{"id":25735,"date":"2020-11-22T02:23:00","date_gmt":"2020-11-22T02:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/11\/22\/il-cristianesimo-e-rivoluzionario\/"},"modified":"2020-11-22T02:23:00","modified_gmt":"2020-11-22T02:23:00","slug":"il-cristianesimo-e-rivoluzionario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/11\/22\/il-cristianesimo-e-rivoluzionario\/","title":{"rendered":"Il cristianesimo \u00e8 rivoluzionario?"},"content":{"rendered":"<p>Il cristianesimo \u00e8 una dottrina rivoluzionaria? Quante volte lo abbiamo sentito dire, dal pulpito, durante la santa Messa; quante ce lo siamo sentito ripetere, pappagallescamente, da una quantit\u00e0 di catechisti, diaconi, sacerdoti, vescovi, e perfino da quello che dovrebbe essere il pulpito pi\u00f9 alto, dal quale parla il vicario di Cristo in terra. Certo, e perch\u00e9 no? Chiunque abbia meno di sessant&#8217;anni ha sempre sentito parlare della rivoluzione in termini positivi, fin dai banchi di scuola; \u00e8 sempre stato abituato a considerare il carattere rivoluzionario di una certa cosa come un valore aggiunto; tanto \u00e8 vero che per rendere un concetto pi\u00f9 gradito e appetibile basta aggiungere l&#8217;aggettivo <em>rivoluzionario<\/em> e tutte le remore cadono, restano solo porte spalancate e aria di complicit\u00e0. Che bello sentirsi rivoluzionari, a partire dal 1968, lodati e ammirati da tutti: giornalisti, intellettuali, professori di liceo e di universit\u00e0, e vezzeggiati dal cinema (s\u00ec, perfino da Hollywood: si pensi a <em>Reds<\/em>, di Warren Beatty, del 1981, sulla vita del rivoluzionario americano John Reed), dalla televisione e dalle case editrici! I vescovi conciliari sono stati troppo precipitosi, o forse solo molto astuti: se avessero atteso ancora pochi anni, anche loro avrebbero potuto fregiarsi dell&#8217;epiteto di <em>padri rivoluzionari<\/em>, e le masse li avrebbero applauditi gi\u00e0 per questo solo fatto, prima ancora di andare a vedere in che cosa consistesse questa loro rivoluzione: bastava il fatto che avevano dovuto battersi contro la resistenza delle retroguardie oscurantiste, i vescovi conservatori che in ogni modo avevano cercato di ritardare, boicottare, svuotare il contenuto delle novit\u00e0 conciliari. Invece il solo che chiam\u00f2 le cose col loro nome, e disse che il Concilio era stato una rivoluzione nella Chiesa, proprio come quella del 1789 \u00e8 stata una rivoluzione nella societ\u00e0 francese, fu il vescovo Lefebvre, la cui voce non contava nulla: era la voce del pi\u00f9 accanito dei conservatori, anzi, per dir meglio di un vero e proprio reazionario, propenso a vedere ovunque complotti e sovversioni, figuriamoci se si poteva prendere sul serio l&#8217;allarme da lui lanciato!<\/p>\n<p>E comunque, non \u00e8 forse vero che Ges\u00f9 porta una rivoluzione nei nostri cuori, e che seguirlo equivale ad assumere un contegno rivoluzionario verso la societ\u00e0 costituita? E non \u00e8 forse vero che il Discorso della Montagna \u00e8 un discorso rivoluzionario, perch\u00e9 sovverte la normale percezione di ci\u00f2 che \u00e8 desiderabile e di ci\u00f2 che non lo \u00e8, e perfino di ci\u00f2 che \u00e8 bene e di ci\u00f2 che \u00e8 male? Certo, stiamo parlando di una rivoluzione interiore: cosa che molti seguaci della teologia della liberazione (uno a caso: il signore che risiede a casa Santa Marta) tendono a scordarsi bellamente, per far passare l&#8217;idea che pur di vedere realizzati i principi del Vangelo qualsiasi mezzo diventa buono e lecito. Chiss\u00e0 se qualcuno si ricorda ancora del prete Camilo Torres, morto ammazzato durante un&#8217;operazione di guerriglia in Colombia, dopo che aveva deciso di unirsi alle formazioni rivoluzionarie, e divenuto subito una specie di martire nonch\u00e9 un simbolo di riscatto e libert\u00e0, quasi quanto Ernesto &quot;Che&quot; Guevara, negli anni &#8217;60 del secolo scorso. Non abbiamo udito con i nostri orecchi un pezzo grosso della chiesa bergogliana, monsignor Sorondo, affermare