{"id":25702,"date":"2018-03-28T02:09:00","date_gmt":"2018-03-28T02:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/03\/28\/il-signore-lo-tiene-per-mano\/"},"modified":"2018-03-28T02:09:00","modified_gmt":"2018-03-28T02:09:00","slug":"il-signore-lo-tiene-per-mano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/03\/28\/il-signore-lo-tiene-per-mano\/","title":{"rendered":"Il Signore lo tiene per mano"},"content":{"rendered":"<p><em>Il Signore fa sicuri i passi dell&#8217;uomo, \/ segue con amore il suo cammino. \/ Se cade, non rimane a terra, \/ perch\u00e9 il Signore lo tiene per mano<\/em>\u00a0(<em>Salmo<\/em>37, 23). In questi pochi versi della\u00a0<em>Bibbia<\/em>\u00a0\u00e8 sintetizzata la visione religiosa e cristiana della vita: la visione che poi, per merito di san Tommaso d&#8217;Aquino, si fonde meravigliosamente con il ceppo della filosofia greca e forma la concezione cattolica, anima e sostegno della civilt\u00e0 europea per quasi duemila anni. L&#8217;uomo non \u00e8 solo; non \u00e8 frutto del caso; non va verso il nulla; non \u00e8 in balia di forze incontrollabili e incomprensibili; ha un destino, un fine, una meta, perch\u00e9\u00a0<em>il Signore lo tiene per mano<\/em>. Se si volesse concentrare in una formula telegrafica il senso della civilt\u00e0 cristiana ed europea, il valore del cristianesimo nella storia e la funzione da esso svolta nella psicologia individuale e in quella collettiva, lo si potrebbe fare con queste poche parole:\u00a0<em>il Signore tiene l&#8217;uomo per mano; se cade, non rimane a terra.\u00a0<\/em>In queste parole c&#8217;\u00e8 il segreto della forza spirituale che ha animato un&#8217;ottantina di generazioni, fino quando la civilt\u00e0 moderna ha definitivamente soppiantato quella cristiana e l&#8217;ha in gran parte spazzata via.<\/p>\n<p>Naturalmente, dal punto di vista della fede cattolica, non ci si pu\u00f2 limitare a valutare solo sul piano storico e immanente l&#8217;importanza svolta dalla visione cristiana nella vita delle persone e nell&#8217;evoluzione della societ\u00e0; dal suo puto di vista, infatti, la divina Rivelazione ha agito anche sul piano soprannaturale, perch\u00e9 nell&#8217;uomo vi \u00e8, accanto alla natura biologica, anche la componente spirituale, che appartiene alla dimensione del soprannaturale. Se ci si dimentica di questo, non si pu\u00f2 capire quel che il Vangelo rappresenta e ha rappresentato nella storia d&#8217;Europa e del mondo, cos\u00ec come nella storia delle singole anime umane. In altre parole: il cristiano, il vero cristiano, non ha mai pensato di dovere o di potere affrontare la vita con le sue sole forze; n\u00e9 ha mai pensato che la sua vita personale, nonch\u00e9 l&#8217;insieme della storia umana, siano qualcosa che si svolge e si risolve sul piano puramente terreno, ma, al contrario, che l&#8217;una e l&#8217;altra sono nelle mani di Dio, fanno parte di un disegno di Dio e godono dell&#8217;assistenza costane della Provvidenza divina. Se ci si ostina a pensare al cristianesimo come a un prodotto puramente storico (e ancora oggi c&#8217;\u00e8 chi seguita a porre in dubbio perfino l&#8217;esistenza storica di Ges\u00f9 Cristo; oppure, in alternativa, nega che il cristianesimo sia la continuazione dell&#8217;opera di Ges\u00f9 Cristo, ma pensa che sia una creazione di san Paolo e di altri personaggi che nemmeno avevano conosciuto il Maestro), se ne ha una visione assai limitata e sostanzialmente deformata. Voler capire cosa \u00e8 stato il cristianesimo sul piano della psicologia e della storia, restando solo e unicamente sul piano della psicologia e della storia, \u00e8 una operazione intellettualmente discutibile, quanto lo sarebbe voler capire che cosa significa la poesia, nella vita dei singoli e in quella dei popoli, restando solo sul piano della lingua; o che cosa significa la musica restando solo sul piano della tecnica strumentale; o che cosa significa la guerra restando solo sul piano della tattica e della strategia.