{"id":25722,"date":"2021-03-11T07:27:00","date_gmt":"2021-03-11T07:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/03\/11\/il-caso-william-joyce-o-la-vendetta-dei-vincitori\/"},"modified":"2021-03-11T07:27:00","modified_gmt":"2021-03-11T07:27:00","slug":"il-caso-william-joyce-o-la-vendetta-dei-vincitori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/03\/11\/il-caso-william-joyce-o-la-vendetta-dei-vincitori\/","title":{"rendered":"Il &#8220;caso&#8221; William Joyce, o la vendetta dei vincitori"},"content":{"rendered":"<p>Uno dei tanti miti tramandati dalla storiografia sulla Seconda guerra mondiale \u00e8 che nei Paesi dell&#8217;Asse si verific\u00f2 ogni sorta di violazione dei diritti dell&#8217;uomo nel quadro di un&#8217;offensiva politica volta a predisporre le popolazioni all&#8217;instaurazione dell&#8217;Ordine Nuovo nazista e fascista, mentre nulla del genere si sarebbe verificato nello schieramento alleato, o quantomeno &#8212; essendo risultato impossibile negare ostinatamente i crimini di Stalin &#8212; nei Paesi democratici. Abbiamo provato a mostrare in una serie di scritti, non per un atteggiamento ideologico preconcetto, ma per rendere un servizio alla verit\u00e0, che si tratta, appunto, di un mito di cartapesta: in particolare trattando i casi specifici e circostanziati dei processi intentati a freddo dai vincitori contro personaggi come Drieu La Rochelle, Mario Appelius, Carmelo Borg Pisani, Knut Hamsun e molti altri (cfr. in particolare: <em>Drieu e gli altri<\/em>, pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 17\/11\/17; <em>Stampa: il vizio d&#8217;origine c&#8217;\u00e8, e si vede<\/em>, il 07\/11\/18; <em>Gli intellettuali italiani alla svolta dell&#8217;8 settembre: non avevano capito nulla, oppure fin troppo?<\/em>, il 16\/07\/19; <em>Ricordare Carmelo Borg Pisani, patriota maltese impiccato dalla democratica Inghilterra<\/em>, il 12\/12\/17; <em>\u00abIo, traditore\u00bb: il testamento spirituale di Knut Hamsun<\/em>, e <em>Patriota o traditore? Il processo a Knut Hamsun<\/em>, rispettivamente il 17\/12\/17 e il 23\/12\/17).<\/p>\n<p>In questa sede parleremo brevemente della vicenda di un patriota irlandese la cui memoria \u00e8 andata ormai pressoch\u00e9 perduta, un po&#8217; come a Malta quella di Borg Pisani: William Joyce (Brooklyn, 24 aprile 1906-Londra, 3 gennaio 1946), che portava lo stesso cognome del celebre scrittore, autore dei <em>Dubliners<\/em> e di <em>Ulysses<\/em>. Egli non fu mai cittadino britannico, perch\u00e9 nato negli Stati Uniti da genitori naturalizzati americani; aveva solo un anno quando venne fondato il partito nazionalista irlandese, il Sinn Fein, e 10 anni quando Dublino insorse nella tragica Rivolta di Pasqua del 1916 e i rivoltosi vennero repressi con durezza spietata dalle autorit\u00e0 britanniche. Come \u00e8 noto, la Repubblica d&#8217;Irlanda nacque, fra penose vicende che a un certo punto sfociarono in una vera e propria guerra civile, con il patto di Londra del 6 dicembre 1921, senza per\u00f2 le sei contee dell&#8217;Ulster a maggioranza protestante, che rimasero legate al Regno Unito (e senza Londonderry che solo grazie ad una manipolazione dei dati demografici pot\u00e9 essere esclusa dallo Stato Libero d&#8217;Irlanda). Ci\u00f2 lasci\u00f2 molto insoddisfatti i nazionalisti radicali, i quali considerarono quasi un tradimento l&#8217;avere accettato l&#8217;indipendenza in simili condizioni, e continuarono a vedere la Gran Bretagna come un Paese nemico occupante. In questo clima matur\u00f2 la coscienza politica di William Joyce, sebbene, come si \u00e8 detto, egli non fosse nato in Irlanda e non fosse