{"id":25680,"date":"2021-09-18T05:41:00","date_gmt":"2021-09-18T05:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/09\/18\/il-95-di-cio-che-sappiamo-e-filtrato-dalla-massoneria\/"},"modified":"2021-09-18T05:41:00","modified_gmt":"2021-09-18T05:41:00","slug":"il-95-di-cio-che-sappiamo-e-filtrato-dalla-massoneria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/09\/18\/il-95-di-cio-che-sappiamo-e-filtrato-dalla-massoneria\/","title":{"rendered":"Il 95% di ci\u00f2 che sappiamo \u00e8 filtrato dalla massoneria"},"content":{"rendered":"<p>Una tipica illusione dell&#8217;uomo moderno, e dell&#8217;uomo di cultura non meno che di quello della strada, \u00e8 di sapere, o di poter sapere, nel senso di conoscere in maniera adeguata, ci\u00f2 che appartiene allo scibile umano, semplicemente consultando i libri, frequentando le aule scolastiche e poi quelle universitarie, ascoltando le conferenze pubbliche o private. In altre parole: il sapere \u00e8 l\u00ec, a disposizione di chiunque abbia tempo a disposizione e una certa dose di buona volont\u00e0 per abbeverarsi alle sue fonti: quel che la cultura sa, viene offerto a tutti; ci\u00f2 che le varie scienze hanno appurato, \u00e8 messo alla portata del pubblico. Perci\u00f2, se uno sa poco, o magari non sa nulla, deve solo darne la responsabilit\u00e0 a se stesso: gli \u00e8 mancata una motivazione sufficiente per colmare la propria ignoranza. \u00c8 quasi incredibile che anche la stragrande maggioranza delle persone colte la pensi in questo modo. Se si parla di un argomento culturale qualsiasi, poniamo le origini della Seconda guerra mondiale, oppure la teoria del Big Bang, o ancora l&#8217;evoluzione delle specie, l&#8217;uomo colto d\u00e0 per scontato che infornarsi e istruirsi sia solo questione d&#8217;impegno individuale: gli strumenti per sapere le cose ci sono, e sono alle portata di chiunque; oggi non \u00e8 come una volta, e anche chi proviene dalle classi umili ha qualche possibilit\u00e0 in tal senso, ad esempio vincendo una borsa di studio e ottenendo l&#8217;iscrizione gratuita ai corsi universitari.<\/p>\n<p>Ebbene, tutto questo non \u00e8 vero; o, quanto meno, non lo \u00e8 pi\u00f9. In realt\u00e0, quello che sanno gli uomini di oggi, cio\u00e8 quello che hanno appreso a scuola o all&#8217;universit\u00e0, o leggendo i giornali, o ascoltando la televisione, o leggendo la maggior parte dei libri, \u00e8 frutto di un&#8217;attenta selezione: \u00e8 passato ci\u00f2 che ha voluto la massoneria, legata al potere occulto della grande finanza; non \u00e8 passato ci\u00f2 che ad essa dispiace. E anche quel che \u00e8 passato, \u00e8 passato in maniera tale da servire ai suoi fini e da determinare una certa percezione del reale: che non \u00e8 certo oggettiva, e sia pure tendenzialmente oggettiva. Per fare un esempio: i bambini delle elementari e i ragazzi delle medie e del liceo apprendono che l&#8217;unit\u00e0 d&#8217;Italia \u00e8 stata fatta dai patrioti; che il Risorgimento ha visto emergere la forze sane della nazione; che Garibaldi era un eroe senza macchia e senza paura e Cavour uno statista raffinato e scaltrissimo. Non viene detto loro che la stragrande maggioranza degli italiani \u00e8 rimasta estranea all&#8217;unit\u00e0; che essa \u00e8 stata fatta dalla massoneria, contro la Chiesa e contro il sentimento religioso del popolo italiano; che la Spedizione dei Mille \u00e8 stata un&#8217;aggressione banditesca diretta contro uno Stato internazionalmente riconosciuto; che i plebisciti tenuti nelle varie regioni sono stati una burla; che Garibaldi odiava la Chiesa e voleva distruggerla, tanto da definire il papa Pio IX, quando ebbe notizia della sua morte, <em>un metro cubo di escrementi<\/em>; che nel 1915 furono arrestati e deportati, come nemici, centinaia d&#8217;italiani abitanti nelle regioni confinarie dell&#8217;Imperi austriaco, e in particolare numerosi preti cattolici; che Trento, Trieste e Gorizia furono annesse senza consultare le popolazioni; che la stessa massoneria che spingeva il governo sabaudo ad espropriare chiese, chiudere conventi e sopprimere ordini religiosi, quando trovava uno statista cattolico particolarmente fastidioso, come l&#8217;ecuadoregno