che la societ\u00e0 cinese \u00e8 quella che pi\u00f9 di tutte si avvicina alla realizzazione della dottrina sociale della Chiesa? Del resto, dir\u00e0 qualcuno, tutto sta a mettersi d&#8217;accordo sul significato delle parole: rivoluzione \u00e8 un termine generica; ci sono le rivoluzioni cattive, come quella dell&#8217;Ottobre 1917 in Russia, e quelle buone, come appunto la rivoluzione portata dal cristianesimo nella societ\u00e0 romana antica. E infatti Alessandro Manzoni, cattolico liberale &#8212; vale a dire che non aveva ben deciso se essere cattolico o liberale, perch\u00e9 le due cose insieme evidentemente \u00e8 impossibile conciliarle) non ha forse scritto un <em>Saggio compartivo della rivoluzione francese del 1789 e la rivoluzione italiana del 1859<\/em>, per sostenere che la prima era cattiva perch\u00e9 estremista e anticristiana, la seconda invece era buona perch\u00e9 moderata e liberale? Aveva la vista corta: e s\u00ec che le leggi antiecclesiastiche varate in Piemonte, e subito estese al resto d&#8217;Italia, avrebbero dovuto chiarirgli le idee.<\/p>\n<p>Ahinoi, sono solo dei sofismi: la rivoluzione \u00e8 la rivoluzione e la sua idea centrale \u00e8 non tanto il rifiuto radicale dell&#8217;ordine costituito (il che, quando quest&#8217;ultimo \u00e8 aberrante, la renderebbe automaticamente legittima), quanto la pretesa di rifare un ordine nuovo e &quot;perfetto&quot; che non viene da Dio, come nel caso di quello che si vuole abbattere, ma dall&#8217;uomo stesso, il quale da s\u00e9 solo decide d&#8217;instaurare una societ\u00e0 radicalmente umana, nel senso di radicalmente immanente, laicista, razionalista e antitradizionale. Questo \u00e8 la rivoluzione, e non altro: la ribellione contro l&#8217;autorit\u00e0 diventa, perci\u00f2, un&#8217;espressione simbolica della pi\u00f9 vasta e profonda rivolta contro Dio e contro l&#8217;ordine da lui stabilito, che coincide in larga misura con quello indicato dalla ragione naturale, indipendentemente dalla forma di governo. Certo, la monarchia assoluta \u00e8, o meglio era, quella che pi\u00f9 di tutte interpretava simbolicamente il potere che viene dall&#8217;alto; e l&#8217;ultima vera monarchia assoluta rimasta dopo due secoli di tempeste rivoluzionarie era proprio la Chiesa cattolica, con il papa al vertice della gerarchia, in quanto vicario di Cristo. Ma poi \u00e8 venuto il Vaticano II, si sono affermate le teorie conciliariste e sinodali e la prassi assembleare: tutti gli atti del Concilio mostrano questa volont\u00e0 rivoluzionaria, a cominciare dal rifiuto, da parte della fazione rivoluzionaria (riduttivamente chiamata progressista) di adottare gli schemi preparatori gi\u00e0 predisposti dalla Curia romana, rifiuto che si pu\u00f2 paragonare al rifiuto di riunirsi e di votare separatamente, per ordine, da parte del Terzo Stato, nell&#8217;assemblea degli Stati Generali francese del 1789. Che cosa c&#8217;\u00e8, infatti, al fondo di ogni spinta rivoluzionaria? La pretese dell&#8217;uguaglianza assoluta fra gi uomini; il che va sia contro la ragione naturale, sia contro la divina Rivelazione. Checch\u00e9 ne dicano i rivoluzionari, gli uomini non sono tutti uguali; non hanno tutti la stessa intelligenza, la stessa capacit\u00e0, la stessa laboriosit\u00e0, la stessa onest\u00e0, ecc: la pretesa che <em>uno vale uno<\/em>, pertanto, \u00e8 quanto di pi\u00f9 contrario si possa immaginare alla razionale accettazione della realt\u00e0, oltre ad andare contro ogni principio d&#8217;ordine bene inteso. Che succede se un imbecille viene posto a capo di un governo, se un incompetente viene messo al ministero della sanit\u00e0 nel bel mezzo di un&#8217;emergenza, se un disonesto viene fatto ministro degli esteri nel pieno di un conflitto internazionale? Succede quel che sta succedendo in questi anni, in questi mesi, in queste settimane alla nostra povera Italia &#8212; e, se la cosa ci potesse in qualche modo consolare, anche in altri Paesi, dato che le dinamiche in atto sono le stesse: cio\u00e8 la sottomissione del mondo al potere malvagio della grande finanza, eufemisticamente chiamato <em>globalizzazione<\/em>, <em>nuovo ordine, nuovo umanesimo<\/em>, <em>great reset<\/em>, <em>nuove opportunit\u00e0<\/em>, e Dio sa con quante altre espressioni ingannevoli, menzognere e truffaldine.