{"id":25726,"date":"2021-02-06T11:29:00","date_gmt":"2021-02-06T11:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/02\/06\/il-clero-di-una-volta-sbagliava-a-demonizzare-il-sesso\/"},"modified":"2021-02-06T11:29:00","modified_gmt":"2021-02-06T11:29:00","slug":"il-clero-di-una-volta-sbagliava-a-demonizzare-il-sesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/02\/06\/il-clero-di-una-volta-sbagliava-a-demonizzare-il-sesso\/","title":{"rendered":"Il clero di una volta sbagliava a demonizzare il sesso?"},"content":{"rendered":"<p>La domanda che da molto tempo non cessa di tormentarci \u00e8 se l&#8217;attuale rilassatezza del clero e la sua colpevole indulgenza verso il peccato, che ormai sta arrivando non solo a normalizzarlo, ma in certi casi perfino a glorificarlo, abbia a che fare con l&#8217;eccessiva, e non di rado quasi isterica fobia del peccato che si respirava nei seminari prima del Concilio Vaticano II, in particolar modo dei peccati contro la purezza del corpo. \u00c8 un fatto assodato che non pochi sacerdoti adulti presentavano ai giovani seminaristi i peccati della carne come qualcosa di tanto terribile da far impallidire ogni altro peccato; e che il confessore, nel segreto del confessionale, esercitava talvolta una vera e propria tortura psicologica per farsi raccontare, in tutti i particolari e non senza il sospetto di un segreto, morboso compiacimento da parte sua, quando, come e quante volte il penitente avesse ceduto alla tentazione e si fosse abbandonato ai piaceri carnali, sia quelli solitari, sia quelli con l&#8217;altro o col medesimo sesso. Inoltre, cosa pi\u00f9 deplorevole di tutte, raramente veniva spiegato al penitente perch\u00e9 \u00e8 importante che una persona impari a esercitare il dominio sui propri istinti e sulle proprie passioni, mentre la morale di quei rimproveri sembrava ridursi, e rimpicciolirsi, alle dimensioni di un fatto &quot;sporco&quot;, s\u00ec, ma estrinseco, avente a che fare unicamente con la carne in se stessa, e non con l&#8217;intelligenza, la volont\u00e0 e la vita dell&#8217;anima. Ora, non potrebbe darsi che questa pressione (e repressione) esagerata, questa vera e propria demonizzazione degli istinti carnali, e degli atti sessuali anche pi\u00f9 lievi, o magari consumati solo nell&#8217;immaginazione, non accompagnata da una vera spiegazione delle ragioni che raccomandano la virt\u00f9 della purezza, abbia provocato, per reazione, a cinquant&#8217;anni di distanza, l&#8217;attuale deriva permissivista, per cui vediamo, ad esempio, un sacerdote presentare festosamente sull&#8217;altare, davanti ai fedeli riuniti per la santa Messa, due donne che convivono <em>more uxorio<\/em>, compiacendosi del loro reciproco amore e presentandole come un magnifico esempio di dedizione all&#8217;altro e donazione di s\u00e9?<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una pagina di ricordi d&#8217;un sacerdote friulano, ora defunto, Pierantonio Bellina (Venzone, 1941-Basagliapenta di Basiliano, 2007), molto noto nella sua terra perch\u00e9 autore, insieme a Francesco Placereani, di una tradizione integrale della <em>Bibbia<\/em> in lingua friulana, che si presta a una riflessione su questo argomento (da: Pierantonio Bellina, <em>La fatica di essere prete<\/em>, a colloquio con Marino Plazzotta Pordenone, Edizioni Biblioteca dell&#8217;Immagine, 2007, pp. 89-91):<\/p>\n<p><em>Quando sono rientrato in seminario in quell&#8217;ottobre del 1954, sono andato dal mio confessore e padre spirituale. Come gli ho accennato a quello che mi era successo e gliene parlavo, perch\u00e9 mi sembrava una cosa curiosa, non programmata, n\u00e9 preavvertita, ma moralmente insignificante, fui sottoposto a un incredibile interrogatorio. Il padre spirituale voleva a tutti i costi conoscere tutto di me, del mio corpo, delle mie fantasie, delle mie amicizie, dei miei sguardi e toccamenti, del modo con cui stavo a letto o mi comportavo durante la doccia. Il tutto suggerito non da una umana serenit\u00e0 o da un sincero desiderio di spiegare e consigliare, ma da motivazioni che non esito a definire, se non perverse, distorte ed impertinenti.