Garcia Moreno, non esisteva a farlo assassinare. E questo per limitarci alla storia politica; ma una selezione analoga, o una manipolazione simile, sono state fatte per ogni singola disciplina, in ogni ambito del sapere. Per cui un ragazzo di liceo si fa l&#8217;idea che l&#8217;Italia degli anni &#8217;20 e &#8217;30 non avesse un intellettuale pi\u00f9 geniale di Antonio Gramsci, n\u00e9, negli anni del dopoguerra, un pittore pi\u00f9 grande di Guttuso, o un romanziere pi\u00f9 moderno di Alberto Moravia, o un poeta e un saggista pi\u00f9 acuto di P. P. Pasolini; n\u00e9, infine, la Chiesa degli anni &#8216;060, un prete pi\u00f9 umano e lungimirante di don Milani; cos\u00ec come oggi non ha un filosofo pi\u00f9 illustre di Galimberti, o un giornalista migliore di Paolo Mieli, o un regista pi\u00f9 memorabile di Nanni Moretti, e cos\u00ec via. Ora, non \u00e8 che gli &quot;altri&quot;, cio\u00e8 le figure appartenenti ad un diverso ambito culturale, specialmente i cattolici, siano poco ricordati: non sono ricordati affatto; a scuola non si studiano, la tiv\u00f9 non ne parla, e cos\u00ec il grande pubblico non sa neppure i loro nomi. Provate a parlare di Nicola Lisi, Domenico Giuliotti, Piero Bargellini, Tito Casini, Bonaventura Tecchi, a uno studente liceale d&#8217;oggi; provate a dirgli che <em>Il cavallo rosso<\/em> di Eugenio Corti merita forse di essere letto pi\u00f9 di <em>Vogliamo tutto<\/em> di Nanni Balestrini, o che le poesie di Siro Angeli non la cedono per niente a quelle del Gruppo 63.<\/p>\n<p>Per supportare la nostra affermazione, scegliamo un esempio fra tanti: quello del pittore No\u00e8 Bordignon, del quale ci eravamo gi\u00e0 occupati (cfr. il nostro articolo: Un quadro al giorno: <em>La mosca cieca&quot; di No\u00e8 Bordignon (1873)<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 21\/01\/09 e ripubblicato sull&#8217;Accademia Nuova Italia il 14\/10\/17). Bordignon \u00e8 stato un grande pittore, ma il vasto pubblico non lo conosce per niente, neppure nella sua terra: la sua fama non \u00e8 mai veramente &quot;decollata&quot;, nonostante i suoi meriti artistici, perch\u00e9 inviso alla massoneria. Scrive Luigi Dal Bello a proposito di questo aspetto della vita e della (mancata) carriera del pittore trevigiano (in: Paolo Rizzi, <em>No\u00e8 Bordignon, pittore veneto (1841-1920)<\/em>, Edizione privata, Venezia, 1982, p. 21):<\/p>\n<p><em>Durante il periodo veneziano [dal 1885 al 1891] si afferma ulteriormente la fama del pittore. Ma il suo inserimento come artista nell&#8217;ambiente accademico non \u00e8 facile. Incontra l&#8217;opposizione dei rappresentanti pi\u00f9 autorevoli della Biennale, che contestano le sue opere. Respinti i quadri &quot;Pappa al fogo&quot; e &quot;Interno della Chiesa dei Frari&quot;, il pittore li invia all&#8217;Esposizione di Parigi, dove vengono premiati con medaglia d&#8217;oro. Vari sono i motivi del rifiuto da parte degli esponenti della Biennale, derivanti soprattutto &#8212; secondo le testimonianze &#8211; dalla personalit\u00e0 dell&#8217;artista, che non accetta compromessi con i suoi colleghi. Lui stesso afferma, ormai vecchi, \u00abche il Ciardi lo invit\u00f2 con insistenza ad affiliarsi alla massoneria se voleva far strada\u00bb; ma non accett\u00f2 e si oppose con coerenza anche con la sua fede cattolica (Bernardi).<\/em><\/p>\n<p><em>Se da un lato per\u00f2 si vede disatteso dall&#8217;Accademia, dall&#8217;altro pu\u00f2 partecipare a mostre in varie citt\u00e0 italiane ed estere: a Parigi, Esposizione Internazionale, nel 1878 (&quot;Fanciulli che cantano&quot;, opera premiata);a Torino nel 1880 (&quot;Fanciulle che cantano nella valle&quot; e &quot;Ritorno dalla scuola&quot;); a Firenze nel 1883; di nuovo a Torino nel 1884 (&quot;Lucrezia degli Obizi&quot;); a Venezia nel 1887; a Roma presso la Societ\u00e0 Amatori e Cultori di Belle Arti nel 1889 (&quot;Scarpette nuove&quot;); a Berlino nel 1894 (&quot;La cresima&quot;, opera premiata); a Sassari nel 1895 (&quot;Et\u00e0 beata&quot;); ancora a Torino nel 1898 (&quot;Inizio alla carriera&quot;, &quot;Modella in posa&quot;, &quot;Partita a carte&quot;); a Liverpool &quot;Interno di Santa Maria dei Frari a Venezia, premiata con medaglia d&#8217;oro di primo grado); a Milano nel 1900; a New York nel 1902; in Cile nel 1902; a Firenze nel 1907 e nel 1908; a Berlino nel 1910 e nel 1911; ancora a Monaco, a Bruxelles, a Lipsia, a Vienna, a Palermo.