<\/p>\n<p>Molto utili e interessanti ci sono parse queste riflessioni, intitolate <em>Se la cultura cattolica si ispira ala rivoluzione<\/em>, di Riccardo Pedrizzi, pubblicate sulla eccellente rivista delle suore Francescane dell&#8217;Immacolata <em>Il settimanale di Padre Pio<\/em> (n. 39 dell&#8217;011\/10\/20), una delle pochissime che possono ancora dirsi realmente cattoliche in mezzo al diluvio della stampa massonica e modernista contrabbandata per cattolica:<\/p>\n<p><em>In questi ultimi tempi su vari organi di informazione, anche di diverso orientamento culturale e politico, \u00e8 ricorrente la domanda, ancorch\u00e9 retorica, \u00abperch\u00e9 la Chiesa, o almeno una parte di essa, abbia sostenuto fin dall&#8217;inizio, e continua a farlo, questo governo?\u00bb, meravigliandosi che ci siano \u00abinteri settori del mondo cattolico benedetti da uomini di fede celebri, autori di libri e articoli sui giornali, che i giallorossi li hanno sostenuti, voluti, incoraggiati\u00bb nonostante il continuo attacco ai cosiddetti \u00abPrincipi non negoziabili\u00bb: dalla pillola abortiva a chilometro zero, come l&#8217;ha definita Francesco Storace, alla disastrosa e liberticida proposta di legge Zan-Scalfarotto, tanto per citare le ultime &quot;conquiste di libert\u00e0&quot;, come le definiscono tutti gli ambienti antinatalisti, libertari e Lgbt.<\/em><\/p>\n<p><em>La verit\u00e0 \u00e8 che non c&#8217;\u00e8 per niente da meravigliarsi, se solo si conosca appena la storia. Infatti non c&#8217;\u00e8 nulla di nuovo sotto il sole, perch\u00e9 questo atteggiamento di benevolenza per forze cosiddette progressiste viene da molto lontano, da quando una parte consistente di cultura cattolica si \u00e8 &quot;riallineata&quot;, come definiva il fenomeno il grande storico Jean Dumont, autore di numerose pubblicazioni su questo tema, ai miti, ai valori, alle idee della Rivoluzione francese e dell&#8217;Illuminismo. Ovvero quando parte della Chiesa si \u00e8 &quot;accomodata&quot;, come aveva rilevato Romano Amerio nel suo splendido libro &quot;Iota unum&quot;, al mondo moderno.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 inutile girarci attorno: o si \u00e8 cristiani o si \u00e8 rivoluzionari. Il cristiano crede, alla lettera, che Ges\u00f9 Cristo \u00e8 il Re dell&#8217;Universo; crede, inoltre, che ogni potere terreno \u00e8 voluto o permesso, da Dio, e che fino a quando \u00e8 rivolto al bene comune, deve essere considerato legittimo, mentre quando si rivolta contro Dio e perseguita i figli di Dio, diviene automaticamente malvagio e illegittimo. Un potere che chiude le chiese; che permette la loro distruzione e la loro profanazione; che interrompe la santa Messa e minaccia il sacerdote che la sta celebrando; che legalizza l&#8217;aborto volontario e lo presenta come un fatto di civilt\u00e0; che aggredisce la famiglia naturale e sponsorizza, accanto ad essa, delle <em>famiglie<\/em> che tali non sono, n\u00e9 secondo la ragione naturale, n\u00e9 secondo la visione cristiana, \u00e8 evidentemente un potere illegittimo, che in nessun caso pu\u00f2 godere dell&#8217;appoggio e del sostegno dei cristiani. Pertanto quei sedicenti cattolici che amano pascolare a sinistra, che amano trescare con il comunismo e il post-comunismo, che gongolano quando le forze sataniche e anticristiche vanno al potere negli Stati Uniti e si strappano i capelli per la rabbia e la disperazione quando ci\u00f2 non accade, ebbene quei sedicenti cattolici non hanno nulla di cattolico e nulla di cristiano, sono degli impostori, dei travestiti, pi\u00f9 o meno in malafede, ma comunque privi di qualsiasi credibilit\u00e0 perch\u00e9 sprovvisti qualsiasi seriet\u00e0 e coerenza rispetto