{"id":25685,"date":"2020-04-01T04:45:00","date_gmt":"2020-04-01T04:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/04\/01\/il-concilio-fu-ed-e-tuttora-il-problema-della-chiesa\/"},"modified":"2020-04-01T04:45:00","modified_gmt":"2020-04-01T04:45:00","slug":"il-concilio-fu-ed-e-tuttora-il-problema-della-chiesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/04\/01\/il-concilio-fu-ed-e-tuttora-il-problema-della-chiesa\/","title":{"rendered":"Il Concilio fu, ed \u00e8 tuttora, il problema della Chiesa"},"content":{"rendered":"<p>Il problema della Chiesa \u00e8 lei stessa; e pi\u00f9 precisamente quella parte di lei, divenuta poi maggioritaria ma che all&#8217;epoca era solo una minoranza, la quale volle il Concilio per farne il cavallo di Troia onde introdurvi le idee del modernismo. Quella minoranza aveva i suoi scopi precisi: era iscritta, o contigua, alla massoneria; e inoltre agiva in stretta connessione con la supermassoneria giudaica del B&#8217;nai B&#8217;rith: il suo obiettivo pertanto era quello di snaturare la Chiesa, di trasformarla in ci\u00f2 che essa non era mai stata n\u00e9 dovrebbe mai essere, un&#8217;assemblea democratica soggetta ai voleri della maggioranza e agli umori del tempo in cui \u00e8 immersa; e ci\u00f2 con la somma, diabolica abilit\u00e0 di fare in modo che il comune fedele non se ne rendesse affatto conto. La cosa \u00e8 riuscita talmente bene che da quel momento la Chiesa non \u00e8 pi\u00f9 stata la fedele Sposa di Cristo, ma la prostituta del mondo, per\u00f2 con la convinta adesione del clero e dei fedeli: i quali tutti, ingannatori o ingannati, hanno collaborato a tale snaturamento e a tale pervertimento, e su ciascuno dei quali, perci\u00f2, dal papa fino all&#8217;ultimo laico, ricade, in diverso grado e misura una parte della responsabilit\u00e0 per questo inaudito tradimento nei confronti del Signore. Chi pensa in primo luogo al tradimento di cui sono state vittima le anime, pensa gi\u00e0 da un uomo moderno e non da cristiano: cristianamente, la prima e pi\u00f9 grave colpa, di cui si sono macchiati i sacerdoti e i fedeli, \u00e8 stata la trasgressione del primo comandamento, la disobbedienza verso l&#8217;unico vero Dio, per farsi adoratori mascherati del mondo. Che poi la maschera sia gradualmente scivolata gi\u00f9 dal viso, fino a cedere il posto all&#8217;aperta proclamazione della religione della Madre Terra e fino all&#8217;intronizzazione degli idoli pagani dentro la basilica di San Pietro, col &quot;santo padre&quot; benedicente e i vescovi che portano i simulacri dei demoni in solenne processione, questa \u00e8 solo l&#8217;ultima deriva di una tendenza che gi\u00e0 era chiara, seppure implicita, nella svolta antropologica del teologo Karl Rahner e nelle nuove dottrine proclamate nel Concilio, prima delle quali la cosiddetta libert\u00e0 religiosa, con la <em>Dignitatis humanae<\/em>. Una volta fatta consistere la dignit\u00e0 dell&#8217;uomo, intesa alla maniera degli illuministi, come somma di diritti naturali da far valere in senso assoluto e non come adeguamento al progetto divino e attuazione della somiglianza l&#8217;immagine del Creatore, la deriva era inevitabile e non poteva che condurre qui, dove ora siamo giunti: all&#8217;affermazione orgogliosa, luciferina, della priorit\u00e0 dell&#8217;uomo e della sua autodeterminazione assoluta, anche mediante azioni che equivalgono a una rivolta contro Dio <em>e perci\u00f2<\/em> ad una aggressione contro l&#8217;uomo stesso, dall&#8217;aborto all&#8217;eutanasia, dalla manipolazione genetica alla fecondazione eterologa.<\/p>\n<p>Uno di quelli che hanno avuto una vaga percezione &#8212; molto, molta vaga &#8212; di quel che il Concilio aveva <em>realmente<\/em> significato nella vita della Chiesa, e di ci\u00f2 che i suoi ulteriori sviluppi avrebbero rappresentato per la vera dottrina e quindi per la vera fede, mettendosi di traverso sulla storia della salvezza, \u00e8 stato il filosofo Jean Guitton (Saint-\u00c9tienne, Loira, 18 agosto 1901-Parigi, 21 marzo 1999), professore alla Sorbona dal 1955 al 1968 e membro dell&#8217;Accademia di Francia, nonch\u00e9 amico personale di Giovanni XXIII (e pi\u00f9 tardi di Paolo VI), da lui conosciuto negli anni cui Roncalli