cittadino britannico (n\u00e9, dopo il 1921, irlandese). La sua famiglia era tornata in Irlanda e lui aveva studiato presso il collegio dei gesuiti a Galway; in seguito si erano trasferirti tutti a Londra, perch\u00e9 il padre, bench\u00e9 irlandese e cattolico, era un leale suddito britannico e non condivideva assolutamente la causa indipendentista. A Londra il giovane Joyce si avvicin\u00f2, negli anni fra le due guerre mondiali, ai movimenti di estrema destra in ascesa, e dal 1932 milit\u00f2 attivamente e rumorosamente nel British Union of Fascists di Sir Oswald Mosley. Qualche tempo prima, quando ancora era iscritto al partito Conservatore, aveva ricevuto un tremendo colpo di rasoio durante uno dei numerosi tafferugli di strada fra gruppi degli opposti estremismi, che gli lasci\u00f2 una vistosa cicatrice lungo tutta la faccia, dalla bocca fino all&#8217;orecchio. Per qualche tempo Joyce fu il pi\u00f9 stretto collaboratore di Mosley, ma dopo l&#8217;avvento al potere di Hitler, nel 1933, si allontan\u00f2 da lui perch\u00e9 spost\u00f2 le sue simpatie dall&#8217;Italia di Mussolini alla Germania nazista e ader\u00ec anche all&#8217;antisemitismo da essa predicato. A quel punto Joyce, che conservava la cittadinanza americana, era pi\u00f9 un irlandese con idee di estrema destra, affascinato dalla prospettiva di un Nuovo Ordine Europeo sotto l&#8217;egida di Hitler e Mussolini, che un nazionalista irlandese impegnato a rivendicare l&#8217;annessione dell&#8217;Ulster allo Stato dell&#8217;Eire e la totale autonomia di quest&#8217;ultimo dal Commonwealth. \u00c8 importante precisare questo punto, che lo accomuna ad altri personaggi di quasi tutti i Pesi d&#8217;Europa, per inquadrare correttamente le successive vicende della sua vita movimentata.<\/p>\n<p>Uscito nel 1935 dal movimento fascista di Mosley per insormontabili contrasti con il capo, due anni dopo, nel 1937, Joyce fond\u00f2 un proprio movimento, la National Socialist League (che richiamava anche nel nome l&#8217;ispirazione filo-nazista) invero con pochissimo seguito, nonostante la sua focosa partecipazione a tutti i comizi e a tutti gli scontri di piazza, che ne fecero una figura caratteristica e tuttavia marginale nella politica britannica degli anni immediatamente precedenti lo scoppio della Seconda guerra mondiale. Nell&#8217;agosto del 1939, appena pochi giorni prima dell&#8217;attacco tedesco alla Polonia e della dichiarazione di guerra anglo-francese alla Germania, Joyce si trasfer\u00ec in questo Paese, appena in tempo prima che le frontiere venissero bloccate: l&#8217;anno prima aveva chiesto e ottenuto un passaporto britannico, asserendo falsamente di essere cittadino del Regno Unito. Come vedremo, quest&#8217;ultimo fatto gli sarebbe poi costato la vita. A Berlino le autorit\u00e0 naziste gli offrirono la direzione di una trasmissione radiofonica in lingua inglese destinata alla propaganda di guerra, intitolata <em>Germany Calling<\/em>, che egli accett\u00f2 e che condusse per cinque anni, il che lo mise in una posizione analoga a quella del grande poeta americano Ezra Pound, impegnato a sostenere via radio la causa del fascismo italiano contro i suoi connazionali. La trasmissione provoc\u00f2 scalpore e, ovviamente, molto risentimento in Gran Bretagna, e un giornalista, Jonah Barrington, gli affibbi\u00f2 il nomignolo spregiativo di <em>Lord ah ah<\/em>, ovvero Signor Sghignazzata, per il suo modo di parlare e per la veemenza ironica con cui inveiva contro il nemico. E anche questo soprannome contribu\u00ec a demonizzare Joyce e a costruire di lui l&#8217;immagine di un individuo moralmente spregevole, il che avrebbe avuto il suo peso nella vicenda del processo al termine del quale sarebbe stato condannato a morte. I servigi da lui resi alla Germania di Hitler non andarono oltre la conduzione del programma radiofonico, anche se ci\u00f2 gli valse l&#8217;attribuzione della Croce di guerra di prima classe al merito di guerra da parte dei nazisti.