{"id":25718,"date":"2021-01-14T09:32:00","date_gmt":"2021-01-14T09:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/01\/14\/il-carattere-va-formato-come-abito-del-dovere\/"},"modified":"2021-01-14T09:32:00","modified_gmt":"2021-01-14T09:32:00","slug":"il-carattere-va-formato-come-abito-del-dovere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/01\/14\/il-carattere-va-formato-come-abito-del-dovere\/","title":{"rendered":"Il carattere va formato come abito del dovere"},"content":{"rendered":"<p>La stretta totalitaria e sincronizzata che sta investendo quasi tutti il mondo, attuata sfruttando il terrore di un virus che non produce pi\u00f9 morti di una normale influenza, manipolando i numeri dei contagiati e dei deceduti e confondendo i dati oggettivi, grazie al dominio pressoch\u00e9 totale esercitato sui mezzi d&#8217;informazione di massa, \u00e8 l&#8217;ultimo atto di un processo degenerativo che la nostra societ\u00e0 stava gi\u00e0 vivendo da molto tempo, e che aspettava solo l&#8217;occasione giusta per manifestarsi in tutta la sua potenza autodistruttiva. Tale processo si pu\u00f2 riconoscere in quanto caratterizzato da una profonda, triplice crisi: intellettuale, educativa e spirituale. Tralasciamo qui gli aspetti materiali della crisi, quelli economici, quelli produttivi, quelli tecnologici, e anche gli aspetti politici, poich\u00e9 sono gi\u00e0 stati analizzati in lungo e in largo da altri, e soprattutto perch\u00e9 siamo convinti che essi, in linea generale, non sono &#8211; come potrebbe apparire &#8211; la causa, ma al massimo la concausa, e pi\u00f9 spesso l&#8217;effetto, della crisi che travaglia il nostro mondo, e che da molti indizi appare come la crisi finale di un sistema di vita, di una visione del mondo, in breve di una civilt\u00e0, avviata all&#8217;estinzione dopo un&#8217;agonia di quattro secoli, che \u00e8 iniziata in effetti con il sorgere stesso della modernit\u00e0.<\/p>\n<p>La crisi intellettuale ruota attorno all&#8217;abbandono del concetto della verit\u00e0: in una cultura relativista, ciascuno rivendica la sua piccola, limitata verit\u00e0 soggettiva e rimane appagato da essa, purch\u00e9 nessuno gliela venga a contestare, sicch\u00e9 coesistono innumerevoli verit\u00e0 le quali hanno il diritto ad esistere per statuto democratico legalmente riconosciuto; n\u00e9 tollerano il confronto con chi affermi l&#8217;universalit\u00e0, l&#8217;oggettivit\u00e0 e la necessit\u00e0 del concetto di verit\u00e0 al singolare. Ma di ci\u00f2 abbiamo gi\u00e0 parlato in un recente articolo (<em>La verit\u00e0 \u00e8 e resta la questione ineludibile e decisiva<\/em>, pubblicato sul sto dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 14\/01\/2021), oltre che in alcune conferenze (<em>Lectio magistralis su verit\u00e0 e relativismo<\/em> del 13\/12\/18: <a href=\"https_3A//www.youtube.com/watch@v=OajeluV0wwQ\">https:../../../../www.youtube.com/watch@v=OajeluV0wwQ<\/a>); mentre alla crisi spirituale abbiamo dedicato una unga serie d&#8217;interventi. Perci\u00f2 vogliamo ora focalizzare l&#8217;attenzione intorno alla crisi educativa che ci ha portati a perdere ogni vera influenza sui giovani, affidati a una scuola che ha smarrito i contatti con la realt\u00e0 e se ne va, in apparenza contenta di s\u00e9, dietro le sirene del Politicamente Corretto, spegnendo in loro ogni senso critico e ogni possibilit\u00e0 di pensiero libero; giovani d&#8217;altro canto abbandonati al sistematico lavaggio del cervello operato su di essi dai mezzi d&#8217;informazione di massa, dal cinema, e pi\u00f9 in generale da un clima sociale e culturale pi\u00f9 che mai omologato e mortificante, quale non si era visto n\u00e9 respirato neppure sotto le spietate dittature &quot;tradizionali&quot; del XX secolo, comunismo e nazismo.