{"id":25684,"date":"2018-04-24T05:34:00","date_gmt":"2018-04-24T05:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/04\/24\/il-concilio-fu-una-novella-pentecoste\/"},"modified":"2018-04-24T05:34:00","modified_gmt":"2018-04-24T05:34:00","slug":"il-concilio-fu-una-novella-pentecoste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/04\/24\/il-concilio-fu-una-novella-pentecoste\/","title":{"rendered":"Il Concilio fu una novella Pentecoste?"},"content":{"rendered":"<p>Che il Concilio Vaticano II sia stato, niente di meno, una nuova Pentecoste, \u00e8 un concetto che si sente esprimere qualche vola, ma che \u00e8 comunque implicito nella mente dei suoi pi\u00f9 strenui sostenitori. Ed essi ci hanno ornai abituati &#8211; cio\u00e8, hanno talmente abituato tutti gli altri, a cominciare dagli altri cattolici &#8211; a considerare come perfettamente lecito e normale questo punto di vista, che \u00e8 il<em>\u00a0loro<\/em>\u00a0punto di vista, da aver oscurato il piccolo dettaglio che si tratta di un concetto assolutamente improponibile, e specialmente per un credente: diciamo pure, senza paura delle parole, anzi, armati della verit\u00e0 delle parole, che \u00e8 un concetto eretico. E tanto peggio se a formularlo per primo \u00e8 stato proprio il papa del Concilio, Giovanni XXIII (il che fa chiarezza, per chi ha occhi per vedere, sulla inanit\u00e0 degli sforzi di quanti vorrebbero separare le responsabilit\u00e0 di lui da quelle di certi &quot;esagerati&quot; fautori del Concilio, i quali si sarebbero spinti al di l\u00e0 delle sue intenzioni).\u00a0 I fatti sono fatti e con essi non si litiga: si pu\u00f2 solo cercare di capirli; e poi, eventualmente, tentare di modificarli: ma negarli, no, non \u00e8 cosa onesta, n\u00e9 saggia. Perch\u00e9 diciamo che il concetto di una nuova, ovvero di una seconda Pentecoste, \u00e8 eretico, anche se viene formulato dalla bocca di un papa? Perch\u00e9 la Rivelazione cristiana, cos\u00ec come la Chiesa cattolica l&#8217;ha fedelmente custodita per millenovecento anni (e se non credessimo a questo, non potremmo dirci cattolici) insegna che essa \u00e8 definitiva e immodificabile. Esistono, certo, le cosiddette rivelazioni private, ma esse non impegnano pi\u00f9 la <em>fede<\/em> del credente, bens\u00ec solamente le sue <em>opinioni<\/em>. E anche in quei casi nei quali la Chiesa riconosce la soprannaturalit\u00e0 degli eventi in questione (come nei casi di Lourdes, o di Fatima), tale riconoscimento non implica che le rivelazioni fatte a delle singole persone, ad esempio a Bernadette Soubirous o ai tre pastorelli portoghesi, diventino articoli, e tanto meno, dogmi di fede, per tutti i credenti; i quali, al contrario, sono liberi di credervi, a titolo personale, oppure no, ma senza che ci\u00f2 impegni la loro fede cattolica, n\u00e9 quella di altri. Resta pertanto vero e incontrovertibile che, per il Deposito della fede, cos\u00ec come il Magistero lo tramanda, lo espone e lo precisa, esiste una ed una sola Pentecoste, esattamente come esiste una ed una sola Incarnazione, una ed una sola Resurrezione, una ed una sola Ascensione di Ges\u00f9 Cristo. Non possono essercene due, o tre, o quattro: il solo pensarlo equivale a una eresia.<\/p>\n<p>Ma, obietter\u00e0 prontamente qualcuno, lo Spirito non cessa di scendere sulle anime e di agire in esse, per mezzo della grazia: le stesse Scritture lo insegnano, tanto nei <em>Vangeli<\/em>, quanto nelle epistole paoline e in altri testi, compresa l&#8217;<em>Apocalisse<\/em>. Vero: ma questo concetto non equivale a quello di una seconda o terza Pentecoste: nossignori. La Pentecoste \u00e8 la Pentecoste, ed \u00e8 una sola: \u00e8 un evento, storico e soprannaturale al tempo stesso, che ha coinvolto gli Apostoli e la Madre di Ges\u00f9, cinquanta giorni dopo la Pasqua, e li ha riempiti di Spirito Santo. Si \u00e8 trattato di un evento non solo interiore e spirituale; non solo di un&#8217;esperienza mistica; ma anche di un fatto caratterizzato da manifestazioni fisiche: il vento impetuoso dentro la stanza a porte chiuse, le fiammelle che si sono posate sulla testa dei presenti, simili a delle lingue di fuoco. Insomma, un evento assolutamente unico e irripetibile. E tuttavia, insisteranno i nostri critici (ben venga la