<\/p>\n<p>Joyce a suo modo era un idealista e rimase fermo al suo posto sino alla fine: la sua ultima trasmissione radio and\u00f2 in onda il 30 aprile del 1945, quando sia Mussolini che Hitler erano gi\u00e0 morti e i russi stavano penetrando nel cuore di Berlino. Nel corso degli ultimi giorni aveva cercato di richiamare gli Alleati alla necessit\u00e0 di fare fronte comune con la Germania per contenere l&#8217;avanzata minacciosa dell&#8217;Armata Rossa nel cuore dell&#8217;Europa, ossia la stessa linea che alcuni capi nazisti cercarono di imprimere alla politica tedesca in quella tormentata primavera del 1945, e che lo stesso F\u00fchrer aveva accarezzato fra s\u00e9 e s\u00e9, pur senza concretizzarla con precise proposte politiche (che sarebbero state del tutto inutili visto che fin dalla conferenza di Casablanca del gennaio 1943 gli Alleati avevano posto la resa incondizionata delle potenze del Patto Tripartito come condizione imprescindibile per l&#8217;apertura di qualunque negoziato). Ironia della sorte per l&#8217;antisemita Joyce, fu un soldato tedesco di origini ebraiche, combattente nelle forze armate alleate, a riconoscerlo e a provocarne la drammatica cattura: mentre egli infilava la mano sotto la giacca per estrarre il passaporto britannico, il suo gesto venne interpretato in senso ostile e gli spararono addosso, ferendolo quattro volte, ma non mortalmente (cfr. <em>The heroes of Churchill&#8217;s German Army tells their stories<\/em>, in <a href=\"https:\/\/www.thesun.co.uk\/topic\/features\/\">https:\/\/www.thesun.co.uk\/topic\/features\/<\/a>). In seguito, fallito anche un tentativo di trasferirsi in Danimarca, vene nuovamente riconosciuto e arrestato da agenti dei servizi segreti britannici a Flensburg, presso la frontiera, e tradotto come prigioniero di guerra in Inghilterra, a Londra, dove rapidamente venne istruito il processo contro di lui. I capi d&#8217;accusa erano tre: alto tradimento, lesa maest\u00e0 e vilipendio alla Corona: illegittimi tutti e tre, per la semplice ragione che non si trattava di un suddito britannico. Tuttavia le autorit\u00e0 inglesi volevano fargliela pagare, e il procuratore generale Sir Hartley Shawcross (1902-2003), gi\u00e0 consigliere del re e presidente dell&#8217;Enemy Aliens Tribunal, il tribunale contro i cittadini stranieri, colui che in seguito avrebbe rappresentato la Gran Bretagna al Processo di Norimberga, fond\u00f2 la sua richiesta della pena capitale con l&#8217;asserzione che Joyce, chiedendo nel 1938 il passaporto britannico e mentendo sulla propria nazionalit\u00e0, si era reso comunque colpevole di condotta sleale e fraudolenta nei confronti della Corona e del governo britannico, i quali, concedendoglielo, gli avevano offerto la loro protezione. La Camera dei Lord, cui spettava la ratifica, in considerazione delle notevoli anomalie giuridiche avrebbe potuto opporsi alla sentenza, ma non lo fece, per cui essa venne eseguita immediatamente, il 3 gennaio 1946, mediante impiccagione.