{"id":25739,"date":"2017-09-22T02:28:00","date_gmt":"2017-09-22T02:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/22\/il-cristiano-non-si-attende-gli-applausi-ma-la-croce\/"},"modified":"2017-09-22T02:28:00","modified_gmt":"2017-09-22T02:28:00","slug":"il-cristiano-non-si-attende-gli-applausi-ma-la-croce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/22\/il-cristiano-non-si-attende-gli-applausi-ma-la-croce\/","title":{"rendered":"Il cristiano non si attende gli applausi, ma la croce"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un po&#8217; troppa aria di festa intorno alla figura e al pontificato di papa Bergoglio, da parte dei suoi numerosi ammiratori e specialmente da parte dei non cattolici, o degli anticattolici, che in lui vedono, chiss\u00e0 perch\u00e9, l&#8217;uomo giusto arrivato al momento giusto per le loro aspettative e per i loro progetti. C&#8217;\u00e8 un po&#8217; troppo trionfalismo e un po&#8217; troppa aria di complicit\u00e0; e la complicit\u00e0 \u00e8 sempre un&#8217;intesa che si stabilisce, magari tacitamente, fra qualcuno e che \u00e8 diretta contro qualcun altro. Contro chi \u00e8 diretta la magnifica intesa e la manifesta complicit\u00e0 che regnano fra Bergoglio, con la sua neochiesa progressista e modernista, e i massoni e i radicali, gli Scalfari e le Bonino? Non sar\u00e0 diretta, per caso, non diciamo contro i veri cattolici, cio\u00e8 quelli che essi chiamano, con disprezzo e fastidio, &quot;tradizionalisti&quot;, quasi fossero di una razza sub-umana scampata per avventura all&#8217;ultima glaciazione, ma, quel che conta davvero, contro il Vangelo di Ges\u00f9 Cristo, il solo, l&#8217;unico autentico Vangelo, dato che non esiste un vangelo, come pure paiono credere costoro, di don Lorenzo Milani, o un altro di Enzo Bianchi, o un altro ancora di Walter Kasper, per non parlare del vangelo del cardinale Carlo Maria Martini, o di quello del medesimo Bergoglio. E non esiste un vangelo di padre Sosa Abascal (non potrebbe esistere, visto che padre Sosa sostiene l&#8217;impossibilit\u00e0, per noi, di sapere esattamente quel che disse Ges\u00f9 Cristo, non essendovi allora dei registratori per catturarne la viva voce), n\u00e9 un vangelo di padre Martin, n\u00e9 uno di monsignor Paglia o di monsignor Galantino. Non esiste niente di tutto questo, per fortuna, anche se ciascuno di codesti teologi e porporati, con inaudita arroganza intellettuale, ha preteso di atteggiarsi a &quot;vero&quot; interprete della Parola di Dio, laddove, per duemila anni, la Chiesa non aveva capito a sufficienza il Vangelo, non lo aveva meditato e approfondito a nel modo giusto, e le era sfuggita, guarda caso, la cosa pi\u00f9 importante di tutte: l&#8217;infinta misericordia del Signore. Una misericordia cos\u00ec grande che non solo perdona, ma che quasi, quasi approva, anzi, approva senz&#8217;altro, la pratica dell&#8217;omosessualit\u00e0, i preti sposati, le donne sacerdote, e perfino le separazioni e divorzi: tale \u00e8 il chiarissimo significato del punto n. 303 della famigerata enciclica <em>Amoris laetitia<\/em>, nel quale Bergoglio arriva ad affermare che, in determinate circostanze (di complessit\u00e0, di drammaticit\u00e0, eccetera, eccetera), Dio non solo accetta, ma gradisce e perfino si aspetta dall&#8217;uomo il peccato, mediante la rottura del matrimonio cristiano: come se fosse un contratto qualsiasi e non un Sacramento, e, come tale, indissolubile.<\/p>\n<p>Constatando e dicendo che c&#8217;\u00e8 un po&#8217; troppa aria di festa intorno a papa Francesco e ai suoi seguaci, non intendiamo dire che l&#8217;essere cattolici implichi, di per s\u00e9, atmosfere tetre e facce da funerale, anche se lo stesso Bergoglio sembra pensare questo dei cattolici che non \u00e8 riuscito a conquistare, o a convincere, con le sue iniziative e il suo stile &quot;pastorale&quot;, tanto \u00e8 vero che uno degli epiteti irridenti e denigratori da lui adoperati, nel suo ricchissimo vocabolario di offese, contro costoro, \u00e8 quello di <em>signore e signora piagnisteo<\/em>. No: intendiamo dire un&#8217;altra cosa, molto pi\u00f9 semplice e perfettamente conforme alla lettera e allo spirito del