{"id":25742,"date":"2021-02-04T12:12:00","date_gmt":"2021-02-04T12:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/02\/04\/il-cristiano-si-ricorda-che-la-vita-e-preparatio-mortis\/"},"modified":"2021-02-04T12:12:00","modified_gmt":"2021-02-04T12:12:00","slug":"il-cristiano-si-ricorda-che-la-vita-e-preparatio-mortis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/02\/04\/il-cristiano-si-ricorda-che-la-vita-e-preparatio-mortis\/","title":{"rendered":"Il cristiano si ricorda che la vita \u00e8 preparatio mortis"},"content":{"rendered":"<p>I cristiani, a partire da un certo momento della storia, si sono staccati dalla visione della vita propria del cristianesimo e hanno adottato la visione della cultura moderna: una visione nella quale la morte non \u00e8 pi\u00f9 la naturale conclusione del pellegrinaggio terreno e il dischiudersi della porta sull&#8217;eternit\u00e0, cio\u00e8 sull&#8217;eterna beatitudine o sull&#8217;eterna dannazione, ma un evento incerto e minaccioso, da tenere a bada il pi\u00f9 a lungo possibile e di fronte al quale non ci sono esami di coscienza da fare, quanto medici da chiamare a consulto per scongiurarlo o rimandarlo a ogni costo. Quel momento \u00e8 arrivato a partire dal XVII secolo, il secolo dei &quot;lumi&quot; e dell<em>a Encyclop\u00e9die<\/em>; e ad attestare il cambiamento esiste una documentazione precisa: l&#8217;esame degli atti testamentari. Basta confrontare i testamenti che venivano fatti fino al 1700 e quelli che si sono iniziati a redigere a partire dal 1700 per vedere la differenza di prospettiva. Non solo spariscono, o quasi, i riferimenti all&#8217;eternit\u00e0 e al giudizio divino; non solo si parla solo, o quasi solo, della ripartizione dei beni materiali del defunto, e si tralascia quanto attiene alla sua preparazione spirituale all&#8217;evento del trapasso: ma il testamento in s\u00e9 cambia natura e cambia esecutore, a redigerlo non \u00e8 pi\u00f9 il parroco, ma un funzionario civile, e non si tratta pi\u00f9 di un documento di carattere religioso (al punto che non averlo fatto pu\u00f2 comportare il rifiuto, da parte del sacerdote, della sepoltura in terra consacrata) ma giuridico, e pi\u00f9 precisamente di diritto privato. In altre parole: il morente non pensa pi\u00f9 a fare i conti con Dio e a mettersi a posto, se possibile, dal lato spirituale per affrontare il gran viaggio; ma pensa alle cose materiali, si preoccupa di come ripartire i suoi beni fra gli eredi, e quindi la sua mente, fino all&#8217;ultimo, \u00e8 rivolta alle cose di quaggi\u00f9 e non a quelle di lass\u00f9.<\/p>\n<p>Questo passaggio \u00e8 stato bene illustrato da uno dei maggiori storici francesi del Novecento, Philippe Ari\u00e8s (1914-1984) &#8211; anche se poi egli ne d\u00e0 un&#8217;interpretazione diversa dalla nostra &#8211; nel libro <em>Storia della morte in Occidente<\/em> (titolo originale: <em>Essais sur l&#8217;histoire de la mort en Occident<\/em>, \u00c9ditions du Seuil, 1975; traduzione di Simona Vigezzi, Milano, Rizzoli, 1978, 2016, pp. 151-153):<\/p>\n<p><em>Nella prima met\u00e0 del XVIII secolo, lo stile e il tono dei testamenti sono cambiati, e anche la loro funzione: questo cambiamento \u00e8 in rapporto con il senso della famiglia.<\/em><\/p>\n<p><em>Fino ai primi del XVIII secolo, questa funzione era la stessa che era sempre stata dal Medioevo: religiosa, Lo scopo del testamento era costringere l&#8217;uomo a pensare alla morte mentre era ancora in tempo. Senza dubbio, nel XVII secolo, il testamento non era pi\u00f9 registrato dai parroci, non era pi\u00f9 considerato come un sufficiente &quot;passaporto per il cielo&quot;, e non si estrometteva pi\u00f9 dalla terra consacrata chi era morto intestato, come fosse scomunicato. Ma, se il testamento non era pi\u00f9 un atto quasi sacramentale, restava pur sempre un atto religioso in cui il testatore esprimeva, per mezzo di formule pi\u00f9 spontanee di quanto si creda, la sua fede, la sua fiducia nell&#8217;intercessione della &quot;Corte celeste&quot;, e disponeva di quel che ancora gli era pi\u00f9 caro: il suo corpo e la sua anima. La parte pi\u00f9 lunga del testo \u00e8 sempre &quot;ad pias causas&quot;: la professione di fede, la confessione dei peccati e la riparazione dei torti, l&#8217;elezione della sepoltura e, infine, le numerosissime disposizioni a favore dell&#8217;anima: messe, preghiere, che cominciavamo fin dall&#8217;agonia ed erano celebrate a date fisse, in perpetuo. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Che cosa avviene nel XVIII secolo? La famiglia, in apparenza, non \u00e8 diventata molto pi\u00f9 presente, ma il suo silenzio ha un diverso significato, perch\u00e9 la sua funzione e lo scopo del testamento sono mutati, e la famiglia si sostituita al testamento per l&#8217;adempimento dei voti pii.<\/em><\/p>\n<p><em>Si nota, infatti, che le clausole religiose vengono sbrigate in poche frasi convenzionali, quando non scompaiono del tutto. Il testamento diventa semplicemente quel che rimasto fino ai nostri giorni, un atto di diritto privato, per la ripartizione dei beni del defunto.<\/em><\/p>\n<p>La spiegazione del cambiamento che d\u00e0 l&#8217;Autore, gi\u00e0 anticipata all&#8217;inizio del suo discorso, \u00e8 che l&#8217;indifferentismo religioso diffusosi nel XVIII secolo, sulla scia dell&#8217;illuminismo non c&#8217;entra, anche se &#8212; egli ammette &#8212; \u00e8 la prima e pi\u00f9 naturale spiegazione che si afaccia alla mente di fronte al fatto. Secondo lui, il cambiamento \u00e8 dovuto non alla secolarizzazione e all&#8217;affievolirsi delle pratiche religiose, ma ad un rafforzarsi dei legami familiari, per cui il morente, che non si sente pi\u00f9 solo di fronte alla morte, vede nei suoi cari le persone che lo assisteranno nell&#8217;estremo passaggio e quindi divide con loro la decisiva esperienza che prima era riservata a Dio soltanto. A noi pare che sia una spiegazione non solamente lambiccata, ma anche contraddittoria: se anche fosse vero, infatti, questo mutato atteggiamento non attesta gi\u00e0, di per se stesso, un indebolirsi del sentimento religioso? Se ora la famiglia diviene pi\u00f9 &quot;importante&quot; del pensiero di Dio davanti alla mistero della morte, non \u00e8 questo l&#8217;effetto e non la causa del processo di secolarizzazione? Oltre a ci\u00f2, \u00e8 evidente che se il testamento perde ogni valenza religiosa e spirituale e si riduce a un contratto d&#8217;affari, a un arido documento notarile inteso a evitare litigi fra gli eredi, ci\u00f2 significa che gli uomini non pensano pi\u00f9 il fatto della morte in termini religiosi, e cio\u00e8 come il coronamento della vita terrena in senso cristiano, ma come la fine, e perci\u00f2 come un tragico evento che viene percepito essenzialmente in senso laico, come la perdita del bene pi\u00f9 prezioso: la vita stessa. E cos&#8217;\u00e8 tutto questo preoccuparsi dei beni materiali da lasciare, quando la posta in gioco \u00e8 il destino eterno dell&#8217;anima immortale, se non la spia del fatto che l&#8217;uomo del XVIII secolo comincia a non pensare pi\u00f9 la sua stessa vita e la sua stessa morte come un cristiano le dovrebbe pensare, e come sempre le avevano pensate, e vissute, le generazioni precedenti?<\/p>\n<p>Negli ultimi anni si assiste poi a un fenomeno nuovo e impensabile solo due o tre decenni fa: la frequenza con cui delle persone che si dicono e si ritengono cristiane, e buone cattoliche, decidono per la cremazione del proprio cadavere, o lo decidono i loro parenti, altrettanto cristiani e cattolici sia di nome che come personale convinzione. Evidentemente si tratta di una nuova maniera di concepire la morte, nella quale la certezza della risurrezione finale dei corpi sembra essersi dissolta nelle nebbie del passato; ed \u00e8 altamente significativo che il clero non abbia trovato nulla da eccepire in proposito. Infatti, se \u00e8 vero che la sepoltura dei morti non \u00e8 mai stata un dogma di fede &#8211; e infatti in circostanze eccezionali, come gravissime epidemie, i corpi potevano anche essere bruciati &#8211; di norma la cremazione era vista come una forma di esequie non cristiana, quale appunto era praticata dai pagani nel mondo antico, prima dell&#8217;avvento e dell&#8217;affermazione del