al Vangelo di Ges\u00f9 Cristo. Il rivoluzionario, al contrario, \u00e8 un individuo il quale ritiene che la storia sia interamente nelle mani dell&#8217;uomo; che a lui spetti costruire il paradiso in terra, o almeno qualcosa che gi assomigli (<em>l&#8217;utopia al potere<\/em> \u00e8 il suo eterno e contraddittorio slogan); e che per realizzare il regno dell&#8217;uomo sia necessario passare attraverso la rottura totale con l&#8217;ordine preesistente, di solito nella forma simbolica del parricidio: Carlo I in Inghilterra, Luigi XVI in Francia, Massimiliano in Messico, Nicola II in Russia. Decapitando o fucilando il sovrano, il &quot;popolo&quot; consuma l&#8217;uccisione della figura detestata del Padre: uccide il re per indicare che vorrebbe uccidere Dio. Dio, infatti, se esiste, se ha creato il mondo, \u00e8 al di sopra dell&#8217;uomo, ma per il rivoluzionario niente \u00e8 al di spora dell&#8217;uomo, e soprattutto niente deve essere al di l\u00e0 del controllo della rivoluzione. Nella Francia giacobina un poeta, Fabre d&#8217;Eglantine, volle addirittura ribattezzare i mesi dell&#8217;anno (c&#8217;\u00e8 sempre un poeta dove c&#8217;\u00e8 una rivoluzione: Aleksandr Blok arriva a paragonare i bolscevichi ai dodici Apostoli di Cristo), ovviamente dopo che erano stati decostruiti e ricostruiti secondo una nuova scansione; e quello stesso governo volle togliere la settimana per poter togliere la domenica, oltre che per far lavorare la gente nove giorni filati anzich\u00e9 sei. Rifare il calendario per rifare il tempo; rifare la ricorrenza dei santi e sostituirla coi <em>martiri<\/em> della rivoluzione per rifare la storia; rifare il sistema di pesi e misure per rifare gli strumenti del lavoro e dell&#8217;economia; rifare la scuola per rifare i cervelli; e scatenare la guerra, all&#8217;intero e all&#8217;esterno, affinch\u00e9 nulla del mondo di prima possa sopravvivere. Questo \u00e8 l&#8217;ideale rivoluzionario, ed \u00e8 chiaro che non ha niente a che vedere col Vangelo di Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 ancora una cosa da dire. La rivoluzione per antonomasia \u00e8 quella politica, e la rivoluzione politica per antonomasia \u00e8 quella francese. I suoi principi fondamentali sono la fraternit\u00e0, la libert\u00e0 e l&#8217;uguaglianza, sempre intese in senso massonico e anticristiano: e infatti tutte le rivoluzioni moderne (la rivoluzione in s\u00e9 \u00e8 un concetto moderno) sono partite dall&#8217;attacco frontale contro la Chiesa e il cristianesimo. I cattolici cosiddetti progressisti, che sono sempre pronti a inginocchiarsi se in un atro continente viene ucciso un delinquente di colore, ma non fanno una piega se altrove, o anche nella nostra Europa, vengono uccisi i cristiani per odio alla loro fede, hanno la testa piena delle chiacchiere filo-marxiste di uomini come Pedro Arrupe e Leonardo Boff, padre Turoldo o Ernesto Cardenal (altri poeti grandi amici della rivoluzione, stavolta con il saio e la stola!), ma sono del tutto fuori dai binari del vero cristianesimo. Anche i simpatizzanti di Lutero e di Cavino sono del tutto fuori, perch\u00e9 Lutero e Calvino sono stati due rivoluzionari in piena regola, altro che <em>riforma protestante<\/em>, e infatti il loro primo oggetto di odio era la Chiesa cattolica; il secondo, che sarebbe venuto come un frutto maturo dopo tre o quattro secoli, il Dio cristiano in quanto tale, con la sua ingombrante presenza e il suo soffocante amore. Lutero, infatti, \u00e8 il primo dei moderni: chi non l&#8217;ha capito, non ha compreso dove e come inizia la modernit\u00e0. Perci\u00f2 alla domanda: il cristianesimo \u00e8 rivoluzionario?, la riposta non pu\u00f2 essere che una: certo che no. La sua <em>rivoluzione<\/em> \u00e8 quella interiore; ma allora, per favore, non chiamatela rivoluzione, chiamatela piuttosto <em>conversione<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cristianesimo \u00e8 una dottrina rivoluzionaria? 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