{"id":25738,"date":"2022-04-09T09:34:00","date_gmt":"2022-04-09T09:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/04\/09\/il-cristianesimo-e-la-malattia-della-volonta-di-vivere\/"},"modified":"2022-04-09T09:34:00","modified_gmt":"2022-04-09T09:34:00","slug":"il-cristianesimo-e-la-malattia-della-volonta-di-vivere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/04\/09\/il-cristianesimo-e-la-malattia-della-volonta-di-vivere\/","title":{"rendered":"Il cristianesimo \u00e8 la malattia della volont\u00e0 di vivere?"},"content":{"rendered":"<p>Il cristianesimo \u00e8 una malattia dell&#8217;anima, e pi\u00f9 precisamente \u00e8 il risultato di una volont\u00e0 di vivere spezzata, infranta, distrutta? E dunque esso la rivincita dei malati, dei malriusciti, dei falliti, dei rancorosi impotenti, che si fanno forti del numero per debellare quanto di nobile, di eroico, di virile c&#8217;\u00e8 nell&#8217;esistenza umana?<\/p>\n<p>Tale era la persuasione di un grande filosofo, Nietzsche, uno dei pi\u00f9 grandi dell&#8217;et\u00e0 moderna: grande almeno in senso relativo, essendo stata la modernit\u00e0 l&#8217;epoca antifilosofica per eccellenza, sicch\u00e9 il pi\u00f9 grande dei filosofi moderni \u00e8 pur sempre un nano a paragone di un Aristotele o di un san Tommaso d&#8217;Aquino. La filosofia moderna, infatti, dopo aver proclamato con Cartesio il duplice, aberrante dogma del soggettivismo e del dualismo, ha decretato l&#8217;archiviazione della metafisica, con Kant: a partire dal pedante professore di K\u00f6nigsberg, quello al cui passaggio i concittadini regolavano gli orologi, i pensatori si disinteressano della cosa in s\u00e9, e si dedicano unicamente alla cosa come appare: da quel momento la filosofia di fatto muore, si \u00e8 autoeliminata. A che serve una filosofia che studia solo la cosa come appare? E soprattutto, merita ancora il nome di filosofia, una cosa simile? Per studiare la cosa come appare non c&#8217;\u00e8 bisogno della filosofia: bastano le scienze naturali e, nel caso dell&#8217;uomo, la psicologia. E tali, difatti, sono i sedicenti filosofi moderni: naturalisti e psicologi, che usurpano il none di filosofi, un nome cui non avrebbero titolo. Questo nel caso migliore: e sono ancora i pi\u00f9 intellettualmente onesti, o, per dire meglio, i meno disonesti.<\/p>\n<p>Poi ci sono i professori da sbadiglio (come li chiamava Schopenhauer), i boriosi professori che riempiono di vuote chiacchiere la testa del pubblico e vendono le chiacchiere per idee e ragionamenti. Il re di costoro \u00e8 stato senza dubbio Hegel: un instancabile e logorroico chiacchierone, un sofista di prim&#8217;ordine, capace d&#8217;instupidire a tal punto i suoi disgraziati studenti e lettori, dopo averne fiaccato ogni facolt\u00e0 raziocinante a forza di sofismi, da poter vendere loro qualunque assurdit\u00e0 come se fosse moneta buona. Si parte dall&#8217;idea, assurda, che non \u00e8 l&#8217;essere a creare il pensiero, ma il pensiero a creare l&#8217;essere, e si arriva all&#8217;affermazione, ancor pi\u00f9 assurda, che la tesi pi\u00f9 l&#8217;antitesi produce la sintesi. Bene, bravo! Dunque, per fare un solo esempio: la verit\u00e0 pi\u00f9 l&#8217;errore produce una cosa nuova e stupenda, che si pone oltre gli angusti concetti di vero e falso, che li supera e li completa: un tutto indistinto e pi\u00f9 ricco, nel quale l&#8217;una e l&#8217;altra cosa trovano la loro profonda ragion d&#8217;essere e concorrono al recupero della sospirata unit\u00e0. E per aver detto questa stramberia senza senso, frutto di una cattiva digestione del pensieri gnostico e cabalistico, egli viene ancora glorificato da uno stuolo d&#8217;inutili professorini stipendiati, i quali ogni sera accendono il lume sotto la sua sacra icona e ripetono nelle aule scolastiche l&#8217;amena balordaggine, presetandola con aria estatica come il <em>non plus ultra<\/em> dell&#8217;umano pensiero, quasi fissando una linea di demarcazione fra l&#8217;era anteriore ad Hegel, fatta di tenebre e ignoranza, e l&#8217;era da lui inaugurata, splendente di luce radiosa. Tali sono gli splendori e le miserie, parafrasando Honor\u00e9 de Balzac, della cosiddetta filosofia moderna, che guarda Aristotele con aristocratico sussiego e san Tommaso con malcelata commiserazione: dove, a dir la verit\u00e0, splendori se ne vedono pochi, anzi proprio non se ne vedono, e le miserie sono troppe.