<\/p>\n<p>La vicenda \u00e8 stata riassunta in modo sintetico, ma completo e obiettivo, da Alan John Percival Taylor (1906-1990) &#8211; probabilmente lo storico inglese pi\u00f9 obiettivo fra quelli della scuola politicamente corretta (e quindi escludendo figure come quella di David Irving), ad esempio riconoscendo che furono gl&#8217;inglesi, e non i tedeschi, a iniziare i bombardamenti aerei indiscriminati sulle popolazioni civili) &#8211; nella sua <em>Storia dell&#8217;Inghilterra contemporanea<\/em> (titolo originale: <em>English History 1914-1945<\/em>, Oxford University Press, 1965; traduzione dall&#8217;inglese di Lucia Biocca Marghieri, Bari, Laterza, 12975, vol. 2, pp. 635-636 e 656-657):<\/p>\n<p><em>I tedeschi combatterono la guerra politica [=radiofonica] con altrettanto scarsi successi [dei britannici]; William Joyce, il loro principale oratore in lingua inglese alla radio (noto come &quot;Lord ah! ah! Per il suo modo di parlare) suscitava ilarit\u00e0, non paura, anche se questo non gli imped\u00ec di essere condannato a morte, alla fine della guerra, in base a prove artificialmente fabbricate. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Joyce era nato a New York. Suo padre era naturalizzato cittadino Americano. Joyce non ebbe mai la cittadinanza britannica bench\u00e9 avesse trascorso la maggior parte della sua vita in Inghilterra e fosse un patriota fanatico [irlandese]; divenne un fascista per cui Sir Oswald Mosley, il &quot;sanguinario&quot;, era troppo moderato. Nel 1938 Joyce chiese e ottenne un passaporto britannico, affermando, falsamente, di essere cittadino britannico Nell&#8217;agosto 1939 rinnov\u00f2 questo passaporto per un anno e si rec\u00f2 in Germania. Nel settembre 1940 ebbe la cittadinanza tedesca. Dal momento che Joyce non era mai stato cittadino britannico, sembrava al riparo dall&#8217;accusa di alto tradimento. Si afferm\u00f2 tuttavia che Joyce aveva ricercato la protezione della Corona prendendo un passaporto britannico, e che perci\u00f2 era in obbligo di fedelt\u00e0 finch\u00e9 ne rimaneva in possesso. Persino su una base cos\u00ec poco convincente l&#8217;accusa contro Joyce non fu provata. Non si riusc\u00ec a dimostrare che egli aveva conservato il passaporto una volta in Germania, anche se probabilmente lo fece; n\u00e9 fu prodotta alcuna prova convincente che egli parlasse alla radio tedesca nel periodo di validit\u00e0 del passaporto. Da un punto di vista tecnico, Joyce fu impiccato per aver affermato il falso quando aveva richiesto il passaporto, reato per cui \u00e8 prevista in genere una piccola multa. La sua vera colpa consisteva nell&#8217;essersi attirato la mitica reputazione come &quot;Lord ah! Ah!&quot;. La maggior parte delle trasmissioni attribuite a Joyce non erano state fatte veramente n\u00e9 da Joyce n\u00e9 da nessun altro. In nessuna trasmissione tedesca, per esempio, furono mai dati i nomi delle citt\u00e0 inglesi che la &quot;Luftwaffe&quot; avrebbe bombardato la notte seguente, n\u00e9 si afferm\u00f2 che l&#8217;orologio di Banstead era in ritardo di dieci minuti. Queste leggende erano opera della guerra psicologica.<\/em><\/p>\n<p><em>Le trasmissioni radio dalle stazioni nemiche produssero altri scopi di isterismo. Il romanziere P. G. Wodehouse fu catturato dai tedeschi ed internato. Egli fece un allegro discorso alla radio tedesca descrivendo la vita del campo di internamento (dove continu\u00f2 a scrivere romanzi in condizioni difficili. I tedeschi lo liberarono quando comp\u00ec i 60 anni ed egli torn\u00f2 in Francia. Alla liberazione, si dette ordine di arrestarlo e rimandarlo in Inghilterra per subirvi un processo. Un ufficiale di buon senso del servizio segreto britannico lo protesse finch\u00e9 non si pot\u00e9 farlo passare clandestinamente in Svizzera. Ma per alcuni anni gli editori inglesi cercarono di evitare di pubblicare i romanzi di Wodehouse, che non ritorn\u00f2 mai nel suo paese natale.