critica, quando \u00e8 costruttiva e in buona fede) nessuno pu\u00f2 negare che lo Spirito Santo fosse presente anche nell&#8217;assembla conciliare, quando i Padri si riunirono per far udire al mondo la loro voce. Senza dubbio: ma ci\u00f2 vale per tutti i Concili; vale anche per tutte le sante Messe che si celebrano nel mondo; vale per tutte le occasioni in cui due o tre cristiani si riuniscono nel nome di Ges\u00f9, come Lui stesso ha promesso; e vale anche per il singolo credente, il quale, riconciliato con Dio mediante i Sacramenti, prega sinceramente e fervidamente che Egli lo illumini, lo assista, lo sostenga. Ci\u00f2 non vuol dire che si tratta di altrettante Pentecosti, a meno di voler usare il termine &quot;pentecoste&quot; come un nome comune e non come il nome che indica un fatto, storico e soprannaturale, ben preciso e ben definito nello spazio e nel tempo. Oppure \u00e8 proprio questo che vogliono fare, coloro i quali lo adoperano con tana facilit\u00e0 e disinvoltura, specialmente quando essi parlano del Concilio Vaticano II? Ecco, forse qui siamo arrivati al nodo della questione. Chiamare il Concilio <em>una seconda Pentecoste<\/em> ha l&#8217;effetto di trasformare il Concilio in una astrazione metafisica, in una realt\u00e0 auto-evidente in tutti i suoi aspetti; sottrarlo alla contingenza storica e proiettarlo nell&#8217;assoluto. Ma questa \u00e8 una operazione scorretta. Di assoluto, nella fede cattolica, c&#8217;\u00e8 solo la Rivelazione di Dio attraverso Ges\u00f9 Cristo, il suo Figlio Unigenito: e nella Rivelazione esiste una sola Pentecoste, come esiste una sola Resurrezione. Il Concilio Vaticano II, come ha osservato lo storico Roberto De Mattei, \u00e8 un fatto\u00a0<em>storico<\/em>, \u00e8 uno dei ventuno concili che si sono succeduti nella storia della Chiesa; e, fra parentesi, il solo sul quale esistano delle perplessit\u00e0 riguardo ad alcune sue formulazioni dottrinali (bench\u00e9 la sua volont\u00e0 dichiarata fosse quella di essere un concilio meramente pastorale: cosa, peraltro, di per s\u00e9 contraddittoria e impossibile, tanto \u00e8 vero che nessun concilio, dei venti che lo hanno preceduto, \u00e8 stato voluto e convocato per ragioni puramente pastorali e con obiettivi puramente pastorali). E in quanto fatto storico, pu\u00f2 e deve essere valutato, discusso ed, eventualmente, criticato. Ma era presente in esso lo Spirito Santo?, si potrebbe chiedere. S\u00ec, era presente, ma questo non significa che <em>tutti<\/em> gli atti del Concilio, che <em>tutte<\/em> le persone che vi hanno preso parte, che <em>tutti<\/em> i documenti, fino all&#8217;ultima virgola, e <em>tutte<\/em> le sue decisioni, siano state assistite o ispirate dallo Spirito. E questa \u00e8 appunto la differenza con la Pentecoste, quella vera, la sola Pentecoste che un cattolico conosce e riconosce come tale: che nella pentecoste degli Apostoli e di Maria, lo Spirito \u00e8 disceso abbonante e incontrastato; nelle condizioni storiche ordinarie, invece, esso agisce, ma fino a un certo punto, perch\u00e9 gli uomini non sono interamente pronti ad accoglierlo, e non gi\u00e0 perch\u00e9 la sua potenza soprannaturale sia diminuita. C&#8217;\u00e8 forse qualcuno che se la sente di &quot;garantire&quot; che in tutti gli oltre 2.500 padri presenti all&#8217;apertura del Concilio, esistevano le condizioni perch\u00e9 lo Spirito agisse pienamente e santamente? Anche nel suo massimo ispiratore, il teologo gesuita Karl Rahner, che ragguagliava sull&#8217;andamento dei lavori la sua amante tedesca, con la quale si scambiava affettuosi nomignoli e allusioni erotiche? Anche in lui era presente lo Spirito, e la sua azione poteva dispiegarsi efficacemente? Qualcuno dir\u00e0 che la carne \u00e8 debole, ma la fede rimedia a tutto. Certo: per i luterani. Un cattolico non la pensa cos\u00ec. Per un cattolico, il peccato \u00e8 peccato; e fino a quando l&#8217;anima non si \u00e8 riconciliata con Dio, il Soffio divino non pu\u00f2 agire in essa, perch\u00e9 non trova le condizioni sufficienti per entrarvi.