<\/p>\n<p>Sia come sia, il buon vecchio Nietzsche, che \u00e8 pur sempre una delle menti pi\u00f9 brillanti in mezzo a questa triste pletora di professori e di merciai di parole senza costrutto e di fumisterie spacciate per ragionamenti, era giunto alla ferma convinzione, specie nei suoi ultimi anni di lucidit\u00e0, che il cristianesimo \u00e8 stato la cosa peggiore mai capitata nel corso della civilt\u00e0 europea e mondiale: una rivincita dei deboli e degli schiavi contro la razza orgogliosa dei padroni, di quelli che non hanno paura di vivere e di morire a fronte alta; una rivincita basata sul senso di colpa, cio\u00e8 sull&#8217;invenzione del peccato, e sull&#8217;odio contro tutto ci\u00f2 che \u00e8 nobile, grande, <em>sano<\/em>.<\/p>\n<p>Scrive Friedrich Nietzsche ai capitoli 51 e 52 de <em>L&#8217;Anticristo<\/em>, uno dei libri pi\u00f9 tristi e certamente il peggiore del grande filosofo tedesco (tratto da: <a href=\"https:../../../../www.sentieridellamente.it/files/Nietz-Anticristo.pdf\">https:../../../../www.sentieridellamente.it/files/Nietz-Anticristo.pdf<\/a>):<\/p>\n<p><em>51. Che in qualche caso la fede renda beati, che la beatitudine non basti a fare di un&#8217;idea fissa un&#8217;idea vera, che la fede non smuova le montagne, ma certo le ponga dove non sono: una rapida visita a un manicomio sarebbe abbastanza chiarificatrice al riguardo. Tuttavia non per un sacerdote: poich\u00e9 costui nega per istinto che la malattia sia malattia e che il manicomio sia manicomio. Il cristianesimo ha bisogno della malattia almeno quanto l&#8217;ellenismo ha bisogno di un eccesso di salute. Rendere malati \u00e8 il vero fine recondito di tutto il sistema della procedura salvifica della Chiesa. E la Chiesa stessa non \u00e8 il manicomio cattolico come ideale supremo? Insomma, la Terra come manicomio? L&#8217;uomo religioso cos\u00ec come lo desidera la Chiesa \u00e8 un tipico d\u00e9cadent: l&#8217;epoca in cui una crisi religiosa si impossessa di un popolo \u00e8 caratterizzata sempre da un&#8217;epidemia di malattie nervose; il \u00abmondo interiore\u00bb di un uomo religioso \u00e8 talmente simile al \u00abmondo interiore\u00bb del sovreccitato e dell&#8217;esaurito da essere scambiato per esso; gli stati \u00abpi\u00f9 elevati\u00bb che il cristianesimo ha posto al di sopra del genere umano come i valori di tutti i valori sono forme di epilessia: la Chiesa ha canonizzato solo folli o grandi impostori in maiorem dei honorem. (&#8230;) Noi altri, che abbiamo il coraggio della salute e anche del disprezzo, abbiamo il diritto, noi, quanto possiamo, di disprezzare una religione che insegna a equivocare sulla corporeit\u00e0; che non vuole liberarsi della superstizione dell&#8217;anima; che si fa un \u00abmerito\u00bb della scarsa alimentazione; che combatte il benessere come una sorta di nemico, di diavolo, di tentazione; che si \u00e8 convinta a credere che un&#8217;\u00abanima perfetta\u00bb possa aggirarsi in un corpo di cadavere e che ha dovuto creare per s\u00e9 una nuova concezione della \u00abperfezione\u00bb, un essere pallido, malato, un fanatico fino all&#8217;idiozia: la cosiddetta \u00absantit\u00e0\u00bb, santit\u00e0 che di per s\u00e9 stessa non \u00e8 altro che la serie di sintomi di un corpo consunto, snervato e irreparabilmente corrotto!