cristianesimo. Certo, Dio \u00e8 onnipotente e quindi pu\u00f2 far risorgere i corpi anche dopo la loro corruzione: ma che dire di un corpo che \u00e8 stato integralmente dissolto dalle fiamme? Per chi non lo sapesse, la cremazione di un cadavere richiede temperatura altissime; e chi ha avuto la possibilit\u00e0 di assistervi sa quanto sia impressionante il contorcersi di quelle povere membra sotto la pressione di una tale temperatura: \u00e8 come se una forza interna si ribellasse a una violenza cos\u00ec terribile. Non vogliamo da ci\u00f2 derivare la conclusione che Dio non possa far risorgere quel corpo anche da un pugnetto di cenere, perch\u00e9 dopo un simile procedimento non rimane pi\u00f9 un corpo vero e proprio: e tuttavia, non vi \u00e8 contraddizione &#8212; non diciamo teologica, ma psicologica &#8211; fra la credenza nella risurrezione dei corpi e la pratica della loro totale distruzione?<\/p>\n<p>\u00c8 curioso: la cultura cristiana \u00e8 stata sempre accusata dagli illuministi di essere nemica del corpo e di tutto ci\u00f2 che la dimensione corporea implica: eppure gli ultimi a credere che il corpo sia importante, cos\u00ec importante che Ges\u00f9, il Figlio di Dio, ha assunto un corpo e ha sofferto ed \u00e8 morto in un corpo, e cos\u00ec importante che il corpo di ciascun essere umano risorger\u00e0 dalla morte, trasfigurato e luminoso, nel giorno del Giudizio, sono proprio i cristiani rimasti strettamente uniti alla visione della vita che \u00e8 specifica del cristianesimo. Gli altri, vale a dire sia i non cristiani, sia i cristiani moderni, adulti e vaccinati, non vedono l&#8217;ora di sbarazzarsi del corpo, considerato come un peso ulteriore per la Madre Terra, che deve esserne sollevata per amore dell&#8217;ambiente, del futuro e delle altre specie viventi. \u00c8 la visione maltusiana della vita: edonismo fin che si \u00e8 in salute; rapida eliminazione quando si \u00e8 morti. Aborto ed eutanasia sono i logici corollari di tale visione: l&#8217;aborto per eliminare gli indesiderati, l&#8217;eutanasia per eliminare gli inutili. Pu\u00f2 sembrare eccessivo un tale accostamento al tema del corpo dopo la morte, ma a ben guardare non lo \u00e8: si tratta della stessa visione della vita e della morte. Una visione in sostanza materialista, che non lascia spazio all&#8217;idea dell&#8217;uomo come creatura spirituale incarnata in un corpo. In questa visione, <em>l&#8217;uomo \u00e8 un corpo<\/em> dotato di una serie di facolt\u00e0: ma se quelle facolt\u00e0 vengono meno, come nel caso della demenza senile e di altre epatologie gravi legate specialmente alla vecchiaia, ecco che il corpo torna ad essere quello che \u00e8 sostanzialmente, e che \u00e8 sempre stato fin dal principio: nient&#8217;altro che il supporto materiale per l&#8217;esplicazione di quelle funzioni. E se il supporto viene meno alla sua ragion d&#8217;essere, e quindi le funzioni si spengono, a che scopo tenerlo in vita? Meglio lasciare che si &quot;spenga&quot; esso pure, magari per disidratazione, negandogli le sostanze alimentari, come nel caso che allora fece tanto parlare di s\u00e9, e che oggi pare gi\u00e0 archiviato, della povera Eluana Englaro. Stesso ragionamento per quanto riguarda l&#8217;aborto: se la nuova vita non era prevista, non era voluta, non era amata, a che scopo far nascere un nuovo corpo, capace di sviluppare quelle tali funzioni? Il corpo \u00e8 un funzione delle funzioni (ci si perdoni il bisticcio di parole); ma se la vita in arrivo non \u00e8 gradita, a che servirebbero quelle funzioni, se non a pretendere attenzioni per il corpo che le sostiene, attenzioni che per\u00f2 la madre (o il padre) non sono disposti ad accordargli? Ed ecco che lo stesso clero che comincia ad essere comprensivo e indulgente verso l&#8217;aborto (Bergoglio ha stabilito che d&#8217;ora in poi chi lo ha commesso non deve pi\u00f9 ricevere l&#8217;assoluzione dal vescovo ma da un prete qualsiasi, come per i peccati lievi) e verso l&#8217;eutanasia, magari truccando le carte e facendo finta che essa non sia tale (si veda la tristissima vicenda del piccolo Alfie Evans, nella quale il vescovo