<\/p>\n<p>La visione diametralmente opposta a quella cristiana \u00e8 la visione della modernit\u00e0. L&#8217;uomo moderno \u00e8 convinto che Dio non esiste, \u00e8 solo una proiezione di desideri umani; che l&#8217;uomo \u00e8 un animale prodotto dal caso ed evoluto a caso; che tutte le creazioni dello spirito sono solo un prodotto derivato dalle funzioni biologiche e nervose; che la vita umana \u00e8 solo ci\u00f2 che di essa si pu\u00f2 vedere, osservare e studiare; che non esiste nient&#8217;altro al di fuori e al di sopra della dimensione terrena, e che cercare dei valori assoluti, come il vero, il giusto, il bene, il bello, \u00e8 come andare a caccia di fantasmi; che solo la scienza ha le risposte agli interrogativi dell&#8217;uomo, e che, se vi sono domande alle quali la scienza non sa rispondere, ci\u00f2 significa o che le domande sono mal poste, o che non sono vere domande, ma fantasie deliranti. Da questa visione deriva necessariamente una enorme sopravvalutazione delle cose terrene, che conduce, altrettanto inevitabilmente, alla loro adorazione, visto che \u00e8 nella natura umana finire per adorare qualcosa; e, come disse il santo curato d&#8217;Ars, se gli uomini non adorano pi\u00f9 dio, finiscono per adorare persino le bestie.<\/p>\n<p>Pertanto, se si volesse sintetizzare in una formula brevissima il senso della civilt\u00e0 moderna, si potrebbe dire cos\u00ec:\u00a0<em>I passi dell&#8217;uomo non sono guidati dall&#8217;alto, sono i passi di un animale intelligente che vuol conquistare il mondo, che prende il proprio destino nelle sue stesse mani e che non si aspetta altra sorte finale che la morte e il nulla<\/em>. Pertanto, se l&#8217;uomo cade, rimane a terra; non solo, ma tutti gli altri passeranno sopra il suo corpo: perch\u00e9, sotto la vernice delle buone maniere, l&#8217;uomo \u00e8 e resta un animale, e gli animali sono guidati dall&#8217;istinto di sopravvivenza e non dai valori morali, che ignorano del tutto. Appare dunque evidente che la civilt\u00e0 cristiana e la civilt\u00e0 moderna sono diametralmente opposte e inconciliabili; che la civilt\u00e0 moderna \u00e8 sorta e si \u00e8 affermata come la negazione deliberata della civilt\u00e0 cristiana; che la visione della modernit\u00e0, fondata sull&#8217;io, si colloca agi antipodi di quella cristiana, fondata su Dio. E appare altrettanto evidente che qualsiasi tentativo di &quot;aggiornare&quot; il cristianesimo e la Chiesa cattolica, mettendoli al passo con il mondo moderno, \u00e8 non solo sbagliato e impossibile, ma sicuramente nasce da un disegno perverso, in quanto intenzionalmente diretto a sovvertire il Vangelo e a distruggere la Chiesa stessa. Sarebbe come se si volesse concimare un campo di grano con un potentissimo veleno: nessun agricoltore, che sia in buona fede, potrebbe concepire un&#8217;idea del genere. Perci\u00f2 una tale idea pu\u00f2 nascere solo nella mente di qualcuno che odia il cristianesimo e odia la Chiesa.<\/p>\n<p>Naturalmente, da un punto di vista cristiano, la civilt\u00e0 moderna non \u00e8 una vera civilt\u00e0; \u00e8, semmai, il contrario di una civilt\u00e0, \u00e8 una anti-civilt\u00e0, e ci\u00f2 per l&#8217;ottima ragione che, negando Dio, nega anche una componente essenziale dell&#8217;anima umana, e quindi \u00e8 una civilt\u00e0 che tradisce l&#8217;uomo, che ne ha un concetto falso e ingannevole, e che, pertanto, non riuscir\u00e0 mai a soddisfare i suoi veri bisogni, condannandolo, invece, ad una infelicit\u00e0 assolutamente certa. Tuttavia, per adesso, vorremmo restare su un terreno pi\u00f9 neutrale e considerare la cosa da un punto di vista non specificamente cristiano, ma aperto, almeno in una certa misura, al confronto con altre prospettive, sulla base di una valutazione oggettiva dei fatti. La civilt\u00e0 moderna, essendo fondata su una concezione del tutto immanente del reale, sa che ogni sforzo umano verr\u00e0 annullato dalla morte; di conseguenza, per quanto si sforzi di non pensarci, o forse appunto per questo, l&#8217;uomo moderno \u00e8 letteralmente ossessionato dal pensiero della morte, che gli fa molta paura, certo assai pi\u00f9 di quanta ne faccia al cristiano. Ed \u00e8 logico: se non esiste nient&#8217;altro che questa vita terrena, la morte \u00e8 la fine di tutto, \u00e8 il nulla; e questo pensiero mal si concilia con il senso di ebbrezza, di dominio, quasi di onnipotenza che l&#8217;uomo moderno ricava dalle sue scoperte scientifiche e tecnologiche, le quali gli hanno conferito un potere prima impensabile sulla natura. D&#8217;altra parte, egli non pu\u00f2, senza smentirsi, ammettere