{"id":25689,"date":"2018-01-04T09:20:00","date_gmt":"2018-01-04T09:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/01\/04\/il-dio-in-cui-bonta-nostra-possiamo-ancora-credere\/"},"modified":"2018-01-04T09:20:00","modified_gmt":"2018-01-04T09:20:00","slug":"il-dio-in-cui-bonta-nostra-possiamo-ancora-credere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/01\/04\/il-dio-in-cui-bonta-nostra-possiamo-ancora-credere\/","title":{"rendered":"Il dio in cui, bont\u00e0 nostra, possiamo ancora credere"},"content":{"rendered":"<p>Una delle funeste conseguenze della &quot;svolta antropologica&quot; in teologia, varata da Karl Rahner e dai suoi amici e sodali del Vaticano II, \u00e8 stata la deformazione psicologica per cui molti cattolici, a partire da quegli anni, i primi anni &#8217;60 del Novecento, hanno cominciato a pensare che non loro devono aprirsi al mistero di Dio, cercarlo umilmente, adorarlo e servirlo fedelmente, ma \u00e8 Lui che deve adeguarsi alle loro aspettative, alle loro categorie, alle loro umane possibilit\u00e0 e prospettive: in un certo senso, sono gli uomini che decidono in quale dio sono disposti a credere, e che si sentono legittimati a rifiutare quel dio le cui pretese apparissero loro &quot;eccessive&quot;. In fondo, \u00e8 una variante della mentalit\u00e0 consumista, estesa all&#8217;ambito del sacro e del divino: come si va al supermercato e si sceglie il prodotto che pi\u00f9 soddisfa, il pi\u00f9 economico, il pi\u00f9 appetitoso, il pi\u00f9 conveniente, cos\u00ec si va in chiesa per cercare quel dio (minuscolo) che risulta pi\u00f9 confacente ai propri desideri e ai propri bisogni, o meglio, alle proprie &quot;esigenze&quot;: perch\u00e9 i bisogni sono qualcosa di reale, mentre le esigenze sono delle necessit\u00e0 artificiali, e quindi immaginarie, spacciate per\u00f2 come irrinunciabili. E come, al supermercato, o al centro commerciale, si sceglie sullo scaffale, in mezzo a tanti altri, il prodotto che appare pi\u00f9 utile o pi\u00f9 desiderabile, cos\u00ec si va in chiesa con la pretesa d&#8217;incontrarvi un dio di proprio gusto, che chiede poco, ma offre abbastanza da soddisfare una &quot;spiritualit\u00e0&quot; banale e superficiale, in ultima analisi infantile e capricciosa, figlia del consumismo e non di un autentico bisogno dell&#8217;anima.<\/p>\n<p>Non \u00e8 casuale la coincidenza temporale con il &#8217;68 studentesco: <em>vogliamo tutto e lo vogliamo subito<\/em>, scandivano i contestatori figli di pap\u00e0; e i &quot;nuovi&quot; credenti condividevano, con essi, l&#8217;atteggiamento di fondo, sia pure non del tutto confessato ed esplicito: <em>il mio dio \u00e8 mio e quindi deve fare quel che va bene a me<\/em>. Non, per\u00f2, abbastanza sinceri con se stessi da riconoscere la propria pretesa per quel che \u00e8 realmente, codesti cattolici &quot;adulti&quot; e &quot;maturi&quot;, ch\u00e9 tali si sono immediatamente auto-proclamati, hanno invocato, quale paravento del loro utilitarismo e del loro narcisismo, la foglia di fico dei &quot;poveri&quot;: <em>dio \u00e8 il dio dei poveri<\/em>; essi amano i poveri (anche se non lo sono, sono quasi sempre figli di pap\u00e0, proprio come gli studenti sessantottini); ergo, il dio dei poveri \u00e8 il loro dio, e non lo \u00e8 di quegli altri, i &quot;ricchi&quot;, gli egoisti, i &quot;razzisti&quot;, i &quot;populisti&quot;, gli &quot;xenofobi&quot;, insomma, tanto per capirci, quelli che, ai