilmente difficile, almeno in apparenza, del <em>Primo Libri dei Re<\/em>, invochiamo lumi da chi ce li pu\u00f2 dare: l&#8217;autorevole predicatore e scrittore gesuita Antonio Vieira, nato a Lisbona nel 1608 e morto a Salvador de Bahia nel 1697, per molti anni missionario nel Brasile del XVII secolo, quando i portoghesi sventarono il pericoloso tentativo degli olandesi di estrometterli, come gi\u00e0 erano riusciti a fare nelle Indie orientali (da: Antonio Vieira, <em>Prediche agli uomini di governo<\/em>; titolo originale: <em>Obras completas de padre Antonio Vieira<\/em>: <em>Serm\u00f5es<\/em>, Tomo XV; traduzione dal portoghese di Maria Rambaud, Milano, Rusconi Editore, 1984, pp. 31-34):<\/p>\n<p><em>Udite ora e stupite. Il demonio aveva appena terminato di parlare, che Dio approv\u00f2 in pieno il suo pensiero, e non solo gli affid\u00f2 l&#8217;impresa, ma assicur\u00f2 tutti che sarebbe stata un vero successo: \u00abDecipies et praevalebis: egredere et fac ita\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Io mi sto facendo ancora il segno della croce, dopo aver letto una cosa simile. Chi potrebbe credere una cosa simile, se non l&#8217;affermasse Michea, come testimonio oculare? \u00c8 mai possibile che Dio ammetta il demonio nel suo consiglio sacrati sismo e segretissimo? E non solo che lo ammetta e lo ascolti, ma che possa anche approvare il suo voto, che possa trovare che lui solo ha ragione, tralasciando il parere di tanti angeli e somme creature del cielo?<\/em><\/p>\n<p><em>S\u00ec, \u00e8 possibile, perch\u00e9 la prudenza e l&#8217;obbligo del Signore Supremo non \u00e8 quello non \u00e8 quello di accettare i consigli dei migliori, ma il migliore dei consigli; non \u00e8 seguire i ragionamenti dei grandi, ma i grandi ragionamenti; non \u00e8 sommare i voti, ma pesarli. E dato che in questo caso il demonio aveva dato un voto migliore di quello degli angeli, Dio non approv\u00f2 il parere degli angeli, bens\u00ec quello del demonio. Gli angeli, essendo angeli, votarono in modi diversi, secondo quanto dice il Testo; ma il demonio, il demonio! notate con che finezza vot\u00f2.<\/em><\/p>\n<p><em>La finezza di un voto consiste nell&#8217;osservare due proporzioni: proporzione fra mezzo e fine, e proporzione fra strumento e mezzo. E il demonio osserv\u00f2 perfettamente queste due proporzioni. Proporzion\u00f2 il mezzo al fine, perch\u00e9 il fine del voto era quello di ingannare Acab; e per ingannare Acab non c&#8217;era mezzo migliore che fargli mentire da tutti i consiglieri. Proporzion\u00f2 anche lo strumento con il mezzo, perch\u00e9 per ottenere che tutti i consiglieri mentissero, non c&#8217;era strumento pi\u00f9 sottile e appropriato dello stesso spirito di menzogna, insediato nelle loro lingue.<\/em><\/p>\n<p><em>Essendo dunque il voto del demonio cos\u00ec adatto alla proposta, cos\u00ec adatto a quel fine, tanti proporzionati nei mezzi, perch\u00e9 Dio non avrebbe dovuto approvarlo? E perch\u00e9 non avrebbe dovuto anteporlo al voto di tutte le altre gerarchie?<\/em><\/p>\n<p><em>Aver riguardo di chi vot\u00f2, significa apprezzare gli elettori, ma non significa che i loro voti siano i pi\u00f9 giusti. Nella scelta dei consigli non si deve tener conto dell&#8217;autorit\u00e0 della persona (per questo Dio non condivise l&#8217;opinione dei Troni), n\u00e9 della nobilt\u00e0 della persona (per questo Dio non condivise l&#8217;opinione dei Principati), non si deve tener conto dei titoli (per questo Duo non condivise l&#8217;opinione delle Dominazioni), n\u00e9 del potere (per questo Dio non condivise l&#8217;opinione delle Potest\u00e0), n\u00e9 dell&#8217;amore (per questo Dio non condivise l&#8217;opinione dei Serafini), n\u00e9 della Scienza (per questo Dio non condivise l&#8217;opinione dei Cherubini), n\u00e9 della santit\u00e0 (per questo Dio non condivise l&#8217;opinione delle Virt\u00f9). Insomma non ci si deve lasciare influenzare da nessuna qualit\u00e0, sia pur essa angelica e pi\u00f9 che angelica (per questo Dio non condivise l&#8217;opinione degli Angeli e degli Arcangeli).<\/em><\/p>\n<p><em>Se dunque non si deve guardare il consiglio dal lato della venerazione, qual \u00e8 l&#8217;elemento per giudicarlo? Sono i valori intrinseci al Consiglio stesso, e niente altro. Anche se la persona che ha dato il consiglio \u00e8 la pi\u00f9 spregevole delle creature, qual era il demonio; anche se \u00e8 la pi\u00f9 lontana dalla grazia del principe, come era il demonio, se il consiglio che essa d\u00e0 \u00e8 il migliore, lo si deve preferire.