che il pensiero della morte lo terrorizza, perch\u00e9, se lo facesse, dovrebbe ammettere che in lui esiste qualche cosa che non \u00e8 solamente naturale, un desiderio di eternit\u00e0 che non si riscontra negli altri animali. Paradossalmente, proprio la scienza moderna conferma la sentenza inappellabile e ribadisce la condanna: che l&#8217;uomo \u00e8 solo un animale e che, come tutti gli animali, viene dal caso e sparisce nel nulla. Ribellarsi a questa idea sarebbe come ammettere di aspirare a una vita ulteriore, e ci\u00f2 gli viene inibito dalla sua stessa scienza, nonch\u00e9 dalla sua psicologia, la quale gli insegna che il desiderio d&#8217;immortalit\u00e0 \u00e8 solo una nevrosi, senza alcuna corrispondenza reale con la natura del mondo. A ci\u00f2 si aggiungono la sua sociologia e la sua antropologia materialiste, le quali gli dicono che la religione nasce da una proiezione illusoria del suo io, da una duplicazione irragionevole del tessuto sociale al quale egli appartiene, con un Signore dell&#8217;universo che corrisponde ai grandi monarchi dell&#8217;antichit\u00e0 o agli imperatori del Medioevo, ma che, nella realt\u00e0 politica di oggi, non trova alcun riscontro credibile e rivela, cos\u00ec, la sua origine puramente simbolica. Pertanto l&#8217;uomo moderno \u00e8 preso in trappola dalle sue stesse convinzioni: la sua coscienza \u00e8 infelice perch\u00e9 tutto il suo sapere contrasta con il suo essere, desideroso di vivere per sempre.<\/p>\n<p>E qui entra in campo un altro elemento caratteristico della civilt\u00e0 moderna: il rifiuto della consolazione. L&#8217;uomo moderno non pu\u00f2 accettare un pensiero che lo consoli, perch\u00e9 gli sembrerebbe una debolezza; non pu\u00f2 ammettere un Dio che lo ami, perch\u00e9 gli parrebbe una forma d&#8217;infantilismo; non pu\u00f2 nemmeno ipotizzare una Provvidenza che vegli su di lui, perch\u00e9 si tratta di una ipotesi incompatibile con le premesse materialistiche di tutta la sua concezione, e assolutamente irricevibile dal punto di vista della sua scienza. Anche un bambino vedrebbe che questo rifiuto di essere consolato \u00e8 il risultato di una superbia luciferina, la superbia di una creatura che non accetta il proprio statuto ontologico e che vorrebbe essere al posto del Creatore. La vera cifra della modernit\u00e0 \u00e8 dunque la superbia: \u00e8 per superbia che l&#8217;uomo moderno rifiuta l&#8217;ipotesi di Dio, rifiuta di fare la pace con se stesso e con l&#8217;idea della morte, e rifiuta il pensiero consolante che la sua vita non viene dal caso, non \u00e8 diretta verso il nulla ma proseguir\u00e0, in altra forma, nella dimensione dell&#8217;eternit\u00e0. L&#8217;uomo cristiano non si vergogna affatto di lasciarsi consolare e anzi si rivolge con fede a Dio, a Ges\u00f9 Cristo, agli Angeli, alla Madonna e ai Santi, per ricevere da essi l&#8217;aiuto, il sostegno, il conforto e il consiglio; ma l&#8217;uomo moderno non pu\u00f2 farlo, per lui sarebbe un abbassarsi, un umiliare la propria ragione, un auto-degradarsi. La civilt\u00e0 moderna pu\u00f2 quindi essere definita anche come la civilt\u00e0 che rifiuta la consolazione. \u00c8 la prima in assoluto ad aver fatto una cosa del genere, e non meraviglia che essa produca un numero cos\u00ec grande di individui angosciati, depressi, tormentati da mille paure e da mille fantasmi. \u00c8 l&#8217;altra faccia della sicurezza, o meglio della sicumera, che l&#8217;uomo moderno ostenta quando si sente forte, in mezzo ai suoi gingilli tecnologici e dall&#8217;alto dalle sue predizioni scientifiche. Ma il rifiuto della consolazione ha un prezzo: la disperazione. L&#8217;uomo moderno \u00e8 disperato, perch\u00e9 sa che niente e nessuno lo potranno redimere dalla sua angoscia, dalla sua paura del nulla. E se qualcuno si presenta per fargli una carezza di consolazione, lui la rifiuta con sdegno, con disprezzo. Il prototipo dell&#8217;uomo moderno \u00e8 Mersault, protagonista de\u00a0<em>Lo straniero<\/em>\u00a0di Camus, il quale, condannato a morte dopo aver commesso un omicidio insensato, respinge il sacerdote che vorrebbe offrirgli i conforti religiosi e si avvia al suo destino con atteggiamento di sfida, augurandosi d&#8217;essere accolto da grida di odio.