<\/em><\/p>\n<p><em>Si afferma in questo modo come artista, facendosi conoscere a livello internazionale e riscuotendo apprezzamento ed interesse per il suo stile dalla critica mondiale (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Nel frattempo il contrasto col Ciardi si acuisce. A causa di un diverbio con quest&#8217;ultimo, l&#8217;artista viene accusato di provocazione ed insulti, ma viene assolto dal tribunale. Le opposizioni per\u00f2 non terminano, tanto da indurlo ad abbandonare Venezia ed a ritirarsi a San Zenone, terra d&#8217;origine della famiglia, che gli riprometteva l&#8217;affetto delle persone semplici.<\/em><\/p>\n<p>La notizia sull&#8217;invito di Guglielmo Ciardi (1842-1917) ad affiliarsi alla massoneria \u00e8 stata dunque raccolta dal parroco di San Zenone degli Ezzelini, il quale, arrivato in paese nel 1917, era entrato in confidenza col pittore settantaseienne e l&#8217;aveva ricevuta dalla sua stessa bocca. Il trasferimento forzato di Bordignon da Venezia a San Zenone, con tutta la famiglia, in seguito alla persecuzione del Ciardi &#8212; ch\u00e9 tale si deve considerare, visto l&#8217;accanimento con cui lo volle trascinare in tribunale, e da porre certamente in relazione con l&#8217;atteggiamento di totale chiusura verso di lui delle autorit\u00e0 della Biennale &#8212; \u00e8 stato dunque il risultato del rifiuto da parte di quest&#8217;ultimo di aderire alla richiesta, aggravato, agli occhi del Ciardi, dalla motivazione religiosa: per cui \u00e8 facile vedere come l&#8217;atteggiamento di quest&#8217;ultimo sia passato dall&#8217;amicizia, o quanto meno dal tentativo di attirare Bordignon nella propria loggia, alla pi\u00f9 acre ostilit\u00e0 e al risentimento pi\u00f9 implacabile. Sta di fatto che un insigne pittore veneto, che la sua terra avrebbe avuto ogni ragione di onorare e valorizzare, agevolandone la carriera e la notoriet\u00e0, in pratica si vide rifiutato ed escluso: non dalla gente semplice che egli tanto amava e che rappresentava senza leziosit\u00e0 nei suoi quadri, ma dall&#8217;<em>establishment<\/em> culturale e dalle autorit\u00e0 accademiche; e questo mentre all&#8217;estero, e segnatamente all&#8217;Esposizione di Parigi, le sue opere non passavano inosservate, ma ricevevano attestati e vincevano premi di prima classe. Dunque, la massoneria ha posto il veto sulla carriera e sulla diffusione della fama di No\u00e8 Bordignon ed \u00e8 riuscita a confinarlo in un ambito ristretto, dal quale \u00e8 uscito, s\u00ec, grazie alla partecipazione ad alcune mostre internazionali, ma senza che ci\u00f2 gli aprisse le porte per una pi\u00f9 incisiva presenza a livello nazionale, o ne stabilisse durevolmente la fama. Sicch\u00e9 molti suoi lavori sono rimasti sotto forma di affreschi in una quantit\u00e0 di chiese della provincia di Treviso, dalla stessa San Zenone fino a Sarmede e Montaner, alle pendici del Cansiglio, mentre i quadri sono dispersi in varie collezioni private, e il suo capolavoro, <em>La pappa al fogo<\/em>, \u00e8 di propriet\u00e0 di una banca e, quando ci siamo recati sul posto per ammirarlo, dopo una certa attesa ci fu risposto che non era possibile perch\u00e9 non c&#8217;era nessuno del personale che potesse accompagnarci. Buono per la polvere, ma non per gli sguardi del pubblico: e ci\u00f2 a distanza di un secolo dalla scomparsa dell&#8217;artista. Laddove chi voglia ammirare le opere di Ciardi, Favretto, Nono, non trova alcuna difficolt\u00e0 a reperirle nelle gallerie dei musei; e naturalmente si forma l&#8217;idea che <em>quella<\/em> \u00e8 stata la pittura veneziana di fine &#8216;800, quella e non altra. Se invece si confrontano lo stile e i temi delle opere di Bordignon con quelli degli altri, si vede subito in cosa sta la differenza: per i cari artisti massoni, quel che conta \u00e8 la rappresentazione della realt\u00e0 secondo il loro particolare sentimento, e, nel caso della vita popolare, nella prospettiva di un bozzettismo un po&#8217;da