nostri d\u00ec, non sono disposti a regalare l&#8217;Italia e l&#8217;Europa ai migranti\/invasori islamici convinti d&#8217;aver tutto il diritto di stabilirsi qui, come se fosse casa loro. E chi ha instillato in quei marocchini, nigeriani, senegalesi, congolesi, e chi sa che altro, una tale, balorda convinzione: al punto che appena arrivati, in qualit\u00e0 di presunti profughi, subito cominciano a spacciare, prostituirsi, rubare, rapinare, stuprare, picchiare e ammazzare; e che, scontenti di essere ospitati nelle ex caserme e nutriti con un men\u00f9 troppo &quot;monotono&quot;, fanno le marce di protesta e gli scioperi della fame, convinti, convintissimi di aver diritto a soggiornare in case o in alberghi, e di poter scegliere il piatto del giorno, come al ristorante? Chi ha instillato in loro tali assurde pretese, che fanno a pugni con il quadro di &quot;guerra e fame&quot; dal quale, come ci ripetono i <em>media<\/em> addomesticati di regime, essi sono fuggiti in preda alla &quot;disperazione&quot; (ma lasciando rigorosamente a casa, in balia di simili orrori, le loro mogli, i loro figli e i loro anziani genitori, come tanti Enea alla rovescia)? Chi, se non i cattolici &quot;adulti&quot; e &quot;maturi&quot;, i cattolici progressisti e di sinistra, tutti Vangelo ed uguaglianza giacobina? Chi, se non questi Paglia e Galantino, e questo (falso) papa Bergoglio, che ogni giorno, dal pulpito, compresa la santa Messa di Natale, ci rintronano gli orecchi col dovere cristiano di accogliere questi nostri &quot;fratelli&quot; che vengono da noi in cerca, dicono, di &quot;pace&quot;, come si evince, per esempio, dal fatto che uno di essi \u00e8 andato a trovare la sua donna, ospite di un centro d&#8217;accoglienza, e l&#8217;ha sgozzata come un animale, per vendicarsi d&#8217;essere stato lasciato? Ma via, queste cose non dovremmo dirle; noi cattivi, noi ricchi ed egoisti, non siamo neanche degni di legare i sandali a questi martiri della libert\u00e0 e della pace&#8230;<\/p>\n<p>Dunque: per il cristiano moderno, la questione religiosa si riduce a un fatto di compatibilit\u00e0 con il modo di sentire, di pensare e di vivere dell&#8217;uomo moderno in quanto tale: egli \u00e8 disposto a credere in un dio fatto secondo le sue aspettative, e si sente in diritto di rifiutare un dio che si permetta di chiedergli troppo: per esempio, che si permetta di chiedergli di rifiutare il peccato e di seguire la via della santificazione. Con la scusa che dio \u00e8 &quot;amore&quot;, che Dio \u00e8 &quot;misericordioso&quot;, che dio capisce le nostre &quot;fragilit\u00e0&quot;, alla fine ci si fabbrica un dio secondo la propria immagine: banale, permissivo, zuccheroso e inconsistente. Un dio che non serve a nulla e che non redime nessuno, se non altro perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 nulla da redimere: se l&#8217;uomo avesse bisogno d&#8217;essere redento, vorrebbe dire che l&#8217;uomo \u00e8 peccatore; ma il cattolico &quot;adulto&quot; si \u00e8 liberato da questa ubbia, da questa nevrosi, da questo &quot;senso di colpa&quot;, non si sente peccatore, ergo ritiene di non esserlo. Quel che gli serve non \u00e8 un dio che lo redima, ma un dio-cagnolino, che gli scodinzoli attorno festoso, o un dio-gattino che gli faccia le fusa in grembo: un dio tenero e dolce, che non dice mai di no, che non pretende sacrifici, che non pone limiti, che non vieta mai nulla, perch\u00e9 tutto quel che l&#8217;uomo moderno vuole \u00e8 &quot;legittimo&quot;, in quanto scaturisce da bisogni &quot;naturali&quot; e da &quot;normali&quot; aspirazioni: compresi il divorzio, l&#8217;aborto, la sodomia, la pederastia, l&#8217;incesto e la libert\u00e0 di drogarsi.