<\/p>\n<p>E non sono stati solo i peccati della carne a rendere improbabile il concetto stesso di una seconda Pentecoste, applicato al Concilio:\u00a0 ma lo \u00e8 stato, ancor pi\u00f9, il peccato della superbia. Molti padri conciliari hanno confidato orgogliosamente in se stessi, nelle loro idee, nella loro cultura, nella loro volont\u00e0 di cambiamento, ma, a quanto \u00e8 poi emerso, non abbastanza in Dio, che solo sa e fa bene ogni cosa. Oggi sappiamo che esisteva una vera e propria congiura, preparata da tempo da alcuni vescovi progressisti e neo-modernisti; e che essi si presentarono al Concilio con un piano preciso, molto determinati\u00a0 a impadronirsi dei lavori conciliari, dettando la linea fin dalla loro apertura: il che puntualmente accadde, quando gli schemi preparatori, gi\u00e0 predisposti e approvati dal papa fin dal luglio 1962, vennero rifiutati, e il Concilio assunse l&#8217;aspetto di una rivoluzione. Di nuovo, non ci si spaventi per le parole: le parole non fanno male, se sono veritiere; fanno male quando nascondono una menzogna. Dire che il Concilio si trasform\u00f2 in un evento rivoluzionario non \u00e8 tradire la verit\u00e0, ma \u00e8 dire la verit\u00e0, che finora i cattolici progressisti non hanno mai detta. Essi presentano come normali le cose pi\u00f9 anormali: prima fra tutte, quella di chiamare il Concilio con l&#8217;espressione di <em>seconda Pentecoste<\/em>. Non \u00e8 solo una falsit\u00e0, \u00e8 anche un&#8217;eresia, per le ragioni che abbiamo spiegato. Un&#8217;eresia detta allo scopo di sottrarre la discussione sul Concilio all&#8217;ambito degli eventi storici e trasformarla in un evento soprannaturale, dunque indiscutibile. Ma questo \u00e8 un vero e proprio capovolgimento del procedimento che si richiede a chiunque voglia fare un ragionamento corretto: dallo studio dei fatti si risale a formulare un giudizio su di essi; non potr\u00e0 mai essere un fatto a fissare il criterio per stabilire la giustizia e la verit\u00e0 dei fatti. A meno che si tratti, appunto, dei fatti della Rivelazione: l&#8217;Incarnazione, la Passione e Morte, la Resurrezione, l&#8217;Ascensione, la Pentecoste. Questi sono fatti, ma sono i fatti che Dio ha realizzato per amore degli uomini. Nei fatti storici, anche in quelli da Lui ispirati, pu\u00f2 essere presente lo Spirito Santo, senza che ci\u00f2 renda quei fatti assoluti e indiscutibili, cio\u00e8 equiparabili ai fatti della Rivelazione. Ora, proprio a ci\u00f2 mirano i corifei dello &quot;spirito&quot; (con la minuscola) del Concilio: a negare a chiunque la libert\u00e0 di giudicare il Concilio come un fatto storico, come tutti gli altri succedutisi nella vita della Chiesa, e a trasformarlo nel paradigma di ci\u00f2 che la Chiesa deve essere (magari ignorando le decisioni e le verit\u00e0 formulate dai venti concili precedenti).\u00a0<\/p>\n<p>E adesso torniamo a Giovanni XXIII e alla sua formula del Concilio come novella Pentecoste.\u00a0<\/p>\n<p>Diceva, dunque, in un importante convegno di studi sul Concilio tenutosi ad Assisi dal 27 al 31 dicembre 1985, monsignor Loris Francesco Capovilla (Pontelongo, Padova, 14 ottobre 1915-Bergamo, 26 maggio 2016), gi\u00e0 arcivescovo-prelato di Loreto e segretario particolare di papa Giovanni XXIII, nonch\u00e9 cardinale nel 2014, a 98 anni di et\u00e0, nella sua relazione intitolata: <em>Giovanni XXIII, profeta della novella Pentecoste<\/em> (in:A.A. V.V., _3Cem>Il Vaticano II nella chiesa italiana: memoria e profezia<\/em>, Assisi, Cittadella Editrice, 1985, pp. 160-161):<\/p>\n<p><em>Abitato dallo Spirito, nutrito con la Parola, papa Giovanni ha ripetutamente annunciato una &quot;novella Pentecoste&quot;. L&#8217;ha proclamato l&#8217;8 dicembre 1962, nel discorso di chiusura della prima sessione del Concilio, con puntuale riferimento alle voci sino allora raccolte e dell&#8217;obbligante slancio apostolico dei chiamati all&#8217;assise ecumenica (cfr. DMC, V, pp. 24-31)&quot;Sar\u00e0 veramente una nuova Pentecoste che far\u00e0 fiorire la Chiesa nella sua interiore ricchezza e nel suo estendersi maternamente in tutti i campi dell&#8217;umana attivit\u00e0: sar\u00e0 un nuovo balzo in avanti del regno di Cristo nel mondo&quot;. Preparare la novella Pentecoste \u00e8 stato per lui il vero scopo del Concilio. ma come sar\u00e0 questa novella Pentecoste? Dipende da ciascun battezzato che essa si riveli, secondo la previsione roncalliana,\u00a0 &quot;un riaffermare in