ringrazi\u00f2 il personale ospedaliero per aver fatto <em>tutto il possibile<\/em>!), \u00e8 divenuto altrettanto comprensivo e indulgente verso la cremazione dei cadaveri, e anche verso le esequie in chiesa ai non cristiani. \u00c8 un clero che accetta di celebrare le esequie senza la santa Messa, senza la benedizione del defunto, senza una preghiera, &quot;per rispetto verso le opinioni del defunto e dei suoi familiari&quot;: e dunque niente canti liturgici, ma canzoni beat, o pop, o rock, o rap, e altre simili facezie e pagliacciate, il tutto di fronte all&#8217;altare col Santissimo Corpo del Signore Ges\u00f9 Cristo. Fino a un tal punto di abiezione \u00e8 sceso il clero dei nostri giorni, una volta imboccata &#8212; col Vaticano II, non lo si ripeter\u00e0 mai abbastanza &#8212; la strada di un malinteso &quot;dialogo&quot; col mondo, che \u00e8 invece la strada della resa e della piena sottomissione al mondo.<\/p>\n<p>Arrivati a questo punto si capisce quanto fosse importante il testamento di una volta, quando non era un atto notarile, ma un fare i conti con Dio: una professione di fede (<em>credo la resurrezione della carne e la vita eterna<\/em>), una confessione dei peccati, un tentativo di riparare ad essi, una richiesta di perdono a Dio e una richiesta di preghiera ai propri cari (col numero delle sante Messe di suffragio scrupolosamente indicato, come annota Philppe Ari\u00e8s, che per\u00f2 ne trae le conclusioni sbagliate, cio\u00e8 che il morente non si fidava della moglie o dei figli). Per mezzo del testamento il cristiano si preparava alla morte, si abituava all&#8217;idea della <em>propria<\/em> morte, e faceva il punto sulla propria vita terrena in vista dell&#8217;eternit\u00e0. Ci\u00f2 rientrava nella frequente abitudine all&#8217;esame di coscienza, che ancora i nostri nonni conservavano e cercavano di trasmettere alle nuove generazioni: ogni sera, prima di dormire, il buon cristiano faceva mentalmente l&#8217;esame di coscienza e chiedeva perdono a Dio dei propri peccati, e il suo aiuto per non commetterli pi\u00f9. L&#8217;idea di un esame di coscienza finale giungeva perci\u00f2 naturale: non era qualcosa di sconvolgente e quasi d&#8217;impensabile, ma il logico approdo di quel pellegrinaggio che \u00e8 la vita terrena. Ma ora l&#8217;idea del pellegrinaggio \u00e8 stata sostituita dall&#8217;idea del picnic: la vita \u00e8 divenuta pi\u00f9 o meno una bella scampagnata, con l&#8217;aiuto della tecnologia e del benessere materiale; e se per caso comincia a diventare meno bella, se diviene addirittura brutta, allora \u00e8 meglio interromperla, prima che si faccia ancor pi\u00f9 dolorosa (e odiosa). L&#8217;uomo si fa Dio e vuol decidere quando morire, cos\u00ec come si \u00e8 arrogato il diritto di decidere chi pu\u00f2 nascere e chi no. \u00c8 evidente che siamo ormai completamente al di l\u00e0 e al di fuori della prospettiva cristiana; e se c&#8217;\u00e8 un clero disposto ad avallare un tale atteggiamento, magari non a parole, ma di certo nella pratica, allora \u00e8 chiaro che un simile clero, pur seguitando a dirsi cattolico, cattolico non lo \u00e8 pi\u00f9, anzi \u00e8 divenuto un contro-clero satanico, che non svolge la sua funzione di guidare, illuminare e condurre le anime verso la salvezza, ma che le spinge verso la perdizione. Dio lo perdoni. Ma Egli pu\u00f2 suscitare dei veri sacerdoti e dei veri credenti anche dai sassi di un deserto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I cristiani, a partire da un certo momento della storia, si sono staccati dalla visione della vita propria del cristianesimo e hanno adottato la visione della<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[92],"class_list":["post-25742","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25742","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25742"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25742\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25742"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25742"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25742"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}