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma devo ancora dire la cosa pi\u00f9 importante. Dio approv\u00f2 il voto del demonio e non quello degli angeli, perch\u00e9 il demonio consigli\u00f2 meglio. E va bene. Ma perch\u00e9 fu proprio il demonio a votare meglio di tutti gli angeli? Forse perch\u00e9 ha pi\u00f9 sapienza di loro? No. Forse perch\u00e9 ha una maggior sottigliezza d&#8217;intendimento? No. Forse perch\u00e9 ama Dio pi\u00f9 degli altri e compie il suo ufficio con pi\u00f9 zelo? No. Forse perch\u00e9 pi\u00f9 degli altri desidera fargli piacere, e fare e prevedere la sua volont\u00e0? No. Ma allora perch\u00e9 in questo Consiglio vota meglio il diavolo di tutti gli angeli messi insieme?<\/em><\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 la proposta e la matteria del Consiglio richiesto da Dio era pane per i suoi detti e non per i denti degli angeli. La proposta e la materia del Consiglio era ingannare Acab e farlo precipitare. &quot;Quis decipiet Acab, ut cadat?&quot; E siccome la professione del demonio \u00e8 proprio quella di ingannare e far precipitare gli uomini, per questa ragione vot\u00f2 meglio e pi\u00f9 oculatamente di tutti. Se la proposta fosse stata di conservare Acab, di giudicarlo, di fargli battere la retta via, perch\u00e9 si difendesse e si liberasse dai pericoli di quella guerra, allora avrebbe infallibilmente prevalso il voto degli angeli, perch\u00e9 questa \u00e8 la loro professione: conservare, guidare, tener sul retto cammino, liberare e difendere gli uomini.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 difficile, leggendo questa pagina, sottrarsi a un senso di disagio non tanto perci\u00f2 ci\u00f2 che dice padre Vieira, ma per lo spirito che ad essa \u00e8 sotteso: spirito di gesuitismo intrigante, che non solo si compiace di sguazzare tutto il giorno nelle faccende della politica pi\u00f9 che in quelle dello spirito, ma che non esita a far sua la logica machiavellica del fine che giustifica i mezzi; senza contare una certa qual sottile strumentalizzazione della stessa Scrittura, poich\u00e9 egli parla s\u00ec di un episodio della <em>Bibbia<\/em>, ma lo fa con lo sguardo costantemente rivolto ai governanti della colonia brasiliana, e quindi tutto ci\u00f2 che dice riguardo al Consiglio tenutosi al cospetto di Dio, e al quale prese parte anche il principe di questo mondo, \u00e8 di fatto rivolto agli uomini di governo del suo ambiente e pi\u00f9 che alla salvezza delle anime mira alla sicurezza e alla potenza dello Stato. E tuttavia, fatta questa premessa, \u00e8 innegabile che la sostanza del ragionamento di padre Vieira \u00e8 ineccepibile e che la sua interpretazione di questa pagina scabrosa dell&#8217;<em>Antico Testamento<\/em> \u00e8, teologicamente parlando, la pi\u00f9 giusta e condivisibile.<\/p>\n<p>Inutile aggiungere che Dio, rigorosamente parlando, non ha bisogno dei consigli di alcuno, neppure degli Angeli, che sono pur sempre delle sue creature. Si tratta, quindi, di concetti figurati e abbelliti dalle forme letterarie proprie dell&#8217;ambiente e del tempo in cui fu scritto il <em>Primo libro dei Re<\/em>. Tuttavia la sostanza \u00e8 quella: si tratta comunque di un testo divinamente ispirato, e che pertanto va letto con la massima seriet\u00e0. Dio pu\u00f2 servirsi anche del male, quando si tratta di perdere qualcuno che si \u00e8 gi\u00e0 perduto perch\u00e9 ha scelto irrevocabilmente il male: Acab, in questo caso, l&#8217;empio re d&#8217;Israele, le cui mani si erano anche macchiate del sangue innocente di Nabot, al quale aveva rubato la vigna. Il concetto, in fondo, \u00e8 semplice, e gi\u00e0 lo conoscevano i Romani: <em>Quos vult Iupiter perdere dementat prius<\/em>, Giove fa impazzire quelli che vuol perdere. Nessuno scandalo, perci\u00f2. E quelli che si scandalizzano, e hanno perfino preteso di cambiare le parole del <em>Padre nostro<\/em> perch\u00e9 turbati, poverini, dall&#8217;espressione: <em>e non indurci in tentazione<\/em>, rivelano da se stessi la perfida intenzione che li muove: cambiare il senso profondo della Rivelazione per adattarlo alle necessit\u00e0, ai voleri e alle pretese di un&#8217;umanit\u00e0 sempre pi\u00f9 presuntuosa e indocile, che non ha timor di Dio e detesta che il male sia chiamato male, e peccato il peccato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Sacra Scrittura, per un credente, \u00e8 Parola di Dio: e ci\u00f2 vale tanto per il Nuovo Testamento quanto per l&#8217;Antico. 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