<\/em><\/p>\n<p><em>Convinto di non aver nulla da rimproverarmi, gli ho raccontato semplicemente che avevo trovato la maniera di passare qualche momento di soddisfazione senza spendere un soldo e senza importunare il prossimo.<\/em><\/p>\n<p><em>[La reazione del confessore] \u00e8 stata anche spropositata, villana, offensiva, crudele. Ha iniziato a parlarmi del vizio impuro, del vizio solitario, che io non sapevo nemmeno dove stessero di casa. Ha proseguito parlandomi del demonio che gi\u00e0 mi tratteneva fra i suoi artigli. Mi diede subito dei consigli: pensa all&#8217;infermo, ai castighi di Dio e non rimanere nemmeno un momento in pi\u00f9 nel peccato mortale. Con lui e gli altri confessori dovevo essere preciso raccontando quante volte, dove e in che modo. Inoltre dovevo tenere un diario personale da mostrare solo a lui, in cui indicavo tutte le tentazioni, le mezze ammissioni, le cadute, con i particolari pi\u00f9 umilianti. Credo si possa parlare tranquillamente di violenza psicologica. Fu in quel torno di tempo che mi parl\u00f2 per la prima volta del &quot;demonio muto&quot;, una specie di diavolo per me sconosciuto. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Da allora in poi ho saputo che esistono varie qualit\u00e0 di demoni.<\/em><\/p>\n<p><em>C&#8217;\u00e8 il demonio &quot;meridiano&quot;, che ti prende nelle ore pi\u00f9 calde della giornata, quando la spossatezza diventa pi\u00f9 intensa, i desideri pi\u00f9 morbosi e le difese pi\u00f9 deboli e sguarnite. Sono momenti tremendi. La miglior tattica \u00e8 quella di fuggire immediatamente e velocemente.<\/em><\/p>\n<p><em>Pi\u00f9 abile e ingordo del demonio meridiano, \u00e8 il demonio &quot;muto&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Il demonio muto non ti tormenta, n\u00e9 di giorno n\u00e9 di notte. Ti lascia libero di fare quello che vuoi, senza contrariarti. Anzi, pi\u00f9 ne combini e pi\u00f9 \u00e8 contento. Ti aspetta al varco nel momento e nel posto giusto, quello della confessione.<\/em><\/p>\n<p><em>Si sa che certe cose non sono facili da raccontare, per ragioni di pudore, di delicatezza, di decenza, di vergogna. Lui cerca di chiuderti la bocca quando il confessore ti fa certe domande indiscrete e fa in modo che tu taccia per la vergogna e che il confessore ti dia l&#8217;assoluzione. La volta successiva tu dovresti raccontare che la volta precedente hai taciuto un peccato mortale e quindi hai fatto una confessione sacrilega, ma, se ti \u00e8 pesato la prima volta raccontare che sei uno &quot;sporcaccione&quot;, figuriamoci se adesso avrai il coraggio di dire che non solo sei uno sporcaccione, ma uno sporcaccione sacrilego.<\/em><\/p>\n<p><em>Cos\u00ec taci. Taci anche la volta successiva e anche un mese dopo e un anno dopo. Ed intanto i peccati si accumulavano. L&#8217;anima sprofonda sempre pi\u00f9 nel fango dell&#8217;impurit\u00e0 e nell&#8217;ottundimento del sacrilegio. Pi\u00f9 taci e pi\u00f9 sei terrorizzato. Dopo tanto tempo in cui hai esibito una santit\u00e0 e una virt\u00f9 fasulla ed hai ingannato il tuo padre spirituale, i tuoi compagni, i tuoi superiori e perfino il tuo angelo custode, come potrai svelare il tuo imbroglio colossale? Tutto ci\u00f2 fio al momento della consacrazione, quando dovrai fare il voto di castit\u00e0. Ma intanto sei arrivato alla fine e la gente ti crede gi\u00e0 mezzo prete ed aspetta di vederti celebrare la messa. Potrai, alla vigilia dell&#8217;ordinazione, distruggere il tuo castello di bugie? Il demonio muto ti chiuder\u00e0 la bocca e te la chiuder\u00e0 per tutta la vita e soprattutto in punto di morte. Cos\u00ec vai caldo all&#8217;inferno, per non aver saputo o voluto raccontare un episodio spiacevole della tua adolescenza. Mentre la gente creder\u00e0 di aver seppellito un santo od almeno un buon prete, il demonio muto ti trasciner\u00e0 nel profondo dell&#8217;inferno e l\u00ec spalancher\u00e0 la sua bocca sdentata e scellerata per gridarti: &quot;Ti sta bene! Adesso sei mio e nessuno ti toglier\u00e0 pi\u00f9 dai miei artigli!