&#8230; Come movimento europeo, il movimento cristiano \u00e8 stato fin dagli albori un movimento collettivo di reietti ed elementi di scarto di ogni sorta (questi volevano il potere con il cristianesimo). Non \u00e8 l&#8217;espressione del declino di una razza, ma piuttosto l&#8217;aggregazione delle forme della d\u00e9cadence, che vengono da ogni dove, che si ammassano e si cercano reciprocamente. (&#8230;) La maggioranza divent\u00f2 padrona; il democratismo degli istinti cristiani ebbe il sopravvento&#8230; Il cristianesimo non era \u00abnazionale\u00bb, non era condizionato a una razza, si rivolgeva a tutti i tipi di diseredati della vita e aveva i suoi alleati ovunque. Il cristianesimo si fonda sul &quot;rancune&quot; dei malati, ha l&#8217;istinto diretto contro i sani, contro la salute. Ogni cosa che \u00e8 ben fatta, fiera, esuberante, in special modo la bellezza, infastidisce le sue orecchie e i suoi occhi. Ricordo ancora una volta le inestimabili parole di Paolo: \u00abDio ha scelto ci\u00f2 che al mondo \u00e8 debole, ci\u00f2 che \u00e8 stolto, ci\u00f2 che \u00e8 vile e spregevole\u00bb: ecco qual era la formula, in hoc signo vinse la d\u00e9cadence. Dio in crocei Non \u00e8 chiaro quale spaventoso significato si cela dietro a questo simbolo? Tutto ci\u00f2 che soffre, tutto ci\u00f2 che \u00e8 sospeso sulla croce \u00e8 divino&#8230; Noi tutti siamo sospesi sulla croce, quindi siamo divini&#8230; Solo noi siamo divini&#8230; Il cristianesimo fu una vittoria e per causa sua per\u00ec una disposizione spirituale pi\u00f9 nobile: finora il cristianesimo \u00e8 stato la pi\u00f9 grande sciagura dell&#8217;umanit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>52. II cristianesimo contrasta anche ogni ben riuscita costituzione intellettuale, pu\u00f2 impiegare solo la ragione malata come ragione cristiana, assume le parti di tutto ci\u00f2 che \u00e8 idiota, lancia una maledizione contro lo \u00abspirito\u00bb, contro la superbia dello spirito sano. Poich\u00e9 la malattia fa parte dell&#8217;essenza del cristianesimo, \u00e8 anche necessario che la condizione cristiana, la \u00abfede\u00bb, sia una forma morbosa; \u00e8 necessario che ogni via diretta, onesta e scientifica, che porta alla conoscenza, sia ripudiata dalla Chiesa in quanto rappresenta un percorso proibito. Persino dubitare \u00e8 peccato&#8230; L&#8217;assoluta mancanza di limpidezza psicologica nel sacerdote, che emerge nel suo sguardo, \u00e8 una conseguenza della d\u00e9cadence; si osservi nelle donne isteriche e nei fanciulli rachitici come l&#8217;istintiva falsit\u00e0, il mentire per il gusto di mentire, l&#8217;incapacit\u00e0 a guardare diritto e ad agire rettamente siano regolarmente espressioni di d\u00e9cadence. La \u00abfede\u00bb \u00e8 volere ignorare ci\u00f2 che \u00e8 verit\u00e0. Il pietista, il sacerdote di ambo i sessi, \u00e8 falso perch\u00e9 \u00e8 malato: il suo istinto esige che la verit\u00e0 non affermi i suoi diritti in alcun luogo. \u00abCi\u00f2 che rende malati \u00e8 buono; ci\u00f2 che deriva dalla pienezza, dalla sovrabbondanza, dalla potenza \u00e8 cattivo\u00bb: ecco ci\u00f2 che pensa il credente. L&#8217;obbligo alla menzogna, in questo riconosco ogni teologo predestinato (&#8230;). Questo Dio visto come domestico, postino, venditore di almanacchi, in sostanza una parola sola per esprimere la forma pi\u00f9 stupida tra tutte le circostanze casuali. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p>Non ci soffermeremo sulla psicologia, anzi sulla psicopatologia degli ultimi anni di Nietzsche, da cui sono scaturite a ritmo febbrile opere convulse come questa, o come <em>Crepuscolo degli idoli<\/em> ed <em>Ecce homo<\/em>; opere che non rendono merito al suo genio e che si potrebbero considerare come il canto del cigno di una mente brillante che si sta spegnendo e come l&#8217;estremo, paradossale atto di amore per quel Dio cristiano che egli a parole tanto detesta quanto pi\u00f9 ne avverte nell&#8217;intimo lo struggente desiderio. Non lo faremo per non incorrere nell&#8217;accusa che abbiamo rivolto alla filosofia moderna, di scadere nella psicologia, senza peraltro aver l&#8217;onest\u00e0 di riconoscerlo. Restiamo dunque sul terreno filosofico e chiediamoci quanto di vero, o di possibile, o di plausibile, c&#8217;\u00e8 nella veemente invettiva del filosofo tedesco contro il cristianesimo, perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 sempre qualcosa da imparare dalle persone intelligenti, anche quando esse non mostrano le loro facolt\u00e0 critiche migliori, ma si lasciano trasportare dai pregiudizi.