<\/p>\n<p>La neochiesa nasce da questa perversione del vero sentimento religioso da questo capovolgimento dei giusti termini del rapporto fra l&#8217;uomo e Dio. Facendo leva sul fatto che Ges\u00f9 Cristo ha tanto insistito, giustamente, sul fatto che Dio va a cercare gli &quot;ultimi&quot;, le pecorelle smarrite, i membri del neoclero hanno proclamato che tutti i cattolici &quot;adulti&quot; sono gli ultimi e che, poverini, sono smarriti, feriti, eccetera (vedi l&#8217;ospedale da campo di bergogliana memoria), quindi hanno preteso di predicare un dio secondo il loro metro: un dio che accetta qualsiasi cosa accondiscende a qualunque richiesta, compreso il peccato: si veda il capitolo ottavo della esortazione <em>Amoris laetitia<\/em>, vera e propria inversione dell&#8217;autentico Vangelo di Ges\u00f9, dato che Ges\u00f9, alla donna adultera, non ha detto: <em>Vai e segui il tuo cuore<\/em>, ma ha detto: <em>Vai e non peccare pi\u00f9<\/em>. Dispiace che a questa deriva modernista e progressista si siano accodati anche settori della Chiesa che a lungo, anche negli anni successivi al Concilio, avevano conservato la piena fedelt\u00e0 all&#8217;autentico Vangelo di Ges\u00f9; ne prendiamo atto con profonda malinconia. I padri dehoniani, per esempio, hanno conservato, e molti di essi senza dubbio conservano ancora, la fedelt\u00e0 al vero Vangelo; da alcuni segnali, per\u00f2, appare che una parte di essi si sta adeguando al nuovo andazzo, del quale non c&#8217;\u00e8 proprio nulla di cui vantarsi. Prendiamo ad esempio ci\u00f2 che ha scritto don Giuseppe Moretti sul periodico <em>Presenza Cristiana<\/em>, in un articolo significativamente intitolato <em>C&#8217;\u00e8 ancora posto per la fede, oggi?<\/em> (Andria, Barletta, n. 2 di marzo\/aprile 2017, pp. 45-46):<\/p>\n<p><em>L&#8217;uomo moderno \u00e8 il risultato di complesse esperienze che ancora pesano su di lui. Dopo la fiducia nel pensiero (filosofia) si \u00e8 pressoch\u00e9 esaurita anche la fede nel progresso, alla luce delle tragiche realt\u00e0 delle guerre e delle violenze ormai inarrestabili. La secolarizzazione ha investito gli ambiti tradizionali della religione creando smarrimento; il consumismo e il benessere, dopo una fiammata di entusiasmo, stanno lasciando una forte delusione; il pluralismo religioso che si sta affermando anche da noi rischia di relativizzare ogni utopia e ogni sicurezza di fede. L&#8217;uomo, anche l&#8217;uomo della strada, sente nostalgia di sicurezze profonde e torna a bussare alla porta dei valori spirituali. Se la risposta non sar\u00e0 adeguata la delusione creer\u00e0 una sofferenza ancora pi\u00f9 grande.<\/em><\/p>\n<p><em>Il cristianesimo con l&#8217;annuncio della &quot;incarnazione&quot; ha profondamente cambiato i rapporti tra il mondo dell&#8217;uomo e il mondo di Dio: non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 separazione ma contiguit\u00e0, anzi profonda unione Dio \u00e8 raggiungibile, si manifesta attraverso l&#8217;umanit\u00e0 di Cristo. C&#8217;\u00e8, a questo proposito, un passo estremamente illuminante del IV Vangelo: l&#8217;apostolo Filippo chiede a Ges\u00f9: &quot;Signore, mostraci il Padre e ci basta!