Vangelo, beninteso quello con la maiuscola, il solo Vangelo del nostro Signore Ges\u00f9 Cristo: che il cristiano, proprio in quanto cristiano, cio\u00e8 in quanto seguace di Ges\u00f9, \u00e8 odiato dal mondo, cos\u00ec come il mondo ha odiato, e odiato fino alla morte sulla croce, Ges\u00f9 stesso. Il quale ha detto esplicitamente ai suoi discepoli: <em>Non c&#8217;\u00e8 servo che sia superiore al suo padrone. Se hanno ascoltato me, ascolteranno anche voi; se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi. Vi scacceranno dalle sinagoghe. Anzi, verr\u00e0 il giorno in cui chiunque vi uccider\u00e0, creder\u00e0 di rendere il culto a Dio. E faranno queste cose perch\u00e9 non hanno conosciuto n\u00e9 il Padre, n\u00e9 me<\/em>. Sono parole estremamente chiare; ed \u00e8 strano che tutti questi teologi modernisti e questi preti progressisti, che hanno sempre le Scritture in bocca, come i protestanti (e mai la sacra Tradizione, come dovrebbe essere per i cattolici) non le citino mai, non le considerino affatto. Si direbbe, a vedere con quanta soddisfazione ricevono l&#8217;omaggio e l&#8217;applauso del mondo, che non solo le abbiano scordate, ma la pensino in tutt&#8217;altro modo.<\/p>\n<p>Ci piace riportare qui una pagina di meditazione di don Ignazio Schinella, gi\u00e0 docente preso la Pontificia Facolt\u00e0 Teologica dell&#8217;Italia meridionale, tratta dal suo libro <em>Imparare il Cristo<\/em> (Napoli, Edizioni Dehoniane, 1982, pp. 204-208):<\/p>\n<p><em>L&#8217;IMPEGNO PER LA PREDICAZIONE, PER IL MINISTERO PORTA ALLA PASSIONE, ALLA MORTE. Cos&#8217; la sofferenza del Maestro e quindi del discepolo nasce dal conflitto con la storia, dal vivo inserimento della vicenda della sua predicazione nella vita degli uomini del suo tempo. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>La somiglianza e la conformit\u00e0 del ministero apostolico a quello del Maestro sono molto esigenti, radicali. Ogni ministero ha la &quot;sua&quot;croce ben diversa da quella degli altri, e ognuno deve portare la sua: &quot;Chi non prende la sua croce e mi segue, non pu\u00f2 essere mio discepolo&quot; (Lc., 14, 27).<\/em><\/p>\n<p><em>Il ministero, inserito nel quadro dell&#8217;obbedienza al Padre, porta a condurre una battaglia su molti fronti. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Se il nostro ministero camminer\u00e0 rifacendo il sentiero del Signore non potr\u00e0 non incontrare la croce: la passione, i giudizi, i mormorii della folla.<\/em><\/p>\n<p><em>IL DISCEPOLO DEVE TEMERE QUANDO IL SUO MINISTERO NON INCONTRA RUMORE, DIFFICOLT\u00c0, quando la croce dell&#8217;incomprensione, della distorsione, della cattiveria degli altri non rende discutibile e sofferente la sua predicazione: &quot;Beati sarete quando gli uomini vi odieranno, quando vi bandiranno e vi insulteranno e il vostro nome sar\u00e0 proscritto come infame a causa del Figlio dell&#8217;uomo! Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perch\u00e9 ecco, la vostra ricompensa sar\u00e0 pi\u00f9 grande in cielo; cos\u00ec infatti, i loro padri trattavano i profeti. &#8216;Ma guai a voi, o ricchi, perch\u00e9 avete ricevuto la vostra consolazione! Guai a voi che ora siete sazi perch\u00e9 patirete la fame! Guai a voi che ora ridete, perch\u00e9 sarete nel dolore e nel pianto! Guai a voi quando tutti gli uomini diranno bene di voi, perch\u00e9 in tal modo agivano i vostri padri verso i falsi profeti (Lc., 6, 22-26).<\/em><\/p>\n<p><em>Scriveva s. Ignazio di Antiochia andando verso il martirio: &quot;Fuoco e croce, branchi di bestie feroci, lacerazioni squartamenti, slogature delle ossa, taglio delle membra, stritolamento di tutto il corpo, i pi\u00f9 crudeli tormenti del diavolo ben vengano tutti su di me, purch\u00e9 io possa raggiungere Ges\u00f9 Cristo&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Il segno distintivo della predicazione evangelica \u00e8 la croce, la passione, l&#8217;opposizione. Ma chi di noi oggi non \u00e8 affascinato da questo tipo di croce che nasce a contatto con la storia, conseguenza di una predicazione autentica? \u00c8 la croce che scaturisce dalla lotta contro l&#8217;ingiustizia, dall&#8217;impegno a favore dei diritti dei piccoli, \u00e8 quella che noi stessi provochiamo con la stoltezza della predicazione. La croce \u00e8 gi\u00e0 presente nel fastidio che l&#8217;apostolo reca agli altri nel suo ministero.