{"id":25701,"date":"2019-04-03T02:14:00","date_gmt":"2019-04-03T02:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/04\/03\/il-sacrificio-della-santa-messa-perche\/"},"modified":"2019-04-03T02:14:00","modified_gmt":"2019-04-03T02:14:00","slug":"il-sacrificio-della-santa-messa-perche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/04\/03\/il-sacrificio-della-santa-messa-perche\/","title":{"rendered":"Il Sacrificio della santa Messa, perch\u00e9?"},"content":{"rendered":"<p>La liturgia ruota intorno alla santa Messa e la santa Messa ruota intorno al Sacrificio Eucaristico. Ma che cos&#8217;\u00e8, esattamente, il Sacrificio Eucaristico? \u00c8 il sacrificio di riparazione che gli uomini offrono a Dio, per espiare le conseguenze dei loro peccati particolari e anche le conseguenze del Peccato originale. Tuttavia, non esiste alcun sacrificio umano che possa soddisfare all&#8217;enormit\u00e0 dello scopo: le colpe degli uomini, davanti a Dio, sono tali che essi, da soli, non se ne possono giustificare. \u00c8 quindi necessario che offrano qualcosa di assai pi\u00f9 grande, di assai pi\u00f9 prezioso di qualsiasi sacrificio possa venire da loro stessi: e ci\u00f2 \u00e8 appunto il Sacrifico eucaristico. Nel Sacrificio eucaristico, essi offrono al Padre il Sacrificio del suo stesso Figlio: e il Figlio accetta di rinnovare incessantemente il proprio Sacrificio, gi\u00e0 consumato sul legno della croce, ogni volta che un sacerdote celebra la santa Messa, fosse pure davanti a due fedeli, a un solo fedele, e persino senza la presenza di alcun fedele, anche da solo: perch\u00e9 quando il sacerdote, nel corso della santa Messa, invoca la Presenza Reale nel pane e nel vino, questi diventano la Carne e il Sangue di Cristo, e il divino Sacrificio di quel giorno, a Gerusalemme, giorno buio, avvolto dalle tenebre, in cui si consuma il peccato pi\u00f9 orrendo, ma anche giorno di salvezza che prepara la Redenzione finale e la vittoria sul male, si rinnova. E questo rinnovarsi continuo, miracoloso, inesauribile, del Sacrificio di Cristo, questo mistero abissale, questo atto d&#8217;amore infinito, \u00e8 ci\u00f2 che ha fatto scrivere a san Tommaso d&#8217;Aquino, il maestro di tutti i teologi, che il miracolo dell&#8217;Eucarestia \u00e8 perfino pi\u00f9 grande del miracolo della Passione, Morte e della Risurrezione di Ges\u00f9, al termine della sua missione terrena: perch\u00e9 esso ebbe luogo una volta sola, mentre l&#8217;Eucarestia \u00e8 un miracolo che si rinnova senza fine e che sempre proseguir\u00e0, fino a quando ci sar\u00e0 anche un solo sacerdote in tutto il mondo a celebrarlo.<\/p>\n<p>Scriveva don Gaspare de Stefani, con quella chiarezza e con quella semplicit\u00e0 che sono tipiche della pastorale pre-conciliare, nel libro <em>La Santa Messa illustrata e spiegata<\/em> (Torino, R. Berruti &amp; C., 1950, pp. 8-9):<\/p>\n<p><em>Le conseguenze della colpa d&#8217;Adamo furono incalcolabili come gravit\u00e0 e come estensione. Tutto l&#8217;edificio soprannaturale di grazia e di privilegi, di cui Dio aveva dotato Adamo, croll\u00f2, e l&#8217;uomo d&#8217;un tratto si trov\u00f2 ridotto alle sole condizioni naturali. Non pi\u00f9 figlio di Dio, ma una povera ribelle creatura; non pi\u00f9 la partecipazione della vita divina con tutti i diritti che gi conferiva; non pi\u00f9 l&#8217;esenzione dalla morte, dalle sofferenze, dall&#8217;ignoranza; non pi\u00f9 l&#8217;armonia tra corpo e spirito e la perfetta sottomissione di questo a quello, ma lo scatenamento degli istinti, la lotta incessante tra la carne e la mente. Per soprappi\u00f9, quale capo di tutta l&#8217;umanit\u00e0, e nell&#8217;ordine naturale ed in quello soprannaturale, Adamo trascinava nel suo disastro tutti i suoi discendenti, i quali non avrebbero pi\u00f9 ricevuto da lui che una vita naturale spoglia di ogni dono superiore. Cos\u00ec tutta l&#8217;umanit\u00e0 veniva in un attimo degradata: gli uomini da figli di Dio, come avrebbero potuto e dovuto essere, divennero dei reietti, che aggiungendo ancora ribellioni a ribellioni, scavarono vie pi\u00f9 l&#8217;abisso in cui erano caduti.