&quot;. La risposta di Ges\u00f9 non lascia dubbi: &quot;Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre&quot;. (Gv 13,7-9). E in altra occasione aveva precisato: &quot;Il Figlio da s\u00e9 non pu\u00f2 fare nulla se non ci\u00f2 che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa&quot; (Gv 5,19).<\/em><\/p>\n<p><em>Dopo l&#8217;Incarnazione, Dio ha un volto, una voce, dei gesti, dei sentimenti&#8230; visibili. Dio \u00e8 visibile. Adesso sappiamo che cosa prova Dio di fronte al dolore di una vedova che ha perduto l&#8217;unico figlio (Lc 7,11), di un padre angosciato per gli attacchi &quot;epilettici&quot; che distruggono suo figlio (Mc 9,14-27) [ma non \u00e8 solo epilettico, \u00e8 anche indemoniato!], per il cieco che chiede la luce, per il lebbroso che invoca di essere liberato dalla condanna della sua terribile malattia, ma anche del pubblicano che, sulla spianata del tempio, si batte il petto chiedendo piet\u00e0 a Dio (Lc 18,9-10), di una donna sorpresa di adulterio (Gv 8,1-11).<\/em><\/p>\n<p><em>Anche il cuore di Dio non \u00e8 pi\u00f9 un pianeta lontanissimo ed estraneo al nostro. Il mondo affettivo di Cristo \u00e8 un cielo nel quale si rispecchiano tutti i nostri sentimenti, tenerezza, gioia, meraviglia, ansia, indignazione, tristezza, paura&#8230; e perfino ira.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;Incarnazione ci assicura cos\u00ec l&#8217;accoglienza, da parte di Dio, di tutto ci\u00f2 che \u00e8 umano. Il libro della &quot;Genesi&quot; parlava di un Dio che &quot;scendeva a passeggiare nel giardino alla brezza del giorno&quot; (Gen 3,8), ora, per l&#8217;Incarnazione \u00e8 con noi per sempre. Dio fu confinato da noi nei cieli altissimi perch\u00e9 di l\u00e0 governasse il mondo.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 Ges\u00f9 che si \u00e8 permesso di chiamare Dio &quot;pap\u00e0&quot; (&quot;abba&quot; in ebraico) e lo ha insegnato anche a noi. Ma quale tipo di &quot;padre&quot;? \u00e8 il Dio di Ges\u00f9? Ripercorrendo le pagine dei Vangeli, attraverso le parole e i gesti di Ges\u00f9, potremmo concludere che \u00e8 un &quot;padre&quot; che:<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; SI INGINOCCHIA DAVANTI ALL&#8217;UOMO (Gv 13, 1-11);<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; AMA GLI ULTIMI: i lebbrosi (Mc 1,40-42) &#8230;, le donne (Lc 8,1-3), i bambini (Lc 9,46-48), i pagani, i peccatori (&#8230;);<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; MANGIA CON I PECCATORI. Su questo punto si scontra frontalmente con il modo di pensare della sua religione, che chiedeva un rifiuto totale nei confronti di chi aveva sbagliato. (&#8230;);<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; PREDILIGE GLI ESCLUSI: ciechi, zoppi, storpi&#8230; cui era vietata la partecipazione all&#8217;assemblea del popolo di Israele (&#8230;):<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; AMA GRATUITAMENTE: non in base ai meriti, ma in base al suo cuore (&#8230;);<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; STA SEMPRE DALLA PARTE DI CHI HA SBAGLIATO; la sua ira distrugge il peccato e non il peccatore&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Ci dispiace dirlo, ma questo brano di prosa \u00e8 letteralmente zeppo di enormit\u00e0 teologiche e dottrinali. \u00c8 vero, verissimo che Dio si manifesta agli uomini nell&#8217;Incarnazione: ma l&#8217;Incarnazione \u00e8 un Mistero, non una