<\/p>\n<p>La dissoluzione educativa \u00e8 in atto da svariate generazioni, ma ha assunto un ritmo frenetico nel corso delle ultime due o tre. La scuola \u00e8 andata completamente alla deriva: la cosiddetta didattica a distanza, fatta via computer perfino per le tesi di laurea, ma con l&#8217;obbligo, o il caldo invito, a indossare la mascherina anche stando a casa, le ha dato il colpo di grazia. La famiglia (ed \u00e8 quasi superfluo precisare che per &quot;famiglia&quot; intendiamo un uomo e una donna stabilmente uniti ed aperti alla procreazione) annaspa, fa quel che pu\u00f2: ma \u00e8 evidente che l&#8217;educazione dei figli le sta sfuggendo inesorabilmente di mano e sta passando a delle agenzie private, televisioni e social network, le quali hanno la possibilit\u00e0 di distruggere sistematicamente tutto ci\u00f2 che due bravi genitori possono sforzarsi di trasmettere a un figlio in termini di valori morali, riflessione personale, senso del limite e del pudore, capacit\u00e0 di ascoltare l&#8217;altro e soprattutto assunzione di responsabilit\u00e0 quale strada maestra verso la crescita e la maturazione. E a proposito di educazione, come scordare che nei secoli passati la musica era parte integrante e fondamentale di essa, mentre oggi una musica &quot;leggera&quot; di pessima qualit\u00e0, e forme ancor pi\u00f9 orribili di oscene cacofonie spacciate per musica, occupano le menti e i cuori di milioni di giovani, pi\u00f9 e pi\u00f9 ore al giorno? Cos\u00ec, da nobile strumento di educazione al bello, la musica \u00e8 divenuta parte della sua distruzione.<\/p>\n<p>Il punto essenziale della presente emergenza educativa \u00e8 questo: tutti quanti gli adulti, famiglia, scuola, chiesa, collegi, seminari, sembrano essersi dimenticati che il carattere \u00e8 l&#8217;abito morale della persona e che lo si pu\u00f2, anzi lo si deve formare, coltivare, potare, irrigare, proteggere dai parassiti, esattamente come il bravo agricoltore fa con il suo campo di frumento o con il suo frutteto. Oggi, al contrario, si \u00e8 largamente diffusa l&#8217;idea che il carattere di una persona sia qualcosa d&#8217;immutabile, un modo di essere che ognuno si porta dietro per tutta la vita, dall&#8217;infanzia alla vecchiaia, come un <em>dato di fatto<\/em> e non come un <em>movimento<\/em>, ci\u00f2 che in realt\u00e0 \u00e8. Se prendiamo un buon vocabolario della lingua italiana, ad esempio quello della Treccani, alla voce carattere leggiamo:<\/p>\n<p><em>Il complesso delle doti individuali e delle disposizioni psichiche che distinguono una personalit\u00e0 umana dall&#8217;altra, e che si manifesta soprattutto nel comportamento sociale, nella disposizione affettiva dominante, nell&#8217;umore abituale.<\/em><\/p>\n<p>Quel che non viene detto, per\u00f2, \u00e8 che il carattere pu\u00f2 essere forgiato secondo certi princ\u00ecpi, con l&#8217;impegno della volont\u00e0 e sotto la guida di figure capaci di orientare il bambino, e poi l&#8217;adolescente, nel senso di fargli imparare ad essere ci\u00f2 che un uomo deve essere, e non semplicemente a fare quel che gli va di fare, come oggi sembra essere divenuto abituale, grazie alla disastrosa eredit\u00e0 degli anni &#8217;60, che non ha mai finito di provocare danni colossali e spargere ovunque macerie d&#8217;ogni tipo. In effetti, la maggior parte delle persone rimane stupita sentendo questo discorso, che appena due generazioni fa era addirittura ovvio e scontato: il carattere si forma; formare il carattere \u00e8 compito della societ\u00e0, innanzitutto della famiglia, ma richiede anche il massimo impegno da parte dell&#8217;educando; quest&#8217;ultimo, d&#8217;altra parte, non si sottoporr\u00e0 mai agli sforzi e ai sacrifici che la formazione del proprio carattere richiede, se non gli viene fatto capire che tale \u00e8 la chiamata cui ogni essere umano \u00e8 invitato a rispondere; e che un uomo non pu\u00f2 in definitiva dirsi tale se non ha imparato a comandare a se stesso, a dominare se stesso, a controllare le proprie passioni, ad affinare la propria intelligenza, a temprare la propria volont\u00e0. In breve, ad assumersi la responsabilit\u00e0 di diventare ci\u00f2 che deve diventare.