era nunzio apostolico a Parigi, dal 1944 al 1952, il quale ebbe il discutibile privilegio di essere il primo osservatore laico invitato a presenziare al Concilio fin dalla sessione iniziale. Il che era gi\u00e0 un segno dei tempi: Guitton, infatti, era allievo, ammiratore e seguace del filosofo ebreo Henri Bergson (vero nome del padre: Bereksohn) il cui pensiero, e in particolare quello contenuto nella sua opera forse pi\u00f9 famosa, <em>L&#8217;evoluzione creatrice<\/em>, che avrebbe esercitato un potente quanto nefasto influsso sul gesuita Teilhard de Chardin, non si accorda per nulla col neotomismo, la filosofia sino ad allora insegnata nei seminari e promossa da Leone XIII, con l&#8217;enciclica <em>Aeterni Patris<\/em> del 4 agosto 1879, al rango di fondamento di qualsiasi filosofia ispirata al cattolicesimo. Ebbene, ecco ci\u00f2 che pensava Jean Guitton nel 1963, a caldo, dopo la prima sessione del Concilio (svoltasi dall&#8217;11 ottobre al 12 dicembre 1962) allorch\u00e9, per la malattia e la morte di Giovanni XXIII (3 giugno 1963), non era chiaro se e come il suo successore lo avrebbe ripreso e portato a termine (da: J. Guitton, <em>Il Cristo dilacerato. Crisi e concili nella Chiesa<\/em>; titolo originale: <em>Le Christ \u00e9cartel\u00e9<\/em>, Paris, Librairie Acad\u00e9mique Perrin, 1963; traduzione dal francese di Camillo de Piaz, Milano, Casa Editrice Il Saggiatore, 1964, pp. 193-195):<\/p>\n<p><em>Da molti segni si intravede che l&#8217;epoca, della quale abbiamo passato in rassegna a grandi tappe i momento culminanti, si \u00e8 chiusa, e che le rivoluzioni religiose prenderanno d&#8217;ora in poi un&#8217;altra forma. Certo, si pu\u00f2 ancora supporre il caso di chiese nazionali che si separano sotto la spinta del potere politico, e in questo senso in sono da escludere degli scismi, anche considerevoli. Ma tali fenomeni non rivestiranno alcun significato teologico, perch\u00e9 saranno privi di conseguenze nel campo dogmatico; nessuna controversia sulla divinit\u00e0 di Cristo, sui rapporti tra la &#8216;giustificazione&#8217; e la &#8216;santificazione&#8217;, sul valore dei sacramenti. Questo perch\u00e9 l&#8217;ERESIA, la controversia religiosa, la separazione dei cristiani suppongono l&#8217;esistenza di una fede comune soggiacente. Non si pu\u00f2 opporsi nella fede senza una vasta base d&#8217;accordo assoluto. Ora l&#8217;epoca nella quale noi ci stiamo avanzando (vi siamo entrati insensibilmente da tre secoli) si caratterizza per un raffreddamento della fede. Non vi \u00e8 abbastanza religione sulla terra perch\u00e9 possa sorgere una eresia esplicitamente religiosa. Il che farebbe supporre che la fine di questo mondo \u00e8 assai vicina, se bisogna dare un senso preciso al lamento di Ges\u00f9: &quot;Quando il Figlio dell&#8217;Uomo verr\u00e0, trover\u00e0 ancora della fede sulla terra?&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>E se il Concilio Vaticano II non ha trovato propriamente delle eresie dogmatiche da condannare ma piuttosto delle filosofie che mettono in pericolo la ragione, ci\u00f2 non \u00e8 dovuto al fatto che la fede \u00e8 pi\u00f9 forte, sibbene al fatto che l&#8217;avversario porta i suoi colpi a livelli pi\u00f9 profondi, che la sua dinamite o piuttosto la sua invisibile opera di scalzamento attacca le sottostrutture, quelle basi naturali che un tempo erano un bene comune dell&#8217;umanit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>La nuova epoca presenta un&#8217;attenuazione della fede, almeno della fede visibile e costituita. Ci\u00f2 che la rende diversa dalle epoche precedenti \u00e8 la fine, o almeno il declino, di un regime n cui la religione era sostenuta da un&#8217;istituzione o da un contesto da essa distinti: potere, struttura sociale, costume, usanze, lingua, sensibilit\u00e0, una data atmosfera.<\/em><\/p>\n<p><em>Non \u00e8 agevole dire in quale misura la fede \u00e8 scomparsa, perch\u00e9 \u00e8 difficile determinare, nei tempi precedenti (in cui la fede coincideva con l&#8217;istituzione), in quale misura tale fede era conformismo o adesione personale. Non si riuscir\u00e0 mai a saperlo, ed \u00e8 inutile porsi questi interrogativi insolubili: gli stessi interessati, gli uomini del passato, se potessero essere interpellati, non potrebbero rispondervi. Quando tutto un mondo pensa allo stesso modo, il non conformismo resta inespresso.