<\/p>\n<p><em>La prima osservazione<\/em> che ci sorge spontanea \u00e8 che egli non fa alcuna distinzione fra cristianesimo e cristianit\u00e0, laddove la distinzione sarebbe invece necessaria: perch\u00e9 l&#8217;uno \u00e8 l&#8217;insegnamento di Cristo, l&#8217;altro \u00e8 la realt\u00e0 storica e umana in cui esso si \u00e8 incarnato nei suoi seguaci; e in tutte le religioni, le ideologie, le filosofie, c&#8217;\u00e8 sempre uno iato, un divario pi\u00f9 o meno grande, pi\u00f9 o meno stridente, fra l&#8217;ideale e il reale. Che cosa mai direbbe il buon vecchio Nietzsche se vedesse dove hanno portato le sue parole, a quali esiti le hanno utilizzate, uomini che pur si dichiaravano e si dichiarano suoi seguaci e ammiratori?<\/p>\n<p><em>La seconda osservazione<\/em> \u00e8 che egli fa una semplificazione arbitraria, e per certi aspetti grottesca, della psicologia dei cristiani. Li descrive come dei poveri mentecatti, imbelli e pieni di rancore; come dei malati che odiano la vita, solo perch\u00e9 non hanno il coraggio di viverla sino in fondo; dei pusillanimi che si coalizzano contro la salute e vogliono imporre a tutti la loro morale da schiavi, solo perch\u00e9 temono la forza di chi \u00e8 andato al di l\u00e0 del bene e del male, la <em>bestia bionda<\/em> mossa dalla volont\u00e0 di potenza, che se ne ride del loro evanescente aldil\u00e0 e disprezza di tutto cuore le loro paure e le loro allucinazioni. Possibile che egli non sappia vedere quanta salute c&#8217;\u00e8 in uomini come san Paolo e sant&#8217;Agostino, e quanta forza speculativa e senso dell&#8217;equilibrio in uomini come san Tommaso d&#8217;Aquino; possibile che non veda quanta capacit\u00e0 di amare c&#8217;\u00e8 nei Santi che si prodigano per amore del prossimo, in Francesco d&#8217;Assisi che abbraccia il lebbroso e in san Damiano de Veuster che in mezzo ai lebbrosi sceglie di andare a vivere e a morire? Possibile che santa Teresina di Lisieux sia per lui solo una povera pazza, un&#8217;alienata, e non gi\u00e0 una giovane donna serena, piena di salute e innamorata della vita?<\/p>\n<p>La <em>terza osservazione<\/em> \u00e8 che egli muove da un tipico pregiudizio illuminista (e in ci\u00f2, purtroppo, il pur geniale Nietzsche si fa discepolo del banalissimo Voltaire: quale spreco d&#8217;intelligenza e quale inversione di gerarchia intellettuale!) secondo il quale l&#8217;approccio contemplativo alla vita \u00e8 non solo qualcosa d&#8217;inutile, ma anche di malsano, di contrario alla vita vera. E in ci\u00f2 egli fa innanzitutto torto a se stesso, che \u00e8 stato innanzitutto uno spirito contemplativo e che ha scritto le sue pagine migliori non certo quando si \u00e8 fatto prendere la penna dalla <em>vis<\/em> polemica, ma quando ha dato espressione alla sua potente capacit\u00e0 di riflessione e d&#8217;introspezione.<\/p>\n<p>La <em>quarta osservazione<\/em> \u00e8 che per capire qualcosa bisogna amarla, o almeno non odiarla: perch\u00e9 l&#8217;odio rende la critica pi\u00f9 acuta, ma di un acume sterile ed esteriore, che si ferma alla superficie e raramente scende in profondit\u00e0, senza cogliere l&#8217;essenza della cosa. E l&#8217;essenza del cristianesimo, fatta la tara alle miserie della cristianit\u00e0, \u00e8 sfuggita completamente a Nietzsche: non \u00e8 la debolezza, ma la forza; non la malattia, ma la salute. Debole e malato \u00e8 semmai l&#8217;uomo moderno, precisamente da quando ha deciso di archiviare il cristianesimo, liquidandolo come un tragico errore nel percorso della civilt\u00e0. Come malato era il povero Nietzsche, con tutta la sua altisonante volont\u00e0 di potenza&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cristianesimo \u00e8 una malattia dell&#8217;anima, e pi\u00f9 precisamente \u00e8 il risultato di una volont\u00e0 di vivere spezzata, infranta, distrutta? 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