<\/em><\/p>\n<p><em>Evidentemente nasceva per l&#8217;umanit\u00e0 intera un altro grave obbligo: quello della riparazione e dell&#8217;espiazione del peccato. Se prima il sacrificio era la semplice risposta della creatura umana al Creatore, un atto pubblico e sociale di riconoscimento della suprema Maest\u00e0, un atto di gratitudine per gli innumerevoli e smisurati benefici fatti da Dio all&#8217;uomo, e un atto di impetrazione di tutti i favori divini di cui abbisogna, ecco che col peccato il sacrificio veniva ad avere una nuova ragion d&#8217;essere e ad assumere un nuovo aspetto: diveniva necessario per riparare le umane colpe ed implorarne perdono.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma cos\u00ec decaduti e degradati per le colpe del primo uomo e per le proprie, che cosa avrebbero potuto offrire gli uomini che potesse pagare tanti enormi debiti? Che razza d&#8217;omaggio gradito a Dio avrebbe potuto partire da creature divenute odiose a Dio e una massa di dannazione? Guai a noi, se la infinita misericordia di Dio non avesse steso la mano all&#8217;uomo, dandogli il mezzo di risollevarsi dal fango in cui era caduto, di riabilitarsi e di riprendere il suo posto tra i figli di Dio!<\/em><\/p>\n<p><em>Ed infatti, eco che Dio, prima di infliggere all&#8217;uomo la minacciata punizione, promette e predice la liberazione e la salvezza. Se il demonio ha voluto prendersi gioco dei disegni della bont\u00e0 divina verso l&#8217;uomo, Dio sapr\u00e0 nella sua potenza far servire l&#8217;opera del demonio a maggior scorno e confusione di questi, nello stesso tempo che a maggior salvezza dell&#8217;uomo. Poich\u00e9 il demonio ha creduto di rovinar l&#8217;uomo, ingannando la donna, Dio maledice il tentatore e gli assicura che gli far\u00e0 mordere la polvere del suolo: &quot;Io metter\u00f2 un&#8217;inimicizia fra te e le donna, tra il tuo genere ed il suo genere; questo genere ti schiaccer\u00e0 il capo&quot;. Prima di punire i due ribelli, condannandoli alla more, alle miserie della vita, e cacciarli dal paradiso terrestre, Iddio lascia loro balenar en un lontano avvenire una salvezza; lascia intravvedere Qualcuno che, con un atto di eroica obbedienza, offrir\u00e0 sull&#8217;altare della Croce un tale sacrificio da cancellare sovrabbondantemente tutte le colpe degli uomini, e restituire a costoro grazia su grazia. Quindi fin dai primordi dell&#8217;umanit\u00e0, e prima ancora che sia intimato il castigo ai due disubbidienti, \u00e8 promesso che, quando siano compiuti i tempi preordinato da Dio, Qualcuno &quot;nato da una donna&quot;, verr\u00e0 su questa terra a riscattare gli uomini dalla schiavit\u00f9 del peccato e del demonio ed a restituire loro la figliolanza divina. Dopo il fallo originale i cherubini impediranno ai progenitori il ritorno nel paradiso terrestre e l&#8217;accesso all&#8217;albero della vita, i cui frutti li avrebbero resi immortali; ma un secondo Capo dell&#8217;umanit\u00e0, Capo non soltanto umano, bens\u00ec umano-divino, al tempo stabilito, riaprir\u00e0 le porte del Paradiso celeste, ridar\u00e0 la vita eterna e procurer\u00e0 un Pane che lo nutra<\/em>.<\/p>\n<p>La banalizzazione liturgica del Sacrificio eucaristico \u00e8 una delle forme pi\u00f9 esplicite e sconcertanti della desacralizzazione della fede cattolica cui stiamo assistendo nel corso degli ultimi decenni, cio\u00e8 dopo il Concilio Vaticano II e la riforma liturgica, in realt\u00e0 una rivoluzione liturgica, diretta e firmata dall&#8217;arcivescovo massone Annibale Bugnini. E poich\u00e9 il Sacrificio eucaristico \u00e8 il cuore della Messa, banalizzare e desacralizzare quel momento equivale a smantellare tutta la Messa e colpire al cuore la fede cattolica. Mi sia permesso, a questo punto, un ricordo personale che varr\u00e0 a