<\/em><\/p>\n<p>Sono considerazioni in gran parte condivisibili (a parte lo scivolone finale sulla lotta per i &quot;diritti dei piccoli&quot; quale segno distintivo del ministero cristiano: Ges\u00f9 non si batteva per i &quot;diritti&quot; dei piccoli, ma, semplicemente, perch\u00e9 ogni uomo venisse riconosciuto come tale, cio\u00e8 come figlio di Dio, davanti al Padre celeste e davanti ai suoi fratelli). In particolare, ci sembra che ogni cristiano degno di questo nome dovrebbe scolpirsi nella mente queste parole: <em>il discepolo deve temere quando il suo ministero non incontra rumore, difficolt\u00e0, quando la croce dell&#8217;incomprensione, della distorsione, della cattiveria degli altri non rende discutibile e sofferente la sua predicazione.<\/em> Del resto, dovrebbe essere istintivo: come \u00e8 possibile aspettarsi solo lodi e complimenti, inviti a cena e alla televisione, folle entusiaste e omaggi di statisti, quando Ges\u00f9, il Signore, il nostro divino ed unico Maestro, \u00e8 stato calunniato, tradito, abbandonato, processato, flagellato, sputacchiato, insultato e crocifisso, come l&#8217;ultimo dei malfattori, e perfino sulla croce ha continuato a subire i lazzi e gli scherni dei suoi implacabili nemici? \u00c8 una bella pretesa, quella di tanti cardinali e vescovi dei nostri giorni, di tanti giornalisti e insegnanti cattolici, quella di ricevere solo l&#8217;applauso del mondo, come se la croce fosse il simbolo della loro fede solo per un caso, e non li riguardasse affatto, quanto alla loro vita e al loro apostolato? Che si provino a parlare e agire veramente da cristiani, e vedranno come i sorrisi si muteranno in smorfie, gli applausi in contumelie, le lodi in insulti e maldicenze!<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che costoro non ne hanno la bench\u00e9 minima intenzione; la croce non fa per loro: hanno deciso di godersi i vantaggi, la carriera, la poltrona; preferiscono fare i cristiani della domenica, i vescovi all&#8217;acqua di rose, i cardinali che sorridono a tutti e non sollevano mai obiezioni. Proibito parlare di tutto ci\u00f2 che spiace al mondo: proibito parlare del peccato, del divorzio, dell&#8217;aborto, delle unioni omosessuali; proibito, a meno che se ne parli nella maniera che piace al mondo. Per lo stesso motivo, proibito parlare del Vangelo di Ges\u00f9 come la via alla Verit\u00e0, la sola: ci\u00f2 potrebbe offendere i non cristiani, e la neochiesa non ha alcuna voglia di dispiacere alle altre religioni. Proibito, infine, parlare di dottrina, di dogmi, di comandamenti, di legge morale: ci\u00f2 darebbe fastidio al mondo profano, e dunque, per vivere in buon accordo con esso, sono gli stessi preti modernisti e i loro degni vescovi che s&#8217;incaricano di attaccare chi osasse fare simili discorsi, di screditarlo, definendolo un fanatico, un integralista, una persona rigida, che alza muri e non vuole dialogare con il mondo. Gi\u00e0: il dialogo, il grande mito aperto dal Concilio Vaticano II, e degenerato sempre pi\u00f9 in indifferentismo e relativismo. Ma quando mai Ges\u00f9 \u00e8 venuto per dialogare con il mondo? Niente affatto: \u00e8 venuto per convertirlo; e al mondo che non si vuole convertire, che non vuole ascoltare la sua voce, Ges\u00f9 ha volto le spalle: <em>Io non prego per il mondo<\/em>, ha detto al Padre, durante la solenne preghiera eucaristica dell&#8217;Ultima cena, intendendo dire: <em>Non prego per coloro che appartengono al mondo e che vogliono chiudersi alla tua Verit\u00e0<\/em>.