<\/p>\n<p>Ci sembrano degne d&#8217;interesse le riflessioni svolte su questo tema, quasi un secolo fa, da monsignor Carlo Pellegrini nella sua corposa e assai ben documentata biografia <em>La vita di Contardo Ferrini<\/em> (Torino, S.E.I., 1928, pp. 33-34):<\/p>\n<p><em>DOVERE DEL GIOVANE DI FORMARSI UN CARATTERE.<\/em><\/p>\n<p><em>Un mistero di forze e di debolezze, d&#8217;entusiasmi e di scoraggiamenti \u00e8 il cuore del giovane, dove sono in lotta le pi\u00f9 elevate idealit\u00e0 e le tendenze pi\u00f9 basse, mentre l&#8217;inesperienza e l&#8217;irrequietezza in lui naturali lo portano quasi con la medesima energia al bene e al male. In mezzo a questo scompiglio morale, soltanto una forte volont\u00e0 diretta da principi pratici giusti potr\u00e0 mettere un po&#8217; di ordine. Quindi l&#8217;obbligo morale per il giovane di formarsi quella forte volont\u00e0, saggiamente diretta, che costituisce il carattere: obbligo che appare gravissimo, se si considera che nella giovinezza si pongono i fondamenti di tutta la nostra vita. Il CARATTERE pu\u00f2 definirsi L&#8217;ABITO DEL DOVERE (\u00e8 la definizione che d\u00e0 Augusto Alfani, &quot;Il carattere degl&#8217;Italiani&quot;, cap. II, Firenze, 1878). L&#8217;ABITO si acquista con la continua ripetizione degli atti, poich\u00e9 la volont\u00e0, come del resto tutte le nostre facolt\u00e0 fisiche e morali, si perfeziona coll&#8217;esercizio prolungato e costante di atti virtuosi; il DOVERE poi \u00e8 cosa tanto sacra per l&#8217;uomo, che tutta la forza della sua volont\u00e0 meglio non pu\u00f2 essere impiegata che per il compimento di esso.<\/em><\/p>\n<p><em>Oggid\u00ec, forse, troppo si esalta e si cura l&#8217;educazione dell&#8217;intelletto a detrimento della volont\u00e0, mentre quest&#8217;appunto ha un valore morale e sociale assai maggiore di quella. Esercitare la volont\u00e0 col comandare a se stesso, sostenere le proprie convinzioni e compiere il proprio dovere non ostante che l&#8217;ambiente sociale e la folla ci siano contrari, non ostante che in noi ruggisca la nostra parte bruta, e le passioni si agitino, ecco in che cosa consiste la formazione del carattere.<\/em><\/p>\n<p><em>Del resto le passioni sono forze morali pericolose, ma anche preziose, che noi non possiamo distruggere, ma possiamo governare e drizzarle al bene. L&#8217;utilizzazione delle passioni \u00e8 quanto v&#8217;ha di pi\u00f9 bello nella morale cristiana; e noi possiamo giungere a tanto, solo che ci proponiamo un ideale sublime da raggiungere e attuare. Poich\u00e9 l&#8217;efficacia dell&#8217;ideale, specialmente sopra i cuori giovanili, \u00e8 somma; attorno ad esso vagheggiato, amato e voluto, si drizzano e si concentrano tutte le forze dell&#8217;anima; le stesse passioni nostre ne sentono il fascino, e diventano come ancelle al servizio dell&#8217;ideale amato e voluto. Ho detto AMATO e VOLUTO perch\u00e9 non basta la visone, n\u00e9 l&#8217;approvazione della bellezza dell&#8217;ideale che si vagheggia, affinch\u00e9 esso diventi realt\u00e0; \u00e8 necessario che lo vogliamo fortemente, anzi che noi lo si viva: solo cos\u00ec l&#8217;ideale diventa azione e pu\u00f2 infornare e trasformare la vita nostra. Tutti i santi ebbero un ideale sublime che inform\u00f2 la loro vita, dandole unit\u00e0 e stabilit\u00e0, le due note che caratterizzano l&#8217;uomo moralmente forte. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Lacordaire disse: \u00abSi pu\u00f2 avere ingegno scienza, anche genio, e non avere n\u00e9 volont\u00e0 n\u00e9 carattere\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Che bei tempi quelli in cui c&#8217;erano sacerdoti come monsignor Carlo Pellegrini, che indicavano con tanta chiarezza, saggezza e umanit\u00e0 alle giovani anime la strada del dovere e del sacrificio; in cui c&#8217;erano professori che facevano innamorare i loro studenti della propria materia, ma che sapevano anche trasmettere loro, pi\u00f9 in generale, l&#8217;amore per la ricerca, per il conoscere, per il ragionare; in cui c&#8217;erano padri e madri, magari con la quinta elementare o con la terza media come titolo di studio, che per\u00f2 si ponevano come modelli