<\/em><\/p>\n<p>La vicenda pressoch\u00e9 dimenticata di William Joyce \u00e8 ancora oggi una pagina scottante nella storia dell&#8217;Inghilterra contemporanea, e ad A. J. P. Taylor va reso atto dell&#8217;onest\u00e0 e dell&#8217;imparzialit\u00e0 con cui l&#8217;ha trattata in uno dei suoi libri pi\u00f9 noti, sdegnando, come suo costume, le critiche del pubblico e le perplessit\u00e0 dei suoi colleghi. Dal punto di vista giudiziario, si \u00e8 trattato pi\u00f9 o meno di un assassinio legalizzato, e ci\u00f2 ne fa un nervo sempre scoperto per un sistema giudiziario che di scheletri nell&#8217;armadio, anche recenti e recentissimi, ne ha diversi, come la Domenica di Sangue a Derry del 30 gennaio 1972, nella quale persero la vita quattordici cittadini inermi sotto il fuoco dell&#8217;esercito britannico. Tuttavia la ragione pi\u00f9 profonda per cui \u00e8 scomodo parlare di William Joyce, anche al di fuori della storiografia britannica, \u00e8 un&#8217;altra: quella vicenda, infatti, suggerisce che non furono poi cos\u00ec pochi, nell&#8217;Europa di settanta anni fa, a scegliere di schierarsi dalla parte dell&#8217;Asse e del Nuovo Ordine Europeo. E questo non solo, e non sempre, per una particolare simpatia nei confronti di Hitler e del nazismo, n\u00e9 per una forma di parossismo nazionalista o di delirio razzista, ma perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 che, a quell&#8217;epoca, non esistevano, come poi si \u00e8 voluto far credere e si \u00e8 seguitato a raccontare, due schieramenti nettamente distinti, quello del Bene contro il Male, ma una situazione assai pi\u00f9 sfumata e complessa. Una situazione nella quale le ideologie che si contendevano il mondo erano tre, la fascista (con la variante nazista), la comunista e la liberal-capitalista; che nessuna delle tre era senza macchia e nessuna, forse, era totalmente cattiva, ma ciascuna di esse conteneva degli elementi parzialmente validi e suscettibili di sviluppi postivi; ma che tali possibilit\u00e0 di evoluzione abortirono di fronte alla ferocia di uno scontro spietato, senza quartiere, dettato pi\u00f9 che da quelle ideologie e dai rispettivi governi, dalle forze oscure della finanza che agivano da dietro le quinte, e si servivano dei vari Paesi come di altrettanti pedine nella loro personale partita per la conquista del mondo. Tutte cose delle quali \u00e8 scorrettissimo parlare, specialmente oggi che quelle stesse forze oscure sono passate alla fase finale del loro progetto d&#8217;instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale, servendosi non pi\u00f9 di guerre convenzionali e di confitti armati fra gli Stati, ma di crisi finanziarie pilotate dall&#8217;alto, virus, pandemie dichiarate ma non accertate, terrore mediatico e totalitarismo sanitario imposto per legge con il pretesto di salvaguardare la salute e la vita dei cittadini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei tanti miti tramandati dalla storiografia sulla Seconda guerra mondiale \u00e8 che nei Paesi dell&#8217;Asse si verific\u00f2 ogni sorta di violazione dei diritti dell&#8217;uomo nel<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[86,102],"class_list":["post-25722","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-adolf-hitler","tag-benito-mussolini"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25722","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25722"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25722\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25722"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25722"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25722"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}