<\/p>\n<p>Ora, ci sono due tipi di cristiani e due tipi di cattolici: quelli che hanno compreso e fatto proprio il discorso di Ges\u00f9 relativo ai due padroni: <em>non potete servire Dio e mammona<\/em>; e quelli che non l&#8217;hanno compreso, forse perch\u00e9 non lo vogliono capire, e pretendono di arrivare a un compromesso fra ci\u00f2 che piace a Dio e ci\u00f2 che piace al mondo. Questi ultimi sono cristiani e cattolici soltanto di nome; nondimeno, se la raccontano cos\u00ec bene da sentirsi i soli, autentici cristiani e da permettersi di guardare dall&#8217;alto in basso gli altri, come gente da poco, che non ha capito il Vangelo e che si arrocca in una concezione elitaria del messaggio di Ges\u00f9. E la maschera che indossano \u00e8 di una certa efficacia, indubbiamente: ci\u00f2 che essi dicono di voler fare, sino ad auto-convincersene, non \u00e8 di servire ipocritamente due padroni, ma di attualizzare il Vangelo, di renderlo accessibile alla mente e al cuore degli uomini d&#8217;oggi, di portarlo l\u00e0 dove esso non arriverebbe, se non andassero incontro ai &quot;lontani&quot;. Detta cos\u00ec, sembra una cosa molto buona e molto bene intenzionata. Ma che cosa \u00e8 accaduto, in effetti? Esattamente il contrario di ci\u00f2 che essi dicevano di voler fare. Prendiamo il caso dei preti operai, nati in Francia negli anni &#8217;50 del Novecento, poi diffusi anche da noi, in Italia, e in altri Paesi: avrebbero dovuto portare il Vangelo nelle fabbriche, per raggiungere quei milioni di operai che se n&#8217;erano allontanati, forse per sempre. Quel che \u00e8 accaduto, per\u00f2, \u00e8 stato che invece di portare il Vangelo agli operai, essi hanno portato il marxismo nella Chiesa. Lavorando in fabbrica, a contatto con gli operai conquistato dall&#8217;ideologia comunista, un poco alla volta hanno finito per vedere il mondo da una prospettiva marxista: hanno diviso la societ\u00e0 in buoni e cattivi, sfruttati e sfruttatori, borghesi e proletari, secondo gli schemi consueti, brutali e semplicistici della dottrina marxista. Cos\u00ec i preti operai, o molti di essi, sono diventati marxisti senza rendersene conto, senza saperlo, perfino credendo sinceramente di non esserlo, ma orgogliosi di aver parlato di Ges\u00f9 dentro le fabbriche. Eppure l&#8217;importante non \u00e8 che si parli di Ges\u00f9, ma bisogna vedere c<em>ome<\/em> se ne parla. Se Ges\u00f9 viene ridotto alle dimensioni di un capo rivoluzionario, di un &quot;Che&quot;Guevara di duemila anni fa, e se il Vangelo si riduce a un preambolo del <em>Capitale<\/em> di Karl Marx, allora \u00e8 persino preferibile che non se ne parli affatto, o che si riduca tutto il cristianesimo a una poetica leggenda. E se di Ges\u00f9 parlano personaggi come Paglia, Galantino, Sosa, \u00e8 impossibile che il credente ne ritragga un modello veritiero e autorevole. Costoro, infatti, sono troppo impegnati a godersi la loro celebrit\u00e0, a fare la ruota come pavoni davanti ai complimenti del mondo, per essere testimoni credibili del Vangelo. Il testimone del Vangelo \u00e8 credibile se pensa alla croce, se sa di andare incontro al martirio per la sua fedelt\u00e0 al Maestro. E nei visi compiaciuti, ben curati e truccati di quei signori, pronti a esibirsi davanti alle telecamere degli studi televisivi; nei larghi sorrisi melliflui che sfoggiano presso i giornalisti, sempre pronti a profondesi nelle lodi del nuovo papa, ma del tutto privi di spiritualit\u00e0 e di raccoglimento, ci\u00f2 che traspare non \u00e8 l&#8217;apertura all&#8217;azione dello Spirito Santo, ma un immenso compiacimento per essere stati apprezzati e complimentati dal mondo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un po&#8217; troppa aria di festa intorno alla figura e al pontificato di papa Bergoglio, da parte dei suoi numerosi ammiratori e specialmente da parte<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[107,157,216,236,237],"class_list":["post-25739","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-francesco","tag-cattolicesimo","tag-gesu-cristo","tag-papi","tag-sacerdozio","tag-sacra-scrittura"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-papa-francesco.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25739","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25739"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25739\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30174"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25739"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25739"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25739"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}