&quot;. \u00c8 la sua vittoria totale, su tutti i fronti.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutto ci\u00f2 veniva preventivato per una banale, comprensibile, giustificabile omissione!<\/em><\/p>\n<p><em>Ecco come ci era presentato il demonio muto! E come si poteva, a tredici anni, non crederci? Perch\u00e9 io, qualunque cosa tu pensi di me, credevo fermamente a quelle cose e le mie confessioni le facevo seriamente, anche se mi pesavano da morire.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 una testimonianza umana dolente, sofferta, e la l&#8217;ascoltiamo perci\u00f2 con il massimo rispetto; anche se la comprensibile amarezza e il risentimento suscitato nell&#8217;autore dal brutto ricordo di quella esperienza lo portano forse un po&#8217; oltre nella serenit\u00e0 del giudizio e compromettono quello sforzo di obiettivit\u00e0 che sarebbe stato necessario per trattare un simile tema in un&#8217;ottica generale, che trascende la nota meramente personale. Ammettiamo, comunque, che episodi come quello descritto siano stati relativamente frequenti, e cio\u00e8 che vi fosse un preciso indirizzo pedagogico volto a massimizzare il senso di colpa per i peccati commessi, non solo per quelli gravi ma anche per quelli meno gravi, esercitando sui giovanissimi seminaristi un vero e proprio ricatto psicologico, oltre che morale. E, se \u00e8 per questo, ammettiamo anche &#8212; \u00e8 doloroso perfino parlarne, ma proprio il naturale pudore rischia di fare il gioco di quello che quel sacerdote chiamava &quot;il diavolo muto &#8212; che in non rari casi erano proprio i sacerdoti, affetti da anomalie psicologiche e morali, a indurre in peccato quegli sventurati giovani, teoricamente affidati alla loro paterna sollecitudine: una cosa talmente orribile da evocare per forza la tremenda maledizione lanciata da Ges\u00f9 contro i seminatori di scandali (<em>sarebbe meglio per costui se gli fosse legata una macina al collo e venisse precipitato nel mare<\/em>: <em>Mt<\/em> 18,6). Ci\u00f2 va detto per onest\u00e0; come pure si deve prendere atto della strana &quot;distrazione&quot; di quei rettori e di quei sacerdoti che certamente dovevano vedere, o quantomeno intuire, tali comportamenti devianti e abominevoli, ma preferivano voltare la testa dall&#8217;altra parte, macchiandosi a loro volta di un gravissimo peccato di omissione o che, peggio ancora, pur conoscendo perfettamente certi misfatti, offrivano al malvagio una implicita solidariet\u00e0, rifiutandosi di accogliere le denunce delle vittime, o seppellendole nel silenzio di aridi e inutili procedimenti burocratici. Dopo di che, tornando, per circoscrivere l&#8217;argomento, alla testimonianza di don Bellina, ci sembra doveroso osservare che:<\/p>\n<p>1) i sacerdoti confessori e i padri spirituali dei seminari erano molto sovente molto ignoranti e rozzi in fatto di psicologia, semplicemente perch\u00e9 venivano da ambienti &quot;ruvidi&quot;, in genere famiglie contadine numerose, nelle quali certe cose non venivano spiegate dagli adulti, ma gli adolescenti dovevano impararle da soli, alla meno peggio;<\/p>\n<p>2) pertanto l&#8217;ignoranza e la rozzezza del padre spirituale erano suppergi\u00f9 le stesse che un ragazzino avrebbe trovato in casa sua, da parte di suo padre o del nonno o di uno zio, nelle medesime circostanze;<\/p>\n<p>3) l&#8217;aria di totale innocenza esibita dal narratore, a tanti anni di distanza, ha qualcosa di falso, perch\u00e9 \u00e8 impossibile che costui, maturando, non abbia appreso la distinzione fra innocenza e inconsapevolezza; a meno che non faccia rientrare qualunque atto dettato dall&#8217;istinto fra le cose perfettamente innocenti, per motivi ideologici e cio\u00e8 per una forma di rivalsa verso il tipo di educazione ricevuta in seminario;<\/p>\n<p>4) cos\u00ec pure il dilungarsi eccessivo nella descrizione di &quot;demoni&quot; evidentemente presentati come