credibili e autorevoli per i loro figli, che insegnavano loro con gli atti della vita pratica il significato di parole come lavoro, impegno, sacrificio, responsabilit\u00e0, onore, lealt\u00e0, costanza, altruismo, disinteresse; in cui tutta la societ\u00e0, salvo qualche stonatura marginale, orientava i piccoli e i ragazzi in senso costruttivo, operoso, generoso, insegnando loro che entrare nella vita \u00e8 un privilegio e una missione, e che ci\u00f2 richiede coraggio e perseveranza, senza i quali nulla si ottiene che duri, nulla che abbia un reale valore. Oggi, al contrario, \u00e8 passata la filosofia cialtrona del tutto e subito, del massimo senza fatica, del dare poco aspettandosi moltissimo: per cui ogni cretino si crede un Aristotele, ogni fannullone si crede destinato a ricoprire posti di alta responsabilit\u00e0, e ogni incapace si ritiene degno e meritevole di assolvere i ruoli pi\u00f9 delicati e impegnativi. E se un ragazzo prende sette nella tema d&#8217;italiano, ecco che la sua mammina si precipita al colloquio con il professore e gli domanda come mai il suo piccolo genio non sia stato giudicato meritevole dell&#8217;otto; ecco che il principiante di arrampicata, che \u00e8 salito in parete una dozzina di volte in tutto, si sente pronto e qualificato per scalare il versante Nord dell&#8217;Eiger, se non addirittura l&#8217;Annapurna o il Cerro Torre; ed ecco che l&#8217;ultimo strimpellatore di chitarra pensa e s&#8217;immagina di aver diritto a un radioso futuro di musicista, di membro di qualche orchestra prestigiosa o di direttore d&#8217;orchestra. Abbiamo tracciato un quadro esagerato? Niente affatto: semmai siamo stati al di qua di molte situazioni reali, alcune delle quali senza dubbio ciascuno di noi ha conosciuto di persona; solo che ormai, proprio perch\u00e9 frequentissime, hanno smesso di colpirci come dovrebbero, mostrando tutto il velleitarismo, il dilettantismo e il narcisismo che imperversano nella nostra societ\u00e0. E tutto questo \u00e8 riconducibile, fondamentalmente, sempre alla stessa causa: l&#8217;ipertrofia dell&#8217;ego, il culto paranoide di se stessi, delle proprie doti presunte o immaginarie, alimentato da una contro-educazione che non insegna n\u00e9 il senso del limite, n\u00e9 quello del dovere, ma suggerisce che ciascuno \u00e8 splendido e meraviglioso cos\u00ec com&#8217;\u00e8, senza bisogno di lavorare su se stesso, di migliorarsi, di rafforzarsi mediante le prove, e che pertanto ha diritto, adesso, immediatamente, ad ogni riconoscimento e soddisfazione. E se poi questi tardano a venire, non pu\u00f2 esserci che una sola spiegazione per un destino cos\u00ec strano e maligno: la societ\u00e0 \u00e8 ingiusta, gli altri sono cattivi e invidiosi, non vogliono rendere onore al merito e boicottano tutto ci\u00f2 che noi facciano, negandoci quella gloria e quel successo che avremmo ampiamente meritato.<\/p>\n<p>Una sola cosa non \u00e8 pi\u00f9 attuale nelle parole di monsignor Pellegrini: il fatto che, ai suoi tempi, l&#8217;educazione tendeva ad anteporre l&#8217;intelletto alla volont\u00e0. Oggi, neanche l&#8217;intelletto viene pi\u00f9 educato: passioni ed emozioni paiono divenute la sola cosa che conti, con l&#8217;ovvio dilagare del principio di piacere. \u00c8 da qui dunque che bisogna ripartire, dal carattere: ritti in piedi, fra le rovine&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La stretta totalitaria e sincronizzata che sta investendo quasi tutti il mondo, attuata sfruttando il terrore di un virus che non produce pi\u00f9 morti di una<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[263],"class_list":["post-25718","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25718","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25718"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25718\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25718"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25718"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25718"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}