{"id":25703,"date":"2022-12-08T11:05:00","date_gmt":"2022-12-08T11:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/12\/08\/il-simbolo-atanasiano-dio-e-uno-in-tre-persone\/"},"modified":"2022-12-08T11:05:00","modified_gmt":"2022-12-08T11:05:00","slug":"il-simbolo-atanasiano-dio-e-uno-in-tre-persone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/12\/08\/il-simbolo-atanasiano-dio-e-uno-in-tre-persone\/","title":{"rendered":"Il Simbolo atanasiano: Dio \u00e8 uno in tre Persone"},"content":{"rendered":"<p>Senza dubbio l&#8217;unit\u00e0 e la trinit\u00e0 di Dio \u00e8, insieme a quello della Incarnazione del Verbo, il pi\u00f9 grande, il pi\u00f9 abissale, il pi\u00f9 sconcertante mistero &#8212; dal punto di vista della la ragione umana &#8211; su cui si basa la fede cattolica. Per definirlo, sono stati necessari lunghi anni di confronti, di discussioni, di scontri anche assai aspri, che non \u00e8 qui il caso di rievocare. Basti sapere che la professione di fede cattolica, su questo punto, si basa su cosiddetto Simbolo atanasiano, perch\u00e9 tale confessione di fede \u00e8 opera soprattutto del vescovo di Alessandria d&#8217;Egitto, Atanasio (dal 295 al 373), che riusc\u00ec ad imporre e a far approvare dalla Chiesa il suo parere, vincendo le forti resistenze dei suoi oppositori e specialmente dei seguaci del monaco e teologo Ario (256-336), le cui idee relative alla creazione del Figlio da parte del Padre vennero formalmente condannate come eretiche nel Primo Concilio di Nicea (325). Nonostante un&#8217;effimera ripresa e una tenace resistenza dei numerosi vescovi passati all&#8217;arianesimo (nella cui forma, tra l&#8217;altro, avevano iniziato a convertire i popoli germanici confinanti con l&#8217;Impero, il che sar\u00e0 causa di successivi problemi) nel corso del IV secolo, il Primo Concilio di Costantinopoli (381) defin\u00ec e approv\u00f2 in modo risolutivo il Simbolo niceno-costantinopolitano. Il quale, nel testo latino (<em>Myssale Romanum<\/em>, <em>editio typica tertia<\/em>, 2002), suona cos\u00ec:<\/p>\n<p><em>Credo in unum Deum,<br \/>\nPatrem omnipot\u00e9ntem,<br \/>\nFactorem c\u00e6li et terr\u00e6,<br \/>\nvisib\u00edlium \u00f3mnium et invisibilium<br \/>\nEt in unum D\u00f3minum Iesum<br \/>\nChristum,<br \/>\nFilium Dei unig\u00e9nitum<br \/>\net ex Patre natum<br \/>\nante \u00f3mnia s\u01fdcula:<br \/>\nDeum de Deo, Lumen de L\u00famine,<br \/>\nDeum verum de Deo vero,<br \/>\ng\u00e9nitum, non factum, consubstanti\u00e1lem Patri: per quem \u00f3mnia<br \/>\nfacta sunt;<br \/>\nqui propter nos h\u00f3mines<br \/>\net propter nostram sal\u00fatem,<br \/>\ndesc\u00e9ndit de c\u00e6lis, et incarn\u00e1tus est<br \/>\nde Sp\u00edritu Sancto ex Maria V\u00edrgine<br \/>\net homo factus est, crucif\u00edxus \u00e9tiam<br \/>\npro nobis sub P\u00f3ntio Pil\u00e1to, passus<br \/>\net sep\u00faltus est, et resurr\u00e9xit t\u00e9rtia<br \/>\ndie sec\u00fandum Script\u00faras,<br \/>\net asc\u00e9ndit ad c\u00e6lus, sedet ad<br \/>\nd\u00e9xteram Patris, et \u00edterum vent\u00farus<br \/>\nest cum gl\u00f3ria, iudic\u00e1re vivos et<br \/>\nm\u00f3rtuos, cuius regni non erit finis.<br \/>\nCredo in Sp\u00edritum Sanctum, Dominum et vivific\u00e1ntem, qui ex Patre<br \/>\nFili\u00f3que proc\u00e9dit, qui cum Patre et<br \/>\nF\u00edlio simul ador\u00e1tur et conglorific\u00e1tur, qui loc\u00fatus est per proph\u00e9tas.