{"id":25737,"date":"2022-01-26T05:12:00","date_gmt":"2022-01-26T05:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/01\/26\/il-cristianesimo-e-compatibile-col-mondo-moderno\/"},"modified":"2022-01-26T05:12:00","modified_gmt":"2022-01-26T05:12:00","slug":"il-cristianesimo-e-compatibile-col-mondo-moderno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/01\/26\/il-cristianesimo-e-compatibile-col-mondo-moderno\/","title":{"rendered":"Il cristianesimo \u00e8 compatibile col mondo moderno?"},"content":{"rendered":"<p>Che il mondo moderno ponga un problema di compatibilit\u00e0 con il cristianesimo \u00e8 cosa evidente, e sia il mondo sia i cristiani l&#8217;hanno sempre saputo. Il modo moderno nasce, gradualmente, fra il XIV e il XVIII secolo, dopo di che si afferma pienamente e impone la propria cultura e la propria visione del mondo alla stragrande maggioranza della gente. Il cristianesimo ha duemila anni e quindi \u00e8 gi\u00e0 vecchio di oltre un millennio quando compaiono i primi indizi della modernit\u00e0; inoltre la sua concezione e la sua morale, tutti i suoi principi dottrinali sono, direttamente o indirettamente, l&#8217;obiettivo da combattere per la cultura moderna. Quest&#8217;ultima nasce, dapprima insensibilmente, poi in modo sempre pi\u00f9 conscio e intenzionale, come una reazione anticristiana e anticattolica: il protestantesimo, infatti, \u00e8 sicuramente compatibile con essa, perch\u00e9 rivendica un&#8217;a indipendenza del singolo individuo che invece il cattolicesimo limita in nome del principio di autorit\u00e0. Essere moderni significa credere che l&#8217;uomo, e solo l&#8217;uomo, \u00e8 padrone di se stesso, ha il diritto di fare le scelte che ritiene pi\u00f9 giuste e indirizzare la propria vita verso questo o quel fine, o anche nessuno, cio\u00e8 di viverla senza scopo, secondo il suo insindacabile giudizio. Invece essere cristiani significa riconoscere che Dio \u00e8 il Signore dell&#8217;universo, \u00e8 il padrone di tutto e la sorgente di tutto; e che anche la vita dell&#8217;uomo, per conseguenza, viene da Dio e ritorna a Dio, e acquista un significato se si abbandona alla Sua volont\u00e0, mentre perde significato se si lascia guidare dagli istinti e dagli appetiti disordinati. Il mondo moderno non \u00e8 una civilt\u00e0 originale, ma una contro-civilt\u00e0, che nasce, intenzionalmente o meno, in opposizione alla civilt\u00e0 cristiana del Medioevo. Pertanto i suoi valori, le sue credenze, la sua filosofia, sono essenzialmente anticristiani, e riprendono, capovolgendole, le verit\u00e0 del cristianesimo. Esso ha una sua dottrina, o meglio ha le sue dottrine (perch\u00e9 il relativismo, e quindi la pluralit\u00e0 del vero, \u00e8 il suo primo comandamento); ha i suoi riti e la sua liturgia; ha il suo vangelo e perfino la sua apocalisse, ovviamente in chiave immanentista, provocata dall&#8217;eccessiva pressione antropologica sul pianeta Terra. Pertanto ha anche la sua soluzione al problema dell&#8217;apocalisse: ridurre forzatamente, a ritmo accelerato, la popolazione umana eccedente, favorirne in ogni modo il decremento, con l&#8217;aborto, la sterilizzazione volontaria, la contraccezione, l&#8217;eutanasia, la pratica omosessuale; promuovere e favorire tutto ci\u00f2 che \u00e8 contrario alla vita, perch\u00e9 l&#8217;esistenza dell&#8217;uomo si \u00e8 rivelata il grande problema da eliminare, e bisogna farlo subito, prima che sopraggiunga la catastrofe.