<\/em><\/p>\n<p><em>A partire dal Rinascimento, diviene man mano visibile la separazione tra l&#8217;universo dell&#8217;uomo e l&#8217;universo del cristiano. Dal momento che l&#8217;umanit\u00e0 aveva cominciato ad avere la consapevolezza di se stessa e a pensarsi, era nata l&#8217;idea della sua unit\u00e0. Le mitologie contribuivano a darle questo senso dell&#8217;unit\u00e0: l&#8217;umanit\u00e0, politeista per quanto riguardava gli dei, era quanto a se stessa monantropica: esistevano molteplici dei, non vi era che una sola razza umana, che un unico primo uomo. Ma il concetto di popoli &quot;barbari&quot;, l&#8217;impossibilit\u00e0 di far coincidere cronologie diverse, l&#8217;ignoranza delle origini, l&#8217;incertezza sui fini, l&#8217;assenza d&#8217;un sentimento del progresso, il mito dell&#8217;&quot;eterno ritorno&quot;, tutto contribuiva a rendere difficile all&#8217;Uomo totale l&#8217;autoconoscenza di s\u00e9,. La Chiesa rese possibile questa conoscenza, e, per lungo tempo, fu la stessa cosa pensarsi come uomo e pensarsi come cristiano, come membro di questa Chiesa.<\/em><\/p>\n<p><em>Oggi, invece, esiste tra i due punti di vista un contrasto cos\u00ec grande che diventa difficile, e per alcuni impossibile, pensarsi NELLO STESSO TEMPO come uomo e come cristiano. Non che si tratti di un&#8217;esperienza prima sconosciuta, ma l&#8217;uomo moderno ha portato questa divisione degli esseri in se stesso all&#8217;estrema potenza. Essi possono &quot;concordare&quot;: ma concordanza, concordato, e anche CONCORDIA sono termini ambigui. Servono senza dubbio a eliminare il sospetto d&#8217;una rivalit\u00e0 troppo visibile, ma non per questo vogliono dire armonia, intesa, accordo. In molti casi il potere si adopera quanto pu\u00f2 a far morire per asfissia una religione che si guarda per\u00f2 bene dal perseguitare, perch\u00e9 preferisce ignorarla.<\/em><\/p>\n<p><em>Dicevo prima che l&#8217;eresia, essendo una divergenza nella fede, suppone la fede, anzi un certo ardore di fede, tale da far giudicare la differenza delle credenze cos\u00ec importante (anche se riguarda uno &quot;iota&quot; da non dover lasciar nulla d&#8217;intentato da sostenerlo: la rottura dell&#8217;unit\u00e0, il ricorso al potere secolare. In un contesto in cui non sar\u00e0 difficile trovare n\u00e9 un potere per perseguitarvi n\u00e9 un potere per aiutarvi a perseguitare.<\/em><\/p>\n<p>Guitton, dunque, a concilio appena iniziato, \u00e8 abbastanza lucido da rendersi conto che esso non avrebbe lanciato scomuniche contro alcuno, e ne d\u00e0 una spiegazione che, sul piano filosofico, non fa una grinza. A che servirebbe anatemizzare qualcuno, in un&#8217;epoca in cui la fede della societ\u00e0 nel suo complesso si \u00e8 talmente raffreddata, che la cristianit\u00e0 non poggia pi\u00f9 sopra una base dottrinale realmente condivisa, e quindi le odierne eresie non sono dirette esplicitamente contro la religione, bens\u00ec contro la ragione naturale che \u00e8 alla base della religione stessa? In altre parole, domina il relativismo: e come ciascun &quot;cattolico&quot; ha le sue opinioni non solo sulla morale insegnata dalla Chiesa, ma anche sulla dottrina trasmessa dal sacro Magistero, e si regola di conseguenza in base al proprio criterio, cos\u00ec manca un consenso generale anche su ci\u00f2 che attiene al principio della verit\u00e0, dalla politica alla cultura e dall&#8217;economia alla scienza. In tali condizioni, l&#8217;attacco che la Chiesa sta subendo \u00e8 condotto a livelli pi\u00f9 profondi delle vecchie eresie del passato; tanto pi\u00f9 che oggi \u00e8 venuto a mancare il clima generale di uniformit\u00e0 che caratterizzava la cristianit\u00e0, sia pur sempre pi\u00f9 faticosamente, fin verso i primi decenni del XX secolo. Pertanto ogni individuo \u00e8 messo a nudo di fronte all&#8217;interrogativo religioso; non ha pi\u00f9 il conformismo dietro il quale nascondersi, deve fare una scelta e nel farla l&#8217;elemento religioso esercita ormai un peso minimo rispetto ad altre sollecitazioni ed altre pressioni, ben pi\u00f9 massicce e capillari, che gli vengono dalla dimensione immanente e secolarizzata. E tuttavia, sebbene l&#8217;analisi sia giusta, le conclusioni, a nostro avviso, sono sbagliate.