<br \/>\nEt unam sanctam cath\u00f3licam<br \/>\net apost\u00f3licam Eccl\u00e9siam.<br \/>\nConf\u00edteor unum Bapt\u00edsma<br \/>\nin remissi\u00f3nem peccat\u00f3rum.<br \/>\nEt exsp\u00e9cto resurrecti\u00f3nem mortu\u00f3rum,<br \/>\net vitam vent\u00fari s\u00e6culi.<br \/>\nAmen.<\/em><\/p>\n<p>Per la ragione umana, sostanza \u00e8 quasi sinonimo di natura, e si discosta poco dal concetto di essenza.<\/p>\n<p>Per essere precisi, possiamo precisare che l&#8217;essenza indica la ragione intima di una cosa, ci\u00f2 per cui essa \u00e8 propriamente quella che \u00e8; sostanza \u00e8 l&#8217;essenza in quanto \u00e8 in una cosa sussistente in s\u00e9 e per s\u00e9; natura \u00e8 il pi\u00f9 delle volte sinonimo di essenza, per\u00f2, in termini pi\u00f9 precisi, sta ad indicare l&#8217;essenza in quanto \u00e8 il principio di modificazione e di attivit\u00e0: la ragione ultima dell&#8217;attivit\u00e0 ridiede nella natura delle cose (natura da <em>nasci<\/em>, nascere). Cos\u00ec l&#8217;ottimo Bernhard Barthmann nel suo <em>Manuale si Teologia Dogmatica<\/em>, vol. 1, 1952, p. 248).<\/p>\n<p>Noi siamo portati a identificare la natura, l&#8217;essenza di una cosa, la sua sostanza, con la persona: tante persone, tante sostanze e tante nature. Ma questo \u00e8, ovviamente, un modo di ragionare puramente umano; ed \u00e8 corretto ma solo nel suo ambito. Ora, alla realt\u00e0 naturale si soprappone la realt\u00e0 soprannaturale, che \u00e8 costituita, essenzialmente, dalla grazia, la quale si aggiunge alla natura, la perfeziona, l&#8217;arricchisce, ma non la svuota, n\u00e9 la contraddice. E, ovviamente, la grazia non si lascia afferrare dagli strumenti della ragione naturale come un oggetto ordinario: perch\u00e9 la ragione naturale serve a comprendere le cose umane e terrene, mentre per comprendere (parzialmente) le cose divine e celesti, \u00e8 necessario l&#8217;aiuto soprannaturale.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 premesso, ricordiamo la definizione della persona data da San Tommaso d&#8217;Aquino (<em>Summa<\/em> <em>Theol<\/em>.,I,29,3):<\/p>\n<p><em>Persona significat id quod est perfetctissimum in tota natura, scilicet subsistens in rationali natura. Unde cum omne illud quod est perfetcionis, Deo sit attribuendum eo quod eius essentia continet in se omnem perfectionem, conveniens est ut hoc nomen persons de Deo dicatur.<\/em><\/p>\n<p>Dunque, se la persona \u00e8 la cosa pi\u00f9 perfetta che esista in natura, la persona pi\u00f9 perfetta n on potr\u00e0 che essere Dio, il quale ha in se stesso le ragioni del proprio esistere, del proprio agire e della propria beatitudine. Egli \u00e8 inoltre il vaso di tutte le perfezioni, e ci\u00f2 ch&#8217;\u00e8 perfetto fuori di Lui, diventa imperfetto paragonato a Lui: sicch\u00e9 non esiste alcun termine di perfezione che gli si possa, non diciamo essere paragonato, ma neppure lontanamente accostato.<\/p>\n<p>Ora, non vi \u00e8 dubbio che, umanamente ragionando, ad una persona deve corrispondere una certa natura, e quella soltanto, caratterizzata da una determinata sostanza e da una determinata essenza. Ma Iddio, nel mistero ineffabile della Santissima Trinit\u00e0, va oltre questi schemi mentali: Egli possiede una sola essenza, una sola natura, una sola sostanza, e tuttavia in Lui vi sono tre Persone: (non tre diversi d\u00e8i!): il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Non dunque tre divinit\u00e0 distinte, una un unico Dio in tre Persone.