cartolina; mentre il nostro aveva una concezione spirituale della vita e del mondo, amava rappresentare scene di storia sacra o soggetti religiosi, e quando dipingeva la campagna e la gente del popolo, lo faceva con l&#8217;intima partecipazione di chi condivide tutto di quel mondo, anche l&#8217;atteggiamento di fronte alla vita, e quindi non vede mai le cose come fine se stesse, ma sempre come rinvio a qualcosa d&#8217;altro, di spirituale. Nella <em>Pappa al fogo<\/em>, per esempio, la scena commovente di un interno domestico poverissimo, col pavimento della cucina in terra battuta, la giovane madre seduta presso il focolare, coi due bambini in attesa che il desinare sia pronto, ha la dolce solennit\u00e0 e la semplice bellezza di una Madonna laica, e tutta l&#8217;atmosfera raccolta e soffusa di sacralit\u00e0 esprime la sensibilit\u00e0 di una gente abituata ai sacrifici e alla vita dura, mai per\u00f2 dimentica della dimensione verticale dell&#8217;esistenza, mai ridotta a identificare se stessa, la propria casa, il proprio lavoro e il proprio povero desco con la totalit\u00e0 dell&#8217;esistente. E siamo perci\u00f2 convinti che proprio questo <em>quid<\/em>, questo senso religioso della vita, questa capacit\u00e0 di scorgere, fra le pieghe delle cose quotidiane e delle persone comuni, pur realisticamente rappresentate, il mistero dell&#8217;anima, sia stato l&#8217;elemento che ha tanto indispettito i dirigenti della Biennale di Venezia, per i quali ogni richiamo alla fede religiosa era un atto di superstizione e un elemento retrogrado, che andava eliminato per non ostacolare <em>le magnifiche sorti e progressive<\/em> della modernit\u00e0, sotto lo sguardo attento delle logge, coi loro compassi e grembiulini.<\/p>\n<p>Questo, ripetiamo, \u00e8 solo un esempio fra mille, fra diecimila. Quello che sappiamo della cultura italiana non rispecchia fedelmente la realt\u00e0 dei fatti, ma \u00e8 il risultato di una selezione e di una manipolazione occulte, che agiscono a monte del nostro sapere; cos\u00ec come le notizie che apprendiamo dai giornali e dai telegiornali sono selezionate prima di essere &quot;notizie&quot;, cio\u00e8 prima di arrivare nelle tipografie e sul piccolo schermo. Noi crediamo di sapere e di essere informati, ma sappiamo solo ci\u00f2 che vuole il potere: e il potere, oggi pi\u00f9 che mai, \u00e8 quello massonico, che odia la Chiesa, odia il Vangelo e odia Ges\u00f9 Cristo. Cos\u00ec, poco a poco, le gente viene indottrinata senza saperlo; e anche la maggior parte dei liceali diplomati col massimo dei voti, e dei laureati che hanno ricevuto la lode, ignorano un sacco di cose, nel loro stesso ambito di studi, per la sola ragione che il potere ha saputo fare in modo che le ignorino. E perch\u00e9 Draghi pu\u00f2 dire una bugia cos\u00ec sfrontata come questa: <em>Chi non si vaccina muore e fa morire?<\/em> Perch\u00e9 Mattarella pu\u00f2 dire un&#8217;altra menzogna vergognosa come questa: <em>Chi non si vaccina non deve invocare la libert\u00e0, perch\u00e9 mette in pericolo gli altri<\/em>? E perch\u00e9 Bergoglio, il pi\u00f9 inescusabile, pu\u00f2 dire impunemente: <em>Chi non si vaccina \u00e8 un negazionista suicida<\/em>? Perch\u00e9 sono sostenuti dal potere massonico, che controlla tutti i giornali e i telegiornali, e che adesso controlla pienamente anche il Parlamento, i partiti, gli organi di garanzia&#8230;<\/p>../../../../n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una tipica illusione dell&#8217;uomo moderno, e dell&#8217;uomo di cultura non meno che di quello della strada, \u00e8 di sapere, o di poter sapere, nel senso di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[109,196],"class_list":["post-25680","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-chiesa-cattolica","tag-massoneria"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25680","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25680"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25680\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25680"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25680"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25680"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}