<\/p>\n<p>Il fatto che molti seguaci della cultura moderna e moltissimi cattolici non si rendano affatto contro di tale assoluta incompatibilit\u00e0 di fondo non sposta i termini della questione. In campo cattolico, l&#8217;inconsapevolezza e l&#8217;ignoranza non hanno scusanti: la Chiesa ha sempre insegnato quali sono i pericoli dai quali l&#8217;anima si deve guardare, e la societ\u00e0 moderna \u00e8 un vero e proprio concentrato di essi: dalla superbia intellettuale alla lussuria, dall&#8217;avidit\u00e0 all&#8217;egoismo e dal materialismo al principio della libert\u00e0 soggettiva, cardine del liberalismo, del quale il marxismo \u00e8 il legittimo erede pi\u00f9 che l&#8217;antagonista storico: quelli che per il mondo moderno sono meriti e qualit\u00e0, per la visione cristiana sono errori o peccati. Anche la massoneria \u00e8 stata condannata per tempo dalla Chiesa: emersa in superficie a Londra nel 1717, dopo una lunga e tenebrosa esistenza sotterranea, \u00e8 stata condannata da Clemente XII nel 1738, meno di vent&#8217;anni dopo. Ma n\u00e9 sul materialismo, n\u00e9 sul liberalismo, n\u00e9 sul marxismo, n\u00e9 sulla massoneria, n\u00e9 sulla morale sessuale, il Magistero della Chiesa \u00e8 stato ascoltato; anzi in diversi casi \u00e8 stato pubblicamente contraddetto e sbeffeggiato da teologi insegnanti nelle pontificie accademie e da singoli vescovi e sacerdoti, beninteso a partire dal Concilio Vaticano II. Prima, no: l&#8217;energica azione difensiva di san Pio X, in particolare, colpendo duramente il modernismo, ha colpito nello stesso tempo tutte queste tendenze che serpeggiavano fra il clero e alcuni fedeli progressisti e &quot;illuminati&quot;, come Fogazzaro, che era innamorato per met\u00e0 di Darwin e per met\u00e0 di Cristo; proprio come due generazioni dopo sarebbero venuti i Pasolini, innamorati per met\u00e0 di Cristo e per met\u00e0 di Marx. Quel Pasolini che oggi piace tanto al signor Bergoglio, cos\u00ec come gli piace tutto ci\u00f2 che \u00e8 contrario al vero cattolicesimo e che offusca, infanga e confonde l&#8217;autentico insegnamento della Chiesa. Eppure, per moltissimo tempo, il clero ha fatto il proprio dovere, e i teologi hanno fatto il loro. Hanno avvisato e messo in guardia i fedeli. Fino a quando? Fino agli anni tra la fine dell&#8217;800 e i primi del &#8216;900, in maniera compatta; poi, per un altro mezzo secolo, in maniera meno ferma e decisa, ma pur sempre valida. Il crollo, quasi subitaneo, \u00e8 avvenuto nel 1958: a partire da quella data la Chiesa ha smesso di fare il suo mestiere: consigliare i dubbiosi, istruire gli ignoranti, ammonire i peccatori. A partire da quella data c&#8217;\u00e8 stato un graduale capovolgimento: era il mondo che aveva tante cose da insegnare ai fedeli, a cominciare dal concetto di fratellanza, non pi\u00f9 su basi soprannaturali, ma umane: dunque non pi\u00f9 la fratellanza in Cristo, ma quella massonica dei fratelli di loggia,<\/p>\n<p>Ed ora, un esempio. Passando in rassegna la stampa cattolica di fine Ottocento nelle Marche, lo storico Raffaele Molinelli mette a fuoco una problematica di portata assai pi\u00f9 ampia, che riguarda la possibilit\u00e0 e la natura generale dei rapporti fra la Chiesa e i cattolici da un lato, e la societ\u00e0 moderna con le sue istituzioni e i suoi (dis)valori dall&#8217;altro. Citiamo, a titolo di esempio, ci\u00f2 che egli scrive a proposito di come i cattolici vedevano il liberalismo, la massoneria e il giudaismo in quegli anni, quando abbastanza recente la &quot;ferita&quot; di Porta Pia, da un lato, e dall&#8217;altro la ferma condanna della civilt\u00e0 moderna contenuta nel Sillabo di Pio IX (da: R. Molinelli, <em>Il movimento cattolico nelle Marche<\/em>, Firenze, la Nuova Italia, 1959, e Urbino, Argalia Editore, 1990, pp. 99-102):<\/p>\n<p><em>Liberalismo, massoneria e giudaismo avevano un denominatore comune: l&#8217;anticlericalismo.<\/em><\/p>\n<p><em>Questo era la fonte di tutti i mali che affliggevano la societ\u00e0, era la causa della corruzione dell&#8217;intera vita nazionale. \u00abLa botte d\u00e0 il vino che contiene ed un albero cattivo non pu\u00f2 dare buoni frutti\u00bb, diceva un giornale cattolico marchigiano nel 1900 proposito del processo Notarbartolo; ed anche alla mafia, che non poteva germogliare e fiorire se non nella generale corruzione, che aveva inquinato ogni ramo della vita politica, si trovava cos\u00ec, con una curiosa ricognizione di paternit\u00e0, un degno genitore: l&#8217;anticlericalismo.