<\/p>\n<p>La risoluzione di queste apparenti antinomie si trova da un lato nell&#8217;uso analogico del linguaggio, dall&#8217;altro nel concetto chiave di <em>ipostasi<\/em>. Quando adoperiamo espressioni come &quot;la natura di Dio&quot;, &quot;la sostanza di Dio, lo facciamo in senso analogico, cio\u00e8 per analogia con le creature finite: ma analogia non significa identit\u00e0. Le parole <em>natura<\/em>, <em>sostanza<\/em>, <em>essenza<\/em>, sottintendono la condizione creaturale, mentre se le adoperiamo riguardo a io, le usiamo in modo eminente, cio\u00e8 nel senso che egli non partecipa di esse, bens\u00ec le possiede in maniera assoluta e incondizionata. L&#8217;ipostasi, poi, \u00e8 la sostanza che non fa parte di un tutto, ma \u00e8 sostanza assolutamente completa, esistente in s\u00e9 e per s\u00e9. tutte le sostanze finite sono parte di un tutto, che le comprende e le condiziona: Dio no. L&#8217;ipostasi divina, sussistente in s\u00e9, \u00e8 la persona pi\u00f9 perfetta fra tutte le sostanze: a Lei non si applicano le leggi cui soggiacciono esse.<\/p>\n<p>Scrive con esemplare chiarezza mons. Francesco Olgiati (Busto Arsizio, 1\u00b0 gennaio 1886- Milano, 21 maggio 1962) nel suo <em>Il Sillabario del Cristianesimo<\/em> (Milano, Societ\u00e0 Editrice &quot;Vita e Pensiero&quot;1933, 1963, ci. In: Gennaro Nardi, <em>Catholica Fides<\/em>, Napoli, Luigi Loffredo Editore, 1963, vol. 1, pp. 63-64):<\/p>\n<p><em>SIMBOLO ATANASIANO<\/em><\/p>\n<p><em>La fede cattolica \u00e8 questa: che noi veneriamo un solo Dio nella Trinit\u00e0 e la Trinit\u00e0 nell&#8217;Unit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Non confondendo le persone, n\u00e9 separando la sostanza.<\/em><\/p>\n<p><em>Poich\u00e9 altra \u00e8 la persona del Padre, altra quella del Figlio ed altra quella dello Spirito Santo.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma una \u00e8 la divinit\u00e0 del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo: eguale \u00e8 la gloria; coeterna la maest\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Quale il Padre, tale il Figlio, tale lo Spirito Santo.<\/em><\/p>\n<p><em>Immenso il Padre, immenso il Figlio, immenso lo Spirito Santo.<\/em><\/p>\n<p><em>Eterno il Padre, eterno il Figlio, eterno lo Spirito Santo.<\/em><\/p>\n<p><em>E tuttavia non vi sono tre eterni, ma uno \u00e8 l&#8217;eterno.<\/em><\/p>\n<p><em>Come pure non vi sono tre increati o tre immensi, ma uno \u00e8 l&#8217;increato e uno \u00e8 l&#8217;immenso.<\/em><\/p>\n<p><em>Parimenti \u00e8 onnipotente il Padre, onnipotente il Figlio, onnipotente lo Spirito Santo.<\/em><\/p>\n<p><em>E tuttavia non vi sono tre onnipotenti, ma uno \u00e8 l&#8217;onnipotente.<\/em><\/p>\n<p><em>Cos\u00ec, il Padre \u00e8 Dio, il Figlio \u00e8 Dio, lo Spirito Santo \u00e8 Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>E tuttavia non vi sono tre D\u00e8i, ma uno solo \u00e8 Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>Cos\u00ec Signore \u00e8 il Padre, Signore \u00e8 il Figlio, Signore \u00e8 lo Spirito Santo. Poich\u00e9, come in nome delle verit\u00e0 cristiane siamo obbligati a riconoscere singolarmente ogni persona quale Dio e Signore, cos\u00ec in nome della religione cattolica abbiamo la proibizione di parlare di tre D\u00e9i o Signori.