merce esposta in vetrina, sotto i riflettori: gli uomini ne possono vedere solo una parte. La parte che gli uomini possono vedere \u00e8 l&#8217;umanit\u00e0 di Cristo; ma Cristo \u00e8 vero uomo e anche vero Dio: e questa seconda parte, essi non la possono &quot;vedere&quot;, perch\u00e9 Dio nessuno lo vede. Quindi, andiamoci piano col dire che Dio \u00e8 raggiungibile. Questo non \u00e8 affatto vero; se fosse raggiungibile, l&#8217;uomo sarebbe suscettibile di auto-divinizzarsi: il che \u00e8 gnosticismo, non cristianesimo. L&#8217;uomo pu\u00f2, semmai, partecipare alla vita divina, mediante i Sacramenti che gli donano lo stato di grazia: stato precario e provvisorio, in questa vita, persino per i Santi; stato definitivo solo per le anime del Paradiso. Gli uomini non sono angeli, sono peccatori: se n&#8217;\u00e8 scordato, don Moretti? E se sono peccatori, possono rivolgersi a Dio solo a patto di aborrire il peccato: certo non possono pretendere che Dio sia con loro, mentre restano sprofondati in esso. Questa \u00e8 una pretesa blasfema, anche se il neoclero la sta pienamente avallando: vedi, di nuovo, il capitolo ottavo di <em>Amoris laetitia<\/em>, dove pare che Dio stesso non chieda altro, agli uomini, che di restare immersi nei loro peccati, se non son capaci di fare meglio. Ed \u00e8 vero che Ges\u00f9 risponde a Filippo: <em>Chi ha visto me, ha visto il Padre<\/em>: ma Ges\u00f9 \u00e8 la seconda Persona della Santissima Trinit\u00e0, non un semplice uomo; pertanto, chi vede Lui non vede un semplice uomo. E se \u00e8 vero che sfamare, dissetare, vestire il prossimo bisognoso, equivale ad aver fatto queste cose a Ges\u00f9 (cfr. <em>Mt<\/em> 25, 40), si tratta di un linguaggio figurato, non letterale. Pertanto, <em>Dio non \u00e8 visibile<\/em>. Gli esempi che fa l&#8217;Autore, per sostenere questa enormit\u00e0, si riferiscono al Ges\u00f9 uomo; ma ignorano che in Ges\u00f9 vi \u00e8 un immenso, abissale mistero. E quando, poi, egli afferma che <em>l&#8217;Incarnazione ci assicura cos\u00ec l&#8217;accoglienza, da parte di Dio, di tutto ci\u00f2 che \u00e8 umano<\/em>, dice un&#8217;altra enormit\u00e0: se fosse vero, accoglierebbe anche il peccato. Qui si fa un uso strumentale e demagogico del concetto di <em>accoglienza<\/em>: proprio come fa il (falso) papa Bergoglio quando conciona, ogni santo d\u00ec, sui migranti che devono esser accolti. Ges\u00f9 non accoglie tutto ci\u00f2 che \u00e8 umano, perch\u00e9 in tal caso sarebbe un maestro di naturalismo e non il Figlio di Dio, nostro Redentore e Salvatore <em>apparso per distruggere le opere del diavolo<\/em> (<em>Prima lettera di Giovanni<\/em> 3,8).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle funeste conseguenze della &quot;svolta antropologica&quot; in teologia, varata da Karl Rahner e dai suoi amici e sodali del Vaticano II, \u00e8 stata la deformazione<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[107,117],"class_list":["post-25689","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-cattolicesimo","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25689","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25689"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25689\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25689"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25689"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25689"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}