<\/em><\/p>\n<p><em>La polemica antirisorgimentale, antiliberale, antimassonica, la stessa posizione di lotta e di rottura nei confronti del nuovo stato unitario italiano derivavano da una polemica e da un&#8217;opposizione ben pi\u00f9 ampia, da una visione del mondo e della vita che rifiutava in blocco i valori della societ\u00e0 moderna e che nel &quot;Sillabo aveva trovato la sua codificazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa societ\u00e0 nuova, che aveva divinizzato l&#8217;uomo, strappato l&#8217;individuo, la famiglia, lo Stato ai benefici infusi della fede, si trovava ora avvolta dalle tenebre, senza una guida sicura per avanzare e senza forze proprie per reggersi in piedi. La religione, questo pilastro della societ\u00e0 umana, era stata investita in pieno, nelle sue strutture e nelle sue credenze fondamentali, dal pensiero moderno; non si trattava pi\u00f9, come era avvenuto nel passato, nell&#8217;et\u00e0 di mezzo, di una lotta contro certi aspetti della vita religiosa, ma di una lotta totalitaria portata al cuore, all&#8217;essenza della religiosit\u00e0, senza esclusione di colpi e senza limitazione di obiettivi: \u00abNon sono pi\u00f9 le antiche sette che si slanciano contro l&#8217;uno o l&#8217;altro dogma isolato del credo cristiano, ma \u00e8 la negazione completa ed assoluta d&#8217;ogni verit\u00e0 rivelata. Il criterio razionalistico non s&#8217;attacca pi\u00f9 ai rami dell&#8217;albero; esso lo colpisce al tronco e alla radice proclamando arditamente la negazione assoluta di tutto l&#8217;ordine soprannaturale\u00bb (\u00abLa voce delle Marche\u00bb, 8 maggio e 15 maggio 1892).<\/em><\/p>\n<p><em>La societ\u00e0 moderna in nome della scienza vuole eliminare la rivelazione e la fede, ma che cosa \u00e8 mai questa scienza autonoma, questo sapere umano che fa a meno di Dio, se non il simbolo pi\u00f9 evidente di una umanit\u00e0 che corre verso l&#8217;abisso del peccato e del suo disfacimento?<\/em><\/p>\n<p><em>Quest&#8217;umanit\u00e0 presuntuosa e orgogliosa ha concepito la sua organizzazione politica come libera da qualsiasi investitura divina, autonoma e indipendente da qualsiasi altro potere, e cos\u00ec ha distrutto ogni fondamento dell&#8217;autorit\u00e0 e di ogni convivenza ordinata e civile.<\/em><\/p>\n<p><em>Queste sono le funeste conseguenze dello stato moderno, che non vuole Dio nelle sue manifestazioni pubbliche; che lo scaccia dalle sue leggi; di quello Stato cio\u00e8 che \u00abnon vuole superiori\u00bb (\u00abLa voce delle Marche\u00bb del 2 giugno 1895).<\/em><\/p>\n<p><em>Sul fondamento della sovranit\u00e0 popolare questo stato ha istituito il sistema rappresentativo, che non permette una responsabile direzione politica e che frena con la sua lunga procedura qualsiasi attivit\u00e0, che dovrebbe essere snella e spedita.<\/em><\/p>\n<p><em>Lo stato modero, poi, col suo sistema accentrato ha abolito le autonomie locali e ha cos\u00ec provocato uno stato di abbandono della vita pubblica periferica la paralisi di forze tanto preziose per la societ\u00e0; tutte le energie e le migliori attitudini sono state sacrificate a \u00abquel mostro che si chiama Stato\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>In questa polemica contro lo Stato accentratore i cattolici rivelavano pure le loro preoccupazioni per la difesa delle molte zone arroccate del mondo cattolico nella provincia italiana.<\/em><\/p>\n<p><em>Lo stato moderno inoltre &#8212; essi dicevano &#8211; ha osato ingerirsi anche in quei fatti della vita civile che pi\u00f9 sono intimamente connessi alla sfera della vita spirituale e religiosa: ha respinto Dio dalle scuole, l&#8217;ha rifiutato alle sue famiglie, facendo del matrimonio un &quot;contratto meramente naturale&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Lo Stato moderno con il suo liberalismo parla tutto il santo giorno di libert\u00e0, ma sua mira principale \u00e8 quella di impadronirsi dell&#8217;anima di ogni cittadino; non si accontenta di esigere il sangue e gli averi, \u00e8 l&#8217;anima che vuole; per soffocare ogni principio, non solo di religione, ma di dissonanza dalle sue idee ufficiali, ha bisogno di asservire le menti e i cuori.