<\/p>\n<p>Guitton individua nella modernit\u00e0 il processo che ha colpito non solo la possibilit\u00e0 razionale della fede, ma che ha scalzato ogni altro punto di riferimento certo e stabile, perch\u00e9, avendo mitizzato l&#8217;idea del progresso al posto della fede nel trascendente, \u00e8 &quot;costretta&quot; a distruggere e ridisegnare continuamente la mappa concettuale, morale, estetica e affettiva degli uomini. La modernit\u00e0 ha creato una scissione nell&#8217;uomo, particolarmente fra la sua parte religiosa, che aspira al trascendente, e quella profana, che si appaga dell&#8217;immanente. Inoltre ha elaborato, sotto l&#8217;azione della filosofia cristiana, l&#8217;idea dell&#8217;unit\u00e0 della famiglia umana; per\u00f2, avendo messo fra parentesi, o addirittura abolito la paternit\u00e0 divina, non sa dar conto del perch\u00e9 gli uomini dovrebbero aspirare all&#8217;armonia, e tutto ci\u00f2 che \u00e8 arrivata a teorizzare sono la tolleranza illuminista o la concordia massonica. Sempre, per\u00f2, a livello teorico; perch\u00e9 nella sfera pratica una societ\u00e0 impregnata di relativismo non pu\u00f2 far altro che riconoscere la legittimit\u00e0 di ciascuna aspirazione e desiderio individuale, sempre sul metro del bene inteso soggettivamente: del bene oggettivo neppur l&#8217;ombra perch\u00e9, se ci fosse, tornerebbe ad apparire evidente la necessit\u00e0 di un criterio morale condiviso, proprio quello che essa ha abolito e che costituisce il vanto della sua &quot;maturit\u00e0 e della sua &quot;emancipazione&quot;. Ed \u00e8 per questo che oggi il potere politico preferisce ignorare la religione invece di perseguitarla: perseguitandola, le riconoscerebbe un certo statuto ontologico, una certa legittimit\u00e0 nell&#8217;ambito dei possibili. Ha scoperto di potersi reggere benissimo anche senza l&#8217;appoggio della religione e non vuole essere debitore di nulla ad alcuno. Per\u00f2 si sbaglia: senza la religione, n\u00e9 un codice morale condiviso, il potere si mostra, senza veli, nella sua nuda essenza di volont\u00e0 di dominio fine a se stesso: non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nulla che lo ingentilisca, che ne attenui la ferocia e soprattutto che lo giustifichi. Comporre i conflitti sociali? Ma non \u00e8 capace di farlo, dacch\u00e9 si \u00e8 inchinato al dogma della libert\u00e0 soggettiva e si \u00e8 prostituito al vero potere rimasto in campo, quello finanziario. Guitton elenca i passati fattori di coesione e armonia sociale: oltre al potere (politico), struttura sociale, costumi, usanze, lingua, sensibilit\u00e0, una data atmosfera. Ma la globalizzazione li sta distruggendo tutti, inesorabilmente. Sentendosi affondare, gli uomini torneranno a volgesi a Dio. Ma a quale Dio, se la religione \u00e8 stata adulterata e una falsa chiesa ha sostituito la vera? Ecco perch\u00e9 i padri conciliari dovevano servirsi dell&#8217;anatema: per conservare, pura, la fede nel vero Dio. Ma forse era proprio ci\u00f2 che <em>non<\/em> volevano&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il problema della Chiesa \u00e8 lei stessa; e pi\u00f9 precisamente quella parte di lei, divenuta poi maggioritaria ma che all&#8217;epoca era solo una minoranza, la quale<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30144,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[83],"tags":[109,117,262],"class_list":["post-25685","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concilio-vaticano-ii","tag-chiesa-cattolica","tag-dio","tag-vaticano-ii"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-concilio-vaticano-ii.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25685","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25685"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25685\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30144"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25685"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25685"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25685"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}