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 solo la superbia alla radice della ferma volont\u00e0 di rifiutare qualunque forma di la consolazione. Vi sono anche l&#8217;orgoglio, cio\u00e8 il non voler apparire debole, e la vigliaccheria, cio\u00e8 il non voler affrontare la vera essenza di questo atteggiamento, che \u00e8 la paura di quel che penseranno gli altri e, forse, anche di quel che penser\u00e0 lui di se stesso. In fondo, anche se si crede un libero pensatore e anche se \u00e8 dominato da un individualismo esasperato, l&#8217;uomo moderno \u00e8 un conformista: \u00e8 il figlio della societ\u00e0 di massa, che non ha sviluppato il coraggio per essere indipendente dal giudizio altrui e dal totalitarismo della cultura dominante. In una cultura dove il materialismo \u00e8 d&#8217;obbligo, egli si vergognerebbe anche solo di considerare la possibilit\u00e0 che, dopotuttto, Dio esiste, che lo ama e che desidera essere lo scopo e la consolazione della sua vita. Quando sente parlare di un amico che si \u00e8 convertito alla fede, non riesce a trattenere una smorfia di disprezzo o una risatina ironica. Il paradigma culturale al quale appartiene, e al quale si \u00e8 votato senza mai aver formulato un pensiero veramente critico, esclude che la fede sia una risposta intellettualmente e moralmente dignitosa alle domande dell&#8217;uomo; la fede, per lui, \u00e8 una fuga, una debolezza, una forma d&#8217;infantilismo. Per lui non meritano di essere presi sul serio se non coloro i quali hanno rotto ogni rapporto con Dio, anzi, coloro i quali non si prendono neppure pi\u00f9 il disturbo di spiegare perch\u00e9 e come Dio sia morto. Per lui, partire dalla constatazione della morte di Dio \u00e8 un pre-requisito per essere considerati delle persone serie, adulte e responsabili. Questo, naturalmente, \u00e8 un capolavoro del demonio: aver creato una cultura nella quale l&#8217;uomo non vuol nemmeno sentir parlare di Dio. Doppio capolavoro, perch\u00e9 quella stessa cultura non vuol neanche sentir parlare dell&#8217;esistenza del diavolo. E le cose sono giunte a un punto tale, che perfino dentro la Chiesa cattolica \u00e8 entrata la visione moderna del mondo e quindi \u00e8 entrata anche l&#8217;insofferenza nei confronti dell&#8217;idea che il diavolo esista. Quanto a Dio, non si nega la sua esistenza, ma si tende a relegarla nella sfera dell&#8217;immanenza, il che \u00e8 come negare, di fatto, che Dio sia Dio, cio\u00e8 il Creatore e Signore dell&#8217;universo, e il Redentore dell&#8217;umanit\u00e0. Il neoclero, infatti, adopera pochissimo queste parole: Re dell&#8217;universo, Signore del creato, Redentore degli uomini. Sono espressioni che gli provocano un certo disagio, perch\u00e9 gli ricordano, di riflesso, la piccolezza dell&#8217;uomo, la non autosufficienza dell&#8217;uomo. Dunque, la civilt\u00e0 moderna \u00e8 quella civilt\u00e0 &#8211; unica, finora, nella storia &#8211; che nega Dio, che nega il diavolo, che non crede nell&#8217;eternit\u00e0, che non si chiede quale sia il fine della vita umana, che rifiuta la consolazione. Come non vedere, pertanto, che essa potrebbe essere definita letteralmente, e senza esagerazione alcuna, come la civilt\u00e0 del diavolo? E come non vedere che l&#8217;uomo, se vuol uscire da una tale prigione, dovr\u00e0 lasciarsi prendere per mano dal suo Creatore?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Signore fa sicuri i passi dell&#8217;uomo, \/ segue con amore il suo cammino. \/ Se cade, non rimane a terra, \/ perch\u00e9 il Signore lo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30148,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[72],"tags":[107,110,239],"class_list":["post-25702","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dogmatica","tag-cattolicesimo","tag-civilta","tag-san-paolo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-dogmatica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25702","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25702"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25702\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30148"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25702"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25702"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25702"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}