<\/em><\/p>\n<p>Anche se questo studioso fatica a trattenere una certa insofferenza per il tono della stampa cattolica di quegli anni, a chi rifletta su quelle parole e mediti si quei concetti oggi, a un secolo di distanza, non pu\u00f2 non apparire evidente che i cattolici, denunciando l&#8217;incompatibilit\u00e0 fra il Vangelo e la civilt\u00e0 moderna, e soprattutto denunciando le mire assolutistiche di uno Stato liberale che dice di voler difendere la libert\u00e0 di tutti, ma in realt\u00e0 mira ad estromettere Dio e a piegare i cittadini alla sua tirannide, erano infinitamente pi\u00f9 lucidi e consapevoli di quanto non lo fossero i progressisti, e anche di quanto non lo siano tuttora. Oggi infatti possiamo vedere, in maniera drammatica, dove conduce la pretesa dello Stato di occuparsi di tutti gli ambiti della vita pubblica e privata, con il pretesto di assicurare a ciascuno l&#8217;istruzione, le cure mediche, eccetera: alla creazione di una societ\u00e0 concentrazionaria dove \u00e8 bene quel che dice lo Stato, e male ci\u00f2 che esso rifiuta. Pertanto vediamo i medici, asserviti allo Stato, che si abbassano a calpestare il giuramento d&#8217;Ippocrate: e prima collaborare al crimine di massa dell&#8217;aborto volontario, poi all&#8217;altro crimine che \u00e8 la vaccinazione di massa con un falso vaccino fabbricato con linee cellulari di feti abortiti e che provoca innumerevoli e gravissime reazioni avverse; un siero che \u00e8 di fatto l&#8217;equivalete di un contro-battesimo satanico, di una specie di patto col diavolo per cui si cede la propria anima in cambio dell&#8217;immunit\u00e0 contro il virus (anche se tale immunit\u00e0 non esiste). Del pari vediamo una classe d&#8217;insegnanti, gli stessi che per decenni hanno aizzato i loro studenti a ribellarsi contro il &quot;sistema&quot;, o odiare i &quot;padroni&quot;, a disprezzare la civilt\u00e0 europea e lo stesso cristianesimo perch\u00e9 colpevoli d&#8217;infiniti soprusi e violenze ai danni degli altri popoli e delle altre religioni, farsi timida e ubbidiente davanti alla pretesa dello Stato d&#8217;imporre il terrore sanitario anche fra le pareti delle scuole, di obbligare i bambini e i ragazzi a indossare la mascherina durante le lezioni, a isolare i non vaccinati, a colpevolizzarli, ad additarli al pubblico disprezzo; e la stessa cosa nei confronti dei colleghi che rifiutano l&#8217;inoculazione e denunciano il colpo di stato mondiale attuato per mezzo del pretesto di un&#8217;emergenza sanitaria in realt\u00e0 inesistente (se \u00e8 vero che il tasso di mortalit\u00e0 di questa malattia non oltrepassa la percentuale dello zero virgola cinque).<\/p>\n<p>Tutto questo non era prevedibile cent&#8217;anni fa, cinquanta anni fa? Non nei particolari, naturalmente; ma che nell&#8217;ideologia liberale covasse il cattivo seme di un totalitarismo incipiente, il totalitarismo della pseudoscienza, usata strumentalmente per imporre la dittatura della grande finanza, questo s\u00ec, a grandi linee era prevedibile e perfino previsto. Chi legge in questa prospettiva l&#8217;enciclica <em>Quadragesimo anno<\/em> di Pio XI, del 1931, rester\u00e0 stupito nel constatare come la Chiesa di prima del Concilio fosse quanto mai lucida, e persino profetica, nel prefigurare i disastri che un sistema economico-finanziario detenuto da pochi soggetti avrebbe potuto recare all&#8217;intera societ\u00e0 sfruttando i meccanismi egoistici e permissivi in essa creati dall&#8217;ideologia liberale. La conclusione \u00e8 molto semplice: bisogna tornare al buon senso e alla fiera coscienza del Vangelo che non fa sconti al mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che il mondo moderno ponga un problema di compatibilit\u00e0 con il cristianesimo \u00e8 cosa evidente, e sia il mondo sia i cristiani l&#8217;hanno sempre saputo. 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