chiarire meglio il senso del discorso. Poco dopo la prima Comunione, durante una funzione pomeridiana, un anziano prelato, non ricordo se il vescovo o un vescovo emerito, somministrava a noi bambini la santa Eucarestia. L&#8217;emozione mi gioc\u00f2 un brutto scherzo e, accostando incerto le labbra alla sua mano, mi lasciai sfuggire la particola dalle labbra, ed essa cadde a terra. Il mio istinto fu quello di chinarmi a raccoglierla, sia per rimediare al guaio da me causato, sia perch\u00e9, intuitivamente, non mi pareva giusto che quell&#8217;uomo venerando dovesse piegare la schiena a causa di una mia goffaggine. Ma lui, con gesto fermo e deciso, mi fece intendere di restar l\u00ec, fermo; che ci avrebbe pensato lui. Nessun rimprovero, nessuna occhiataccia; egli si abbass\u00f2 fino a terra, raccolse l&#8217;ostia con gesto composto, quasi solenne, e poi mi diede la Comunione, e i miei compagni la ricevettero dopo di me. Nessuno mi parl\u00f2 pi\u00f9 del piccolo incidente, n\u00e9 allora, n\u00e9 in seguito; io, per\u00f2, non l&#8217;ho mai scordato. Non ricordo tutti i particolari; non ricordo se mi diede proprio la particola raccolta da terra, o se la mise da parte (ma dove, poi?), o la pos\u00f2 insieme alle altre; \u00e8 molto probabile che non si sia preoccupato dell&#8217;igiene, mentre era evidente la sua preoccupazione per la santit\u00e0 dell&#8217;atto liturgico e il suo timore che fosse profanato, sia pure involontariamente. Oggi il neoclero della contro-chiesa si preoccupa molto dell&#8217;igiene, oltre che del clima, dell&#8217;ambiente e di tante altre belle cose; il signor Bergoglio sottrae l&#8217;anello piscatorio al bacio dei fedeli perch\u00e9 &#8211; cos\u00ec ha spiegato poi &#8211; i microbi non si diffondano attraverso tutte quelle bocche. Aldo Maria Valli, con amara ironia, ha cos\u00ec osservato che la preoccupazione di codesta chiesa \u00e8 passata dalla santificazione delle anime alla sanificazione dei corpi: estrema deriva di una fede che si \u00e8 rattrappita, si \u00e8 disseccata, ed \u00e8 stata sostituita da una nuova &quot;fede&quot;, tutta umana e immanente, nella quale il soprannaturale si \u00e8 smarrito per via. A me, di quel gesto dell&#8217;anziano monsignore, \u00e8 rimasta l&#8217;impressione di una grande seriet\u00e0: bench\u00e9 mortificato, non mi sono sentito umiliato; ho compreso che il Corpo di Cristo \u00e8 qualcosa di talmente prezioso, che solo il sacerdote lo pu\u00f2 maneggiare, e sempre con estrema cura e delicatezza. La pratica di ricevere la Comunione sulle mani ha inferto un fierissimo colpo alla concezione sacrale dell&#8217;Eucarestia: \u00e8 il tipico esempio di come una riforma liturgica porta con s\u00e9, necessariamente, delle gravi ricadute dottrinali. In s\u00e9 e per s\u00e9, l&#8217;atto di comunicarsi \u00e8 sempre quello, e non cambia il suo significato, n\u00e9 il suo valore, sia che la Comunione sia ricevuta sulla lingua, sia che il fedele porti l&#8217;ostia alla bocca con le proprie mani. Standosene ritto in piedi, e non in ginocchio, come si faceva prima della riforma\/rivoluzione liturgica della Nuova Messa, cio\u00e8 fino al 1969. In pratica, per\u00f2, il fatto di ricevere l&#8217;ostia in piedi e di prenderla con le proprie mani e portarsela alla bocca, ha un sapore profano; meglio, un sapore protestante:\u00a0che ci sta a fare il sacerdote, la cui anima si \u00e8 consacrata a Dio? Egli non \u00e8 un cameriere o un barista, che passa al cliente un tramezzino coi funghi\u00a0 e la maionese: \u00e8 un\u00a0<em>alter Christus,<\/em>\u00a0che distribuisce il Corpo di Cristo. Per difendere quel Corpo, san Tarcisio &#8211; \u00e8 ancora un ricordo dell&#8217;infanzia, un racconto del sacerdote che ci impartiva le lezioni di catechismo &#8211; ha preferito lasciarsi ammazzare, piuttosto che consegnarlo ai pagani. Perch\u00e9 la Messa \u00e8 questo: il rinnovarsi del Sacrificio di Cristo, fatto per amor nostro. Dunque, noi non