modo sempre pi\u00f9 alto e suadente la lieta novella della redenzione, l&#8217;annuncio luminoso della sovranit\u00e0 di Dio, della fratellanza umana nella carit\u00e0, della pace promessa in terra agli uomini di buona volont\u00e0, in rispondenza al divino beneplacito&quot;. Se si verificher\u00e0 la novella Pentecoste,\u00a0tutti coloro che &quot;invocheranno il nome del Signore&quot; (At 2, 2) &quot;saranno assidui nell&#8217;ascoltare l&#8217;insegnamento degli apostoli e nell&#8217;unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere&quot; (At 2,42) In tutte le comunit\u00e0 cristiane, insieme all&#8217;impulso incoercibile verso l&#8217;unit\u00e0 \u00e8 sorta, per l&#8217;appunto, una volont\u00e0 di rinnovamento spirituale, che contrasta la sfiducia di taluni nel profetico annuncio. E se forze contrarie frenassero il rinnovamento in atto? Se i cuori si chiudessero all&#8217;azione dello Spirito? Allora certamente la novella Pentecoste non potrebbe realizzarsi perch\u00e9 &quot;se non crederete, non avrete stabilit\u00e0&quot; (Is 7,9). Il richiamo di queste gravi parole e della situazione in cui furono pronunciate da papa Giovanni, allorch\u00e9 lo si accusava di irenismo(cfr. DMCV, pp. 161-166), ammonisce a scuotersi dal letargo. Stabilit\u00e0! \u00c8 come dire: &quot;Non si torna indietro. Non ci si ripiega su se stessi. Si va avanti&quot;. In proposito, uno sprazzo chiarificatore emana dall&#8217;unico messaggio di Giovanni Paolo I. Esso fa meditare chi dubitasse della irreversibilit\u00e0 del cammino intrapreso, della validit\u00e0 delle decisioni conciliari. [segue il radiomessaggio, del quale ci riserviamo di parlare in un&#8217;altra occasione].<\/em><\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 \u00e8 abbastanza chiaro? Non solo Capovilla rivendica con orgoglio il concetto della <em>novella Pentecoste<\/em> (quando i concetti zoppicano, si ricorre agli svolazzi poetici: <em>novella<\/em> suona meglio di <em>nuova<\/em>), ma ricorre alle tipiche parole d&#8217;ordine dei progressisti d&#8217;ogni tempo: <em>Non si torna indietro; si va avanti; nessuno pensi di poter frenare le riforme<\/em>. \u00c8 il linguaggio di una fazione ideologica contro un&#8217;altra: molto umano, moralmente discutibile e politicamente rivoluzionario. \u00c8 come dire: <em>Non faremo prigionieri; chi non \u00e8 con noi sar\u00e0 trattato da nemico.<\/em> Ecco perch\u00e9 bisogna trasformare il Concilio in un&#8217;altra Pentecoste: perch\u00e9 ci\u00f2 equivale a far passare i suoi critici per dei <em>cuori chiusi<\/em> che si oppongono all&#8217;azione dello Spirito Santo. Infine, egli ribadisce <em>l&#8217;irreversibilit\u00e0 del cammino intrapreso, della validit\u00e0 delle decisioni conciliari.<\/em> Lo farebbe, se non sapesse che una parte dei cattolici, e forse non la peggiore, non \u00e8 affatto persuasa che il cammino intrapreso dal Concilio sia irreversibile, n\u00e9 che le sue decisioni siano tutte valide? Con sottile malizia, crea un ricatto morale basato sul <em>fait accompli<\/em> del colpo di mano conciliare. Due piccioni con una fava: auto-glorificare i riformisti e screditare i <em>duri di cuore.<\/em> Questo linguaggio vi ricorda, per caso, qualcosa o qualcuno?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che il Concilio Vaticano II sia stato, niente di meno, una nuova Pentecoste, \u00e8 un concetto che si sente esprimere qualche vola, ma che \u00e8 comunque<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30144,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[83],"tags":[157,262],"class_list":["post-25684","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concilio-vaticano-ii","tag-gesu-cristo","tag-vaticano-ii"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-concilio-vaticano-ii.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25684","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25684"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25684\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30144"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25684"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25684"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25684"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}