immaginari, e che occupa oltre met\u00e0 del racconto, ha l&#8217;aria voler &quot;demitizzare&quot; non solo la realt\u00e0 della tentazione e del demonio, ma anche quella del peccato;<\/p>\n<p>5) l&#8217;impressione complessiva che il lettore ricava da tutta la storia \u00e8 quella diametralmente opposta a un analogo racconto contenuto nelle &quot;Confessioni&quot; di Sant&#8217;Agostino (nel quale il peccato era costituito da un &quot;innocente&quot; furto di mele; ma in un&#8217;altra parte dell&#8217;opera si accenna anche al tipo di situazione descritta da don Bellina), vale a dire che tutto quel che fa un bambino o un adolescente deve essere di per s\u00e9 buono, o in ogni caso non sbagliato, semplicemente perch\u00e9 a lui piace e semplicemente perch\u00e9 lui non ci vede niente di male: come dire che il tribunale della coscienza e non la ragione naturale o la Rivelazione divina (e questo \u00e8 un concetto positivamente affermato dal signor Bergoglio) \u00e8 l&#8217;ultima istanza in sede di giudizio morale.<\/p>\n<p>In questo tipo di atteggiamento, sostanzialmente edonista e naturalista, \u00e8 contenuto tutto il male di quel neomodernismo strisciante che, un passo alla volta, \u00e8 arrivato a insediarsi nel cuore della Chiesa e ha informato di s\u00e9 la liturgia, la pastorale e perfino il magistero. Pertanto sbagliavano sul piano psicologico molti confessori di una volta; ma sbagliano assai pi\u00f9 gravemente, sul piano della dottrina e della morale, i sacerdoti neomodernisti di oggi, per i quali sembra che il concetto stesso di peccato sia evaporato nelle nebbie di lontane superstizioni. \u00c8 giunto ora il momento di tentare una risposta alla domanda che ci eravamo posta all&#8217;inizio. Il permissivismo colpevole di oggi \u00e8 frutto della sessuofobia esagerata di ieri? Noi crediamo di no, e per diverse ragioni. Prima di tutto, solo in pochi casi &#8212; fra i quali, sfortunatamente, quello di Bergoglio, classe 1936, e dei suoi fedelissimi cardinali) si tratta delle stesse persone. I seminaristi che prima del Concilio rimasero traumatizzati dal modo di fare dei loro direttori spirituali in materia di sesso, sono quelli nati negli anni &#8217;40 (come appunto don Bellina), vale a dire che sono sacerdoti in pensione gi\u00e0 da molti anni, se pur non sono passati a miglior vita. In secondo luogo il permissivismo di oggi sembra orientato specialmente verso quello che prima del Concilio era chiamato peccato impuro contro natura, e nel Catechismo di Pio X era annoverato fra i quattro peccati pi\u00f9 gravi, quelli che gridano vendetta davanti a Dio. E ci\u00f2 si direbbe pi\u00f9 un effetto della sua enorme diffusione nelle alte sfere del clero, ove ha dato origine a vere e proprie lobby, potentissime e ideologicamente sponsorizzate da gesuiti come il diabolico James Martin, per cui sembra pi\u00f9 diretto ad autoassolvere quei personaggi che alla <em>liberazione<\/em> (omo)sessuale dei laici. I buoni sacerdoti di una volta erano molti virili perch\u00e9 avevano vinto le tentazioni naturali, anzich\u00e9 ripiegare nella sfera omoerotica. Infine crediamo che il permissivismo odierno sia frutto di una causa pi\u00f9 generale: la perdita della fede. Ed \u00e8 da l\u00ec che si dovrebbe ripartire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La domanda che da molto tempo non cessa di tormentarci \u00e8 se l&#8217;attuale rilassatezza del clero e la sua colpevole indulgenza verso il peccato, che ormai<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[236],"class_list":["post-25726","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-sacerdozio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25726","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25726"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25726\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25726"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25726"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25726"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}