offriamo qualcosa che \u00e8 nostro, ma qualcosa che \u00e8 Suo: noi offriamo al Padre il Corpo di Suo Figlio, e poi ce ne comunichiamo. E se non offriamo qualcosa di nostro, ma di Suo, va da s\u00e9 che non abbiamo neppure il diritto di comportarci come se quella offerta fosse roba nostra. Se fosse roba nostra, potremmo offrirla nel modo che a noi pare migliore, a nostra discrezione; ma se offriamo qualcosa che non ci appartiene, non ci appartiene nemmeno il modo in cui offrirla. Quel modo \u00e8 stato stabilito dalla Chiesa, alla luce di una sapienza e di una esperienza due volte millenaria, illuminata da Dio stesso: se non credessimo questo, non potremmo dirci cattolici. E dunque, con che diritto dei &quot;cattolici&quot; si comportano come se quel piccolo pezzo di pane fosse cosa loro? Si sono scordati che quel pezzo di pane \u00e8 il Corpo di Cristo? E che il Corpo di Cristo non appartiene a loro, ma Dio stesso, e che noi possiamo solo adorarlo umilmente, consci della nostra indegnit\u00e0? <em>Domine,<\/em>\u00a0<em>non sum dignus<\/em>: Signore, non sono degno che tu entri nella mia casa; ma di&#8217; soltanto una parola, e io sar\u00f2 salvo.<\/p>\n<p>Ci si faccia caso: ormai sono pochi i preti, pochissimi i vescovi, ancor meno i teologi (perch\u00e9 il male \u00e8 partito da l\u00ec, dai cattivi teologi, ebbri di orgoglio per il loro sapere umano) che adoperano l&#8217;espressione <em>Sacrificio Eucaristico<\/em>. Non \u00e8 certo, n\u00e9 pu\u00f2 essere, un caso. La stessa parola <em>sacrificio<\/em> disturba i loro disegni, intralcia le loro vere intenzioni: condurre il gregge di Cristo, un poco alla volta, lontano da Cristo, senza che questo se ne accorga. Il Sacrificio di Cristo \u00e8 la Croce: avete notato quanto poco essi parlano, ormai, della Croce? Essi sanno parlare ormai quasi solo della Misericordia di Dio; ma ne parlano in maniera subdola e perfida, per confondere le anime e non per edificarle. Domenica scorsa, per esempio, 31 marzo 2009, la sacra liturgia prevedeva la lettura della parabola del figlio prodigo. Ebbene: da cento, mille chiese, si sono udite omelie inneggianti alla misericordia di Dio, alla capacit\u00e0 del Padre di accogliere, di perdonare, di abbracciare chiunque; ma si sono udite pochissime parole che mettevano l&#8217;accento sul punto veramente decisivo di quella parabola: il pentimento e la conversione del figlio. Se si tolgono il suo pentimento e la sua conversione, se si toglie il suo sentimento di profondo rammarico e di indegnit\u00e0 davanti al Padre, si toglie tutto. <em>Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te; non sono pi\u00f9 degno di essere chiamati tuo figlio: trattami come uno dei tuoi servi<\/em>, dice l&#8217;evangelista Matteo. Ecco l&#8217;inganno, il tradimento nei confronti del Vangelo e dei fedeli: tacere il fatto che senza pentimento e senza conversione non c&#8217;\u00e8 salvezza; dare a intendere che Dio perdona tutto, anche i peggiori peccati, perch\u00e9 \u00e8 tanto misericordioso che non bada a quisquilie come il pentimento o il rifiuto di pentirsi. Chi si rende responsabile di una tale mostruosa alterazione del Vangelo, che capovolge addirittura il senso della Parola di Dio, si macchia di un crimine orrendo; si carica sulla coscienza il peso di un&#8217;azione talmente malvagia che si stenta a immaginarne una pi\u00f9 grave. Questo infatti \u00e8 il peccato dei peccati, la sorgente di ogni altro male: la falsificazione sistematica, intenzionale, scellerata, della strada che conduce alla verit\u00e0, alla vita e alla salvezza. <em>Non siete entrati voi, e avete impedito di farlo anche a quelli che lo volevano<\/em>. Questo clero apostatico \u00e8 uguale ai farisei accusati cos\u00ec duramente da Ges\u00f9&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La liturgia ruota intorno alla santa Messa e la santa Messa ruota intorno al Sacrificio Eucaristico. 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