<\/em><\/p>\n<p><em>Il Padre da nessuno \u00e8 stato fatto, n\u00e9 creato, n\u00e9 generato.<\/em><\/p>\n<p><em>Il Figlio \u00e8 dal solo padre; ma non \u00e8 fatto n\u00e9 creato da Lui, bens\u00ec \u00e8 da Lui generato.<\/em><\/p>\n<p><em>Lo Spirito Santo \u00e8 dal Padre e dal Figlio; ma non \u00e8 fatto, n\u00e9 creato, n\u00e9 generato, ma procede da Loro.<\/em><\/p>\n<p><em>Uno dunque \u00e8 il Padre, n\u00e9 vi sono tre Padri; uno \u00e8 il Figlio, n\u00e9 vi sono tre Figli; uno \u00e8 lo Spirito Santo, n\u00e9 vi sono tre Spiriti Santi.<\/em><\/p>\n<p><em>Ed in questa Trinit\u00e0 non v&#8217;ha nulla che sia prima o dopo. nulla che sia maggiore o minore, ma tutte le tre Persone sono coeterne e coeguali.<\/em><\/p>\n<p><em>Cosicch\u00e9, come gi\u00e0 s&#8217;\u00e8 detto sopra, \u00e8 da adorarsi l&#8217;Unit\u00e0 nella Trinit\u00e0 e la Trinit\u00e0 nell&#8217;unit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Chi dunque vuol essere salvo, questo Ritenga della Trinit\u00e0&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>CONTEMPLANDO IL MISTERO DELLA SS. TRINIT\u00c0<\/em><\/p>\n<p><em>Spesso, chi contempla il mare od ammira l&#8217;oceano, sente un sa forza misteriosa che lo soggioga; \u00e8 la voce di quelle onde. L&#8217;occhio tenta spingersi avanti; ma invano vuol dominare, invano cerca il termine di quelle acque, che si stendono lontano lontano, e ci danno la sensazione dell&#8217;infinito. Avviene questo, anche per il mistero della Trinit\u00e0. Iddio ci prende e ci conduce dinanzi all&#8217;oceano della sua Essenza, grande, immensa, infinita. Noi cerchiamo di abbracciarla con l&#8217;occhio avido della debole ragione; ma sentiamo il nulla dell&#8217;intelligenza nostra, la vana nostra superbia. E come un giorno, a Genova, dall&#8217;alto del Palazzo Doria, Giuseppe Verdi e Giosu\u00e8 Carducci, e rapiti in contemplazione, davanti al mare ligure, ruppero il silenzio, dicendo ciascuno: \u00abIo credo in Dio\u00bb; cos\u00ec noi, davanti al mare misterioso del Dio uno e trino, cantiamo gloria al Padre4, al Figlio, allo Spirito Santo.<\/em><\/p>\n<p>Speriamo, con ci\u00f2, di avere almeno acceso un pallido lumino in questo enorme mistero. Sul quale ci proponiamo di tornare, ben consci che una pi\u00f9 adeguata trattazione richiederebbe volumi su volumi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Senza dubbio l&#8217;unit\u00e0 e la trinit\u00e0 di Dio \u00e8, insieme a quello della Incarnazione del Verbo, il pi\u00f9 grande, il pi\u00f9 abissale, il pi\u00f9 sconcertante mistero<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30148,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[72],"tags":[117,262],"class_list":["post-25703","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dogmatica","tag-dio","tag-vaticano-ii"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-dogmatica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25703","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25703"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25703\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30148"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25703"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25703"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25703"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}